AGNELLO CENTRO ITALIA

AGNELLO CENTRO ITALIA (Reg. 475/13; D.M. 24/5/13, 10/01/19)   (ovica11)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF), Consorzio di Tutela, chiunque intende produrre e commercializzare “Agnello del Centro Italia” IGP.

Iter procedurale:

Commissione Europea con Reg. 475/13 ha riconosciuto “Agnello del Centro Italia” IGP, in base al disciplinare di produzione approvato con DM 24/05/13, che prevede:

  • macellazione degli agnelli di età inferiore a 12 mesi, distinti nelle seguenti tipologie di classificazione UE delle carcasse, in relazione al loro tenore di grasso e conformazione:
  • agnello leggero di peso compreso tra 8,01 e 13 kg., con stato di ingrassamento rientrante nelle classi 1, 2, 3
  • agnello pesante di peso superiore a 13,01 kg. con stato di ingrassamento rientrante nelle classi 2, 3, 4 e conformazione rientrante nelle classi U, R, O
  • castrato di peso superiore a 20 kg., con stato di ingrassamento rientrante nelle classi 2, 3, 4 e conformazione rientrante nelle classi E, U, R.

Per agnello leggero e pesante è ammesso il condizionamento “con peritoneo aderente ed a chiusura di cavità toracica”.

Ph della carne, rilevato sul muscolo Longissimus thoracis (cioè sulla porzione di muscolo collocata tra 10° e 13° vertebra toracica, dopo il completamento delle procedure di macellazione e prima della refrigerazione della carcassa), deve essere compreso tra 6,15 e 6,80 (5,15 e 5,80 se rilevato dopo 24-30 ore dalla macellazione)

  • zona geografica di allevamento comprendente: tutto il territorio delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana, Umbria; tutto il territorio delle Province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna, Bologna; parzialmente il territorio delle Province di Modena e Reggio Emilia (delimitato dal tracciato della autostrada A1 Bologna – Milano a partire dal confine della Provincia di Bologna fino all’incrocio con l’autostrada A15 Parma – La Spezia e da questa ultima proseguendo fino al confine con la Regione Toscana)
  • monitoraggio di ogni fase del processo produttivo, tramite:
  1. iscrizione in appositi elenchi tenuti dall’Organismo di controllo degli allevamenti, mattatoi, laboratori di sezionamento/confezionamento;
  2. dichiarazione tempestiva all’Organismo di controllo della quantità di agnelli macellati e delle carcasse sezionate, porzionate, confezionate
  • appartenenza degli agnelli (i cui maschi possono essere sottoposti a neutralizzazione sessuale), nati ed allevati nella zona geografica di cui sopra, alle seguenti razze e loro incroci: Appenninica, Bergamasca, Biellese, Fabrianese, Merinizzata italiana, Pomarancina, Sopravissana, Zerasca, Comisana, Cornella bianca, Cornigliese, Garfagnina bianca, Gentile di Puglia, Massese, Pagliarola, Pecora delle Langhe
  • allevamento degli agnelli sempre nella stessa azienda, alimentati solo con latte materno fino allo svezzamento e poi con foraggi costituiti da essenze spontanee di prato, prato pascolo, leguminose e/o graminacee coltivate nella zona geografica precedentemente delimitata. Ammesso impiego di mangimi, integratori minerali e vitaminici per non oltre 0,4 kg./giorno/capo
  • macellazione degli agnelli attuata quando non hanno ancora sviluppato nella dentatura gli incisivi permanenti, mediante recisione netta della vena giugulare, entro 2 giorni della loro uscita dall’allevamento. Valutazione della carcassa avviene presso il mattatoio subito dopo la macellazione, con rilevazione del peso “a caldo” (Se peso della carcassa viene rilevato “a freddo”, dopo la refrigerazione, occorre tenere conto di un calo pari a 1% per gli agnelli leggeri e pesanti e 2% per i castrati). Presentazione delle carcasse deve essere senza: pelle, apparato intestinale (compresa cistifellea e timo), testa, zampe, coda, mammelle e genitali, corata, cuore, milza, fegato, diaframma, polmoni, trachea, ma con rognoni e grasso di rognone. Se la testa, lingua e corata non sono rimosse, occorre applicare al peso della carcassa un coefficiente di correzione pari a 8% per la testa e 12% per corata
  • identificazione delle carcasse mediante:
  1. apposizione della sigla “A C” “che percorre ininterrottamente e in senso longitudinale ciascun lato della carcassa, dalla punta della natica, passando sopra la coscia, lombi, costato ed oltrepassando la punta della spalla”;
  2. applicazione di 2 fascette non riutilizzabili (fascette poste al di sotto dei rispettivi tendini debbono avvolgere la tibia sinistra e destra di ogni carcassa),  indicanti: logo della denominazione; data di macellazione; codice alfanumerico progressivo recante in fondo lettera: L per agnello leggero; P per agnello pesante; C per castrato. Colore delle fascette (integrate da microchip o bar code): è bianco per agnello leggero; giallo per agnello pesante; marrone per castrato
  • vendita della carne al consumo in carcasse intere, o mezzene, o quarti anteriori e posteriori, o sesti anteriori e posteriori, o lombi in tagli interi od affettati. Carni, destinate al confezionamento sotto forma di tagli interi o affettati, possono essere poste in vendita in contenitori sigillati. Carni di “Agnello del Centro Italia” IGP vendute sempre con etichetta, in cui riportate: logo di “Agnello del Centro Italia” IGP (pubblicato su G.U. 135/13); tipologia del prodotto (leggero, pesante, castrato); simbolo grafico UE.

DM 24/05/2013 ha assegnato incarico dei controlli sulla corretta applicazione della IGP in oggetto ad Agroqualità Spa Piazza G. Marconi n. 25 – Ancona.

MIPAAF, con DM 10/01/2019, ha assegnato per 3 anni (fino al 10/01/2022) al Consorzio di tutela “Agnello del centro Italia” IGP con sede in Grosseto, il compito di svolgere le funzioni di tutela e valorizzazione della suddetta IGP. A tal fine il Consorzio è tenuto a:

  • riportare in qualunque atto, avente valenza esterna, il riferimento al DM 10/01/2019 allo scopo di: distinguerlo dagli altri Enti, anche non consortili, aventi quale scopo sociale la tutela dei propri associati; evidenziare come esso è l’unico soggetto incaricato dal MIPAAF di svolgere le funzioni di controllo su IGP in oggetto
  • non modificare il proprio statuto e regolamento interno senza il preventivo consenso del MIPAAF
  • sostenere l’attività di autocontrollo svolta dai propri associati e, ove richiesto, dai soggetti interessati ad utilizzare “Agnello del centro Italia” purchè inseriti nel sistema di controllo dell’Organismo autorizzato.

Incarico può essere sempre sospeso o revocato con provvedimento motivato dal MIPAAF, in caso di inadempienze rilevate all’attività del Consorzio.

Entità aiuto:

Costi inerenti all’attività del Consorzio di tutela sono ripartiti tra i soggetti interessati (compresi soggetti immessi nel sistema di controllo della IGP, in quanto appartenenti alla categoria degli allevatori della filiera “carni fresche”, seppure non appartenenti al Consorzio stesso) in base alla quantità di prodotto oggetto di tutela.

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