PRODOTTI AGRO-ALIMENTARI TRADIZIONALI

PRODOTTI AGRO-ALIMENTARI TRADIZIONALI (D.Lgs. 173/98, 228/01; D.M. 8/9/99, 13/7/00, 15/2/21)   (commag51)

Soggetti interessati:

Presidenza Consiglio Ministri (PCM), Ministero Salute (MISA), Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF), Servizio Regionale Politiche Agroalimentari (Servizio), aziende agricole singole ed associate, aziende di trasformazione, Organizzazioni professionali agricole, Camera di Commercio, Comuni, Province, Comunità Montane, Enti pubblici con sede nelle Marche.

Iter procedurale:

Istituito presso MIPAAF il “Comitato per la valorizzazione e tutela del patrimonio alimentare italiano”, con il compito di censire le lavorazioni alimentari tipiche italiane, nonché di tutelarle, valorizzarle, diffonderne le conoscenze in Italia e nel mondo.

MIPAAF stabilisce  che per essere tradizionale un prodotto debba avere metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura dell’alimento consolidate nel tempo, cioè essere state praticate sul territorio in maniera omogenea, secondo regole costanti, per un periodo continuativo non inferiore a 25 anni.

Soggetti pubblici o privati inviano a Servizio domanda con firma autenticata (Modello riportato su BUR 121/01) per segnalare prodotti tradizionali, allegando:

1)      scheda tecnico identificativa (Modello riportato su BUR 121/01) specificando:

  • categoria del prodotto, scelta  tra le seguenti: bevande analcoliche, distillati e liquori; carni fresche e loro preparazione; condimenti; formaggi; grassi (burro, margarina, oli); prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati; paste fresche, prodotti della panetteria, biscotteria, pasticceria, confetteria; preparazione di pesci, molluschi, crostacei; prodotti di origine animale diversi (miele, prodotti lattiero-caseari con esclusione burro)
  • nome del prodotto ed eventuali sinonimi o termini dialettali con cui è conosciuto
  • territorio interessato alla produzione
  • descrizione sintetica del prodotto: aspetto, colore, dimensione, consistenza, caratteristiche organolettiche
  • descrizione metodiche di lavorazione, conservazione, stagionatura consolidate nel tempo in base ad usi locali
  • materiali ed attrezzature specifiche usate per preparazione e condizionamento dei prodotti
  • descrizione locali di lavorazione, conservazione e stagionatura (su questi elementi possibile chiedere deroghe alle norme sanitarie vigenti)
  • documenti attestanti che metodiche di lavorazione, conservazione, stagionatura sono praticate su territorio in modo omogeneo e secondo regole costanti da almeno 25 anni. Allegare testi, foto od altra documentazione attestante la tradizionalità

2)      eventuale scheda (Modello riportato su BUR 121/01) per chiedere deroghe alle norme igienico-sanitarie comprendente:

  • oggetto della richiesta di deroga e motivazioni di questa
  • osservazioni sulla sicurezza alimentare del prodotto ottenuto con metodiche tradizionali
  • riferimenti normativi
  • eventuali annotazioni dei Servizi sanitari regionali
  • rispondenza del prodotto ai requisiti di salubrità e sicurezza previsti dalla vigente normativa.

Istruttoria delle richieste svolta da apposito Nucleo di valutazione istituito presso Servizio Agricoltura, che potrà escludere domande per mancanza dei requisiti o della documentazione prevista. Nucleo può chiedere documenti integrativi da inviare entro 30 giorni, pena annullamento domanda.

Servizio individua elenco dei prodotti tradizionali Marche ed invia entro 31 Dicembre richiesta a MIPAAF per suo inserimento nell’Elenco nazionale dei prodotti agro-alimentari tradizionali, pubblicato su G.U. e oggetto di revisione entro 31 Gennaio di ogni anno. Ultimo elenco approvato con DM 15/2/2021 pubblicato su G.U. 48/21, comprende per le Marche seguenti prodotti tradizionali:

Condimenti: conserva di pomodoro; pasta di tartufo bianco; salsa di olive; salamora di Belvedere

Formaggi: Cacio in forma di limone; caciotta; caciotta vaccina al caglio vegetale; caprino; caprino al lattice di fico; cascio pecorino lievito – pecorino fresco “a latte crudo”; casecc; formaggio di fossa – formaggio stagionato in fossa; pecorino; pecorino in botte; raviggiolo; slattato

Carni e frattaglie fresche e loro preparazione: barbaglia – goletta; budellino di agnello o capretto crudo; cappone rustico o cappone nostrale; carne di cavallo del Catria; carne della razza bovina Marchigiana; carne di pecora Sopravissana; ciaringolo-ciarimbolo-buzzicco-ciambudeo; cicoli-ciccioli-sgrisciuli; coppa di testa-tortella; fegatelli; galantina; gallo ruspante; lardo del Montefeltro; lonza-capocollo-scalmarita; lonzino-capolombo; mazzafegato-salsiccia matta; miaccio-miaggio-migliaccio; pancetta arrotolata; porchetta; prosciutto aromatizzato del Montefeltro; prosciutto delle Marche; salame di Fabriano; salame di Frattula; salame di pecora; salame di soprassato o soppressato; salame lardellato; salsiccia; salsiccia di fegato; spalletta; tacchino bronzato rustico o nostrano – galnacc – dindo

Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati: bacche di biancospino in sciroppo; carciofo Monteluponese o scarciofeno; carciofo violetto precoce di Jesi; cavolfiore precoce di Jesi; cavolfiore tardivo di Fano; cicerchia; cipolla di Suasa; composta di castagne; cotognata; farina di granturco quarantino nostrano del maceratese di Treia; farro “Triticum dicoccum”; germogli di pungitopo sott’olio; germogli di tamaro sott’olio; germogli di vitalba sott’olio; gobbo di Trodica – cardo di Macerata; granita con pesche di Montelabbate – Grattamarianna; lamponi sciroppati; marmellata di bacche di rosa canina; marmellata di cotogne e radici di cicoria; marmellata di fichi della signora; marmellata di more; marmellata di mosto e mele – mostarda; marmellata di pomodori verdi; marrone del Montefeltro; marrone di Acquasanta Terme; marrone di Roccafluvione; mela rosa-pianella-rosetta-durella-appietta; mela rozza – misto di fine stagione; olive nere marinate; olive nere strinate; orzo mondo tostato macinato; paccucce di Colmurano; pera angelica; roveja – rubiglio- corbello; taccole; tartufo bianco; tartufo nero estivo o scorzone; tartufo nero pregiato; visciolata; visciole e amarene di Cantiano; visciole essiccate; visciole sciolte al sole – visciuli a lu sole

Prodotti della panetteria, pasticceria, biscotteria: anicetti; biscotti di mosto; biscottini sciroppati – biscutin; bostrengo; calcione di Treia; calcioni di fave fritti; castagnole/castagnoli; castagnolo al farro; cavallucci; chichiripieno o chichì; ciambella frastagliata-ciammella strozzosa; ciambelle all’anice o anicini; ciambellone; cicerchiata; crescia-crescia brusca-spianata-cacciannanzi; crescia d’la stacciola o crescia sai’ingranagg; crescia fogliata – crescia fojata – lu rocciu; crescia sotto la cenere-torta coi ovi; cresciolina; crostata al torrone; crostoli del Montefeltro; fave dei morti; fristingo-fristingu-frestinghe; frittelle di polenta; frustenga; funghetto di Offida; lonza di fico-lonzino di fico-lonzetta di fico-salame di fico; maiorchino-marocchino; pan nociato; pane a lievitazione naturale; pane di Chiaserna; pane di Pasqua di Borgopace; pizza con le noci; pizza di Pasqua o crescia di Pasqua; pizza o crescia di Pasqua al formaggio; quadrelli pelusi; rocciata-erbata; scroccafusi; serpe; sfrappe-fiocchetti; sughetti-sughitti-sciughetti-sapetti; tacconi-tacon; torrone di fichi-panetto di fichi; torta di granoturco in graticola; ungaracci-ungarucci

Grassi: olio extravergine di oliva monovarietale di: Coroncina; Mignola; Piantone di Falerone; Piantone di Mogliano; Raggia; Raggiola; Sargano di Fermo

Bevande analcoliche, distillati, liquori: liquore al cumino; prunus di Valle Rea-Lacrima di Spino Nero; vino cotto-vi’cotto-vi’cuot; visner; vino di visciole; sapa; muretta – moretta – moretta fanese – moretta di Fano.

Pesci: filetti di trota affumicati

Prodotti della gastronomia: sugo col tonno ed alici – sug salt tonn e alic – sugo con tonno alla mondolfese

Prodotti di origine animale: miele delle Marche; miele del Montefeltro; ricotta; ricotta salata

Nome di ciascun prodotto o eventuale sinonimo o termine dialettale inserito in elenco “non può costituire oggetto di deposito o richiesta di registrazione”; né il riferimento al nome geografico può costituire “riconoscimento diorigine o provenienza del prodotto al territorio al quale è riconducibile”.

In sede di commercializzazione possibile riportare in etichetta dicitura “nell’elenco dei prodotti tradizionali”.

Giunta Regionale stabilito con DGR 23/07/07 che per alcuni prodotti tradizionali è possibile chiedere a MISA deroghe alla normativa igienico-sanitaria (Deroga chiesta con DDS 76 del 16/10/18 per il Formaggio in fossa e Formaggio stagionale in fossa). Provvedimento di deroga emanato viene annotato “nell’elenco nazionale a margine del prodotto interessato”.

Costituito presso PCM un Comitato per promuovere e diffondere produzioni agro-alimentari tipiche e di qualità attraverso la redazione di:

1)       guida tecnica delle produzioni agro-alimentari tipiche italiane, suddivisa per Regione;

2)       atlante del patrimonio gastronomico “integrato con riferimenti al patrimonio culturale, artigianale e turistico”

MIPAAF approva di intesa con Regioni regolamento interno per gestione marchio di identificazione produzione agroalimentare tradizionale italiana. Marchio è di proprietà del Ministero. Controllo di conformità del regolamento d’uso del marchio svolto da 1 o più Organismo di certificazione autorizzati da MIPAAF  Costo di tali controlli a carico di soggetti utilizzatori del marchio