AIUTI A DETENUTI

AIUTI A DETENUTI (Legge 205/17; L.R. 28/08; DGR 11/12/2017)  (droga07)

Soggetti interessati:

Persone in istituzioni penitenziarie o “in esecuzione di penale esterna, minorenni sottoposti a procedimenti penale”.

Iter procedurale:

Giunta Regionale approva entro 31 Marzo piani e programmi per “favorire il minore ricorso possibile a misure privative della libertà”, nonché per il recupero e reinserimento sociale di questi soggetti, comprendenti:

  • accoglienza di nuovi detenuti negli istituti penitenziari. Regione ed ASUR promuovono con Amministrazione penitenziaria, procedure e forniture di materiali che consentono ai nuovi arrivati di acquisire informazioni necessarie a favorire loro inserimento e migliorare condizioni di permanenza in carcere;
  • dismissione di detenuti. Enti locali, ASUR, Organizzazioni del terzo settore, in accordo con Amministrazione penitenziaria, favorisce disponibilità ad interessati di “autonomia sufficiente per le 48 ore successive a dismissione, nonché informazioni sul sistema dei servizi disponibili”. A tal fine promossi corsi di preparazione alle dismissioni e di accompagnamento nell’intento di facilitare reinserimento sociale di ex detenuti e “prevenzione della recidiva”;
  • livelli di assistenza a detenuti minorenni nei centri di prima accoglienza, soggetti ammessi a misure alternative a detenzione “analoghi a quelli di individui in stato di libertà, compresi interventi di profilassi di malattie infettive e HIV e sensibilizzando al riguardo popolazione detenuta ed operatori penitenziari. Regione promuove inoltre interventi nel campo della salute mentale ed implementa interventi psicologici soprattutto nei confronti di nuovi detenuti allo scopo di ridurre rischi di suicidio o di autolesionismo;
  • esercizio diritto ad istruzione formale ed informale da parte detenuti adulti. Regione favorisce iniziative di istituzioni scolastiche, Enti di formazione, Organismi del terzo settore per progetti di recupero formativo finalizzati ad adempimento obbligo scolastico, prosecuzione percorso di studi, conseguimento qualifiche professionali. In particolare Regione promuove:
  • iniziative in materia di educazione, istruzione, formazione a favore soggetti reclusi;
  • ampliamento offerta formativa dei centri territoriali di educazione permanente per far conseguire diploma di scuola secondaria di primo grado, alfabetizzazione informatica e linguistica di 1° e 2° livello e conoscenza lingua italiana ed immigrati;
  • istituzione corsi di istruzione seconda di 2° grado tali da assicurare diversificazione dell’offerta formativa tramite percorsi brevi anche di carattere sperimentale;
  • lavoro e formazione professionale per:
  • garantire effettivo esercizio del diritto al lavoro da parte di detenuti, persone in esecuzione penale esterna, minorenni soggetti a misure restrittive della libertà;
  • sostenere integrazione socio-lavorativa di questi soggetti così da garantire sicurezza sociale e ridurre rischio di recidiva tramite reinserimento lavorativo ed eliminazione di ogni forma di discriminazione sul mercato del lavoro;
  • sostenere avvio e sviluppo attività di orientamento, consulenza e motivazione con supporto dei servizi per impiego e sportelli di orientamento al lavoro presenti negli istituti penitenziari;
  • progettare percorsi mirati di formazione professionale, anche personalizzati, sia dentro che fuori penitenziari in stretto raccordo con esigenze occupazionali del mercato del lavoro;
  • individuare forme di incentivazione ad imprese che assumono soggetti ammessi al lavoro esterno o minorenni sottoposti a procedimento penale;
  • proporre e sperimentare strumenti ed iniziative propedeutiche all’impiego (v. stage, tirocini, percorsi individualizzati) volti a favorire reinserimento nel mercato del lavoro e recupero di competenze;
  • favorire presso Enti pubblici fornitura di commesse di lavoro, riservando loro quota parte di queste commesse;
  • favorire possibilità di svolgere attività lavorative all’interno di penitenziari.

Province realizzano interventi di formazione professionale, tenendo conto di questi indirizzi, sentiti Ambiti territoriali sociali presenti nel territorio;

  • realizzazione da parte di Enti locali ed Università di iniziative culturali negli istituti penitenziari (compresa istituzione biblioteche, spettacoli o laboratori teatrali in cui detenuti sono i protagonisti). Regione concorre a riqualificazione di strutture sportive all’interno di penitenziari per favorire attività motoria e sportiva dei detenuti;
  • mantenimento e potenziamento legame dei detenuti con la propria famiglia, attraverso colloqui in Istituti penitenziali, in particolare con genitori o figli minorenni;
  • promozione di misure alternative alla detenzione, anche attraverso conferenze pubbliche, convegni, seminari, campagne istituzionali di comunicazione “volte a sensibilizzare Enti locali ed Organismi del terzo settore”. Regione ed Enti locali sostengono spese di funzionamento di strutture residenziali volte a dare ospitalità a persone sottoposte a misure alternative a detenzione. Enti locali realizzano specifici interventi di recupero sociale nei confronti di detenuti “informando e coinvolgendo comunità al fine di facilitare percorsi socio-riabilitativi attuati sul territorio”;
  • interventi di inclusione sociale a favore di ex detenuti in condizioni di svantaggio sociale promossi da Enti locali per ridurre rischio di recidiva;
  • interventi a favore di minorenni sottoposti a procedimento penale, favorendo promozione di intese tra servizi minorili di Amministrazione giudiziaria e servizi sociali di Enti locali, al fine di realizzare integrazione di interventi:
  1. con partecipazione di Organizzazione del 3° settore per favorire reinserimento dei minori nei territori di provenienza;
  2. in collaborazione con servizi sanitari territoriali, ridurre disagio minorile ed integrazioni di minorenni stranieri (specie se non accompagnati, clandestini, ROM);
  3. in collaborazione con servizi sanitari territoriali, ridurre fenomeno di minori in dipendenza di sostanze legali ed illegali con problematiche personale o familiare a rilevanza psichiatrica;
  • inserimento minori sottoposti a procedure penali nelle strutture di tipo comunitario;
  • attività di mediazione, in collaborazione con Enti locali, Università, ASUR per favorire riconciliazione dei minori autori di reato con le vittime. A tal fine istituito presso Servizio Politiche Sociali il Centro per la giustizia minorile che si avvale di soggetti iscritti in apposito Elenco regionale (distaccati presso Centro anche dipendenti di Amministrazioni pubbliche);
  • promozione di percorsi integrati di aggiornamento e formazione continua a carattere interdisciplinare rivolta ad operatori di Amministrazione penitenziaria, giustizia minorile, servizi pubblici e terzo settore;
  • interventi sperimentali. Regione sostiene:
  1. per un periodo di non oltre 3 anni, oneri economici per potenziamento quantitativo di educatori professionali e psicologi da destinare a supporto del personale di amministrazione penitenziaria e servizi minorili di amministrazione della giustizia sulla base di specifiche convenzioni;
  2. per periodo di non oltre 2 anni, interventi di mediazione penale per adulti “al fine di evidenziare problematiche relative alle vittime reati”;
  3. progetti sperimentali di giustizia riparativa presso Enti locali ed Organizzazioni del terzo settore, mediante svolgimento presso questi di “attività gratuite a favore della collettività da parte di soggetti in esecuzione penale esterna”.

A tal fine si avvale di Comitato regionale di coordinamento, che in concertazione con Amministrazione penitenziaria e Centro per giustizia minorile, provvede a:

  1. esercitare attività di monitoraggio su attuazione Legge, inviando a Giunta ed Assemblea regionale relazione annuale su stato di attuazione di interventi;
  2. promuovere conferenza su condizione penitenziaria, post penitenziaria e su attività promosse a favore di minorenni sottoposti a procedimento penale nella Regione;
  3. promuovere modelli operativi di rete con soggetti competenti in materia;
  4. proporre a Giunta regionale progetti di studio e ricerca nel settore.

Enti locali hanno il compito di realizzare interventi decisi da Regione nell’ambito del programma annuale, “fatte salve le competenze di ASUR in materia di tutela della salute, avvalendosi di Ambiti territoriali sociali, in cui ha sede istituto penitenziario che possono eventualmente adottare, sulla base degli indirizzi regionali, un programma annuale integrativo del Piano di ambito”, a favore dei soggetti in esecuzione penale” (A tal fine istituito presso Ambito interessato un Comitato per persone sottoposte a provvedimenti giudiziari ed ex detenuti), da raccordare “con progetti pedagogici adottati da singoli istituti penitenziari e con programmazione degli uffici per esecuzione penale esterna”.

Organizzazioni del terzo settore (Organismi del volontariato, cooperazione sociale, Associazioni di promozione sociale) coinvolte nella progettazione e gestione degli interventi a favore dei soggetti in questione.

Giunta Regionale, con DGR 1431 del 11/12/2017, ha definito un protocollo d’intesa con il Provveditorato Amministrazione Penitenziaria (PAP) di Emilia Romagna Marche, valido fino al 31/12/2020, al fine di progettare e realizzare azioni utili ad inserimento lavorativo dei detenuti ed ex detenuti nel settore dell’agricoltura ed attività connesse.

Al riguardo la Regione si impegna a:

  1. organizzare le attività di formazione delle persone detenute nel Penitenziario nel settore agricolo, garantendo loro assistenza tecnica e supporto didattico mediante personale specializzato
  2. individuare forme di incentivi a favore di imprese agro forestali che assumono detenuti ed ex detenuti
  3. utilizzare programmi UE per realizzare progetti di agricoltura sociale (si punta a trasferire l’esperienza Marche in altre realtà nazionali e transnazionali)
  4. promuovere una campagna di informazione nei confronti di: imprenditori agricoli, enti, associazioni, cooperative interessate all’assunzione di manodopera qualificata; cittadini al fine di evidenziare importanza dell’iniziativa intrapresa per la collettività, in termini sia di recupero e reinserimento nella società  civile  delle persone sottoposte a misure penali, sia di riqualificazione del territorio regionale, tramite interventi di tutela e salvaguardia del patrimonio ambientale

Al riguardo il PAP si impegna a:

  1. selezionare, tramite proprio personale in servizio presso le aree pedagogiche, i detenuti beneficiari del programma di qualificazione professionale, a cui far sottoscrivere un Patto di alto profilo trattamentale
  2. rispondere tempestivamente alla richiesta di manodopera
  3. garantire il costante monitoraggio dei detenuti inseriti nel programma, valutando la loro adesione al Patto sottoscritto (con eventuale tempestivo adeguamento del programma di trattamento alle esigenze manifestate dal datore di lavoro durante le varie fasi del rapporto di lavoro)
  4. assicurare piena operatività all’iniziativa, eventualmente mettendo a disposizione spazi e strutture logistiche necessarie per lo svolgimento dell’attività didattica (nelle diverse articolazioni pratiche e teoriche), anche raccogliendo le indicazioni fornite da ASSAM (Ente formatore)
  5. individuare, quali luoghi di supporto e formazione: Casa di reclusione di Ancona Barcaglione (per la formazione in materia di gestione di oliveto, utilizzo dei mezzi agricoli, orticoltura, vivaismo, produzione di birra artigianale); Casa circondariale di Ascoli Piceno (per la formazione in frutticoltura, olivicoltura, orticoltura); Casa circondariale di Ancona Montacuto per la realizzazione di un vigneto didattico

Le parti si impegnano inoltre a:

  • sottoscrivere specifiche convenzioni operative, attraverso cui attuare i progetti concordati, evidenziando in particolare le forme di collaborazione inerente alla sicurezza del personale impegnato nel progetto
  • concordare le singole iniziative annuali, le modalità attuative e l’impegno economico necessario per la loro realizzazione
  • uniformarsi nell’esecuzione dell’attività alle norme vigenti in materia di salute, sicurezza sul lavoro, ambiente; disposizioni previdenziali ed assistenziali per il personale impiegato
  • provvedere alla copertura assicurativa del proprio personale impegnato nelle attività oggetto di convenzione
  • costituire un organismo di coordinamento, composto da rappresentanti delle Amministrazioni coinvolte, al fine di garantire coerenza all’azione congiunta intrapresa così da conseguire l’obiettivo di rieducazione e reinserimento sociale e lavorativo delle persone soggette a misure penali con la massima efficacia
  • inviare, mediante comunicazione scritta con preavviso di almeno 3 mesi l’eventuale recesso dal protocollo d’Intesa
  • garantire nel trattamento dei dati personali, il rispetto della normativa sulla privacy

Entità aiuto:

Stanziate risorse comunitarie (in primo luogo Fondo Sociale Europeo), nazionale e regionale a sostegno del programma di interventi regionali.

Legge 205/17 ad art. 1 comma 250 prevede di riservare in via sperimentale (anche in un numero limitato di ambiti territoriali) per ognuno degli anni 2018-2019-2020 la somma di 5.000.000 €, derivante dal Fondo per lotta alla povertà, agli interventi volti a completare il percorso di crescita verso l’autonomia di quanti vivono fuori dalla famiglia di origine a seguito di un provvedimento dell’Autorità giudiziaria, garantendo loro continuità di assistenza fino ai 21 anni di età

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