DISTRETTI DEL CIBO

DISTRETTI DEL CIBO (Legge 205/17; D.M. 22/7/19; D.G.R. 15/2/21; D.D.S. 25/11/21, 21/4/22)  (prog18)

Soggetti interessati:

Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MIPAAF), Regioni, Settore Competitività delle imprese (Servizio), Camera di Commercio Industria, Artigianato, Agricoltura (CCIAA)

Piccole e medie imprese agricole (organizzate anche in forma consortile od in rete), società cooperative (e loro Consorzi), Organizzazioni di produttori (OP) agricole riconosciute (e loro Associazioni) operanti nel settore della produzione primaria, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli elencati in Allegato I del Trattato (Esclusi prodotti di pesca ed acquicoltura), nonché nella produzione di biomassa di origine agricola per prodotti energetici, o nella fornitura di servizi e mezzi di produzione, nonché società costituite tra soggetti esercitanti attività agricola ed imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione (purché almeno 50% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole ed OP e non oltre il 10% da grandi imprese agricole o commerciali) costituiscono Comitato di Distretto in forma societaria in possesso dei seguenti requisiti:

  1. organizzazione stabile in Italia;
  2. iscrizione in anagrafe delle aziende agricole con fascicolo aziendale validato;
  3. regolarmente iscritto nel Registro delle imprese;
  4. nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria, né sottoposto a procedure concorsuali;
  5. non rientrante nella clausola Deggendorf, cioè non ricadente tra soggetti che hanno ricevuto e successivamente non rimborsato aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione UE;
  6. in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, lavoro, prevenzione degli infortuni, tutela ambiente, obblighi contributivi;
  7. non sottoposto a sanzioni di interdizione da Amministrazione pubblica;
  8. in regola con la restituzione di somme dovute a seguito di revoca di agevolazioni concesse da MIPAAF;
  9. non ricadente in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà;
  10. in caso di soggetti non residenti in Italia, oltre ai requisiti precedenti, in possesso di: personalità riconosciuta nello Stato di residenza, come attestato da loro registro delle imprese; almeno 1 sede operativa nel territorio del Distretto

Iter procedurale:

MIPAAF recepito con D.M. 22/7/2019 Legge 205/17 art. 1 comma 499, disciplinando le modalità di attuazione di:

  • Contratti di Distretto del cibo (CD) inteso come contratto definito tra MIPAAF e diversi soggetti della filiera, operanti in uno specifico territorio, sottoscrittori di un Accordo di Distretto (AD), in cui precisare: soggetto proponente (cioè soggetto individuato dai partecipanti a AD a cui affidato ruolo di referente nei confronti del MIPAAF per esecuzione del programma, compresa l’erogazione delle agevolazioni); obiettivi; azioni del programma (cioè insieme dei progetti proposti dai singoli soggetti della filiera aderenti a AD, in relazione alle attività da questi svolte); tempi di realizzazione; risultati attesi; obblighi reciproci dei soggetti beneficiari. A CD possono partecipare sia soggetti beneficiari, cioè soggetti impegnati nella realizzazione di specifici progetti (solo questi sottoscrivono AD), sia soggetti coinvolti indirettamente che contribuiscono al conseguimento dei seguenti obiettivi di CD:
  1. promuovere lo sviluppo territoriale, coesione ed inclusione sociale del Distretto;
  2. favorire integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale;
  3. garantire sicurezza alimentare;
  4. diminuire impatto ambientale delle produzioni, salvaguardando territorio e paesaggio rurale;
  5. ridurre lo spreco alimentare;
  6. favorire processi di riorganizzazione delle relazioni tra differenti soggetti della filiera ed operanti nel territorio del Distretto, così da promuovere collaborazione ed integrazione tra soggetti della filiera;
  7. stimolare migliori relazioni di mercato in modo da garantire ricadute positive sulla produzione agricola
  • Contratti di Distretto di Xylella fastidiosa oltre a perseguire precedenti obiettivi, punta a realizzare un programma di rigenerazione di agricoltura nei territori colpiti da Xylella fastidiosa anche attraverso recupero di colture storiche di qualità

MIPAAF con successivi bandi individua: requisiti di accesso dei beneficiari; condizioni di ammissibilità dei programmi e dei progetti; spese ammissibili; forma ed intensità delle agevolazioni concedibili; termini e modalità di erogazione degli aiuti

Soggetto proponente invia a MIPAAF domanda di accesso alle agevolazioni sottoscritta dai legali rappresentanti delle imprese coinvolte, redatta, pena sua esclusione, su modello predisposto da MIPAAF (reperibile sul sito di questo) e completa di: proposta di massima; CD; caratteristiche tecnico economiche dei singoli progetti (evidenziare loro ubicazione, soggetti beneficiari, dimensione delle imprese, date di inizio e fine dei lavori, costi necessari per loro realizzazione, importo dell’aiuto richiesto). Allegare AD sottoscritto da tutti i soggetti beneficiari e da eventuali altri soggetti coinvolti indirettamente.

MIPAAF può chiedere tramite soggetto proponente ai soggetti beneficiari documenti e chiarimenti utili ad istruttoria da far pervenire entro 15 giorni (Ammesse proroghe “per cause debitamente motivate”). MIPAAF conclude istruttoria entro 60 giorni e se accertato che sussistono le condizioni di ammissibilità fissate dal D.M. 22/7/2019, dai relativi bandi e dalle disponibilità finanziarie necessarie per concedere le agevolazioni richieste:

  • invia domanda a Regione dove localizzati interventi, al fine di accertarne disponibilità al cofinanziamento;
  • comunica al soggetto proponente ammissibilità della domanda o motivi che ostano al suo accoglimento (soggetto ha 10 giorni di tempo per presentare proprie osservazioni)
  • procede, entro 90 giorni da comunicazione, a valutare, tramite specifica Commissione:
  1. fattibilità tecnico economica del programma;
  2. idoneità del programma a conseguire obiettivi produttivi ed economici fissati in AD ed a realizzare/consolidare sistemi di Distretto;
  3. competenze specifiche possedute dai soggetti beneficiari in relazione al programma inviato;
  4. solidità economica e finanziaria dei soggetti beneficiari in base a documenti predisposti da Istituto bancario;
  5. entità di eventuale cofinanziamento regionale;
  6. in caso di partecipazione di grandi imprese: “proporzionalità ed effetto incentivante di aiuto rispetto alla situazione in assenza di aiuti”, tenendo conto di: quanto riportato da impresa nella domanda; “scenario controfattuale o progetto/attività alternative” in assenza di aiuto; “presenza di un deficit di finanziamento, vale a dire quando i costi di investimento superano il valore attuale netto degli utili di esercizio attesi da investimento sulla base di un piano aziendale ex ante;
  7. proporzionalità dell’aiuto in base a documentazione acquisita attestante che “importo di aiuto è limitato al minimo e corrisponde ai sovracosti netti di attuazione di investimento nella Regione interessata rispetto a scenario controfattuale in assenza di aiuto” (Aiuto concedibile mai “superiore al minimo necessario per rendere il progetto sufficientemente redditizio”, cioè tasso di rendimento interno mai “oltre i normali tassi di rendimento applicati da impresa ad altri progetti di investimento analoghi o oltre il costo di capitale di impresa nel suo insieme o oltre tassi di rendimento abitualmente registrati nel settore interessato”

Criteri più dettagliati di valutazione ed assegnazione dei punteggi di priorità possono essere definiti nei bandi

  • determina ammontare delle agevolazioni concedibili “nelle forme e misure ritenute idonee a realizzare il programma”
  • provvede a notifica individuale del progetto alla Commissione UE nei casi prescritti
  • pubblica sul proprio sito graduatoria dei programmi valutati positivamente
  • comunica a soggetto proponente ed alle Regioni dove localizzati i progetti spese ammesse ed agevolazioni spettanti ad ogni beneficiario
  • comunica a soggetto proponente esito negativo della valutazione, affinché possa presentare eventuali osservazioni o documenti al riguardo

Soggetto proponente presenta, entro 90 giorni da notifica di valutazione favorevole, salvo proroga per cause debitamente motivate (pena decadenza del programma) a MIPAAF ed a Regione (in caso di cofinanziamento regionale) proposta definitiva di CD sottoscritta da legale rappresentante di soggetto proponente e di tutti gli altri soggetti beneficiari, redatta su modello predisposto da MIPAAF (pena sua inammissibilità), in cui evidenziare:

  1. soggetto proponente e soggetti beneficiari
  2. accordo di distretto (AD) sottoscritto da tutti i beneficiari e da eventuali soggetti coinvolti indirettamente che contribuiscono a conseguire gli obiettivi del progetto
  3. progetti previsti per ogni beneficiario
  4. piano finanziario di copertura del Programma, evidenziando ammontare e forma delle agevolazioni e delle relative previsioni economiche, patrimoniali, finanziarie in conformità con decisione di approvazione del Programma
  5. ogni altro elemento utile per valutazione richiesto dal bando

Allegare per ogni beneficiario:

  1. scheda sintetica contenente principali dati relativi a questo ed al suo progetto
  2. progetto con relativi preventivi spesa redatto secondo indicazioni del bando

MIPAAF:

  • provvede entro 60 giorni (termine sospeso in caso si rendano necessari chiarimenti e/o integrazioni che soggetto proponente deve inviare entro 10 giorni, pena decadenza domanda) ad istruttoria della proposta definitiva, avvalendosi del soggetto gestore (Regione entro stesso termine invia a MIPAAF atti attestanti eventuale cofinanziamento)
  • comunica approvazione della proposta definitiva di CD (specificare, per ogni progetto, spese ammesse e relative agevolazioni concesse) o suo rigetto (con relative motivazioni) a Regione interessata e soggetto proponente, affinché possa presentare entro 10 giorni eventuali osservazioni o documenti al riguardo
  • invia a soggetto proponente, fissando termine (non oltre 60 giorni da approvazione, salvo proroghe concesse per cause debitamente motivate) per sua sottoscrizione (pena decadenza) schema di CD, in cui riportare: impegni ed obblighi da rispettare; modalità di erogazione delle agevolazioni (anche tenendo conto di eventuale cofinanziamento regionale); condizioni di revoca delle stesse; obblighi connessi al monitoraggio ed alle attività di accertamento di avvenuta realizzazione dei progetti; modalità di controllo dei programmi e progetti previsti realizzati

Soggetto proponente deve inviare, affinché CD sia valido, entro 120 giorni dalla sottoscrizione (salvo proroghe concesse per cause debitamente motivate) documentazione attestante rilascio di concessioni, autorizzazioni, licenze, nulla osta da parte delle Amministrazioni pubbliche competenti necessarie a realizzare i progetti

MIPAAF provvede ad erogare il contributo in base allo stato di avanzamento dei lavori, con possibilità di versare anticipazione pari a 40% del contributo concesso dietro invio di specifica richiesta corredata da polizza fidejussoria, “irrevocabile, incondizionata ed escutibile a prima richiesta”, di importo pari a somma da erogare e durata adeguata. MIPAAF, avvenendosi del soggetto gestore, esegue istruttoria ed eroga, insieme a Regione, contributo per quota di propria competenza

Soggetto proponente deve comunicare preventivamente (con adeguate motivazioni) qualunque variazione intervenuta al programma approvato o variazione al soggetto beneficiario (quali: fusioni; cessioni di azienda o rami aziendali) a MIPAAF che, mediante apposita istruttoria, verifica permanenza di: requisiti e delle condizioni di ammissibilità del Programma e dei singoli progetti; equilibrio economico finanziario del CD. Se questi elementi vengono meno, MIPAAF dichiara inammissibile la variante o revoca le agevolazioni

Non sono considerate varianti (quindi non soggette a preventiva comunicazione) modifiche tecniche di dettaglio, soluzioni migliorative, cambi di preventivo decisi in corso d’opera per le quali soggetto beneficiario è in grado, in sede di stato di avanzamento o di rendicontazione finale, di:

  1. garantire identificazione del bene oggetto di modifica;
  2. dimostrare che investimenti realizzati sono conformi a finalità del progetto e coerenti con obiettivi di CD e termini di esecuzione di investimento

Variazioni di singoli interventi ammessi se previsti nel CD sottoscritto (comprese quelle dovute ad incremento dei costi rispetto a quelli ammessi e/o a nuovi interventi), comunque senza mai determinare un aumento del contributo inerente al CD

Se non intervenute erogazioni del contributo, soggetto proponente può chiedere al MIPAAF, a seguito di intervenuto recesso od esclusione di 1 o più soggetti beneficiari, autorizzazione al subentro di un nuovo soggetto beneficiario (richiesta inviata entro 3 mesi da evento)

In caso di revoca o rinuncia alle agevolazioni di 1 o più progetti, o di esecuzione degli investimenti “in misura significativamente inferiore a quella approvata”, MIPAAF verifica permanenza di validità tecnico economica del Programma oggetto di CD

Investimenti da realizzare entro 4 anni da sottoscrizione del CD possono riguardare 1 o più unità produttive dello stesso beneficiario, che, tramite soggetto proponente, invia documentazione di spesa sostenuta, al fine di conseguire il contributo spettante, a MIPAAF, affinché effettui le verifiche del caso sugli interventi realizzati secondo le modalità previste nel CD sottoscritto con MIPAAF stesso. In base ad accertamento svolto, MIPAAF provvede ad adottare, entro 6 mesi dal ricevimento della documentazione, decreto di concessione definitiva o di revoca delle agevolazioni, previa comunicazione degli esiti di accertamento, relazione finale, decisioni prese al beneficiario ed alla Regione interessata. A seguito della concessione definitiva, MIPAAF e Regione provvedono a: erogare contributo di propria competenza al beneficiario; chiedere restituzione totale o parziale dei contributi percepiti

MIPAAF può disporre, in ogni fase del procedimento, controlli sui beneficiari, al fine di verificare mantenimento delle condizioni di ammissibilità per le agevolazioni, attuazione dei progetti finanziati e risultati conseguiti da questi. Ai fini del monitoraggio, MIPAAF si convenziona con ISMEA ed impone al soggetto proponente di inviare, entro 60 giorni da chiusura di esercizio sociale a partire da quello relativo ad avvio del Programma fino al 5° esercizio successivo a quello della sua ultimazione, dichiarazione sostituiva di notorietà resa dai legali rappresentanti dei beneficiari attestanti stato di avanzamento dei progetti ed eventuali beni dismessi

MIPAAF presenta ogni anno relazione su andamento di CD a Commissione UE ed entro 30/9/2021 provvede a rivedere disposizioni del D.M. 22/7/2019 previa intesa Conferenza Stato-Regioni

 

Giunta Regionale Marche con DGR 150 del 15/2/2021 ha approvato le disposizioni in materia di riconoscimento dei Distretti del cibo (DC) che possono configurarsi come:

  1. distretti di prodotti certificati (DPC), intesi come sistemi produttivi locali (anche a carattere interregionale) caratterizzati da: interdipendenza produttiva delle imprese agricole ed agroalimentari; 1 o più produzioni certificate ai sensi della normativa UE, nazionale, regionale;
  2. distretti di prodotti di prossimità (DPP), intesi come sistemi produttivi locali caratterizzati da integrazione tra attività agricole (in particolare vendita diretta di prodotti agricoli) ed attività di prossimità di commercializzazione e ristorazione esercitate nello stesso territorio, rete di economia solidale, gruppi di acquisto solidale;
  3. distretto biologico regionale (DBR): vedi scheda “distretto biologico regionale”

Soggetti pubblici e privati che intendono costituire un Distretto (ogni soggetto può partecipare ad 1 solo Distretto) debbono, al momento di invio della domanda, pena loro mancato riconoscimento, essere in possesso di un AD sottoscritto da:

  1. almeno 50 cordoso di un Accordo di DBRimprenditori agricoli, singoli od associati, di cui al D.Lgs. 228/01, con sede legale/operativa nelle Marche, iscritti nella Sezione speciale agricola di CCIAA e ad anagrafe delle aziende agricole con fascicolo validato;
  2. società cooperative, Organizzazioni di produttori agricoli (OP) o Associazioni di Organizzazioni di produttori (AOP) riconosciute, reti di imprese, consorzi, Associazioni senza fine di lucro, società costituite tra soggetti esercitanti attività agricole ed imprese di trasformazione, distribuzione e/o commercializzazione, purché almeno 51% del capitale sociale detenuto da imprese agricole;
  3. imprese di condizionamento operanti nel settore agroalimentare (almeno 10 per DPC), anche organizzate in forma di reti di imprese, società cooperative e consorzi, comprese imprese che intervengono a valle della produzione primaria (dalla manipolazione dei prodotti agricoli e/o alimentari fino alla somministrazione al consumatore finale, con esclusione della vendita del prodotto confezionato);
  4. imprese operanti nella ristorazione (cioè quanti esercitano attività di preparazione e distribuzione di pasti in esercizi pubblici o in collettività, gestite da soggetti pubblici o privati, quali: ristoranti, agriturismi, ristorazione collettiva) in numero almeno pari a 15 per DPP;
  5. Enti locali, Consorzi di tutela, Organizzazioni professionali di produttori agricoli (OO.PP.), Associazioni di categoria, imprese operanti nel settore della pesca ed acquacoltura, imprese operanti nella ricettività turistica, Organizzazioni operanti nella promozione del territorio per valorizzarne il patrimonio culturale, naturale e paesaggistico del Distretto, Fondazioni ed Enti pubblici, Organizzazioni del terzo settore

In particolare tali Distretti debbono:

  1. presentare un elevato livello di integrazione produttiva e/o di filiera;
  2. assicurare interrelazioni, sia di tipo verticale che orizzontale nella fase di produzione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione;
  3. rappresentare 1 o più prodotti agricoli e/o alimentari rientranti in Allegato I del Trattato;
  4. aver fatto sottoscrivere ai soggetti partecipanti un Accordo di Distretto (AD), stipulato in forma di scrittura privata contenente: finalità del Distretto (rafforzare promozione, sostenibilità ambientale, programmazione produttiva, crescita socioeconomica del Distretto); attività che si intendono realizzare; ambito produttivo (indicare prodotti agricoli ed alimentari, compresi quelli biologici, oggetto di AD); territorio di operatività; sede operativa e legale del Distretto; descrizione dello stato di integrazione dei soggetti partecipanti al Distretto; modalità di partecipazione ad attività del Distretto; criteri per definire composizione degli organi sociali e per assunzione di decisioni (potere decisionale deve rimanere ad imprese agricole); indicazione del soggetto capofila o del Comitato promotore delegato a presentare domanda di riconoscimento e ad interagire con Amministrazione pubblica; elenco dei soggetti partecipanti (evidenziare: denominazione, CUAA, sede, rappresentante legale e relativi recapiti, categoria di appartenenza di impresa agricola, ristorazione, Ente pubblico); obblighi reciproci dei partecipanti (in particolare relativi a vendita e circolazione dei prodotti); azioni previste in caso di inadempienza agli impegni assunti dai partecipanti con la sottoscrizione di AD; forma giuridica di costituzione del Distretto conforme al Codice civile;
  5. avere sede legale o operativa nelle Marche e svolgere attività produttiva nel territorio regionale. Se Distretto è interregionale, viene riconosciuto solo qualora operi prevalentemente nelle Marche (valutare superficie totale dei Comuni su cui insiste il Distretto);
  6. avere dimensione territoriale non inferiore a 15 Comuni (considerare sede legale o operativa delle imprese partecipanti al Distretto);
  7. costituirsi con atto pubblico, assumendo forma giuridica indicata in AD, entro 30 giorni da notifica del Servizio di esito positivo di istruttoria;
  8. in caso di DPC, disporre di:
    • almeno 75 imprese di partecipanti al Distretto, come attestato da CCIAA;
    • volume di affari complessivo delle produzioni certificate ottenute dalle imprese del settore agroalimentare aderenti al Distretto partecipanti almeno pari a 5.000.000 € (prendere come riferimento fatturato del 2020 o media del periodo 2018/2020 o, in alternativa, valore della produzione certificata ricavato applicando prezzo medio a “quantitativi attestati ogni anno da Organismo di controllo e certificazione autorizzato per ogni produzione di qualità). Nell’ambito del Distretto non va sommato il fatturato/valore riferito a prodotti usati come materie prime con quello dei prodotti ricavati dalla lavorazione degli stessi;
    • almeno 5 diverse tipologie di produzioni di qualità (DOP, IGP, STG; prodotto di montagna; indicazione geografica di bevande spiritose, vini e bevande aromatizzate a base di vino; vini DOC, DOCG, IGT; produzioni a marchio QM; produzioni di qualità SQNPI – Sistema di qualità nazionale produzione integrata o SQNZ – Sistema di qualità nazionale zootecnica);
  9. in caso di DPP:
    • almeno 50 imprese agricole aderenti al Distretto, fermo restando che possono partecipare anche altre imprese agricole che, pur non soggette ai precedenti obblighi, sono “funzionali al raggiungimento degli obiettivi del Distretto”;
    • impegno da parte delle imprese partecipanti al Distretto di “effettuare vendita diretta (anche tramite Gruppi di acquisto solidale) e/o di fornire imprese della ristorazione aderenti al Distretto”;
    • rispetto di una distanza non superiore a 70 km. tra azienda agricola e luogo di immissione al consumo del prodotto, comunque sempre all’interno del Distretto

Servizio con DDS 121 del 25/11/2021 per DPC e con DDS 142 del 21/4/2022 per DPP approvato avviso pubblico per riconoscimento di DPP/DPC, a seguito del quale Comitato promotore di Distretto (o legale rappresentante se questo già costituito) presenta entro ore 13 del 9/12/2021 per DPC e del 23/6/2022 per DPP e al Servizio, tramite SIAR, anche avvalendosi di CAA accreditato, domanda di riconoscimento di Distretto con firma digitale (utilizzare carta Raffaello o altra carta servizi abilitata), allegando:

  1. dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante:
    • composizione del Distretto (riportare elenco dei soggetti partecipanti);
    • possesso dei requisiti previsti dal bando e riportati sopra;
    • modalità attraverso cui si garantisce il rispetto degli obblighi da parte dei partecipanti a Distretto;
    • motivi per cui si è deciso di costituire il Distretto;
    • impatto atteso su aspetti socioeconomici, occupazionali, ambientali e culturali del territorio, da cui si evidenzia valore aggiunto apportato dal Distretto ad assetto organizzativo vigente;
  2. documentazione attestante assolvimento di imposta di bollo;
  3. documentazione attestante fatturato complessivo anno 2021 della produzione commercializzata dalle imprese aderenti a DPC (bilanci approvati in caso di fatturato; documenti attestanti metodi di calcolo e fonti dei dati usati in caso di valore della produzione);
  4. cartografia identificativa del territorio interessato dal Distretto
  5. copia di AD redatto in base a Modello predisposto dal Servizio e sottoscritto da imprese partecipanti;
  6. atti di organi competenti di ogni partecipante al Distretto indicanti: soggetto autorizzato a firmare AD; consenso di ogni partecipante a fornire documentazione e consentire al Servizio controlli presso propria sede o quella dei propri associati

Servizio:

  • esamina entro 10 giorni ricevibilità delle domande inviate, respingendole qualora: presentate oltre termine fissato; presentate con modalità diverse da quelle prescritte; non sottoscritte o sottoscritte da persona diversa da legale rappresentante; mancanza copia di AD;
  • esegue, tramite apposita Commissione di valutazione ed eventuali ispezioni in loco, entro 60 giorni (termine sospeso per 1 sola volta in caso risulti necessario acquisire dati o certificazioni non in possesso di Amministrazione pubblica, che richiedente deve trasmettere entro termine fissato, pena conclusione istruttoria con elementi a disposizione) istruttoria delle domande ricevibili, al fine di accertare:
  1. coerenza delle informazioni riportate in domanda con elementi desumibili da banche dati di Regione;
  2. regolarità e completezza della domanda;
  3. rispondenza della domanda ai requisiti prescritti dal bando
  • adotta, in caso di esito positivo di istruttoria, provvedimento di riconoscimento del Distretto;
  • comunica eventuale esito negativo di istruttoria al richiedente, affinché possa, entro 10 giorni successivi, presentare memorie scritte a Commissione di riesame, che si esprime in via definitiva al riguardo;
  • pubblica sul sito norme.marche.it elenco dei Distretti riconosciuti, riportando: tipologia del Distretto; denominazione del Distretto; breve descrizione del Distretto; ambito produttivo e territoriale di riferimento; dati su composizione del Distretto;
  • comunica a MIPAAF entro 30 giorni successivi elenco dei Distretti riconosciuti;
  • esegue almeno ogni 5 anni (ogni anno controllato un campione almeno pari a 20% dei Distretti riconosciuti estratto secondo metodo casuale) o qualora lo ritenga necessario (rilevate anomalie da relazioni annuali) controlli, da concludersi entro 60 giorni dalla comunicazione di avvio del procedimento, per verificare, attraverso accertamenti documentali o sopralluoghi presso sede di Distretto o dei soggetti partecipanti ad Accordo (presso almeno 10% di questi), il mantenimento dei requisiti prescritti da parte del Distretto (se rilevate anomalie, occorre incrementare campione a controllo);
  • comunica esito positivo o negativo del controllo con eventuale revoca del riconoscimento al Distretto

Distretti riconosciuti debbono impegnarsi a:

  • mantenere requisiti prescritti dal bando sulla cui base ottenuto il riconoscimento;
  • comunicare a Servizio perdita dei suddetti requisiti od eventuali modifiche sostanziali apportate ad AD;
  • inviare entro 31 Marzo relazione contenente descrizione di attività svolta nell’anno precedente ed elenco dei partecipanti compresi aderenti delle varie forme associative (denominazione, indirizzo, sede legale/operativa);
  • consentire attività di controllo da parte del Servizio, fornendo documentazione ed informazioni richieste;
  • presentare, entro 6 mesi dal riconoscimento, AD in forma di scrittura privata registrata

Entità aiuto:

MIPAAF si riserva di destinare fino a 3.000.000 € delle risorse stanziate per attività di monitoraggio

Agevolazioni concesse sotto forma di contributi in conto capitale per AD che prevedono programmi con ammontare della spesa compreso tra 4.000.000 e 50.000.000 € relativi a:

  1. investimenti per la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli conformi alla legislazione UE, nazionale e PSR regionali in materia di tutela ambientale (In caso di investimenti con impatto significativo su ambiente, questi ammessi solo a seguito di valutazione preventiva favorevole di impatto ambientale favorevole). Contributo pari a 40% per:
    • costruzione, acquisizione (compreso leasing) o miglioramento di beni immobili (Acquisto terreni ammesso per non oltre 10% del costo totale);
    • acquisto o noleggio (con patto di acquisto) di macchinari ed attrezzature fino al loro valore di mercato;
    • acquisto o sviluppo di programmi informatici, brevetti, licenze, diritti d’autore, marchi commerciali;
    • costi generali, quali: onorari per architetti, ingegneri, consulenti (anche relativi a sostenibilità ambientale ed economica), studi di fattibilità.

Esclusi aiuti per:

  • oneri connessi al contratto di leasing (quali: margine del concedente, costi di rifinanziamento degli interessi; spese generali, oneri assicurativi);
  • produzione di biocarburanti prodotti da colture alimentari;
  • capitale circolante;
  • investimenti attuati per conformare impresa alle vigenti norme UE;
  • investimenti che contravvengono ai divieti o restrizioni stabiliti nel Reg. 1308/13;
  • investimenti non mantenuti per almeno 5 anni dopo loro completamento

In caso di investimenti superiori a 25.000.000 € occorre notificarli a Commissione UE, con conseguente erogazione di aiuti solo dopo approvazione da parte di questa

  1. partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità UE (quali DOP, IGP, STG, biologico, vino DOC, DOCG, IGT), o a regimi di qualità riconosciuti dagli Stati membri (v. sistema nazionale di produzione di qualità integrata SNQPI, o a “QM Qualità garantita dalle Marche”, o a regimi facoltativi di certificazione riconosciuti dagli Stati membri in quanto conformi ai requisiti UE. Contributo pari a 100% della spesa sostenuta per ricerche di mercato, adozione e progettazione del prodotto, preparazione domanda di riconoscimento del regime di qualità a favore di tutti i produttori agricoli e loro Associazioni partecipanti al suddetto regime e ricadenti nella zona interessata da questo (Aiuto versato sempre al fornitore del servizio di ricerca o consulenza e mai a produttore agricolo)
  2. azioni promozionali volte a:
    • informare il pubblico sulle caratteristiche dei prodotti agricoli, purché aperte a tutte le PMI della zona interessata (se attuate da Associazioni produttori non necessario che PMI beneficiarie aderiscono a queste);
    • incoraggiare gli operatori economici o consumatori ad acquistare il prodotto agricolo in questione mediante campagne promozionali incentrate su prodotti di qualità o aventi “carattere generico a vantaggio di tutti i produttori del tipo di prodotto in questione, senza fare riferimento al nome di impresa, marchio o particolare origine” (tale restrizione non applicata per prodotti DOP, IGP, STG riconosciuti da UE, o per prodotti “coperti da regimi di qualità diversi da quelli riconosciuti da UE”, purché riferimento ad origine nel messaggio risulti secondaria), né riguardare prodotti di una o più aziende in particolare

Contributo pari a 100% della spesa sostenuta per:

  • organizzare e partecipare a concorsi, fiere, mostre accessibili a tutti i soggetti ammissibili della zona interessata. Ammesse spese per: iscrizione, viaggio, trasporto di animali, pubblicazioni e siti web che annunciano evento, affitto di locali e stand (compresi relativi costi di montaggio e smontaggio);
  • pubblicare su strumenti cartacei, siti web, mezzi di comunicazione elettronici, radiofonici, televisivi, messaggi “destinati a presentare informazioni fattuali sui produttori di una data Regione/prodotto, purché tali informazioni siano neutre e tutti i produttori interessati abbiano stesse possibilità di figurare nella comunicazione”;
  • divulgare conoscenze scientifiche e dati su: regimi di qualità aperti a prodotti agricoli di altri Stati membri e Paesi Terzi; prodotti agricoli generici e loro benefici nutrizionali, nonché su loro utilizzo

Contributo pari a 50% (elevabile a 80% per attività promozionali nei Paesi Terzi) della spesa sostenuta per:

  • campagne promozionali destinate ai consumatori organizzate sui mezzi di comunicazione o presso punti vendita al dettaglio;
  • materiale promozionale distribuito direttamente ai consumatori (materiale preventivamente inviato alla Commissione UE per verificare che questo abbia carattere generico a vantaggio di tutti i produttori di quel tipo di prodotto senza fare riferimento al nome di impresa, o marchio, o particolare origine, né riguardare prodotti di una o più aziende in particolare)

Campagne promozionali aventi costi superiore a 5.000.000 €/anno vanno notificate individualmente alla Commissione UE

  1. progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo nel limite di 7.500.000 €/progetto, purché:
    • progetto di interesse per tutte le imprese attive nello specifico settore o comparto agricolo;
    • prima di avvio del progetto pubblicate sul sito internet seguenti informazioni: conferma di attivazione del progetto; suoi obiettivi; data di pubblicazione presumibile dei risultati attesi del progetto; indirizzo del sito web dove reperire gratuitamente risultati per “tutte le imprese attive nello specifico settore o comparto agricolo” (risultati da mantenere nel sito web per almeno 5 anni da conclusione progetto)

Contributo concesso ad Organismo di ricerca e diffusione della conoscenza (mai ad impresa di produzione, trasformazione, commercializzazione di prodotti agricoli, neppure sotto forma di “sostegno in termini di prezzo dei prodotti agricoli”) pari a 100% della spesa sostenuta per:

  • personale (quale: ricercatori; tecnici; personale ausiliario) per il tempo in cui questo risulta impiegato nel progetto;
  • strumenti ed attrezzature per il periodo di tempo impiegate nel progetto (se queste non usate per il loro intero ciclo di vita nel progetto, ammessi “costi di ammortamento corrispondenti alla durata del progetto, calcolati secondo principi contabili accettati”);
  • immobili e terreni nella misura e per il periodo in cui impiegati nel progetto. Per immobili ammessi costi di ammortamento corrispondenti alla durata del progetto, mentre per terreni ammessi “costi di cessione a condizioni commerciali o spese di capitale sostenute”;
  • ricerca contrattuale, conoscenze e brevetti acquisiti/ottenuti su licenza da fonti esterne alle normali condizioni di mercato, nonché servizi di consulenza o servizi equivalenti impiegati ai fini del progetto;
  • spese generali ed altri costi di esercizio (compresi costi per materiali, forniture, prodotti analoghi) “direttamente imputabili al progetto”
  1. investimenti fino a 7.500.000 €/impresa per trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli, cioè non compresi in Allegato I del Trattato. Contributo pari a:
    • 20% per piccole imprese (10% per medie imprese) della spesa sostenuta per: installare un nuovo stabilimento; ampliare uno stabilimento esistente; diversificare la produzione dello stabilimento mediante nuovi prodotti aggiuntivi, o radicale trasformazione del processo produttivo esistente; acquisire a condizioni di mercato da soggetti terzi (privi di relazioni con acquirente) attivi immateriali ammortizzabili da usare solo nello stabilimento oggetto di aiuto, riportati nel bilancio di impresa per almeno 3 anni;
    • 50% (nel limite di 2.000.000 €/anno/impresa) della spesa sostenuta per locazione, installazione e gestione di stand in occasione della partecipazione di impresa a fiere o mostre;
    • 45% della spesa sostenuta per produzione di energia da fonti rinnovabili (produzione di biocarburanti ammessa solo se non derivati da colture alimentari). Spesa calcolata come costo connesso alla produzione di energia rinnovabile se è possibile distinguerlo all’interno del costo complessivo di investimento (v. “componente aggiuntiva facilmente individuabile di impianto esistente”), o se investimento è “individuabile in riferimento ad un investimento analogo meno rispettoso dell’ambiente che verosimilmente sarebbe stato realizzato senza aiuto”. Contributo ridotto a 30% per impianti su scala ridotta “per i quali non è identificabile un investimento meno rispettoso di ambiente, in quanto non esistono impianti di dimensioni analoghe” (Ammessi comunque solo investimenti che consentono un livello di tutela ambientale più elevato). Contributo elevato del: 20% per investimenti in piccole imprese (10% in medie imprese); 15% per investimenti attuati nell’ambito del regime “de minimis”; 5% per investimenti in zone sottoposte a vincolo

Esclusi:

  • costi sostenuti prima di invio della domanda;
  • IVA, salvo che non sia recuperabile ai sensi della normativa vigente

Se CD prevede progetti con ammontare della spesa compreso tra 4.000.000 e 50.000.000 € concesse agevolazioni sotto forma di contributi in conto capitale pari a:

  1. 40% della spesa sostenuta per: investimenti in attivi materiali ed immateriali nelle aziende connessi alla produzione agricola primaria; trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli ed alimentari
  2. 20% (10% per grandi imprese) della spesa sostenuta per investimenti di trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non compresi in Allegato I del Trattato (quali produzione di energia da fonti rinnovabili)
  3. 50% della spesa sostenuta per partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure promozionali a favore di prodotti agricoli di qualità
  4. 100% della spesa sostenuta per: promozione dell’immagine e delle attività del Distretto; progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo ed agroalimentare

In caso di CD Xylella fastidiosa contributo maggiorato di 20% per: giovani agricoltori; agricoltori insediati nei 5 anni precedenti invio domanda; investimenti collettivi (v. impianti di magazzinaggio usati da gruppo di agricoltori, impianti di condizionamento di prodotti agricoli per vendita); investimenti in zone dove sussistono vincoli naturali; investimenti destinati a migliorare ambiente naturale, condizioni di igiene, norme del benessere degli animali oltre le vigenti norme UE (In tal caso maggiorazione del contributo limitata ai costi aggiuntivi necessari per raggiungere livello superiore a quello prescritto senza incrementare capacità produttiva).

Nel provvedimento di approvazione di un CD si possono stabilire limiti massimi delle agevolazioni concedibili

Nel caso di grandi imprese “forma ed intensità di aiuto subordinata alla verifica dell’effetto degli incentivi e della proporzionalità dell’aiuto”

Aiuti in questione possono essere cumulati con altri aiuti di Stato (compresi aiuti in regime “de minimis”) qualora relativi ad investimenti diversi o nel caso di stessi investimenti purché non venga superata intensità di aiuto fissata per ogni tipologia di intervento di cui sopra

Aiuti concessi solo dopo che Commissione UE dichiara compatibile il regime di aiuti in questione notificato con il mercato interno UE ai sensi di Art. 107 parag. 3 lettere a) e c) del Trattato. Agevolazioni concesse in conformità ad aiuti di Stato soggetti ad obbligo di notifica alla Commissione entrano in vigore a partire dalla decisione favorevole della Comunità, mentre quelli esenti da obblighi di notifica entrano in vigore a partire dalla loro notifica alla Commissione    

Sanzioni:

Si ha revoca del riconoscimento del Distretto qualora:

  1. Distretto esaurito proprie finalità in quanto superate o non più realizzabili a causa di mutate condizioni socioeconomiche del territorio o intervenute modifiche nell’ordinamento legislativo;
  2. accertate sistematiche e gravi violazioni di quanto riportato in AD (v. mancato rispetto degli obblighi reciproci dei partecipanti; mancata rappresentanza del mondo agricolo negli organi decisionali);
  3. modificato sostanzialmente AD senza averlo comunicato a Servizio entro 30 giorni successivi;
  4. accertate negligenze od irregolarità in attività di Distretto, compresa perdita di 1 o più requisiti, o scostamento in diminuzione del numero di imprese agricole o della trasformazione o della ristorazione o del fatturato superiore al 20% rispetto ai limiti fissati nel bando (o inferiore al 20% ma verificatosi per oltre 6 mesi consecutivi) o mancato rispetto degli obblighi reciproci da parte di un numero di imprese agricole superiore a 20% (o inferiore a 20% ma verificatosi per oltre 6 mesi consecutivi)

Si ha:

  1. revoca parziale in base ad entità delle spese ammesse per beni oggetto di contributo se per questi sono state erogate altre agevolazioni di qualsiasi natura in base a normativa UE, statale, regionale o concessi da Enti/Istituzioni pubbliche che determinano il superamento dell’intensità di aiuto stabilito per tipologia di investimento;
  2. revoca parziale in base a: entità delle spese afferenti, in modo diretto o indiretto, ad immobilizzazioni materiali ed immateriali oggetto di contributo che vengono distolte dall’uso previsto “in qualsiasi forma” (compresa cessione di attività ad altro imprenditore) prima di 5 anni dalla data di completamento di investimento; periodo di mancato utilizzo di questa. Revoca parziale di intero importo di immobilizzazione agevolata distratta da suo uso prima di 5 anni se beneficiario non comunicato subito a MIPAAF tale evento. Revoca di intero importo concesso al progetto se distrazione prima di 5 anni costituisce una variante sostanziale al progetto che determina il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati;
  3. revoca totale se non vengono rispettati nei confronti dei lavoratori dipendenti gli obblighi previsti dalla legislazione in materia di lavoro, provvidenza, assistenza o contratti collettivi di lavoro (MIPAAF, prima di procedere alla revoca, può concedere 60 giorni di tempo al beneficiario per regolarizzare propria posizione);
  4. revoca totale in caso soggetto beneficiario non ha maturato entro 18 mesi da sottoscrizione di CD (salvo proroga per “cause debitamente motivate”) condizioni previste per erogazione della 1° quota dello stato di avanzamento (cioè non realizzati almeno 40% dei costi previsti);
  5. revoca parziale delle agevolazioni per le spese effettuate dopo i termini fissati per l’esecuzione degli interventi (salvo proroghe concesse per cause debitamente motivate richieste a MIPAAF almeno 4 mesi prima della scadenza del termine per conclusione dei lavori), fermo restando verifiche su effettivo completamento del progetto e raggiungimento degli obiettivi fissati;
  6. revoca totale in caso di grave violazione alle specifiche norme settoriali (anche riferite alla normativa UE);
  7. revoca totale se non rispettate le disposizioni in materia di delocalizzazione e mantenimento dell’occupazione nelle unità produttive interessate dagli investimenti;
  8. revoca totale in caso di mancata, incompleta o inesatta dichiarazione dei dati richiesti per il monitoraggio;
  9. revoca totale o parziale in relazione a: momento in cui interviene la dichiarazione di fallimento del soggetto beneficiario o nei cui confronti viene aperta una procedura concorsuale con finalità liquidatorie o cessazione di attività; stato di realizzazione del progetto
  10. revoca totale o parziale in caso di mancato rispetto di qualunque altro obbligo previsto dal bando

Revoca totale o parziale comporta:

  • restituzione delle agevolazioni concesse (in caso di revoca parziale si procede alla rideterminazione delle quote di aiuto erogabili e loro compensazione con quanto erogato in eccesso) maggiorate di interessi pari al tasso ufficiale di riferimento vigente alla data di erogazione
  • comunicazione da parte di MIPAAF alla Regione affinché provveda al recupero della sua quota di contributo versato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Posted in: