SIT IN contro i danni della fauna selvatica

Si è svolto in data 8 Marzo 2016 un SIT IN davanti il Consiglio Regionale delle Marche, il quale ha ricevuto una delegazione di rappresentanti CIA, Confagricoltura e Copagri nelle persone dei Presidenti (Mirella Gattari, Giovanni Manzotti, Giovanni Bernardini) e dei Direttori (Gianfranco Santi – CIA, Alessandro Alessandrini – Confagricoltura).

La delegazione è stata ricevuta dal Presidente (Antonio Mastrovincenzo) e dai Vice Presidenti del Consiglio (Renato Claudio Minardi, Marzia Malaigia), dall’Assessore alla Caccia (Moreno Pieroni), dal Presidente II Commissione Consiliare Permanente (Gino Traversini), dai Capogruppi di tutte le forze politiche presenti in Consiglio (Carloni Mirco – Area Popolare Marche 2020, Marcozzi Jessica – Forza Italia, Leonardi Elena – Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale, Bisonni Sandro – Gruppo Misto, Zura Puntaroni Luigi – Lega Nord Marche, Maggi Giovanni – Movimento 5 Stelle, Busilacchi Gianluca – Partito Democratico, Marconi Luca – Popolari Marche Unioni di Centro, Rapa Boris – Uniti per le Marche) e di altri Consiglieri Regionali i quali tutti hanno condiviso le proposte avanzate per come risolvere o quanto meno arginare i danni subiti dalle aziende agricole causati dai lupi e dai cinghiali.

Nello stesso incontro è stato dato mandato dal Presidente del Consiglio (Antonio Mastrovincenzo) al Presidente della II Commissione Consiliare Permanente (Gino Traversini) di istituire un tavolo al fine di mettere in campo un progetto per il territorio marchigiano avente come obiettivo una riduzione di presenza dei selvatici compatibile con l’attività agricola e di trovare soluzioni per la prevenzione e il risarcimento di danni alle aziende agricole, cercando di superare nelle forme e dei modi la delibera regionale della istituzione  del “de minimis”.

L’incontro quindi è stato costruttivo e di grande attenzione da parte dell’intero Consiglio Regionale.

 

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DOCUMENTO

Considerata l’attuale emergenza per il mancato equilibrio faunistico rispetto all’habitat naturale, palesemente riconoscibile e documentabile dal crescente aumento dei danni alle colture agricole, agli allevamenti e dai numerosissimi incidenti stradali.

Occorre pertanto analizzare ed intervenire per:

  1. Ripristinare l’equilibrio tra l’ambiente, fauna selvatica e agricoltura;
  2. Tutelare la sicurezza stradale, sanitaria, l’ambiente e soprattutto la sopravvivenza delle imprese agricole;
  3. Risarcire  tutti i danni causati alle aziende agricole;

L’analisi ci porta ad affermare che:

  1. Dove vi è un soprannumero di ungulati “cinghiali e caprioli” si verificano ingenti danni. I caprioli provocano danni enormi ai boschi, alle colture e incidenti stradali, ed i cinghiali oltre che provocare danni alle colture agricole e incidenti stradali rischiano di generare rischi di allarme sanitario (peste suina, ecc.);
  2. Nella nostra Regione ci sono aree dove si pratica ormai da anni un “allevamento intensivo” di cinghiali a cielo aperto, vedi zone protette come parchi e riserve naturali, ma anche nelle zone limitrofe a queste;
  3. Le imprese agricole in alcune aree della nostra regione oltre la perdita di prodotto, rischiano la perdita di importanti rapporti commerciali costruiti con grande fatica e dopo anni di relazioni;
  4. La volontà dimostrata dalle Provincie, degli Enti Parco e degli ATC  con le delibere a suo tempo adottate per il contenimento della specie, ad oggi non hanno risolto il problema, ne hanno avuto risultati efficaci;
  5. Gli stessi incidenti stradali generano per la regione una costante e continua crescita delle risorse da destinare per il risarcimento agli stessi;
  6. Per alcune imprese agricole gli ungulati e lupi sono considerati alla stregua di una calamità naturale generando incertezza, frustrazione ed impotenza di fronte alla non soluzione del problema da anni denunciato;
  7. Occorre attuare in modo efficiente la prevenzione dei danni anche e soprattutto attraverso l’autodifesa e utilizzando i selecacciatori con priorità a coloro che non fanno parte delle squadre di cinghialai;
  8. Vanno rispettati i tempi di 90 giorni dalla presentazione delle domande per il risarcimento dei danni;
  9. Venga adottata dalla Regione Marche una procedura unica per tutto il territorio regionale ed i soggetti competenti per la richiesta ed istruttoria dei risarcimenti danni;
  1. Il soprannumero di ungulati presenti in alcune aree porta alla necessità di definirla fauna nociva per quei territori;
  2. Il risarcimento non è un contributo ne un indennizzo pertanto è incettabile applicazione del “de minimis”.

VISTA LA L. 157/92 E LA L.R. 7/95

LE ORGANIZZAZIONI PRESENTI CHIEDONO:

  1. Monitoraggio delle specie ungulati e lupi continuo e costante basato su metodi scientifici;
  2. Per le aree non vocate perseguire l’eradicazione dei cinghiali;
  3. Nelle aree vocate ma dove il numero di ungulati è di gran lunga superiore alla sopportabilità del territorio, dichiararle specie nocive;
  4. Dare all’agricoltore la possibilità dell’autodifesa tramite gestione di chiusura o di sparo, in maniera diretta o indiretta, il tutto coordinato e controllato dalla Pubblica Amministrazione;
  5. Rispetto da parte di tutti gli Enti preposti della norma sui tempi di risarcimento danni (novanta giorni) dalla presentazione della domanda;
  6. Costituire un fondo per la prevenzione dei danni e un fondo per il funzionamento ottimale degli ATC;
  7. Azioni volte a garantire al consumatore la salubrità e la tracciabilità delle carni di cinghiale;
  8. Tempistica certa di intervento degli ATC e Parchi quando si segnalano i danni;
  9. Programma immediato per la prevenzione e il ripristino dell’equilibrio ungulati – lupi-istrici-ambiente e agricoltura;
  10. Modificare l’ultima delibera della Regione Marche su “de minimis”.
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