VITELLONE E/O SCOTTONA AI CEREALI

VITELLONE E/O SCOTTONA AI CEREALI (D.M. 7/3/22)  (bovini 27)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF); Organismo di controllo designato (OdC)

Chiunque intende adottare sistema di qualità nazionale (SQN) certificato per vitelloni iscritti a Libro genealogico, o figli di genitori iscritti a Libro genealogico .

Iter procedurale:

MIPAAF approvato con D.M. 7/3/2022 pubblicato su GU 68/22 disciplinare di produzione SQN “Vitellone e/o scottona ai cereali” (SQN) che prevede:

  • tipologie e tecniche di conduzione allevamento riguardanti:
    • animali ammessi sono maschi e femmine della specie Bos Taurus, allevati in ambiente protetto (stalla) o a stabulazione libera in box multipli, per periodo minimo di 5 mesiper maschi e 4 mesi per femmine (compresa fase di accrescimento e finissaggio), macellati ad età compresa tra 12 e 22 mesi. Esclusi bovini sottoposti a trattamenti terapeutici con corticosteroidi
    • tecniche di allevamento e di alimentazione uniformi per tutti gli animali aziendali e non solo per quelli oggetto di SQN, salvo per aziende con unità indipendenti (cioè stalle e relative pertinenze, nonché attrezzature ben delimitate ed individuate in modo da non mescolare alimentazione destinata ad animali SQN)
  • tecniche di alimentazione basate su piani di razionamento alimentare, che tengono conto di esigenze nutrizionali dei bovini nelle diverse fasi di sviluppo (in particolare nella fase di accrescimento e finissaggio). Razione giornaliera, preparata con tecnica unifeed, contenente:
    • cereali e foraggi da cereali in quantità superiore a 60% su sostanza secca (s.s.)
    • percentuale di fibra tale da garantire un valore superiore a 25% su s.s.
    • quota di insilato di pianta intera di mais inferiore a 12 kg sul tal quale in fase di accrescimento
    • negli ultimi 60 giorni, quota di amido incrementata secondo norme di finissaggio, mentre quota di insilato diminuita almeno del 25%

Razione alimentare priva di grassi animali aggiunti, costituita solo da: cereali e derivati; leguminose; oleaginose; bietole e derivati; foraggi freschi (cereali da foraggio, erba medica, trifoglio, erba da  prati naturali ed artificiali); foraggi essiccati; insilati di pianta intera (cereali ed insilati di erba); grassi vegetali semplici o elaborati (salificati, idrogenati); prodotti o sottoprodotti di industria saccarifera (saccarosio, melasso, polpe, concentrato proteico di melasso); melasso di agrumi; glicerolo; mangimi completi e complementari costituiti dalle suddette materie prime; eventuali integratori vitaminico minerali, lieviti ed additivi autorizzati per alimentazione animale

Alimenti zootecnici debbono essere privi di alterazioni o sostanze tossiche che li rendono non idonei ad alimentazione animale; per quanto concerne requisito “assenza di grassi animali”, se questo non attestato dal mangimificio, allevatore aderente al disciplinare SQN provvede con proprie visite e/o analisi annuali

Alimenti zootecnici identificati e conservati in modo idoneo, separati da alimenti non previsti dal disciplinare e/o destinati ad altre specie animali

  • scelta di bovini appartenenti a razze da carne, o a duplice attitudine, o loro incroci, la cui carne rientra nella classe di: conformazione S – E – U – R; stato di ingrassamento 2- 3
  • strutture di stabulazione costruite con materiali idonei secondo esigenze di specie allevata, in modo da assicurare condizioni ambientali (temperatura, circolazione di aria, umidità, concentrazione di gas e polveri) capaci di non nuocere ad animali, nonché dotate di: fronte mangiatoia di almeno 60 cm/capo; superficie di lettiera a disposizione pari ad almeno 3 mq/capo per animali di 500 kg. di peso vivo + 0,5 mq./100 kg. di incremento (se bovini allevati su grigliato, superficie pari a 3 mq/capo); esistenza locale adibito ad infermeria
  • sistema di produzione e rintracciabilità della filiera comprendente seguenti impegni da rispettare da parte di:
    • allevatore:
      1. disponibilità, ai fini del controllo, di schede in cui riportare: razione alimentare somministrata; periodo della fase di finissaggio;
      2. documenti di acquisto del mangime (quali cartellini di accompagnamento), da cui possibile verificarne formulazione ed assenza di grassi animali aggiunti. Nel caso di alimenti autoprodotti, conservare documento di acquisto di semente e verificare quantitativi prodotti;
      3. disponibilità di marchi auricolari, passaporto, Mod. 4 per capi provenienti da estero, per tutti i soggetti allevati, al fine di verificare: età di animale; Paese di nascita e di ingrasso;
      4. aggiornamento mensile del registro di carico e scarico dei bovini allevati e degli alimenti;
      5. conservazione documenti di trasporto degli alimenti complementari e relativa corrispondenza con prodotto in entrata;
      6. allevamento dei bovini nel rispetto delle condizioni sopra riportate, avviandoli alla macellazione ad età di 12-22 mesi, accompagnati da Mod. 4 di trasporto, passaporto, certificato di intervento fecondativo (CIF) per bovini nati in Italia al fine di garantire veridicità delle informazioni su razza/tipo genetico. Al riguardo allevatore deve: aggiornare il registro anagrafe del bestiame; rilasciare il certificato di avviamento alla macellazione attestante il possesso da parte del bovino dei requisiti previsti dal disciplinare SQN (copia del certificato da conservare in allevamento);
      7. qualora si intende riportare in etichetta razza: acquisizione di documento rilasciato da Ente riconosciuto attestante iscrizione di animale a Libro genealogico o figlio di genitori iscritti. Se invece si vuole evidenziare tipo genetico: acquisizione del CIF su cui riportata razza del padre. Per bovini nati all’estero: acquisizione documento attestante razza del padre;
      8. possesso di un manuale di buone pratiche di allevamento, comprendente almeno: anagrafe e rintracciabilità degli animali; gestione di approvvigionamenti ed alimentazione; gestione sanitaria di azienda; benessere animali; gestione effluenti zootecnici; pulizia, disinfezione e derattizzazione; formazione del personale;
      9. conservazione dei suddetti documenti (in forma cartacea e/o informatica) per almeno 2 annia disposizione di tecnici incaricati di autocontrollo o di OdC
    • stabilimento di macellazione:
      1. verifica appartenenza del bovino al circuito SQN, acquisendo certificato di avviamento alla macellazione (in forma cartacea e/o informatica) fornito da allevatore;
      2. accertamento di razza o tipo genetico, in base ai documenti di cui sopra, qualora si intende riportare tali informazioni in etichetta;
      3. confronto effettuato da incaricato di stabilimento in fase di premacellazione del marchio auricolare con quanto riportato nel documento di trasporto/passaporto, annotando sul registro o sul Mod. 4 il numero del marchio da abbinare al numero progressivo di macellazione assegnato alla carcassa (solo dopo questa operazione, animale avviato alla macellazione);
      4. inserimento ordine di ingresso dei bovini alla macellazione su supporto informatico di stabilimento;
      5. pesatura e successiva classificazione delle carcasse divise in 2 mezzene, numerate in modo progressivo, collegate al marchio auricolare del bovino di appartenenza. Solo per carcasse classificate in categoria A e E (non ricadenti nelle classifiche commerciali delle categorie O e P) e negli stati di ingrassamento 1 – 4 – 5, possibile apporre 3 etichette di macellazione in prossimità del taglio della mezzena, attestanti appartenenza della carne a SQN. Informazioni stampate in etichetta (ricavate da passaporto del bovino, o da banca dati nazionale (BDN), o dal certificato di avviamento alla macellazione) riportate in banca dati informatica di stabilimento, in modo da garantire correlazione  tra carico di ogni capo macellato con lo scarico delle carni ottenute (se ciò non avviene, stampa delle etichette verrà bloccata);
      6. registrazione da parte di tecnico addestrato in banca dati dello stabilimento della spedizione delle carni (mezzene, quarti) evidenziando destinatario (garantire in ogni momento, consultando banca dati, destinatario di ogni spedizione di carne SQN), e conseguente rilascio (in forma cartacea o informatica) di certificato SQN, che attesta possesso, da parte di ogni porzione di carne venduta, dei requisiti prescritti dal disciplinare (copia del certificato conservato in stabilimento);
      7. certificato o documento di trasporto dotato di codice a barre e riportante conformità di mezzene, quarti, sesti di SQN deve garantire regolare ed efficiente flusso di informazioni tra soggetti coinvolti;
      8. archiviazione e conservazione di suddetti documenti su supporto cartaceo/informatico per almeno 2 anni a disposizione di tecnici incaricati di autocontrollo o di OdC
    • laboratorio di sezionamento/porzionatura:
      1. garantita identificazione di tutti i prodotti a SQN tramite sistema informatico di rintracciabilità delle carni ed apposizione di etichetta sui prodotti;
      2. esecuzione su mezzene, quarti, sesti ottenuti da stabilimento di macellazione, operazioni di sezionamento (possono avvenire anche in strutture contigue a quella di abbattimento e macellazione);
      3. uso solo mezzene già identificate mediante etichetta di macellazione apposta nella parte oggetto di taglio;
      4. comunicazione ad OdC delle modalità di identificazione, rintracciabilità e controllo dei bilanci di massa, in modo da garantire, durante operazioni di sezionamento, la non commistione con carni non a marchio. OdC deve approvare tali modalità prima di accettare l’incarico;
      5. acquisizione dati in modo informatizzato, leggendo codice a barre riportato in etichetta di macellazione;
      6. taglio della mezzena in funzione di ordine del cliente. Al termine di tale operazione, stampare etichette di sezionamento da apporre su ogni taglio destinato ad essere commercializzato, inserendovi il codice a barre di cui sopra;
      7. esecuzione di ulteriori lavorazioni a partire da tagli anatomici fino ai porzionati (preincartati), garantendo rintracciabilità ed assenza di commistioni di carni non a marchio
      8. costituzione lotti di lavorazione con carne etichettata SQN identificata con codici a barre;
      9. inserimento dati relativi a carne SQN, in banca dati, rieticchettando questa se precedente etichetta riporta codice a barre non leggibile dal sistema del laboratorio;
      10. esecuzione disossamento/porzionatura di singole lavorazioni, o lotti omogenei di prodotto, garantendo assenza di commistione con altre carni non a marchio; apposizione di etichette stampate per numero di tagli ottenuti da singole lavorazioni o lotti di lavorazione;
      11. rilascio, al momento della spedizione della carne, di certificato SQN attestante, per ogni porzione di carne fornita, la sua aderenza a tale disciplinare;
      12. attivazione di un sistema informatico capace di gestire inserimento dati e stampa automatica di etichette di sezionamento/porzionatura da apporre su carni o confezioni, in modo da assicurare correlazione tra carico di ogni consegna di carne da stabilimento di macellazione, con scarico di carni ottenute e spedite al cliente (spedizioni da registrare in banca dati, evidenziando destinatario);
      13. garantita formazione del tecnico incaricato di caricare dati ed assicurare corretto funzionamento del sistema informatico;
      14. archiviazione e conservazione di suddetti documenti su supporto cartaceo/informatico per almeno 2 anni a disposizione di tecnici incaricati di autocontrollo o di OdC
    • punto vendita:
      1. comunicazione preventiva ad OdC delle modalità (cartacea od informatizzata) di identificazione, rintracciabilità, stoccaggio, lavorazione, vendita delle carni e controllo del bilancio di massa, in modo da evitare commistione con carni non a marchio. OdC approva tali modalità prima di accettare incarico e verifica che sistema cartaceo impatti su percentuale minima di prodotto;
      2. inserimento dati nel sistema di identificazione informatizzato (ammessa imputazione manuale solo in caso di mancanza del sistema informatico, illeggibilità del codice a barre, guasto del sistema di lettura) basato su lettura del codice a barre riportato in etichetta di macellazione/sezionamento, che identifica mezzena e/o altri tagli di carne certificata;
      3. adozione di sistema informatizzato in grado di garantire: stampa automatica di etichette da apporre sulle carni poste in vendita o sulle confezioni di prodotti preincartati; connessione tra carico di ogni consegna di carne da stabilimento di macellazione o da laboratorio di sezionamento con scarico delle carni vendute al consumatore finale;
      4. registrazione delle spedizioni di carni in banca dati;
      5. garantito addestramento del tecnico incaricato di inserire dati delle carni e gestire sistema informatizzato;
      6. controllo ad arrivo della merce che ogni singolo taglio sia: munito di etichetta; accompagnato da documento di trasporto e certificato SQN; scaricato in banca dati, evidenziando codice a barre assegnato per carne pesata dei diversi tagli; mantenuto in cella o nel banco vendita separato da carni non a marchio  (nel caso di una sua lavorazione, usare metodo del “tutto pieno, tutto vuoto”, cioè lavorare in tempi specifici solo carni a marchio); identificato mediante cartellino riportante numero del lotto riferito ai diversi tagli, nonché accompagnato da certificato SQN;
      7. stoccaggio della merce, mantenendo etichetta originaria se carne non sezionata. Dopo sezionamento, la carne viene identificata con etichetta riportante codice di rintracciabilità, che correla i diversi tagli eseguiti con il certificato SQN consegnato da stabilimento di macellazione o da laboratorio di sezionamento;
      8. banco vendita assistita: merce identificata con etichetta (può essere lo stesso certificato SQN) o cartellini contenente codice rintracciabilità che consente di collegare taglio ad etichetta. In caso di banco vendita “al libero servizio”: merce esposta preincartata, o prelevata da cella e lavorata al momento di pesatura, con addetto che emette etichetta, riportando codice di rintracciabilità. Punto vendita che vende direttamente al consumatore finale solo merce preconfezionata prodotta presso laboratorio di sezionamento, non ha obbligo di aderire al disciplinare;
      9. archiviazione e conservazione di suddetti documenti su supporto cartaceo/informatico per almeno 2 anni a disposizione di tecnici incaricati di autocontrollo o di OdC;
    • etichettatura delle carni di mezzene o sezionate deve riportare seguenti:
      • informazioni obbligatorie: codice identificativo o di rintracciabilità tale da garantire nesso tra carni ed animale di provenienza; Paese di nascita; Paese in cui attuato ingrasso; numero di autorizzazione di stabilimento di macellazione del bovino e Paese dove ubicato (dicitura “macellato in ____“ nome Paese); numero di autorizzazione del laboratorio di sezionamento della carne  e Paese dove ubicato (dicitura “sezionato in ____” nome del Paese); dicitura SQN “Vitellone ai cereali”  o SQN “Scottona ai cereali”; marchio collettivo identificativo di SQN
      • informazioni facoltative (oggettive e verificabili da OdC): razza o tipo genetico del bovino; animale alimentato senza grassi animali aggiunti; età di animale; sesso di animale
    • sistema di autocontrollo da parte di operatore, o di Organizzazione aderente a SQN svolto direttamente, o tramite ispettori esterni incaricati. Attività eseguita, tramite periodiche verifiche in tutte le fasi della filiera, a livello documentale e/o visite in loco, secondo un piano di controllo, in cui evidenziare: responsabile del controllo; punti critici; frequenza del controllo; trattamento delle non conformità rilevate; azioni correttive da adottare. Piano di controllo deve essere: ritenuto adeguato da OdC; disponibile  in forma cartacea presso ogni aderente. Al termine di ispezione redatto un verbale, in cui riportare: dati di operatore; oggetto della verifica; esito della verifica; eventuali osservazioni
    • comunicazione ad Autorità competenti da parte di OdC dei dati relativi a: elenco di allevamenti aderenti, con rispettivo codice di identificazione; elenco di macelli e laboratori di sezionamento, aderenti con relativo codice di identificazione; elenco punti vendita aderenti

 

 

 

Posted in: