VITELLONE BIANCO APPENNINO CENTRALE

VITELLONE BIANCO APPENNINO CENTRALE (Reg. 134/98; D.M. 16/4/19, 13/12/19, 29/5/20 (bovini29)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, alimentari, Forestali (MIPAAF), allevatori

Iter procedurale:

“Vitellone bianco dell’Appennino Centrale” ha ottenuto con Reg, 134/98 il riconoscimento di IGP in base al seguente disciplinare di produzione approvato da MIPAAF con provvedimento 16/4/2019 (modificato per la parte della frollatura con provvedimento 29/5/20 per il periodo di emergenza COVID19):

·         area geografica di produzione rappresentata dal territorio delle Province collocate lungo la dorsale Appenninica del Centro-Italia (comprendente, tra l’altro, Province di Pesaro, Urbino, Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno), come meglio riportato su G.U. 108/19

·         razza: carne prodotta da bovini, maschi e femmine, di razza Chianina, Marchigiana, Romagnola di età compresa tra 12 e 24 mesi, nati ed allevati nell’area geografica di cui sopra, da allevamenti in selezione ed iscritti al Registro Genealogico del giovane bestiame del Libro genealogico nazionale

·         tipo di allevamento: dalla nascita allo svezzamento è consentito pascolo, semibrado, stabulazione libera; dallo svezzamento fino alla macellazione è consentita solo la stabulazione libera, o a posta fissa, o allevamento semibrado

·         tipo di alimentazione: vitelli allattati naturalmente dalle madri fino al loro svezzamento. Razione alimentare successiva costituita da foraggi freschi e/o conservati provenienti da prati naturali, artificiali e da coltivazioni erbacee tipiche della zona geografica di allevamento, con aggiunta di mangimi concentrati (semplici o composti) ed integratori alimentari. Razione calcolata in modo da assicurare livelli nutritivi alti o medio alti (maggiori di: 0,8 U.F./kg. di sostanza secca per maschi; 0,7 U.F./kg. di sostanza secca SS per femmine) con quota proteica compresa tra 13% e 18% in funzione dello stadio di sviluppo dell’animale. Vietato nei 4 mesi precedenti la macellazione, alimentare bestiame con foraggi insilati. È inoltre vietato alimentare bestiame con sottoprodotti dell’industria, quali: farine di carne; ciccioli; farine di pesce; sangue; grasso di origine animale; scarti di industria dolciaria. Sono invece ammessi quali componenti di mangimi concentrati: polpa di barbabietola esausta fresca; potature di olivo macinate; foglie di olivo fresche od essiccate; pastazzo di arancia; pastazzo secco di agrumi; polpa essiccata di arancia; sansa di olivo; buccette di oliva; buccette e semi di pomodoro; residui di distilleria; radichette di malto; trebbie di birra; trebbie fresche od essiccate; borlande fresche od essiccate; pula vergine o commerciale; marco di mela; frutta fresca o conservata

·         macellazione: attuata in mattatoi idonei, situati nella zona di produzione, evitando stress di animale durante trasporto ed alla sosta prima della macellazione (a tal fine evitati mezzi cruenti per carico e scarico da automezzi; avvio immediato di animali alla macellazione, o loro sosta in box singoli). Al fine di tutelare le masse muscolari da ossidazione nella fase di frollatura, è vietato nella macellazione lo sgrassamento totale della carcassa (intesa come completa rimozione del grasso di copertura dal filetto e del grasso di copertura interno ed esterno, delle masse muscolari). Refrigerazione delle carcasse attuata in modo da evitare il “fenomeno della contrattura da freddo”

·         classificazione della carcassa: valore di conformazione in base a griglia UE inferiore a R, stato di ingrassamento escluso 1 e non superiore a 3

·         parametri qualitativi medi della carne sono: pH fra 5,2 e 5,8; estratto etereo inferiore a 3%; ceneri inferiori a 2%; proteine maggiori del 20%; colesterolo inferiore a 50 mg/100 gr.; rapporto accumulo di grassi insaturi su grassi saturi maggiore di 1; calo a fresco minore del 3%; grado di durezza della carne a crudo minore di 3,5 Kg./cmq.; colore avente alla luce: L superiore a 30, C superiore a 20, H compreso tra 25 e 45

·         commercializzazione carne: conformazione delle carcasse non inferiore a categoria R e stato di ingrassamento compreso tra 1 e 3 della griglia UE..

·         colore del grasso visibile non deve tendere al giallo cinerino, né avere striature tendenti al giallo carico, con parti carnose esposte della carcassa prive di colorazioni anomale. Vista la necessità di migliorare la tenerezza delle carcasse degli animali maschi è ammessa la frollatura delle loro carni (escluso per periodo di emergenza COVID19 dove tagli destinati ad essere macinati) per almeno 4 giorni per tutti i tagli, tranne scamone, noce, fesa, muscolo del lombo per cui frollatura pari almeno a 10 giorni.

·         commercializzazione carne ammessa nei seguenti tagli: muscolo posteriore, campanello, girello, sottofesa, noce, fesa, scamone, lombata, costata, pancia, petto, sottospalla, reale, collo, muscolo anteriore, girello di spalla, polpa di spalla, copertina

·         carne venduta con un contrassegno, applicato, con caratteri chiari ed indelebili, al mattatoio (in corrispondenza della faccia esterna di 1 dei tagli ammessi di cui sopra) da un esperto incaricato da Organismo di controllo e nettamente distinto da ogni altra scritta, in modo da conservarsi in ogni fase della distribuzione, comprendente: logo (riportato su G.U. 108/19) rappresentante la razza da cui proviene la carne (Romagnola, Chianina, Marchigiana); diciture “Vitellone bianco dell’Appennino Centrale” e “Indicazione Geografica Protetta o IGP”. Esperto applica contrassegno solo dopo aver provveduto ad inserire per ogni bovino in  una scheda informatica (“documento di controllo”) seguenti dati: numero identificativo di animale; azienda di nascita; azienda di allevamento e/o ingrasso; movimentazione del capo; data di nascita; sesso; razza; data e numero progressivo di macellazione; categoria di animale; peso della carcassa e del taglio; conformazione e grasso della carcassa secondo la classificazione UE; denominazione e sede del mattatoio dove avvenuta la macellazione; denominazione e sede del laboratorio dove avvenuto il sezionamento; tipologia del prodotto preso in carico (carcassa, mezzena, sesto, quarto, singoli tagli o tagli misti); denominazione e sede del destinatario (cioè macelleria, laboratorio di sezionamento, operatore commerciale); nome di esperto incaricato della certificazione)

·         etichettatura, in cui riportare, oltre ai dati obbligatori previsti dalla normativa vigente, le seguenti informazioni: numero di riferimento o codice di rintracciabilità; denominazione “Vitellone bianco dell’Appennino centrale” e/o il logo; logo UE ed eventuale dicitura “Indicazione Geografica Protetta”; razza del soggetto (esclusi lotti costituiti da animali di più razze); eventuali altre informazioni previste nel “documento di controllo”

·         modalità di vendita. Se carne venduta al taglio, etichetta esposta in modo ben visibile nel bancone di vendita destinato alla carne IGP “Vitellone bianco dell’Appennino centrale”. Carne porzionata (fresca o congelata) può essere confezionata presso laboratori e macellerie autorizzate, alla presenza di Organismo controllo che consente l’apposizione del logo IGP sulla confezione, e venduta in forma preconfezionata, o preincartata, o sottovuoto, o in atmosfera modificata, munita di etichetta recante le informazioni di cui sopra

·         Organismo di controllo è “3°-PTA Parco tecnologico agroalimentare  dell’Umbria soc. cons. a.r.l.” Frazione Pantalla, Todi, che provvede  a monitorare ogni fase del processo produttivo “documentando per ognuna gli input e gli output” tramite: iscrizione in appositi elenchi di allevatori, macellatori, sezionatori, punti vendita, laboratori di confezionamento; dichiarazioni tempestive a struttura di controllo del numero di vitelli nati, allevati, macellati, sezionati, porzionati, confezionati.

Con DM 13/12/19 confermato incarico fino al 13/12/2022 al Consorzio Tutela del Vitellone Bianco di Appennino Centrale, avente sede in Perugia via delle Fascine 4, a svolgere le funzioni di tutela e valorizzazione nei confronti della IGP “Vitellone Bianco di Appennino Centrale”. Conferimento incarico a Consorzio può sempre essere sospeso e revocato con provvedimento motivato da MIPAAF, in caso rilevate irregolarità o perdita dei requisiti prescritti per il suo riconoscimento.

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