VINCOLI IDROGEOLOGICI

VINCOLI IDROGEOLOGICI (R.D.L. 3267/23, 1126/26)  (teramb20)

Soggetti interessati:

Proprietari terreni, Comuni, Ispettorati Forestali

Iter procedurale:

Ispettorato Provinciale propone vincolo idrogeologico per determinati terreni che “possono con danno pubblico subire denudazioni, perdere stabilità o turbare il regime delle acque”, segnando su una mappa catastale per ogni Comune terreni da vincolare e loro confini ed allegando relazione illustrativa circa “circostanze e motivi che consigliano la proposta”.

Comune espone per almeno 30 giorni presso Albo pretorio mappa catastale, mentre conserva presso segreteria, relazione a disposizione degli interessati che hanno 90 giorni di tempo per presentare eventuali richiami, specificando motivazioni opposizione e terreni di cui si chiede esclusione totale o parziale da vincolo. Interessato può anche chiedere, a proprie spese, sopralluogo in azienda.

Sindaco trasmette a Provincia proposta di vincolo dell’Ispettorato Forestale ed eventuali reclami per decisione finale da deliberare entro 180 giorni. Contro tale decisione interessato od Ispettorato può ricorrere entro 90 giorni a Consiglio di Stato.

Provincia comunica esito procedura ad Ispettorato Forestale che entro 60 giorni pubblica presso Albo del Comune carta topografica con indicazione zone definitivamente vincolati ed invia a Comune elenco dei terreni inclusi nel vincolo. Trascorsi 15 giorni da affissione, Comune restituisce copia documentazione ad Ispettorato forestale che la conserva per consultazione degli interessati. Analogo procedimento seguito in caso di variazioni decise da Consiglio di Stato a seguito esame ricorsi.

Copia elenco terreni vincolati inviata ad Ufficio Imposte, che valuta se limitazioni prescritte comportano o meno “effettiva diminuzione del reddito” (Analogo procedimento seguito in caso di modifica dei terreni vincolati o delle limitazioni).

Decisioni trasmesse da Intendenza di Finanza a Sindaco per pubblicazione presso Albo per 60 giorni al fine di consentire ad interessati di presentare ricorso contro valutazioni Ufficio Imposte. Se Ufficio Imposte respinge reclamo, interessato entro 45 giorni può presentare ricorso a Ministero Finanze, il cui giudizio è definitivo e si ripercuote su estimi catastali.

Se opposizione interessato riguarda “omissione d particelle effettivamente vincolate o inclusione di particelle non vincolate”, Ufficio Imposte avvisa Ispettorato Forestale di provvedere ad eventuali rettifiche.

Proprietari terreni che vogliono essere esclusi da vincolo presentano domanda (Specificare estremi terreno e motivazioni di esclusione) ad Ispettorato Forestale, tramite Comune che pubblica richiesta ad Albo per 30 giorni.

Chiunque può chiedere inserimento nuovi terreni a vincolo, in particolare Province, Comuni, Enti pubblici e privati nel caso di boschi che “per la loro speciale ubicazione difendono terreni o fabbricati da valanghe, rotolamento sassi, furia dei venti” o dai Comandi militari nel caso di ragioni difesa militare. Domanda, comprendente descrizione del bosco e dei suoi confini, delle motivazioni che spingono a vincolare tale area, pubblicata presso Albo Comunale.

Tali Organismi, in accordo con MI.R.A.A.F. e previo parere favorevole Corpo Forestale, impongono questi vincoli, corrispondendo ai proprietari equo indennizzo e fissando limitazioni ad utilizzo bosco. Interessati possono ricorrere a MI.R.A.A.F. che entro 30 giorni decide in merito.

Forestale invita proprietari terreni vincolati ed Amministrazioni proponenti “per un accordo sull’ammontare dell’indennizzo”. Se accordo non raggiunto nominato un collegio arbitrale, a cui le parti faranno pervenire documenti e memorie per agevolare giudizio. Collegio arbitrale dovrà fissare criteri di stima ed “indennizzo per ciascun bosco nel caso di vincolo su boschi appartenenti a più proprietari”.

Vincolo notificato ad interessato che fino a conclusione procedimento non può procedere a taglio bosco, salvo chiedere indennizzo per mancato ricavo.

Corpo Forestale approva norme del “governo ed utilizzazione del bosco e del pascolo nei boschi e terreni pascolativi, le modalità della soppressione ed utilizzazione dei cespugli aventi funzioni protettive, i lavori di dissodamento dei terreni saldi e della lavorazione del suolo nei terreni a colture agrarie”. In particolare fissati:

a) tempo e modo di eseguire taglio del bosco;

b) regole diradamento fustaie;

c) numero e qualità di matricine da mantenere per ha. di bosco ceduo;

d) norme per taglio di rami, raccolta di foglie, falciatura di erba;

e) cautele per accensione fuoco nel bosco comprese regole per impianto carbonaie;

f) provvedimenti da adottare per prevenzione incendi;

g) norme per trasporto legna;

h) norme per combattere parassiti animali e vegetali nel bosco;

i) per i terreni pascolivi:

   – nei boschi di nuovo impianto o sottoposti a taglio generale o parziale o distrutti da incendi,

     pascolo vietato fino a quando sviluppo giovani piante escludono pericolo danni;

   – nei boschi adulti troppo radi o deperiti, pascolo escluso fino a quando non ricostituiti;

   – nei boschi e terreni ricoperti da cespugli protettivi, vietato pascolo alle capre;

   – nel caso di pascoli deteriorati, limitazioni per consentire ripristino del cotico erboso;

l) per i terreni cespugliati: modalità di estirpazione dei cespugli aventi funzione protettiva;

m) per i terreni nudi e saldi: modalità di dissodamento e successiva sistemazione agraria;

n) per i terreni a coltura agraria: modalità di lavorazione per diminuire velocità delle acque.

Prescrizioni di Polizia Forestale pubblicate per 15 giorni nei Comuni con terreni vincolati affinché interessati possono presentare osservazioni.

Norme di Polizia Forestale approvate da MI.R.A.A.F. che potrà apportare modifiche.

Proprietari terreni vincolati:

1) che intendono trasformare bosco in altre colture o terreni saldi in terreni soggetti a periodica

    lavorazione colturale presentano domanda di autorizzazione al Sindaco, ove ricade il fondo,

    allegando relazione (contenente indicazioni circa tipo di fondo, pendenze, misure previste per

    evitare danni al territorio) ed estratto mappa.

    Sindaco pubblica domanda per 15 giorni presso Albo ed invia nei successivi 8 giorni domanda,

    eventuali osservazioni pervenute ed osservazioni del Comune stesso ad Ispettorato Forestale che

    eseguiti, a spese richiedente, accertamenti in loco propone a Provincia vincoli da riportare su

    autorizzazione. In caso di limitato pericolo di danno, Forestale nell’autorizzazione può escludere

    alcuni limiti di utilizzo.

    Provincia, entro 180 giorni da domanda, rilascia autorizzazione da notificare ad interessato per

    mezzo del Sindaco e pubblicare per 15 giorni presso Albo

    Se entro 30 giorni, Ispettorato non fissa modalità, lavori ugualmente eseguiti;

2) che vogliono svincolare, tutto o parte, dei terreni inviano domanda a Forestale che eseguita

    istruttoria ed accertato “cessato pericolo di danni” svincola territorio, pubblicando estremi in Albo

    pretorio;

3) chiedono riduzione estimi catastali per terreni vincolati;

4) comunicano subito a Corpo Forestale insorgere “epidemia di parassiti animali e vegetali” nel bosco

Controllo su regolare applicazione norme sui terreni vincolati affidata ad agenti forestali, incaricati di valutare infrazioni e danni. Contro verbale di accertamento è possibile entro 30 giorni fare ricorso ad Autorità giudiziaria o presentare domanda di conciliazione presso Ispettorato Forestale, allegando copia versamento multa.

Ispettorato tiene registro in cui annotare contravvenzioni, conciliazioni, invio verbale ad Autorità giudiziaria.

Sanzioni:

Chiunque non rispetta prescrizioni forestali nell’utilizzo terreni vincolati: multa da 24.000 a 200.000 ogni 0,10 ha., comunque non inferiore a 80.000 + obbligo ad eseguire lavori di ripristino (Se ciò non dovesse avvenire, lavori eseguiti da Forestale ed emissione cartelle esattoriali per riscossione importo dovuto).

Chiunque nei terreni oggetto di vincolo idrogeologico o vincolo antivalanghe … tagliano piante in violazione norme forestali: multa pari a 2-4 volte valore pianta abbattuta, calcolato in base a valore di mercato del legname (Nel caso di piante destinate ad alto fusto: 2 volte costo di reimpianto. Se valore di mercato supera del 25% valore fissato da Forestale si procederà a rettifica sanzione) + obbligo ripristino dei luoghi.

Chiunque nel periodo di 2 anni commette 3 infrazioni: vietata conciliazione per biennio successivo.

Entità aiuto:

Per anno 1999 stanziati 1.793.064.530 (CAP. 2111110, 2111111, 2111112, 2111113) per individuazione e perimetrazione aree a rischio idrogeologico nei bacini di rilievo regionale, interregionale (Tronto, Conca, Marecchia), nazionale (Tevere)