VERDICCHIO DI MATELICA RISERVA

VERDICCHIO DI MATELICA RISERVA (D.M. 12/2/10, 19/5/11)  (vino29)

–          composizione enologica di tale vino, ottenuto per almeno 85% da vitigno “Verdicchio” e per massimo 15% da vitigni a bacca bianca autorizzati nella Regione Marche presenti in ambito aziendale;

–          densità di impianto non inferiore a 2.200 ceppi/ha.;

–          pratiche colturali tradizionali della zona “comunque atte a non modificare caratteristiche dell’uva e del vino”. Vietata forma di allevamento “a tendone”. Ammessa irrigazione di soccorso;

–          resa uva/ha. non superiore a: 95 q.li/ha. Se limite produzione superato, nessun riconoscimento come vino DOCG;

–          uve destinate a vinificazione avente titolo alcolometrico minimo naturale pari a 12,5% vol.;

–          resa massima di uve in vino inferiore a 70%. Se resa inferiore a 75%, eccedenza tra 70-75% non può usufruire della denominazione di origine. Se resa oltre 75%, tutta la produzione non può usufruire della DOCG. Vinificazione deve avvenire nel territorio di produzione delimitato come DOCG, utilizzando “pratiche enologiche leali e costanti, tradizionali della zona, atte a conferire al vino le proprie caratteristiche”. Vietato arricchimento, mentre ammessa dolcificazione;

–          vino al momento della vendita deve avere colore giallo paglierino; odore delicato, caratteristico; sapore asciutto, armonico, con retrogusto leggermente amarognolo; lieve sentore di legno a seguito eventuale conservazione in recipienti di legno;

–          titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12,5% vol.; acidità totale minima di 5 gr./l.; estratto non riduttore minimo di 18 gr./l. MI.P.A.F. può modificare con decreto limiti di acidità totale ed estratto non riduttore minimo;

–          vino ammesso in vendita con invecchiamento di almeno 18 mesi a partire da 1 Dicembre a quello di  produzione;

–          vietata aggiunta su etichette di termini quali “extra”, “superiore”, “fine”, “scelto”, “selezionato”, mentre ammessa aggiunta di indicazioni geografiche (Frazioni, contrade, fattoria, ecc. il cui elenco riportato in Allegato al D.M. 18/2/10 pubblicato su G.U. 49/10) purché uve provengono effettivamente da tali zone, o marchi privati, nomi, ragioni sociali purché non abbiano significato laudativo o traggono in inganno il consumatore.

MI.P.A.F. con D.M. 19/5/11 assegnato a “Valoritalia società per la certificazione della qualità e delle produzioni vitivinicole italiane s.r.l” il compito di adottare un piano di controllo dei “processi produttivi e prodotti certificati della predetta denominazione di origine rispondenti ai requisiti del disciplinare di produzione approvato” Struttura di controllo autorizzata non può modificare il piano di controllo ed il prospetto tariffario approvati senza preventivo assenso del Gruppo tecnico di valutazione del MI.P.A.F e deve comunicare ogni variazione concernente personale ispettivo, composizione del Comitato di certificazione ed Organo decisore dei ricorsi. Struttura di controllo deve rispettare qualunque disposizione complementare Autorità nazionale competente decide di imporre, nonché di svolgere attività secondo piano di controllo e prospetto tariffario approvato. Autorizzazione Valoritalia sospesa o revocata da MI.P.A.F. qualora vengano meno requisiti che ne hanno determinato concessione od in caso di inadempienza a compiti di controllo affidati

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