VERDICCHIO CASTELLI DI JESI

VERDICCHIO CASTELLI DI JESI (D.M. 18/2/10, 19/5/11)  (vino14)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF); chiunque produce e commercializza Verdicchio dei Castelli di Jesi

Iter procedurale:

MIPAAF con D.M. 18/2/10, come modificato con proposta pubblicata su G.U. 139/21, approvato disciplinare di produzione Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore, Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante, Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito, contenente:

–          zone di produzione, comprendente parte territorio delle Province di Ancona a Macerata riportata su G.U. 50/10. L’uso della menzione “Classico” riservata a vino prodotto nella zona di produzione storica (Esclusi territorio alla sinistra del fiume Misa e Comuni di Ostra e Senigallia);

–          composizione ampelografica di tale vino, ottenuto per almeno 85% da vitigno “Verdicchio” e per non oltre 15% da vitigni a bacca bianca autorizzati nella Regione Marche presenti in ambito aziendale;

–          densità di impianto non inferiore a 2.200 ceppi/ha.;

–          pratiche colturali (sesti di impianto, forme di allevamento, sistemi di potatura) tradizionali della zona. Vietata forma di allevamento vite “a tendone”. Ammessa irrigazione di soccorso;

–          resa uva/ha. non superiore a: 140 q.li/ha. nel caso di Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico; 110 q.li/ha. per Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore. In condizioni climatologiche favorevoli ammessa maggiore produzione fino a 20% (In caso di produzioni superiori, tutta la produzione viene esclusa da DOC). Regione Marche, sentite Organizzazioni di categoria, in condizioni climatologiche sfavorevoli, può stabilire anno per anno limite produzione inferiore a quello fissato nel disciplinare comunicandolo a MIPAAF;

–          operazioni di vinificazione, appassimento, invecchiamento attuate nel territorio di produzione delimitato come DOC. Tuttavia MIPAAF, su motivata richiesta, può consentire tali operazioni a quelle aziende che:

a)dispongono di impianti ubicati entro 2 km. da zona delimitata;

b)hanno vigneti iscrivibili a schedario viticolo della suddetta DOC, anche nella specificazione classico

Escluso vino spumante le cui operazioni sono estese a tutta la Regione Marche;

–          resa massima di uve in vino inferiore a 70%. Se resa inferiore a 75%, eccedenza tra 70-75% non può usufruire della DOC. Se resa oltre 75%, tutta la produzione non può usufruire della DOC. Per Passito resa massima di 45%;

–          uve destinate a vinificazione hanno titolo alcolometrico volumico naturale minimo pari a 9,0% vol. per Verdicchio Castelli di Jesi spumante; 10,5% vol. per Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico; 11,5% vol. per Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico  Superiore; 15% vol. (dopo appassimento) per Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito. Per Passito, vinificazione non prima del 15 Ottobre ed uve sottoposte a processo di appassimento che può protrarsi fino a 30 Marzo in modo da ottenere contenuto zuccherino non inferiore a 23%;

–          vinificazione attuata con pratiche tradizionali (Ammessa correzione con mosti concentrati rettificati ottenuti da uve della zona di produzione e pratica di dolcificazione con esclusione della tipologia Passito);

–          modalità di vendita delle varie tipologie di Verdicchio dei Castelli di Jesi in contenitori di vetro o in “otri in materiale plastico pluristrato di polietilene e poliestere racchiuso in involucro di cartone od altro materiale rigido” di capacità non inferiore a quella minima prevista da normativa UE e nazionale;

–          modalità vendita di Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore: colore giallo paglierino o giallo paglierino tenue; odore delicato caratteristico; sapore asciutto, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo; acidità totale di 4,5 gr./l.; estratto non riduttore minimo di 14 gr./l. (15 gr./l. per Classico; 16 gr./l. per Classico Superiore); titolo alcolometrico volumico totale minimo di 11,5% vol. (12% vol. per Classico Superiore;

–          modalità di vendita di Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante: spuma fine e persistente; colore giallo paglierino più o meno intenso con eventuali riflessi verdolini; odore proprio, delicato, fine, ampio e composito; sapore da extrabrut a secco, sapido, fresco, fine ed armonico; titolo alcolometrico volumico totale minimo 11,5% vol.; acidità totale 4,5 g./l.; estratto non riduttore minimo 15 g./l.;

–          modalità di vendita di Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito: colore dal giallo paglierino intenso ad ambrato; odore caratteristico intenso; sapore da amabile a dolce, armonico, vellutato, caratteristico; titolo alcolometrico volumico totale minimo 15% vol. (di cui effettivo almeno 12% vol.); estratto non riduttore minimo 22 g./l.; acidità totale minima 4 g./l.; acidità volatile minima 1,5 g./l.; immissione in consumo non prima di 1 Dicembre anno successivo;

–          se vino conservato in recipienti di legno: sapore può rivelare lieve sentore di legno;

–          in etichetta può figurare annata produzione uve (obbligatoria per Classico). Vietata ogni aggiunta qualificativa, salvo indicazioni riferite a nomi, ragioni sociali, marchi privati, nonché uso di indicazioni geografiche (Elenco riportato in Allegato al D.M. 18/2/10 pubblicato su G.U. 50/10).

Chiunque intende utilizzare DOC “Verdicchio dei Castelli di Jesi” deve iscrivere vigneti ad Albo.

MIPAAF con D.M. 19/5/11 assegnato a “Valoritalia società per la certificazione della qualità e delle produzioni vitivinicole italiane s.r.l” via XX Settembre 99 G Roma, il compito di adottare un piano di controllo dei “processi produttivi e prodotti certificati della predetta denominazione di origine rispondenti ai requisiti del disciplinare di produzione approvato”. Struttura di controllo autorizzata non può modificare il piano di controllo ed il prospetto tariffario approvati senza preventivo assenso del Gruppo tecnico di valutazione del MIPAAF e deve comunicare ogni variazione concernente personale ispettivo, composizione del Comitato di certificazione ed Organo decisore dei ricorsi. Struttura di controllo deve rispettare qualunque disposizione complementare Autorità nazionale competente decide di imporre, nonché di svolgere attività secondo piano di controllo e prospetto tariffario approvato. Autorizzazione di Valoritalia sospesa o revocata da MIPAAF qualora vengano meno requisiti che ne hanno determinato concessione od in caso di inadempienza a compiti di controllo affidati

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