VENDITA UOVA

VENDITA UOVA (Reg. 1234/07, 589/08; Legge 34/08, 88/09; D.M. 16/12/91, 11/12/09, 5/12/17)      (avicun07)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF), Ministero della Salute (MISA), Regione, ASL, Uffici veterinari (UVAC), Ispettorato Centrale Tutela Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) ed uffici periferici, posto ispezione di frontiera (PIF)

Soggetti che producono, detengono, importano od esportano ai fini della vendita (compreso stoccaggio, imballaggio, etichettatura, consegna o qualsiasi altra forma di cessione a titolo oneroso o meno) uova in guscio di volatili da cortile, fresche o conservate (Escluse uova rotte, incubate o cotte) atte a consumo umano o a fabbricazione di ovoprodotti di prodotti a base uova, uova industriali (cioè uova non destinate al consumo umano, ma cedute ad industrie alimentari e non), uova rotte (cioè uova con difetti di gusci e della membrana che provocano esposizione del loro contenuto), uova incrinate in piccoli (Meno di 36 uova) e grandi imballaggi, con esclusione di:

  • uova cedute direttamente dal produttore al consumatore finale nel luogo di produzione, o nella regione di produzione (territorio compreso in un raggio di 10 km. da luogo di produzione), o in un mercato pubblico locale (qualsiasi mercato di prodotti alimentari per vendita al minuto), o nella “vendita porta a porta” (vendita effettuata dal produttore presso domicilio del consumatore), purché:

1)       uova non classificate in base a qualità e peso;

2)       marchiate con codice del produttore (Non necessario per produttori aventi meno di 50 galline ovaiole, purché il nome ed indirizzo del produttore indicati nel punto vendita;

  • uova trasportate da azienda a centro imballaggio, mercato all’ingrosso, industria alimentare e non.

Iter procedurale:

Titolari centri imballaggio inviano domanda riconoscimento (Modello riportato su G.U. 111/10) a Regione dove ubicati locali di imballaggio (copia a MIPAAF).

Regione, tramite Servizi Decentrati, accerta sussistenza requisiti impianti e locali ed in particolare:

  1. a)disponibilità di superficie sufficiente rispetto a volume attività esercitata;
  2. b)locali adeguatamente aerati ed illuminati, facilmente puliti e disinfettati, protetti da brusche variazioni temperatura;
  3. c)locali riservati a manipolazione e magazzinaggio uova (Ammesso deposito nei locali di altri prodotti, purché non trasmettono ad uova odori estranei);
  4. d)esistenza di impianto di speratura automatico che consenta di esaminare separatamente qualità di ciascun uovo;
  5. e)esistenza di dispositivo per valutazione altezza della camera d’aria;
  6. f)esistenza di attrezzatura per classificazione uova in base a categoria di peso. Non occorrono attrezzature specifiche se centro di imballaggio consegna uova ad industria alimentare e non alimentare;
  7. g)esistenza di una o più bilance omologate per pesare le uova (Non necessario in caso di attività esclusiva per industria alimentare o non alimentare);
  8. h)attrezzature per stampigliatura delle uova;
  9. i)locali ed attrezzature mantenute in ottimo stato di efficienza ed igiene ed essere esenti da odori estranei.

Centri di imballaggio che intendono lavorare per industria alimentare e non alimentare debbono barrare apposita casella in domanda e possono derogare da obbligo possesso di attrezzatura specifica per classificazione delle uova in base al peso e per marchiatura delle stesse.

Regione rilascia decreto di riconoscimento, che viene trasmesso da interessato insieme a domanda di autorizzazione a MIPAAF che assegna codice identificativo (composto da sigla IT, codice ISTAT di Provincia, numero progressivo di 3 cifre), comunicandolo a Regione e ad interessato, affinché lo riporti su imballaggio. MIPAAF iscrive in apposito Albo centri di imballaggio pubblicato sul sito www.politicheagricole.gov.it  A partire da tale data acquista efficacia autorizzazione al centro di imballaggio (Analogamente per cancellazione).

Tassa annuale di concessione da 1.500 € a 25.000 € in relazione capacità lavorativa versata entro 31 Gennaio.

Se  rilevate variazioni di carattere formale o tecnico in azienda (v. variazione di ragione sociale o di indirizzo o di potenzialità lavorativa) Regione aggiorna provvedimento autorizzativi.

Regione ed uffici periferici ICQRF verifica almeno ogni 3 anni mantenimento dei requisiti dei centri di imballaggio. Autorizzazione revocata o sospesa, anche su richiesta di interessato, fino a ripristino della conformità, se requisiti non più soddisfatti, o rilevate irregolarità. Regione emana atto di revoca o sospensione e ne da comunicazione a MIPAAF per aggiornamento elenco. MIPAAF può chiedere a Regione eventuale revoca o sospensione di autorizzazione a centro di imballaggio che non ha provveduto a versamento tassa annuale

Raccoglitori di uova inviano domanda di registrazione ad ASL, che provvede a revocarla a quei raccoglitori che non rispettano più requisiti prescritti da normativa.

Detentore di galline ovaiole presenta a servizio veterinario ASL di competenza domanda di registrazione allevamento per rilascio codice identificativo produttore e del sistema di allevamento delle ovaiole, con esclusione di produttori a venti fino a 50 galline ovaiole, purché nome ed indirizzo del produttore venga indicato mediante cartello nel punto vendita.

ASL iscrive allevamenti galline ovaiole in Banca dati anagrafica zootecnica (BDN) istituita da Ministero Salute, evidenziando codici identificativi. Ogni modifica intervenuta in allevamento, compresa sospensione o revoca registrazione, comunicata ad ASL e da questa riportata in BDN entro 15 giorni. Dati messi a disposizione di MIPAAF ed ICQRF per costituire Elenco nazionale dei produttori di uova, suddiviso per sistema di allevamento e per rilevazione numero di galline allevate. Dati trasmessi a CE ed utilizzati da Ministero per eseguire controlli.

Regioni mettono a disposizione dei consumatori tutte le informazioni utili ad interpretare correttamente codici apposti da produttori su contenitori o su uova ed in particolare: Stato membro o Paese Terzo di produzione; sistema di allevamento; nome e sede azienda di produzione; estremi ASL di competenza. Informazioni reperibili dal consumatore nei punti vendita.

Entro  31 Gennaio ogni azienda munita di codice identificativo inserisce, direttamente o tramite servizio veterinario ASL, od Organismi, o veterinari riconosciuti, od Associazioni provinciali allevatori, in BDN rilevazione numero medio di galline ovaiole presenti in anno precedente in allevamento (Tale numero è pari al numero di galline allevate moltiplicate per numero di settimane di produzione diviso 52). Escluse aziende galline riproduttrici che vendono per il consumatore non incubate.

Solo produttore registrato e munito di codice identificativo può consegnare:

  • uova di gallina a raccoglitori, centri imballaggio, mercati ingrosso, industria;
  • uova industriali a centri imballaggio o industria;
  • uova incubate a industria non alimentare o imprese riciclaggio.

Uova di categoria A marchiate con codice produttore presso luogo di produzione o primo centro di imballaggio, mentre uova categoria B stampigliate con codice produttore e/o altra indicazione (Stato membro può esonerare produttore da marchiatura di tali uova se commercializzate solo nel territorio nazionale). Se uova non marchiate spedite ad industria alimentare di altro Stato membro, produttore deve, con almeno 5 giorni lavorativi di anticipo, comunicarlo a MIPAAF, affinché possa informare Autorità Stato destinazione, indicando nome destinatario, indirizzo stabilimento di destinazione, quantità interessate, data di spedizione.

Se produttore intende ricevere uova non marchiate da sito produzione ubicato in altro Stato membro deve:

  • attendere che MIPAAF abbia comunicato a Ministero Salute, UVAC, uffici periferici ICQRF informazioni fornite da Stato membro con indicazione di denominazione ed indirizzo stabilimento produzione;
  • notificare arrivo partita ad UVAC, ASL, specificando che questa costituita da uova non marchiate destinate direttamente ad industria alimentare;
  • UVAC dispone vincolo sanitario di partita, comunicandolo ad ASL stabilimento di destinazione (vincolo rimosso dopo trasformazione uova)

Se produttore intende ricevere uova non marchiate da Paese Terzo da destinare direttamente ad industria alimentare deve:

  • attestare provenienza uova solo da Paesi Terzi riconosciuti da UE;
  • far scortare uova da certificato sanitario. Ammessa deroga rilasciata da MIPAAF, previa:

1)       acquisizione comunicazione Ministero Salute “circa sussistenza condizioni sanitarie previste da normativa UE”;

2)       comunicazione deroga ad uffici periferici ICQRF, Ministero Salute, operatore interessato, altro Stato membro interessato;

3)       notificare in anticipo al posto di ispezione frontaliera arrivo partita uova attestante che questa costituita da uova non stampigliate destinate direttamente ad industria alimentare. Posto ispezione dispone vincolo sanitario della partita, informandone ASL, dove ricade stabilimento di destinazione (vincolo rimosso dopo avvenuto trattamento delle uova).

Se imprese dispongono nello stesso luogo di centro di imballaggio e centro di sgusciatura, uova stoccate e lavorate separatamente da quelle destinate al confezionamento per consumo diretto.

Prima di uscire da luogo di produzione, ogni contenitore contrassegnato da: nome ed indirizzo del produttore, codice  produttore, giorno o periodo di deposizione, data spedizione, numero di uova e/o relativo peso. Se produttore consegna uova sfuse, tali indicazioni riportate su contenitori presso centro di imballaggio. Analoghe indicazioni riportate su documenti accompagnamento (copia conservata da raccoglitore ed originale da centro imballaggio per almeno 6 mesi).

Se raccoglitore riceve partite da consegnare a più centri imballaggio, documenti accompagnamento sostituiti da etichette applicate su contenitori, dove riportate indicazioni di cui sopra (Indicazioni permangono su contenitore fino ad estrazione uova per loro classificazione, stampigliatura, imballaggio o trasformazione).

Consegna o ritiro delle uova dal produttore deve avvenire:

  • per uova normali: ogni 3 giorni o 1 volta settimana se conservate a meno 18°C;
  • per uova extra: ogni giorno;
  • per uova conservate a meno 18°C: ogni 2 giorni;
  • per uova con data deposizione: stesso giorno deposizione.

Raccoglitori consegnano uova a stabilimenti entro giorno successivo a quello di ricevimento.

Centro di imballaggio autorizzato tiene registro, distinti per piccoli e grandi imballaggi (In alternativa per piccoli imballaggi, raccogliere fatture vendita o bollette di consegna uova in cui riportata  dicitura su sistema di allevamento praticato) e conserva uova in “spazi prestabiliti, separatamente a seconda del sistema di allevamento “in contenitori recanti rispettive diciture”.

Solo centri di imballaggio autorizzati possono eseguire classificazione ed imballaggio uova separatamente per sistema di allevamento, nonché procedere, entro 3° giorno successivo a ricevimento, a marcatura uova. Disposizione non applicata se produttore fornisce uova già marcate o mentre stampigliatura occorre anche se uova trasferite da centro di imballaggio ad altro centro di imballaggio prima della spedizione, riportando codice del produttore

In caso di uova incrinate o sporche non necessaria stampigliatura codice del produttore.

Uova vengono classificate nelle categorie di qualità e peso da centro imballaggio autorizzato entro 2° giorno successivo a quello di ricevimento, salvo che uova consegnate ad altri centri di imballaggio in:

  • A o “uova fresche” destinate a consumo umano, se in possesso seguenti caratteristiche: guscio normale, pulito, intatto; camera d’aria di altezza non superiore a 6 mm. (Perdicitura Extra: altezza inferiore a 4 mm.); albume chiaro, translucido; tuorlo visibile alla speratura solo come ombratura, senza contorno apparente, leggermente mobile in caso di rotazione dell’uovo, ma con ritorno in posizione centrale; esente da corpi estranei; sviluppo impercettibile del germe; assenza di odori atipici; non lavate o pulite né prima, né dopo classificazione; non sottoposte ad alcun trattamento di conservazione, né refrigerazione in locali a temperatura inferiore a 5°C (Non considerate refrigerate se mantenute a temperatura inferiore a 5°C durante trasporto di durata inferiore a 24 ore, o in punto vendita per durata massima di 72 ore).

Stati membri che entro 1/6/2003 hanno autorizzato centri di imballaggio a lavare le uova possono mantenere tale autorizzazione, purché centro operi in conformità con “manuali nazionali di corretta prassi in materia di sistemi di lavaggio delle uova” (Adozione di relativo manuale aziendale), e uova commercializzate solo negli Stati membri che hanno concesso autorizzazione

Uova di categoria A classificate anche per peso (Non necessario se uova destinate ad industria alimentare e non alimentare), secondo seguenti categorie:

1)       XL – Grandissime: oltre 73 gr.;

2)       L – Grandi: da 63 a 73 gr.;

3)       M – Medie: da 53 a 63 gr.;

4)       S – Piccole: meno di 53 gr.

Su imballaggi categorie di peso riportate con lettere XL, L, M, S o diciture corrispondenti o rispettive combinazioni (Uso di diciture supplementari ammesso, purché non crei confusione). Vietato ogni altra forma di distinzione quali imballaggi di diverso colore, simboli, marchi. Se imballaggio contiene uova di calibro diverso di categoria A, peso netto minimo indicato in grammi (Peso netto deve tenere conto calo fisiologico di magazzinaggio e corrisponde almeno al peso netto complessivo delle uova al momento della vendita al consumatore finale) e su imballaggio riportare dicitura “uova di vario calibro”. Se uova di categoria A consegnate ad industria, classificazione per peso non necessaria (In tal caso contenitore contrassegnato con seguenti indicazioni: categoria di qualità; nome, indirizzo, numero distintivo del centro di imballaggio e del produttore; numero di uova o relativo peso; giorno e periodo di deposizione; data di spedizione; dicitura “uova della categoria A”).  Ammessa aggiunta in fascetta o etichetta della dicitura “Extra” o “extra fresche” se:

1)       non nasconde nessuna indicazione riportata su imballaggio;

2)       sia seguita da “fino al …” (7 giorni dopo imballaggio o 9 giorni da deposizione). Dicitura in etichetta deve sempre corrispondere con data riportata in imballaggio;

3)       non possa essere tolta, altrimenti uova rimosse dai punti vendita e reimballate, entro i termini di cui sopra;

  • B o uova di categoria A declassate, perché non rispondono più alle caratteristiche della categoria A, destinate solo ad industria alimentare e non alimentare.

MIPAAF  promuove corsi di formazione professionale per classificatori.

Centri di imballaggio aggiornano settimanalmente scorte fisiche.

Imballaggio uova entro 2 giorni da ricevimento, in contenitori resistenti agli urti asciutti, in ottimo stato di manutenzione e pulizia,  fabbricati con materiali idonei a preservare uova da odori estranei e da rischi di alterazione della qualità. Piccoli imballaggi non riutilizzabili, mentre ammesso riutilizzo dei grandi imballaggi solo se presentati come nuovi e non presentano precedenti scritte.

In caso di consegna uova da centro di imballaggio in misura inferiore a 3.600 uova/consegna e 360 uova/acquirente deve riportare su documenti accompagnamento: nome, indirizzo, numero Centro di imballaggio; numero uova; categoria di qualità, peso, durata minima, metodo allevamento. Negli altri casi riportare su imballaggio: nome, indirizzo, numero di registrazione produttore; tipo di uova; numero e peso di uova; data di spedizione. Centro imballaggio ed industria alimentare tengono per almeno 6 mesi registrazione da data fornitura

Grandi imballaggi presentano seguenti pesi netti: uova “XL – Grandissime”: 7,3 kg/100 uova; uova “L – Grandi”: 6,4 kg/100 uova; “M- Medie”: 5,4 kg./100 uova; “S – Piccola”: 4,5 kg./100 uova.

Produttore appone su imballaggi fascette o etichette ufficiali da richiedere presso tipografie ufficiali ed aventi colore:

  • bianco per uova di categoria A e “uova lavate”;
  • giallo per uova di categoria B e uova di categoria A declassate. Su fascette riportare sempre nome ed indirizzo impresa di spedizione uova, numero e peso netto imballate, dicitura “uova destinate ad industria alimentare”;
  • rosso per uova industriali inadatte a consumo umano (Modello riportato su G.U. 111/10);
  • nero per fascette applicate da Ufficio Repressione Frodi su imballaggi uova extra.

Fascetta non deve mai coprire indicazioni riportate su imballaggi. In caso di grossi imballaggi, contenenti piccoli imballaggi, dicitura “Imballaggio contenenti piccoli imballaggi Extra”.

Solo centri di imballaggio possono reimballare uova di categoria A, purché contenenti solo uova provenienti da una stessa partita. In tal caso fascette contengono seguenti indicazioni: nome ed indirizzo azienda reimballatrice; numero distintivo Centro di reimballaggio; numero distintivo Centro di imballaggio originario (Se uova importate: Paese di origine); categoria di qualità e peso; numero uova imballate; data durata minima; dicitura “uova reimballate”; metodi di allevamento; indicazione della refrigerazione. Nei piccoli imballaggi, oltre alle indicazioni di cui sopra, apporre marchio di impresa di reimballaggio, mentre esclusa parola Extra.

Uova declassate vendute negli stessi imballaggi prima del declassamento, fascette gialle o rosse recano, oltre alle indicazioni di cui sopra, nome ed indirizzo ditta che ha fatto declassare uova (Su piccoli imballaggi riportare anche marchio ditta declassamento). Se utilizzati stessi contenitori coprire fascette od etichette originarie con nuove etichette o fascette declassate recanti marchio di impresa di reimballaggio.

Marchi apposti giorno di classificazione, stampigliati su uova od applicati su imballaggi con coloranti ammessi.

Uova debbono essere classificate, stampigliate ed imballate entro 10 giorni da deposizione (4 giorni in caso di uova “Extra” o “Extra fresche”). Stampigliatura uova di categoria B con codice produttore e/o altre indicazioni (Non necessario se uova vendute solo nel territorio Stato membro), nonché lettera B inserita in cerchio di almeno 12 mm. di diametro.

Centro di imballaggio deve sempre riportare su etichette od imballaggi per uova di categoria A:

  1. a)denominazione ed indirizzo azienda imballaggio;
  2. b)codice centro imballaggio;
  3. c)categoria qualità delle uova. Riportare dicitura “Categoria A” o “A” (anche abbinata ad aggettivo “fresche”);
  4. d)categoria di peso Uova di categoria A (Escluse quelle classificate come Extra) possono essere vendute “in piccoli imballaggi senza appartenere alla stessa categoria di peso”. In tal caso riportare su imballaggi peso netto totale e dicitura “uova di calibro differente” o indicazione delle varie categorie di peso;
  5. e)quantità netta di prodotto, espressa in peso o numero di uova contenuto;
  6. f)termine minimo di conservazione non oltre 28 giorni da deposizione (“Da consumarsi preferibilmente entro …”). Uova ritirate dal commercio almeno 7 giorni prima del termine minimo di conservazione;
  7. g)sistema di allevamento, riportando:
  • suimballaggio “uova da allevamento all’aperto” e su uova: 1IT. seguito da codice produttore e termine “aperto”;
  • suimballaggio “uova da allevamento a terra” e su uova: 2 IT seguito da codice produttore e termine “a terra”;
  • suimballaggio “uova da allevamento in gabbie” e su uova: 3 IT seguito da codice produttore e termine “gabbie”;
  • suimballaggio “uova biologiche” e su uova: 0 IT seguito da codice produttore e termine “All.bio”;
  • incaso di gallineovaiole allevate in gabbie attrezzate: dicitura “Gabbie attrezzate”.

Detentori di galline riproduttrici interessati a cedere per consumo umano uova non incubate, evidenziando il sistema di allevamento, inviano domanda per il rilascio di un codice distintivo con relativo sistema di allevamento ad ASL, competente per territorio, che esegue l’istruttoria accertando il possesso dei seguenti requisiti minimi da parte della struttura:

  • per “uova da allevamento all’aperto”: galline durante il giorno debbono avere accesso continuo agli spazi all’aperto (ammesse limitazioni all’accesso nel corso della mattinata a seguito di applicazione buone pratiche agricole, o per proteggere la salute umana o degli animali. In questo ultimo caso tale dicitura può essere applicata se limitazione ad accesso si protrae per non oltre 16 settimane consecutive a partire dalla data in cui l’accesso viene limitato); spazi all’aperto risultano coperti prevalentemente da vegetazione (utilizzabile come frutteto, bosco, pascolo, se tale uso viene autorizzato da Autorità competente); densità massima di carico negli spazi all’aperto inferiore a 2.500 galline/ha. o a 1 gallina/4 mq. (in caso di disponibilità di almeno 10 mq./gallina, si può praticare la rotazione ed ogni gallina può accedere a tutto il recinto durante l’intero ciclo di vita del branco, purchè venga garantito sempre uno spazio di almeno 2,5 mq./gallina); spazi all’aperto ubicati a non oltre 150 m. dall’apertura più vicina del fabbricato di allevamento (distanza maggiore, fino a 350 m., è ammessa solo se superficie è munita di ripari uniformemente distribuiti in numero almeno pari a 4 ripari/Ha);
  • per “uova da allevamento a terra”: prodotte in impianti che soddisfano condizioni di cui ad art. 4 della Direttiva 1999/74/CE;
  • per “uova da allevamento in gabbia”: prodotte in impianti che soddisfano condizioni di cui ad art. 6 della Direttiva 1999/74/CE.

Stati membri possono autorizzare deroghe per stabilimenti con meno di 350 galline ovaiole o che allevano galline ovaiole riproduttrici.

Produttore tiene registri, in cui riportare per sistema di allevamento: data di introduzione; età e numero galline ovaiole introdotte in allevamento; numero e data galline eliminate; produzione giornaliera di uova; numero e/o peso uova vendute o consegnate ogni giorno; nome ed indirizzi acquirenti. Se produttore utilizza diversi metodi di allevamento, informazioni riportate per pollaio.

Raccoglitori devono registrare separatamente per metodo di allevamento e per giorno:

  • quantitativi di uova raccolti, suddivisi per produttore (specificare: nome, indirizzo e codice produttore; data o periodo di deposizione);
  • quantitativi di uova consegnate a centro di imballaggio, ripartiti per produttore (specificare: data o periodo deposizione; nome, indirizzo e codice del centro di imballaggio).

Centri imballaggio tengono registri, in cui annotare in modo distinto per metodo di allevamento e per giorno:

  • quantitativi uova non classificate pervenuti suddivisi per produttore (specificare: nome, indirizzo e codice del produttore; data o periodo di deposizione);
  • dopo aver classificato uova: quantitativi ricevuti secondo categoria di qualità e peso;
  • quantitativi uova classificate ricevuti da altri centri imballaggio (specificare codice di tali centri, termine minimo di conservazione);
  • quantitativi uova non classificate consegnate ad altri Centri imballaggio ripartiti per produttore (specificare codice di tali centri, data o periodo di deposizione);
  • numero e/o peso uova consegnate suddivise per qualità e categoria di peso;
  • data imballaggio per uova categoria B, o termine minimo di conservazione
  • per uova categoria A: nome ed indirizzo acquirente.

Centri imballaggio aggiornano settimanalmente scorte fisiche. Se uova di categoria A e rispettivi imballaggi recano tipo di alimentazione, centri di imballaggio registrano separatamente tali uova.

Operazioni di calibratura ed imballaggio delle uova eseguite in giorni distinti, comunicati ad ICQRF con almeno 24 ore di anticipo, e “mantenute in spazi prestabiliti separati da altri”

Registri conservati per almeno 12 mesi da loro apertura ed aggiornati almeno ogni settimana.

Produttore o raccoglitore o centro imballaggio in alternativa può conservare fatture e bollette di consegna uova, in cui riportate suddette indicazioni;

  1. h)menzione “uova lavate” per uova di cui autorizzato lavaggio;
  2. i)condizioni particolari di conservazione, cioè “indicazione che raccomandi ai consumatori di tenere le uova al fresco dopo l’acquisto”.

Riportare su imballaggi per uova di categoria B:

  1. a)codice del centro di imballaggio;
  2. b)categoria di qualità, riportando dicitura “categoria B” o “B”
  3. c)data di imballaggio.

Etichette applicate in modo da “lacerarsi al momento dell’apertura dell’imballaggio”.

Uova in vendita nel commercio al minuto presentate in relazione a categorie di qualità, peso, sistema di allevamento (Elementi da indicare su contenitori uova in modo ben visibili a consumatori). Per uova vendute sfuse riportare sempre in modo ben visibile al consumatore: categoria di qualità, categoria di peso, indicazione del metodo di allevamento, spiegazione del significato del codice del produttore; termine minimo di conservazione.

Se uova destinate ad esportazione, requisiti relativi a qualità, stampigliatura, etichettatura della uova possono essere diverse da quelle previste da norme UE.

Seguenti indicazioni facoltative possono essere riportate su uova (indispensabile in caso di vendita uova sfuse), su etichette e su piccoli o grandi imballaggi da centri di imballaggio autorizzati e produttori, previa comunicazione almeno 30 giorni prima, a MIPAAF che ne verifica conformità a normativa UE:

  1. a)dicitura “Extra” o “Extra fresche”, purché:
  • su imballaggi riportata data di deposizione e termine di 9 giorni da data deposizione. Data deposizione riportata da produttore anche su uova;
  • utilizzate come indicazioni supplementari di qualità su imballaggi, contenenti uova di categoria A fino a 9° giorno successivo a deposizione. Dopo tale data uova ritirate da scaffali di vendita al pubblico o tolta dicitura “Extra”;
  • inviata comunicazione a MIPAAF, tramite ufficio periferico ICQRF;
  • soggetti ad ispezioni almeno semestrali da parte Ispettorato;
  1. b)prezzo vendita;
  2. c)data di imballaggio;
  3. d)termine ultimo di vendita al consumatore per mantenere integre caratteristiche uova non superiore a 21 giorni da deposizione);
  4. e)data deposizione trascritta in cifre da 01 a 31 per giorno e da 01 a 12 per mese. Se approvvigionamento uova dal centro imballaggio non è effettuato mediante contenitore, ma attuato dalle proprie unità di produzione situate nello stesso luogo, data deposizione stampigliata su uova stesso giorno di deposizione.

Se indicata data deposizione:

–          produttore o centro di imballaggio presenta comunicazione ad ICQRF;

–          uova consegnate in contenitori sigillati. Su contenitori e documenti accompagnamento occorre riportare: data deposizione, nome ed indirizzo produttore, dataspedizione, numero e peso uova per partita;

–          stampigliata su uova, durante o subito dopo classificazione se consegnate in contenitori al centro di imballaggio, o se stampigliate il giorno di deposizione se uova provenienti da unità dello stesso centro imballaggio. Se uova fornite da produttori esterni, centro di imballaggio può non riportare data di deposizione, conservando uova in locali separati;

  1. f)riferimento a zona di origine delle uova, mediante diciture e/o simboli, purché questa rilevabile dal codice distintivo del produttore ed inviata comunicazione a MIPAAF, tramite uffici periferici ICQRF;
  2. g)tipo di alimentazione somministrata a galline ovaiole (Escluso ogni riferimento a caratteristiche sanitarie del mangime impiegato). Comunicazione inviata a MIPAAF, tramite uffici periferici ICQRF, specificando che alimentazione è a base di: “cereali” se questi rappresentano almeno 60% del mangime somministrato (di cui non oltre 15% di sottoprodotti cerealicoli); “cereale specifico” se questo rappresenta almeno 30% del mangime utilizzato; “più cereali” se ciascuno di essi rappresentato per almeno 5% nel mangime. ICQRF esegue controlli, almeno 1 volta all’anno, presso allevamenti o mangimifici per accertare corrispondenza delle indicazioni utilizzate.

D.M. 5/12/2017 riconosce il sistema di qualità “uova + qualità dei cereali” (SQUC), il cui disciplinare di produzione prevede:

  • registrazione presso ASL delle aziende aderenti al disciplinare;
  • verifica rispetto del disciplinare con relativa certificazione da parte di Organismo di controllo riconosciuto da MIPAAF, durante periodo di deposizione delle ovaioleallevate per la produzione di uova da consumo;
  • uova ammesse a SQUC se deposte in allevamento conformi alle prescrizioni di Direttiva UE 74/99 aventi codici 0, 1, 2, 3;
  • obbligo di vaccinazione delle ovaiole contro la Salmonella (Escluse da SQUC uova deposte da animali non vaccinati);
  • possesso da parte di personale di allevamento di conoscenze adeguate in materia di benessere animale (anche tramite partecipazione a corsi di formazione organizzati da Organismi pubblici e privati);
  • rispetto del vuoto sanitario tra un ciclo di produzione ed il successivo pari almeno a 28 giorni;
  • esistenza e tenuta di aggiornati piani di formulazione e razionamento alimentare da parte di azienda che tenga conto delle esigenze nutrizionali delle ovaiole nelle diverse fasi dello sviluppo. Razione alimentare costituita per almeno 60% da cereali (Non oltre 10% di sottoprodotti di cereali) e per non oltre 40% da mangime (contenente, quali ingredienti principali, cereali e leguminose). Vietato uso di: sottoprodotti (salvo farine proteiche di estrazione e panello); farine proteiche di origine animale. Ammesso uso di integratori ed additivi autorizzati nell’alimentazione animale, compresi pigmenti naturali (ma esclusi quelli sintetici) per la colorazione di uova. Alimenti zootecnici debbono essere sani, leali, mercantili, privi di alterazioni o sostanze tossiche che li rendono non idonei ad alimentazione animale;
  • assenza di promiscuità tra impianti di stoccaggio e di distribuzione dei mangimi destinati ad unità produttiva SQUC e con resto di allevamento;
  • controllo dell’acqua prelevata ad ingresso di allevamento almeno 2 volte/anno che deve risultare idonea ad uso zootecnico;
  • divieto di allevare animali geneticamente modificati (OGM). Razze ed ibridi potranno avere a piumaggio bianco o rosso ed essere prodotte da aziende di incubazione o di svezzamento delle pollastre operanti nella UE. Approvvigionamento di soggetti da rimonta effettuato da allevamenti aventi lo stesso livello sanitario, in cui si applica il piano vaccinale per Salmonella;
  • costruzione delle strutture di allevamento con materiali adeguati, assicurando agli animali idonee condizioni di temperatura, circolazione dell’aria, umidità e concentrazione di gas e polveri;
  • raccolta delle uova automatica, eseguita almeno 1 volta/giorno, salvo festività e/o cause di forza maggiore motivate (Ammessa raccolta manuale in allevamenti di piccole dimensioni). Nastri di raccolta mantenuti integri e puliti. Utilizzati recipienti di imballaggio delle uova monouso, o di plastica purché “accuratamente lavati e disinfettati ad ogni ciclo di trasporto”;
  • deposito delle uova raccolte su carrelli o pallet. Pallet escono da allevamento muniti di etichetta o scheda identificativa, in cui riportare: codice di allevamento e pollaio; data di deposizione; data di spedizione; destinatario (ragione sociale) e locali di destinazione). Dati sono annotati in registro di uscita, da conservare presso produttore. Uova non si considerano SQUC fino a loro lavorazione e confezionamento al centro di imballaggio, dove vengono imballate in modo da evidenziare che si tratta di uova destinate al circuito SQUC;
  • locali destinati a lavorare uova SQUC: costruiti in modo da essere sufficientemente ventilati (Uova protette da forti sbalzi di temperatura); illuminati; pavimenti piastrellati e superfici lisce in modo da essere facilmente puliti; aventi dimensioni adeguate. Locali preposti alla manipolazione e stoccaggio delle uova non aventi utilizzi diversi, presentati in buono stato, puliti e liberi da odori esterni, animali ed insetti. Impianto di confezionamento dotato di idonee apparecchiature per il corretto trattamento delle uova (v. adeguato sistema di speratura e calibratura delle uova in base al peso);
  • tracciabilità delle materie prime acquistate ed utilizzate per l’alimentazione degli animali da parte di allevatore per almeno 1 anno dopo avvenuto svecchiamento dei gruppi di ovaiole (salvo eventuali maggiori tempi di conservazione previsti da legge), mediante conservazione dei documenti di acquisto o tenuta del registro, in cui annotare: nome e/o codice del prodotto; azienda produttrice; lotto di produzione; quantità acquistata; data di inizio e fine della somministrazione; allevamenti o gruppi a cui prodotto somministrato;
  • identificazione e tracciabilità delle uova ammesse a SQUC dalla deposizione fino al centro di selezione ed imballaggio, tramite registrazione dei loro movimenti. Al riguardo centri di deposizione (allevamenti) e centri di imballaggio autorizzati debbono tenere registri (anche informali) delle uova in entrata/uscita aggiornati con cadenza almeno mensile, in cui riportare: in entrata, le quantità pervenute, fornitore, data di deposizione, quantità ricevuta di uova semilavorate, lotto, forma di allevamento; in uscita, lotto delle uova per classe di peso e forma di allevamento, periodo di produzione, gruppo di origine, volumi consegnati;
  • controllo da parte delle aziende del flusso di uova durante l’intero processo, tenendo costantemente separate uova a marchio SQUC dalle altre (se impossibile tale operazione uova SQUC vanno “chiaramente identificate ed etichettate”);
  • registrazione da parte di stabilimenti di imballaggio, per ogni tipologia e forma di allevamento: quantità di uova ricevute dal produttore (specificare nominativo e codice di allevamento, indirizzo, data o periodo di deposizione); quantità di uova lavorate e numero di uova rotte; quantità di uova ricevute per categoria da altri centri di imballaggio (indicare codice del centro e data di deposizione); numero e/o peso di uova fornite, per tipo e classe di peso; data di imballaggio; data di vendita (indicare nome ed indirizzo di acquirente); collegamento tra uova entrate e quelle uscite in modo da risultare sempre tracciabili;
  • predisposizione da parte di azienda di allevamento, o Organizzazione produttori, o cooperativa, o Consorzio, in accordo con un Organismo di controllo terzo, di un piano di autocontrollo, in cui indicare attività periodiche di controllo interno a campione, per verificare il rispetto del disciplinare (acqua, mangime);
  • marchiatura del guscio con marchio SQUC, istituito da MIPAAF, mentre sulla confezione riportare: marchio SQUC; dicitura “Disciplinare di produzione uova + qualità ai cereali” seguita da “Sistema di qualità nazionale riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali”; Paese di origine delle uova. Oltre a tali indicazioni obbligatorie, si può riportare:

1)       sul guscio: marchio commerciale di Organizzazione/Associazione;

2)       sulla confezione: nome del produttore e/o di Associazione produttori; marchio commerciale di Associazione; indicazione Regione di origine o di allevamento; eventuali altre certificazioni volontarie in possesso del prodotto; eventuale marchio di sistema di qualità regionale (v. QM); indicazione Paese di nascita delle pollastre o Paese di allevamento di ovaiole;

  • immissione in commercio di uova a marchio SQUC entro 7 giorni dalla data di deposizione (3 giorni in caso di uova classificate come “extra” o “extra fresche”), previa classificazione, stampigliatura ed imballaggio;
  • che aziende di produzione, selezione ed imballaggio interessate a produrre e commercializzare uova con marchio SQUC debbono: rispettare regolamento di gestione del marchio; rendere facilmente identificabili le uova a marchio lungo intera filiera; esporre uova a marchio SQUC non confezionate in spazi dedicati nei punti vendita, in modo da individuarle inequivocabilmente

Centri di imballaggio, in caso di indicazioni su imballaggi di tipo di alimentazione per uova di categoria A, tengono registri separati per tipo alimentazione, in cui riportare stesse indicazioni di produttore

Produttore tiene registro in cui annotare per ciascun tipo di alimentazione: quantità e tipi di mangimi forniti o mescolati sul posto; data fornitura mangimi.

Registri da tenere aggiornati almeno settimanalmente e conservati per almeno 12 mesi. In alternativa a registri, conservare fatture e bollette di consegna delle uova, su cui riportate “tutte le informazioni prescritte”

Sulle uova vendute da produttore su mercato pubblico occorre riportare indicazioni obbligatorie di cui sopra. Stato membro può esonerare da tale obbligo produttori con meno di 50 galline ovaiole, purché uova vendute in mercato pubblico situato in area di produzione e che generalità azienda indicate nel punto vendita.

Al fine di applicare regime di equivalenza, su richiesta Paese Terzo, Commissione valuta se norme di commercializzazione uova applicate in questo sono conformi a quelle CE (Valutazione della Commissione pubblicata su G.U.CE). Se norme offrono garanzie sufficienti, “uova importate da Paese Terzo stampigliate in modo chiaro e leggibile nel Paese di origine con codice ISO 3166 del Paese”. Se non offrono idonee garanzie uova importate da Paese Terzo recano Paese di origine e metodo di allevamento con dicitura “non conforme alle norme CE”.

Se uova imballate destinate ad esportazione, requisiti relativi a qualità, stampigliatura, etichettatura delle uova possono essere diversi da quelli previsti da norme CE.

ICQRF esegue controlli a sondaggio, la cui frequenza stabilita in base ad analisi del rischio (tener conto risultati precedenti ispezioni, complessità circuito di commercializzazione delle uova, grado di segmentazione nello stabilimento di produzione o coordinamento, quantitativi di uova prodotte o condizionate, ogni sostanziale cambiamento attuato rispetto anni precedenti riguardo natura uova prodotte o trattate o metodo di commercializzazione), eseguiti senza preavviso da uffici periferici ICQRF, presso produttori, centri imballaggio, raccoglitori, imprese agroalimentari, commercianti all’ingrosso, fornitori di mangimi per galline ovaiole. Controlli con maggiore frequenza nelle unità di produzione e centri imballaggio che praticano marcatura (almeno 1 volta/anno) per verificare rispetto norme (per unità di produzione e centri imballaggio che effettuano marcatura uova in particolare: data di deposizione, metodo di allevamento galline ovaiole origine regionale uova). Nel caso di importazione uova di categoria A da Paesi Terzi, controlli al momento sdoganamentoe prima di immissione in libera pratica (Per  uova importate di categoria B, controlli relativi solo ad accertare che destinazione finale è industria di trasformazione). Durante controllo consentito accesso ad impianti e messa a disposizione dei registri.

Costi dei controlli a carico dell’operatore che riporta indicazioni in etichetta od imballaggio.

Al termine controllo apposto su imballaggio, etichetta recante dicitura ” controllato il … da ….”.

Nell’ambito dei controlli ammesse tolleranze per uova di categoria A:

  1. a)per peso unitario delle uova: fino a 10% di uova di categoria di peso contigua a quella dichiarata su imballaggio (5% se peso di categoria inferiore);
  2. b)per difetti di qualità: fino a 5% nel centro imballaggio prima della spedizione (7% negli altri stadi della commercializzazione);
  3. c)per altezza camera d’aria nel caso di uova “Extra” od “Extra fresche”: nessuna tolleranza;
  4. d)per uova con indicazioni illeggibili: pari a 20%

Tolleranza raddoppiata se partita controllata composta da meno di 180 uova. Nell’ambito del controllo di partite ed imballaggi ammessa tolleranza di 20% per uova con indicazioni illeggibili.

Se da controllo emerge che lotto di uova non conforme:

  1. a)ispezionare intera partita oggetto di controllo;
  2. b)divieto commercializzazione dell’intera partita (Se proviene da Paese Terzo, divieto di importazione) fino a quando non dimostrato che partita resa conforme a norme UE ed ispezioni ne accertano conformità.

Se a seguito controlli, uffici periferici ICQRF, posti di ispezione frontalieri accertano irregolarità in materia di norme commercializzazione uova ne danno comunicazione a MIPAAF e Ministero Salute.

Definite da MIPAAF modalità di applicazione controlli con concorso di Regione e sanzioni da applicare da parte ICQRF

Stato membro comunica a Commissione UE:

1)       entro 1 Aprile: numero siti di produzione ripartiti in base a metodi di allevamento (compresa capacità massima dello stabilimento espressa in numero di volatili presenti contemporaneamente);

2)       elenco dei centri di imballaggio autorizzati (Nome, indirizzo, numero identificativo), metodi di controllo applicati e misure nazionali a carattere tecnico approvate, elenco Autorità competenti ad eseguire controlli. Qualsiasi modifica comunicata a Commissione UE entro 1 Aprile;

3)       entro 5 giorni lavorativi, ogni violazione rilevata dai controlli “in grado di compromettere scambi extracomunitari”;

4)       entro 3 giorni: decisioni di declassamento partita di uova importate.

Entità aiuto:

Spese relative a rilascio autorizzazioni sono a carico dei richiedenti sulla base di tariffe fissate tenendo conto costo del servizio (Modalità di versamento stabilito da Regione)

Sanzioni:

Chiunque effettua classificazione senza autorizzazione: multa da 150 a 400 €

Chiunque effettua classificazione in modo non conforme: multa da 50 a 250 €

Centri imballaggio e raccoglitori che non rispettano termini conferimento o classificazione, o centri imballaggio che non tengono aggiornati elenchi fornitori: multa da 25 a 100 €

Chiunque sottopone uova categoria A a pulitura e refrigerazione o violi norme commercio uova categoria C e uova incubate: multa da 50 a 200 €

Chiunque vende uova imballate non recanti fascette o diciture obbligatorie: multa da 50 a 250 € + revoca autorizzazione ad imballaggio per almeno 1 anno.

Chiunque vende uova non rispondenti ad indicazioni riportate su imballaggi: multa da 25 a 150 €.

Chiunque viola norme di vendita uova al minuto: multa da 25 a 100 €

In caso di recidiva sanzioni aumentate da 1/3 al 50%. Per recidiva continuata: revoca autorizzazione e cancellazione da Albo di ditta imballatrice

Chiunque effettua imballaggio, reimballaggio, classificazione di uova in categorie di qualità e peso o svolge attività di raccoglitore o produce o commercializza senza autorizzazione: multa da 300 a 1.800 €.

Chiunque mescola, al fine di venderle, uova di gallina con quelle di altre specie: multa da 200 a 1.200 €.

Operatori che omettono o non aggiornano o non tengono correttamente o non conservano per almeno 12 mesi registrazioni secondo modalità stabilite: multa da 750 a 4.500 €.

Titolari centri di imballaggio e raccoglitori che non comunicano a Regione e MI.P.A.A.F., entro 30 giorni da avvenimento, la variazioni tecniche, societarie e di indirizzo, nonché cessazione di attività: multa da 150 a 900 €.

Titolari centri di imballaggio, produttori e rivenditori (limitatamente a vendita di uova sfuse ed utilizzo di dicitura extra) che violano disposizioni in materia di divieto di trattamenti per conservazione e criteri di classificazione delle uova, dotazione attrezzature centro di imballaggio, termini temporali di lavorazione delle uova e stampigliatura di imballaggio uova, etichettatura di imballaggio uova: multa da 150 a 900 €.

Chiunque non rispetta norme su stampigliatura uova importate da Paesi Terzi od oggetto di scambio in ambito CE, o indicazione durata minima e reimballaggio: multa da 750 a 4.500 €.

Chiunque non riporta 1 o più diciture obbligatorie o viola disposizioni in merito ad indicazioni facoltative: multa da 200 a 1.200 €.

Titolari centri di imballaggio e produttori che violano norme su stampigliatura uova con codice del produttore, nonché indicazioni relative a tipo di alimentazione: multa da 750 a 4.500 €.

Se partita di merce irregolare superiore a 50.000 uova: multa raddoppiata. In caso di recidiva: sanzione aumentata da 1/3 a 50%

Se partita uova commercializzate non conforme a normativa comunitaria e nazionale: ICQRF blocca partita fino a quando non in regola.

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