TRASPORTO RIFIUTI

TRASPORTO RIFIUTI (D.Lgs. 152/06; D.M. 1/4/98)  (rifiut19)

Soggetti interessati:

Ministero Ambiente, Tutela Territorio, Mare (MATTM); Agenzia delle Entrate; Camera di Commercio; Uffici Regionali competenti in materia di rifiuti; Enti ed imprese che effettuano trasporto rifiuti sul territorio nazionale ed all’estero; imprenditori agricoli ai sensi di Art. 2135 del Codice Civile (IA)

Iter procedurale:

D.Lgs. 152/06 ad Art. 193 prevede che Enti ed imprese che raccolgono e trasportano rifiuti non aderenti a SISTRI debbono accompagnare tali rifiuti con “formulario di identificazione” (Formulario), numerato progressivamente, vidimato gratuitamente (senza applicazione di alcun diritto o tributo) da Agenzia delle Entrate, o Camera di Commercio, o Uffici Regionali competenti in materia di rifiuti, annotato nel registro IVA, deve contenere:

a)nome ed indirizzo del produttore e detentore dei rifiuti;

b)origine, tipologia e quantità del rifiuto;

c)impianto di destinazione. Se modificato, riportare variante nello spazio “annotazioni”. Analoga procedura se modificato mezzo di trasporto o trasportatore;

d)data di inizio del trasporto e percorso che rifiuto deve seguire;

e)nome ed indirizzo del destinatario

Prima di usare formulario occorre riportarne acquisto su registro IVA, specificando: generalità della tipografia autorizzata; estremi del formulario. Formulario (Modello riportato su G.U. 109/98), datato e firmato dal produttore dei rifiuti e controfirmato dal trasportatore, viene redatto in 4 esemplari, di cui: 1 copia rimane presso produttore; altre 3 copie seguono trasporto e sono firmate all’arrivo dal destinatario (1 copia rimane presso destinatario; 1 copia rimane al trasportatore; 1 copia restituita al produttore). Copia di “Formulario” costituisce documentazione equivalente alla scheda di trasporto ai sensi di D.Lgs. 286/05 Art. 7 bis ed in quanto tale conservata per almeno 5 anni

Imprenditori agricoli possono delegare tenuta e compilazione del formulario alle cooperative agricole presso cui sono soci che mettono a loro disposizione un sito per deposito temporaneo dei rifiuti (In tal caso MATTM, sentite le Organizzazioni di categoria, può definire con decreto modalità semplificate per tenuta e compilazione del formulario)

Schede di accompagnamento per utilizzo di fanghi di depurazione in agricoltura sostituite da Formulario, in cui riportare le informazioni prescritte da Allegato III a D.Lgs. 99/1992

Imprese che raccolgono e trasportano a livello transfrontaliero propri rifiuti non pericolosi, possono sostituire il formulario con i documenti di trasporto previsti dalla normativa UE.

Trasportatore non è responsabile di quanto indicato nel formulario dal produttore/detentore dei rifiuti (in particolare per eventuali difformità tra descrizione dei rifiuti e loro effettiva natura e consistenza, salvo per “difformità riscontrabili con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico”).

Durante raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi questi vanno imballati ed etichettati, evidenziando sostanze pericolose.

Norme in oggetto non si applicano a:

a)trasporto di rifiuti urbani da parte di soggetto che gestisce servizio pubblico;

b)trasporto di rifiuti non pericolosi inferiori a 30 kg. o litri/giorno (comunque non oltre 100 kg. o litri/anno) effettuati dal produttore stesso “in modo occasionale e saltuario” (cioè non più di 4 volte/anno);

c)trasporto di rifiuti urbani effettuato dallo stesso produttore verso centro di raccolta.

Non è considerato trasporto la movimentazione di rifiuti:

a)esclusivamente all’interno di aree private

b)tra fondi appartenenti alla stessa azienda agricola “anche se effettuata percorrendo strada pubblica” se attestato che “sia finalizzato unicamente al raggiungimento del luogo di messa a dimora dei rifiuti in deposito temporaneo e distanza tra fondi inferiore a 10 km.”

c)effettuata da IA “da propri fondi al sito che risulta nella disponibilità giuridica della cooperativa agricola (compresi consorzi agrari) di cui è socio, qualora finalizzato al raggiungimento del deposito temporaneo”               

d)prodotti nel commercio in forma ambulante;

e)inerenti a fanghi in agricoltura

Microraccolta di rifiuti (cioè raccolta di rifiuti da parte di unico raccoglitore o trasportatore presso più detentori svolta con stesso automezzo) va eseguita nel più breve tempo possibile, riportando nel Formulario “tutte le tappe intermedie previste”. Se percorso subisce variazioni, trasportatore deve annotare  percorso realmente seguito.

Soste tecniche per operazioni di trasbordo dei rifiuti (comprese quelle effettuate con “cassoni e dispositivi scarrabili”) non rientrano tra le attività di stoccaggio, purché “dettate da esigenze di trasporto e non superano le 48 ore, escludendo dal compiuto i giorni interdetti alla circolazione”.

In caso di trasporto intermodale di rifiuti, attività di carico e scarico, trasbordo, soste tecniche all’interno di porti, scali ferroviari, interporti, scali merci non rientrano tra le attività di stoccaggio, purché effettuate nel più breve tempo possibile, comunque non oltre 6 giorni a partire dalla data di inizio. Se impossibile rispettare tale termine per “caso fortuito o di forza maggiore”, detentore del rifiuto deve:

–          annotarlo nel Formulario;

–          comunicarlo, prima della scadenza del termine di 6 giorni, al Comune competente per territorio, specificando “tutti gli aspetti pertinenti alla situazione”;

–          adottare a proprie spese tutte le misure opportune “per prevenire eventuali pregiudizi ambientali ed effetti nocivi per salute umana”

In caso di persistente impossibilità per caso fortuito o forza maggiore per oltre 30 giorni a partire da data di inizio, detentore deve conferire, a proprie spese, rifiuti ad un intermediario, o commerciante, o Ente/impresa che effettua operazioni di trattamento dei rifiuti, o ad altri soggetti pubblici/privati addetti alla raccolta dei rifiuti.

Spedizioni transfrontaliere regolamentate da normativa UE e da accordi bilaterali tra i vari Stati. Imprese che effettuano tali trasporti nel territorio italiano  debbono essere iscritte ad Albo nazionale gestori ambientali (Iscrizione non subordinata a prestazione garanzie finanziarie se effettuati solo trasporti transfrontalieri). Tali imprese debbono allegare per ogni spedizione, dichiarazione di Autorità del Paese di destinazione attestante che nella legislazione nazionale non vi sono norme ambientali meno rigorose di quelle previste da UE, incluso sistema di controllo su emissioni di gas serra e che operazioni di recupero nel Paese di destinazione effettuate con modalità equivalenti dal punto di vista ambientale a quelle previste da legislazione in materia di rifiuti di Paese di provenienza. MATTM (Autorità di transito) fissa con decreto: criteri per calcolo importi minimi garanzie finanziarie da prestare (Ridotte del 50% per imprese registrate ai sensi del Reg. 761/01 e del 40% per imprese in possesso di certificazione ambientale ai sensi norme ISO 14001); spese amministrative a carico di notificatori; specifiche modalità per trasporto rifiuti.

Le Autorità competenti per spedizione e destinazione sono le Regioni, che comunicano entro 30 Settembre a MATTM, per essere trasmessi a Commissione UE, dati su spedizioni transfrontaliere anno precedente.

Sanzioni:

Imprese che raccolgono e trasportano propri rifiuti non pericolosi senza Formulario o indicano in questo dati inesatti od incompleti: multa da 1.600 a 9.300 € (Nel caso di società sanzione da 150 a 250 quote).

Chiunque nella predisposizione di un certificato di analisi fornisce false indicazioni sulla natura, composizione, caratteristiche chimico fisiche dei rifiuti od utilizza un certificato falso durante il trasporto dei rifiuti: arresto da 3 mesi a 2 anni.

In caso di trasporto non autorizzato di rifiuti pericolosi: confisca veicoli usati per trasporto rifiuto, “salvo che gli stessi appartengono non fittiziamente a persona estranea o reato”

Chiunque effettua traffico illecito di rifiuti: arresto fino a 2 anni + multa da 1.550 a 26.000 € (in caso di società multa da 150 a 250 quote) + confisca mezzo di trasporto. Sanzione aumentata in caso di rifiuti pericolosi

Chiunque “al fine di conseguire un ingiusto profitto con più operazioni e attraverso allestimento di mezzi ed attività continuative organizzative”, cede, riceve, trasporta, esporta, importa, “comunque gestisce abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti”: arresto da 1 a 6 anni (Se rifiuti ad alta radioattività: arresto da 3 a 8 anni) + ripristino stato di ambiente (Nel caso di Enti: sanzione da 300 a 500 quote elevata da 400 a 800 quote in caso di rifiuti ad alta radioattività + interdizione da pubblici uffici per non oltre 6 mesi). Eventuale sospensione condizionale della pena legata ad eliminazione del danno o del pericolo per ambiente

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