SPAZI VERDI URBANI

SPAZI VERDI URBANI (Legge 10/13, 154/16; D.M. 10/3/20; D.D.S. 11/11/20) (bosco08)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF); Ministero Ambiente, Tutela Territorio e Mare (MATTM); Regioni; Servizio Regionale Attività produttive, Lavoro, Istruzione (Servizio); Servizio Fitosanitario Regionale (SFR); Comuni; Istituzioni scolastiche; Comando Carabinieri Forestale dello Stato (CCFS)

Imprese agricole, artigiane, industriali o in forma cooperativa di manutenzione del verde pubblico o privato (inteso come “cura predisposizione del terreno ospitante, messa a dimora delle piante, realizzazione di impianto e successiva gestione applicando necessarie tecniche colturali, gestione manutenzione ordinaria e straordinaria, potatura delle principali specie ornamentali, applicazione della difesa fitosanitaria ai vegetali, recupero e corretto smaltimento di sfalci e potature, corretto uso di macchinari ed attrezzature specifiche”) in possesso di:

a)iscrizione nel Registro ufficiale dei produttori (RUP) come attestato da SFR competente;

b)attestato di idoneità rilasciato da Ente di formazione accreditato dalla Regione a seguito della frequenza e superamento di esame finale con conseguimento di qualifica di “manutentore del verde”;

c)titolo di studio o formazione professionale (sostituisce attestato di idoneità) del tipo:

  • laurea (anche 3 anni) nelle discipline agrarie, forestali, ambientali e naturalistiche;
  • master post universitario su temi connessi alla gestione del verde e/o del paesaggio;
  • diploma (5 anni) di istruzione superiore in materia agraria e forestale;
  • iscrizione ad Ordini/Collegi professionali del settore agrario e forestale;
  • qualifica professionale regionale riconducibile alla qualifica nazionale di “manutentore del verde”;
  • qualifica pubblica di livello almeno pari a 4 EQF (Quadro Europeo Qualifiche) nelle discipline agrarie e forestali;
  • qualifica di operatore agricolo e diploma di tecnico agricolo rilasciato a seguito frequenza a percorsi di istruzione e formazione professionale;
  • esperienza (almeno 2 anni) da parte di almeno 1 soggetto ( compreso titolare, socio lavoratore, coadiuvante, dipendente, collaboratore familiare) di impresa iscritta al registro delle imprese di Camera di Commercio con codice ATECO 81.31.00 (cura e manutenzione del paesaggio) in possesso dei requisiti professionali di “manutentore del verde”
  • possesso della qualifica professionale acquisita prima del 22/2/2018 a seguito di percorsi formativi autorizzati da Regione

Iter procedurale:

Legge 154/16 art. 12 stabilisce che attività di costruzione, sistemazione e manutenzione del verde pubblico o privato, affidata a terzi, può essere esercitata da:

a)da iscritti al Registro ufficiale dei produttori

b)imprese agricole artigiane, industriali o in forma di cooperativa, iscritte al registro delle imprese, in possesso di un attestato di idoneità che ne certifichi la disponibilità di adeguate conoscenze. Regioni definiscono modalità per l’esecuzione corsi di formazione, ai fini del conseguimento del suddetto attestato

Legge 10/13:

  • istituisce “Giornata nazionale degli alberi” in data 21 Novembre durante la quale Ministero Ambiente realizza nelle scuole di ogni ordine e grado, Università, Istituti di istruzione superiore iniziative, avvalendosi di risorse umane, strumentali e finanziarie esistenti, per promuovere conoscenza di ecosistema boschivo, rispetto delle specie arboree a fini di equilibrio tra comunità umana ed ambiente naturale, educazione civica ed ambientale su legislazione vigente, comportamento quotidiano sostenibile a fini di conservazione diversità. Ogni anno Giornata intitolata a specifico tema. In occasione della Giornata, Istituzioni scolastiche curano, in collaborazione con Comuni, Regioni, CCFS, messe a dimora in aree pubbliche individuate da Comune di piante di specie autoctone messe a disposizione di vivai forestali regionali con priorità a varietà tradizionali di provenienza locale;
  • stabilisce che Comitato per sviluppo del verde pubblico (v. scheda “bosco29”) presenta, di intesa con Regioni e Comuni, un rapporto annuale su applicazione da parte Comuni delle disposizioni relative a strumenti urbanistici (in particolare nuovi piani regolatori generali e particolareggiati, lottizzazioni convenzionate, nuovi regolamenti edilizi con relativo programma di fabbricazione, revisione strumenti urbanistici esistenti). Comuni inadempienti su quantità minima di spazi pubblici riservati ad attività collettive, verde pubblico, parcheggi in rapporto ad insediamenti residenziali o produttivi debbono approvare varianti urbanistiche per verde e servizi entro 31 Dicembre. Maggiori entrate derivanti da contributi per rilascio permessi di costruire e sanzioni applicate in materia di edilizia destinate a realizzare opere pubbliche di urbanizzazione, recupero urbanistico, manutenzione del patrimonio comunale per almeno 50%. Aree riservate a verde pubblico urbano ed immobili di origine rurale riservati ad attività collettive sociali e culturali di quartiere (esclusi immobili ad uso scolastico e sportivo) ceduti a Comune nell’ambito di convenzione possono essere concessi per quanto concerne manutenzione, con diritto di prelazione a cittadini residenti nei comprensori su cui insistono beni mediante procedure di evidenza pubblica in forma ristretta senza pubblicazione bando, purché costituito Consorzio che rappresenta almeno 66% proprietà della lottizzazione. Regione e Comuni possono prevedere incentivi per gestione di aree ed immobili da parte di cittadini consorziati, mediante riduzione di tributi propri;
  • consentito alle Amministrazioni pubbliche di avvalersi di contratti di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione con soggetti privati ed associazioni senza fini di lucro, purché “perseguiti interessi pubblici (escluse forme di conflitto di interessi), in cui rientrano in base a Legge 10/13 anche “favorire assorbimento di emissioni di anidride carbonica tramite incremento e valorizzazione del patrimonio arboree delle aree urbane, creazione e manutenzione da parte di Comuni di rete di aree naturali ricadenti nel loro territorio” (In questo caso Comune può inserire nome, ditta, logo o marchio dello sponsor entro documenti recanti comunicazione istituzionale”. Fermo restando norme vigenti in materia di sponsorizzazione e di tutela di parchi e giardini storici e delle aree verdi urbane, “lo sfruttamento di aree verdi pubbliche da parte di sponsor a fini pubblicitari o commerciali, anche se concesso in esclusiva, deve avere luogo con modalità da non compromettere possibilità di ordinaria fruizione delle stesse da parte del pubblico”;
  • Regione, Provincia, Comune nell’ambito delle proprie competenze e risorse disponibili, promuove incremento di spazi verdi urbani, “di cinture verdi intorno alle conurbazioni per delimitare spazi urbani, adottando misure per formazione del personale ed elaborazione di capitolati finalizzati a migliore utilizzo e manutenzione delle aree, favorendo risparmio ed efficienza energetica, assorbimento delle polveri sottili e ridurre effetto, isole di calore estivo, favorendo nel contempo idonea raccolta delle acque piovane”, attraverso:

a)riduzione impatto delle nuove edificazioni e rinnovamento area in cui questa attuata;

b)incremento, conservazione, tutela del patrimonio arboreo esistente nelle aree scoperte di pertinenza di edifici esistenti;

c)copertura a verde di involucro di edificio atte a produrre risparmio energetico (trasformare lastrici solari in giardini pensili);

d)rinverdimento verticale di pareti di edifici, anche mediante giardini pensili verticali;

e)realizzazione grandi aree verdi pubbliche in particolare in quelle a maggiore densità edilizia;

f)obbligo di inserimento nei capitolati per opere a verde pubblico di infrastrutture di servizio e drenaggio, nonché specifiche schede tecniche su essenze vegetali;

g)creazione di percorsi formativi per personale addetto alla manutenzione del verde, anche in collaborazione con Università e sensibilizzazione di cittadinanza alla cultura del verde tramite canali di informazione.

Comuni inoltre ai fini del risparmio del suolo possono:

a)prevedere incentivi per favorire riuso di insediamenti residenziali e produttivi esistenti rispetto a concessione di aree non urbanizzate a fini insediativi;

b)prevedere idonei strumenti per conservazione e ripristino del paesaggio rurale e forestale non urbanizzato di competenze comunali.

Comuni e Province comunicano ogni anno tramite propri siti internet “contenimento o riduzione delle aree urbanizzate ed acquisizione e sistemazione delle aree destinate a verde pubblico”;

  • MIPAAF con decreto stabilisce:

a)criteri per censimento da parte dei Comuni di “alberi monumentali”, cioè:

Ø       alberi ad alto fusto isolati o in formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicati, o alberi secolari tipici che possono essere “considerati come rari esempi di maestosità e longevità, per età e dimensioni o di particolare pregio naturalistico per rarità botanica e peculiarità della specie o che recano preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali”;

Ø       filari ed alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentali, storico e culturale, compresi quelli nei centri urbani;

Ø       alberi ad alto fusto inseriti in particolare complessi architettonici di importanza storica e culturale (v. ville, monasteri, chiese, orti botanici, residenze storiche);

b)redazione e periodico aggiornamento da parte di Regioni e Comuni di Elenchi di alberi monumentali. Di inserimento albero monumentale in Elenco data pubblicità in Albo pretorio, specificando località in cui sorge, affinché ogni cittadino interessato possa ricorrere contro inserimento;

c)istituzione di Elenco alberi monumentali di Italia gestito da Corpo Forestale dello Stato. Elenco aggiornato periodicamente e messo a disposizione mediante internet di Amministrazioni pubbliche e collettività;

d)obbligo da parte della Regione di recepire  definizione di albero monumentale, effettuando raccolta dato del censimento operato da Comuni, redigendo elenchi regionali e trasmettendoli a Corpo Forestale dello Stato. Se Regioni non adempiono, neppure dopo termine fissato in diffida, subentra MIPAAF

MATTM, con D.M. 10/3/2020, definisce criteri ambientali minimi per affidamento di:

a)servizio di progettazione di nuove aree verdi e riqualificazione dia ree già esistenti, comprendente: criteri di selezione di specie vegetali adeguate alle caratteristiche pedoclimatiche locali; modalità di impianto in grado di ridurre consumo di risorse ed emissione di CO2; individuazione delle migliori tecniche ambientali per gestione del cantiere; programmazione delle attività di manutenzione dell’area verde dopo la sua realizzazione

b)servizio di gestione e manutenzione del verde pubblico, comprendente: censimento del verde (in particolare dei dati relativi al patrimonio arboreo oggetto di appalto); elaborazione del piano di manutenzione e gestione delle aree verdi oggetto di gara; valorizzazione del patrimonio verde tramite adozione di tecniche sostenibili per la cura del verde; coinvolgimento e partecipazione della cittadinanza nell’attività

c)fornitura di prodotti per gestione del verde pubblico (materiale florovivaistico, prodotti fertilizzanti, impianti di irrigazione), comprendente: individuazione di specie vegetali appartenenti alla flora italiana coerenti con le caratteristiche ecologico del sito di impianto; indicazione del loro stato e qualità, in modo da garantirne attecchimento e sopravvivenza; utilizzo di tecniche di difesa fitosanitaria integrata e di impianti di irrigazione dotati di sistemi in grado di ridurre il consumo idrico e di prodotti fertilizzanti contenenti sostanze naturali ed ammendanti compostati misti o verdi

D.M. 10/3/2020 prevede, come riportato in dettaglio nell’Allegato 1 pubblicato su G.U. 90/20:

  • piano di azione inerente alla sostenibilità dei consumi, contenente le raccomandazioni da dare alle stazioni appaltanti in merito a:

1)       criteri ambientali minimi per affidamento del servizio di progettazione di nuove aree verdi e/o riqualificazione delle aree esistenti, comprendenti: modalità di selezione dei candidati (team di progettazione); specifiche tecniche (contenuti del progetto); criteri premianti (esperienza acquisita nel settore);

2)       criteri ambientali minimi per affidamento del servizio di gestione e manutenzione del verde pubblico, comprendenti: modalità di selezione dei candidati (competenze tecniche e professionali, esecuzione di analoghi servizi negli ultimi 3 anni); specifiche tecniche (piano di gestione e manutenzione del verde pubblico, catasto degli alberi); clausole contrattuali (clausola sociale, sicurezza dei lavoratori, competenze tecniche e professionali, rapporto periodico, formazione continua); piano di comunicazione; aggiornamento del censimento; reimpiego di materiali organici residuali; rispetto della fauna; interventi meccanici; manutenzione del patrimonio arboreo ed arbustivo; manutenzione delle superficie prative; prodotti fitosanitari ed attrezzature per loro distribuzione; prodotti fertilizzanti; monitoraggio degli impianti di irrigazione; gestione dei rifiuti; oli biodegradabili per manutenzione di macchine; criteri premianti (quali: educazione ambientale; criteri sociali; sistemi di gestione ambientale; incidenza dei trasporti; utilizzo di macchine ed attrezzature (in particolare per distribuzione di prodotti fitosanitari) a basso impatto ambientale; uso esclusivo di metodi fisico meccanici per cura delle piante; miglioramento del censimento; valorizzazione e gestione del materiale residuale);

3)       criteri ambientali minimi per fornitura di materiale florovivaistico per gestione del verde pubblico, comprendente: specifiche tecniche del suddetto materiale (caratteristiche delle specie vegetali e dei contenitori ed imballaggi; efficienza dei sistemi di irrigazione); clausole contrattuali (qualità delle piante, garanzie relative ad attecchimento dell’impianto); criteri premianti (quali: sistemi di gestione ambientale; risparmio idrico; uso di substrati a ridotto contenuto di torba; produzione biologica; fonti di energia rinnovabile; piano di gestione fitosanitario; certificazione di prodotti di settore);

4)       criteri ambientali minimi per fornitura di prodotti fertilizzanti per gestione del verde pubblico, comprendente: specifiche tecniche dei prodotti fertilizzanti;

5)       criteri ambientali minimi per fornitura di impianti di irrigazione per gestione del verde pubblico, comprendente: specifiche tecniche (quali: caratteristiche degli impianti di irrigazione; riuso delle acque);

  • contenuti per la progettazione di nuove aree verdi o per la riqualificazione gestionale di aree esistenti (Scheda A pubblicata su G.U. 90/20), comprendente:

1)       elementi conoscitivi di base;

2)       caratteristiche generali dell’area ai fini della scelte delle specie vegetali più idonee;

3)       criteri per la selezione delle specie arboree, arbustive ed erbacee perenni, nonché dei tappeti erbosi;

4)       modalità di messa a dimora delle piante e piano di gestione e manutenzione delle aree verdi;

5)       conservazione e tutela della fauna selvatica;

6)       gestione delle acque e predisposizione are di compostaggio dei rifiuti;

7)       ingegneria naturalistica;

8)       impianti di illuminazione pubblica ed opere di arredo urbano;

9)       fase di cantiere;

  • censimento del verde urbano (Scheda B pubblicata su G.U. 90/20), comprendente 3 livelli:

1)       censimento obbligatorio per tutti i Comuni con relativa anagrafica delle aree verdi gestite;

2)       censimento obbligatorio per Comuni con oltre 25.000 abitanti (dal 1/1/2021 per Comuni con oltre 15.000 abitanti) degli alberi, in modo formare il Catasto degli alberi;

3)       censimento di tutti gli elementi del verde pubblico

Servizio con  DDS 486 del 11/11/2020 ha approvato modalità e termini per iscrizione ad Albo delle imprese artigiane esercenti attività di manutenzione del verde in diversi contesti (v. cooperative di manutenzione di aree verdi, punti vendita del settore garden center, imprese di realizzazione e manutenzione di aree verdi). Ai fini dell’iscrizione, impresa nomina un soggetto (titolare o socio di impresa) in possesso dei requisiti prescritti per esercitare attività di manutenzione del verde e presenta domanda (Modello pubblicato su BUR 96/20) al Servizio con firma digitale, indicando soggetto in possesso del requisito professionale per svolgere attività di manutenzione del verde ed allegando copia del documento di identità del richiedente

In mancanza di soggetto con requisiti prescritti, Servizio continua, fino al termine del periodo di emergenza COVID19, ad iscrivere imprese ad Albo, purché allegano a domanda una dichiarazione sostitutiva notorietà (Modello pubblicato su BUR 96/20) attestante impegno a: frequentare corso di formazione autorizzato dalla Regione per conseguire qualifica di “Manutentore del verde”; comunicare conseguimento di attestato

In caso di imprese già iscritte (comprese quelle iscritte dopo 26/8/2016 senza aver dimostrato possesso del requisito professionale) documentazione attestante esperienza biennale (tenere presente che apprendistato avente durata di oltre 1 anno equiparato ad 1 anno di esperienza lavorativa) del titolare o socio lavoratore o coadiuvante o collaboratore familiare è comprovata da assicurazione INAIL nominativa, in grado di dimostrare rischio assicurativo e periodo relativo a contratto di lavoro per dipendente (specificare mansioni e busta paga relativa al progetto)

Servizio esegue istruttoria e comunica al richiedente esito di questa. Se favorevole impresa iscritta nel Registro e chiamata ad indicare nell’apposito spazio del Modello Int.P il responsabile tecnico (non necessario se impresa si iscrive con dichiarazione di impegno, fermo restando che in tale caso occorre successivamente regolarizzare impresa esercente attività di manutenzione del verde)

Entità aiuto:

Per costo degli adempimenti relativi alla iscrizione nel Registro è dovuto un contributo di 18 € per imprese individuali e di 30 € per società

Sanzioni:

In caso di abbattimento o danneggiamento di alberi monumentali: multa da 5.000 a 100.000 €, salvo abbattimento, o modifica della chioma o dell’apparato radicale “per casi motivati ed improcrastinabili, dietro specifica autorizzazione comunale, previo parere obbligatorio e vincolante di Comando Carabinieri Forestale dello Stato”

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