SOSTEGNO PAC A CERTE COLTURE

SOSTEGNO PAC A CERTE COLTURE (Reg. 2115/21, 126/22)  (cee08)

Soggetti interessati:

Commissione UE, Stati membri, Organizzazioni produttori (OP), Associazioni di organizzazioni produttori (AOP), Organizzazioni transnazionali produttori (OTP), gruppi di produttori (GP), singoli agricoltori

Iter procedurale:

Commissione UE approvato Reg. 2115/21 comprendente, tra l’altro, tipi di intervento a sostegno di alcuni settori produttivi riportati nel piano strategico PAC (PSPAC) di Stato membro ed in particolare:

Art. 32 Stato membro può concedere aiuto accoppiato al reddito di agricoltori inerente determinate produzioni o tipi specifici di attività agricole sotto forma di pagamento annuale per ha. o per capo alle condizioni riportate in PSPAC

Art. 33 sostegno accoppiato al reddito concesso solo a: cereali; semi oleosi (esclusi quelli da tavola); colture proteiche (comprese leguminose e miscugli di leguminose ed altre erbacee purché leguminose predominante nel miscuglio); lino; canapa; riso; frutta a guscio; patate da fecola; latte e prodotti lattiero caseari; sementi; carni suine e caprine; carni bovine; olio di oliva ed olive da tavola; bachi da seta; foraggi essiccati; luppolo; barbabietola e canna da zucchero e radici di cicoria; prodotti ortofrutticoli; bosco ceduo a rotazione rapida

Art. 34 concessione di sostegno accoppiato al reddito sotto forma di pagamento per ha. solo per superfici rientranti tra ha. ammissibili. In caso di bovini, ovini, caprini, Stato membro deve definire requisiti di identificazione e registrazione che animali sono tenuti a possedere ad una certa data

Art. 35 Commissione UE può adottare misure volte ad evitare che beneficiari del sostegno accoppiato “risentano degli squilibri strutturali del mercato in un determinato settore”. Stato membro può concedere fino al 2027 sostegno accoppiato “in base ad unità di produzione per cui concesso tale sostegno in un precedente periodo di riferimento”

Art. 36, 37, 38, 39, 40, 41 riguardano regime accoppiato per cotone da cui Italia è esclusa

Art. 42 definisce il quadro a cui applicare norme di sostengo a:

  • prodotti ortofrutticoli; prodotti di apicoltura; prodotti vitivinicoli; luppolo; olio di oliva ed oliva da tavola;
  • altri prodotti quali: cavalli (riproduttori di razza pura e da macello), asini, muli, bardotti; suini (riproduttori di razza pura); conigli domestici; renne; cervi; struzzi; emù; piccioni; carni di equini, conigli, piccioni, selvaggina (diversa da conigli e lepri), renne fresche, refrigerate, congelate; uova di volatili in guscio fresche, conservate o cotte; patate fresche o refrigerate; piselli, ceci, fagioli (della specie Vigna, Adzuki, comuni, Barbara, dell’occhio) diversi da quelli destinati alla semina, secchi, sgranati, anche decorticati e spezzati; lenticchie; fave e favette; pisello caiano o del Tropico; fave di soia anche frantumate diverse da quelle destinate alla semina; arachidi non tostate, né altrimenti cotte, con guscio, anche frantumate, diverse da quelle destinate alla semina; capra; semi di lino, canapa, ravizzone, colza, girasole, cotone, sesamo, senape, lupino anche frantumati, diversi da quelli destinati alla semina; semi di cartamo; semi di papavero nero o bianco; piante, parti di piante, semi e frutti delle specie usate in profumeria, medicina, preparazione di insetticidi o antiparassitari, freschi o secchi, anche tagliati, frantumati o polverizzati; radici di cicoria; navoni; barbabietole o radici da foraggio, fieno, trifoglio, lupinella, cavoli da foraggio, lupino, veccia e simili, prodotti da foraggio (anche in forma di pellet); farine ed agglomerati in forma di pellet di erba medica diversa da quella essiccata; altre bevande fermentate (v. sidro, sidro di pere, idromele); miscela di bevande fermentate e bevande non alcoliche (diverse dal vinello); cotone non cardato né pettinato

Art. 43 tipi di intervento nel settore degli ortofrutticoli sono obbligatori per: Stati membri con OP riconosciute; apicoltura; settore vitivinicolo. Stato membro nell’ambito del PSPAC sceglie tipo di intervento applicabile

Art. 44 sostegno accoppiato alle colture erogato sotto forma di: rimborso dei costi ammissibili effettivamente sostenuti dal  beneficiario; costi unitari; somme forfetarie; finanziamenti a tasso fisso. Importi da erogare definiti in base a:

  • metodo di calcolo giusto, equo, verificabile, basato su: dati statistici; altre informazioni obiettive e valutazione di esperti; dati storici verificati dei beneficiari; applicazione delle normali prassi di contabilità dei costi dei beneficiari;
  • progetti di bilancio stabiliti caso per caso, definiti ex ante da: Organismo che seleziona operazioni in caso di interventi nel settore di apicoltura e vitivinicoltura; Organismo che approva programma operativo (PO) negli altri casi;
  • in conformità a: norme di applicazione dei corrispondenti costi unitari, somme forfetarie e tassi fissi applicabili in politiche UE per tipi di intervento analoghi; regimi di sostegno finanziati da Stato membro per tipi di interventi analoghi

Art. 45 Commissione UE può adottare atti delegati inerenti:

  1. garanzia del corretto funzionamento dei tipi di intervento previsti in modo da evitare distorsioni di concorrenza sul mercato;
  2. tipo di spesa coperto da UE, compresi costi amministrativi e di personale della OP o di altri beneficiari;
  3. base per calcolo di aiuto finanziario UE, compresi periodi di riferimento e calcolo del valore di produzione commercializzata (VPC), livello di OP ai fini di aiuto finanziario nazionale (AFN);
  4. livello massimo di aiuto UE per tipi di intervento di cui ad Art. 47 e 58, compresi servizi di imballaggio e trasporto del prodotto ritirato per distribuzione gratuita e costi relativi alla trasformazione del prodotto prima della sua consegna per distribuzione;
  5. norme per fissazione di massimale per opere e misurazione della superficie ammissibile ai fini dei tipi di intervento di cui ad Art. 47 e 58;
  6. norme concernenti obbligo per produttori di ritirare sottoprodotti di vinificazione, norme su: eccezioni a tale obbligo volte ad evitare oneri amministrativi supplementari; certificazione volontaria dei distillatori;
  7. condizioni da applicare per utilizzo delle forme di sostegno di cui ad Art. 44;
  8. norme relative al requisito di durata massima per investimenti produttivi o meno sostenuti da interventi UE;
  9. norme relative a combinazione di finanziamenti ai sensi di Art. 58, compresi quelli per la promozione

Art. 46 obiettivi da perseguire per settori ortofrutticolo, luppolo, olio di oliva, altri settori sono:

  1. pianificare ed organizzare produzione e suo adeguamento alla domanda (in termini di quantità e qualità), ottimizzare costi di produzione e redditività degli investimenti, stabilizzare prezzi alla produzione;
  2. concentrare offerta e sua immissione sul mercato, anche tramite commercializzazione diretta;
  3. migliorare competenza a medio e lungo termine, in particolare tramite modernizzazione;
  4. ricercare e sviluppare metodi di produzione sostenibile, compresa resistenza ad organismi nocivi, resistenza a malattie di animali, mitigazione dei cambiamenti climatici ed adattamento a questi, pratiche innovative e tecniche di produzione atte a dare impulso alla competitività di economia e rafforzare sviluppo di mercato;
  5. promuovere, sviluppare, attuare: metodi e tecniche rispettose di ambiente; pratiche di produzione resistenti ad organismi nocivi ed alle malattie; norme in materia di salute e benessere di animali superiori al diritto nazionale; riduzione dei rifiuti ed utilizzo ecocompatibile dei sottoprodotti (incluso loro riutilizzo e valorizzazione); tutela e miglioramento di biodiversità; utilizzo sostenibile di risorse naturali (in particolare acqua, suolo, aria);
  6. contribuire alla mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici;
  7. incrementare valore commerciale e qualità dei prodotti (in particolare quelli DOP e IGP o con regimi di qualità nazionali riconosciuti);
  8. promuovere e commercializzare prodotti;
  9. incrementare consumo di prodotti del settore ortofrutticolo, freschi o trasformati;
  10. prevenire ed affrontare le perturbazioni di mercato del settore pertinente in modo da evitare le crisi;
  11. migliorare condizioni di impiego ed applicazione degli obblighi dei diritti di lavoro (specie in materia di salute e sicurezza sul lavoro)

Art. 47 per ogni obiettivo selezionato di Art. 46 lettere a), i), k) Stato membro nel PSPAC individua 1 o più dei seguenti tipi di intervento:

  1. investimenti in immobilizzazioni materiali ed immateriali, metodi di ricerca e produzione sperimentale, quali:
    • conservazione del suolo, compreso aumento di carbonio, miglioramento della struttura, riduzione della contaminazione;
    • miglioramento uso delle risorse idriche, compreso risparmio, conservazione e drenaggio di acqua;
    • prevenzione danni causati da avversità atmosferiche, promozione uso di varietà, razze e pratiche di gestione adatte a condizioni climatiche in evoluzione;
    • aumento del risparmio energetico, efficienza energetica, uso di energia rinnovabile;
    • imballaggi ecologici (solo nel campo della ricerca e produzione sperimentale);
    • biosicurezza, salute e benessere degli animali;
    • riduzione di emissioni e rifiuti, miglioramento uso di sottoprodotti, incluso uso, valorizzazione e gestione dei rifiuti;
    • miglioramento resistenza a malattie animali, riduzione di medicinali veterinari (compresi antibiotici);
    • creazione e/o mantenimento di habitat favorevoli a biodiversità;
    • miglioramento qualità dei prodotti e delle risorse genetiche;
    • miglioramento condizioni di impiego ed applicazione obblighi dei datori di lavoro in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  2. servizi di consulenza ed assistenza tecnica, specie su: tecniche sostenibili di lotta contro organismi nocivi e malattie; uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e zoosanitari; mitigazione cambiamenti climatici; obblighi dei datori di lavoro in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  3. formazione, compreso scambio di buone pratiche (specie in merito a: tecniche sostenibili di lotta contro organismi nocivi e malattie; uso sostenibile di prodotti fitosanitari e zoosanitari; mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici; uso piattaforme organizzate di negoziazione e borse merci di mercato);
  4. produzione biologica ed integrata;
  5. azioni volte ad aumentare sostenibilità ed efficienza del trasporto e stoccaggio dei prodotti;
  6. promozione, comunicazione e commercializzazione, comprese attività volte a: sensibilizzare consumatori su regimi di qualità UE ed importanza di una dieta sana; diversificare e consolidare i mercati;
  7. attuazione dei regimi di qualità UE e nazionali;
  8. attuazione di sistemi di tracciabilità e certificazione (specie controllo di qualità dei prodotti venduti al consumatore finale);
  9. azioni volte alla mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici

In merito alle azioni per prevenire le crisi di mercato, Stato membro riporta nel PSPAC, interventi per:

  1. costituire Fondi di mutualizzazione da parte di OP o AOP;
  2. immobilizzazioni materiali ed immateriali atte a rendere più efficace gestione dei volumi immessi sul mercato;
  3. magazzinaggio collettivo di prodotti di OP e dei suoi soci, compresa loro trasformazione;
  4. reimpianto di frutteti ed oliveti se necessario a seguito di: obbligo di loro estirpazione per ragioni sanitarie e fitosanitarie stabilito da Autorità competenti di Stato membro; adattamento ai cambiamenti climatici;
  5. ricostituzione stock di bestiame a seguito di: macellazione obbligatoria per motivi sanitari; perdite dovute a calamità naturali;
  6. ritiro del mercato (con eventuale trasformazione del prodotto) per distribuzione gratuita od altre destinazioni;
  7. raccolta verde (cioè raccolta su data superficie di prodotti acerbi non commercializzabili non danneggiati a causa di ragioni climatiche o fitopatie);
  8. mancata raccolta del prodotto ben sviluppato, di qualità sana, leale e mercantile su data superficie (Esclusa distruzione del prodotto per avversità atmosferiche o fitopatie);
  9. assicurazione del raccolto e della produzione in modo da tutelare reddito dei produttori a seguito di perdite causate da calamità naturali, condizioni climatiche avverse, fitopatie, infestazioni di organismi nocivi, purché beneficiari adottino misure necessarie di prevenzione dei rischi;
  10. fornitura di servizi di orientamento ad altre OP, AOP, singoli produttori;
  11. attuazione e gestione di requisiti sanitari e fitosanitari di Paesi Terzi nel territorio UE per facilitare accesso ai loro mercati;
  12. azioni di comunicazione volte a sensibilizzare ed informare i consumatori

Art. 48 pianificazione, rendicontazione, verifica dell’efficacia di tali tipi di intervento eseguita a livello di PO

Settore prodotti ortofrutticoli

Art. 49 nel settore ortofrutticolo Stato membro deve perseguire 1 o più degli obiettivi di: Art. 46 lettere g, h, i se riguardano prodotti freschi o trasformati; Art. 46 lettere a, b, c, d, e, f, j, k se riguardano prodotti freschi

Art. 50 obiettivi di cui ad Art. 46 lettere b, e, f fissati da Stato membro nel PSPAC, attuati mediante PO, aventi durata da 3 a 7 anni, predisposti da OP/AOP riconosciute (Per ogni obiettivo prescelto descrivere in PO interventi selezionati tra quelli riportati nel PSPAC) e presentati a Stato membro per sua approvazione, previa verifica che:

  1. interventi previsti nel PO finanziati dal contributo di OP tramite risorse prelevate dal Fondo di esercizio;
  2. interventi e partecipazione finanziaria siano identificati nel PO;
  3. non sussista un doppio finanziamento;
  4. almeno 15% della spesa prevista riguardi interventi connessi ad obiettivi di Art. 46 lettere e, f;
  5. PO comprenda almeno 3 azioni connesse ad obiettivi di Art. 46 lettere e, f (Se oltre 80% dei produttori aderenti ad OP sono soggetti ad impegni agroambientali o biologici di PSR, tale obbligo si intende assolto);
  6. almeno 2% della spesa prevista riguardi interventi connessi ad obiettivo di Art. 46 lettera d;
  7. spesa per interventi connessi ad Art. 47 lettere f, g, h non superiore a 1/3 della spesa totale di PO;
  8. vengano garantite condizioni di lavoro eque e sicure ai lavoratori del settore

Art. 51 ogni OP/AOP può costituire Fondo di esercizio, usato solo per finanziare PO approvato da Stato membro. Fondo sostenuto con: contributo finanziario di soci di OP/AOP e/o OP/AOP stessa; aiuto finanziario di UE concesso solo ad OP/AOP che presentano un PO

Art. 52 aiuto finanziario UE è pari ad importo dei contributi finanziari versati al Fondo da soci e/o OP/AOP, comunque non oltre: 50% della spesa sostenuta per PO; 4,1% di VPC di ogni OP; 4,5% di VPC di ogni AOP; 5% di VPC di ogni Organizzazione transnazionale di produttori. Limiti aumentati di 0,5% purché tale importo eccedente sia usato solo per 1 o più interventi connessi ad obiettivi di Art. 46 lettere d), e), f), h), i), j)

Su richiesta di OP/AOP limite di 50% della spesa per PO viene elevato a 60% se ricorre uno dei seguenti casi:

  1. organizzazione transnazionale di produttori che attua in 2 o più Stati membri interventi di cui ad Art. 46 lettere b), e), f
  2. 1 o più OP/AOP impegnate in interventi attuati a livello interprofessionale
  3. PO riguarda solo sostegno specifico a produzione biologica
  4. PO attuato per la prima volta da OP/AOP riconosciuta
  5. OP commercializzano meno di 20% della produzione ortofrutticola di Stato membro
  6. PO comprende interventi connessi ad obiettivi di cui ad Art. 46 lettere d), e), f), i), j)
  7. PO attuato per la prima volta da OP riconosciuta derivata da fusione di 2 o più OP riconosciute

Limite di 50% elevato a 80% della spesa connessa ad obiettivi di cui: ad Art. 46 lettera d) se tale spesa copre almeno 5% della spesa totale di PO; ad Art. 46 lettere e), f) se tale spesa copre almeno 20% della spesa totale di PO

Limite di 50% della spesa elevato a 100% nei seguenti casi:

  1. ritiri dal mercato di prodotti ortofrutticoli in volume inferiore a 5% di VPC di OP, purché prodotti ritirati siano oggetto di distribuzione gratuita a: Organizzazioni di beneficenza o Enti caritativi autorizzati da Stato membro a favore di persone riconosciute come aventi diritto a pubblica assistenza; Istituti di pena, scuole, Istituti di istruzione pubblica, colonie di vacanza, ospedali e case di riposo per anziani designati da Stato membro
  2. azioni connesse ad orientamento di: altre OP riconosciute, purché queste appartengono a Regioni diverse di Stato membro; singoli produttori

Art. 53 Stato membro o sue Regioni in cui livello di OP o di prodotti ortofrutticoli inferiore a 20% per 3 anni consecutivi prima di attuazione di PO a media UE (calcolato come VPC ottenuta nello Stato membro o Regione in questione da OP riconosciuta diviso per valore totale di produzione ortofrutticola ottenuta in tale territorio) può concedere a OP riconosciute un aiuto finanziario nazionale (AFN), che si aggiunge al Fondo di esercizio, inferiore a 80% dei contributi finanziari dei soci e/o di OP stessa versati e fino ad un massimo di 10% di VPC di OP in questione

Stato membro informa Commissione UE della concessione di AFN ad OP

Settore apicoltura

Art. 54 Stato membro deve perseguire obiettivi specifici di cui ad Art. 6 del Reg. 2115/21 nel settore apicoltura

Art. 55 Stato membro nel piano strategico PAC individua per ogni obiettivo specifico scelto 1 o più interventi tra:

  1. servizi di consulenza, assistenza tecnica, formazione, informazione, scambio delle migliori prassi, anche tramite creazione di reti tra apicoltori e loro Organizzazioni;
  2. investimenti in immobilizzazioni materiali ed immateriali ed altre azioni per: lotta contro aggressori e malattie di alveare (in particolare varroasi); prevenzione di danni causati da avversità atmosferiche; promozione di uso di pratiche di gestione dell’alveare adeguate alle condizioni climatiche; ripopolamento patrimonio apistico UE; razionalizzazione della transumanza;
  3. azioni di sostegno a: laboratori per analisi dei prodotti di apicoltura; perdita di api; cali di produttività; riduzione uso di sostanze potenzialmente tossiche per api;
  4. azioni volte a mantenere o aumentare numero di alveari in UE (inclusi allevamento di api);
  5. collaborazione con organismi specializzati nella realizzazione di programmi di ricerca nel settore di apicoltura e prodotti derivati;
  6. promozione, comunicazione e commercializzazione, comprese azioni di monitoraggio ed attività volte a sensibilizzare i consumatori su qualità dei prodotti di apicoltura;
  7. azioni volte a migliorare qualità dei prodotti

Stato membro nel piano strategico PAC, predisposto in collaborazione con organizzazioni di apicoltori, motiva scelta di obiettivi specifici e tipi di intervento, nonché definisce finanziamento assegnato ad ogni tipo di intervento (almeno pari ad aiuto fornito da UE al riguardo e comunque aiuto nazionale ed UE mai superiore a spese sostenute dal beneficiario)

Art. 56 Commissione UE può adottare atti delegati in merito a:

  • obbligo per Stati membri di comunicare ogni anno numero di alveari presenti nel loro territorio;
  • definizione di alveare e metodo di calcolo del numero di alveari;
  • contributo minimo di UE alle spese connesse alla realizzazione dei tipi di intervento di cui ad Art. 55

Settore vitivinicolo

Art. 57 Stato membro persegue 1 o più dei seguenti obiettivi nel settore vitivinicolo:

  1. migliorare sostenibilità economica e competitività dei produttori vitivinicoli di UE;
  2. contribuire a mitigare cambiamenti climatici ed al loro adattamento, nonché a migliorare sostenibilità dei sistemi di produzione e riduzione di impatto ambientale del settore vitivinicolo di UE (anche assistendo viticoltori nella riduzione di uso dei fattori di produzione e nell’attuazione di metodi colturali più sostenibili dal punto di vista ambientale;
  3. migliorare condizioni di impiego e garantire applicazione obblighi dei datori di lavoro, nonché prescrizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  4. migliorare rendimento di aziende vitivinicole di UE e loro adeguamento al mercato, nonché aumentare competitività a lungo termine in merito a produzione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli (in particolare in materia di risparmio ed efficienza energetica, processi sostenibili);
  5. contribuire a ripristinare equilibrio tra offerta e domanda su mercato vitivinicolo per prevenire crisi di mercato;
  6. contribuire a tutelare reddito dei produttori UE che subiscono perdite a causa di calamità naturali, condizioni climatiche avverse, animali, fitopatie, infestazioni di organismi nocivi;
  7. aumentare prospettive di commercializzazione e competitività dei prodotti vitivinicoli UE mediante sviluppo di prodotti, processi, tecnologie innovative e creazione di valore aggiunto in ogni fase del processo;
  8. sostenere uso di sottoprodotti della vinificazione a fini industriali e/o energetici per garantire qualità dei vini UE, proteggendo nel contempo ambiente;
  9. contribuire a sensibilizzare consumatori sul consumo responsabile del vino e sui regimi di qualità UE del vino;
  10. migliorare competitività dei prodotti vitivinicoli UE in Paesi Terzi, compresa apertura e diversificazione dei mercati vitivinicoli;
  11. contribuire ad aumentare resilienza dei produttori contro rischio di fluttuazioni del mercato

Art. 58 Stato membro per ogni obiettivo scelto riporta nel piano strategico PAC 1 o più dei seguenti interventi:

  1. azioni di ristrutturazione e riconversione dei vigneti (RRV), compresi:
    • riconversione varietale (compreso sovrainnesto) per migliorare qualità e sostenibilità ambientale, adattamento ai cambiamenti climatici, miglioramento di diversità genetica;
    • riallocazione dei vigneti;
    • reimpianto di vigneti se necessario a seguito di estirpazione obbligatoria per ragioni sanitarie o fitosanitarie decisa da Autorità competente;
    • miglioramento di tecniche di gestione dei vigneti (v. introduzione sistemi avanzati di produzione sostenibile, riduzione uso di pesticidi) con esclusione del rinnovo ordinario del vigneto al termine del suo ciclo di vita naturale attuato con stesse varietà di viti e stesso sistema di coltivazione;
  2. investimenti in immobilizzazioni materiali ed immateriali in sistemi colturali viticoli (Escluse operazioni pertinenti a lettera a), o impianti di trattamento ed infrastrutture vinicole, o strutture e strumenti di commercializzazione;
  3. “vendemmia verde” (intesa come totale distruzione dei grappoli non ancora giunti a maturazione) con conseguente resa produttiva pari a 0 su superficie interessata, con esclusione della “mancata raccolta” (intesa come “lasciare su pianta uva che potrebbe essere commercializzata al termine del normale ciclo produttivo”);
  4. assicurazione del raccolto contro perdite di reddito dovute ad avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali, condizioni climatiche avverse, danni causati da animali, fitopatie, infestazioni di organismi nocivi;
  5. investimenti materiali ed immateriali nell’innovazione (sviluppo di prodotti innovativi della vinificazione e relativi sottoprodotti, digitalizzazione dei processi e tecnologie innovative per produzione vitivinicola) ed altri investimenti in grado di conferire valore aggiunto in ogni fase del processo (compreso scambio di conoscenze per adattamento ai cambiamenti climatici);
  6. servizi di consulenza (in particolare per obblighi dei datori di lavoro, salute e sicurezza sul lavoro);
  7. distillazione dei sottoprodotti della vinificazione;
  8. azioni di informazione relative ai vini UE eseguite in Stati membri, al fine di stimolare consumo responsabile di vino e promuovere vini DOP, IGP della UE;
  9. azioni intraprese da Organizzazioni interprofessionali riconosciute da Stato membro nel settore vitivinicolo volte ad accrescere reputazione dei vigneti di UE, promovendo turismo enologico nelle Regioni di produzione;
  10. azioni intraprese da Organizzazioni interprofessionali riconosciute da Stato membro nel settore vitivinicolo volte a migliorare conoscenza dei mercati;
  11. promozione e comunicazione in Paesi Terzi comprendente 1 o più delle seguenti azioni:
    • azioni in materia di relazioni pubbliche e pubblicità che mettono in rilievo elevati standard di qualità dei prodotti vinicoli DOP e IGP di UE in termini di qualità, sicurezza alimentare, ambiente;
    • partecipazione a manifestazioni, fiere, esposizioni di rilievo internazionale;
    • campagne di informazione sui regimi di qualità delle DOP, IGP e produzioni biologiche di UE;
    • studi di mercato nuovi o esistenti per ampliamento e consolidamento degli sbocchi di mercato;
    • studi per valutare risultati delle attività di informazione e promozione;
    • preparazione di schede tecniche (inclusi test di laboratorio) con riguardo a pratiche enologiche, norme fitosanitarie o in materia di igiene o ad altri requisiti stabiliti da Paesi Terzi per importazione di prodotti vitivinicoli.

Al riguardo Stato membro: stabilisce disposizioni specifiche di attuazione (compresa durata massima del programma, comunque mai superiore a 3 anni); indica nel piano strategico PAC calendario di attuazione degli interventi scelti e tabella finanziaria delle risorse disponibili (Per Italia 323.883.000 €) e loro ripartizione tra i vari tipi di intervento;

  1. aiuti temporanei e decrescenti a copertura delle spese amministrative per costituire fondi di mutualizzazione;
  2. investimenti in immobilizzazioni materiali ed immateriali volti ad accrescere sostenibilità di produzione vinicola mediante: migliore uso e gestione delle risorse idriche; conversione alla produzione biologica; introduzione tecniche di produzione integrata; acquisto di apparecchiature per metodo di produzione di precisione o digitalizzata; conservazione del suolo ed aumento di capacità di sequestro del carbonio nel suolo; tutela di habitat propizi a biodiversità; tutela paesaggio; riduzione produzione di rifiuti e loro migliore gestione

Art. 59 aiuto UE per RRV (Art. 58 lettera a) non superiore a 50% dei costi effettivi sostenuti (75% nelle Regioni meno sviluppate), elevato a 80% in caso di “terreni ripidi e terrazzati situati in zone con pendenza compresa tra 40% e 60%”. Aiuto erogato ai produttori per: sostenere costi di RRV; compensare (fino a 100%) perdite di reddito dovute ad esecuzione di RRV (aiuto concesso sotto forma di autorizzazione alla coesistenza di viti vecchie e nuove per un periodo non superiore a 3 anni o di compensazione finanziaria per non oltre 3 anni)

Aiuto UE per investimenti (Art. 58 lettera b) non superiore a 40% (50% nelle Regioni meno sviluppate) a favore di micro, piccole e medie imprese (20% in caso di imprese con meno di 750 dipendenti e di 20.000.000 € di fatturato annuo). Escluso aiuto ad imprese in difficoltà

Aiuto UE per “vendemmia verde” (Art. 58 lettera c) non superiore a 50% dei costi diretti alla distruzione dei grappoli e perdita del reddito relativa

Aiuto UE per assicurazione del raccolto (Art. 58 lettera d) non superiore a 80% dei premi assicurati versati dai produttori a copertura delle perdite causate da calamità naturali (50% in caso di perdite causate da altre condizioni climatiche avverse, animali, fitopatie, infestazioni da organismi nocivi) concessi se:

  • pagamenti dei premi assicurativi non compensano produttori di importo superiore a 100% della perdita di reddito subita, tenendo conto di eventuali compensazioni ottenute in base ad altri regimi di rischio assicurato;
  • beneficiari adottano misure necessarie per prevenire suddetti rischi

Aiuto UE per innovazione (Art. 58 lettera e) non superiore a 40% (50% nelle Regioni meno sviluppate) concesso solo a micro, piccole e medie imprese (20% se imprese hanno meno di 750 dipendenti e di 20.000.000 € di fatturato annuo)

Aiuto UE per azioni di informazione e promozione (Art. 58 lettere h, k) non superiore a 50% dei costi sostenuti, fermo restando che Stato membro può concedere aiuto nazionale fino a 30% (aiuto UE e nazionale mai oltre 80% dei costi)

Aiuto UE per interventi di Organizzazioni interprofessionali o relativi a sostenibilità produzione (Art. 58 lettere i, j, m) non superiore a 50% dei costi sostenuti.

Commissione UE adotta atti delegati per fissare aiuto finanziario UE per distillazione dei sottoprodotti di vinificazione(Art. 58 lettera g)

Art. 60 Stato membro:

  • assicura che aiuto UE per assicurazione del raccolto non falsi concorrenza sul mercato delle assicurazioni
  • istituisce sistema per garantire che “vendemmia verde” non determini una compensazione ai viticoltori superiore ai limiti fissati in Art. 59
  • garantisce che aiuto UE per distillazione dei sottoprodotti della vinificazione (espresso in %vol. per hl. di alcool ottenuto) sia versato ai distillatori che eseguono trasformazione dei sottoprodotti della vinificazione conferiti in alcool greggio con titolo alcolometrico almeno pari a 92%vol. Aiuto UE comprende importo forfetario destinato a compensare costi di raccolta dei sottoprodotti (distillatore dovrà trasferire tale quota di aiuto al produttore che sostiene questi costi). Nessun aiuto versato per volume di alcool contenuto nei sottoprodotti della vinificazione superiore a 10% del volume di alcool contenuto nel vino prodotto
  • garantisce che alcool ottenuto dalla distillazione oggetto di aiuto UE sia utilizzato solo per scopi industriali o energetici che non distorcono la concorrenza
  • provvede a destinare nel proprio piano strategico PAC almeno 5% della spesa ad attuare almeno 1 azione a favore di: protezione di ambiente; adattamento ai cambiamenti climatici; miglioramento sostenibilità dei processi di produzione; riduzione di impatto ambientale del settore vitivinicolo in UE; risparmio e miglioramento della efficienza energetica

Settore luppolo: Art. 61 e 62 interventi riservati alla Germania

Settore olio di oliva e olive da tavola: Art. 63 interventi riservati a Grecia, Francia, Italia

Art. 64 Grecia, Francia, Italia inseriscono nei propri piani strategici PAC 1 o più tipi di intervento di cui ad Art. 47 (motivare scelta) da attuarsi mediante PO approvati da OP/AOP riconosciute del settore

Art. 65 aiuto UE fino a: 75% delle spese sostenute per interventi connessi ad obiettivi di Art. 46 lettere a, b, c, d, e, f, h, k (elevato per lettere f e h se PO attuato in almeno 3 Paesi Terzi o Stati membri non produttori di olive da OP/AOP ubicate in almeno 2 Stati membri); 75% delle spese sostenute per investimenti in attività fisse (50% per altri tipi di investimento) connessi ad obiettivi di Art. 46 lettera g; 50% delle spese sostenute per investimenti connessi ad obiettivi di Art. 46 lettera j; 30% di VPC di OP/AOP conseguita nel 2023 e 2024 (15% se conseguita nel 2025 e 2026; 10% a decorrere dal 2027). Grecia, Francia, Italia:

  • possono prevedere finanziamento complementare Fondo di esercizio fino a 50% dei costi non coperti da UE
  • garantiscono che spesa per interventi di cui ad Art. 47 lettere f, g, h non superiore a 1/3 di spesa totale di PO

Altri settori

Art. 66 Stato membro indica nel proprio piano strategico PAC settori in cui attuare interventi di cui ad Art. 47

Art. 67 Stato membro per ogni settore sceglie 1 o più tipi di intervento di cui ad Art. 47 da attuare mediante PO (deve soddisfare condizioni di cui ad Art. 50) approvati da: OP/AOP riconosciute; cooperative costituite su iniziativa di produttori e da questi controllate, configurabili (sulla base di criteri fissati da Stato membro) come gruppi di produttori, che sono tenuti a presentare, oltre PO, un piano di riconoscimento (contenente attività ed obiettivi) che deve portarli a soddisfare entro un periodo massimo di 4 anni (comunque entro 31/12/2027) i requisiti prescritti per riconoscimento di OP (Se entro tale termine, gruppo non è riconosciuto come OP, contributo versato è recuperato)

Tipi di intervento di cui ad Art. 47 lettere c, f, g, h, i non applicati al cotone, semi di ravizzone, colza, girasole, soia. Se Stato membro intende attuare tipi di intervento di cui ad Art. 47 lettera f deve: riconoscere OP/AOP del settore cotone; garantire che spesa per interventi di cui ad Art. 47 lettere f, g, h non superiori a 1/3 della spesa totale di PO

Art. 68 aiuto UE, fino a: 50% delle spese sostenute per vari tipi di intervento di cui ad Art. 67 (parte residua è a carico dei beneficiari), versato ai Fondi di esercizio costituiti da OP/AOP riconosciute (Aiuto elevato a 60% per OP/AOP nei primi 5 anni dal loro riconoscimento); 6% di VPC di ogni OP/AOP o gruppo di produttori

Art. 88 aiuto finanziario UE per tipi di intervento nel settore:

  • vitivinicolo ripartito tra Stati membri in base a quanto riportato in Allegato VII pubblicato su GUCE 435/21 (Ad Italia assegnati 323.883.000 €)
  • apicoltura ripartito tra Stati membri in base a quanto riportato in Allegato X pubblicato su GUCE 435/21 (Ad Italia assegnati 5.166.537 €)
  • olio di oliva dove assegnati ad Italia 34.590.000 €

Stato membro nell’ambito del Piano può decidere di:

  • trasferire queste dotazioni finanziarie in tutto od in parte a pagamenti diretti PAC (decisione vincolante e non soggetta a riesame)
  • utilizzare fino a 3% della dotazione riservata per pagamenti diretti PAC (previa detrazione di quella per cotone) a favore dei tipi di intervento nei settori di cui sopra. Stato membro può incrementare tale percentuale fino a 5%, deducendole da importo massimo di Art. 36 (tale importo non più disponibile per interventi di sostegno accoppiato al reddito)
  • riesaminare entro 31/12/2015 proprie decisioni nel merito

Reg. 126/22 introduce requisiti aggiuntivi per alcuni tipi di intervento specificati dagli Stati membri in PSPAC nei pagamenti diretti a coltivazione di canapa, cotone e settori agricoli di cui ad Art. 42 del Reg. 2115/21 o per le risorse genetiche e benessere di animali. In particolare per canapa prevede ad:

Art. 2 subordinazione nella concessione dei pagamenti per canapa ad utilizzo di sementi certificate riportate nel catalogo UE delle varietà ammissibili al 15 Marzo ed aventi tenore di tetraidrocannabinolo (THC) non superiore per 2 anni consecutivi ai limiti definiti ad Art. 4 di Reg. 2115/21

Art. 3 Stato membro stabilisce sistema di verifica del tenore di THC nella varietà di canapa (Allegato I pubblicato su GUCE 21/22). AGEA conserva dati comprendenti per ogni varietà: tenore di THC rilevato in ogni campione; procedimento usato; numero di prove eseguite; momento di prelievo del campione; misure adottate a livello nazionale

Se la media dei campioni di varietà risulta superiore al tenore di THC, Stato membro applica nell’anno successivo a tali varietà la procedura riportata in Allegato I pubblicato su GUCE 21/22 che vale per domande inviate negli anni successivi, salvo che risultati delle analisi dimostrano tenore di THC inferiore a quello fissato           

Se media dei campioni di una data varietà supera per il 2° anno consecutivo il tenore di THC fissato, Stato membro comunica a Commissione UE denominazione della varietà entro 15 Gennaio anno successivo, stabilendo a partire da tale anno che questa non beneficia di alcun diritto di pagamento diretto (analoga comunicazione a produttori di canapa)

Art. 4 canapa coltivata come coltura intercalare è quella seminata dopo 30 Giugno

Art. 5 ai fini di garantire i controlli, coltura di canapa deve essere mantenuta in condizioni normali di crescita secondo pratiche locali per almeno 10 giorni dopo fioritura (in caso di canapa intercalare almeno fino alla fine del periodo vegetativo), fermo restando possibilità per Stato membro di autorizzare raccolta prima di tale scadenza, purché questa avvenga comunque dopo inizio della fioritura ed ispettori indicano per ogni particella “parti rappresentative che continuano ad essere coltivate fino alla scadenza del termine”

Art. 6, 7, 8, 9, 10 riguardano norme integrative per il cotone da cui Italia è esclusa

Norme comuni applicabili ad interventi nel settore di ortofrutticoli, apicoltura, vitivinicolo, luppolo, olio di oliva ed olive da tavola, altri settori di cui ad Art. 42 del Reg. 2115/21

Art. 11 se Stato inserisce in PSPAC investimenti materiali ed immateriali nei suddetti settori deve provvedere affinché:

  1. tali investimenti utilizzati secondo natura, obiettivi, uso inteso dal beneficiario come riportato nei relativi interventi di PSPAC ed in conformità a Programma operativo (PO) approvato
  2. tali investimenti restano di proprietà o possesso di beneficiario (anche in caso di terreni in affitto) fino al termine del periodo di ammortamento fiscale (comunque almeno 5 anni) a decorrere da data di acquisizione di immobilizzo. Stato membro può prevedere periodo più breve (comunque non inferiore a 3 anni) “ai fini del mantenimento di posti di lavoro creati da micro, piccole, medie imprese”. Se tale periodo superiore a PO, Stato membro provvede a riportare suddetto vincolo a successivo PO

Investimenti attuati nei locali di beneficiario o nei locali dei soci produttori o delle sue filiali (per apicoltori anche fuori dai locali di beneficiario)

Stato membro può:

  • finanziare tali investimenti (attuati anche con contratti di leasing) tramite unico importo o rate secondo quanto previsto in PO
  • prevedere in PSPAC sostegno ad investimenti inerenti:
  1. produzione di energia, purché quantità di energia generata inferiore a quella usata ogni anno per normali attività dal beneficiario;
  2. irrigazione, purché:
    • fissate percentuali minime ad obiettivo del risparmio idrico (inteso come riduzione potenziale ed effettiva del consumo di acqua), tenendo conto delle esigenze definite nei piani di gestione dei bacini idrografici;
    • installato sistema di contatori volti a misurare consumo di acqua a livello aziendale o di unità di produzione;

In caso di miglioramento di impianto di irrigazione esistente o di infrastrutture di irrigazione, purché:

  • in base a valutazione ex ante da parte di beneficiario garantito risparmio idrico potenziale;
  • investimento consegue riduzione effettiva del consumo di acqua in corpi idrici superficiali o sotterranei ritenuti in condizioni non buone nel relativo piano di gestione del bacino idrografico (obiettivo è quello di riportare a stato di buono tali corpi idrici)

In caso di investimento che comporta aumento netto della superficie irrigata incidente su corpo idrico superficiale o sotterraneo, purché:

  • stato del suddetto corpo idrico non ritenuto meno di buono nel relativo piano di gestione del bacino per motivi inerenti quantità di acqua;
  • analisi mostra che investimento non ha impatto negativo significativo su ambiente

In caso di utilizzo di acque affinate come fonte alternativa di approvvigionamento idrico, purché loro utilizzo sia conforme a Reg. 741/2020 e non incida sul corpo idrico superficiale o sotterraneo

In caso di creazione o ampliamento di bacino a fini di irrigazione, purché ciò non comporti impatto negativo significativo su ambiente

  • decidere recupero dell’aiuto UE dal beneficiario se si verifica:
  • cessazione dell’attività da parte del beneficiario con suo trasferimento ad altro soggetto;
  • trasferimento di attività produttiva fuori da area geografica coltivata dal beneficiario o da suoi soci;
  • cambio di proprietà, specie se ciò costituisce indebito vantaggio per impresa od organismo pubblico;
  • ogni altra modifica significativa che altera natura, obiettivi, condizioni di attuazione di intervento in modo tale da comprometterne obiettivi;
  • inosservanza da parte del beneficiario delle condizioni previste da PSPAC (in questo caso si procede al recupero di aiuto UE in proporzione alla durata di inosservanza)
  • decidere di non recuperare aiuto UE se beneficiario cessa attività a causa di fallimento non fraudolento
  • prevedere se socio produttore lascia propria OP o GP che investimento o suo valore residuo sia recuperato dal beneficiario (salvo circostanze eccezionali) ed aggiunto al Fondo di esercizio di OP
  • non prevedere in PSPAC “la mera sostituzione di investimenti coincidenti”, per cui qualora avvenga sostituzione di immobilizzazioni oggetto di aiuto, loro valore residuo deve essere aggiunto al Fondo di esercizio o detratto dal costo di sostituzione
  • non fornire aiuti ad interventi che già ricevono sostegno nell’ambito di PSR

Art. 12 se Stato membro inserisce in PSPAC investimenti volti ad obiettivi agro-climatico-ambientali, questi debbono perseguire uno dei seguenti obiettivi:

  • ridurre attuale uso di fattori di produzione, emissione di sostanze inquinanti o rifiuti nel processo produttivo
  • sostituire uso di energia da fonti combustibili fossili con fonti di energia rinnovabile
  • ridurre rischi ambientali legati ad uso di taluni fattori di produzione o produzione di taluni residui (compresi prodotti fitosanitari, fertilizzanti, letame od altre deiezioni animali)
  • ridurre consumo di acqua
  • essere legati ad investimenti non produttivi necessari per conseguire obiettivi ambientali (v. protezione di habitat, biodiversità)
  • ridurre in modo efficace e misurabile emissioni di gas serra o conseguire sequestro durevole di carbonio
  • aumentare resilienza della produzione ai rischi legati ai cambiamenti climatici
  • conseguire conservazione, uso, sviluppo sostenibile delle risorse zootecniche
  • contribuire alla protezione o miglioramento di ambiente

Investimenti ambientali attuati nei locali del beneficiario o dei soci produttori o delle sue filiali controllate al 90% (per apicoltori ammessi investimenti attuati anche fuori da tali locali) e dimostrata la loro efficacia ex ante tramite specifico progetto o documento da inviare da parte del beneficiario al momento di presentazione di PO o di operazione o di loro modifica, evidenziando “risultati ottenibili mediante attuazione di intervento

Stato membro nel definire entità di aiuto tiene conto dei costi aggiuntivi sostenuti e del mancato guadagno per conseguire obiettivi ambientali, nonché target finali fissati

Stato membro si accerta che beneficiari impegnati nell’attuazione di interventi ambientali (con eventuale cambiamento dei sistemi di produzione) forniscano prove su loro efficacia ed abbiano accesso a conoscenze, informazioni, consulenza adeguata per esecuzione di questi

Stato membro introduce clausola di revisione affinché PO possa essere adeguato in caso di modifiche alle norme di condizionalità

Art. 13 se Stato membro inserisce in PSPAC interventi di orientamento (mai esternalizzati e da indicare in PO), questi debbono perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi:

  • scambiare buone pratiche legate ad interventi di prevenzione e gestione delle crisi
  • promuovere la creazione di nuove OP o fusione di quelle esistenti, favorendo adesione di produttori ad OP e fornendo consulenza a GP per ottenere il riconoscimento come OP
  • creare opportunità di messa in rete per prestatori e destinatari di servizi di orientamento (v. canali di commercializzazione) intesi come strumento per prevenire e gestire le crisi

Prestatore di orientamento è OP, AOP, OTP, GP che beneficia di sostegno per interventi di orientamento, mentre destinatario di orientamento è OP, AOP, OTP, GP, singolo produttore aderente o meno a suddetti organismi

Art. 14 se Stato membro inserisce in PSPAC interventi di promozione, comunicazione, commercializzazione, questi debbono perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi:

  • migliorare grado di conoscenza dei prodotti agricoli e degli elevati standard qualitativi applicabili ai relativi metodi di produzione UE
  • aumentare competitività e consumo di prodotti agricoli UE e di determinati prodotti trasformati in UE ed elevarne il profilo all’interno ed all’esterno di UE per settori diversi dal vitivinicolo
  • sensibilizzare il pubblico relativamente ai regimi di qualità UE dentro e fuori da UE
  • aumentare quota di mercato dei prodotti agricoli UE (in particolare su mercati di Paesi Terzi con maggiore potenzialità di crescita)
  • contribuire in caso di gravi turbative o perdita di fiducia dei consumatori al ritorno a condizioni normali nel mercato di UE
  • sensibilizzare il pubblico sulla produzione sostenibile
  • sensibilizzare consumatori su marchi di fabbrica/commercio di OP, AOP, OTP, GP nel settore ortofrutticolo
  • diversificare, aprire, consolidare mercati per vini UE in Paesi Terzi e sensibilizzare pubblico su qualità intrinseche dei vini UE su tali mercati
  • informare consumatori su consumo responsabile del vino

Art. 10 se Stato membro inserisce in PSPAC interventi relativi a fondi di mutualizzazione deve prevedere condizioni di attuazione per le spese amministrative relative a loro costituzione, finanziamento e rifinanziamento

Spese di costituzione, comunque

Beneficiario può ricevere sostegno per un periodo non superiore a 3 anni per spese amministrative (comprendenti sia aiuto finanziario UE, sia contributo del beneficiario) 1 sola volta nei primi 3 anni di esercizio del Fondo (anche relativo al settore vitivinicolo) entro limite di 20%, 16%, 8% del contributo del beneficiario al capitale del Fondo di esercizio (se sostegno richiesto nel 2° e 3° anno di esercizio, questo è pari a 16% e 8% del contributo del beneficiario al capitale del Fondo)

Art. 16 se Stato membro inserisce in PSPAC interventi relativi a reimpianto di frutteti, oliveti, vigneti a seguito obbligo di estirpazione per ragioni sanitarie o fitosanitarie o in caso di frutteti ed oliveti per adattarsi ai cambiamenti climatici deve provvedere affinché beneficiario rispetti durante attuazione di tali interventi il Reg. 2031/16

Spesa per reimpianto di frutteti od oliveti non oltre 20% di importo totale di PO

Art. 17 se Stato membro inserisce in PSPAC interventi inerenti raccolta verde (cioè raccolta completa di prodotti acerbi, non danneggiati, né commercializzati, da attuarsi durante periodo vegetativo prima che il prodotto raggiunga stadio commerciale) o mancata raccolta (cioè interruzione del ciclo produttivo in corso quando prodotto è ben sviluppato, di qualità leale, sana e mercantile) in tali settori (escluso settore vitivinicolo) deve provvedere affinché questi siano differenti rispetto alle normali pratiche colturali ed interessino 100% della produzione prevista in una determinata particella

Stato membro fissa:

  • termini massimi ed altre condizioni per interventi di raccolta verde per ogni prodotto (o varietà e categoria) presente fisicamente in campo e raccolto prima della sua maturazione;
  • per settori diversi dal vitivinicolo, importo di indennità per ha. di raccolta verde e mancata raccolta (comprensivi di aiuto UE e del contributo di OP) ad un livello tale da non coprire oltre 90% del massimale del sostegno concesso per ritiri dal mercato non destinati alla distribuzione gratuita

Beneficiario comunica in anticipo ad Autorità competente intenzione di eseguire raccolta verde o mancata raccolta

Stato membro stabilisce in PSPAC:

  • modalità di applicazione dei suddetti interventi (v. tempistica, importo di indennità concedibile, elenco prodotti ammissibili)
  • divieto di concedere sostegno a prodotti ortofrutticoli se parte significativa della raccolta già effettuata nel caso di raccolta verde o prelevata in caso di mancata raccolta

Stato membro garantisce che:

  • superficie interessata coltivata correttamente, dove non eseguita alcuna raccolta pur se prodotto si manifesta ben sviluppato, non danneggiato, di qualità sana, leale e mercantile
  • prodotti raccolti non sono stati denaturati
  • non si verifichi impatto ambientale o conseguenze fitosanitarie negative derivanti da intervento di cui OP è responsabile
  • superficie oggetto di vendemmia verde esclusa dal calcolo dei limiti di resa stabiliti nel disciplinare di produzione dei vini DOC, DOCG, IGT
  • raccolta verde, per piante ortofrutticole aventi periodo di raccolta superiore ad 1 mese, può attuarsi dopo inizio di normale raccolta, mentre mancata raccolta attuata anche se produzione commerciale già prelevata da superficie interessata durante ciclo normale di produzione, fermo restando che in tal caso indennità compensa solo: produzione non commercializzata da raccogliere nelle 6 settimane successive ad avvio operazioni di raccolta; piante non utilizzate “ai fini di ulteriore produzione nello stesso periodo vegetativo”
  • interventi di raccolta verde o mancata raccolta non applicati simultaneamente allo stesso prodotto o superficie ortofrutticola in un certo anno

Art. 18 se Stato membro inserisce in PSPAC assicurazione del raccolto e della produzione può concedere finanziamento nazionale complementare fino ad un sostegno massimo di: 80% dei costi dei premi assicurativi versati dai produttori a copertura delle perdite; 100% della perdita di reddito, tenendo conto di ogni altra indennità percepita del produttore al riguardo

Art. 19 se Stato membro inserisce in PSPAC interventi a favore di ritiri dal mercato con destinazione diversa da distribuzione gratuita deve accertarsi che prodotto disponibile “non immagazzinabile in maniera duratura al normale stadio commerciale senza refrigerazione” (Esclusi prodotti animali e prodotti del settore zucchero) sia ritirato in modo definitivo dal mercato senza esservi reimmesso a fini alimentari

Art. 20 se Stato membro inserisce in PSPAC interventi di magazzinaggio collettivo deve prevedere ritiro temporaneo dal mercato di un prodotto a completa maturazione in un periodo di pressione del mercato, adottando norme volte a garantire che prodotto sia immagazzinato sotto responsabilità di beneficiario in condizioni tali da preservarne il valore commerciale e nel rispetto delle norme sanitarie (prodotti freschi con breve periodo di conservazione immagazzinati congelati o trasformati)

Stato membro definisce: durata minima di magazzinaggio; importo massimo di indennità per unità di prodotto e per giorno di magazzinaggio (finanziabile con Fondo di esercizio, comunque inferiore a spesa per magazzinaggio fisico del prodotto ad attuale prezzo di mercato, con esclusione delle spese di congelamento o trasformazione e della “potenziale svalutazione del prodotto”); condizioni di magazzinaggio; procedure di controllo (anche in loco) al fine di garantire non sostituzione dei prodotti e rispetto delle condizioni e del periodo di magazzinaggio

Art. 21 Stato membro prevede erogazione di aiuti in base a: costi effettivi sostenuti dal beneficiario, tenendo conto dei documenti giustificativi presentati per attuare interventi di PSPAC; tassi forfetari fissi o tabelle standard di costi unitari  o somme forfetarie (al riguardo tenere conto di: specificità regionali o locali e documenti giustificativi attestanti che calcolo rispecchia prezzo di mercato di operazione in questione; periodico riesame dei suddetti valori in base ai mutamenti economici)

Nel settore ortofrutticolo, Stato membro deve rispettare importi massimi di spesa e costi di condizionamento pagati in relazione ad interventi di PSPAC fissati in Allegati V e VI pubblicati su GUCE 20/22

Se Stato membro inserisce in PSPAC interventi relativi a ristrutturazione e riconversione dei vigneti (RRV) e/o investimenti in cantina deve definire importo di aiuto in base a tabella standard dei costi per unità di superficie effettivamente misurata. Escluso aiuto UE per distillazione dei sottoprodotti della vinificazione

Art. 22 tipi di spesa coperti dagli interventi di cui sopra non riguardano: IVA, salvo caso in cui questa non sia recuperabile in base a normativa nazionale; spese elencate in Allegato II pubblicato su GUCE 20/22

Stato membro può inserire in PSPAC condizioni per riconoscere le spese di cui ai precedenti Art. 11 e 12 nel limite rispettivamente del 15% e 2% della spesa prevista per Programmi operativi (PO), in modo da garantire perseguimento efficace degli obiettivi specifici per settore ortofrutticolo e vitivinicolo

Art. 23 costi per personale (anche assunto a contratto) sostenuti dal beneficiario o da cooperativa aderente ad OP sono ammessi al sostegno UE se relativi a preparazione, attuazione, monitoraggio di specifici interventi finanziati in base a quota di ore lavorative prestate per attuare tali interventi, purché beneficiario invia documenti giustificativi contenenti: dettaglio del lavoro svolto; spesa sostenuta per personale valutata in modo indipendente ed oggettivo, comunque mai superiore ai costi di mercato “per stessa tipologia di servizi” (tariffa oraria da applicare calcolata dividendo per 1720 ore ultimo costo salariale annuo lordo documentato o su base proporzionale per personale a tempo parziale)

Per interventi di promozione, comunicazione (anche svolti da Organizzazioni interprofessionali in Paesi Terzi) spese amministrative e per personale mai superiori a 50% del costo complessivo di intervento. Costi amministrativi sostenuti da filiale o cooperativa aderente ad OP ammessi se relativi alla preparazione, attuazione, monitoraggio di intervento, comunque non oltre 4% del costo totale di intervento. Costi di audit esterni ammessi se effettuati da Organismi esterni indipendenti e qualificati

Stato membro può prevedere in PSPAC applicazione di tasso forfetario fisico per riconoscimento dei costi amministrativi o di personale connessi alla gestione del Fondo operativo per preparazione, attuazione, monitoraggio del PO fino a 2% del Fondo approvato comprendente aiuto UE e contributo di OP

Art. 24 OP, AOP, OTP, GP riconosciuti per determinati prodotti che rappresentano oltre 50% del valore di tutti i prodotti commercializzati da tali Organizzazioni provenienti dai loro soci o da soci di altre OP, AOP possono beneficiarie del sostegno di cui ad Art. 25

Art. 25 se Stato membro inserisce in PSPAC interventi per ritiro dal mercato dei prodotti può fissare spese di trasporto per distribuzione gratuita dei prodotti ritirati nell’ambito di PO in base a tabella di costi unitari definiti in funzione della distanza tra luogo di ritiro e luogo di consegna per distribuzione fino a 750 km. purché pagate dalla parte che ha sostenuto onere del trasporto ed attestate da documenti giustificativi che evidenziano: denominazione di OP, AOP, OTP, GP; quantitativo dei prodotti in questione; presa in consegna del prodotto da parte dei destinatari; mezzi di trasporto usati; distanza tra luogo di ritiro e di consegna

Condizionamento dei prodotti ritirati dal mercato per distribuzione gratuita attuata mediante imballaggi recanti emblema UE, corredati da dicitura di cui in Allegato V pubblicato su GUCE 20/22 e suo pagamento subordinato ad invio di documenti attestanti: denominazione di OP, AOP, OTP, GP; quantitativo dei prodotti in questione

Art. 26 somma delle spese di trasporto e condizionamento dei prodotti ritirati per distribuzione gratuita aggiunta ad importo del sostegno per ritiri dal mercato mai superiore al prezzo medio di mercato del prodotto in questione “nella fase di uscita da OP” nei 3 anni precedenti, eventualmente anche a seguito di trasformazione

Stato membro può fissare massimali di sostegno (comprensivi del sostegno UE) del contributo nazionale e di eventuali contributi di OP, AOP, OTP, GP comunque inferiore a 40% dei prezzi medi di mercato nella fase di uscita da OP dei prodotti in questione nei 5 anni precedenti in caso di distribuzione gratuita (3 anni in caso di altre destinazioni)

Se OP, AOP, OTP, GP ha ricevuto da terzi un’indennità per prodotti ritirati, sostegno viene ridotto di un importo equivalente, escludendo comunque prodotti immessi nel circuito commerciale

Quota di ritiro dal mercato di un determinato prodotto in un certo anno non destinata a distribuzione gratuita:

  • non superiore a 10% del volume medio della produzione commercializzata da OP, AOP, OTP, GP nei 3 anni precedenti
  • in caso di prodotti ortofrutticoli, somma delle percentuali suddette in 3 anni consecutivi mai superiore a 15% della produzione commercializzata di OP, AOP, OTP, GP nei 2 anni precedenti

In mancanza di dati sul volume commercializzato negli anni precedenti, fare riferimento al volume di produzione commercializzata ai fini del riconoscimento di OP, AOP, OTP, GP

Per prodotti riportati in Allegato V pubblicato su GUCE 20/22 sostegno per ritiro dal mercato (comprensivo di aiuto UE e contributo di OP) mai superiore ad importi indicati in tale Allegato

In caso di distribuzione gratuita ad Enti caritativi, contributo UE limitato ad importo dovuto per prodotti smaltiti come sopra i cui costi di condizionamento sono quelli di cui al successivo Art. 33

Art. 27 se Stato membro inserisce in PSPAC interventi per ritiro dal mercato dei prodotti in questione deve definirne le destinazioni possibili, garantendo che questo non provochi impatti ambientali negativi, né conseguenze finanziarie negative su richiesta di Organizzazioni di beneficenza o Enti caritativi.

Stato membro può consentire erogazione di contributi ai destinatari finali dei prodotti ritirati dal mercato, purché tali questi tengono una contabilità separata al riguardo.

Stato membro può autorizzare pagamento in natura ai trasformatori dei suddetti prodotti da parte di beneficiari della distribuzione gratuita se questa copre solo le spese di trasformazione e sono adottate misure atte a garantire che prodotti trasformati destinati al consumo da parte dei destinatari finali

Stato membro adotta misure in grado di facilitare contratti tra OP ed Organizzazioni beneficenza ed Enti caritativi

Stato membro può autorizzare cessione dei prodotti ritirati dal mercato ad industria per loro trasformazione in prodotti non alimentari, purché adottate misure per evitare distorsioni di concorrenza ai danni di industrie UE interessate o che prodotti ritirati reimmessi nel circuito commerciale alimentare (v. alcole ottenuto da distillazione usato solo per scopi industriali od energetici)

Art. 28 destinatari dei prodotti ritirati dal mercato per distribuzione gratuita o meno si impegnano a:

  • rispettare norme di commercializzazione di cui al Reg. 1308/13
  • tenere contabilità di magazzino distinta per operazioni di ritiro dal mercato. Stato membro può escludere da tale obbligo soggetti che ricevono quantitativo di prodotto inferiore a massimale fissato
  • sottoporsi ai controlli previsti da normativa UE e nazionale
  • presentare certificato di presa in consegna attestante che prodotti ritirati sono presi in consegna da terzi ai fini di loro distribuzione gratuita o di non richiedere aiuti complementari per alcole ottenuto dai prodotti ricevuti

Art. 29 prodotto ritirato dal mercato per destinazioni diverse dalla distribuzione gratuita deve essere conforme a norme di commercializzazione di cui al Reg. 1308/13 (in caso di ortofrutticoli ritirati alla rinfusa occorre rispettare i requisiti minimi della categoria II di cui al Reg. 543/11; in mancanza di questi rispettare i requisiti minimi riportati in Allegato VI pubblicato su GUCE 20/22 o i requisiti complementari fissati da Stato membro)

Art. 30 Stato membro, se nei 3 anni successivi al riconoscimento non dispone dei dati relativi alla produzione commercializzata nei 3 anni precedenti da OP, AOP, OTP, GP, accetta il valore della produzione commercializzata (VPC) in 12 mesi comunicato da OP, AOP, OTP, GP (anche ai fini del riconoscimento), purché questi dimostrano di avere “la capacità effettiva di commercializzare tale prodotto per conto dei soci produttori”

Art. 31 VPC di OP, AOP, OTP, GP è calcolata in base alla produzione oggetto di riconoscimento immessa sul mercato (allo stato fresco o al primo stato di trasformazione se venduta alla rinfusa, con esclusione dei costi di ulteriori trasformazioni o condizionamenti o del valore dei prodotti finali trasformati), comprendendo nel caso dei settori di cui ad Art. 42 del Reg. 2115/21 il valore della produzione oggetto di contratti negoziati da OP, AOP, OTP, GP per conto dei loro soci (Nel caso di AOP, VPC calcolata in base a VPC di OP, OTP, GP socie). Stato membro indica in PSPAC m

modalità di calcolo di VPC per ogni settore, compreso:

  • eventuale inclusione del valore dei sottoprodotti;
  • valore dei ritiri dal mercato per distribuzione gratuita, calcolato in base al prezzo medio degli stessi prodotti venduti da OP, AOP, OTP, GP nello stesso periodo;
  • valore della produzione venduta dai soci produttori, anche tramite altra OP, AOP, OTP, GP (evitare doppio conteggio)

VPC è quella fatturata nella fase di uscita da OP, AOP, OTP, GP (o, in deroga, da loro filiali controllate per il 90% delle quote o del capitale o dei loro soci produttori, previo assenso di Stato membro) pronta alla commercializzazione, con esclusione di IVA e spese di trasporto interne di OP, AOP, OTP, GP.   Se si fa ricorso a terzi, VPC calcolata nella fase di uscita da OP, AOP, OTP, GP compreso valore aggiunto di attività esternalizzata

VPC dei prodotti ortofrutticoli trasformati da OP, AOP o dai loro soci produttori/filiali direttamente o mediante terzi è calcolata applicando al valore fatturato di tali prodotti trasformati un tasso pari a: 53% per succhi di frutta; 73% per succhi concentrati; 77% per concentrato di pomodoro; 62% per ortofrutticoli congelati; 48% per conserve di frutta e verdura; 70% per funghi in scatola Agaricus Bisporus ed altri funghi coltivati conservati in salamoia; 81% per frutta conservata in salamoia e frutta essiccata; 27% per ortofrutticoli trasformati diversi dai precedenti; 12% per erbe aromatiche trasformate; 41% per paprika in polvere

In caso di riduzione della produzione a causa di calamità naturale, avversità atmosferiche, miopatie, epizoozie, infestazioni parassitarie, eventuali indennizzi percepiti al riguardo nell’ambito di misure di assicurazione della produzione o misure equivalenti gestite da OP, AOP, OTP, GP possono essere inclusi in VPC per un periodo di 12 mesi in cui effettivamente versati

Art. 32 Stato membro determina per ogni OP, AOP, OTP, GP per periodo di 12 mesi decorrente da 1 Gennaio precedente di 3 anni quello di richiesta di aiuto e terminante entro 31 Dicembre anno precedente quello di richiesta di aiuto.

Stato membro decide se massimale di aiuto UE per il Fondo di esercizio è calcolato ogni anno in base a:

  • VPC del periodo di riferimento da parte di produttori aderenti a OP, AOP, OTP, GP al 1 Gennaio anno di richiesta di aiuto;
  • valore effettivo della produzione commercializzata nel periodo di riferimento di OP, AOP, OTP, GP

Se per un prodotto si determina una diminuzione di oltre 35% di VPC in un dato anno rispetto a media dei 3 anni precedenti dovuta a:

  • motivi non imputabili a responsabilità di OP, AOP, OTP, GP (VPC di tale prodotto comunque pari a 65% del valore medio registrato nei 3 anni precedenti), o
  • calamità naturali, avversità climatiche, fitopatie, infestazioni di organismi nocivi non imputabili a responsabilità di OP, AOP, OTP, GP (VPC di tale prodotto comunque pari a 85% del valore medio registrato nei 3 anni precedenti),

VPC di tale prodotto pari a 100% del valore medio registrato nei 3 anni precedenti, purché OP, AOP, OTP, GP dimostra a Stato membro che: suddetti motivi non sono imputabili a sua responsabilità ed esulano dal suo controllo; sono state adottate le misure preventive necessarie

Art. 33 pagamento ad OP, AOP, OTP, GP delle spese connesse ai costi di condizionamento degli ortofrutticoli ritirati dal mercato a fini di distribuzione gratuita se questi previsti nel quadro di PO

Art. 34 Stato membro nel fissare livello di aiuto finanziario nazionale (AFN) calcola livello di organizzazione presente in una data Regione in base al valore dei prodotti ortofrutticoli commercializzati da OP riconosciute in tale Regione. Elenco delle Regioni ricadenti in tale situazione non modificato per almeno 5 anni, salvo che la modifica non sia giustificata per “motivi non aventi alcun nesso con il calcolo del livello di OP della Regione in oggetto”. Stato membro comunica a Commissione UE entro 31 Gennaio Elenco di Regioni ed importo di AFN concesso ad OP di tali Regioni

OP che intende presentare domanda di AFN modifica, se necessario, il proprio PO

Art. 35 limite del 5% della VPC ortofrutticola è calcolato in base a media dei volumi complessivi dei prodotti oggetto di riconoscimento commercializzati da OP nei 3 anni precedenti. Per OP di recente riconoscimento prendere in esame VPC riportata nella domanda di riconoscimento o se OP è stata in precedenza un GP dati equivalenti di GP

Art. 36 per alveare si intende “unità che contiene colonia di api per produzione di miele, altri prodotti di apicoltura o materiale riproduttivo e tutti gli elementi necessari alla sopravvivenza delle api”

Art. 37 numero di alveari pronti allo svernamento presenti in Stato membro tra 1 Settembre e 31 Dicembre è calcolato in base a metodo affidabile e consolidato riportato in PSPAC

Art. 38 comunicazione annuale del numero di alveari effettuata entro 15 Giugno a partire dal 2023

Art. 39 contributo minimo UE per spese inerenti ad interventi nel settore di apicoltura riportati in PSPAC pari a 30%

Art. 40 Stato membro stabilisce quali operatori vitivinicoli possono beneficiare degli interventi riportati in PSPAC (comprese OP, AOP, Organizzazioni professionali, Associazioni temporanee o permanenti di 2 o più produttori di vino, Organizzazioni interprofessionali, ma esclusi Organismi di diritto pubblico), fermo restando che viticoltori sono gli unici beneficiari degli interventi di riconversione e ristrutturazione dei vigneti (RRV), vendemmia verde, assicurazione del raccolto, mentre Organismi di diritto pubblico sono beneficiari del sostegno per le azioni intraprese da Organizzazioni interprofessionali o per azioni di informazione, promozione, comunicazione realizzate in Paesi Terzi

Nessun sostegno concesso a produttori che coltivano impianti illegali e superfici vitate prive di autorizzazione

Art. 41 se Stato membro inserisce in PSPAC sostegno al reimpianto di vigneti estirpati obbligatoriamente, spesa relativa mai superiore a 15% spesa per RRV (esclusi costi di estirpazione e compensazione per mancato guadagno)

Art. 42 superficie vitata è “delimitata dal perimetro esterno dei ceppi di vite a cui si aggiunge una fascia cuscinetto di larghezza pari a 50% della distanza tra filari”. Se Stato membro decide di verificare costi ammissibili delle operazioni di RRV e vendemmia verde in base a tabella standard definita su unità di misura diversa dalla superficie o su documenti giustificativi presentati da beneficiario, Autorità competenti possono decidere di non misurare superficie vitata

Art. 43 aiuto massimo concedibile ad ogni OP del luppolo calcolato in proporzione alla superficie coltivata a luppolo dai soci produttori avente densità uniforme di almeno 1.500 piante/ha. in caso di puntellatura doppia o di 2.000 piante/ha. in caso di puntellatura semplice (superficie sempre delimitata da linea di fili esterni di ancoraggio dei puntelli). Se lungo tale linea presente piante di luppolo, riconosciuto ad ogni lato della particella un corridoio di servizio non ubicato sulla pubblica via di larghezza pari a quella media di interfilare della suddetta superficie (Tale superficie può comprendere 2 particelle situate ad estremità dei filari necessarie alla manovra delle macchine agricole di lunghezza inferiore a 8 m.). Escluse superfici piantate con giovani piante di luppolo coltivate principalmente come piante da vivaio

Art. 44 Stato membro può prevedere che intervento di ricostituzione di bestiame in stalla a seguito di macellazione obbligatoria per motivi sanitari o per perdite dovute a calamità naturale sia attuato solo previa adozione di misure di controllo delle malattie e se tali spese inferiori a 20% della spesa totale di PO