SOCIETA’ COOPERATIVE

SOCIETA’ COOPERATIVE (D.Lgs. 1577/47; Legge 59/92, 44/94, 266/97, 112/02, 40/07, 99/09, 205/17; D.M. 27/7/14, 11/6/21)  (coop10)

Soggetti interessati:

Ministero Sviluppo Economico (MISE), Ministero Lavoro e Politiche Sociali (MILPOS), Comitato Interministeriale per Credito e Risparmio (CICR).

Soci di cooperative, con esclusione delle banche popolari, cooperative di assicurazione, società di mutua assicurazione.

Iter procedurale:

Chiunque può dar vita ad una società cooperativa, purché:

  • nella denominazione venga riportata “indicazione di società cooperativa”. Vietato per società che non ha scopo mutualistico utilizzare parola cooperativa;
  • costituita da almeno 9 persone. Se tale numero scende, occorre procedere entro 1 anno a reintegrazione, pena scioglimento della cooperativa. Per cooperative di consumo: numero minimo è 50; per cooperative produzione e lavoro: numero minimo 25, ridotto a 15 nel caso di concorso per  pubblici appalti. Per piccole cooperative, numero soci compreso tra 3 e 8 (In denominazione riportare dicitura “piccola società cooperativa”) che può trasformarsi in società cooperativa aumentando soci;
  • persone aderenti a cooperative produzione debbono avere “l’arte ed il mestiere corrispondenti” (v. coltivatori). Escluse persone che conducono imprese identiche a cooperative (imprenditori agricoli ammessi a cooperative conduzione terreni, purché manodopera nucleo familiare superiore a necessità azienda). Ammessi a soci “elementi tecnici e amministrativi nel numero strettamente necessario al buon funzionamento dell’Ente”;
  • costituita in forma di società a capitale variabile con scopo mutualistico;
  • valore nominale di ciascuna quota od azione non inferiore a 25 € né superiore a 500 €;
  • limite massimo della quota posseduto dal singolo socio fissato in 40.000 €, con esclusione delle cooperative di trasformazione, conservazione e commercializzazione prodotti agricoli o di quelle di produzione e lavoro il cui limite elevato a 60.000 €. Conferimenti in natura non rientrano nel calcolo;
  • soci sovventori della cooperativa non debbono possedere più di 1/3 del capitale sociale e non rappresentare maggioranza degli amministratori. Statuto può stabilire condizioni di favore nella ripartizione degli utili o liquidazione delle quote a favore di soci sovventori (Maggiorazione non superiore a 2% rispetto socio ordinario);
  • iscritte in apposito Albo nazionale tenuto a cura di Ministero Sviluppo Economico, presso cui depositano ogni anno bilanci;
  • approvato programma pluriennale di sviluppo ed ammodernamento della cooperazione, che può prevedere eventuale emissione di “azioni di partecipazione cooperativa” al portatore nella misura massima delle riserve indivisibili o del patrimonio netto “desumibile dall’ultimo bilancio certificato”; tali non hanno diritto di voto, ma sono privilegiate nella ripartizione degli utili (Maggiorazione del 2%) o nel rimborso del capitale al momento scioglimento della cooperativa (Diritto di prefazione fino ad intero valore nominale delle azioni) o nella riduzione del capitale sociale (Valore azioni rimane inalterato). Annualmente assemblea soci approva stato avanzamento programma. Azioni di partecipazione offerte per almeno 50% a soci o dipendenti della cooperativa. Soci con “azioni di partecipazione” possono promuovere Assemblea speciale che:
  • elegge proprio rappresentante nell’Assemblea della cooperativa, con il compito di esaminare delibere  (Può impugnare delibere), visionare libri sociali, verificare esecuzione programma;
  • decide di costituire fondo a tutela interessi soci;
  • quota utili della cooperativa destinata ad aumento gratuito del capitale sociale sottoscritto e versato da soci ordinari o sovventori o a rivalutazione delle azioni. Tali utili non rientrano nel reddito imponibile IRPEF ed esente da ILOR fino a 20.000 € di versamento (40.000 € nel caso di cooperative agricole di trasformazione e commercializzazione);
  • almeno 20% degli utili destinata a fondo riserva ed almeno 3% al fondo costituito presso Associazioni Nazionali per sviluppo della cooperazione. Cooperative che non aderiscono ad Associazioni Nazionali versano quota al fondo istituito presso Ministero Lavoro entro 300 giorni da data di chiusura esercizio mediante Modello F24, utilizzando codice tributo 3012 denominati “Quota 3% degli utili di esercizio ed interessi – art. 11 comma 4 e 6 Legge 59/92”;
  • quota residui “destinata a fini mutualistici”;
  • nel caso di recesso, morte od esclusione del socio: rimborso della quota versata;
  • patrimonio residuo della cooperativa in liquidazione destinato a fondo Associazioni Nazionali.

Cooperative a mutualità prevalente debbono riportare nello statuto:

  1. divieto distribuzione dividendi in misura superiore ad interesse massimo buoni postali + 2,5 punti rispetto a capitale versato;
  2. divieto di remunerare strumenti finanziari offerti in sottoscrizione a soci in misura superiore a 2 punti rispetto a limite massimo previsto per dividendi;
  3. divieto distribuzione delle riserve tra soci;
  4. svolgimento della loro attività prevalentemente a favore dei soci, consumatori o utenti, avvalendosi prevalentemente delle prestazioni lavorative o degli apporti di beni o servizi di soci;
  5. in caso scioglimento cooperativa, obbligo di devoluzione di intero patrimonio sociale dedotto capitale sociale e dividendi eventualmente maturati a fondi mutualistici per promozione e sviluppo della cooperazione.

Eventuali modifiche statutarie prese a maggioranza in assemblea straordinaria di cooperativa.

Si hanno Consorzi di società cooperative, qualora:

  1. numero cooperative costituenti non inferiori a 3;
  2. capitale sociale di almeno 500 € di cui 250 € versato (Per consorzi cooperative pescatori: limiti ridotti al 50%). Quote partecipazione singole cooperative comprese tra 25 € e 500 €.

Legge 205/17 ad art. 1 commi 238-241 stabilisce che:

  • società cooperative che ricorrono al prestito sociale debbono impiegare le somme raccolte in operazioni funzionali al perseguimento dello scopo sociale
  • articolo 2467 del Codice Civile (cioè “rimborso a soci postergato rispetto alla soddisfazione di altri creditori”) non viene applicato in caso di somme versate alla cooperativa a titolo di prestito sociale
  • CICR (integrato da rappresentante di Banca d’Italia) definisce i limiti della raccolta del prestito sociale da parte delle cooperative e le relative forme di garanzia, tenendo conto dei seguenti criteri:
  1. ammontare del prestito non superiore a 3 volte il valore del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio di esercizio approvato, con possibilità di: graduale adeguamento delle cooperative vigenti a tale limite entro tre anni; estendere tale limite ad altri casi, a tutela degli interessi dei soci prestatori
  2. durante un periodo transitorio di 3 anni il rispetto del suddetto limite è condizione necessaria per la raccolta di ulteriore prestito rispetto ad ammontare dell’ultimo bilancio approvato al 31/12/2017
  3. qualora l’indebitamento nei confronti di soci supera i 300.000 € o l’ammontare del patrimonio netto della società, il complesso dei prestiti sociali deve essere coperto fino al 30% da garanzie reali o personali rilasciate da soggetti vigilati, o tramite la costituzione (con delibera) di un patrimonio separato, o mediante adesione della cooperativa ad uno schema di garanzia dei prestiti sociali che assicuri il rimborso di almeno il 30% del prestito stesso (ammesso un regime transitorio di 2 esercizi per adeguare le cooperative a tali prescrizioni)
  4. obblighi di informazione/pubblicità da parte delle cooperative che ricorrono al prestito sociale in misura eccedente i limiti di cui sopra, al fine di tutelare soci, creditori, terzi
  5. modelli organizzativi e procedure per la gestione del rischio che le cooperative devono adottare qualora il ricorso al prestito sociale assume un valore assoluto significativo (almeno due volte il patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio approvato)

Legge 205/17 art. 1 comma 244 modifica la normativa antimafia, stabilendo che nelle società di capitali (anche consortili), società e consorzi di cooperative, le disposizioni antimafia siano applicate al legale rappresentante, agli eventuali componenti degli Organi di amministrazione, nonché ad ogni socio che detiene (anche indirettamente) una quota di partecipazione pari almeno al 5%.

Legge  205/17 art. 1 comma 936 al fine di contrastare l’evasione fiscale ed agevolare l’accertamento e la riscossione da parte della Agenzia delle Entrate si procede a:

  • cancellare, sentita la Commissione centrale dall’Albo nazionale, con conseguente devoluzione del patrimonio sociale, le cooperative che si sottraggono alle attività di vigilanza o non rispettano le finalità mutualistiche
  • applicare una maggiorazione pari a 3 volte il contributo biennale dovuto, nei confronti delle cooperative che non ottemperano senza giustificato motivo alla diffida impartita in sede di vigilanza
  • comunicare lo scioglimento della cooperativa entro 30 giorni a MISE e ad Agenzia delle Entrate
  • nominare, previa diffida, se accertate 1 o più irregolarità in sede di vigilanza, un Commissario, nella persona del legale rappresentante o di un componente dell’Organo di controllo societario, che si sostituisce agli organi amministrativi della cooperativa limitatamente al completamento degli adempimenti prescritti

Istituito, presso MILPOS, l’Albo delle cooperative, suddiviso nelle seguenti sezioni: cooperative di consumo; cooperative di produzione e lavoro; cooperative agricole; cooperative edili; cooperative di trasporto; cooperative della pesca; cooperative miste; cooperative sociali (tali cooperative sono iscritte nella Sezione dove svolgono attività); cooperative a mutualità prevalente (o società di mutuo soccorso).

Cooperativa invia comunicazione unica (Modello predisposto da Ministero Sviluppo Economico) ad Ufficio registro delle imprese, che consente di assolvere obblighi di iscrizione ad Albo delle società cooperative, obblighi previdenziali, assistenziali, fiscali (ottenimento codice fiscale e partita IVA), allegando:

  • copia atto costitutivo;
  • elenco soci con indicazione generalità e professione esercitate da ognuno;
  • elenco nominativo degli amministratori, sindaci, direttori, specificando legale rappresentante;
  • copia di eventuali regolamenti interni;
  • certificazione antimafia per ciascun amministratore, sindaco, direttore in carica.

Ufficio registro rilascia ricevuta che consente avvio attività e trascrive comunicazione unica in Albo (analogo procedimento in caso di cancellazione da registro o sua trasformazione in altra forma societaria).

MILPOS pubblica ogni 2 anni elenco cooperative e consorzi iscritti.

Mancata iscrizione ad Albo implica perdita di ogni agevolazione contributiva e fiscale.

Cooperativa comunica ogni anno notizie di bilancio ad Organismo gestore Albo, evidenziando se ricavi di vendita di beni e prestazione di servizi a soci superiori a 50% di totale ricavi o se costo lavoro di soci superiore a 50% costo lavoro, o se costo produzione per servizi o beni conferiti da soci superiore a 50% costo totale dei servizi o merci e materie prime acquistate. Si mantiene scopo mutualistico di cooperativa se dimostrata esistenza simultanea di una pluralità di queste condizioni.

Cooperativa che perde qualifica di “cooperativa a mutualità prevalente” per il mancato rispetto delle condizioni di prevalenza di cui sopra, deve segnalarlo ad Organismo tenuta Albo (analogamente se anno successivo bilancio dimostra rientro nei parametri della prevalenza) affinché modificata sezione di iscrizione cooperativa in Albo.

MILPOS vigila su regolare attività cooperative iscritte mediante:

  • ispezioni straordinarie. Ogni volta che si ritiene necessario;
  • ispezioni ordinarie da attuarsi: ogni anno per cooperative e consorzi con fatturato oltre 15.000.000 € o che detengono partecipazione in società a responsabilità limitata o cooperative edilizie di abitazione iscritte ad Albo; ogni 2 anni per le altre. Cooperative con fatturato di oltre 40.000.000 €, o partecipanti a società con riserve superiori a 1.500.000 €, o che raccolgono prestiti da soci superiori a 1.500.000 €, oltre ad ispezione annuale, debbono far certificare bilancio da società di revisione.

Tali ispezioni non impediscono controlli di altri Enti Pubblici.

Ispezioni hanno il compito di verificare:

  1. osservanza norme legislative e statutarie;
  2. sussistenza requisiti per usufruire agevolazioni fiscali o pubbliche;
  3. regolare tenuta contabilità;
  4. regolare svolgimento attività cooperativa;
  5. consistenza patrimoniale, stato delle attività e passività.

Cooperativa mette a disposizione documenti, registri, libri contabili … degli ispettori, che al termine redigono verbale da far sottoscrivere a legale rappresentante cooperativa, con eventuali osservazioni.

Copia verbale inviata ad Associazione Nazionale o MISE che provvede ad annotare rilievi su registro prefettizio o schedario generale.

Se riscontrate irregolarità, MISE entro 30 giorni diffida cooperativa a regolarizzare posizione entro termine stabilito. Se ciò non avviene, MISE decide cancellazione da registro prefettizio e schedario generale e revoca agevolazioni.

Su richiesta di almeno 1/3 dei soci, purché non in mora per mancati conferimenti o inadempienze, è possibile esaminare libri delle assemblee o comitato esecutivo.

Nella relazione annuale ad Assemblea soci, Presidente e Collegio sindacale evidenzia “criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento degli scopi statutari”.

Legge 99/09 istituisce “Associazione italiana di studi cooperativi Luigi Luzzatti”, con sede in Roma, avente personalità giuridica ed unico socio MISE, con il compito di favorire formazione, promozione, vigilanza in tema di cooperazione

Entità aiuto:

Contributo per spese di controllo fissato in base a fatturato, numero dei soci, capitale sociale

Legge 112/02 ad art. 1 comma 460, come modificato da Legge 122/16, stabilisce che non si applica alle società cooperative e loro consorzi a mutualità prevalente, iscritte ad Albo delle cooperative, l’art. 12 di Legge 904/1977, che stabilisce la non partecipazione alla formazione del reddito imponibile di queste delle somme destinate alle riserve indivisibili nel limite di:

  • 20% di utili netti annuali per le cooperative agricole, cooperative della piccola pesca e loro Consorzi
  • 40% di utili netti annuali per altre tipologie di cooperativa e loro Consorzi
  • 50% di utili netti annuali per Consorzi agrari
  • 65% di utili netti annuali per società cooperative di consumo e loro consorzi

purché venga esclusa possibilità di una loro distribuzione ai soci, sotto qualsiasi forma, sia durante  la vita di Ente, sia all’atto del suo scioglimento.

MISE con D.M. 11/6/2021 stabilisce che contributo dovuto entro 16/11/2021 per svolgimento di attività di vigilanza su società cooperative, banche di credito cooperativo, società mutuo soccorso (strutture) nel periodo 2021/2022 è pari a:

  • per società cooperative: importi fissati in Tabella di Art. 1 pubblicata su G.U. 197/21 tenendo conto del capitale sottoscritto e fatturato (cioè valore della produzione). Nel caso di cooperative edilizie il fatturato è determinato prendendo a riferimento il maggior valore tra eventuale incremento di immobile e la voce valore della produzione nel conto economico. Tali contributi sono maggiorati di: 50% per le cooperative soggette a revisione annuale e per le cooperative iscritte ad Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e loro Consorzi qualora abbiano già realizzato od avviato un programma edilizio; 30% per le cooperative sociali; 10% per cooperative edilizie di abitazione e loro Consorzi;
  • per banche di credito cooperativo: importi fissati in Tabella di Art. 2 pubblicata su G.U. 197/21 tenendo conto di numero dei soci e totale di attivo
  • per società di mutuo soccorso: importi fissati in Tabella di Art. 3 pubblicata su G.U. 197/21 tenendo conto di numero dei soci e contributi mutualistici

Contributo applicato per fascia di appartenenza purché posseduti al 31/12/2020 tutti i requisiti prescritti per fascia di riferimento da tali strutture (superamento anche di 1 solo parametro, comporta pagamento di contributo relativo alla fascia superiore). Fascia contributiva per nuove strutture definita in base ai parametri dichiarati nella domanda di iscrizione al Registro imprese. Contributo riscosso tramite versamento di importo dovuto ad Agenzia delle Entrate mediante modello F24

Esonerate dal pagamento del contributo iscritte al Registro delle imprese dopo 31/12/2021

Strutture che deliberano scioglimento entro 16/11/2021 debbono versare il contributo minimo previsto, fermo restando le maggiorazioni indicate sopra.

Contributi di pertinenza delle Associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza, tutela e revisione del movimento cooperativo dovuti da strutture ad esse associate sono riscossi secondo modalità fissate da Associazioni stesse (se adesione ad Associazione avviene dopo scadenza del termine di pagamento, contributo versato a MISE)

Sanzioni:

In caso di ritardato pagamento spese di controllo: multa pari a 30% + interessi del 4,5%. In caso di omesso pagamento dopo 2 anni: cancellazione cooperativa da Albo

In caso di mancata comunicazione bilancio annuale, o di omessa o ritardata comunicazione di perdita di qualifica di cooperativa a mutualità prevalente ad Organismo gestore Albo, o mancato adempimento, anche parziale, a diffida impartita in sede di vigilanza senza giustificato motivo entro termine prescritto: sospensione per 6 mesi di ogni attività di cooperativa, intesa come divieto di assumere nuove obbligazioni contrattuali in questo periodo.

In caso di irregolare funzionamento della cooperativa: MILPOS nomina Commissario.

Società cooperative, banche di credito cooperativo, società di mutuo soccorso che ritardano od omettono (totalmente o parzialmente) di eseguire il pagamento del contributo di attività di vigilanza dovuto: multa pari a 30% del contributo non versato + interessi semestrali pari a 4,5% + cancellazione di struttura da Registro prefettizio e da schedario generale della cooperazione

 

 

 

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