DISPOSIZIONI PER OGM

DISPOSIZIONI PER OGM (D.Lgs70/05, 227/16; Legge 116/14; D.M. 8/11/17; DGR 27/06/16)  (agreco27)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF), quale Autorità competente in materia; Ministero, Ambiente, Territorio, Tutela del Mare (MATTM); Ispettorato centrale tutela qualità e repressione frodi prodotti agroalimentari (ICQRF); Regioni; chiunque intende immettere in commercio alimenti o mangimi OGM

Iter procedurale:

D.Lgs. 227/16 ha definito le procedure per limitare o vietare coltivazione di OGM  nel territorio nazionale, senza intervenire nella “libera circolazione di OGM, come tali o contenuti in prodotti”, o nella coltivazione a fini sperimentali di tali prodotti.

MIPAAF, di intesa con Conferenza Stato Regioni, può:

1)       chiedere adeguamento di ambito geografico di autorizzazione ad immissione in commercio di OGM, in modo che tutto il territorio  nazionale (o parte di esso) sia escluso da coltivazione di tale OGM. Richiesta avanzata nel corso della procedura di autorizzazione ad immissione in commercio del prodotto OGM e comunicata a Ministero Salute e Commissione Europea (entro 45 giorni da invio relazione di valutazione). Autorizzazione ad immissione in commercio o suo rinnovo emessi in base ad ambito  geografico modificato

2)       adottare, sentito Ministero Salute, Ministero Trasporti, Ministero Sviluppo  Economico, Ministero Interno, Conferenza Stato Regioni, misure che limitano o vietano su tutto il territorio nazionale (o parte di esso) coltivazione di OGM (o di un gruppo OGM definito in base a coltura) autorizzato ad immissione in commercio. Se non presentata alcuna richiesta di cui sopra o notificante conferma ambito geografico modificato o della domanda iniziale, tali misure vanno motivate, tenendo conto di obiettivi di politica ambientale, agricola, pianificazione urbana e territoriale, uso del suolo, impatti socio economici, esigenza di evitare presenza di OGM in altri prodotti, ordine pubblico. Motivazioni considerate singolarmente in combinazione tra loro, in relazione a situazioni particolari del territorio in cui applicate  e senza “contrastare valutazione di rischio ambientale effettuata”. MIPAAF invia a Commissione Europea proposte di misure, corredate da relative motivazioni, prima della loro adozione e comunque  prima della chiusura della procedura di autorizzazione ad immissione in commercio di OGM. Per un periodo di 75 giorni da suddetta notifica:

·        MIPAAF si astiene da adottare le misure in questione

·        vietato impiantare OGM nelle aree indicate dalle misure in oggetto

·        Regioni interessate alle suddette misure informano gli operatori in merito al divieto di coltivazione ed eventuali sanzioni amministrative previste  

Trascorso tale periodo, le misure vengono adottate con decreto MIPAAF nella forma originariamente proposta o in versione modificata “che  tiene conto delle osservazioni della Commissione”. Tali misure non sono applicate alla coltivazione di sementi e materiale di moltiplicazione di OGM autorizzati impiantati  prima della adozione delle suddette misure.

MIPAAF comunica  adozione misure a Commissione UE, Stati membri, titolari di autorizzazione e le pubblica  sul proprio sito istituzionale.

Regione può chiedere a MIPAAF di:

1)       inserire nel suo territorio (o in parte di esso), precedentemente escluso, l’autorizzazione all’immissione in commercio di OGM. MIPAAF trasmette la richiesta all’Autorità di rilascio dell’autorizzazione, affinché modifichi l’ambito geografico di autorizzazione, e ne informi la Commissione UE, gli Stati membri ed il titolare dell’autorizzazione stessa

2)       revocare le misure adottate nel suo territorio. MIPAAF informa della revoca la Commissione UE, gli Stati membri ed il titolare dell’autorizzazione, pubblicandola sul proprio sito internet         

A decorrere dal 3 aprile 2017 Regione, in cui sono coltivati OGM, limitrofa ad altri Stati membri o ad altre Regioni, in cui invece la coltivazione di questi è vietata, adotta nelle zone di confine provvedimenti atti ad evitare eventuali contaminazioni, comunicandoli a: MIPAAF (che, a sua volta, ne informa la Commissione UE); operatori; Autorità competenti (al fine di irrogare eventuali sanzioni in caso di inadempienza). Se la Regione ritiene che non  sussistono condizioni di pericolo di contaminazione, “alla luce delle sue particolari condizioni geografiche”,  ne fornisce comunicazione motivata al MIPAAF, che informa lo Stato/Regione confinante (Questa può chiedere al MIPAAF stesso di far comunque adottare alla Regione in questione i provvedimenti  cautelativi di cui sopra). E’ vietato impiantare OGM nelle zone di confine  con gli Stati membri dove la coltivazione di questi è vietata.

MATTM con D.M. 8/11/2017 ha adottato il piano di attività di vigilanza sugli OGM, da cui sono esclusi: alimenti e mangimi geneticamente modificati immessi sul mercato a seguito di un’autorizzazione rilasciata ai sensi del Reg. 1829/03 (salvo OGM ricadenti nel D.M. 8/11/2017); prodotti sementieri di varietà geneticamente modificate. Piano ha durata di 4 anni (eventualmente modificabile) ed è attivato mediante programmi operativi annuali, approvati entro il 30 Novembre, che prevedono:

–          istituzione presso MATTM del Registro nazionale degli ispettori (aggiornato ogni 5 anni e pubblicato sul sito ministeriale), in cui sono riportate: generalità dell’ispettore; Amministrazione che lo ha designato. Ispettori sono nominati da MATTM tra funzionari aventi un adeguato profilo tecnico scientifico (assicurata a questi adeguata informazione e formazione), che nel momento in cui svolgono attività di vigilanza ricoprono funzioni di pubblici ufficiali di polizia giudiziaria. Ispezioni sono eseguite senza preavviso, con eventuale prelievo di campioni di materiale, e si concludono con la redazione di un verbale (Modello pubblicato su G.U. 2/18) contenente: risultati dell’ispezione; eventuali osservazioni e/o contestazioni rilevate

–          flusso di informazioni tra Amministrazioni centrali, regionali, locali inerenti alla gestione delle non conformità rilevate in sede di verifiche relative a:

a)          in caso di emissione deliberata nell’ambiente di OGM per fini diversi dalla sua immissione in commercio, o da scopo sperimentale, o da quello riportato nell’autorizzazione (o nelle sue modifiche a seguito di nuove informazioni acquisite): rispetto delle condizioni riportate nell’autorizzazione per i siti di sperimentazione; rispetto delle prescrizioni relative alla valutazione del rischio nel caso di piante geneticamente modificate per agrobiodiversità, sistemi agrari, filiera agroalimentare; apposizione di adeguati cartelli segnaletici; rispetto delle modifiche all’autorizzazione in caso di emissione nell’ambiente. Nel caso in cui OGM è costituito da una pianta superiore geneticamente modificata occorre verificare anche: tale conformità alle prescrizioni di cui al D.M. 19/1/2005; l’apposizione di adeguati cartelli di segnalazione;

b)         in caso di immissione sul mercato di OGM come tali o contenuti nei prodotti: operazioni attuata (in particolare per quanto concerne etichette/imballaggi) in conformità alle prescrizioni riportate nell’autorizzazione o sue eventuali modifiche, o, se ne ricorrono i presupposti, nella decisione adottata ai sensi del D.Lgs. 8/7/2003, o nel rinnovo dell’autorizzazione stessa;

c)          conformità dell’immissione in commercio di OGM alle condizioni di impiego e alle restrizioni di tipo ambientale ed aree geografiche fissate nell’autorizzazione;

d)         rispetto da parte di chi coltiva OGM autorizzati delle condizioni previste nell’autorizzazione o sue modifiche;

e)          rispetto dei divieti di coltivazione introdotti con l’adeguamento dell’ambito geografico, compresi i divieti temporanei di impianto;

f)           rispetto degli obblighi in materia di:

Ø       monitoraggio post commercializzazione;

Ø       nel caso di immissione in commercio di OGM ai fini di coltivazione, comunicazione della località di conservazione (per almeno 10 anni) delle informazioni relative agli OGM coltivati;

g)         eventuali effetti ambientali derivanti dall’immissione in commercio di OGM se nell’autorizzazione riportate condizioni specifiche per la tutela di particolari ecosistemi, ambienti, aree geografiche;

h)         applicazione di misure di confinamento per OGM diversi dai microrganismi geneticamente modificati impiegati in ambiente confinato (inclusa la verifica dei requisiti in materia di etichettatura);

i)           rispetto dei divieti di coltivazione introdotti con l’adeguamento dell’ambito geografico;

j)           rispetto dei divieti temporanei di impianto

Emissione deliberata in ambiente di OGM non effettuata per la sua immissione in commercio o messa in coltura non è ammissibile:

a)       in mancanza di una preventiva richiesta di autorizzazione;

b)       se autorizzazione viene rifiutata, sospesa o revocata;

c)       dopo la scadenza del provvedimento di autorizzazione di OGM, se non si è provveduto a notificarne il rinnovo, o se questo è stato rifiutato o revocato;

d)       se vengono adottati provvedimenti d’urgenza atti a limitare o vietare (seppure temporaneamente) l’immissione sul mercato, uso e vendita di OGM;

e)       se vengono adottate misure di emergenza per OGM autorizzato alla coltivazione

MATTM aggiorna il piano generale di vigilanza ogni anno, tenendo conto di: 

a)       autorizzazioni all’emissione deliberata nell’ambiente di OGM per fini diversi dall’immissione in commercio;

b)       aggiornamenti del pubblico registro informatico, dove sono annotate le localizzazioni di OGM emessi;

c)       aggiornamenti dei pubblici registri dove sono annotate le localizzazioni di OGM coltivati;

d)       comunicazioni relative alla localizzazione delle coltivazioni di OGM autorizzati;

e)       autorizzazioni all’immissione sul mercato di OGM come tali o contenuti in prodotti (Esclusa la coltivazione);

f)        risultati del piano di monitoraggio intrapreso, compresi gli effetti ambientali;

g)       impieghi in ambienti confinati di OGM diversi dai microrganismi geneticamente modificati;

h)       divieti di coltivazione introdotti con l’adeguamento dell’ambito geografico ai sensi del D.Lgs. 224/03;

i)         divieti temporanei di impianto introdotti ai sensi del D.Lgs. 224/03

Regione redige un proprio programma di vigilanza relativo a:

a)       emissione deliberata nell’ambiente di OGM per qualsiasi fine diverso dalla sua immissione sul mercato, che deve prevedere un numero di ispezioni almeno pari a quello stabilito nell’autorizzazione (comunque idoneo a verificare la conformità di tale emissione alle condizioni indicate in questa). Regione invia il programma a MATTM, comprese le eventuali modifiche apportate a seguito delle informazioni acquisite durante la sperimentazione, o dai risultati del piano di monitoraggio;

b)       immissione sul mercato di OGM autorizzati come tali o contenuti in prodotti, purché non destinati a coltivazione. In tal caso il programma, inviato entro il 30 Aprile a MATTM, si propone di verificare:

Ø       rispetto delle condizioni e delle relative restrizioni di impiego di questi negli ambienti ed aree geografiche indicate nell’autorizzazione, tenendo conto dei risultati dei piani di monitoraggio;

Ø       conformità delle etichette ed imballaggi;

Ø       eventuali effetti ambientali se previsti nell’autorizzazione

Le ispezioni sono eseguite presso i luoghi indicati dalla Regione tra quelli dove si trovano OGM “utilizzati o detenuti per la vendita a terzi”. Eventuale modifica al programma subito comunicata a MATTM;

c)       immissione sul mercato di OGM ai fini della coltivazione. Ispezione da effettuare nei siti di coltivazione e nelle aree limitrofe (naturali e coltivate), tenendo conto delle comunicazioni relative alla localizzazione delle coltivazioni di OGM autorizzati inviate all’Autorità competente entro il 30 AprileSe intervenuta modifica nell’autorizzazione, il programma è subito variato e comunicato a MATTM. Regione che ha chiesto ed ottenuto la reintegrazione nell’ambiente geografico, o la revoca delle misure di limitazione o di divieto nell’impiego di OGM, modifica il programma delle ispezioni, notificandolo a MATTM entro il 30 Aprile;

d)       rispetto dei divieti di coltivazione introdotti con D.Lgs. 224/03. Programma notificato a MIPAAF e MATTM entro il 30 Aprile prevede ispezioni volte a verificare: divieti di coltivazione introdotti con l’adeguamento dell’ambito geografico; divieti di coltivazione adottati ai sensi di D.Lgs. 224/03; divieti temporanei di impianto;

e)       OGM diversi dai microrganismi geneticamente modificati destinati ad impieghi in ambiente confinato;

f)        emissione deliberata nell’ambiente od immissione in commercio di OGM non autorizzati: se questa accertata a seguito di una comunicazione pervenuta dalla Commissione Europea, o da uno Stato membro, MISA, MIPAAF, Regione assicurano l’attività di vigilanza di rispettiva competenza. Eventuale riscontro di “non conformità” comporta l’adozione di misure atte a porre subito fine a tali pratiche non corrette

Ogni Regione invia entro il 31 Marzo il resoconto sull’attività di vigilanza eseguita nell’anno precedente all’Autorità nazionale competente, che redige un rapporto annuale (evidenziare una valutazione complessiva dei risultati conseguiti ed eventuali indicazioni correttive), da trasmettere a MIPAAF e pubblicato sul sito istituzionale di MATTM entro il 30 Giugno

Legge 116/14 ad art. 4 individua le misure “di ripartizione primaria e compensativa da applicare a seguito della violazione dei divieti di coltivazione” in materia di OGM. La Regione Marche, con DGR 650 del 27/06/2016, ha recepito tali disposizioni invitando l’Organo di vigilanza, “qualora ravvisi la necessità di applicare sanzioni” di chiedere al Servizio Regionale Agricoltura P.F. Competitività e sviluppo di imprese agricole di “specificare le modalità tecniche per la riparazione primaria e compensativa dei terreni”. Tra le pratiche compensative ammesse, tenendo conto dell’epoca di intervento e dello stato vegetativo delle piante, vi è la “falciatura delle piante con spargimento nel terreno dei vegetali sminuzzati ed il loro successivo interramento” (si considera infatti l’interramento dei frammenti di piante “già assoggettati ad azione di appassimento e disidratazione dei tessuti” di “scarsa rilevanza a fini alimentari per le popolazioni di lepidotteri e di altri insetti”, e quindi misura idonea per “abbattere ulteriormente il rischio di esposizione  all’ambiente  di parti vegetali rimosse”). Il Dirigente Regionale, sentito il Nucleo per la prevenzione OGM, comunica entro 30 giorni all’interessato modalità tecniche da adottare, oltre alla “richiesta di provvedere alla rimozione, a propria cura e spese, delle coltivazioni e sementi impiantate”. In particolare nell’area di coltivazione in questione non può essere usata una stessa specie prima che sia trascorsa almeno un’annata agraria, durante la quale si dovrà verificare la permanenza di piante OGM dell’anno precedente (eventualmente da distruggere). Ulteriori prescrizioni, seguendo la stessa procedura, potranno essere impartite in fase di fioritura o per particolari tipologie vegetali.

Sanzioni:

Chiunque immette in commercio un OGM destinato all’alimentazione umana, od un alimento OGM, o un mangime/alimento destinato agli animali senza autorizzazione iniziale o dopo che l’autorizzazione è scaduta o non viene rinnovata: arresto da 6 mesi a 3 anni o multa fino a 51.700 €.

Se l’immissione in commercio avviene dopo che l’autorizzazione iniziale o il suo rinnovo viene rifiutato, revocato, sospeso: arresto da 1 a 3 anni o multa fino a 60.000 €.

Chiunque commercializza un OGM destinato all’alimentazione umana, od un alimento OGM, o un mangime/alimento destinato agli animali senza rispettare le restrizioni stabilite nell’autorizzazione: multa da 7.800 a 46.500 €.

Chiunque dopo l’immissione in commercio di un alimento/mangime OGM, od un alimento destinato agli animali OGM non esegue il monitoraggio, o non presenta alla Commissione UE la relazione prevista: multa da 7.800 a 25.900 €.

Chiunque dopo aver ottenuto l’autorizzazione, ma prima della immissione in commercio, non informa la Commissione UE dei nuovi dati tecnici e scientifici emersi su OGM, “suscettibili di influire sulla sicurezza del suo uso”: multa da 7.800 a 46.500 €.

Chiunque non rispetta la decisione della Commissione UE di ritirare dal mercato il prodotto OGM o suoi derivati: arresto da 6 mesi a 3 anni o multa fino a 51.700 €.

Chiunque mantiene sul mercato alimento/mangime OGM dopo che la domanda è stata respinta: arresto da 1 a 3 anni o multa fino a 60.000 €.

Chiunque immette in commercio un alimento/mangime OGM senza rispettare le norme vigenti sull’etichettatura, salvo caso di un prodotto contenente OGM in misura inferiore a 0,9%, purchè “tale presenza sia accidentale o tecnicamente inevitabile”: multa da 7.800 a 46.500 €.

Chiunque non comunica alla Regione, entro 15 giorni dalla messa in coltura, la localizzazione delle coltivazioni, o non conserva per 10 anni le informazioni relative ad OGM coltivati: multa da 6.000 a 12.000 €.

Chiunque immettendo in commercio alimenti/mangimi OGM provoca danni ad acqua, suolo, sottosuolo o ad altre risorse ambientali: arresto da 6 mesi ad 1 anno + multa da 2.600 a 25.900 EUR + ripristino ambientale, o messa in sicurezza, o bonifica a proprie spese o, qualora ciò non fosse possibile, risarcimento del danno recato.

Chiunque nella vendita di un alimento/mangime OGM non assicura la “trasmissione per iscritto all’operatore che riceve il prodotto” delle informazioni del caso: multa da 10.000 a 60.000 €. Nel caso di miscele di OGM, le informazioni sono sostituite da una dichiarazione corredata dall’elenco degli ingredienti inclusi nella miscela.

Chiunque, in qualunque fase della produzione e commercializzazione (Escluso il consumatore finale) non predispone sistemi di controllo e monitoraggio: multa da 8.000 a 50.000 €.

D.Lgs 227/16 stabilisce che chiunque viola il divieto di coltivazione  introdotto con l’adeguamento dell’ambito geografico stabilito nell’autorizzazione concesso dalla Commissione UE o dall’Autorità nazionale competente, o viola i divieti di coltivazione adottati con decreto MIPAAF, o divieti temporanei di impianto di OGM: multa da 25.000 € a 75.000 € + sospensione fino a 6 mesi della coltivazione di OGM + distruzione delle coltivazioni di OGM illecitamente impiantate e ripristino dello stato dei luoghi a proprie spese (Sono solidali i proprietari e titolari dei diritti reali di godimento dell’area ai quali è imputabile il ”titolo di dolo o colpa in base agli accertamenti eseguiti) nel rispetto delle modalità e dei termini fissati da ICQRF (se ciò non avviene si ha intervento d’ufficio con recupero delle somme anticipate)