REGIONE E SPORT

REGIONE E SPORT (L.R. 5/12; Reg. Marche 4/13)  (social51)

Soggetti interessati:

Comuni, singoli ed associati, Enti di promozione sportiva riconosciuti, Associazioni e società sportive senza scopo di lucro aventi sede nella Regione, Associazioni di promozione sociale iscritte a Registro regionale, CONI, Comitato Italiano Paraolimpico (CIP), Federazioni Sportive Nazionali, Discipline sportive associate, Sport e Salute spa

Cittadini che intendono praticare “qualsiasi forma di attività fisica e motoria esercitata in forma individuale o collettiva, in particolare finalizzata a miglioramento delle condizioni psicofisiche e alla leale competitività”

Iter procedurale:

Regione promuove con L.R. 5/12, come modificata da ultimo da L.R. 10/22:

  1. diffusione di pratica sportiva, diritto al gioco ed allo sport di cittadinanza (cioè “qualsiasi forma di attività motoria con finalità ludico-ricreative svolta in favore delle persone di tutte le età, senza discriminazioni od esclusioni, avente come obiettivo miglioramento stili di vita e delle condizioni fisiche e psichiche, sviluppo della vita di relazione per favorire integrazione sociale di individui, con esclusione di sport professionistico o semiprofessionistico), attraverso concessione di contributi per:
  • garantire integrazione di tali politiche con quelle sociali, turistiche e culturali, promuovendo interventi per migliorare servizi di mobilità e tempo libero
  • promuovere attività di Enti di promozione sportiva, Associazioni sportive e promozione sociali operanti in tale contesto
  • promuovere attività di soggetti pubblici e privati che svolgono attività motorie e ricreative nel settore della terza età
  • promuovere attività di Associazioni senza fini di lucro che posseggono finalità sociali tramite interventi sportivi volti a favorire “partecipazione attiva ed inclusione sociale delle persone in difficoltà socio-economica o ad attuare progetti educativi contro intolleranza, razzismo, discriminazione culturale in genere”
  1. divulgazione valori di sport e cultura olimpica, al fine di sostenere integrazione sociale e interculturale, miglioramento qualità della vita, salute individuale e collettiva, prevenzione di patologie
  2. attività sportiva per diversamente abili, quale strumento per miglioramento del benessere, recupero e crescita culturale, fisica ed educativa
  3. valorizzazione di proposte tese a diffondere cultura del movimento a tutte le età, tenendo conto necessità di prevenire malattie croniche e legate a stili di vita scorretti e non salutari
  4. realizzazione, riqualificazione e gestione degli impianti ed attrezzature sportive, nonché aree e spazi destinati a sport ed attività motoria ricreativa, al fine di garantire massima fruibilità di ambienti sicuri ed idonei, incentivando strategie di intervento volte a minimizzare impatto ambientale ed implementare livello di sicurezza
  5. sviluppo e diffusione di associazionismo sportivo e tempo libero senza fine di lucro, nonché iniziative sportive con valenza anche turistica e culturale
  6. formazione di operatori sportivi per sviluppo e qualificazione di offerta
  7. alfabetizzazione motoria nella scuola primaria e diffusione attività dei centri di avviamento allo sport, così da favorire pratica sportiva nei giovani
  8. svolgimento di manifestazioni e competizioni sportive
  9. tutela sanitaria di attività sportiva e lotta contro doping
  10. raccolta, aggiornamento, monitoraggio e analisi dei dati e notizie riferite allo sport
  11. rapporti di collaborazione con società sportive, Enti di promozione sportiva, CONI, CIP, Federazione sportive, Organi scolastici ed ogni altro organismo che svolge attività sportiva e motorio-ricreativa. Regione stipula convenzioni con:
  • CONI, CIP, Enti locali, Sport e Salute spa, Associazioni sportive per promuovere: efficace “coordinamento delle rispettive iniziative nel territorio regionale”; attività di collaborazione al fine di realizzare specifici progetti. Regione favorisce altresì stipula di convenzioni tra Enti locali ed Università per “consentire fruizione di impianti sportivi di proprietà o comunque in uso ad Università da parte di comunità locale, in particolare di Associazioni sportive”
  • Associazioni o Federazioni donatori di sangue per esecuzione di accertamenti sanitari necessari al rilascio di certificazioni e passaporto ematochimico
  • CONI Marche per pareri su impianti sportivi
  • Sport e Salute spa per attività di monitoraggio.
  1. partecipazione a Scuola regionale dello sport del CONI per organizzazione di corsi, convegni, studi e ricerche al fine di favorire formazione, qualificazione, aggiornamento di tecnici ed operatori sportivi, amministratori e funzionari di Enti pubblici, dirigenti di società ed Associazioni sportive
  2. organizzazione diretta ed indiretta di iniziative e manifestazioni sportive in ambito regionale rivolte a generalità utenti
  3. sviluppo delle attività sportive delle persone diversamente abili, attraverso concessione di contributi a società sportive ed Associazioni riconosciute da CONI e CIP che promuovono partecipazione di queste persone alla pratica sportiva, nonché a società ed Associazioni composte prevalentemente da tali persone che organizzano o partecipano ad attività ed iniziative sportive riconosciute da CONI e CIP
  4. realizzazione mediante tecnologie ecocompatibili di un sistema regionale di impianti ed attrezzature sportive, nonché di area e spazi destinati a sport ed attività motorio ricreativa. A tal fine Regione può stipulare convenzioni con Istituti di Credito per concessione di mutui a tasso agevolato. Finanziamento agevolato subordinato alla presentazione da parte di Comuni, società, Associazioni sportive, altri soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro di progetto definitivo, corredato di parere tecnico del CONI e da imposizione vincolo di destinazione sulle aree, impianti, attrezzature oggetto di intervento pubblico
  5. attività sportive aperte alla generalità di utenti “secondo esigenze, possibilità, aspirazioni di ciascuno”
  6. svolgimento di manifestazioni e competizioni sportive nelle Marche, nonché partecipazione di atleti marchigiani ad eventi di particolare rilevanza anche fuori Regione
  7. sportiva dilettantesca dei giovani e cultura dello sport, sostenendo progetti tesi a valorizzare ed ampliare pratica motoria e sportiva nelle scuole, mediante intesa con Ufficio scolastico regionale, valorizzando progettualità di Istituzioni scolastiche locali e favorendo adeguato uso di strutture sportive da parte di scuole

Giunta Regionale provvede a:

  1. programmare sede di impianti e spazi dedicati a pratica sportiva, al fine di favorire equilibrata di distribuzione nella Regione
  2. migliorare e qualificare impianti esistenti (in particolare quelli polivalenti), manutenzione ed adeguamento tecnologico
  3. incentivare accesso al credito per impianti ed attrezzature sportive da parte di soggetti operanti nel settore, anche tramite convenzioni con Istituti di credito
  4. promuovere ed avviare a pratica sportiva soggetti anziani e svantaggiati, nonché giovani (anche contrastandone abbandono precoce)
  5. realizzare e sostenere manifestazioni ed iniziative di particolare rilevanza regionale, nazionale ed internazionale che interessano in tutto od in parte la Regione, compresi convegni, corsi, seminari, pubblicazioni, aventi finalità di tutelare e valorizzare patrimonio storico-culturale di società sportive e discipline di tradizione locale o volte ad assicurare formazione, aggiornamento, qualificazione tecnica di operatori sportivi per migliore qualità offerta servizi ed attività sportive
  6. promuovere interventi diretti a diffondere attività motoria e sportiva come mezzo di prevenzione, mantenimento, recupero di salute psicofisica e prevenire fenomeno del doping
  7. organizzare e coordinare attività di monitoraggio, studio, ricerca e costituzione di banche dati. Giunta Regionale, in collaborazione con Enti locali, CONI, CIP, Federazione sportive, Enti di promozione sportiva, altri soggetti pubblici e privati interessati, provvede a raccolta, aggiornamento, analisi darti relativi a sport marchigiano ai fini di: monitoraggio di impianti, attrezzature, attività, utenze, società ed Associazioni sportive; certificazioni di idoneità sanitaria sportiva. Soggetti pubblici e privati beneficiari di contributi che non inviano dati per monitoraggio sono esclusi da finanziamento regionale
  8. elaborare, previo parere di Comitato regionale sport, Piano regionale per la promozione della pratica sportiva ed attività motorio ricreative da far approvare da Assemblea regionale. Piano comprende:
  • strategie generali di intervento ed obiettivi da realizzare
  • fabbisogno di impianti e di infrastrutture sportive, in rapporto a densità demografica ed attività sportiva sul territorio
  • interventi prioritari nel settore di impianti e relative attrezzature
  • finalità generali di interventi regionali nel settore di attività sportive, motorie, ricreative e priorità tra diverse iniziative (in particolare progetti relativi a valorizzazione attività motorie nelle scuole)
  • linee di formazione ed aggiornamento di dirigenti, tecnici, operatori sportivi, amministratori di società ed associazioni sportive, animatori sportivi nel rispetto normativa nazionale vigente
  • limiti e criteri per rilascio gratuito del passaporto ematochimico, tenendo conto di reddito familiare
  • modalità sportive con cui Enti locali, CONI, Associazionismo, operatori dello sport interagiscono all’interno del sistema sport Marche secondo principio di sussidiarietà

Nell’ambito del piano la Giunta Regionale approva entro 90 giorni da entrata in vigore di legge bilancio regionale, programma annuale degli interventi di promozione sportiva, comprendente:

  • iniziative promosse da Regione, CONI, CIP in materia di promozione sportiva
  • manifestazioni sportive di rilevante interesse promozionale turistica, culturale ed ambientale che si svolgono nel territorio regionale
  • quota dei contributi per progetti, attività, manifestazioni da tenersi nella Regione, nonché progetti, studi e ricerche proposti da Associazioni sportive, Enti locali, CONI, CIP, Enti promozione sportiva
  • criteri per riparto di fondi per adeguamento e realizzazione impianti sportivi
  • criteri per applicazione vincolo di destinazione d’uso su aree, impianti, attrezzature che usufruiscono di contributi regionali
  • modalità e priorità per concessione di contributi previsti da L.R. 5/12
  • quota del Fondo da destinare al finanziamento di interventi a favore di sport di cittadinanza, attività sportive di persone diversamente abili
  • promozione iniziative volte a sostenere Associazioni sportive che effettuano ulteriori accertamenti oltre quelli previsti da leggi vigenti per svolgimento pratica sportiva (v. Monitoraggio sistematico e continuativo dei valori ematici di atleti)
  1. adottare Reg. n. 4 del 7/8/2013, sentita la competente Commissione Assembleare, contenente:
  • istituzione di un Osservatorio dello sport, al fine di: favorire conoscenza della realtà sportiva regionale; fornire costante informazione ad Enti ed operatori del settore, tramite monitoraggio di domanda ed offerta; organizzare e coordinare studi e ricerche su persone che fanno sport od attività fisica; acquisire dati ed informazioni sul settore  (in primo luogo da soggetti pubblici o privati beneficiari dei contributi di LR 5/12, che sono tenuti a fornirle pena loro esclusione dai finanziamenti regionali), a cui collaborano anche Enti locali, CONI, CIP, Federazioni Sportive Nazionali, Discipline sportive associate, Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, Facoltà di Scienze motorie di Università di Urbino, altri soggetti (pubblici e privati) interessati aventi “specifiche e riconosciute competenze nel settore sportivo o della ricerca statistica”. Comitato approva il proprio regolamento interno, in cui si impegna alla “divulgazione e messa in rete dei dati raccolti in forma singola e aggregata”
  • modalità di affidamento in gestione degli impianti sportivi di proprietà di Enti pubblici territoriali a soggetti terzi, individuati tra quelli che presentano idonei requisiti mediante una procedura ad evidenza pubblica, in cui tenere conto di:
  • rispondenza di attività svolta dal richiedente rispetto al tipo di impianto ed alle attività sportive in questo praticate;
  • diversa tipologia e rilevanza economica del singolo impianto;
  • esperienze del richiedente nella gestione di impianti sportivi;
  • qualificazione di istruttori e di allenatori a disposizione;
  • anzianità nello svolgimento di attività in ambito sportivo da parte del richiedente;
  • numero di tesserati per attività sportive da parte di richiedente e/o che possono svolgersi in impianto;
  • ulteriori elementi di valutazione individuati da Ente territoriale di riferimento (non oltre 30% del punteggio totale), in relazione ad economicità di gestione e ricaduta su tariffe applicate

Ad ogni criterio individuato assegnato uno specifico punteggio, ai fini della redazione della graduatoria, assegnando priorità a: Società ed Associazioni sportive  dilettantistiche; Federazioni sportive nazionali; Enti di promozione sportiva; Discipline sportive associate; Enti territoriali che provvedono a stipulare convenzioni con tali soggetti, in cui garantito uso di impianto sportivo anche a società ed Associazioni sportive non affidatarie che ne fanno richiesta, pena revoca di affidamento

  • modalità di svolgimento di attività informativa e di monitoraggio
  • modalità di concessione della fideiussione regionale a favore di Comuni, società, Associazioni sportive impegnate nella realizzazione di impianti sportivi. Ai fini della concessione della fideiussione:
  • soggetti pubblici richiedenti debbono dimostrare totale o parziale carenza di cespiti delegabili, precisando come intendono assolvere agli obblighi derivanti dal finanziamento
  • società, Associazioni sportive, soggetti privati debbono attestare la situazione economica patrimoniale vigente, precisando esistenza di mezzi per assolvimento agli obblighi del finanziamento
  • attendibilità dei programmi di finanziamento presentati dai richiedenti certificata da una società di revisione od Istituto di credito erogatore del finanziamento
  • requisiti tecnici, igienico sanitari e di sicurezza degli impianti e delle attrezzature per esercizio della attività motorie esercitate non a scopo agonistico, ma al raggiungimento del benessere fisico degli utenti. Impianto può essere costituito da 1 o più sale, o spazi attrezzati per le attività motorie, aventi in comune servizi di sopporto (quali: solarium, bar, sauna. Escluse piscine ad uso natatorio, in quanto dotate di specifica disciplina; vedi scheda “piscina”) ed accessori (quali: spogliatoi, servizi igienici, locali di pronto soccorso). Consentito uso di coperture pressostatiche purché:
  • numero massimo di utenti e di personale presenti contemporaneamente in impianto inferiore a 20
  • materiale di copertura avente classe di reazione al fuoco inferiore a 2
  • presenza di adeguati sostegni che impediscono abbattimento repentino del telone in caso di caduta di pressione dell’aria
  • sistema di illuminazione sospeso
  • copertura dotata di idonea protezione contro caduta accidentale
  • varchi adeguatamente intelaiati, in modo da garantirne uso anche in caso di caduta di pressione del telone
  • presenza di porte apribili a semplice spinta verso esterno (almeno 2 aventi larghezza non inferiore a 1,20 m.)

Ogni impianto o struttura dotata di una via di uscita (cioè di un percorso senza ostacoli che  consente deflusso degli utenti verso esterno) con almeno 2 uscite (di cui una avente larghezza di almeno 1,20 m. e l’altra di almeno 0,80 m.), dimensionate in funzione di capacità di deflusso (50 persone/porta) e comunque  in grado di “aprirsi verso l’esterno a semplice spinta”.  Finiture ed arredi, se collocati lungo vie di uscita o presso queste, debbono essere costituiti da materiali resistenti a classe di reazione al fuoco inferiore a 2,  mentre in caso di mobili imbottiti (poltrone e divani) resistenza a classe di reazione al fuoco superiore a 1 IM. Impianto dotato di idonea segnaletica indicante percorsi relativi a vie di uscita, presidi antincendio, riconoscimento dei luoghi.

Impianto ubicato in modo da rendere  facile sia l’accesso ai mezzi di soccorso, sia la movimentazione della barella lungo i percorsi interni, nonché compatibile con quanto stabilito da strumenti urbanistici e norme di prevenzione incendi vigenti. Caratteristiche ambientali dei locali conformi a quelle riportate in Allegato a Reg. 4/13 pubblicato su BUR 70/13, aventi in particolare:

  • superficie utile di almeno 100 mq., con rapporto di almeno 3 mq/utente in sala destinata ad attività aerobica, a corpo libero, allenamento di apparato cardiovascolare con impiego o meno di attrezzature (5 mq/utente in sala destinata ad allenamento muscolare, con ausilio di attrezzature)
  • altezza minima di 2,70 per sale, pronto soccorso ed altri locali di servizio per utenti (2.40 m. in caso di depositi ed altri locali non destinati ad utenti)
  • larghezza dei corridoi e degli spazi destinati ad attività motoria ed a servizi di supporto tale da consentire il passaggio di 2 persone
  • percorsi verso le uscite sempre liberi, al fine di consentirne una facile percorrenza anche a persone “con limitata o impedita capacità motoria”.

Nei locali destinati ad attività motoria: pavimentazione adatta ad attività motoria praticata (rispettare sempre norme su igiene); pareti prive di sporgenze per un’altezza di almeno 2,5 m. (se presenti sporgenze queste ben segnalate e protette contro urti); arredi privi di pericoli per utenti e non di intralcio per percorso verso uscite; vetrate, specchi, parti a vista di impianti tecnici, elementi mobili, contro soffitti in grado di resistere agli urti di persone o di oggetti (garantire massima sicurezza ad utente specie in caso di rottura di vetrate); strutture orizzontali  o solai calcolate  tenendo conto del sovraccarico accidentale di macchine ed attrezzature, a prescindere dalla destinazione dello spazio ad attività motoria (applicato sovraccarico massimo); attrezzature e macchinari utilizzati sempre sottoposti a costante pulizia e manutenzione in modo da ridurre rischi per utente (presenza documento di valutazione dei rischi)

Impianti con capienza superiore a 150 utenti provvisti di locale per pronto soccorso (gli altri impianti hanno solo obbligo di disporre di cassetta di pronto soccorso), facilmente accessibile (eventualmente utilizzabile anche per altre attività), avente larghezza minima di 2,50 m. (sufficiente comunque a manovrare una barella) ed altezza di almeno 2,70 m., dotato di buon ricambio di aria (naturale o forzato) e di lavabo.

In impianto è possibile disporre di spazi accessori (quali solarium, sauna o simili) dotati di: appendiabiti; aerazione diretta con esterno o forzata; pulsanti da usare in caso di emergenza (recanti dicitura “pulsante malore”); segnalatori acustici od ottici posti sopra porta del locale o zona di ricevimento; locali sauna accessibili da spogliatoio.

Attrezzature sono costituite da: piccoli attrezzi ed attrezzi mobili per attività ginniche a corpo libero e aerobico; macchine ed attrezzature (fisse o meno) per allenamento di apparato muscolare o cardiovascolare; ogni altro strumento usato per attività fisica e motoria.

Nell’impianto è prevista presenza di almeno 2 servizi igienici, distinti per sesso, dotati di:

  • porte di accesso aperte verso esterno, con larghezza non inferiore a 0,80 m
  • lavandini e docce (di cui almeno 1 accessibile ai disabili)
  • pareti per docce e wc rivestite, fino ad altezza di 1,80 m., con materiale facilmente lavabile (escluso uso di vernici, smalti o simili), mentre restanti superfici trattate con vernici ad acqua (o simili) altamente traspiranti
  • pavimenti anti scivolo e facilmente  lavabili
  • altezza pari almeno a 2,40 m., mentre per spogliatoi altezza minima è di 2,70 m. (altezza ridotta a 2,20 in caso di wc ed altri locali non destinati ad utenti, ubicati in impianti in attività prima di 5/10/2013)
  • superficie ed arredi, nonché numero complessivo di docce e lavandini per utenti pari a: 1 wc per ogni 30 utenti (almeno 1 wc per spogliatoio); 1 lavandino per ogni 20 utenti (almeno 1 lavandino per spogliatoio); almeno 1 mq/utente/spogliatoio fino a 50 utenti (0,80 mq/utente/spogliatoio oltre 50 utenti); 1 doccia ogni 12 utenti ( almeno 2 docce per spogliatoio)
  • spazio doccia dimensionato in modo da consentire un facile movimento ad utente, nonché munito di un prospiciente spazio di scorrimento (anche in comune con altre docce).

Per impianti con capienza superiore a 150 utenti, nel nucleo servizi vi deve essere, a favore del personale, uno spogliatoio (di almeno 2 mq.) e servizi igienici (dotati di 1 water, 1 lavabo, 1 doccia).

Ai fini della prevenzione di incendi e della sicurezza di utenti:

  • impianti elettrici realizzati in conformità a normativa vigente e progettati da tecnico abilitato
  • quadro elettrico generale adeguatamente segnalato, ubicato in posizione facilmente raggiungibile, anche in caso di incendio od altra emergenza, così da porre fuori tensione impianto
  • locali, comprese vie di uscita, dotati di impianto di illuminazione di sicurezza, anche tramite singola lampada ad alimentazione autonoma, in grado comunque di assicurare almeno 5 lux ad 1 m. dal pavimento, per almeno 60 minuti
  • apparecchi di manovra ubicati in posizioni protette, riportando indicazioni chiare sui circuiti di riferimento
  • istituito registro di impianto elettrico, in cui riportati tutti gli interventi, sostituzioni e variazioni eseguite nel tempo. Registro tenuto presso impianto a disposizioni di Organi di controllo
  • corpi illuminati non protetti fuori della portata di utenti e di eventuali attrezzi mobili.

Impianti di riscaldamento e condizionamento progettati da tecnico abilitato, in modo da contenere il consumo energetico. Vietato uso di elementi mobili alimentati da combustibile liquido, solido o gassoso.

Consigliata installazione impianti di rilevazione e segnalazione di incendi ed allarme, purchè rispondenti a norme antincendio. Indispensabile  comunque disporre di un adeguato numero di estintori.

Titolare e/o eventuale personale delegato deve essere sempre presente durante orario di apertura impianto. Titolare in quanto responsabile della sicurezza e benessere di utenti e personale, deve essere munito di documento di valutazione dei rischi, redatto da un professionista abilitato, in cui, in relazione alle caratteristiche di ambienti: definire rischi per utenti e personale; individuare misure di prevenzione e protezione necessarie; attuare procedure per il conseguimento e mantenimento delle condizioni di sicurezza (documento da aggiornare in caso di variazioni negli ambienti od attività svolte). Persone delegate alla sicurezza debbono essere informate sul documento, in quanto responsabili, come il titolare, delle procedure in questo previste.

  • attività di vigilanza su impianti ed attrezzature (compreso rispetto dei termini e modalità di adeguamento degli impianti esistenti ai requisiti previsti dal Regolamento Marche 4/13) di competenza del Comune, in collaborazione con ASL. A tal fine titolare impianto “assicura disponibilità della relativa documentazione”, nonché si impegna a comunicare eventuale cessazione di attività
  • livello di qualificazione professionale di istruttori e dirigenti. Per esercizio di attività motoria, titolare di impianto deve  disporre di almeno:
  • 1 istruttore (provvisto di laurea in scienze motorie o diploma ISEF, o titolo equivalente (“limitatamente alla pratica delle singole discipline sportive”) acquisito tramite partecipazione a corsi integrativi, con superamento di prova finale, promossi da CONI, o Discipline sportive associate, o Enti di promozione sportiva, o Enti per cui sono tesserati)
  • 1 Direttore tecnico, a cui affidare il compito di:
  • organizzare attività programmate dal titolare
  • vigilare su svolgimento attività motorie, assicurandosi che istruttori raggiungono in modo omogeneo gli standard di servizio prefissati da titolare
  • promuovere aggiornamento e crescita professionale di istruttori
  • curare efficienza di attrezzature e segnalare al titolare eventuali carenze di impianto
  • assicurare corretto flusso di informazioni tra responsabile sanitario ed istruttori
  • impostare attività motoria personalizzata per ogni utente, in base alle indicazioni del responsabile sanitario, rispondendo poi della sua corretta applicazione da parte  di istruttore
  • assicurare presenza costante in impianto (se orario di lavoro inferiore a quello di apertura di impianto, occorre comunque garantire corretta organizzazione e standard qualitativo delle attività)
  • 1 medico (priorità a specializzazione in medicina dello sport o iscritto a Federazione Medico Sportiva), con il compito di:
    • garantire tenuta di apposita scheda sullo stato fisico e di salute di ogni utente (evidenziare limiti rispetto ad attività motoria svolta)
    • collaborare con titolare nell’allestimento di strutture ed attrezzature di primo soccorso
    • favorire iniziative volte a contrastare assunzione di sostanze dopanti nello svolgimento di attività motoria
    • collaborare con Direttore tecnico nel personalizzare attività fisica di utente
    • garantire almeno ogni 3 mesi sua presenza presso impianto
    • accertarsi che in impianto sia esposto in modo ben visibile per personale ed utenti un cartello recante “numeri telefonici dei servizi sanitari di emergenza e di continuità assistenziale”

Direttore tecnico e/o istruttore debbono essere “in grado di prestare interventi di primo soccorso, respirazione assistita, massaggio cardiaco”

Direttore tecnico e responsabile sanitario debbono essere presenti durante lo svolgimento di attività motorie ricreative fuori orario scolastico eseguite in impianti scolastici e pubblici.

  • modalità con cui gestori di impianti sportivi ne consentono uso ad utenti singoli, Associazioni e società sportive, gruppi sportivi scolastici ed aziendali operanti nella Regione
  • modalità di apertura ed esercizio di impianto subordinata alla presentazione di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune competente tramite SUAP (Sportello Unico per Attività Produttive), in cui indicare:
  • cittadinanza, generalità e dati fiscali del titolare
  • denominazione ed indirizzo di impianto da attivare
  • capienza ed attività svolte
  • numero e superficie di sale o spazi attrezzati per lo svolgimento di attività motorie
  • generalità e titoli professionali di Direttore tecnico e del responsabile sanitario

Allegare a SCIA:

  • copia di polizza assicurativa di responsabilità civile e professionale verso terzi
  • planimetria, piante e sezioni, specificando ubicazione di impianto e destinazione di ciascun locale
  • dichiarazione di conformità degli impianti termici, elettrici, aria alla norma vigente
  • relazione tecnica, redatta da professionista abilitato, attestante conformità di impianto ai requisiti del Reg. 4/13, nonché calcolo della capienza
  • certificato di idoneità statica redatto da tecnico abilitato relativo alle strutture portanti riferite ad attività prevista in impianto
  • valutazione di impatto acustico attestante rispetto delle disposizioni vigenti in materia
  • parere di Autorità sanitaria in merito al possesso dei requisiti igienici degli ambienti
  • dichiarazione di accettazione di incarico da parte del Direttore tecnico

SCIA affissa in modo ben visibile nelle zone di accesso ad impianto. Ogni modifica ai requisiti di impianto subito comunicata a Comune mediante PEC (cessazione attività entro 60 giorni)

Esclusi dal Reg. 4/13:

  1. impianti ove svolta attività sportiva disciplinata da Federazioni sportive nazionali, organi del CONI, non gestiti da soggetti che svolgono attività di impresa
  2. impianti dove svolta attività sportiva da parte di società od Associazioni sportive dilettantesche affiliate a Federazioni sportive nazionali riconosciute da CONI o Enti di promozione sportiva che sono tenuti a rispettare le norme previste negli statuti dei soggetti a cui sono affiliati
  3. impianti sportivi scolastici
  4. impianti con presenza di spettatori
  • istituire premi annuali destinati a:
  • giovani atleti non professionisti, residenti nelle Marche, di età inferiore a 18 anni, che si sono distinti a livello nazionale ed internazionale “manifestando spiccato talento sportivo”
  • società sportive a cui i suddetti giovani atleti sono tesserati
  • miglior progetto di sport realizzato in Istituti scolastici di ogni ordine e grado delle Marche che promuove ed esalta finalità educative e formative della pratica sportiva. Criteri per erogazione dei premi fissati nel programma annuale di attività
  • istituire, definendone criteri di tenuta:
  • registro regionale delle idoneità sportive, in cui riportate le certificazioni sanitarie sportive rilasciate
  • libretto sanitario sportivo assegnato ad ogni atleta
  • “passaporto ematochimico” rilasciato ad ogni atleta di età compresa tra i 14 e 18 anni, volto a monitorare in modo sistematico e continuativo i suoi valori ematici, ai fini di efficace prevenzione.

Comuni, singoli od associati, svolgono funzioni di:

  1. svolgimento di attività promozionali concernenti la pratica sportiva
  2. elaborazione di progetti riguardanti impianti sportivi, privilegiando riqualificazione, adeguamento, messa a norma del patrimonio sportivo esistente
  3. completamento, manutenzione straordinaria, messa in sicurezza, superamento barriere architettoniche, nonché realizzazione di impianti e spazi sportivi
  4. promozione di sport per diversamente abili e sport per tutti
  5. realizzazione di progetti per attività motoria nelle scuole (a partire da scuole primarie)
  6. gestione impianti sportivi pubblici
  7. promozione di convenzioni con Istituzioni scolastiche per utilizzo impianti sportivi scolastici da parte di comunità locali ed Associazioni sportive in orario extrascolastico
  8. realizzazione e sostegno di manifestazioni ed iniziative legate al mondo dello sport, compresi convegni, seminari, corsi e pubblicazioni
  9. censimento di spazi ed impianti sportivi e relativo aggiornamento
  10. vigilanza su applicazione L.R. 5/12

Istituto preso Giunta Regionale Comitato Regionale dello Sport e Tempo Libero, composto da: Assessore Regionale Sport (lo presiede); Dirigente regionale in materia di sport; Direttore Agenzia Regionale Sanitaria (ARS); 1 rappresentante di Comitato regionale CONI; 5 rappresentanti Comitati provinciali CONI; 3 rappresentanti Comitato regionale CIP; 3 rappresentanti dei Comuni; 1 rappresentante di Ufficio scolastico regionale; 1 rappresentante Enti di promozione sportiva riconosciuti da CONI; 1 esperto di impianti sportivi; 1 rappresentante Comitato regionale Federazione medico sportiva italiana (FMSI), 1 rappresentante regionale di Istituto Credito Sportivo (ICS); 1 rappresentante Federazione regionale laureati in scienze motorie e diplomati ISEF Marche; 1 rappresentante Facoltà scienze motorie Marche; 1 rappresentante Associazioni consumatori ed utenti iscritte in Registro regionale; 1 rappresentante di Sport e Salute spa), Presidente Giunta Regionale può autorizzare tecnici ed esperti di settore a partecipare a riunioni di Comitato.

Comitato nominato con decreto Presidente Giunta Regionale, dura in carica 3 anni, delibera a maggioranza dei presenti in merito a:

  1. proposta di iniziative a favore di promozione e sviluppo di attività sportive
  2. formulazione di proposte e di parere sul piano regionale per la promozione della pratica sportiva ed il relativo programma annuale
  3. espressione di suggerimenti e valutazioni su stato di attuazione di L.R. 5/12, verificandone realizzazione in termini di risultati ed effetti prodotti
  4. approvazione di regolamento interno in cui previsto Consiglio direttivo, composto da non oltre 5 membri.

Conferenza regionale su sport e tempo libero indetta ogni 5 anni da Giunta Regionale “al fine di verificare stato delle attività nel territorio in merito ad attuazione normativa regionale, nonché formulare proposte ed iniziative, predisposizione piani e programmi di promozione sportiva

Entità aiuto:

Partecipazione a lavori del Comitato regionale dello sport non comporta alcun compenso

Istituito a partire da 1/1/2013 Fondo unico per lo sport, alimentato con: risorse europee, statali, regionali (entità definite in sede di approvazione del bilancio); eventuali risorse assegnate da altre Istituzioni/Enti pubblici e privati. Modalità di riparto del Fondo sono fissate nell’ambito del programma annuale di interventi

Concessi contributi ad Associazioni sportive per favorire partecipazione di persone diversamente abili alla pratica sportiva comprendenti costi di:

  1. trasporto di atleti disabili per loro partecipazione ad attività sportive
  2. istruttori, tecnici e medici specifici per atleti disabili
  3. corsi specifici a favore di atleti disabili

Concessi contributi in conto capitale (fino a 80%) e in conto interessi (in base a convenzioni stipulate con ICS ed Istituti di credito in cui fissare tasso dei mutui agevolati pluriennali e loro entità) a favore di Comuni, società, Associazioni sportive, altri soggetti pubblici e privati senza fine di lucro per:

  1. adeguamento di impianti ed attrezzature sportive esistenti a normative vigenti
  2. abbattimento di barriere architettoniche ed interventi necessari ad assicurare esercizio della pratica sportiva ai diversamente abili
  3. completamento, recupero, ristrutturazione di impianti esistenti, compresa dotazione di attrezzature
  4. realizzazione strutture, spazi ed attrezzature sportive all’aperto
  5. realizzazione di nuovi impianti sportivi conformi a regolamento CONI e Federazione sportive nazionali, anche mediante acquisto di immobili da destinare ad attività sportiva
  6. ripristino di impianti e reintegro di attrezzature sportive danneggiate o andate perdute a causa di eventi naturali, nonché realizzazione e manutenzione straordinaria delle spese necessarie per protezione di impianti stessi.

A tali soggetti concesse inoltre garanzie fidejussorie regionali sui suddetti finanziamenti agevolati

Regione concede altresì contributi a favore di:

  1. società ed associazioni dilettantistiche per attività promozionali svolte tramite CAS
  2. Comitato regionale e Comitati provinciali del CONI per attività promozionali a favore di alcune scuole elementari (in particolare progetti di alfabetizzazione motoria)
  3. scuole elementari ed Istituti di Istruzione secondaria del 1° e 2° grado per attività sportiva in orari extrascolastici (in particolare Giochi della Gioventù, Giochi sportivi studenteschi)
  4. Comitati di delegazione di Enti promozione sportiva riconosciuti da CONI per attività sportive e amatoriali
  5. Associazioni di promozione sociale per attività sportiva amatoriale
  6. Enti locali, Comitato regionale e Comitati provinciali di CONI, Federazioni sportive nazionali, Enti di promozione sportiva, società ed Associazioni sportive per organizzazione di manifestazioni e competizioni sportive di livello regionale, nazionale, internazionale
  7. Comitato regionale e strutture territoriali CONI, Comitati regionali e Delegazioni di Federazioni sportive nazionali, Enti di promozione sportiva riconosciuti da CONI, società ed Associazioni sportive, Enti pubblici per organizzazione di convegni, seminari e corsi di formazione per aggiornamento di tecnici ed operatori
  8. società ed Associazioni sportive dilettantistiche, riconosciute da CONI e CIP, per l’acquisto di autoveicoli volti al trasporto collettivo in sicurezza degli atleti. Contributi fino a 50% della spesa ammissibile secondo criteri e priorità individuati nel Programma annuale, tenendo conto di: numero di tesserati; attività della società o Associazione richiedente; modalità di rilascio di autorizzazione preventiva da parte di Regione. Tali mezzi beneficiano inoltre anche di tassa unica presso PRA per loro intera vita economica
  9. Federazioni sportive nazionali, Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, società ed Associazioni sportive, aventi sede nelle Marche ed affiliate da almeno 2 anni (durante tale periodo hanno svolto attività agonistica) per lo svolgimento e la partecipazione a manifestazioni sportive agonistiche
  10. società ed Associazioni sportive dilettantesche con almeno 75 iscritti per la promozione e svolgimento di attività sportiva a favore di giovani atleti che svolgono attività sportiva di accertato livello tecnico

Regione assicura rilascio gratuito della certificazione sanitaria di idoneità all’esercizio della attività sportive agonistiche da parte di atleti di età inferiore a 18 anni, atleti diversamente abili, studenti partecipanti a giochi sportivi studenteschi

Sanzioni:

Chiunque procede ad apertura e gestione di impianti sportivi senza aver inoltrato la SCIA: multa da 1.000 a 10.000 € + chiusura impianto

Chiunque viola disposizioni previste nel regolamento in materia di requisiti tecnici, igienico sanitari e di sicurezza degli impianti ad attrezzature sportive: multa da 5.000 a 10.000 € + chiusura impianto per periodo necessario ad adeguamento impianto

Chiunque non comunica a Comune cessazione attività sportiva: multa da 500 a 3.000 €.

Comune  se accertato venire meno di requisiti prescritti da Regolamento regionale per esercitare attività in impianti, provvede previa diffida a: sospensione di attività e chiusura di impianto fino ad “avvenuto ripristino delle condizioni violate” (comunque non oltre, eventualmente prorogabile di altri Genesi). Se condizioni violate non sanate: cessazione di attività.

In caso di vendita anticipata di mezzi acquistati per trasporto collettivo in sicurezza degli atleti: restituzione in proporzione al periodo residuale di vincolo dei contributi percepiti

 

 

 

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