REFLUI OLEARI

REFLUI OLEARI (Legge 574/96; D.Lgs. 152/99, 152/06; D.M. 6/7/05; D.G.R.M. 14/11/94)  (olio17)

Soggetti interessati:

Frantoiani che intendono procedere a “spargimento controllato su terreni adibiti ad uso agricolo” di:

1)       acque di vegetazione “residuate della lavorazione meccanica delle olive che non hanno subito alcun trattamento, né ricevuto alcun additivo ad eccezione delle acque per la diluizione delle  paste ovvero per la lavatura degli impianti”;

2)       sanse umide provenienti dalle lavorazioni delle olive e “costituite dalle acque e dalla parte fibrosa del frutto e dei frammenti di nocciolo” da utilizzare come ammendanti del terreno.

Uso agronomico delle acque di vegetazione non rientra nei divieti e limiti previsti da D. Lgs. 152/99.

Sanse di olive vergini sono considerate sottoprodotti utilizzabili tal quali per produzione di energia elettrica, purché subiscano semplice trattamento meccanico, cioè denocciolamento di sansa vergine, da cui ricavata sansa vergine denocciolata e nocciolino di sansa

Iter procedurale:

D.Lgs 152/09, come modificato da Legge 221/15, assimila le acque reflue di vegetazione dei frantoi oleari alle acque reflue domestiche, ai fini dello scarico in pubbliche fognature, purchè:

  • Ente di governo di ambito non ravvisi criticità nel sistema di depurazione
  • frantoi trattano solo olive provenienti da territorio regionale e da aziende agricole, i cui terreni insistono in aree sconnesse o terrazzate dove metodi di smaltimento, tramite fertilizzazione ed irrigazione, non son agevolmente praticabili
  • previo idoneo trattamento che garantisce rispetto delle norme tecniche e dei valori minimi adottati dal Gestore del servizio idrico integrato, tenendo conto delle caratteristiche e dell’effettiva capacità di trattamento di impianto di depurazione

 Regione approva piano di distribuzione delle acque di vegetazione, inviato a MIPAAF individuando comprensori omogenei (Tenere conto: caratteristiche e distribuzione sul territorio della produzione olivicola e degli impianti di molitura) e precisandone modalità di smaltimento sul suolo agrario (tenere conto: caratteristiche ambiente ricevitore; presenza zone di captazione acqua potabile; minerale e termale; limiti di concentrazione delle sostanze organiche).

Acque di vegetazione conservate in appositi contenitori, dotati di idonea capacità a contenere tali sostanze per periodo prolungato di tempo, soprattutto se loro spandimento su terreno impedito per motivi di ordine agronomico, climatico, legislativo.

Regione fissa capacità minima del contenitore anche differenziata in base a condizioni climatiche, pedologiche, agronomiche , come sommatoria del volume di: acque di vegetazione, comprensive di acque di lavaggio delle olive potenzialmente prodotte in 30 giorni da frantoio che lavora 8 ore/giorno + apporti derivati da precipitazioni meteoriche, se contenitore non dispone di copertura adeguata + margine di sicurezza di almeno 10 cm.

Fondo e pareti dei contenitori debbono essere impermeabilizzati con materiale naturale o artificiale (se contenitori posti in terra vanno muniti di argine e fosso di guardia perimetrale “adeguatamente dimensionato ed isolato da normale rete scolante”).

Frantoiani, almeno 30 giorni prima della distribuzione delle acque di vegetazione, presentano a Sindaco, nel cui territorio ubicato impianto, comunicazione contenente:

  1. dichiarazione in cui si impegna a rispettare disposizioni vigenti in materia, nonché disposizioni igienico sanitarie, ambientali, urbanistiche ed eventuali prescrizioni impartite dal Sindaco;
  2. dichiarazione del proprietario del sito di spandimento attestante di essere a conoscenza delle disposizioni di cui sopra e dei contenuti della relazione tecnica allegata a comunicazione;
  3. dati sulle caratteristiche del frantoio, quali: generalità del legale rappresentante e denominazione del frantoio, con recapito telefonico e fax; tipologia del ciclo di lavorazione; entità di olive molite in 8 ore (potenzialità produttiva); produzione stimata di acque di vegetazione e di sanse umide; giorni di durata prevedibile della campagna oleicola; produzione annua media di sanse umide non inviata in sansificio (espressa in mc.);
  4. dati relativi al sito di spandimento, quali: periodo entro il quale si prevede di effettuare lo spandimento; quantità totale di acque di vegetazione e sanse umide da distribuire nel sito; nominativo ed indirizzo del titolare del sito; superficie agricola utilizzata per spandimento; sua ubicazione ed attestazione del relativo titolo di uso; numero di anni per cui è previsto uso del sito;
  5. dati e caratteristiche dei contenitori di stoccaggio, quali: titolare contenitore di stoccaggio; volume complessivo dei contenitori delle acque di vegetazione; localizzazione dei contenitori; tipologia del contenitore (bacino impermeabilizzato, con o senza copertura).

Allegare una relazione redatta da tecnico iscritto ad Albo, contenente indicazioni su:

  • sito oggetto di spandimento, specificando: titolare del sito; identificazione catastale; superficie totale e superficie utilizzata per spandimento; ph del terreno; stima della capacità di accettazione delle piogge; stima della conducibilità idraulica satura; pendenze del terreno, con relative sistemazioni idraulico agrarie presenti; presenza di falde temporanee e loro profondità; profondità della falda permanente; presenza di corpi idrici lungo i confini dell’appezzamento; bacino idrografico di riferimento; eventuali colture in atto sul terreno (indicare specie); eventuali rotazioni colturali adottate (specificare motivazioni della non coltivazione del terreno)
  • tipologia di trasporto e spandimento: denominazione ed indirizzo ditta di trasporto e di quella che esegue spandimento; capacità e tipologia del contenitore di trasporto; modalità di spandimento
  • cartografia: corografia in scala 1:25.000, specificando siti di spandimento, ubicazione dei pozzi pubblici e/o privati ad uso potabile, abitazioni; estratto mappa catastale, specificando particelle investite e loro caratteristiche morfologiche, idrologiche, agroambientali.

Per comunicazioni relative a spandimenti successivi al primo, è sufficiente riportare dati relativi al legale rappresentante e caratteristiche del frantoio e del sito di spandimento, mentre i dati sulle caratteristiche dei contenitori di stoccaggio sono riportati solo in caso di variazioni, come quelli della relazione tecnica.

Regioni possono prevedere:

  1. comunicazioni semplificate per frantoi che nelle ultime 4 campagne hanno prodotto in media meno di 20 t. di olio (Se frantoio operativo da meno di 4 campagne, prendere in esame media delle campagne effettuate. Per nuovi frantoi impegno a lavorare nei 4 anni successivi non oltre 4 t. di olive ogni 8 ore);
  2. esonero da comunicazione per quei frantoi aventi capacità lavorativa inferiore a 2 t. di olive ogni 8 ore

Sindaco, entro 30 giorni, esegue istruttoria, acquisendo parere del servizio igiene della ASL e ponendo eventuali divieti alla distribuzione delle acque vegetazione e sanse su:

a)       terreni non adibiti ad uso agricolo;

b)       terreni situati a distanze inferiori a 10 m. da corsi d’acqua (misurati a partire dalla sponda, o da inizio arenile per acque marine e lacustri);

c)       terreni con pendenze superiori al 15% privi di sistemazioni idraulico-agrarie;

d)       boschi;

e)       giardini ed aree di uso pubblico;

f)        aree di cava;

g)       aree a salvaguardia della captazione di acque destinate al consumo umano;

h)       terreni situati a meno di 200 m. da centri abitati;

i)         terreni su cui sono presenti colture orticole;

j)         terreni in cui localizzate falde acquifere a profondità inferiore a 10 m., o comunque “che possono venire in contatto con acque di percolazione del suolo”;

k)       terreni gelati, innevati, saturi di acqua ed inondati a causa delle piogge perduranti.

Regioni possono stabilire ulteriori divieti in prossimità di strade pubbliche, salvo immediato interramento dei reflui, o per “riposo temporaneo dei siti dove acque di vegetazione e sanse umide vengono distribuite per diversi anni consecutivi”

Ammessa una distribuzione di 50 mc. di acque di vegetazione/ha. per frantoi a ciclo tradizionale (80 mc./ha. per frantoi a ciclo continuo).

Per il trasporto delle acque di vegetazione occorre inviare specifica comunicazione a Sindaco, comprendente: estremi identificativi del frantoio produttore di acque; quantità di acque trasportate; identificazione mezzi di trasporto; estremi identificativi del destinatario ed ubicazione del luogo di spandimento; estremi della comunicazione inviata dal frantoiano. Se di trasporto effettuato da personale dipendente del frantoio o dal titolare del luogo di spandimento si adottano procedure semplificate.

Nelle fasi di stoccaggio e trasporto delle acque di vegetazione vietata loro miscelazione con effluenti zootecnici, agroindustriali, o con rifiuti urbani.

Durante fase di trasferimento e stoccaggio di acque di vegetazione e sanse umide, Regione individua accorgimenti tecnici e gestionali per limitare emissioni di odori sgradevoli (soprattutto se contenitore acque di vegetazione è ubicato fuori dal perimetro del frantoio), e garantire un adeguato controllo sulla movimentazione delle acque.

Regione stabilisce programma di controlli presso frantoio, centro di stoccaggio, sito di spandimento, nonché su “attività di utilizzazione agronomica”, a cui gli interessati sono chiamati a collaborare, fornendo le informazioni richieste ed agevolando accesso ai luoghi.

Comune entro 31 Ottobre trasmette a Regione relazione su comunicazioni pervenute (Inviare dati relativi a titolari impianti, quantità di acque di vegetazione o sanse umide, luogo e programma di spandimento). Regione, entro 31 Marzo di ogni 3 anni, invia relazione su modalità di applicazione della legge (Fac simile riportato in allegato al D.M. 6/7/05 pubblicato su G.U. 166/05) a MI.P.A.A.F. che a sua volta entro 31 Dicembre ne informa il Parlamento.

Sanzioni:

Chiunque esegue smaltimento reflui oleari su suolo agrario senza preventiva comunicazione a Sindaco, o nella distribuzione non rispetta prescrizioni riportate in autorizzazione: multa da 250 a 500 € + limitazione o sospensione dello spandimento da parte del Sindaco

Chiunque distribuendo reflui oleari su terreno agricolo mette in pericolo approvvigionamento idrico, o reca danni a “risorse viventi o sistema ecologico”, o non rispetta limiti quantitativi di distribuzione: multa da 500 a 1.500 €, salvo che il fatto non costituisca reato.

Chiunque distribuisce reflui oleari in terreni agricoli oggetto di divieto: multa da 500 a 2.500 €.

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