PSR E FILIERE LEGNO ENERGIA

PSR E FILIERE LEGNO ENERGIA (Reg. 1305/13, D.A. 12/3/18; D.G.R. 10/11/20; D.D.S. 23/12/20)  (PSR87)

Soggetti interessati:

Servizio Regionale Politiche Agroalimentari (Servizio), Servizio Decentrato Agricoltura (SDA)

Raggruppamento di imprese agricole/forestali, imprese di utilizzazione forestale ed imprese di trasformazione, commercializzazione ed utilizzazione in prevalenza del prodotto energetico che intende sviluppare investimenti nell’intero territorio delle Marche ai fini della produzione di energia rinnovabile da biomasse forestali, o di materiale energetico (legna da ardere, cippato, pellet, briquettes), o di legname da opera, mobilio, pannelli ed arredo verde generato dalla filiera, purché, al momento di invio della domanda, dispone dei seguenti requisiti:

Ø       presenza di un soggetto promotore di un unico Progetto Integrato di Filiera (PIF) forestale:

a)avente forma di Associazione produttori agricoli/forestali di qualsiasi natura giuridica (Escluse Organizzazioni professionali e/o interprofessionali che rappresentano 1 o più settori), costituita da produttori (almeno 50% del settore forestale) di biomassa forestale (prodotta per almeno 50% da alberi o boschi vegetanti nelle Marche), dal cui statuto emerge prevalenza nella composizione dell’organo decisionale di imprenditori agricoli iscritti a Camera di Commercio sezione speciale delle imprese agricole e/o di operatori forestali iscritti a Camera di Commercio con codice ATECO forestale, ricadenti nella categoria delle PMI ed in possesso di superfici forestali nelle Marche in grado da “sole di garantire il rispetto dei requisiti di ammissibilità”;

b)rappresentante di tutti gli operatori della filiera in base ad un contratto di filiera sottoscritto da questi (mandato di rappresentanza), a seguito del quale acquisisce seguenti poteri:

  • raccolta delle sottoscrizioni dei partecipanti, gestione e registrazione del contratto di filiera;
  • elaborazione, sottoscrizione e presentazione del PIF;
  • rappresentanza dei partner nei rapporti con Amministrazione pubblica in tutte le fasi dell’iter procedurale relative all’attuazione del PIF (compresi eventuali atti e comunicazioni richieste dall’Amministrazione);
  • ulteriori poteri ritenuti necessari per l’efficace realizzazione del PIF;

c)responsabile degli impegni assunti con il PIF in ragione del mandato attribuito ed in qualità di beneficiario diretto delle Misure a sistema, ma non delle inadempienze, né delle eventuali sanzioni applicate ai beneficiari degli aiuti delle singole Misure individuali attivate;

d)iscritto alla Camera di Commercio con almeno 1 sede operativa nelle Marche;

e)esecutore dell’azione di animazione per la creazione ed il mantenimento della filiera;

f)presentatore di un PIF, in cui possono rientrare le seguenti misure del PSR, purché connesse alle finalità della filiera:

  • 1.1.a inerente ad azioni formative rivolte agli addetti del settore agricolo, alimentare, forestale da attuarsi da parte di Enti di formazione accreditati. Progetto formativo deve: tenere conto del fabbisogno di formazione degli aderenti alla filiera; indicare tematiche formative trattate e loro rilevanza nell’ambito del PIF e dell’area in questione; indicare necessità e potenziali destinatari delle azioni formative
  • 4.3.a inerente alle infrastrutture in ambito forestale
  • 6.2.a inerente all’avviamento di attività imprenditoriali extragricole nelle zone rurali
  • 6.4.b inerente agli investimenti strutturali nelle PMI per sviluppo di attività non agricole
  • 8.6.a inerente agli investimenti materiali ed immateriali funzionali ad ammodernamento delle strutture di trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti legnosi, purché: tutti gli investimenti correlati alla partecipazione dell’impresa al PIF; quantità della materia prima lavorata da impianti finanziati proveniente per almeno il 60% da produttori agricoli sottoscrittori del contratto di filiera
  • 16.2 inerente al sostegno a progetti pilota e sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie relative  alle tematiche della filiera al fine di elevare il livello di innovazione delle imprese agricole e forestali, nonché degli operatori pubblici e privati delle aree rurali
  • 16.6.a inerente alla costituzione di aggregazioni tra produttori di biomassa forestale.

Per Misure 4.3.a, 6.4.b, 8.6.a si considerano cantierabili progetti che prevedono opere strutturali oggetto di autorizzazione da parte di 1 o più Enti, se i titoli abilitativi (autorizzazioni, concessioni, segnalazione certificata di inizio attività, permesso di costruire, nulla osta) previsti dalle normative vigenti vengono presentati entro 6 mesi dall’atto di finanziamento del PIF, purché al momento di invio della domanda è stata trasmessa richiesta dei suddetti titoli (riportare in domanda estremi di tali richieste). Tutti gli investimenti previsti nelle domande di sostegno presentate debbono essere realizzati nelle Marche

g)coordinatore dell’invio dei progetti individuali da parte dei partner, di cui cura comunicazioni relative al loro iter istruttorio;

h)coordinatore dell’attività di filiera in relazione al raggiungimento degli obiettivi esplicitati nel business plan;

i)interlocutore dell’Amministrazione pubblica per tutti gli adempimenti connessi all’attuazione del PIF fino all’accertamento finale della sua avvenuta realizzazione;

j)non ricadente tra le imprese in difficoltà finanziaria;

k)iscritto all’anagrafe delle aziende agricole con fascicolo aziendale aggiornato e validato;

l)in possesso di adeguata capacità amministrativa, desumibile dal rispetto degli standard minimi di competenza sotto il profilo tecnico amministrativo e finanziario nell’utilizzo dei fondi pubblici delle figure professionali che si intendono impiegare (anche a tempo parziale) per assolvere alle funzioni assegnate (attestate dai titoli di studio posseduti in materie tecnico-economiche). Requisito si intende rispettato se usato personale assunto tra gli iscritti ad Albo regionale dei facilitatori della filiera legno-energia;

Ø       presenza di soggetti partecipanti sottoscrittori del contratto di filiera, quali imprenditori agricoli e forestali (singoli od associati), Associazioni di produttori agricoli e forestali, imprese di lavorazione, trasformazione e commercializzazione del settore legno, imprese commerciali di prodotti legnosi, imprese di produzione e/o di utilizzazione di energia prodotta, altri soggetti direttamente coinvolti nella filiera che:

a)prevedono di aderire ad 1 o più Misure del PSR attivate dal PIF

b)possiedono al momento di invio della domanda individuale i requisiti di accesso previsti per le singole Misure oggetto di aiuto (compresa clausola “Deggendorf”, che vieta l’erogazione di aiuti di Stato ad imprese che debbono restituire precedenti aiuti considerati illegali ed incompatibili dalla Commissione UE)

c)mantengono propria autonomia ai fini di: gestione del finanziamento (nel rispetto di eventuali limitazioni poste nel contratto di filiera sottoscritto); adempimenti fiscali; oneri sociali; rispetto dei vincoli di ogni Misura attivata; rispondenza in proprio di eventuali danni provocati dalla realizzazione delle operazioni di cui è titolare

Iter procedurale:

Servizio emanato, con DDS 703 del 23/12/2020, bando per realizzare progetti integrati di filiera legno energia (PIF), a seguito del quale i soggetti promotori presentano, con firma digitale (tramite Carta Raffaello o altra Carta servizi abilitata), domanda di aiuto per 1 o più PIF (purché non via sia sovrapposizione tra superfici boschive interessate ai diversi PIF) e per le relative Misure attivate, su SIAR, anche avvalendosi di CAA riconosciuti, entro le ore 13 del 13/4/2021, allegando:

  1. dichiarazione di impegno a registrare in via definitiva il contratto di filiera entro 30 giorni dalla comunicazione del  finanziamento del PIF, pena decadenza di questo
  2. progetto integrato di filiera (PIF), redatto sul modello predisposto dal Servizio, contenente descrizione di:
  • PIF e suoi obiettivi
  • soggetto promotore e suo ruolo all’interno della filiera
  • soggetti partecipanti al PIF e loro ruolo all’interno della filiera
  • soggetti esterni coinvolti nel PIF e loro ruolo all’interno della filiera
  • esigenze formative ed informative rilevate dai partecipanti al PIF ed attività previste per soddisfare tali esigenze, evidenziando ogni elemento utile a valutarne correlazione e coerenza con le finalità della filiera legno energia
  • esigenze di sviluppo di progetti pilota, specificandone ricaduta sui partecipanti alla filiera ed assicurando stretta connessione tra domanda ed offerta di innovazione (Elementi utili a valutare loro coerenza con PIF)
  • attività di animazione e di coordinamento svolta dal soggetto promotore
  1. business plan di filiera di 3 anni a partire dai 6 mesi successivi alla concessione dell’aiuto, contenente:
  • analisi del contesto in cui si inserisce il PIF ed in particolare di: quadro regionale, nazionale, comunitario, internazionale del settore; situazione di partenza della filiera e relativa analisi SWOT
  • indicazione degli obiettivi e strategie da adottare, nonché delle ricadute positive per le aziende partecipanti al PIF in termini di vantaggi economici
  • indicazione della filiera da realizzare e descrizione del contesto in cui si inserisce
  • descrizione degli investimenti da attuare con le relative Misure del PSR che PIF intende attivare, suddivisi tra progetti individuali aziendali ed interventi “di sistema” (specificare loro carattere propedeutico o complementare rispetto ai progetti individuali). Se richiesta redazione di piani di gestione forestale o strumenti di pianificazione equivalenti, tali documenti inviati entro 60 giorni da presentazione di PIF
  • fatturato annuale previsto, ai fini della quantificazione del contributo spettante alla filiera, calcolato in base alla stima del fatturato globale di aderenti alla filiera (prendere in considerazione il prodotto energetico generato dalla filiera a cui aggiungere, fino ad un massimo del 30%, il fatturato derivante dalla produzione del legname da opera, mobilio, pannelli ed arredo verde generato dalla filiera)
  1. cronoprogamma delle azioni ed investimenti da attivare, specificando tempi di realizzazione di ogni intervento
  2. contratto di filiera (sotto forma di scrittura privata redatto sulla base di un modello predisposto dal Servizio) sottoscritto da tutti i partecipanti alla filiera e dal legale rappresentante del soggetto promotore, tramite cui regolati rapporti tra operatori di filiera (soggetto promotore, partecipanti e aderenti alla filiera), contenente:
  • indicazione dei soggetti sottoscrittori del contratto in qualità di partecipanti
  • compiti affidati al soggetto promotore
  • finalità, oggetto, operazioni/interventi da realizzare, che concorrono a definire i contenuti generali del PIF
  • quantitativi complessivi di prodotto cui il contratto è riferito e che i partecipanti si impegnano a mantenere per intera durata del PIF. Non previsto alcun quantitativo minimo, ma soggetto promotore individua quantità gestita da filiera “sulla base di una stima preventiva legata alle potenzialità dei singoli partecipanti alla filiera”
  • durata del contratto (Almeno pari a 3 anni)
  • rapporti all’interno della filiera in relazione ai poteri di rappresentanza, impegni riguardanti la realizzazione del singolo intervento in rapporto al PIF, responsabilità reciproche delle parti
  • vincoli che legano tra loro diversi sottoscrittori del contratto di filiera in relazione a: obblighi di vendita ed acquisto;  eventuali parametri di prezzo legati alla qualità delle produzioni
  • modalità di gestione delle eventuali riduzioni di aiuto in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi del PIF e del relativo contenzioso. Responsabilità per mancato raggiungimento del fatturato di filiera va ripartita pro quota in base alle specifiche inadempienze dei singoli sottoscrittori
  • modalità di recesso in caso di mancato finanziamento del PIF
  • modalità di adesione di nuovi partecipanti al PIF o sostituzione di quelli aderenti all’inizio
  1. curriculum (Modello predisposto dal Servizio) delle figure professionali che soggetto promotore intende impiegare per realizzare PIF, qualora non si intende avvalere di facilitatori di filiera iscritti ad Albo regionale

Servizio esamina, entro 10 giorni, ricevibilità della domanda, escludendo domande presentate oltre il termine, o non sottoscritte, o sottoscritte da persona diversa dal legale rappresentante del soggetto promotore.

Servizio, tramite apposita Commissione di valutazione, provvede entro 150 giorni (fermo restando possibilità di interrompere termini istruttori solo 1 volta e per non oltre 30 giorni per chiedere integrazioni o chiarimenti da presentare, tramite SIAR, entro 10 giorni dalla notifica dell’elenco dei documenti da inviare) all’istruttoria delle domande ritenute ricevibili verificando presenza delle condizioni generali di ammissibilità di PIF e dei singoli progetti individuali aziendali e di sistema (compresa loro coerenza con PIF e possibilità di mantenere obiettivi del business plan di filiera)

Si ha inammissibilità di PIF in caso di: mancato invio della documentazione prescritta; mancanza nel contratto di filiera degli elementi essenziali; mancato raggiungimento del punteggio minimo di 0,1; impossibilità di mantenere obiettivi del business plan del PIF (chiesto al soggetto promotore di trovare soluzioni alternative, quali nuovi sottoscrittori del contratto di filiera disposti al subentro negli impegni o mantenimento degli impegni presi dai partecipanti non finanziati)

Inammissibilità dei singoli progetti individuali e di sistema dipende da quanto riportato nei specifici bandi. In caso di PIF non rilasciato, o rinunciato, o non ammesso, tutti i progetti a questo collegati non vengono ammessi

Nel caso di non ammissibilità (totale o parziale), Servizio comunica al richiedente esito dell’istruttoria, specificando: punteggio assegnato; investimenti ammessi e non ammessi per progetti individuali e di sistema; contributo concedibile per questi; termine (10 giorni) per inviare richiesta di riesame, tramite SIAR, alla Commissione di valutazione per riesame, che decide entro i 20 giorni successivi.

Servizio, avvalendosi di Commissione, redige graduatoria delle domande ammissibili, in base alle seguenti priorità dichiarate al momento di invio della domanda e mantenute fino al raggiungimento della piena operatività della filiera:

  1. inclusione del PIF nell’ambito delle strategie di sviluppo locale di un Programma Integrato Locale (PIL) approvato da un GAL o dalla Regione entro termine di redazione della graduatoria (Peso 30%): 1 punto se PIF per produzione di energia da biomassa forestale risulta inserito in un PIL, dimostrandone stretta correlazione esistente con questo (cioè superfici boschive interessate dal PIF comprese in prevalenza nel territorio di un PIL, le cui strategie contengono un riferimento allo sviluppo di filiere forestali per la produzione di energia rinnovabile)
  2. numero dei produttori coinvolti nella filiera (Peso 30%): 1 punto se il numero dei produttori coinvolti nella filiera come fornitori di materia prima (cioè biomassa forestale, scarti o sottoprodotti della lavorazione dei prodotti legnosi) superiore a +100% rispetto alla media del numero di produttori coinvolti in tutte le filiere dei progetti presentati; 0,75 punti se il numero dei produttori coinvolti compreso tra +25% e +100% rispetto alla media; 0,50 punti se il numero dei produttori coinvolti compreso tra -25% e +25% rispetto alla media; 0,25 punti se il numero dei produttori coinvolti compreso tra -75% e -25% rispetto alla media
  3. maggiore estensione della superficie forestale del Piano di gestione o delle superfici forestali nella disponibilità dei beneficiari (Peso 40%): 1 punto se estensione della suddetta superficie superiore a +100% rispetto alla media delle superfici forestali dei progetti presentati; 0,75 punti se tale superficie compresa tra +25% e +100% rispetto alla media; 0,50 punti se tale superficie compresa tra -25% e +25% rispetto alla media; 0,10 punti se tale superficie compresa tra -50% e -25% rispetto alla media

Alla graduatoria ammessi solo PIF che raggiungono punteggio minimo di 0,10. A parità di punteggio, priorità assegnata a domande con maggiore numero di produttori di materia prima aderenti

Finanziabilità dei progetti di filiera e dei progetti individuali e di sistema dipende dalla disponibilità finanziaria esistente.

All’interno di ogni PIF predisposte graduatorie per singola Misura attivata relativamente alle domande ammissibili, con finanziamento di PIF in ordine decrescente di graduatoria, tenendo presente la dotazione massima assegnata alla filiera ed alle singole Misure attivate, per cui:

  • nel caso di presentazione di un numero di progetti per determinata Misura, il cui fabbisogno superi dotazione finanziaria stabilita da business plan di filiera per tale Misura, finanziate solo le aziende in posizione utile della graduatoria
  • nel caso di risorse sufficienti a finanziare parzialmente ultimo progetto in graduatoria della Misura, questo finanziato solo se beneficiario ne garantisce il completamento a proprie spese
  • nel caso di esaurimento delle risorse per specifica Misura che non consente di finanziare tutte le domande o di inammissibilità di alcune di queste, Commissione di valutazione può ammettere il finanziamento del PIF se verifica che il mancato finanziamento di alcuni progetti non impedisce il raggiungimento degli obiettivi del business plan di filiera, o il soggetto promotore è in grado di proporre soluzioni alternative (cioè subentro negli impegni di altri sottoscrittori), o di garantire il mantenimento degli impegni assunti dai sottoscrittori non finanziati.

Graduatoria pubblicata sul sito www.norme.marche.it, nonché inviata comunicazione ai richiedenti ammessi ma non finanziati per mancanza di fondi, affinché possano presentare ricorso entro 60 giorni da notifica al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) od entro 120 giorni al Capo dello Stato

Soggetto promotore provvede a coordinare la realizzazione degli interventi ammessi a finanziamento ed a garantire:

  • registrazione del contratto di filiera da presentare (se non inviato con domanda) al Servizio entro 30 giorni dalla notifica di approvazione della graduatoria
  • rispetto degli impegni riportati all’interno degli specifici bandi delle Misure attivate dal PIF
  • operatività della filiera da avviare entro 6 mesi dalla ammissione al sostegno
  • mantenimento per almeno 1 anno della piena operatività della filiera (sui 3 anni previsti), intesa come raggiungimento di almeno il 60% del fatturato annuo previsto dal business plan (calcolato in base al fatturato globale degli aderenti alla filiera definito come sopra)
  • rispetto, per i 3 anni di operatività della filiera, da parte delle imprese di trasformazione dell’obbligo di lavorare negli impianti finanziati almeno il 60% del prodotto fornito dai produttori agricoli e forestali partecipanti al PIF in conformità al contratto di filiera sottoscritto
  • completamento degli investimenti previsti nel PIF entro 18 mesi dalla notifica di finanziabilità (salvo Misura 16.6 da concludere entro 5 mesi dalla notifica di finanziamento)

In merito alle varianti, adeguamenti tecnici, modifiche non sostanziali, queste ammesse nel rispetto di quanto previsto negli specifici bandi di Misura attivati, purché coerenti con gli obiettivi del PIF. Cambio del soggetto promotore (inteso come cambio di CUAA) è consentito solo in casi debitamente motivati (v. decesso del legale rappresentante, gravi dissesti finanziari, trasformazione della ragione sociale) e purché: non modificate le condizioni che hanno consentito la concessione dell’aiuto (compreso punteggio in graduatoria); subentrante si impegna a realizzare gli investimenti in luogo del cedente, rispettando tutti gli impegni riportati nel nulla osta di concessione dell’aiuto (compreso vincolo di destinazione d’uso di 5/10 anni successivi ad ultimazione del piano aziendale). Adesione di nuovi soggetti al contratto di filiera è considerata “modifica non sostanziale” con obbligo per soggetto promotore di presentare un’appendice registrata del contratto di filiera (Se durante anno si verifica una pluralità di nuove adesioni, sufficiente produrre unica appendice registrata contenente tutti i nuovi aderenti)

Servizio esegue controlli nel periodo di piena operatività della filiera (3 anni) inerenti a:

–          fatturato accertando: documenti contabili (fatture, registri, ecc.) da cui è possibile evincere la vendita di energia o di materiale legnoso ad uso energetico prodotto dai soggetti aderenti alla filiera verso soggetti esterni (compresi utilizzatori che hanno sottoscritto il contratto di filiera). Nel caso di partecipazione a più filiere, ogni fattura conteggiata 1 sola volta;

–          imprese di trasformazione: almeno 60% di energia o di biomassa legnosa o del materiale legnoso ad uso energetico prodotto da impianti finanziati deriva da produttori agricoli e forestali partecipanti alla filiera

Avverso esito istruttorio negativo della domanda di variante, o SAL, o saldo il beneficiario può presentare entro 10 giorni memorie scritte alla Commissione di valutazione per il riesame, che entro 15 giorni decide nel merito. Se provvedimento definitivo si mantiene negativo, beneficiario può presentare ricorso a TAR entro 60 giorni dalla notifica, o al Capo dello Stato entro 120 giorni.

Entità aiuto:

Per realizzare progetti integrati di filiera legno energia stanziati per bando anno 2021 3.900.000 €, di cui:

  • 50.000 € per Misura 1.1.a azioni formative con contributo al 100%
  • 800.000 € per Misura 4.3.a viabilità rurale e forestale
  • 400.000 € per Misura 6.2.a aiuti all’avviamento di attività imprenditoriali extra-agricole nelle zone rurali
  • 1.100.000 € per Misura 6.4.b.1 investimenti strutturali nelle PMI per sviluppo di attività non agricole nella produzione di energia
  • 850.000 € per Misura 8.6.a investimenti per trasformazione e commercializzazione di prodotti forestali ed accrescimento del valore economico delle foreste
  • 230.000 € per Misura 16.2 sostegno a progetti pilota e sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie per cui ammesso 1 solo progetto per filiera fino ad un massimo di 150.000 € di contributo
  • 500.000 € per Misura 16.6.a costituzione di aggregazioni tra produttori di biomassa forestale

Il 10% delle risorse di ogni Misura destinate a fondo di riserva per far fronte ad eventuali ricorsi amministrativi e giurisdizionali riconosciuti ammissibili

Contributo erogato solo per investimenti materiali ed immateriali connessi alle produzioni di filiera, nel rispetto delle spese ammissibili e dei massimali stabiliti dai bandi delle singole Misure attivate e dalle dotazioni assegnate alla singola Misura attivata dal PIF, fino alla concorrenza dello stanziamento assegnato per le singole Misure di cui sopra, fermo restando che la somma dei contributi concessi per le diverse Misure attivate non può superare il massimale di dotazione del PIF, pari a 80% del fatturato cumulativo di 3 anni del prodotto oggetto di filiera, comunque non oltre 2.000.000 € di contributo (Se tale fatturato non raggiunge i 200.000 €, nessun contributo viene concesso).

Escluse spese sostenute per attività svolte prima di invio della domanda di sostegno, salvo quelle relative alla Misura 16.6 ritenute propedeutiche alla presentazione del PIF ammesse a partire dal giorno successivo alla data di protocollazione della domanda e fino alla presentazione del PIF

Sanzioni:

Fatte salve condizioni di decadenza dell’aiuto previste dalle singole Misure, se in fase di controllo in itinere o nei 3 anni relativi all’obbligo del mantenimento delle condizioni di piena operatività della filiera si accerta la perdita delle condizioni di accesso o si verifica il mancato raggiungimento del livello minimo di realizzazione del PIF: riduzione del tasso di aiuto di: 15% della Misura 6.4.b (aiuto ridotto a 25%, o 45% nelle zone montane); 15% della Misura 8.6 (aiuto ridotto a 25%); 15% della Misura 16.6 (aiuto ridotto a 65% o 75% nelle zone sisma 2016)