PROGRAMMA PREVENZIONE RIFIUTI

PROGRAMMA PREVENZIONE RIFIUTI (DM 07/10/2013; LR 41/13; D.G.R. 10/3/14)  (rifiuti 15)

Soggetti interessati:

Ministero Ambiente Tutela Territorio e Mare (MATTM), Regione Servizio Tutela e Gestione ed Assetto del Territorio (Servizio), Istituzioni di ricerca, ISPRA, Comuni, Enti pubblici, imprese, cittadini.

Iter procedurale:

MATTM con DM 07/10/2013 ha definito programma nazionale  di prevenzione dei rifiuti al fine di ridurre entro 2020 di:

  • 5% produzione rifiuti urbani per unità di PIL
  • 10% produzione di rifiuti speciali pericolosi per unità di PIL
  • 5% produzione di rifiuti speciali non pericolosi per unità di PIL

Obiettivi fissati unitamente ad ISPRA anche per singoli flussi  prioritari.

Istituito presso Ministero  un Tavolo di lavoro permanente, che coinvolge soggetti pubblici portatori di interesse, con funzioni di:

  1. monitoraggio di attuazione del Programma, individuandone criticità e proponendo azioni prioritarie e misure integrative
  2. raccolta di informazioni necessarie per partecipare ad iniziative UE.

Regioni sono tenute ad integrare la loro pianificazione territoriale, tenendo conto di indicazioni del Programma Nazionale e di statistiche regionali sui rifiuti, evidenziando misure orizzontali e quelle relative ai flussi  prioritari, o introducendo misure integrative “in coerenza con specificità socio economiche e ambientali del territorio”.

Programma  è imperniato su:

  • misure generali riguardanti:
  • produzione sostenibile, attraverso interventi volti a sollecitare:
  • cambiamenti di modelli di produzione, progettazione dei prodotti, utilizzo di materie prime
  • riduzione o eliminazione dal processo produttivo di materie prime nocive per uomo e/o ambiente
  • cambiamenti tecnologici (adozione di tecnologie atte a ridurre  rifiuti ed emissioni)
  • buone pratiche operative (adozione misure procedurali, amministrative, istituzionali, volte alla prevenzione  dei rifiuti riguardanti tutte le aree di produzione, compresa gestione delle scorte)
  • cambiamenti di prodotto (ridurre rifiuti durante suo utilizzo o a fine ciclo)
  • valorizzazione dei sottoprodotti
  • “green public procedurement”, cioè azione di prevenzione dei rifiuti da parte di Amministrazione pubblica, tramite introduzione nelle procedure di acquisto e nei bandi pubblici di criteri di selezione di carattere ambientale. Obiettivo è quello di raggiungere “appalti verdi” non inferiori al 50% del totale per ogni categoria di affidamenti e forniture. Enti pubblici sono chiamati a:
  • effettuare analisi dei propri fabbisogni, al fine di razionalizzare consumi e favorire crescita economica sostenibile
  • redigere specifico programma interno per implementare azioni al riguardo

Piano prevede adozione di misure  volte ad integrare esigenze di sostenibilità ambientale con quelle di Amministrazioni competenti nell’acquisto di beni e servizi, in base a: riduzione uso di risorse naturali; sostituzione di fonti energetiche non rinnovabili con fonti rinnovabili; riduzione formazione di rifiuti; riduzione rischi ambientali

  • riutilizzo, di prodotti o componenti per stesse finalità per cui erano stati concepiti. Per favorire  diffusione del riutilizzo, Ministero favorisce costituzione e sviluppo di centri  e reti di riparazione/riutilizzo, compresa definizione di procedure autorizzative semplificate e di catalogo prodotti, rifiuti, sottoprodotti oggetto di riutilizzo
  • informazione, sensibilizzazione, educazione ai fini di prevenzione dei rifiuti, anche evidenziando esempi concreti di riduzione dei rifiuti. Al riguardo creato “portale della prevenzione dei rifiuti”, che fornirà:
  • informazioni ad imprese in merito a possibili azioni di prevenzione dei rifiuti da intraprendere mediante creazione banca dati di buone pratiche
  • indicazioni a cittadini circa scelte di consumo atte  a favorire riduzione rifiuti, o possibilità di rivolgersi a centri di ritiro e riparazione. Cittadini possono presentare proprie proposte e/o  evidenziare difficoltà al riguardo
  • indicazioni a scuola per comportamenti volti a prevenire rifiuti, con progetti da attivare con il  fondo a disposizione  di insegnanti
  • indicazioni ad Amministrazioni pubbliche su preparazione programmi di prevenzione
  • strumenti economici, fiscali e di regolamentazione, al fine di attivare:
  • applicazione principio di responsabilità, estesa da produttore ad altri flussi di rifiuti rispetto a quelli esistenti, nonché ampliamento di responsabilità nella prevenzione della formazione del rifiuto
  • implementazione meccanismi di tariffazione puntuale, per conferimento dei rifiuti urbani (in funzione ai volumi o quantità conferite)
  • introduzione  sistemi fiscali o di finanziamento premiali per processi produttivi più efficienti dal punto di vista ambientale e a minor produzione di rifiuto
  • revisione meccanismi di tassazione  dei conferimenti in discarica ed aumento quota di tributo destinata da Regione a promozione delle misure di prevenzione rifiuti
  • promozione della ricerca per prevenzione e minimizzazione dei rifiuti
  • misure specifiche per flussi prioritari di prodotti/rifiuti, individuati tra quelli piùrilevanti dal punto di vista quantitativo, o “più suscettibili di essere ridotti facilmente e in modo efficiente”, riguardanti:
  1. rifiuti biodegradabili, comprendenti scarti alimentari e scarti da giardini, generati da famiglie ed imprese, con elevato potenziale di riduzione. Azioni di prevenzione indirizzate in particolare verso industria alimentare, distribuzione alimentare, servizi alimentari (ristorazione, hotel, catering, bar), imprese ed istituzioni (impresa sociale, ospedali, Amministrazioni pubbliche), famiglie, comprendenti:
  • valorizzazione sottoprodotti di industria alimentare, attraverso la predisposizione di normative specifiche e linee guida sui sottoprodotti
  • eccedenze alimentari nella Grande Distribuzione Organizzata GDO (con particolare attenzione a prodotti di prossima scadenza, prodotti con imballaggio danneggiato) da distribuire a mense sociali, o “supermercati della solidarietà” invece di indirizzarli a rifiuto. Azioni da attivare riguardano: implementazione sistema di rilevazione flussi di prodotti per migliorare monitoraggio; elaborazione linee guida per operatori, tenendo conto di aspetti sanitari, ambientali, fiscali. Per favorire distribuzione eccedenze alimentari di GDO, Regioni possono prevedere: iniziative di informazione rivolte a tutti i soggetti coinvolti; stipula protocolli di intesa tra GDO, Comuni, Enti competenti in gestione su rifiuti, Associazioni caritatevoli; agevolazioni e/o riduzioni tariffa dei rifiuti a strutture “virtuose”; incentivi per favorire azione di prevenzione
  • promozione della filiera corta, finalizzata a diminuire scarti legati ai vari passaggi che separano produttore dal consumatore. Azione concerne attivazione campagne informative per diffondere conoscenza  di agevolazioni di cui godono Gruppi Acquisto Solidali  (GAS) e mercati agricoli diretti
  • promozione di marchio di certificazione di qualità ambientale, rilasciato da Regione in ambito di servizi alimentari (ristorazione, hotel, catering, bar), riguardante in particolare prevenzione rifiuti. Redazione di linee guida per uniformare a livello nazionale criteri di attribuzione del marchio. Operatori economici richiedenti il marchio si  impegnano ad attuare azioni volte a migliorare sostenibilità ambientale delle proprie attività, ricavandone in cambio ritorno di immagine
  • riduzione scarti alimentari a livello domestico, attraverso: campagne informative; elaborazione  di manuale per riduzione rifiuti a livello domestico (maggiore consapevolezza del consumatore circa rifiuti da cibo ancora commestibile, con relativa perdita  economica per società a causa costi di raccolta e trattamento di questo)
  1. rifiuti cartacei prodotti da famiglie ed imprese, attraverso:
  • riduzione di posta indesiderata (in particolare materiale pubblicitario) attraverso: accordi con GDO per “dematerializzazione di pubblicità” e comunicazione a clientela (riduzione grammatura, sostituzione di volantini con SMS, newsletter, notiziari on line); diffusione adesivo “no pubblicità” attestante volontà di non ricevere pubblicità
  • dematerializzazione delle bollette ed altri avvisi, mediante accordi con Enti pubblici gestori di servizi/Istituti bancari per invio di bollette e rendiconti on line
  • riduzione del consumo di carta in uffici pubblici e privati, attraverso emanazione di linee guida e diffusione del protocollo informatico
  1. rifiuti da imballaggio, intesi come “prodotti di materiali di qualsiasi natura adibiti a contenere e proteggere determinate merci”. Obiettivo da conseguire attraverso:
  • diffusione nei punti vendita di prodotti “alla spina”, sulla base di accordi di programma
  • campagna di informazione e sensibilizzazione, nonché incentivi tariffari/fiscali a favore di negozi o GDO, che attivano tali forme di vendita
  • favorire consumo di acqua  pubblica dei rubinetti in uffici, mense scolastiche, abitazioni private, esercizi pubblici , manifestazioni. Obiettivo conseguito mediante: azione di informazione e sensibilizzazione; accordi di programma per favorire fruibilità di acqua di rete; diffusione delle “case dell’acqua” per consumo di acqua di acquedotto filtrata ed eventualmente addizionata con CO2
  1. rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, riguardanti:
  • misure relative a progettazione di apparecchiature più durevoli e facilmente  riparabili e/o riutilizzabili,  mediante applicazione di normativa eco design; campagne di sensibilizzazione del consumatore verso tale scelta; acquisto di beni elettronici meno impattanti; loro corretto impiego e dismissione in conformità con leggi e con ambiente una volta finito ciclo di vita
  • misure per favorire creazione centri riparazione e riutilizzo apparecchiature elettriche ed elettroniche
  1. altri flussi di rifiuti da costruzione e demolizione, riguardanti:
  • accordo tra FORNESIL e AIDECO (Associazione Italiana Demolizione Controllata) che prevede: definizione di competenze professionali proprie; interventi di decostruzione/demolizione controllata; definizione percorsi standard di formazione ed addestramento, ad attrezzature specialistiche utilizzate; sviluppo percorsi formativi per aziende ed operatori con coinvolgimento di Enti scuola edile
  • adozione criteri ambientali minimi nella costruzione e manutenzione di strade ed edifici pubblici

Regione Marche con LR 41/13, promuove e sostiene sul territorio regionale azioni di prevenzione della produzione di rifiuti solidi urbani, anche incidendo sul livello dei consumi e sulle abitudini ad acquisto dei cittadini, nonché su modalità di imballaggio impiegato da aziende produttrici di beni. A tal fine Regione istituisce marchio “Comune libero da rifiuti – waste free” che certifica  operato dei Comuni nei confronti di politiche  adottate, azioni svolte e risultati conseguiti in merito alla riduzione di produzione rifiuti solidi urbani, nel rispetto della programmazione regionale di settore. Marchio assegnato annualmente, a quei Comuni che hanno attuato iniziative per riduzione della produzione di rifiuti solidi urbani nel proprio territorio. Comune, in possesso del marchio, deve  inviare una relazione annuale a Giunta Regionale, attestante mantenimento delle condizioni per ottenimento  del marchio stesso. Regione  può effettuare  verifiche periodiche, al fine di  esaminare azioni di riduzione rifiuti intraprese da Comune,  disponendo eventuale sospensione o revoca del marchio in caso di inadempienza. Comune può usare marchio per qualunque iniziativa di promozione o informazione di carattere istituzionale.

Giunta Regionale, previo parere di Commissione assembleare competente:

  1. fissa criteri e modalità di assegnazione, sospensione o revoca del marchio
  2. individua frazioni di rifiuto da ridurre ai fini di ottenimento del marchio
  3. definisce schema per redazione della relazione annuale da parte del Comune
  4. istituisce Elenco dei Comuni detentori del marchio, definendo requisiti e procedure per la iscrizione e cancellazione da elenco, nonché modalità di aggiornamento periodico di questo
  5. criteri di erogazione di contributi ai Comuni in possesso del marchio, che si impegnano in iniziative volte a prevenire di produzione di rifiuti solidi urbani
  6. stabilisce quota parte del reddito derivante dal tributo speciale per lo smaltimento in discarica dei rifiuti solidi urbani, da destinare a decorrere dal 2014 agli interventi di cui sopra

Regione Marche, con DDS 150 del 23/10/2018, ha approvato il bando per le iniziative volte a prevenire la produzione di rifiuti. Comuni interessati inviano entro il 15 Novembre 2018 tramite PEC (regione.marche.cicloriufitibonifiche@marche.it) al Servizio:

  1. domanda di concessione del contributo (Modello pubblicato su BUR 94/18)
  1. scheda descrittiva dell’iniziativa (Modello pubblicato BUR su 94/18), in cui riportare: denominazione dell’iniziativa; sue caratteristiche generali e specifiche, di tipo qualitativo e metodologico volte a diffondere, consolidare e sviluppare le azioni per prevenire la produzione di rifiuti; rilevanza strategica territoriale dell’iniziativa, (valutata in base agli Enti/Associazioni partecipanti in qualità di organizzatori, o di partner, o di patrocinatori)
  2. dichiarazione di conoscenza degli impegni a carico del beneficiario (Modello pubblicato su BUR 94/18)
  3. dichiarazione di avvenuto svolgimento dell’iniziativa o della sua programmazione per il 2018 (Modello pubblicato su BUR 94/18)

Richiedente si impegna a comunicare al Servizio ogni variazione intervenuta nei dati riportati in domanda e nei documenti allegati.

Servizio esegue l’istruttoria, eventualmente avvalendosi di una Commissione tecnica,  chiedendo eventuali informazioni o documenti integrativi da inviare entro 10 giorni. Sono dichiarate inammissibili le domande presentate oltre il termine di scadenza, o non sottoscritte, o sottoscritte da persona diversa dal legale rappresentante, o inviate secondo modalità  non previste dal bando, o non corredate dalla documentazione prescritta.

Servizio, conclusa entro 15 giorni l’istruttoria, procede nei 10 giorni successivi a redigere la graduatoria delle domande ammissibili, tenendo conto della storicità dell’evento: 10 punti se l’iniziativa è svolta da oltre 5 edizioni; 6 punti se l’iniziativa è svolta da 3 a 5 edizioni; 3 punti se iniziativa è svolta da 1 a 3 edizioni. A parità di punteggio la priorità è assegnata in base ai seguenti indicatori:

  • attrattività dell’evento: 5 punti se sono coinvolti oltre 5 Enti e/o Associazioni in qualità di organizzatori, partner o partecipanti; 3 punti se coinvolti da 3 a 5 Enti e/o Associazioni; 1 punto se sono coinvolti da 1 a 2 Enti e/o Associazioni
  • intensità dell’evento: 5 punti se sono organizzati più di 3 eventi/iniziative divulgative in materia di prevenzione della produzione di rifiuti; 3 punti se sono organizzati da 2 a 3 eventi/iniziative; 1 punto se organizzato 1 evento/iniziativa

Dirigente del Servizio approva la graduatoria con decreto pubblicato sul sito www.regione.marche.it, e comunica entro 10 giorni l’esito dell’istruttoria e della graduatoria agli interessati, che nei 10 giorni successivi devono comunicare al Servizio la loro accettazione, pena la decadenza del contributo. In caso di esito negativo, richiedente può presentare ricorso entro 60 giorni dalla notifica o pubblicazione del provvedimento al TAR, o entro 120 giorni al Presidente della Repubblica.

Beneficiario può:

  1. in sede di esecuzione del progetto, presentare una variante al progetto approvato al Servizio che, verificata la sua conformità al bando ed il non incremento del contributo concesso, la approva (se entro 15 giorni nessun parere contrario è pervenuto dal Servizio, variante si intende approvata)
  2. chiedere al Servizio l’accesso agli atti.

Il Servizio comunica l’avvio del procedimento di revoca, assegnando 10 giorni di tempo dalla suddetta comunicazione, per presentare eventuale ricorso. Il Servizio esaminata la documentazione inviata decide nel merito entro i 15 giorni successivi, procedendo all’emanazione dell’eventuale decreto di revoca.

Beneficiario deve:

  1. realizzare l’iniziativa in conformità al progetto approvato
  2. comunicare tempestivamente al Servizio eventuali variazioni al programma approvato, nonché l’insorgenza di eventuali procedure amministrative o giuridiche inerenti l’attività oggetto di contributo
    1. comunicare, entro 15 giorni dalla notifica del Servizio, l’eventuale rinuncia al contributo
    2. comunicare con la Regione solo tramite PEC (regione.marche.ciclorifiutibonifiche@emarche.it)
    3. garantire che le spese dichiarate sono reali e che i prodotti/servizi acquisiti sono conformi a quanto previsto dal bando
    4. rendicontare entro il 30/04/2019 le spese sostenute mediante invio di:
  • fatture quietanzate (mediante bonifico bancario/postale), in cui evidenziati i beni o la tipologia delle prestazioni o dei lavori acquisiti con riferimento all’evento/iniziativa oggetto di finanziamento. In caso di fatturazione elettronica riportare eventuale: CUP; titolo del progetto; riferimento al programma oggetto della fattura
  • documenti attestanti il pagamento dei contributi previdenziali, ritenute fiscali, oneri sociali (Mod. F24), nel caso di spese per il personale
  • relazione sulla iniziativa realizzata, evidenziandone le finalità
    1. conservare i documenti giustificativi di spesa, assicurandone l’accesso ai funzionari incaricati dei controlli
    2. fornire tutte le informazioni eventualmente richieste dal Servizio in merito alla domanda di contributo

Dirigente del Servizio emette decreto di liquidazione del contributo entro 30 giorni dal ricevimento della documentazione di spesa e della relazione, comunque dopo aver eseguito l’istruttoria, durante la quale può chiedere al beneficiario chiarimenti e/o documenti integrativi da fornire entro 10 giorni.

Entità aiuto:

Stanziati 15.000 € per sostenere iniziative, eventi, manifestazioni, fiere di rilevanza regionale realizzate nel corso del 2018 che contribuiscono ad ottimizzare il ciclo integrato dei rifiuti, le spese sono ammesse fino ad un massimo di 5.000 €/intervento se sostenute e documentate dal beneficiario attraverso fatture quietanzate, limitatamente a:

  1. servizi volti a pubblicizzare l’iniziativa, mediante web, social network, radio, TV
  2. fornitura (anche a noleggio) ed allestimento di strumenti e strutture a fini divulgativi (quali: stand, totem, supporti riutilizzabili, video, videoproiettori, attrezzature multimediali)
  3. fornitura di materiale utilizzabile nell’ambito della ristorazione connessa all’iniziativa (v. stoviglie, lavastoviglie mobile), o altro materiale in grado di contenere gli scarti alimentari (family bag)
  4. fornitura di gadget o di supporti riutilizzabili (borse in materiale tessile naturale durevole, pendrive, blocchi ad uso scolastico)
  5. rimborsi a relatori per partecipare a convegni, workshop, incontri, tavole rotonde, convegni su tematiche inerenti alla prevenzione della produzione di rifiuti (v. utilità ambientale di usare stoviglie riutilizzabili; scelta di gadget in materiale durevole e riutilizzabile; dotazione di family bag)
  6. IVA (se non recuperabile dal beneficiario)

Contributo è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche, purchè non relative alle stesse spese ammesse nel bando approvato con DDS 150/18, e comunque nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa di riferimento, pena la revoca del contributo ed il recupero delle somme versate.

Sanzioni:

In caso di riscontro in sede di controllo, della mancanza dei requisiti di ammissibilità, o di difformità sostanziale di quanto realizzato rispetto alla proposta approvata con conseguente uscita della domanda dalla graduatoria finanziabile, o di irregolarità nelle spese rendicontate, o di dichiarazioni false o mendaci, o di inadempimento agli obblighi previsti dal bando: revoca totale del contributo.

In caso di rendicontazione inferiore al costo progettuale approvato, o di non ammissibilità di alcune spese: revoca parziale del contributo.

Posted in: