PROGRAMMA AZIONE ZVN

PROGRAMMA AZIONE ZVN (D.Lgs. 152/06; D.G.R. 2/12/13, 22/10/19; D.D.S. 3/11/20, 20/12/21)  (acqua34)

Soggetti interessati:

Ministero Transizione Ecologica (MITE), Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF), Servizio Regionale P.F. Agricoltura a basso impatto e zootecnia (Servizio), Agenzia Servizi Sviluppo Agroalimentare Marche (ASSAM), Agenzia Regionale Protezione Ambiente Marche (ARPAM), Servizio Fitisanitario Regionale (SFR), Autorità di bacino, agricoltori ricadenti

Iter procedurale:

D.Lgs. 152/06 impone ad art. 92 di individuare le Zone Vulnerabili da Nitrati (ZVN) di origine agricola, tenendo conto dei criteri fissati in Allegato 7/A dello stesso Decreto Legislativo (MITE può aggiornare ogni 4 anni tali criteri). Regione, sentita Autorità di bacino:

  1. può individuare ulteriori zone vulnerabili all’interno di ZVN;
  2. deve ogni 4 anni riesaminare la designazione delle ZVN, tenendo conto dei cambiamenti e/o fattori imprevisti intervenuti. Regione Marche, con DGR 1624 del 2/12/13 pubblicata su BUR 3/14, ha aggiornato le ZVN, riportandole in scala 1:200.000 e 1:150.000
  3. predispone ed attua programma di controllo per verificare ogni anno le concentrazioni di nitrati nelle acque dolci, nonché lo stato eutrofico causato da azoto nelle acque dolci superficiali, acque di transizione, acque marine costiere
  4. definisce ed attua Programma di Azione (Programma) per la tutela e risanamento delle acque dall’inquinamento causato da nitrati di origine agricola da aggiornare ogni 4 anni
  5. integra, in relazione ad esigenze locali, il Codice di buona pratica agricola, stabilendone modalità di applicazione anche fuori da ZVN
  6. attua interventi di formazione ed informazione di agricoltori sul programma di azione e Codice di buona pratica agricola
  7. applica strumenti di controllo per verificare efficacia del programma di azione intrapreso ed in relazione ai risultati ottenuti provvede a modificare o integrare tale programma, potenziando le misure ritenute più efficaci, tenendo conto dei costi di loro attuazione
  8. comunica a MITE esiti del riesame della individuazione delle ZVN e del programma di azione, nonché i risultati della verifica di efficacia di questi
  9. informa MIPAAF circa le integrazioni apportate al Codice di buona pratica agricola, nonché gli interventi di formazione ed informazione attuati

Servizio con DDS 508 del 3/11/2020 ha approvato Programma di Azione ZVN incentrato su:

  • Servizio agrometereologico di ASSAM e bollettino nitrati. DGR 1282 del 22/10/2019 ha definito seguenti periodi di divieto di spandimento nei terreni:
    • dal 15 Dicembre al 15 Gennaio per letame bovino, ovino, caprino quando usato su pascoli e prati permanenti o avvicendati ed in preimpianto di colture orticole;
    • dal 1 Dicembre al 15 Gennaio (comunque almeno 45 giorni) in aree di pianura irrigua in presenza di colture ortofrutticole, vivaistiche (protette o in pieno campo);
    • dal mese di Novembre al mese di Febbraio (comunque almeno 90 giorni, di cui 62 giorni dal 1 Dicembre al 31 Gennaio e restanti 28 giorni in base alle indicazioni fornite da SFR tramite bollettino nitrati, elaborato secondo dati agro climatici rilevati dal Servizio agrometereologico, dove specificati giorni in cui possibile/vietato distribuire fertilizzanti azotati) per: concimi azotati ed ammendanti organici (salvo ammendante compost verde o misto con tenore di azoto maggiore del 2,5% su secco, di cui non oltre 20% in forma ammoniacale); letami (esclusi quelli bovini, ovini, caprini, equidi) usati su prati permanenti o avvicendati ed in preimpianto di colture orticole; materiali assimilabili al letame e liquami o materiali assimilabili (comprese acque reflue) usati nei prati (compresi medicai), cereali autunno-vernini, colture ortive ed arboree con inerbimento permanente o con residui colturali ed in preparazione di terreni per semine primaverili

Limitazioni precedenti in caso di aziende agricole ricadenti in ZVN riguardano seguenti materiali: concimi azotati ed ammendanti organici (salvo ammendante compost verde o misto), letami (esclusi quelli bovini, ovini, caprini, equidi), materiali assimilabili al letame, liquami e materiali assimilabili, acque reflue

ASSAM organizza servizio di supporto a nitrati suddiviso in:

  1. gestione ordinaria del servizio nel corso dell’anno di coltivazione tramite indicazione all’interno del Notiziario Agrometeorologico settimanale di indicazioni riguardanti quantità di azoto da distribuire nelle principali colture in Zone ordinarie (ZO) ed in ZVN, tenendo conto di “momenti di maggiore fabbisogno delle colture ed andamento meteorologico del periodo”;
  2. gestione periodo di divieto di spandimento (specie dei 28 giorni residui), fermo restando che “qualora si dovessero rilevare sul territorio particolari anomalie climatiche, gestione divieti potrà subire modifiche straordinarie autorizzate con appositi atti regionali”. Giorni di divieto individuati da ASSAM mediante uso di modello di previsione GFS (Global Format System), che prevede suddivisione del territorio regionale in 8 zone omogenee per caratteristiche meteoclimatiche (Elenco dei Comuni inseriti in ogni zona omogenea riportato in DDS 508 del 3/11/2020) comprendenti sia ZO, sia ZVN. Rimane divieto di distribuzione su terreni gelati, innevati, con falda acquifera affiorante, con frane in atto, terreni saturi di acqua (salvo terreni adibiti a colture che richiedono sommersione)

Servizio con DDS 431 del 20/12/2021 deciso di:

  1. estendere Bollettino nitrati al periodo Dicembre 2021 – Gennaio 2022;
  2. attivare servizio ASSAM per individuare e comunicare giorni di deroga (mai superiori a 10 giorni da recuperare nel mese di Febbraio in modo da raggiungere i 90 giorni totali di divieto fissati da D.M. 25/2/2016) al divieto di spandimento, in presenza di condizioni agroclimatiche e pedologiche idonee a praticare fertilizzazione azotata dei terreni, garantendone efficienza agronomica ed assenza di rischi di contaminazione delle acque;
  3. inviare Bollettino nitrati a MIPAAF, MITE, Servizio P.F. Tutela delle acque e difesa del suolo, ARPAM, affinché possano eseguire controlli su corretta esecuzione delle pratiche agronomiche a tutela delle acque
  • Servizio di monitoraggio suoli e pratiche agricole, volto a valutare “tendenza della concentrazione dei nitrati di origine agricola nelle acque, presenza di nitrati nei suoli coltivati, evoluzione delle pratiche agricole. Attività di monitoraggio finalizzata a costruire indicatori per verificare effetti del Programma Azione, tenendo conto di uso del suolo, livello di fertilizzazione, caratteristiche fisiche (tipo di suolo, piovosità), comportamento ideologico, capacità depurativa dei suoli. Servizio (avvalendosi di ASSAM) ha il compito di realizzare attività di monitoraggio permanente dei suoli tramite:
  1. modello DPSIR (determinanti, pressioni, stato, impatti, risposte) basato su:
    • verifica efficacia del Programma a scala comprensoriale, locale, aziendale;
    • stima dei possibili rischi di percolazione dei nitrati nel suolo;
    • attività di verifica e validazione di modelli e metodi di calcolo usati in aree ed aziende agricole rappresentative;
    • acquisizione continua dei dati con compilazione di un rapporto di monitoraggio ogni 4 anni;
  2. definizione di zone omogenee di riferimento basate su “interazione tra caratteristiche geografiche ed uso agrozootecnico delle terre”, variabili nel tempo in relazione alle variazioni nella gestione delle terre ed avente validità a scala comprensoriale (fare riferimento a SAU regionale, ZVN o altri limiti geografici) o locale (fare riferimento a corsi d’acqua, bacini idrografici);
  3. costruzione di indicatori “determinanti” (cause) nell’ambito delle zone geografiche individuate. Elementi utili per valutare “possibili cause di effetti indesiderati” sono: uso delle terre; modalità di gestione delle superfici destinate ad agricoltura; bilancio dei nutrienti legato allo sviluppo delle piante coltivate. A tal fine impiegato modello IPNOA basato su indici di pericolosità da nitrati di origine agricola, i cui dati saranno costantemente aggiornati in modo da avere una puntuale carta della pericolosità da nitrati su scala regionale derivata da uso di fertilizzanti minerali ed organici;
  4. costruzione di indicatori “pressione” agrozootecnica in base a fattori di controllo (quali: contenuto di azoto nel suolo; caratteristiche climatiche; pratiche agricole ed irrigazione) rilevati a livello comprensoriale (se possibile anche a livello locale con priorità per aree ZVN, o a livello aziendale), in modo da meglio quantificare il ciclo dell’azoto in rapporto alla gestione delle coltivazioni e degli allevamenti. Bilancio di azoto calcolato come differenza tra quantità di nutriente che entra e poi lascia in azienda/appezzamento in un dato momento (differenza tra entrate ed uscite può determinare un surplus o un deficit di azoto), per cui se E – U è maggiore di 0 si ha un elevato stoccaggio nel suolo di azoto in forma organica o inorganica con maggiore rischio di sua perdita nell’ambiente per lisciviazione di nitrati o volatilizzazione di ammoniaca, mentre se E – U è minore di 0 si ha carenza di azoto nelle coltivazioni con conseguente impatto negativo sulle produzioni. Svolgere approfondimenti in aree ZVN o aziendali individuate in base a variazioni meteorologiche;
  5. rilevazione indicatori di qualità dei suoli (stato) effettuata a livello comprensoriale, locale od aziendale sul ciclo dell’azoto, tenendo conto del rapporto suolo/acqua (permeabilità, capacità di infiltrazione), capacità di trasformazione del materiale organico in inorganico, capacità di scambio dei nutrienti tra suolo, piante ed altre forme di vita;
  6. verifica e validazione dei modelli di calcolo per “campi rappresentativi al fine di accertarne attendibilità”. A tal fine: Servizio cura rilevamento di campagna; Servizio agrometeorologico di ASSAM cura rapporto con aziende campione ed analisi dei dati; laboratorio di analisi esegue determinazioni analitiche sui campioni di suolo. Operazione di validazione attuata tramite:
    • scelta delle aree geografiche significative per validazione dei dati a scala locale (individuate almeno 2 aree di riferimento, di cui 1 relativa a ZVN presso unica asta fluviale principale ed 1 riguardante unico micro bacino idrografico) ed a scala aziendale (tenere conto di sistema di conduzione biologico/integrato di azienda; sistema di produzione; posizione geografica in ZO o ZIVN). Numero di aziende individuate ogni anno in base ad andamento delle stagioni in modo da essere rappresentativo delle imprese agricole negli ambienti di riferimento, a cui aggiungere ulteriori aziende “per la risoluzione di problematiche che dovessero emergere nell’ordinaria conduzione delle aziende agricole”;
    • applicazione di modelli e calcolo di indicatori a livello di aree locali ed aziendale (metodologia applicata alle superfici agricole coltivate ed identificate come Unità Terra Aziendale UTA);
    • verifica di efficacia del Programma ed in particolare degli obblighi annuali previsti, aggregati per CGO (criteri generali obbligatori) e BCAA (buone condizioni agricole ambientali), attuato in base al confronto tra risultati delle analisi effettuate con impegni assunti, con eventuali indirizzi di intervento su scala regionale;
    • realizzazione di test e prove in campo utili alla validazione dei metodi di stima. Punti di rilevamento individuati entro aziende agricole in modo da essere rappresentativi delle rispettive UTA, dove rilevare: risorsa suolo; coltivazioni e relative modalità di gestione; caratteristiche ambientali del contesto;
    • collegamento ed altri dati utili al Programma desumibili da: applicazione di PAC e PSR; attività di rilevamento pedologico del sistema informativo suoli; attività di gestione del Servizio Agrometereologico regionale; attività di monitoraggio delle acque; altri fonti nazionali e UE;
    • fornitura di dati ed informazioni in formati condivisi entro termini stabiliti (almeno ogni 4 anni) o su richiesta del Ministero competente o della Commissione UE
  • comunicazione nitrati sottoscritta digitalmente ed inviata, tramite Sistema Informatico Agricolo Regionale (SIAR) Sezione gestione nitrati, al Comune competente per controllo sull’attività di produzione e spandimento dell’impresa, dove riportare:
  1. piano di produzione del materiale spandibile, in cui riportare: impianti di produzione attivi (specificare per ognuno: tipologia; descrizione; riferimenti catastali; consistenza zootecnica); quantitativi prodotti ogni anno dal singolo impianto (indicare tipologia e quantità); eventuali referti di analisi chimiche eseguite sui materiali;
  2. piano di utilizzo del materiale spandibile, in cui riportare: unità di territorio destinato allo spandimento (specificare: geomorfologia del terreno; elenco delle particelle componenti; rotazioni colturali previste per durata del piano; analisi chimiche dei terreni; estensione di area interessata allo spandimento; eventuale appartenenza a ZVN); quantitativo di prodotto da spandere
  • piano di utilizzazione agronomica (PUA) degli effluenti di allevamento, acque reflue, digestato, compilato da un professionista competente in materia agroforestale, ed allegato alla comunicazione nitrati di cui sopra, deve fornire all’impresa agricola informazioni su:
  1. calcolo dei fabbisogni colturali di azoto (N) in base al bilancio degli elementi nutritivi evidenziati in campo, tipo ed anno di coltivazione, UTA, tenendo conto che efficacia di N diminuisce aumentandone dose. Applicato al riguardo seguente algoritmo: Nc (disponibilità di N derivante dai residui colturali i cui valori sono riportati in tabella inserita in DDS 508 del 3/11/2020) + Nf (disponibilità di N derivante da fertilizzazioni organiche effettuate nell’anno precedente pari a 30% di N apportato mediante letamazione) + An (apporto naturale di N derivante da deposizioni da atmosfera e da fertilità del suolo) + (Kc, cioè coefficiente dei efficienza relativo ad apporti di fertilizzante minerale x Fc, cioè quantità di N apportata con concime chimico o minerale) + (Ko, cioè coefficiente di efficienza relativo ad apporti di fertilizzante organico x Fo, cioè quantità di N apportata con matrici organiche, quali effluenti zootecnici, digestato, acque reflue) = (Y, cioè produzione attesa dalla coltura desumibile dalle rese ottenute negli anni precedenti x B, cioè coefficienti unitari di asportazione o contenuto di N presente nei prodotti ottenuti dalla coltura) + C (perdita per lisciviazione stimata prendendo in considerazione entità delle precipitazioni o caratteristiche del terreno, quali facilità di drenaggio e tessitura) + D (perdite per immobilizzazione dai processi di assorbimento chimico – fisici o dalla biomassa e per processi di volatilizzazione e denitrificazione calcolata in termini di % di apporti di N provenienti dalla fertilità del suolo, applicando seguente formula O = An2 inteso come apporto di N derivante dalla fertilità del suolo immediatamente disponibile per coltura e N derivante dalla mineralizzazione della sostanza organica x fattore di correzione riportato in tabella inserita in DDS 508 del 3/11/2020)
  2. efficienza di N apportato con fertilizzanti che per:
    • concimi di sintesi è pari al 100%
    • effluenti zootecnici non palabili o palabili, non soggetti a processi di maturazione e/o compostaggio è inferiore. Indice valutato in base a coefficienti di efficienza (bassa, media, alta, riportati in tabella inserita in DDS 508 del 3/11/2020) variabili in relazione ad epoca e modalità di distribuzione, coltura, tipo di effluente, tessitura del terreno. Occorre tenere presente che apporti consistenti in unica soluzione hanno minore efficacia rispetto a distribuzioni frazionate in più interventi
    • ammendanti organici (aventi contenuto di sostanza secca superiore a 20% e rapporto C/N maggiore di 11) si stima che circa il 40% dell’ammendante incorporato nel suolo subisca nel corso dell’anno di distribuzione processo di completa mineralizzazione
    • digestato

In merito ad efficienza tenere presente divieto di apporto di N (salvo quello derivante da ammendanti) in fase di pre impianto e che nella fase di allevamento apporti di N localizzati in prossimità della zona di terreno occupata da apparato radicale sono ridotti rispetto alla piena produzione (circa 40% per 1° anno di allevamento e 50% per anni successivi).

Stimato il fabbisogno di N della coltura occorre definire le modalità del suo utilizzo: distribuzione di N nelle fasi di maggiore necessità della coltura, frazionandole in più somministrazioni (ridurre al minimo le perdite per lisciviazione e massimizzare efficienza della concimazione); obbligo di frazionare dosi di N se quantità da distribuire per singolo intervento risulta superiore a 100 kg./ha. per colture erbacee ed orticole (60 kg./ha. per colture arboree); concimazioni azotate attuate solo in presenza di coltura o al momento della semina in quantità contenuta (Ammesse nelle colture annuali a ciclo primaverile estivo se distribuzione eseguita in prossimità della semina o qualora occorre apportare fosforo/potassio nel limite in presemina di 30 kg. di N/ha. o nelle colture a ciclo autunno vernino in ambienti con assenza di rischi di perdite per lisciviazione comunque nel limite di 30 kg. di N/ha.); divieto di applicazione di N per cicli dopo eventuale letamazione nelle colture di IV gamma (evitare concimazioni azotate dopo solarizzazione o geodisinfestazione)

  1. suggerimenti utili per: calcolo delle dosi di N per tipo di coltivazione e per UTA definite in base a verifiche sperimentali confrontabili con altre realtà geografiche aventi simili caratteristiche (in mancanza fare riferimento alle Linee guida nazionali di produzione integrata ed al Regolamento regionale adottato, tenendo conto che coefficienti di asportazione considerano quantità di N uscita dal campo con la raccolta della parte utile della pianta); utilizzo di ammendanti organici (quali letame e compost) senza necessità di fissare epoche di distribuzione o vincoli di frazionamento, ma rispettando impegno ad incorporarli al terreno e norme igienico sanitarie; distribuzione di fosforo e potassio (anche in esigue quantità) solo in casi di carenza oggettiva di tali sostanze
  2. adozione di corrette modalità e tecniche di spandimento agronomico di matrici organiche, in cui riportare:
    • descrizione sintetica delle tecniche agronomiche da adottare per uso di matrici organiche e di altri fertilizzanti azotati, con particolare riferimento a: misure prescrizionali per difesa del suolo, acqua ed altre risorse naturali; dotazione strumentale e strutturale disponibile o eventuale ricorso a ditte fornitrici di servizi; dose di fertilizzante da distribuire “compatibile con caratteristiche ambientali e pedologiche del sito di spandimento (tenere in considerazione titolo di elemento nutritivo e volume di effluente apportato). Piano di spandimento dovrà valorizzare, oltre alle pratiche agronomiche, le produzioni dal punto di vista qualitativo ed economico, nonché integrazioni con altri obblighi ambientali (PAC, PSR, prodotti DOP/IGP)
    • concimazione azotata delle colture arboree in fase di impianto, allevamento e post raccolta (soprattutto in cultivar precoci), rimanendo vietato apporto di N in preimpianto salvo quello derivante da ammendanti. In fase di allevamento apporto di N localizzato in prossimità della zona di terreno occupata dagli apparati radicali e ridotto al 40% nel 1° anno di allevamento (50% negli anni successivi) rispetto alla quantità di piena produzione
    • concimazione fogliare da attuare solo in caso di necessità (per rimediare rapidamente a carenze nutrizionali manifeste), comunque mai insieme alle normali concimazioni del terreno. Nella fertirrigazione tenere presente che quantità di N da usare deve essere inferiore di circa il 30% di quanto indicato per il pieno campo
    • concimazione organica avente valenza sia nutrizionale (liquame apporta elementi nutritivi alle piante in forma più o meno pronta e solubile) che strutturale (letame migliora fertilità fisica del terreno). Occorre favorire apporto di ammendanti, al fine di mantenere e/o incrementare quantità di sostanza organica nel terreno, fermo restando che un loro apporto eccessivo “aumenta rischio di perdite di azoto e di inquinamento ambientale”, per cui in tabella riportata in DDS 508 del 3/11/2020 vengono fissati quantitativi massimi utilizzabili ogni anno in funzione del tenore di sostanza organica del terreno. Fertilizzanti organici più impiegati sono reflui di origine zootecnica (v. letame, liquami, materiali palabili). Effettiva disponibilità di nutrienti per la coltura dipende dai processi di mineralizzazione (fattore importante per ammendante) e dall’entità (anche consistente) delle perdite di N durante e dopo interventi di distribuzione (fattore importante per concimi organici). Fissata la quantità di N da distribuire si passa a definire apporto di fosforo e potassio, tenendo conto di tabella riportata in DDS 508 del 3/11/2020 in cui evidenziate caratteristiche medie di letame, liquami e materiali palabili delle diverse specie zootecniche (bovino, ovino, suino, polli da carne, pollina essiccata, ovaiole)
    • determinazione degli obiettivi produttivi da conseguire, tenendo conto della produzione degli ultimi 5 anni delle colture praticate o dei dati ISTAT (indispensabile per redigere il piano di fertilizzazione)
  • documento di trasporto (modello riportato in DDS 508 del 3/11/2020) deve sempre accompagnare movimento di materiali organici fuori da area di produzione (durante trasporto vietato loro mescolamento con acque di vegetazione o reflui agroindustriali ed adottati accorgimenti tecnici per limitare emissione di odori molesti). Documento redatto in 3 copie (da conservare per almeno 5 anni) di cui 1 per titolare di impianto/produttore, 1 per trasportatore (copia deve accompagnare materiale fino al sito di spandimento), 1 per titolare del luogo di spandimento. Documento non necessario se trasporto attuato con mezzo proprio di effluenti distribuiti su sito di proprietà dell’azienda

 

 

 

 

 

 

 

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