PRODUZIONE PER VENDITA SEMENTI

PRODUZIONE PER VENDITA SEMENTI (Legge 1096/71; D.P.R. 1065/73; D.Lgs. 20/21)  (sement03)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF), Ministero Salute (MISA), Ministero Ambiente, Tutela Territorio e Mare (MATTM), Ministero Economia e Finanze (MEF), Servizio Fitosanitario Centrale (SFC), Servizio Fitosanitario Regionale (SFR), Gruppo permanente per protezione delle piante (GPPP), Organismo delegato alla certificazione dei prodotti sementieri (OdC), responsabile della conservazione in purezza della varietà (RCPV)

Chiunque attua produzione a scopo di commercializzazione (cioè “vendita, detenzione a fini di vendita, offerta in vendita, fornitura o trasferimento mirante allo sfruttamento commerciale di sementi a terzi, con o senza compenso”) di prodotti sementieri (sementi, tuberi, bulbi, rizomi e simili attinenti alla riproduzione e moltiplicazione delle piante) come:

–          imprese che “lavorano sementi ed altri materiali di moltiplicazione, selezionandoli, depurandoli delle scorie e confezionandoli per il commercio indipendentemente da entità e continuità (anche saltuariamente)”;

–          cooperative, consorzi, associazioni, aziende agrarie ed altri Enti, anche al solo fine della distribuzione ai propri associati, compartecipanti, dipendenti;

–          imprese conto terzi

Non è considerata commercializzazione:

–          fornitura di sementi ad Organismi ufficiali di valutazione ed ispezione;

–          fornitura sementi a prestatori di servizi per lavorazione ed imballaggio, purché questi non acquisiscono titoli sulle sementi fornite;

–          fornitura di sementi a determinate condizioni a prestatori di servizio per produzione di talune materie prime agricole a fini industriali, purché:

a)questi non acquisiscono titolo né sulle sementi fornite, né sul prodotto del raccolto;

b)inviano a MIPAAF copia del contratto concluso con prestatore di servizi (anche tramite Organizzazione di rappresentanza), contenente disposizioni relative a sementi fornite;

c)garantita tracciabilità di tutti i prodotti sementieri oggetto di fornitura

–          reimpiego delle sementi effettuato da agricoltori o scambio di parte del raccolto effettuato da questi

Escluse sementi oleaginose e da fibra destinate ad usi ornamentali.

Iter procedurale:

D.Lgs. 20 del 2/2/2021 approvato norme per la produzione e commercializzazione di prodotti sementieri (sementi, tuberi, bulbi, rizomi e simili destinati alla riproduzione e moltiplicazione delle piante) che prevede ad:

Art. 1 Finalità e campo di applicazione

Art. 2 Autorità nazionale competente è il MIPAAF che individua in SFC l’Autorità nazionale responsabile di:

a)coordinamento delle attività tecnico amministrative e tecnico scientifiche relative ad attuazione Direttiva UE in materia di produzione e commercializzazione dei prodotti sementieri;

b)coordinamento delle prove ufficiali di distinguibilità, omogeneità, stabilità (DOS), ai fini della iscrizione nel Registro nazionale delle varietà (REV);

c)predisposizione modalità di attuazione dei controlli dei prodotti sementieri;

d)tenuta ed aggiornamento del REV

Art. 3 definizioni di: anno di produzione; associazione varietale; avente causa; comitato fitosanitario nazionale; costitutore; ditta sementiera; germinabilità; ibridi; ibrido impollinatore dipendente; linea inbred; lotto; miscugli; micropropagazione; pianta madre; purezza fisica; responsabile della conservazione in purezza; stabilimento; varietà sintetiche; unità di vendita

Art. 4 classificazione dei prodotti sementieri nei seguenti gruppi: foraggiere; cereali; barbabietole; oleaginose e da fibra; ortaggi; patate; miscugli; altri prodotti sementieri diversi dai precedenti. MIPAAF con decreto definisce modifiche alle specie riportate in Allegato I pubblicato su G.U. 49/21. Prodotti sementieri appartenenti a gruppi e specie di Allegato I suddivisi in:

a)categoria prebase: sementi e materiali di moltiplicazione di generazioni costituenti categoria di base, prodotti dal costitutore o da aventi causa, direttamente o sotto la loro responsabilità nel rispetto delle norme riguardanti la conservazione in purezza della varietà;

b)categoria di base: sementi e materiali di moltiplicazione prodotti dal costitutore o da aventi causa, direttamente o sotto la loro responsabilità nel rispetto delle norme riguardanti conservazione in purezza della varietà;

c)categoria certificata: sementi e materiali di moltiplicazione derivanti da prodotti di categoria di base, in 1° o 2° riproduzione;

d)categoria commerciale: sementi e materiali di moltiplicazione di piante erbacee (escluse sementi sative) non classificabili nella categoria di base o certificata, in quanto identificabili solo tramite la specie;

e)categoria standard: sementi e materiali di moltiplicazione di specie ortive per cui previsto obbligo di iscrizione in REV, prodotti da varietà dotate di sufficiente identità e purezza varietale;

f)categoria mercantile ortiva: sementi e materiali di moltiplicazione di specie ortive diverse da quelle riportate in Allegato II Sezione C pubblicato su G.U. 49/21 per cui non previsto obbligo di iscrizione a REV, ma rispondenti alle condizioni di Allegato VI Sezione II pubblicato su G.U. 49/21

Prodotti sementieri delle categorie prebase, base e certificata debbono essere sempre controllate e certificate ufficialmente

Art. 5 commercializzazione dei miscugli è consentita alle condizioni di cui ad Art. 31 in piccoli imballaggi (mai superiori in peso o numero di pezzi a quanto riportato in Allegato V pubblicato su G.U. 49/21) nei seguenti casi:

a)miscugli destinati alla produzione di foraggi contenenti specie vegetali di cui ad Allegato II Sezioni A e B pubblicato su G.U. 49/21 (escluse varietà di cui ad  34);

b)miscugli destinati alla costituzione di tappeti erbosi (comunque non destinati alla produzione di foraggi) contenenti sementi appartenenti a specie di cui ad Allegato II Sezioni A e B pubblicato su G.U. 49/21 e sementi appartenenti a specie vegetali diverse dalle precedenti;

c)miscugli di sementi per la preservazione di ambiente naturale nel quadro della conservazione delle risorse genetiche (escluso materiale sementiero derivante da varietà geneticamente modificate o qualsiasi forma di contaminazione con questo);

d)miscugli di diverse specie di cereali di cui ad Allegato I pubblicato su G.U. 49/21;

e)miscugli di diverse varietà di specie di cereali, purché risultino particolarmente efficaci contro propagazione di taluni organismi nocivi;

f)miscugli destinati alla produzione di ortaggi, quali: miscugli di sementi standard di più varietà della stessa specie in piccoli imballaggi; miscugli di sementi della categoria mercantile ortiva caratterizzati per specie in piccoli imballaggi; miscugli di sementi standard e di sementi della categoria mercantile ortiva caratterizzati per specie in piccoli imballaggi.

Le diverse componenti del miscuglio prima del loro mescolamento debbono essere conformi alle norme di commercializzazione di riferimento

MIPAAF determina condizioni specifiche per commercializzazione dei miscugli (compresi in piccoli imballaggi) in relazione a: requisiti per etichettatura; controllo della produzione; campionamento di lotti di partenza e dei miscugli prodotti; dimensioni massime per imballaggi

Art. 6 ditta sementiera deve essere registrata, da parte di SFR nel cui territorio ricade, presso Registro ufficiale degli operatori professionali (RUOP), gestito da SFN, con esclusione di:

a)produttori agricoli che cedono prodotti sementieri direttamente a ditte registrate;

b)commercianti che vendono solo al dettaglio prodotti sementieri confezionati ed etichettati

SFR comunica iscrizione di ditta nel Registro ad altri SFR interessati

MIPAAF definisce con decreto requisiti di professionalità, dotazioni minime di attrezzature, procedure di controllo necessarie per esercizio di attività sementiera

Art. 7 MIPAAF istituisce e gestisce, per ogni specie coltivata, Registri di varietà (REV), al fine di identificare varietà anche se questa è un ibrido destinato a servire da componente costitutivo di altre varietà e loro sementi sono commercializzate con propria denominazione

REV sono obbligatori per patate, barbabietole da zucchero e da foraggio, specie foraggiere, cereali, oleaginose e da fibra, specie ortive di cui ad Allegato II pubblicato su G.U. 49/21 (MIPAAF può istituire REV volontari per specie agrarie ed ortive diverse dalle precedenti aventi “un interesse economico concreto”, il cui elenco è riportato in Allegato III pubblicato su G.U. 49/21). Registri di varietà ortive suddivisi in:

a)REV le cui sementi sono certificate (in quanto sementi di base o sementi certificate) o controllate (in quanto sementi standard)

b)REV le cui sementi sono controllate in quanto sementi standard

Nei REV iscritte anche varietà da conservazione e varietà di specie ortive “prive di valore intrinseco per la produzione a fini commerciali, ma sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari”

REV sono resi pubblici tramite SIAN e riportano: denominazione della varietà; suo codice identificativo; data del decreto di iscrizione e del rinnovo di questa; codice SIAN del RCPV

Per ogni varietà iscritta MIPAAF:

–          istituisce un fascicolo, in cui riportare: descrizione della varietà; documentazione presentata da mettere a disposizione di Commissione UE, Stati membri, “coloro che hanno dimostrato interesse qualificato al riguardo” (salvo informazioni relative a componenti genealogiche della varietà su richiesta del costitutore)

–          comunica a Commissione UE e ad altri Stati membri caratteristiche più importanti circa utilizzo della varietà e quelle che la differenziano da varietà analoghe (esclusi ibridi destinati ad essere componenti di altre varietà)

–          notifica a Commissione UE e ad altri Stati membri ogni modifica apportata a REV e ad ogni domanda di iscrizione/ritiro della varietà

Art. 8 iscrizione a REV richiesta dal costitutore della varietà (in mancanza da un soggetto pubblico/privato operante nel settore sementiero in grado di fornire garanzie sul mantenimento in purezza della varietà), eventualmente specificando “segreto sulla descrizione delle componenti genealogiche concernenti ibridi e varietà sintetiche e sui relativi esami”

Art. 9 MIPAAF, ai fini della iscrizione in REV, accerta, tramite prove ufficiali in campo, che ogni varietà sia:

–          distinguibile per 1 o più caratteri da qualunque altra varietà nota nella UE o Paesi aderenti alla Convenzione UPOV (Unione internazionale per la protezione di nuove varietà vegetali) e quindi in grado di soddisfare almeno 1 dei seguenti requisiti:

1)        figura nel Catalogo delle varietà delle specie di piante agricole o specie di ortaggi;

2)        iscritta (o in corso di iscrizione) in Italia o in altro Stato membro o ammessa alla certificazione in altri Paesi, salvo che prima di tale decisione non più soddisfatti i requisiti prescritti;

3)        varietà protetta mediante privativa per ritrovati vegetali (o per cui presentata domanda al riguardo) in Paesi aderenti a Convenzione UPOV

–          omogenea nell’espressione dei caratteri compresi nell’esame della distinzione o “in altri caratteri usati per la descrizione della varietà”

–          stabile, qualora resta conforme alle sue caratteristiche al termine delle riproduzioni e moltiplicazioni successive o alla fine di ogni ciclo

–          dotata di valore economico e di utilizzazione soddisfacente, qualora rispetto ad altre varietà iscritte al REV costituisce “almeno per la produzione in una determinata area, un netto miglioramento per la coltivazione o gestione dei raccolti o per impiego dei prodotti ottenuti”

Ai fini della iscrizione della varietà al REV condizioni minimi da osservare per diffenziabilità, omogeneità, stabilità sono riportate nei protocolli indicati in Allegato VIII pubblicato su G.U. 49/21, mentre per il valore economico e di utilizzazione le condizioni da osservare sono riportate in Allegato III di Direttiva UE 2003/80

Nel caso di specie ortive (salvo cicoria industriale) MIPAAF accerta solo “requisiti di distinguibilità, uniformità e stabilità”

Ai fini di iscrizione al REV sementi controllate solo se sementi standard prendendo in considerazione risultati di esami e “cognizioni pratiche ottenute durante coltivazione”

MIPAAF individua con decreto strutture ed Enti scientifici o di ricerca internazionale che eseguono prive in campo a fini di iscrizione al REV delle specie agrarie ed orticole di cui ad Allegati II e III pubblicati su G.U. 49/21

Art. 10 esame del valore economico e di utilizzazione non necessario per:

a)iscrizione di varietà graminacee se costitutore dichiara che sementi della varietà da iscrivere in REV sono destinate ad uso di tappeto erboso;

b)ammissione di varietà ibridi usate solo come componenti di: varietà ibride che soddisfano requisiti di distinzione, stabilità, omogeneità; associazioni varietali;

c)ammissione di varietà le cui sementi sono destinate ad essere commercializzate in altro Stato membro “che le abbia ammesse in considerazione del loro valore agronomico e di utilizzazione”

Per tali varietà è comunque necessario verificare idoneità all’uso dichiarato tramite esame appropriato

Art. 11 a seguito di iscrizione disposta con decreto (da pubblicarsi su G.U.) da MIPAAF, acquisito parere del GPPP, costitutore (direttamente o tramite responsabile terzo) deve conservare in purezza le varietà, in modo da garantire mantenimento dei requisiti. Se costitutore è sconosciuto, MIPAAF incarica della conservazione in purezza un soggetto pubblico o privato operante nel settore delle sementi che offre idonee garanzie al riguardo

Se costitutore o soggetto terzo incaricato non adempie e qualora “varietà abbia interesse economico di valenza nazionale o nell’interesse della conservazione delle risorse fitogeniche”, MIPAAF assegna compito della conservazione in purezza ad altro soggetto pubblico/privato definendo anche “modalità di distribuzione della semente di base”

Art. 12 sementi di varietà iscritte nel “Catalogo comune delle varietà di specie di piante agrarie ed ortive” (Catalogo) non soggette ad alcuna restrizione nella commercializzazione, salvo quanto previsto da Art. 45 e 46

MIPAAF, sentito GPPP, può aderire ad esperimenti temporanei a livello UE

Art. 13 varietà iscritte nei Registro prende la denominazione assegnata dal costitutore, purché “non contraria alla legge, ordine pubblico, buon costume”. Se denominazione non poteva essere accettata al momento di iscrizione deve essere modificata

Art. 14 iscrizione di validità valida fino alla fine del 10° anno successivo a quello di iscrizione, rinnovabile per periodi determinati “ove coltura sia così estesa da giustificarla o comunque abbia interesse economico rilevante o se da mantenere ai fini della conservazione delle risorse fitogeniche”, purché mantenuti requisiti di distinzione, omogeneità, stabilità

Domanda di rinnovo inviata da costitutore entro 2 anni precedenti scadenza (salvo per varietà ortive prive di valore intrinseco da inviare comunque prima della scadenza)

MIPAAF con decreto stabilisce modalità di verifica delle varietà nel 2° quinquennio di validità di iscrizione ai fini del suo rinnovo

Art. 15 MIPAAF con decreto dispone cancellazione di varietà dal REV in caso di:

a)accertato in sede di esame che questa non risulta più distinta, stabile, omogenea;

b)responsabile della conservazione in purezza ne faccia richiesta, salvo che “selezione conservatrice resti assicurata”;

c)fornite indicazioni false in merito agli elementi prescritti per iscrizione al momento di invio domanda o in sede di istruttoria;

d)mancata osservanza, dopo iscrizione, delle disposizioni legislative;

e)scadenza della validità di iscrizione. Su richiesta del costitutore nel decreto di cancellazione può essere riportato un periodo transitorio per certificazione e controllo (solo per specie ortive) di sementi standard e commercializzazione dei prodotti sementieri fino al 30 Giugno del 3° anno successivo a quello di scadenza iscrizione. Per varietà comprese nel Catalogo di  12 si prende come periodo transitorio l’ultimo tra quelli accordati dai vari Stati membri in cui varietà è iscritta (Limite applicato in Italia quando sementi di tali varietà non sottoposte ad alcuna restrizione di commercializzazione)

f)perdita di una delle caratteristiche di distinguibilità, stabilità, omogeneità richieste

In caso di varietà suscettibili, per le modalità di produzione, di modifiche delle loro caratteristiche occorre provvedere a rettificarne la descrizione nel REV

MIPAAF provvede alla cancellazione o modifica “sentiti coloro che hanno interesse ad mantenimento dell’iscrizione”

Se dopo iscrizione accertato che condizione di differenziabilità non era soddisfatta, iscrizione viene annullata

Art. 16 condizioni del D.Lgs. 20/21 sono valide anche per varietà anche per vendita costituite in altri Stati membri e Paesi Terzi, mentre iscrizione di varietà in Catalogo di Art. 12 o in registro di altro Stato membro si considera equivalente ad iscrizione nel Registro nazionale “limitatamente ai requisiti di differenziabilità, stabilità, omogeneità”, mentre iscrizione di varietà in Registro di Paese Terzo si considera equivalente se UE ha constatato che esami ufficiali delle varietà attuate in tali Paesi “offrono le stesse garanzie di quelli effettuati negli Stati membri”.

Conservazione in purezza di varietà iscritta può essere attuata in Paesi Terzi se UE accertato che “controlli della selezione conservatrice effettuati nel suddetto Paese offrono le stesse garanzie di quelli effettuati negli Stati membri”

Art. 17 controlli ufficiali dei prodotti sementieri, ai fini della verifica della loro conformità ai requisiti richiesti per immissione in commercio o della presenza di organismi nocivi alle piante attuati secondo condizioni di cui ad Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 o secondo procedure definite da MIPAAF

Art. 18 controlli sono attuati in tutte le fasi della produzione, lavorazione, commercializzazione mediante ispezioni, campionamenti, diagnosi, prove colturali ed analisi presso laboratori riconosciuti da MIPAAF per accertare requisiti prescritti per immissione in commercio delle sementi (campioni per analisi aventi peso minimo prelevati da lotti omogenei aventi peso massimo riportati in Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21)

MIPAAF definisce modalità di attuazione dei programmi di controllo delle sementi volti anche ad accertare assenza di OGM nelle sementi prodotte in Italia o provenienti da Stati membri o Paesi Terzi. Controlli possono essere effettuati anche sotto sorveglianza delle ditte sementiere purché rispettate le condizioni di cui ad Art. 25

Oneri derivanti dalle attività di controllo sono a carico dei richiedenti secondo tariffe riportate in Art. 82

Art. 19 operazioni di controllo sono svolte da personale autorizzato da MIPAAF ed iscritto nel Registro del personale tecnico autorizzato al controllo dei prodotti sementieri (ReP), previa verifica dei requisiti richiesti (cioè personale “non esercitante a qualsiasi titolo, anche temporaneamente, attività di carattere economico nella produzione e commercio di prodotti sementieri, né dipendente di ditte che svolgono attività nel settore sementiero”). ReP inserito in SIAN riportando: nominativi del personale; titolo di studio; funzione relativa ai controlli ufficiali. Autorizzazione è revocata qualora personale tecnico:

a)non possegga più i requisiti richiesti;

b)non adempia agli obblighi previsti;

c)non dimostri necessari diligenza nell’esecuzione dei controlli;

d)non si attenga alle istruzioni ricevute dal MIPAAF

Art. 20 sementi di cereali, foraggiere, barbabietole, patate, piante oleaginose e da fibra appartenenti alle specie di cui ad Allegato II Sezione A pubblicato su G.U. 49/21 commercializzate solo se ufficialmente certificate come sementi di base e sementi certificate, mentre sementi di ortive appartenenti alle specie di cui ad Allegato II Sezione C pubblicato su G.U. 49/21 possono essere certificate quali sementi standard e commercializzate solo se loro varietà ammesse in REV o nel Registro di altri Stati membri

Sementi appartenenti a specie di piante foraggiere, piante oleaginose e da fibra diverse dalle precedenti commercializzate anche se corrispondenti a categoria commerciale

MIPAAF può con decreto fissare requisiti per la certificazione di categorie antecedenti categoria di base

Art. 21 condizioni richieste per classificazione sementi di cereali come:

a)sementi di base di avena comune o bizantina o forestiera o nuda, frumento duro, frumento tenero, orzo, riso, scagliola, segale, spelta, triticale (comunque diversi da ibridi): prodotte sotto la responsabilità del costitutore secondo metodi di selezione per conservazione della varietà; destinate alla produzione di sementi certificate o sementi certificate di 1° o 2° riproduzione; conformi ai requisiti riportati in Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base; conformi ai requisiti precedenti all’atto di esame ufficiale

b)sementi di base di ibridi delle specie cerealicole di cui sopra: destinate alla produzione di ibridi; conformi ai requisiti riportati in Allegato IX pubblicato su G.U. 49/21 per sementi di base; conformi ai requisiti precedenti all’atto di esame ufficiale

c)sementi di base di granoturco e sorgo di:

  • varietà ad impollinazione libera: prodotte sotto la responsabilità del costitutore secondo metodi di selezione per conservazione della varietà; destinate alla riproduzione di sementi certificate della suddetta varietà o di ibridi intervarietali; conformi ai requisiti riportati in Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base; conformi ai requisiti precedenti all’atto di esame ufficiale
  • linee inbred: conformi ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 pubblicati su G.U. 49/21; conformi ai requisiti precedenti all’atto di esame ufficiale
  • ibridi semplici: destinate alla produzione di ibridi doppi o ibridi a 3 vie o ibridi top cross; conformi ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base; conformi ai requisiti precedenti all’atto di esame ufficiale

d)sementi certificate di frumento duro, frumento tenero, granoturco, scagliola (diversi da ibridi), segale, sorgo, sorgo del Sudan, ibridi di avena bizantina o comune o nuda, orzo, riso, spelta e varietà di triticale ad autofecondazione: provenienti da sementi di base (su richiesta di costitutore da sementi di generazione anteriore, purché rispondenti a seguito di esame ufficiale alle condizioni previste da Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base); destinate alla produzione diversa da sementi per cereali; conformi ai requisiti riportati in Allegato VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base; conformi ai requisiti precedenti all’atto di esame ufficiale

e)sementi certificate di 1° riproduzione di avena bizantina o comune o forestiera o nuda, frumento duro, frumento tenero, riso, orzo, spelta e triticale diverse da ibridi: provenienti da sementi di base (su richiesta di costitutore da sementi di generazione anteriore, purché rispondenti a seguito di esame ufficiale alle condizioni previste da Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base); destinate alla produzione di sementi certificate di 2° riproduzione o produzione diversa da sementi per cereali; conformi ai requisiti riportati in Allegato VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base; conformi ai requisiti precedenti all’atto di esame ufficiale

f)sementi certificate di 2° riproduzione di avena nuda o comune o forestiera o bizantina, orzo, triticale, riso, frumento tenero, frumento duro, spelta diversi da ibridi: provenienti da sementi di base o sementi certificate di 1° riproduzione (su richiesta di costitutore da sementi di generazione anteriore, purché rispondenti a seguito di esame ufficiale alle condizioni previste da Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base); destinate alla produzione diversa da sementi per cereali; conformi ai requisiti riportati in Allegato VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base; conformi ai requisiti precedenti all’atto di esame ufficiale

Art. 22 condizioni richieste per classificazione di sementi di piante foraggiere come:

a)sementi di base: prodotte sotto la responsabilità del costitutore secondo metodi di selezione per conservazione della varietà; destinate alla produzione di sementi certificate o sementi certificate di 1° o 2° riproduzione; conformi ai requisiti riportati in Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base; conformi ai requisiti precedenti all’atto di esame ufficiale

b)sementi certificate (cioè sementi di tutte le specie riportate in Allegato II pubblicato su G.U. 49/21 diverse da erba medica, favino, lupino bianco o giallo o selvatico, pisello da foraggio, veccia comune o pannonica o vellutata): provenienti da sementi di base (su richiesta di costitutore da sementi di generazione anteriore, purché rispondenti a seguito di esame ufficiale alle condizioni previste da Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base); destinate alla produzione diversa da sementi per foraggiere; conformi ai requisiti riportati in Allegato VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi certificate; conformi ai requisiti precedenti all’atto di esame ufficiale

c)sementi certificate di 1° riproduzione di erba medica, favino, lupino bianco o giallo o selvatico, pisello da foraggio, veccia comune o pannonica o vellutata: provenienti da sementi di base (su richiesta di costitutore da sementi di generazione anteriore, purché rispondenti a seguito di esame ufficiale alle condizioni previste da Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base); destinate alla produzione di sementi certificate di 2° riproduzione o a produzione diversa da sementi di foraggiere; conformi ai requisiti riportati in Allegato VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi certificate; conformi ai requisiti precedenti all’atto di esame ufficiale

d)sementi certificate di 2° riproduzione di erba medica, favino, lupino bianco o giallo o selvatico, pisello da foraggio, veccia comune o pannonica o vellutata: provenienti da sementi di base o sementi certificate di 1° riproduzione (su richiesta di costitutore da sementi di generazione anteriore o sementi di base, purché rispondenti a seguito di esame ufficiale alle condizioni previste da Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base); destinate alla produzione diversa da sementi per foraggiere; conformi ai requisiti riportati in Allegato VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base; conformi ai requisiti precedenti all’atto di esame ufficiale

e)sementi commerciali: identificate per specie; conformi ai requisiti di Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21 per sementi commerciali; conformi ai requisiti precedenti all’atto di esame ufficiale

Art. 23 condizioni richieste per classificazione di sementi di barbabietola da zucchero e da foraggio come:

a)sementi di base: prodotte sotto la responsabilità del costitutore secondo norme selettive per tipo di varietà; destinate alla produzione di sementi certificate; conformi alle condizioni di Allegato VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base; conformi alle disposizioni precedenti all’atto di esame ufficiale

b)sementi certificate: provenienti da sementi di base; destinate alla produzione di barbabietole; conformi alle condizioni di Allegato VI e IX pubblicati su G.U. 49/21; conformi alle disposizioni precedenti all’atto di esame ufficiale

Art. 24 condizioni richieste per classificazione di sementi di patate come:

a)tuberi seme di patate pre base: prodotti in modo conforme a metodi di selezione per conservazione di varietà e stato sanitario; destinati alla produzione di tuberi seme di patate di base; conformi ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per tuberi seme pre base; conformi alle condizioni precedenti all’atto di esame ufficiale

b)tuberi seme di patate pre base commercializzati come appartenenti alla classe PBTC dell’Unione o alla classe PB dell’Unione: prodotti conformi ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per tuberi seme pre base

c)tuberi di patate: prodotti in modo conforme a metodi di selezione per conservazione di varietà e stato sanitario; destinati alla produzione di tuberi seme certificati; conformi ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per tuberi seme di base; conformi alle condizioni precedenti all’atto di esame ufficiale

d)tuberi seme di patate di base commercializzati come appartenenti a classe S dell’Unione: tuberi seme risultano ad ispezione ufficiale conformi ai requisiti di Allegato IX e lotti di patate conformi ai requisiti di Allegato VI pubblicati su G.U. 49/21

e)tuberi seme di patate di base commercializzati come appartenenti a classe SE dell’Unione: tuberi seme risultano ad ispezione ufficiale conformi ai requisiti di Allegato IX e lotti di patate conformi ai requisiti di Allegato VI pubblicati su G.U. 49/21

f)tuberi seme di patate di base commercializzati come appartenenti a classe E dell’Unione: tuberi seme risultano ad ispezione ufficiale conformi ai requisiti di Allegato IX e lotti di patate conformi ai requisiti di Allegato VI pubblicati su G.U. 49/21

g)tuberi seme certificati di patate: provenienti da tuberi seme di base o tuberi seme certificati o tuberi seme di fase anteriore a quella di base che ad esame ufficiale soddisfano requisiti previsti per tuberi seme di base; destinati alla produzione diversa da tuberi seme di patate; conformi ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21; conformi alle condizioni precedenti all’atto di esame ufficiale

h)tuberi seme certificati commercializzati come appartenenti a classe A o B dell’Unione: tuberi seme risultano ad ispezione ufficiale conformi ai requisiti di Allegato IX e lotti di patate conformi ai requisiti di Allegato VI pubblicati su G.U. 49/21

Art. 25 condizioni richieste per classificazione di sementi di piante oleaginose e da fibra come:

a)sementi di base (varietà diverse da ibridi): prodotte sotto la responsabilità del produttore secondo metodi di selezione per conservazione della varietà; destinate alla produzione di sementi certificate o di sementi certificate di 1° e 2° riproduzione (all’occorrenza anche di 3° riproduzione); conformi ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21; appartenenti a diversi tipi di varietà destinate alla certificazione; conformi alle precedenti disposizioni all’atto di esame ufficiale

b)sementi di base di linee inbred: rispondenti ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base; conformi alle precedenti disposizioni all’atto di esame ufficiale

c)sementi di base di ibridi semplici: destinati alla produzione di ibridi a 3 vie o di ibridi doppi; rispondenti ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base; conformi alle precedenti disposizioni all’atto di esame ufficiale

d)sementi certificate (canapa, colza, cotone, cumino, girasole, papavero domestico, ravizzone, senape bianca o bruna o nera, canapa, cartamo): provenienti da sementi di base (su richiesta di costitutore da sementi di generazione antecedente a quella di base, purché rispondenti ad esame ufficiale ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base); destinate alla produzione diversa dalle sementi di piante oleaginose e da fibra; rispondenti ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi certificate; conformi alle precedenti disposizioni all’atto di esame ufficiale

e)sementi certificate di 1° riproduzione di arachidi, canapa, manioca, lino oleaginoso, lino tessile, soia, cotone: provenienti da sementi di base (su richiesta di costitutore da sementi di generazione antecedente a quella di base, purché rispondenti ad esame ufficiale ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base); destinate alla produzione di sementi certificate di 2° riproduzione (all’occorrenza anche di 3° riproduzione) o alla produzione diversa da quella di sementi di piante oleaginose e da fibra; rispondenti ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi certificate; conformi alle precedenti disposizioni all’atto di esame ufficiale

f)sementi certificate di 2° riproduzione di arachidi, lino oleaginoso, lino tessile, soia, cotone: provenienti da sementi di base o da sementi certificate di 1° riproduzione (su richiesta di costitutore da sementi di generazione antecedente a quella di base, purché rispondenti ad esame ufficiale ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base); destinate alla produzione diversa da quella di sementi di piante oleaginose e da fibra (all’occorrenza per produzione di sementi certificate di 3° riproduzione); rispondenti ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi certificate; conformi alle precedenti disposizioni all’atto di esame ufficiale

g)sementi certificate di 2° riproduzione di canapa, manioca: provenienti da sementi certificate di 1° riproduzione; destinate alla produzione di sementi certificate di 2° riproduzione o alla produzione di canapa raccolta nella fase di fioritura; rispondenti ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi certificate; conformi alle precedenti disposizioni all’atto di esame ufficiale

h)sementi certificate di 3° riproduzione di lino oleaginoso, lino tessile: provenienti da sementi di base, sementi certificate di 1° e 2° riproduzione (su richiesta di costitutore da sementi di generazione antecedente a quella di base, purché rispondenti ad esame ufficiale ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base); destinate alla produzione diversa da quella di sementi di piante oleaginose e da fibra; rispondenti ai requisiti di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi certificate; conformi alle precedenti disposizioni all’atto di esame ufficiale

i)sementi commerciali: identificate per le specie; rispondenti ai requisiti di Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21 per sementi commerciali; conformi alle precedenti disposizioni all’atto di esame ufficiale

MIPAAF con decreto può includere ibridi di piante oleaginose e da fibra diverse dal girasole

Art. 26 condizioni richieste per classificazione di sementi di specie ortive come:

a)sementi di base: prodotte sotto la responsabilità del costitutore o selezionatore secondo metodi di selezione che assicurano conservazione in purezza della varietà; destinate alla produzione di sementi certificate; rispondenti ai requisiti di Allegato VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base; conformi alle precedenti disposizioni all’atto di esame ufficiale

b)sementi certificate: provenienti da sementi di base (su richiesta di costitutore da sementi di generazione anteriore, purché soddisfatte ad esame ufficiale le condizioni di Allegati VI e IX pubblicati su G.U. 49/21 per sementi di base); destinate alla produzione di ortaggi; rispondenti ai requisiti di Allegati VI e IX per sementi certificate; sottoposte a posteriori a controlli ufficiali (mediante sondaggi) in merito ad identità e purezza della varietà; conformi alle precedenti disposizioni all’atto di esame ufficiale

c)sementi standard: destinate alla produzione di ortaggi che rappresentano sufficiente identità e purezza; rispondenti ai requisiti di Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21; sottoposte a posteriori a controlli ufficiali (mediante sondaggi) in merito ad identità e purezza della varietà

d)sementi mercantili: sementi di specie ortive elencate in Allegato II  C pubblicato su G.U. 49/21; rispondenti ai requisiti di Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21; controllate in merito a sementi standard e certificate secondo disposizioni di cui ad Art. 27

Art. 27 controllo delle sementi di specie ortive appartenenti alla categoria standard consiste nell’accertamento della identità e purezza della varietà tramite: campionamenti; esami di laboratorio; prove di coltivazione in parcelle; ispezioni presso ditte sementiere responsabili dell’apposizione dei cartellini che sono tenute a notificare a MIPAAF:

a)inizio (cioè data di loro registrazione al RUOP) e fine (cioè data di cessazione della loro attività) dell’attività di confezionamento, specificando numero di registrazione al RUOP;

b)dati inerenti attività svolta entro 31 Luglio, specificando sementi prodotte e sementi certificate;

c)eventuale menzione sul cartellino di determinata selezione conservatrice

Varietà da sottoporre a controllo debbono appartenere a: specie elencate in Allegati II o III pubblicati su G.U. 49/21 oggetto di istituzione di REV; specie di piante ortive iscritte in REV o specie di ortaggi iscritte nel Catalogo delle varietà

MIPAAF stabilisce con decreto modalità per attuazione dei controlli e del confezionamento, che prevede comunque la comunicazione alla ditta di: elenco dei campioni da sottoporre ad analisi di laboratorio e quelli scelti per l’esecuzione di prove in campo; risultati ottenuti.

Varietà che, a seguito dei controlli, non presentano prescritti requisiti di identità e purezza sono “oggetto di un nuovo immediato controllo”. Se accertato “ripetutamente insufficiente rispondenza delle sementi di una varietà ai requisiti previsti di identità e purezza”, MIPAAF, sentito Gruppo di lavoro, può vietarne (totalmente o parzialmente) la vendita per un dato periodo. Tale provvedimento è revocato non appena garantito il ripristino dei requisiti di identità e purezza della varietà

Somme dovute dalle ditte per i controlli in questione sono fissate in base a tariffare riportate in Art. 82

Art. 28 se controlli di cui ad Art. 27 risultano favorevoli si procede a: cartellinatura delle partite controllate; registrazione dei risultati dei controlli (risultati messi a disposizione del richiedente il controllo)

Art. 29 controlli ufficiali debbono soddisfare le seguenti condizioni:

–          per ispezioni in campo:

1)         personale addetto al controllo deve: essere in possesso dei requisiti previsti da MIPAAF; non “trarre profitto personale dallo svolgimento delle ispezioni”; partecipare a corsi di formazione ed aggiornamento organizzati da MIPAAF; essere autorizzato da MIPAAF, previo superamento di esame finale; prestare giuramento o sottoscrivere dichiarazione di impegno a rispettare norme dei controlli ufficiali; svolgere controlli in conformità alle disposizioni dei precedenti Art. 18 e 19;

2)         coltura da seme da ispezionare ottenuta da sementi sottoposte con esito favorevole a controlli ufficiali a posteriori;

3)         parte (almeno 5%) della coltura da seme controllata ufficialmente da MIPAAF o da OdC;

4)         parte dei campioni di partite di sementi raccolte da colture da seme conservate per controlli ufficiali a posteriori (anche di laboratorio) relativi alla identità e purezza della varietà

–          per controlli delle sementi: eseguiti da laboratori autorizzati da MIPAAF per le caratteristiche della commercializzazione in quanto:

1)       dispongono di persona incaricata delle analisi delle sementi in possesso delle qualifiche necessarie per dirigere un laboratorio ottenute a seguito partecipazione a corsi organizzati da MIPAAF;

2)       risultano indipendenti (possono operare solo se in possesso di accreditamento ISTA per le specie e metodi di analisi di interesse) o appartenenti a ditta cementiera (possono controllare solo partite di sementi prodotte dalla ditta, salvo disposizioni concordate tra ditta, MIPAAF e richiedente la certificazione);

3)       prestazioni del laboratorio sottoposte a vigilanza MIPAAF (almeno 5% delle partite di sementi oggetto di certificazione sottoposte a controlli da parte di analisti ufficiali delle sementi);

4)       mantenuta autorizzazione a seguito di “esercizio continuativo dell’attività di analisi”;

5)       locali, attrezzature, metodi applicati, volumi di attività di laboratorio conformi alle condizioni di Allegato X pubblicato su G.U. 49/21

–          per campionamento: durante procedura di controllo delle varietà o esame delle sementi per la certificazione o delle sementi commerciali, campioni prelevati sotto sorveglianza ufficiale secondo metodi di Allegato X pubblicato su G.U. 49/21 in modo da soddisfare seguenti condizioni:

1)         campioni prelevati da campionatori autorizzati da MIPAAF in quanto in possesso di qualifiche tecniche ottenute a seguito di partecipazione a corsi organizzati da MIPAAF;

2)         campionamento eseguito secondo metodi vigenti a livello internazionale;

3)         campionatori possono essere: persone fisiche indipendenti o persone fisiche dipendenti di società giuridiche le cui attività non comprendono produzione, coltivazione, trasformazione, commercializzazione di sementi; dipendenti di ditte sementieri (In tal caso possibile effettuare campionamenti solo di partite di sementi prodotte dalla ditta);

4)         prestazione dei campionatori soggetta a sorveglianza di MIPAAF (almeno 5% dei campioni prelevati da partite di sementi oggetto di certificazione ufficiale sottoposta a controllo di campionatori ufficiali che confrontano risultati ottenuti da essi con quelli dei campioni prelevati dalla stessa partita dai campionatori)

Sorveglianza sulle suddette attività esercitata da MIPAAF presso colture in campo, o durante la manipolazione e conservazione del prodotto da immettere in commercio, o mediante prove colturali di allevamento di campioni. Nel caso di laboratori autorizzati verifica attuata mediante test di performance organizzati da MIPAAF. Se accertate violazioni di cui ad Art. 81 OdC invia verbale a MIPAAF per applicazione delle sanzioni previste

Oneri dovute per le attività di formazione e sorveglianza ufficiale sono a carico del richiedente autorizzazione in base a tariffe di cui ad Art. 82

Art. 30 Ispettore in campo, titolare di laboratorio di analisi, campionatore che commette violazioni alle disposizioni di Art. 29 relative ad esame sotto sorveglianza ufficiale delle sementi: sospensione di autorizzazione da 6 mesi ad 1 anno in relazione ad entità della violazione (in caso di dolo: decadenza di autorizzazione) + annullamento della certificazione per semente, salvo che possa essere dimostrato mantenimento dei requisiti prescritti da parte di semente

Se accertate violazioni di cui sopra OdC invia a MIPAAF verbale per applicazione delle sanzioni previste

Art. 31 prodotti sementieri delle categorie pre base, base e certificata commercializzati solo se: appartenenti a varietà iscritte in REV o nel Catalogo; muniti di cartellini ufficiali rilasciati da MIPAAF attestanti che prodotti sottoposti con esito favorevole ai controlli prescritti (ciò non esclude responsabilità di ditta sementiera circa rispondenza del prodotto alle qualità dichiarate)

Ditte possono sconfezionare, riconfezionare, ricartellinare prodotti sementieri acquistati presso stabilimenti individuati in sede di registrazione al RUOP sotto sorveglianza di MIPAAF o OdC

In merito al valore dichiarato del grado di purezza e germinabilità dei prodotti sementieri consentita, a seguito di analisi, tolleranza di Allegato VII pubblicato su G.U. 49/21

Commercializzazione di miscugli ammessa se:

a)purezza specifica non inferiore alla media ponderata delle percentuali minime fissate per ogni genere e specie in Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21

b)percentuale di germinabilità dei singoli componenti non inferiore ai minimi fissati in Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21

Art. 32 prodotti sementieri commerciali usati in partite omogenee confezionati in involucri chiusi in modo che la loro apertura comporti deterioramento del sistema di chiusura ed impossibilità di ricostituirlo, con esclusione delle sementi cedute da agricoltori a ditte sementiere registrate in RUOP

Imballaggi di sementi di categoria base, certificata e commerciale, nonché di miscugli di sementi destinate alla produzione di foraggi, tappeti erbosi chiusi sotto controllo ufficiale in modo da non aprirsi “senza deteriore sistema di chiusura o lasciare traccia di manomissione sul cartellino ufficiale di certificazione o su imballaggio stesso”. A tal fine sistema di chiusura incorpora suddetto cartellino o prevede l’apposizione di sigillo ufficiale, salvo che si tratti di sistema di chiusura riutilizzabile

Apertura e nuova chiusura di imballaggi attuata sotto controllo ufficiale e riportando sul cartellino di certificazione: data della prima ed ultima operazione di chiusura; servizio che l’ha effettuata

Disposizioni in materia di contrassegno su imballaggi (comprese indicazioni da riportare nel cartellino) sono riportate in Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21; per specie non indicate in Allegato VII pubblicato su G.U. 49/21 seguire le disposizioni fissate da MIPAAF con istituzione del REV per ognuna delle suddette specie

Sementi e materiali di moltiplicazione della categoria commerciale per cui non istituito REV debbono essere: sottoposte ad esame ufficiale per constatarne identità di specie e rispondenza alle condizioni di Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21 per sementi commerciali; munite di cartellino ufficiale di cui ad Allegato VII pubblicato su G.U. 49/21

Nel caso di prodotti sementieri assoggettati a trattamenti chimici, tali trattamenti vanno riportati su imballaggi/etichetta o su apposita sezione del cartellino ufficiale

Art. 33 imballaggi di sementi standard debbono essere:

–          piombati dal responsabile di apposizione del cartellino o provvisti di sistema di chiusura equivalente in modo che imballaggio non possa aprirsi senza deteriorare questo o senza lasciare tracce di manomissione sul cartellino del produttore e sullo stesso imballaggio;

–          muniti di cartellino del fornitore o di scritta o timbro conforme ad Allegato VII Sez. IV pubblicato su G.U. 49/21

Ditte possono riconfezionare sementi di specie ortive di categoria standard purché apposto su nuova confezione cartellino in sostituzione del precedente. In caso di specie ortive note al 1/7/1970 sul cartellino riportare, dopo la denominazione varietale, dicitura “selezione conservatrice già riconosciuta della varietà”

Ditte debbono: informare MIPAAF di inizio e fine attività di apposizione cartellini su sementi standard; tenere contabilità relativa alle partite di sementi standard (conservata a disposizione di MIPAAF per almeno 3 anni); prelevare campioni da ogni lotto destinato alla vendita da tenere a disposizione di MIPAAF per almeno 2 anni (operazioni sottoposte a controllo ufficiale secondo le disposizioni di Art. 27)

Art. 34 imballaggi di prodotti sementieri possono essere muniti di cartellino del produttore (mai di colore bianco, azzurro, rosso, bruno, verde, arancio) diverso dal cartellino ufficiale di cui ad Art. 31, o di indicazioni riportate sul contenitore “con scrittura indelebile o etichette adesive non rimovibili” per fornire ulteriori informazioni quali: indicazione della ditta produttrice (In caso di miscugli e di piccole confezioni sostituito da marchio della ditta); numero di registrazione al RUOP; denominazione della ditta distributrice; nome della specie (eventualmente anche della varietà); anno di produzione; purezza specifica; germinabilità con relativa data di determinazione; peso o qualità; tipo di utilizzo a cui miscuglio è destinato; riferimento al sistema di tracciabilità adottato; eventuali trattamenti chimici a cui sottoposto il prodotto. E’ possibile riportare altresì sulle confezioni indicazioni sulle caratteristiche varietali ed agronomiche, nonché impiego del prodotto

Art. 35 piccoli imballaggi contenenti:

–          sementi, tuberi, bulbi, rizomi debbono avere un peso ed un numero di pezzi non superiore a quello indicato in Allegato V pubblicato su G.U. 49/21

–          sementi ortive della categoria certificate o sementi/materiali di moltiplicazione di specie diverse dalle precedenti, o miscugli di sementi non destinate alla produzione di foraggi debbono essere: chiusi in modo da non aprirsi senza deteriore il sistema di chiusura o lasciare traccia di manomissione nel cartellino o su imballaggio; muniti di cartellino del produttore conforme ad Allegato VII pubblicato su G.U. 49/21

–          sementi di patate, barbabietole da zucchero e da foraggio, specie foraggiere, cereali, specie oleaginose e da fibra debbono essere chiusi sotto controllo ufficiale ai sensi di Art. 32, salvo piccoli imballaggi di sementi di barbabietole o di miscugli di sementi di piante foraggiere che debbono essere muniti all’esterno di cartellino adesivo ufficiale conforme ad Allegato VII pubblicato su G.U. 49/21.

Ammesse più chiusure di involucro purché sotto controllo ufficiale, come circolazione di piccole confezioni di prodotti sementieri diversi da varietà OGM destinate a scopi dimostrativi nel limite di peso e numero di pezzi non superiore a 20% di quelli indicati in Allegato V pubblicato su G.U. 49/21 senza obbligo di conformarsi alle norme di Art. 31 e 33, purché: riportata sulle confezioni dicitura “campione dimostrativo”; provenienti da lotti ufficialmente certificati

MIPAAF può stabilire deroghe per etichettatura di piccoli imballaggi contenenti tuberi seme di patate chiusi nel territorio nazionale

Art. 36 ditte sementiere istituiscono:

–          sistemi di tracciabilità che debbono consentire per ogni stabilimento identificazione di operatori professionali, fornitori di prodotti cementieri ed operatori professionali a cui fornite unità di vendita;

–          sistemi di registrazione che debbono consentire identificazione di lotti di prodotti sementieri entrati nello stabilimento (evidenziare se destinati ad essere lavorati in conto proprio o per conto terzi o importati) e lotti ottenuti (evidenziare tipo di lavorazione a cui sottoposti) e commercializzati

MIPAAF e OdC verificano validità dei sistemi adottati

Art. 37 vietato nei locali adibiti solo alla vendita all’ingrosso e al dettaglio dei prodotti sementieri detenere prodotti non confezionati, o cartellinati, o contraddistinti secondo disposizioni di D.Lgs. 20/21, mentre nei locali adibiti alla vendita promiscua all’ingrosso e al dettaglio di prodotti sementieri e di prodotti analoghi destinati ad altri usi (comunque non destinati alla riproduzione) occorre applicare su recipienti od imballaggi cartellini recanti dicitura “prodotto non destinato alla riproduzione”

Art. 38 costitutore, quale responsabile della conservazione in purezza (RCP) delle sementi, deve comunicare a MIPAAF o OdC, prima di inizio di ogni ciclo colturale, le coltivazioni che si intende realizzare per la produzione di sementi e del materiale di moltiplicazione della categoria precedente quella di base non certificate, nonché sementi ortive della categoria standard (nella comunicazione specificare: specie e varietà; ubicazione ed estensione delle coltivazioni; nome, cognome ed indirizzo sia del RCP, sia del moltiplicatore del materiale di categoria precedente quella di base se diverso dal RCP). MIPAAF o OdC provvede alla selezione conservatrice, anche in base alle registrazioni effettuate dal RCP e prelievo ufficiale di campioni

Controlli, i cui oneri sono a carico del RCP secondo tariffe riportate in Art. 82, debbono anche verificare titolarità delle moltiplicazioni effettuate da soggetti diversi dai responsabili della conservazione in purezza

Art. 39 consentita vendita di: sementi certificate di piante oleaginose e da fibra nella forma di associazione varietale, purché certificata a MIPAAF o OdC; sementi dei componenti maschile e femminile trattate con conce di colore differente

Art. 40 importazione di prodotti sementieri delle specie elencate in Allegato II deve essere autorizzata da SFR, nel cui territorio ha sede legale la ditta importatrice, nel rispetto delle modalità definite da MIPAAF. Immissione in commercio di prodotti importati da Paesi Terzi è consentita purché rispondono ai requisiti minimi prescritti dalle norme nazionali e UE

Ammessa commercializzazione di prodotti sementieri provenienti da Stati membri e venduti in tali Stati in conformità delle norme definite in materia dalla UE, salvo le restrizioni concernenti caratteristiche, contrassegni, chiusure di imballaggi

Art. 41 ditta importatrice di prodotti sementieri da Paesi Terzi applica su involucri di questi un cartellino (anche autoadesivo) contenente le informazioni di cui ad Allegato VI Sezione V pubblicato su G.U. 49/21 e di quelle prescritte da Art. 32. Ditta è responsabile delle indicazioni riportate sul cartellino, fermo restando che se tali informazioni sono già presenti nel cartellino originale possono essere omesse dal cartellino di importatore

Ditte possono immettere in commercio prodotti sementieri importati da Paesi Terzi sia nelle confezioni originali contrassegnate da cartellini ufficiali, sia in proprie confezioni conformi al D.Lgs. 20/21, purché riportato sul cartellino del produttore provenienza del prodotto e categoria di appartenenza

Per prodotti sementieri ufficialmente controllati e certificati il confezionamento o riconfezionamento o ricartellinatura è soggetta a vigilanza da parte del MIPAAF o di OdC (verificare che su cartellino di ditta importatrice indicate: date della 1° ed ultima chiusura; organismi che le hanno eseguite)

Chiunque importi prodotti sementieri destinati alla vendita deve garantire registrazione dei dati che consentono di identificare cronologicamente: partite importate; operatori professionali fornitori; destinatari di ogni unità venduta

Art. 42 chiunque vende prodotti sementieri in confezioni originali non è responsabile della rispondenza dei prodotti stessi alle indicazioni riportate su involucri o cartellini, purché confezioni e cartellini: conformi alle prescrizioni di D.Lgs. 20/21; non presentano segni di alterazioni o manomissioni; conservati in luogo asciutto e lontano da fonti di calore

Art. 43 in deroga ad Art. 31 MIPAAF può autorizzare:

–          produttori a vendere piccoli quantitativi di sementi per scopi scientifici per lavori di miglioramento genetico

–          costitutari aventi sede in Italia a vendere quantitativi adeguati di sementi per scopi di prova e sperimentazione, purché appartenenti a varietà per cui depositata richiesta di iscrizione

Art. 44 MIPAAF, in caso di difficoltà di approvvigionamento, può:

–          consentire temporaneamente vendita di prodotti sementieri aventi requisiti ridotti rispetto a quelli riportati in Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21

–          autorizzare vendita di materiali sementieri appartenenti a varietà non iscritte in REV o nei Cataloghi comuni di specie agricole e ortive

–          autorizzare certificazione ufficiale di sementi di base non rispondenti alle condizioni di Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21 in merito alla facoltà germinativa, purché riportato nel cartellino che trattasi di “sementi con germinabilità ridotta”

–          autorizzare, a fini di rapido approvvigionamento delle sementi, certificazione ufficiale e commercializzazione fino al 1° destinatario (assimilati a questo sono le cooperative, consorzi, associazioni di agricoltori) di prodotti sementieri per cui non completato esame volto ad accertarne rispondenza ad Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21 in merito a facoltà germinativa, purché:

a)accompagnati durante il trasporto da una dichiarazione del produttore relativa alla germinabilità (dichiarazione conservata dal 1° destinatario);

b)presentato al MIPAAF o OdC “rapporto di analisi provvisoria dei prodotti sementieri di cui si chiede la certificazione” (indicare nome ed indirizzo del 1° destinatario);

c)fornitore garantisce, tramite specifica dichiarazione, facoltà germinativa risultante dalle analisi provvisorie (mai inferiore a quella minima prescritta) da riportare su cartellino

–          autorizzare vendita di sementi di riso con facoltà germinativa ridotta a 80% di quella prescritta in Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21, purché riportata in cartellino

Tali disposizioni valgono anche per prodotti sementieri provenienti da Stati membri, mentre se questi provenienti da Paesi Terzi valgono solo se ottenuti da moltiplicazione effettuate fuori da UE con materiale pre base, base, certificato di 1° riproduzione certificato come tale in Stato membro, fermo restando impegni derivanti da convenzioni internazionali

Art. 45 MIPAAF può chiedere a Commissione UE autorizzazione a vietare, in tutto o parte del territorio nazionale, vendita di prodotti sementieri di una varietà iscritta nel Catalogo se accertato che la sua coltivazione può:

a)nuocere alla coltivazione di altre varietà o specie dal punto di vista fitosanitario o della loro integrità;

b)rappresentare un rischio per la salute umana o ambientale, anche tenendo conto delle conseguenze sui sistemi agrari in base alle peculiarità agro ecologiche e pedoclimatiche. Valutazione del rischio attuata secondo criteri definiti da: Direttiva UE 401/18; principio di presunzione; Convenzione sulla biodiversità di Rio de Janeiro

In caso di pericolo imminente di propagazione di organismo nocivo o della salute umana o ambientale, divieto applicato al momento di invio della richiesta di autorizzazione alla Commissione UE fino al momento della decisione di questa

Art. 46 MIPAAF può chiedere alla Commissione UE autorizzazione a vietare impiego, in tutto od in parte del territorio nazionale, di una varietà iscritta nel Catalogo o ad imporre limitazioni alla sua coltivazione o all’impiego dei prodotti derivanti dalla sua coltivazione se:

a)appurato che coltivazione di tale varietà risulta dannosa dal punto di vista fitosanitario per la coltivazione di altre varietà o possa nuocere alla integrità di altre varietà o specie

b)constatato, in base ad esami ufficiali eseguiti su coltura, che varietà: non produce in nessuna parte del territorio nazionale risultati “corrispondenti a quelli ottenuti con altra varietà comparabile ammessa”; non è adatta, “per natura e classe di maturità”, ad essere coltivata in alcuna parte di Italia

c)sussistono valide ragioni (diverse dalle precedenti) per ritenere che varietà possa diventare un rischio per salute umana o ambientale, comprese eventuali conseguenze sui sistemi agrari, tenuto conto delle peculiarità agro-ecologiche e pedoclimatiche. In tal caso MIPAAF, su segnalazione di MISA e MATTM, invia richiesta a Commissione UE

Art. 47 varietà da conservazione e varietà di specie ortive prive di valore intrinseco ma sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari, Art. 48 definizioni, Art. 49 ammissione al Registro nazionale delle varietà da conservazione e delle varietà sviluppate per la coltivazione in condizioni particolare, Art. 50 requisiti essenziali per ammissione a REV di varietà da conservazione e varietà ortive prive di valore intrinseco ma sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari, Art. 51 inammissibilità di varietà da conservazione e di varietà ortive sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari, Art. 52 domanda di iscrizione, Art. 53 denominazione varietale, Art. 54 zona di origine, Art. 55 zona di produzione delle sementi, Art. 56 selezione conservatrice, Art. 57 controllo delle colture di sementi, Art. 58 controllo delle sementi standard, Art. 59 analisi delle sementi, Art. 60 certificazione delle sementi delle varietà da conservazione di specie agrarie, Art. 61 certificazione delle sementi delle varietà da conservazione di specie ortive, Art. 62 autorizzazione alla commercializzazione di miscele di sementi, Art. 63 condizioni per autorizzazione delle miscele di sementi per la preservazione raccolte direttamente, Art. 64 condizione per autorizzazione delle miscele di sementi per preservazione coltivate, Art. 65 condizioni di commercializzazione, Art. 66 restrizioni quantitative, Art. 67 applicazione di restrizioni quantitative, Art. 68 chiusura di imballaggi e contenitori, Art. 69 etichettatura, Art. 70 controlli ufficiali a posteriori, Art. 71 notifiche, Art. 72 notifica delle Organizzazioni riconosciute nel campo delle risorse fitogenetiche, Art. 73 commercializzazione sementi varietà da conservazione: vedi scheda “sementi da conservazione e da coltivazione”

Art. 74 materiali di moltiplicazione di patate e sementi di specie foraggiere, cereali, barbabietole da zucchero e da foraggio, piante oleaginose e da fibra prodotte ed ufficialmente certificate in Paese Terzo sono considerate equivalenti se riconosciuta equivalenza delle norme del Paese produttore con quelle vigenti nella UE in merito a: caratteristiche del prodotto; prescrizioni relative alla loro identità; contrassegni; ispezioni e controlli concernenti colture e prodotti derivati

Sementi di barbabietole, cereali, foraggiere, piante oleaginose e da fibra indicate in Allegato II pubblicato su G.U. 49/21 raccolte in altro Stato membro o Paese Terzo equivalenti e provenienti da sementi certificate di base in uno Stato membro possono essere certificate in Italia se:

a)munite di attestato ufficiale di Stato membro in cui eseguita la riproduzione in cui si conferma avvenuta ispezione in campo volta a verificare possesso delle condizioni prescritte per la certificazione;

b)a seguito di esame ufficiale da parte di Stato italiano, accertata loro rispondenza ai requisiti prescritti per sementi certificate

Art. 75 per sementi di cereali, Art. 76 per sementi di foraggiere, Art. 78 per sementi di piante oleaginose e da fibra prevede che:

–          se provenienti da sementi di base o da sementi di 1° riproduzione certificate in 1 o più Stati membri o Paesi Terzi a cui riconosciuta equivalenza, o da ibridazione di sementi di base certificate in Stato membro con sementi di base certificate in Paese Terzo e raccolte in altro Stato membro debbono, su richiesta, essere certificate ufficialmente come sementi certificate in ognuno degli Stati membri qualora: soddisfano, a seguito di ispezione in campo, alle condizioni previste da Allegato IX pubblicato su G.U. 49/21 per categoria interessata; constatato, al momento di esame ufficiale, rispetto delle condizioni previste da Allegato VI per stessa categoria

–          se prodotte direttamente da sementi certificate di generazioni anteriori alle sementi di base, autorizzata anche la certificazione ufficiale come sementi di base qualora rispettate le condizioni previste per tale categoria

–          se raccolte in UE e destinate ad essere certificate debbono essere confezionate e munite di cartellino e documento ufficiale di accompagnamento rispondente ad Allegato VII pubblicato su G.U. 49/21 per sementi di cereali o foraggiere o piante oleaginose e da fibra

–          se raccolte in Paese Terzo possono, su richiesta, essere certificate ufficialmente qualora:

a)provengono direttamente da: sementi di base o sementi certificate di 1° riproduzione ufficialmente certificate in Stato membro o in Paese Terzo a cui riconosciuta equivalenza; ibridazione di sementi di base certificate in Stato membro con sementi di base certificate in Paese Terzo a cui riconosciuta equivalenza;

b)sottoposte, nella coltura di produzione, ad ispezione in campo attestante soddisfacimento delle condizioni di equivalenza con categoria interessata;

c)constatato, al momento di esame ufficiale, che sono state rispettate le condizioni previste da Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21 per stessa categoria

Oneri per suddetti controlli sono a carico di interessato secondo le tariffe di Art. 82

Art. 77 per sementi di barbabietola prevede che:

–          se provenienti direttamente da sementi di base certificate in 1 o più Stati membri o Paesi Terzi a cui riconosciuta equivalenza, o da sementi raccolte in altro Stato membro debbono, su richiesta, essere certificate ufficialmente come sementi certificate in ognuno degli Stati membri qualora: soddisfano, a seguito di ispezione in campo, alle condizioni previste da Allegato IX pubblicato su G.U. 49/21 per categoria interessata; constatato, al momento di esame ufficiale, rispetto delle condizioni previste da Allegato VI per stessa categoria

–          se prodotte direttamente da sementi certificate di generazioni anteriori alle sementi di base, autorizzata anche la certificazione ufficiale come sementi di base qualora rispettate condizioni previste per tale categoria

–          se raccolte in UE e destinate ad essere certificate debbono essere confezionate e munite di cartellino e documento ufficiale di accompagnamento rispondente ad Allegato VII pubblicato su G.U. 49/21 per sementi di barbabietola

–          se raccolte in Paese Terzo possono, su richiesta, essere certificate ufficialmente qualora:

a)provengono direttamente da: sementi di base certificate in Stato membro o in Paese Terzo a cui riconosciuta equivalenza;

b)sottoposte, nella coltura di produzione, ad ispezione in campo attestante soddisfacimento delle condizioni di equivalenza con categoria interessata;

c)constatato, al momento di esame ufficiale, che sono state rispettate le condizioni previste da Allegato VI pubblicato su G.U. 49/21 per stessa categoria

Oneri per suddetti controlli sono a carico di interessato secondo le tariffe di Art. 82

Art. 79 per sementi di ortaggi prevede che:

–          se provenienti direttamente da sementi di base, o da sementi ufficialmente certificate in 1 o più Stati membri o Paese Terzo a cui riconosciuta equivalenza, o da ibridazione di sementi di base ufficialmente certificate in Stato membro con sementi di base ufficialmente certificate in Paese Terzo e raccolte in altro Stato membro/Paese Terzo debbono, su richiesta, essere certificate ufficialmente come sementi certificate in ognuno degli Stati membri in cui sementi di base sono prodotte qualora: soddisfano, a seguito di ispezione in campo, alle condizioni previste da Allegato IX pubblicato su G.U. 49/21 per categoria interessata o alle condizioni di equivalenza adottate da Commissione UE; constatato, al momento di esame ufficiale, rispetto delle condizioni previste da Allegato VI per stessa categoria

–          se prodotte direttamente da sementi certificate di generazioni anteriori alle sementi di base, autorizzata anche la certificazione ufficiale come sementi di base qualora rispettate condizioni previste per tale categoria

–          ammessa non applicazione delle disposizioni inerenti ad imballaggio e contrassegno se OdC od Organismo addetto al rilascio dei documenti e della certificazione coincidono o convengono su tale esenzione

–          se raccolte in UE e destinate ad essere certificate debbono essere confezionate e munite di cartellino e documento ufficiale rispondente ad Allegato VII pubblicato su G.U. 49/21 per sementi di ortaggi. Informazioni prescritte in Allegato VII sono, salvo per piccoli imballaggi, distinte da ogni altra informazione riportata su cartellino od imballaggio

–          se raccolte in Paese Terzo possono considerarsi, se soddisfano condizioni di equivalenza adottate dalla Commissione UE, considerarsi equivalenti alle sementi di base e certificate raccolte nella UE

Oneri per suddetti controlli sono a carico di interessato secondo le tariffe di Art. 82

Art. 80 sanzioni amministrative irrogate da MIPAAF e SFR: vedi paragrafo successivo

Art. 81 MIPAAF e MEF sono organismi competenti per vigilare su applicazione di D.Lgs. 20/21, fermo restando che vigilanza doganale rimane di competenza di Agenzia delle Dogane, mentre quella fitosanitaria di SFR. Incaricati della suddetta vigilanza:

–          possono accedere (anche accompagnati da agenti di polizia ferroviaria, portuale, Guardia di Finanza), in qualità di pubblici ufficiali a: campi destinati alla produzione sementiera; depositi e magazzini di vendita ad ingrosso ed al dettaglio; locali adibiti alla conservazione, selezione, disinfezione dei prodotti sementieri; mercati e fiere; magazzini ferroviari, portuali, aeroportuali; banchine ferroviarie e portuali; carri ferroviari, aerei, imbarcazioni, autoveicoli adibiti al trasporto merci

–          possono eseguire prelievi di campioni

–          debbono contestare subito infrazione accertata o notificarla entro 30 giorni ad interessato, inviando comunque copia del verbale al Prefetto nel cui territorio è stata accertata la violazione

–          debbono inviare rapporto alla competente Autorità giudiziaria per ogni reato di cui vengono a conoscenza od accertano

MIPAAF fissa con decreto modalità di versamento delle sanzioni in apposito capitolo del bilancio di Stato (importi assegnati per 50% a MIPAAF per “attuazione misure di eradicazione, gestione e coordinamento di Autorità centrale unica”)

Art. 82 MIPAAF, di intesa con MEF, definisce, in base al costo del servizio, le tariffe (aggiornate ogni 3 anni) a carico del soggetto interessato per:

–          attività di iscrizione delle varietà a REV

–          attività di controllo e certificazione delle sementi di cui ad Art. 18, 27, 29, 32, 35, 38, 75, 76, 77, 78, 79

–          rilascio dei cartellini ufficiali di cui ad Art. 31

–          attività di verifica dei requisiti propedeutici ad iscrizione di varietà in REV con relative prove di campo di cui ad Art. 9

Il D.Lgs. 20/21 abroga: Legge 1096/1971 (salvo: Art. 11 comma 8; Art. 19 commi 14, 15, 16; Art. 20 bis; Art. 37 commi 1 e 3); DPR 241/1972; DPR 1065/1973 (salvo: Art. 8 bis comma 3; Art. 15 commi 8 e 9; Art. 17 comma 3); Legge 175/1976; D.Lgs. 212/01 (salvo Art. 1 commi 3, 4, 7); D.Lgs. 308/03; D.Lgs. 150/07; D.Lgs. 149/09; D.Lgs. 167/10; D.Lgs. 148/12; D.M. 19/3/1993; D.M. 17/12/10; D.M. 18/9/12      

Sanzioni:

Chiunque esercita produzione a scopo di vendita di prodotti sementieri senza registrazione al RUOP: multa da 2.000 a 12.000 €

Chiunque vende prodotti sementieri di varietà appartenenti a specie per cui obbligatoria iscrizione al REV privi di tale iscrizione in Italia o in altro Stato membro: multa da 3.000 a 18.000 €

Chiunque viola le norme relative alla detenzione di prodotti sementieri nei locali adibiti alla vendita di cui ad Art. 37: multa da 2.000 a 12.000 €

Ditta sementiera che non registra o comunica i dati previsti, né garantisce i sistemi di tracciabilità: multa da 3.000 a 18.000 €

Ditta sementiera che non notifica informazioni di cui ad Art. 27: multa da 500 a 3.000 €

Chiunque viola disposizioni in merito ad immissione in commercio di miscugli di sementi di cui ad Art. 5: multa da 2.000 a 12.000 € (da 500 a 3.000 € in caso di miscugli di sementi per la preservazione di ambiente)

Chiunque viola disposizioni in merito ad imballaggio e piccoli imballaggi con cui immettere in commercio sementi: multa da 4.000 a 24.000 €

Chiunque viola disposizioni relative alle condizioni di immissione in commercio di cui ad Art. 31, 33, 34, 35: multa da 2.000 a 12.000 €

Chiunque viola disposizioni relative ad immissione in commercio di prodotti sementieri importati di cui ad Art. 40 e 41: multa da 4.000 a 24.000 €

Costitutore o soggetto delegato che non adempie ad obblighi inerenti conservazione in purezza di cui ad Art. 11 e/o al mantenimento dei requisiti della varietà di cui ad Art. 9: multa da 1.000 a 6.000 €

Responsabile della conservazione in purezza che non consente od ostacola prelievi ufficiali di campioni da parte di MIPAAF o OdC per verificare conservazione in purezza della varietà: multa da 1.000 a 6.000 €

Chiunque impedisce od ostacola controlli ufficiali di cui ad Art. 17, 18, 20 da parte di personale incaricato durante fasi di produzione, manipolazione, commercializzazione dei prodotti sementieri e relativi campionamenti: multa da 3.000 a 18.000 €

Chiunque pone in commercio prodotti sementieri non rispondenti ai requisiti fissati con Art. 21, 22, 23, 24, 25, 26: multa pari a 400 €/t. di prodotti semeniteri, comunque non inferiore a 4.000 €

Chiunque pone in commercio prodotti importati in confezioni non originali o riconfezionati senza rispettare disposizioni di Art. 41: multa pari a 400 €/t. di prodotti semeniteri, comunque non inferiore a 4.000 €

Chiunque vende o mette in commercio prodotti sementieri non sottoposti a controlli di cui ad Art. 17 per la categoria per cui classificati: multa da 1.000 a 6.000 €

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