PROCEDURE EDILIZIA

PROCEDURE EDILIZIA (DPR 380/01; Legge 311/04, 221/15; Accordo Stato Regioni 12/6/14; L.R. 17/15; DGR 20/06/17) (casa17)

Soggetti interessati:

Regione, Comune (con relativo Sportello Unico per Edilizia – SUE), proprietari, titolari del diritto d’uso o di abitazione o del diritto reale di servitù, usufruttuario, affittuario per:

a)interventi di nuova costruzione, cioè:

  • costruzione manufatti fuori terra od interrati, ampliamenti di quelli esistenti, interventi privati di urbanizzazione primaria e secondaria, realizzazione infrastrutture permanenti, installazione di torri e tralicci per impianti ripetitori, installazione manufatti leggeri anche prefabbricati da utilizzare come abitazioni, ambienti di lavoro, magazzini;
  • interventi pertinenti ad edificio che mirano a valorizzare pregio ambientale e paesaggistico;
  • realizzazione depositi merci o impianti per attività produttive;

b)interventi di ristrutturazione urbanistica, cioè interventi volti a sostituire esistente tessuto urbanistico, anche tramite modifica disegno dei lotti, isolati, rete stradale;

c)interventi di ristrutturazione edilizia che portano ad un organismo edilizio in tutto od in parte diverso dal precedente e comportano: aumento unità immobiliare, modifiche di volumetria complessiva di edifici e dei prospetti, modificazione destinazione d’uso o della sagoma di immobili sottoposti a vincolo, cioè opere che possono modificare in tutto od in parte edificio, tramite sostituzione elementi costitutivi edificio, sua demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quella preesistente;

d)mutamento rilevante destinazione d’uso: ogni forma di utilizzo di immobile diversa da quella originaria, anche se non accompagnata da esecuzione di opere edilizie, ma non assegnazione ad unità immobiliare di diversa categoria funzionale (residenziale, turistico ricettiva, produttiva e direzionale, commerciale, rurale), tenendo conto destinazione prevalente di superficie utile. Sempre consentito mutamento destinazione d’uso entro stessa categoria, salvo diversa disposizione di Legge regionale;

Iter procedurale:

Art. 6 Legge 380/01, così come modificato da ultimo dalla Legge 164/14, stabilisce che, fatte salve le prescrizioni di strumenti urbanistici e comunque nel rispetto delle norme vigenti in materia edilizia (v. norme antincendio, sicurezza, antisismico, igienico-sanitarie, efficienza energetica) seguenti interventi possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo/autorizzativo:

a)manutenzione ordinaria (cioè opere di riparazione, rinnovamento, sostituzione di finiture degli edifici e quelle atte a mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti)

abis)  interventi di installazione di pompe di calore aria – aria di potenza   termica utile nominale inferiore a 12 kW;

b)interventi volti ad eliminare barriere architettoniche, se non comportano realizzazione di rampe od ascensori esterni, o manufatti che alterino sagoma di edificio

c)opere temporanee di ricerca nel sottosuolo in aree esterne a centro edificato

d)movimenti di terra, connessi ad esercizio di attività agricola, agrosilvopastorale, compresi interventi su impianti idraulici agrari;

e)serre mobili stagionali, non in muratura, funzionali ad attività agricola

ebis)    opere dirette a soddisfare  esigenze  contingenti e temporanee (da rimuovere subito, comunque non oltre 20 giorni al cessare  della necessità),  previa comunicazione di avvio lavori a Comune

eter)  opere di pavimentazione e finitura di spazi esterni contenute entro indice di permeabilità stabilito da strumento  urbanistico comunale, compresa: eventuale rimodellazione del terreno; aree di sosta realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili; vasche di raccolta acque; locali tombati

equater) pannelli solari e fotovoltaici al servizio di edifici da realizzare fuori zona A

e quinques) aree ludiche senza fini di lucro ed elementi  di arredo di aree pertinenziali di edifici senza creazione di volumetria (escluse piscine)

Regione può estendere disciplina presente ad ulteriori tipologie (vedi quanto fatto da Regione Marche con LR 17/15) con esclusione di: nuova costruzione o  interventi di ristrutturazione urbanistica od edilizia che comportano aumento di volume, in quanto soggette a permesso di costruire; interventi soggetti a Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).

D.Lgs. 222/16 introduce art. 6 bis a DPR 380/01 in cui individua elenco di interventi realizzabili  previo invio (anche telematico) da parte di interessato ad Amministrazione competente  di:

  1. Comunicazione di Inizio Lavori asseverata (CILA) da tecnico abilitato (modello approvato con DGR 670 del 20/06/2017 pubblicato su BUR 74/17) attestante: la conformità dei lavori agli strumenti urbanistici, regolamenti edilizi, norme vigenti in edilizia (antisismiche, sicurezza, antincendio, igienico sanitarie, efficienza energetica, tutela del rischio idrogeologico, beni culturali e paesaggio); dati di impresa esecutrice dei lavori
  2. elaborato progettuale

Per interventi  soggetti a CILA comunicazione di fine lavori, corredata da eventuale documentazione di variazione catastale, inviata al Comune che la trasmette ad Agenzia Entrate competente.

Regione può estendere disciplina in oggetto ad altre tipologie edilizie e/o definire modalità di esecuzione dei controlli (anche a campione, o prevedendo sopralluoghi).

D.Lgs. 222/16 modifica art. 20 di DPR 380/01 relativo alla procedura di rilascio del permesso di costruire.

Al riguardo richiesta presentata da soggetto legittimo a SUE corredata da: attestazione concernente legittimazione del titolo; elaborati progettuali; dichiarazione di progettista abilitato che asseveri conformità del progetto a strumenti urbanistici approvati, regolamenti e norme vigenti in materia edilizia; documenti inerenti eventuali autorizzazioni o nulla osta necessari.

SUE, entro 10 giorni, comunica a richiedente il nominativo del responsabile del procedimento, che entro 60 giorni cura istruttoria, acquisendo atti di assenso necessari (se entro tale termine non pervenuta comunicazione da parte di Amministrazioni competenti, viene indetta Conferenza dei servizi), valutando conformità del progetto a normativa vigente e redigendo relazione in merito (evidenziare eventuali modifiche da apportare a progetto, a cui interessati debbono provvedere entro 15 giorni).

Dirigente SUE emana entro 30 giorni da proposta del responsabile di procedimento, provvedimento di rilascio del permesso, che viene affisso ad Albo pretorio ed i cui estremi vanno sempre riportati nel cartello esposto in cantiere.  Termini raddoppiano per progetti complessi. Se entro i suddetti termini, Dirigente SUE non oppone diniego motivato, si applica metodo del silenzio assenso, fatto salvo presenza di vincoli relativi ad assetto idrogeologico, ambientale, paesaggistico, culturale, per i quali tali termini decorrono dalla data di rilascio di atto di assenso del relativo Ente competente (in caso di diniego, domanda  si intende respinta, con impegno del responsabile di procedimento di comunicare entro 15 giorni tale decisione ad interessato).

Regione Marche ha emanato con L.R. 17/15, modificata da ultimo dalla LR 11/20 normativa per:

  • semplificare ed accelerare (anche mediante informatizzazione e silenzio assenso) le procedure nel settore edilizio (in particolare quelle relative ad edilizia libera, mediante SCIA, CILA)
  • promuovere l’innalzamento del livello di qualità delle opere edili a tutela del benessere dei cittadini e dello sviluppo economico
  • uniformare l’interpretazione e l’applicazione delle normative nel settore
  • estendere gli interventi di edilizia libera, purché attuati nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, a:

a)movimenti di terra necessari a rimodellare strade di accesso ed aree di pertinenza degli edifici esistenti, pubblici o privati, purché non comportino la realizzazione di opere di contenimento, o comunque con riporti sterri di altezza inferiore a 1 m.

b)realizzazione di rampe e pedane per il superamento delle barriere architettoniche per dislivelli inferiori a 1 m.

c)realizzazione di pertinenze di edifici o di unità immobiliari esistenti senza aumento di volumetria

d)camini e fumaioli di altezza inferiore a 1,5 m. rispetto al colmo (Escluse canne fumarie esterne)

e)cartelli segnaletici di sicurezza sul lavoro

f)opere interne a singole unità immobiliari, senza aumentare il numero delle unità immobiliari stesse o modificare gli standard urbanistici

g)tinteggiatura esterna di edifici non ricadenti in zona A, o in ambiti soggetti a tutela paesaggistica. Comuni possono estendere tali limitazioni ad altre zone, o decidere di sottoporre questi interventi a titoli abilitativi

h)opere da realizzare in stabilimenti industriali, al fine di assicurare la funzionalità dell’impianto o il suo adeguamento tecnologico, purché: non modificate le sue caratteristiche generali in relazione a: dimensioni dello stabilimento; aree di pertinenza; non incidenti sulle strutture. Suddette modifiche possono riguardare:

  • costruzionirealizzate per proteggere apparecchi o sistemi al servizio dell’impianto (v. cabine per trasformatori elettrici)
  • sistemiper la canalizzazione dei fluidi (v. tubazioni, fognature) realizzati entro lo stabilimento
  • serbatoi(fino a 13 mc.) per lo stoccaggio e movimentazione dei prodotti
  • opereprecarie, facilmente amovibili (v. chioschi)
  • installazionedi pali portatubi in metallo o in conglomerato armato, semplici e composti
  • passerelle, con sostegno in metallo o in conglomerato armato, per l’attraversamento di strade interne
  • trinceea ciclo aperto, destinate a raccogliere le tubazioni di processo e di servizio, nonché canali fognari aperti e relative vasche di trattamento e decantazione
  • basamenti, incastellature di sostegno, apparecchiature all’aperto per un migliore impiego degli impianti esistenti
  • separazionedelle aree interne dello stabilimento, mediante muretti, reti e murature
  • attrezzaturesemifisse per il carico e scarico di autobotti e cisterne (v. bracci di scarichi, pensiline)
  • attrezzatureper la movimentazione di materie prime e prodotti alla rinfusa o confezionati (v. nastri trasportatori ed elevatori a tazze)
  • copertureestensibili, poste all’entrata degli stabilimenti a protezione del carico e scarico delle merci
  • cannefumarie ed altri sistemi di adduzione e di abbattimento dei fumi
  • operenecessarie all’esecuzione di determinate lavorazioni entro locali chiusi dell’impresa (anche mediante modifica di questi)

È compito della Giunta Regionale, sentita la competente Commissione consiliare:

a)approvare regolamenti contenenti: tipologia delle opere e classi degli interventi edilizi; indici e parametri edilizi ed urbanistici; standard minimi di controllo da parte delle Amministrazioni pubbliche nella definizione di norme, criteri, indirizzi al fine di elaborare i regolamenti edilizi comunali o disciplinare i procedimenti amministrativi in materia;

b)definire la modulistica e documentazione necessaria per le varie tipologie di titoli abilitativi

È compito del Comune:

a)esercitare nel proprio territorio, le funzioni amministrative in materia edilizia;

b)dotarsi di un proprio regolamento edilizi o nel rispetto di quello definito dalla Regione, eventualmente apportandovi le modifiche ed integrazioni “ritenute opportune, in relazione alle proprie esigenze e peculiarità organizzative, dimensionali e territoriali”

Non è necessario alcun titolo abilitativo/autorizzativo, ma solo il preventivo invio (anche tramite PEC) al Comune della Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA), da tecnico abilitato per eseguire:

a)interventi di manutenzione straordinaria, compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne (sempre escluse le parti strutturali dell’edificio), anche a fini di attività di impresa

b)opere di intervento immediato, subito (comunque entro 90 giorni) rimosse cessata l’emergenza

c)opere di pavimentazione e finitura degli spazi esterni (comprese aree di sosta, vasche, raccolta di acqua, locali tombali) e delle intercapedini interrate contenute entro gli indici di permeabilità

d)pannelli solari fotovoltaici al servizio di edifici ubicati fuori da zona A

e)aree ludiche senza fini di lucro ed elementi di arredo delle aree di pertinenza degli edifici, senza aumento di volume di questi (escluse piscine)

f)modifiche interne (su superficie coperta di edifici), anche ai fini di variazione della destinazione d’uso dei locali ad esercizio di impresa

g)realizzazione ed integrazione di servizi igienico sanitari e tecnologici

CILA attesta:

1)       la  conformità dei lavori agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti, nonché alle norme anti sismiche e di rendimento energetico

2)       dati identificativi dell’impresa esecutrice e del Direttore dei lavori

Nei 30 giorni successivi all’invio di CILA, SUE svolge l’istruttoria (in caso di un elevato numero di CILA presentate, su un campione almeno pari al 20%) mediante:

a)controllo documentale (in base agli elaborati grafici ed alla documentazione trasmessa) relativo a:

  • tipodi intervento descritto ed asseverato (accertare che questo rientri o meno in quelli assoggettabili a CILA);
  • conformitàdell’intervento con la disciplina urbanistica di riferimento;
  • invioagli organi competenti delle dichiarazioni, attestazioni, asseverazioni di conformità necessarie ad espletare le verifiche del caso;

b)controllo in loco della tipologia delle opere in corso di esecuzione e loro rispondenza a quelle riportate in CILA

A seguito di tale istruttoria, SUE può:

1)       ordinare la sospensione dei lavori, se le opere previste non risultano conformi alla normativa vigente, invitando gli interessati, entro i 90 giorni successivi a: adeguare le attività ed i loro effetti alla suddetta normativa; produrre documenti integrativi. E’ consentito presentare una nuova CILA, con le modifiche/integrazioni richieste per renderla conforme alla normativa vigente

2)       vietare la prosecuzione dell’attività oggetto di CILA, se accerta l’inammissibilità di questa, disponendo nel contempo la rimozione degli effetti dannosi prodotti

CILA è valida 3 anni dal suo invio (o dalla data di comunicazione di avvenuta acquisizione degli atti di assenso preventivi necessari per la realizzazione dell’intervento edilizio); entro tale periodo l’interessato è tenuto a comunicare a SUE la data di ultimazione dei lavori, altrimenti per realizzare la parte non ultimata dell’intervento occorre inviare una nuova CILA.

SCIA presentata a SUE da proprietario immobile od altro soggetto avente titolo, contenente:

a)elaborati progettuali necessari ad identificare intervento;

b)nominativo direttore lavori;

c)indicazione di impresa a cui si intende affidare lavori;

d)indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) a cui far pervenire comunicazioni

Allegare:

a)dichiarazioni sostitutive di notorietà attestanti qualità personali;

b)dettagliata relazione, redatta su Modello predisposto da Regione, firmata da progettista abilitato, attestante che intervento rientra nelle tipologie assoggettate a SCIA, nonché sussistenza dei requisiti di legge per sua realizzazione (v. conformità opere a strumenti di pianificazione vigenti, regolamento edilizio, norme di sicurezza ed igienico sanitarie). Se incompleta, sospensione dei lavori;

c)dichiarazioni di conformità per eventuale esercizio di attività;

d)eventuale acquisizione di parere di Organi ed Enti competenti o esecuzione di verifiche preventive, attestazioni, asseverazioni o certificazioni relative

In caso di invio contestuale di SCIA ed istanza per acquisizione atti di assenso per intervento edilizio, interessato avvia lavori solo dopo comunicazione da parte SUE di acquisizione tali atti. Fatto salvo quanto detto sopra, SCIA costituisce totale per esecuzione lavori a partire da data di sua presentazione ed è sottoposta a termini di efficacia per inizio e fine lavori pari a quelli di permesso a costruire

Entro 5 giorni da invio SCIA, SUE verifica completezza documentazione e nel caso:

a)verifica negativa, comunica ad interessato e progettista inefficacia di SCIA;

b)verifica positiva, invia ad interessato e progettista comunicazione di regolare deposito di SCIA

Nei 30 giorni successivi a invio SCIA, SUE svolge istruttoria su almeno 20% di richieste presentate al fine di:

a)verificare completezza documentazione e sua conformità ed in particolare accerta:

  • che tipo di intervento descritto ed asseverato rientra tra quelli assoggettati a SCIA;
  • conformità di interessato con disciplina urbanistica di riferimento;
  • correttezza del calcolo del contributo di costruzione dovuto, nonché suo versamento;
  • trasmissione ad Organi ed Amministrazioni competenti delle dichiarazioni, attestazioni, asseverazioni di conformità al fine di eseguire necessarie verifiche

b)verificare anche mediante sopralluogo presso immobile oggetto di intervento, tipologia di opere e loro rispondenza a quelle segnalate

Entro 30 giorni da invio SCIA, SUE ordina sospensione lavori se questi non risultano conformi a normativa vigente, invitando interessati a conformare attività o presentare documentazione integrativa, comunque non oltre 90 giorni

SUE vieta prosecuzione attività oggetto di SCIA e dispone rimozione di effetti dannosi prodotti, notificando disposizioni prese a Comando di polizia municipale in caso di:

a)accertata entro 30 giorni da invio inammissibilità di SCIA presentata;

b)non proceduto, entro termini fissati, a regolarizzare lavori o produrre documentazione integrativa

Sempre ammesso presentare nuova SCIA con le modifiche/integrazioni richieste

Se titolare non inizia lavori entro termine di efficacia, SCIA decade, venendo così meno titolo di esecuzione delle opere per cui occorre presentare nuova SCIA (Se non vi sono variazioni si può fare riferimento ad elaborati grafici di SCIA iniziale). Valutazione nuova SCIA in base a disciplina vigente alla data di efficacia di questa

Se lavori regolarmente iniziati, ma non ultimati entro termine di efficacia, SCIA decade per opere non ultimate, con conseguente decadenza titolo di esecuzione opere da completare per cui occorre nuova SCIA (Conformità di questa valutata in relazione a disciplina vigente a data di efficacia della stessa)

Titolare deve comunicare data di ultimazione dei lavori, allegando:

1)       certificato di regolare esecuzione o collaudo finale sottoscritta da progettista o tecnico abilitato, con cui si attesta conformità lavori a progetto presentato;

2)       ricevuta di avvenuta presentazione variazione catastale conseguente ad opere realizzate o dichiarazione che queste non hanno determinato modifica di classamento;

3)       relazione firmata da Direttore lavori, in cui descritto stato di opere eseguite, corredata da documentazione fotografica

L.R. 17/15 stabilisce che costituiscono variazioni essenziali al progetto assentito, richiedendo quindi un nuovo permesso a costruire, o SCIA, o CILA:

a)mutamento di destinazione d’uso di immobile;

b)aumento di cubatura di: oltre 15% per edifici fino a 500 mc.; 10% per edifici da 501 a 1.000 mc.; 6% per edifici da 1.001 a 5.000 mc.; 2,5% per edifici di oltre 5.000 mc.

c)aumento superficie di solaio di: oltre 15% per edifici fino a 150 mq.; oltre 10% per edifici da 151 a 300 mq.; oltre 6% per edifici da 301 a 500 mq.; 2,5% per edifici con solai di oltre 500 mq. Superficie di solaio deriva da somma di superfici di solai di interpiano e di copertura se praticabile;

d)modifiche superiori a 10% di progetto approvato o di localizzazione di edificio in area di pertinenza se questa non coincide per almeno 50% con area di sedime autorizzata;

e)mutamento caratteristiche di intervento edilizio assentito;

f)violazione norme vigenti in materia di edilizia antisismica tali da determinare rischio individuabile mediante calcolo statico effettuato ai sensi di norme tecniche vigenti;

g)aumento numero di piani

Non costituiscono invece variazioni essenziali:

a)quelle che indicono su entità dei volumi tecnici e su numero e distribuzione interna di unità abitative di edificio, fatto salvo recupero di sottotetti di edifici;

b)rispetto a titolo abitativo, mancato completamento di interventi, o realizzazione di minori superfici, o volumetrie, o altezze, o parziali riduzioni area di sedime, o maggiori distacchi, purché interventi non comportano difformità a prescrizioni di titolo abilitativi o da norme/piani urbanistici

Comune può autorizzare a titolo temporaneo interventi edilizi, anche difformi da strumenti urbanistici comunali, destinati a soddisfare “esigenze di carattere improrogabile e transitoria altrimenti non realizzabile”, purché:

a)opere pubbliche o di pubblico interesse, la cui autorizzazione è valida per la loro realizzazione;

b)attività produttive (In tal caso autorizzazione rilasciata solo se immobile interessato da interventi edilizi “che ne precludono o limitano utilizzo”).

In autorizzazione riportato periodo di validità, non superiore a 6 mesi, prorogabili 1 sola volta e per comprovati motivi fino a 36 mesi

Comuni possono prevedere nei propri strumenti urbanistici ulteriori attività oggetto di autorizzazione temporanea in aree private, comunque per non oltre 30 giorni

Autorizzazione temporanea sostituisce altre autorizzazioni previste da leggi e rilasciata secondo quanto previsto da regolamento edilizio comunale, previa stipula da parte di interessato di polizza fidejussoria a garanzia di rimozione intervento entro termine di validità di atto. Autorizzazione temporanea revocata per motivi di interesse pubblico prima della sua scadenza senza corresponsione di alcun indennizzo

Se alla scadenza dell’autorizzazione o alla sua revoca, l’interessato non provvede alla demolizione dell’opera ed al ripristino dello stato dei luoghi, ciò avviene con ordinanza del Comune a spese del responsabile dell’intervento, previa escussione della polizza fidejussoria

Opere pubbliche di interesse statale sono autorizzate dalla Regione, previo accertamento della loro conformità con le previsioni urbanistiche vigenti e sentiti i Comuni interessati. Per tali opere non hanno valore vincolante il Piano Paesaggistico Ambientale Regionale (PPAR), il Piano Territoriale di Coordinamento (PPT) ed altri atti della pianificazione, compresi gli strumenti urbanistici sovracomunali

L.R. 17/15 (come modificata da L.R. 11/20) prevede altresì:

  • concetto di tolleranza, per cui il mancato rispetto dell’altezza (anche interna), dei distacchi, della cubatura, della superficie coperta e di ogni altro parametro  relativo alle singole unità immobiliari non costituisce parziale difformità dal titolo abilitativo, se rientra nel 2% delle misure progettuali. Rientrano in tale tipologia anche

a)parziali difformità realizzate in passato durante i lavori per l’esecuzione di un titolo abilitativo, oggetto. previo sopralluogo da parte dei funzionari incaricati, di rilascio di certificazione di conformità edilizia e di agibilità;

b)parziali difformità rispetto al titolo abilitativo rilasciato accertate dal Comune nell’ambito del procedimento edilizio, senza contestarle come abuso edilizio, né considerarle rilevanti ai fini dell’agibilità di immobile;

c)nel caso di interventi edilizi realizzati prima di entrata in vigore delle norme di cui ad  34 del DPR 381/01 a condizione che prima di tale data non siano stati adottati provvedimenti sanzionatori

Tali tolleranze realizzate in interventi edilizi precedenti, non costituendo violazioni edilizie, possono essere dichiarate dal tecnico abilitato nell’ambito di nuove istanze, comunicazioni e segnalazioni edilizie e riportate nei relativi elaborati progettuali

  • applicazione in materia di agibilità delle disposizioni previste dal DPR 380/01. Segnalazione certificata di agibilità parziale individua le parti dell’edificio oggetto della segnalazione, riportandone le caratteristiche negli elaborati tecnici. Segnalazione certificata di conformità edilizia e di agibilità è presentata in assenza di lavori, per immobili privi di agibilità ma che presentano requisiti di sicurezza, igiene, salubrità, attestazione di prestazione energetica. Sicurezza strutturale degli immobili è attestata dal certificato di collaudo statico o dal certificato di idoneità statica, predisposto da un professionista abilitato. Giunta regionale può definire modalità semplificate per accertare l’idoneità statica delle unità strutturali
  • interventi da attuare nell’ambito degli standard urbanistici. Se il Comune accerta l’impossibilità di reperire una quantità minima di aree in cui applicare i suddetti standard così da soddisfare i fabbisogni della popolazione, può consentire ai soggetti interessati di versare al Comune, nei tempi e modi fissati, un importo non inferiore agli oneri di urbanizzazione. Tali proventi sono utilizzati dal Comune per acquisire le aree da destinare agli standard urbanistici o per aumentare gli standard esistenti;
  • recupero di sottotetti in edifici esistenti al 30/06/2014, purchè

a)senza modificare la sagoma dell’edificio;

b)aventi un’altezza media ponderata di almeno 2,4 m. se ad uso abitativo (2,2 m. se relativi agli spazi accessori e di servizio) ed un’altezza minima di 1,5 m. in caso di copertura a falde inclinate (in caso di coperture piane: l’altezza minima è di almeno 2,4 m. se ad uso abitativo e di 2,2 m. se per spazi accessori e di servizio). Altezza è calcolata al netto dell’intera struttura costituente la falda di copertura;

c)rapporto illuminotecnico almeno pari a 1/12 tra la superficie netta dei locali e la superficie finestrata apribile;

d)interventi effettuati previa acquisizione del permesso a costruire o di SCIA nei casi previsti con corresponsione del contributo di costruzione se dovuto (contributo destinato ad elevare la qualità abitativa degli edifici esistenti);

e)sottotetti recuperati non possono essere oggetto di successivi frazionamenti, fatto salvo eventuale accorpamento di questi in altre unità abitative esistenti al 30/6/2014

  • interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti per cui è consentita la riduzione degli spessori di murature e solai di copertura, fino a raggiungere i limiti di cui al D.Lgs. 102/04 anche se ciò dovesse comportare un incremento della superficie calpestabile, purché si ottenga una riduzione almeno pari al 10% dei limiti di trasmittenza ed al 20% dell’indice di prestazione energetica
  • obbligo, nel caso di recupero di edifici di valore storico o architettonico di mantenere gli elementi costruttivi e decorativi di pregio (comprese le conformazioni caratteristiche delle falde dei tetti). Vincolo non applicato agli edifici ricadenti in zona agricola di Comuni privi di strumento urbanistico adeguato al PPAR, o mancanti del censimento degli edifici rurali
  • definizione del  livello di qualità delle opere e degli interventi edilizi in relazione a:

a)igiene, fruibilità, sicurezza ed adeguatezza dell’intervento rispetto al contesto ambientale;

b)aspetti formali ed architettonici dell’edificio, compreso il suo  inserimento nel contesto urbano e paesaggistico, anche tramite la valorizzazione di tipologie e tecniche costruttive proprie del patrimonio storico culturale locale;

c)elementi costruttivi, finalizzati ad abbattere i rischi ed il  risparmio delle risorse, ecosostenibilità  delle opere, uso delle tecnologie tradizionali e bioarchitettura

d)aspetti tecnologici innovativi, finalizzati a: aumento del comfort ambientale e funzionale delle opere; sviluppo dei settori produttivi interessati

Legge 221/15 ha stabilito che nei Siti di Interesse Comunitario (SIC) è competenza dei Comuni con oltre 20.000 abitanti (fermo restando la facoltà della Regione di riservarsi, con apposita norma, la competenza esclusiva) di eseguire la valutazione di incidenza per gli interventi minori, quali: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo; ristrutturazione edilizia (anche con incrementi volumetrici o delle superfici coperte inferiore al 20% di quelle esistenti).

Sanzioni:

Mancata comunicazione asseverata di inizio lavori: multa di 1.000 € (se ULA inviata spontaneamente durante  esecuzione lavori: multa ridotta di 2/3).

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