PREVENZIONE TSE

PREVENZIONE T.S.E. (Reg. 999/01; Dec. CE 29/11/13; Legge 3/01, 49/01, 118/02; D.M. 7/1/00, 28/5/03, 16/10/03)  (igizoo29)

Soggetti interessati:

Istituto Zooprofilattico Sperimentale e veterinari ASL impegnati nella lotta alla Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili (TSE) ed in particolare di quelle bovine (BSE), allevatori che intendono produrre ed immettere sul mercato animali vivi e prodotti di origine animale.

Iter procedurale:

CE impone di tenere separati per evitare contaminazioni reciproche gli animali vivi ed i prodotti di origine animale.

CE fissato in Allegato IX a Reg. CE 999/01 materiale specifico a rischio. Ministero Salute con D.M. 16/10/03 include tra materiale a rischio “intero corpo degli animali della specie bovina, ovina e caprina, comunque morti che debbono essere eliminati senza rimozione di alcuna loro parte, organo e tessuto, compresa la pelle, ad eccezione dei tessuti ed organi necessari alle diagnosi”. Nel caso di raccolta, stoccaggio, miscelazione di materiale specifico a rischio con altro materiale (compreso materiale impiegato in impianti di trasformazione), tutto il materiale assoggettato alle prescrizioni relative al materiale specifico a rischio e distrutto.

CE definisce qualifica sanitaria Stati membri e Paesi Terzi in base:

1)       risultati analisi di rischio che individui tutti i fattori potenziali di insorgenza BSE (v. consumo di farine animali da parte bovini, importazione di animali od ovuli ed embrioni potenzialmente infetti, situazione epidemiologica Paese rispetto a BSE, conoscenze acquisite su popolazione bovina ed ovi-caprina del Paese, origine rifiuti animali);

2)       programma formazione destinato a veterinari, allevatori, trasportatori, macellai, commercianti di bovini;

3)       dichiarazione obbligatoria ed esami clinici su tutti i bovini che manifestano BSE;

4)       sistema di sorveglianza permanente su bovini basato su programma annuale, comprendente ricorso a test diagnostici rapidi di accertamento di BSE, riguardante:

  • bovini di età superiore a 24 mesi inviati a “macellazione d’urgenza” o che ad esame ante mortem presentano sintomi clinici;
  • bovini di età superiore a 30 mesi soggetti a macellazione normale per consumo umano o abbattuti “nel quadro di campagne di eradicazione della malattia senza che presentino segni clinici”;
  • bovini di età superiore a 24 mesi non macellati per consumo umano, morti od abbattuti in azienda o durante trasporto o al mattatoio, purché non abbattuti a fini di distruzione carcasse, o nel quadro di epidemia (v. afta epizootica), o per consumo umano. Deroghe a Stati membri in zone di scarsa densità di animali morti, dove “non vi è alcuna raccolta organizzata di animali morti” purché presentato elenco a Commissione di tali zone e deroga riguarda non oltre 10% popolazione bovina dello Stato;
  • distruzione di animali soggetti a macellazione d’urgenza, o risultati malati in sede di ispezione ante mortem, o animali nato dopo 1/8/1996  di età superiore a 42 mesi;
  • ovi-caprini di età superiore a 18 mesi, analisi su campione di almeno 60.000 capi se destinati a consumo umano e 6.000 capi se non destinato a consumo umano. Ulteriori analisi condotte su animali per produzione lattiero-casearia, o nati da femmine infette, o che hanno assunto alimenti contaminati, o provenienti da Paesi Terzi privi di BSE;
  • animali provenienti da Paesi Terzi in cui manifestati casi BSE e che hanno assunto alimenti potenzialmente contaminati o discendenti da femmine infette BSE.

Animale sottoposto a test BSE oggetto di bollatura sanitaria solo dopo che analisi fornito risultato negativo e conservato sotto controllo ufficiale. Se animale risulta positivo distrutta carcassa, pelle ed altri sottoprodotti.

Domanda di revisione programma di controllo inviata a Commissione, specificando:

  • informazione su sistema di controllo BSE vigente nei 6 anni precedenti, allegando documentazione attestante conformità a criteri epidemiologici CE;
  • informazioni su sistemi di identificazione e tracciabilità dei bovini adottato nei 6 anni precedenti (funzionamento banca dati informatizzata);
  • informazioni su divieto mangimi adottati nei 6 anni precedenti, compreso piano di campionamento numero e tipo di infrazioni rilevate e risultati dei controlli;
  • descrizione proposta di modifica piano di controllo, evidenziando area geografica, popolazione di bovini oggetto di controllo (indicare limite di età e dimensione campione di prova);
  • analisi rischio attestante che modifica al piano di controllo garantisce tutela di salute umane e degli animali.

Domanda di revisione accettata da Commissione se:

  • accertato che Stato membro ha rispettato criteri epidemiologici CE nei 6 anni precedenti;
  • si è avuta diminuzione di incidenza BSE nella popolazione bovina adulta (oltre 24 mesi) di oltre 20% o tasso annuale di incidenza BSE inferiore a 1/100.000 bovini adulti;
  • non esiste prova di deterioramento di situazione epidemiologica relativa a BSE.

Stato membro tiene registri da conservare per 7 anni e documentazione relativa a numero e tipo animali sottoposti ad analisi di laboratorio, indagini cliniche ed epidemiologiche, limitazioni di movimento, nonché comunica a Commissione CE popolazione complessiva di bovini presente, numero bovini ed ovi-caprini esaminati, numero bovini ed ovi-caprini sospetti, casi positivi BSE riscontrati.

5)       sistema di sorveglianza permanente di ovini e caprini riguardante test diagnostici di accertamento TSE riguardante:

  • test eseguiti su almeno 10.000 ovini e caprini macellati ogni anno per consumo umano. Se difficoltà ad eseguire tali test, campione ridotto del 50%, effettuando test su ovini e caprini morti di età superiore a 18 mesi. Campione scelto in modo da evitare rappresentanza eccessiva di qualsiasi gruppo in termini di età, origine, razza, tipo di produzione, ma rappresentativo “di ciascuna Regione e stagione”. Aziende con oltre 100 animali soggetto a test per TSE, salvo il caso che si trovano in zone remote dove densità animali bassa e non vi è raccolta organizzata di animali morti, per cui Stato membro può concedere deroga (Elenco zona interessata a deroga inviato a Commissione e comunque non oltre 10% popolazione ovina e caprina di Stato membro). In caso di deroga bollatura sanitaria non apposta su carcasse fino a quando non disponibile risultato negativo del test e ogni parte del corpo di animale conservato sotto controllo (Esclusi sottoprodotti subito distrutti). Se risultato positivo, tutte le parti del corpo di animale distrutte e determinazione del genotipo di TSE su campione minimo di almeno 600 ovini prelevati da animali macellati per consumo umano;
  • limite minimo di 10.000 test/anno in caso di ovini e caprini morti o abbattuti ma non nell’ambito di campagna di eradicazione di malattia o non macellati per consumo umano. Laboratorio analisi conserva documenti per almeno 7 anni;
  • dimensione minima del campione riportata in G.U.CE 165/07 (comunque tutti gli animali sottoposti a test se gregge inferiore a 70 capi, ed almeno 150 capi se gregge composto di oltre 500 animali) in caso di animali ovini di età superiore a 18 mesi (o a cui sono spuntati almeno 2 incisivi permanenti) abbattuti per essere distrutti in quanto presenti in gruppi infetti;

6)       sistemi di sorveglianza per animali utilizzati per produzione lattiero casearia, o provenienti da Paesi in cui rilevati casi di TSE, od hanno consumato mangimi potenzialmente contaminati, o discendenti da femmine infette da TSE

7)       eventuale adozione da parte Stato membro di programmi di allevamento finalizzato alla selezione di ovini resistenti a TSE. Tali Stati presentano relazioni annuali a Commissione per valutazione scientifica dei programmi e loro impatto su incidenza TSE, mantenimento di specie ovine vecchie o rare o tradizionali del luogo. Contenuto della suddetta relazione riportato in Allegato II parte, come modificato da Reg. 27/16, pubblicato su GUCE 9/16. A partire da 01/01/2016, Autorità Europea per sicurezza alimentare pubblica entro Novembre relazione di sintesi su tendenza di TSE nella UE;

8)       esame di campione di encefali o di altri tessuti prelevati nell’ambito del sistema di sorveglianza presso laboratorio autorizzato.

Qualifica sanitaria di uno Stato membro e Paese Terzo suddivisa nelle seguenti categorie:

–          categoria 1 a rischio trascurabile di BSE

–          categoria 2 a rischio controllato di BSE

–          categoria 3 a rischio indeterminato di BSE

Stato membro o Paese Terzo che vogliono esportare nella CE animali o prodotti derivati inviano domanda a Commissione per ottenere determinazione loro qualifica sanitaria relativa a BSE, corredata di informazioni circa metodi di sorveglianza attiva e passiva adottati e fattori di rischio potenziali di insorgenza di BSE accertati e loro evoluzione nel tempo. Commissione CE esamina domanda e documentazione inviata (Può chiedere informazioni integrative) ed entro 6 mesi assegna qualifica sanitaria. A seguito evoluzione situazione BSE notificata da Stato membro o Paese Terzo, Commissione può modificare qualifica anche sulla base di test rapidi di analisi. Se Stato membro o Paese Terzo non presenta domanda o non risponde a chiarimenti richiesti, assegnata qualifica della categoria 3.

Istituito Centro di referenza per lo studio e le ricerche delle encefalopatie animali e neuropatologie comparate, con il compito di:

a)       coordinare e verificare le attività delle Unità Sanitarie Locali di intervento costituite presso Istituti Zooprofilattici Sperimentali (1 per Regione);

b)       curare formazione tecnico-scientifica di veterinari ufficiali e libero professionisti ed informazione ad allevatori ed altri utenti in materia di BSE;

c)       tenere registro nazionale delle encefalopatie animali;

d)       fornire dati raccolti “in forma di analisi del rischio di presenza e di introduzione della BSE sul territorio nazionale”;

e)       liste allevamenti che impiegano mangimi considerati a rischio di contaminazione;

f)        proporre misure preventive e/o repressive che dovessero rendersi necessarie per tutelare sanità animale da BSE.

MI.P.A.F. istituisce tavolo filiera zootecnica comprendente Associazioni consumatori per “assicurare copertura dei costi connessi ad obblighi di smaltimento materiale a rischio, nonché per ripristinare normali condizioni di mercato”.

Istituita Anagrafe nazionale degli impianti di produzione, distribuzione di alimenti per animali e dei laboratori per conto terzi. Regioni assegnano ad ogni impianto numero identificazione e lo comunicano a Ministero Salute. Regioni eseguono tramite veterinari ASL ispezioni presso impianti, almeno 1 volta anno (entro 31 marzo) ed ogni 6 mesi (1 Marzo e 1 Settembre) se impianti producono alimenti per ruminanti. Periodo ispezione ridotto a 90 giorni se stabilimenti hanno “linee di produzioni comuni per mangimi contenenti o non contenenti farine di carne o hanno stoccato materie prime, semilavorati, prodotti finiti in modo non separato per mangimi contenenti e non contenenti farine di carne”. Se riscontrate nei mangimi destinati a ruminanti “presenza di proteine derivate da tessuti di mammiferi” rintracciati tutti gli allevamenti a cui mangime distribuito.

Detentori animali ruminanti non possono somministrare loro proteine animali. Divieto può essere esteso ad altri animali limitatamente a somministrazione di prodotti di origine animale. In particolare divieto di somministrare ad animali non ruminanti di allevamento (Esclusi animali da pelliccia): proteine animali trasformate; collagene e gelatina proveniente da ruminanti; prodotti sanguigni; proteine idrolizzate; fosfato dicalcico o tricalcico di origine animale; mangimi composti contenenti tali sostanze; animali ruminanti divieto solo di fosfato dicalcico e tricalcico o mangimi composti di tali sostanze. Deroghe ammesse per:

–          somministrazione a animali di allevamento non ruminanti, prodotti quali farine di pesce, proteine idrolizzate derivate da cuoio e pelli di ruminanti, fosforo dicalcico e tricalcico di origine animale, prodotti sanguigni derivati da animali non ruminanti, mangimi composti contenenti tali prodotti, purché:

a)       trasportati in veicoli e contenitori non utilizzati poi per trasporto di mangimi destinati a ruminanti (Ammesso in deroga loro utilizzo, purché preventivamente puliti per evitare contaminazioni incrociate) e compilando registri da conservare a disposizione di Autorità competente per almeno 2 anni

b)       ottenuti in stabilimenti autorizzati che non producono mangimi composti per ruminanti. In deroga ammessa produzione di mangimi composti per ruminanti in stabilimenti che ottengono anche mangimi composti per non ruminanti, purché:

i)                     primi prodotti conservati nelle fasi di immagazzinaggio, trasporto, imballaggio in impianti separati dai secondi;

ii)                   riportati in specifici registri conservati per almeno 5 anni, in cui riportare acquisti ed impiego dei prodotti suddetti, nonché vendita mangimi;

iii)                  eseguite periodici prelievi (Frequenza in base a valutazione dei rischi) ed analisi di campioni di mangimi composti destinati a ruminanti per verificare assenza di costituenti di origine animale non autorizzati. Risultati analisi conservati per 5 anni;

c)       in caso di mangimi composti sostanze di cui sopra preparati in azienda non occorre autorizzazione, purché registrato presso Autorità competente, detenuti solo animali non ruminanti, prodotti alimenti completi destinati solo ad animali, mangimi a base di farine di pesce contenenti almeno 50% di tenore di proteine grezze, mangimi a base di fosfato dicalcico o tricalcico contenenti almeno 10% di fosfato, mangime a base di prodotti sanguigni contenenti almeno 50% di proteine;

d)       in caso di importazione di materie prime per mangimi e mangimi composti destinati ad animali non ruminanti diversi da quelli da pelliccia occorre prima della loro immissione in libera pratica in territorio CE procedere ad analisi di proteine animali trasformate (comprese farine di pesce), prodotti sanguigni e mangimi composti ottenuti dalle suddette materie per “verificare assenza di costituenti di origine animale non autorizzati”;

e)       uso ed immagazzinamento di proteine animali trasformate (comprese farine di pesce), fosfato dicalcico e tricalcico di origine animale, prodotti sanguigni derivati da non ruminanti, mangimi composti contenenti suddette materie prime vietato in aziende che non detengono animali di allevamento non ruminanti. In deroga, Autorità competente ne può consentire uso, purché in allevamento adottate misure tali da evitare che mangime composto somministrato a specie animali a cui non destinati;

f)        produzione e uso di farine di pesce e mangimi composti che le contengono destinati ad animali di allevamento non ruminanti ammesse se:

i)                     prodotte in impianti adibiti solo a “produzione di prodotti derivati da animali acquatici diversi dai mammiferi marini”;

ii)                   documentazione commerciale o certificato sanitario o imballaggi che accompagnano partite di farine di pesce e relativi mangimi composti contenenti dicitura “Contiene farine di pesce – da non utilizzare nella alimentazione dei ruminanti”;

g)       in caso di fosfato dicalcico o tricalcico di origine animale, documentazione commerciale o certificato sanitario o imballaggi contenenti le suddette materie prime o relativi mangimi composti, contenenti dicitura “Contiene fosfato dicalcico o tricalcico di origine animale – da non utilizzare nella alimentazione dei ruminanti”;

h)       in caso di prodotti sanguigni derivati da non ruminanti e relativi mangimi composti questi destinati ad alimentazione animali non ruminanti se:

i)         sangue utilizzato proveniente da macello che non macellano ruminanti ed accreditati come tali da Autorità competente. In deroga ammessa macellazione di ruminanti se accertata “efficacia delle misure volte ad evitare contaminazioni incrociate tra scrapie di ruminanti e non ruminanti” (v. macellazione di ruminanti e non ruminanti in impianti separati come impianti di raccolta, conservazione, trasporto, imballaggio di sangue; prelievo ed analisi campioni di sangue per accertare presenza di proteine provenienti da ruminanti). Sangue ruminanti trasferito in impianti di lavorazione in veicoli e contenitori adibiti solo al suo trasporto (In deroga ammesso uso di stessi veicoli e contenitori per trasporto di sangue di non ruminanti, purché sottoposti a pulizia e conservata documentazione per almeno 2 anni). Prodotti sanguigni ottenuti solo in impianti adibiti solo a lavorazione di sangue di non ruminanti, salvo autorizzazione ad impianti che lavorano anche sangue di ruminanti, quali:

i)                     prodotti a base di sangue non ruminanti prodotti in sistema separato

ii)                   impianti di raccolta, magazzinaggio, trasporto, imballaggio usati per materie prime e prodotti finiti sfusi ottenuti da non ruminanti separati da quelli ricavati da ruminanti

iii)                  applicato processo di compensazione tra sangue in entrata ottenuto da ruminanti e non ruminanti e relativi prodotti sanguigni

iv)                 prelievo ed analisi campioni di prodotti sanguigni da non ruminanti eseguiti con periodicità per accertare assenza di contaminazioni incrociate (Frequenza campionamento in base a valutazione del rischio) con risultati analisi conservati per almeno 5 anni.

In documentazione commerciale, certificazione sanitaria, imballaggio riportare dicitura “Contiene prodotti sanguigni – da non utilizzare nell’alimentazione dei ruminanti”

j)         sottoprodotti di origine animale o derivati da non ruminanti destinati a produzione di proteine animali:

i)                     trasformate provenienti da macelli che non macellano ruminanti o da impianti sezionamento che non lavorano carni di ruminanti (In deroga Autorità competente può autorizzare macellazione di ruminanti, purché questa attuata in impianti separati da macellazione di non ruminanti o impianti di raccolta, conservazione, trasporto, imballaggio di sottoprodotti di derivati da non ruminanti separati da quelli di ruminanti ed eseguite periodiche analisi su campioni di sottoprodotti derivati da non ruminanti per verificare presenza di proteine derivate da ruminanti

ii)                   trasferiti in impianti di trasformazione in veicoli e contenitori diversi da quelli con cui trasportati sottoprodotti derivati da ruminanti (In deroga concessa autorizzazione a trasporto con stesso veicolo, purché preventivamente pulito, conservandone documentazione per 2 anni)

iii)                  trasferimenti solo verso impianti ad essi adibiti. In deroga Autorità competente può autorizzare stesso impianto a produrre proteine animali trasformate provenienti da ruminanti e non ruminanti, purché: ottenute in sistemi fisicamente separati; sottoprodotti e proteine animali derivati da ruminanti conservate in modo separato da quelle derivate da non ruminanti; effettuate analisi periodiche per accertare assenza di contaminazioni incrociate con proteine animali derivate da ruminanti, conservando risultati per almeno 5 anni

k)       mangimi composti contenenti proteine animali trasformate prodotte in stabilimenti autorizzati a produrre solo mangimi per animali di acquicoltura. In deroga ammessa produzione in stabilimenti che producono mangimi composti destinati ad altri animali se:

i)                     mangimi composti per ruminanti per animali di acquicoltura ottenuti e conservati in fase di immagazzinaggio, trasporto ed imballaggio in impianti distinti da quelli per non ruminanti

ii)                   tenuti registri contenenti informazioni su acquisti, impiego di proteine animali trasformate, vendite di mangimi composti conservati per almeno 5 anni

iii)                  effettuate periodiche analisi di campioni di mangimi composti destinati ad animali di allevamento diversi da quelli di acquicoltura per verificare assenza di costituenti di origine animale non autorizzati (Risultati conservati per almeno 5 anni).

In caso di preparazione di mangimi composti a domicilio non necessaria nessuna autorizzazione, purché aziende siano registrate presso Autorità competente detengono solo animali di acquicoltura, producono alimenti completi per animali di acquicoltura destinati al loro esclusivo impiego aziendale, utilizzo nella produzione di mangimi composti di proteine animali trasformate contenenti almeno 50% di proteine.

Su documentazione commerciale, certificato sanitario, imballaggio riportare dicitura “Proteine animali trasformate derivate da non ruminanti – da non utilizzare per produzione di mangimi per animali di allevamento, ad eccezione di animali di acquicoltura e degli animali da pelliccia”

l)         in caso di immissione in commercio ed uso di sostituti di latte contenente farine di pesce per alimentazione di animali di allevamento ruminanti non svezzati ammesso se:

i)                     farina di pesce prodotte in impianti di trasformazione adibiti solo a produzione di prodotti derivati da animali acquatici diversi da mammiferi marini

ii)                   farina di pesce distribuite in forma secca e distribuita dopo diluizione in determinata quantità di liquido a ruminanti non svezzati come complemento o sostituzione di latte post colostrale prima di svezzamento

iii)                  prodotti in stabilimenti autorizzati che non producono altri mangimi composti per ruminanti. In deroga ammesso anche stabilimento che produce altri mangimi, purché: immagazzinamento, trasporto, imballaggio in impianti separati da quelli utilizzati per farine di pesce e sostituti di latte sfusi contenenti farine di pesce; riportati in registri conservati per almeno 5 anni, in cui annotati acquisti ed impiego di farina di pesce e vendite di sostituti latte contenenti farine di pesce; eseguite periodiche analisi su campioni di mangimi composti destinati a ruminanti per accertare assenza di costituenti di origine animale non autorizzati (Risultati conservati per almeno 5 anni)

iv)                 in caso di importazione, analizzata ogni partita di sostituto latte contenente farina di pesce per accertare assenza di costituenti di origine animale non autorizzati

v)                   in documentazione commerciale o certificato sanitario o imballaggio riportare dicitura “Contiene farine di pesce – da non utilizzare per alimentazione di ruminanti ad eccezione di ruminanti non svezzati”

vi)                 trasportati con veicoli e contenitori non usati per altri mangimi destinati ai ruminanti. In deroga ammesso utilizzo plurimo, purché adeguatamente puliti per evitare contaminazioni incrociate e di tale operazione conservata documentazione per almeno 2 anni

vii)                prese adeguate misure in azienda per evitare che sostituti del latte contenenti farine di pesce siano somministrate a ruminanti diversi da quelli non svezzati

viii)              Autorità competente redige elenco di aziende che utilizzano farine di pesce come sostituto di latte.

Stato membro tiene elenco aggiornato a disposizione del pubblico relativi a: macelli che possono fornire sangue; macelli e laboratori di sezionamento che possono fornire sottoprodotti di origine animale destinati a produzione di proteine animali trasformate; impianti di trasformazione autorizzati che producono proteine animali trasformate derivate da non ruminanti; stabilimenti autorizzati; elenco dei preparatori a domicilio registrati .

Materie prime per mangimi sfuse e mangimi composti contenenti prodotti derivati da ruminanti diversi da latte e prodotti derivati da latte, colostro e prodotti derivati, fosfato dicalcico e tricalcico di origine animale, proteine idrolizzate derivate da cuoio e pelli di ruminanti:

i)                     trasportati in veicoli e contenente non utilizzati per trasporto di mangimi destinati ad animali di allevamento diversi da animali da pelliccia. Ammesso utilizzo plurimo di veicoli se preventivamente puliti per evitare contaminazioni incrociate, conservando documentazione per almeno 2 anni

ii)                   non ottenuti in stabilimenti che producono mangimi per animali di allevamento diversi da animali da pelliccia ed

iii)                  immagazzinati in modo separato da mangimi composti per animali di allevamento contenenti prodotti derivati da ruminanti diversi dai precedenti

iv)                 vietati in aziende che detengono animali di allevamento diversi da animali da pelliccia.

Vietata esportazione di proteine animali trasformate derivate da ruminanti e prodotti contenenti tali proteine, salvo se queste destinate ad animali da compagnia (compresi prodotti in scatola sottoposti a trattamento e muniti di etichetta). Esportazione di tali prodotti autorizzata se tali proteine destinate ad usi non vietati e prima di esportazione concluso accordo tra Stato membro esportatore o Commissione ed Autorità competente di Paese Terzo di importazione, in cui questo si impegna a rispettare uso previsto e non riesportare proteine animali trasformate o prodotti che le contengono per usi vietati. Tali vincoli non si applicano ad esportazione di farine di pesce e mangimi composti da farina di pesce; mangimi composti destinati ad animali di acquicoltura, alimenti per animali da compagnia.

Autorità competenti eseguono controlli ufficiali al fine di verificare rispetto di tali disposizioni attraverso ispezioni, prelievi ed analisi di campioni di proteine animali trasformate e mangimi. Controlli effettuati anche presso laboratori di analisi per accertare efficienza

Commissione, in base a valutazione favorevole dei rischi, può decidere livello di tolleranza per quantitativi non significativi di proteine animali presenti nei mangimi a seguito di contaminazione casuale.

Istituita Anagrafe degli stabilimenti di trasformazione di rifiuti di origine animale per produzione di alimenti destinati a consumo animale. Titolari stabilimenti comunicano a Ministero Salute:

a)       provenienza rifiuti animali impiegati;

b)       quantità annua di farina di carne prodotta;

c)       esistenza o meno di linee separate per produzione farine di carne contenenti tessuti di mammiferi rispetto alle altre e stoccaggi separati.

Ministero Salute comunica elenco di tali impianti a Regioni. Servizi veterinari ASL eseguono ispezioni almeno ogni 6 mesi ed aggiornano dati comunicandoli a Regione e Ministero.

Ministero Salute attiva piano annuale di controllo su BSE che prevede “procedure screening con ricorso a test diagnostici rapidi” coordinata da laboratorio di riferimento dell’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta. ASL provvedono a prelievi su bovini, bufalini, bisonti, ovi-caprini nell’entità del sistema di sorveglianza adottato sopra. Prelievi inviati ad Istituto Zooprofilattico che esegue esami di tipo istopatologico del tessuto cerebrale ed altri analisi. Se questi esami forniscono valori positivi, animale definito colpito da BSE.

Regioni attuano piano di informazione ed aggiornamento dei veterinari ASL e degli allevatori su BSE ed inviano entro 31 Gennaio a Ministero Salute risultati ottenuti da programma anno prima. Regioni adottano programma annuale di sorveglianza nei confronti della BSE e della scrapia, fissando modalità e periodicità nello svolgimento attività di vigilanza da parte Servizi veterinari (Controlli eseguiti senza preavviso). Ministero Salute esegue verifiche per accertare “corretta ed uniforme applicazione su territorio nazionale delle disposizioni comprese quelle in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori”.

Titolari o responsabili di stabilimenti, allevamenti zootecnici, locali, impianti o mezzi di trasporto che vengono a contatto con materiali a rischio debbono rispettare disposizioni comunitarie in materia, “assumendo la responsabilità per tutte le operazioni inerenti al citato materiale effettuate nei luoghi di propria pertinenza”, in particolare debbono:

a)       essere in possesso di autorizzazioni necessarie ad esercitare attività;

b)       assicurare rispetto delle prescrizioni in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori (guanti, indumenti di protezione, dispositivi di protezione degli occhi e del viso e delle vie traspiratorie) soprattutto nelle fasi di sezionamento della carcassa con successiva estrazione del midollo spinale, separazione meccanica del cranio, asportazione dell’ileo;

c)       garantire che ogni operazione con materiale a rischio “effettuata in autocontrollo da personale appositamente addestrato”, secondo procedure oggetto di controllo da parte Servizi veterinari;

d)       compilare e conservare documenti commerciali e sanitari e registri per almeno 2 anni. Stesso termine vale anche per macellerie;

e)       assicurare collaborazione a Servizi veterinari ASL in sede di verifica;

f)        attenersi alle linee guida approvate dal Ministero;

g)       adottare misure atte ad evitare contaminazione di carni con materiale a rischio;

h)       nel caso di impianti di incenerimento materiale a rischio: inviare ai Servizio veterinario regionale progetto riepilogativo del materiale distrutto entro 30 Aprile;

i)         rimuovere materiale a rischio di bovini (Cervello, midollo spinale, occhi, tonsille, colonna vertebrale), ovini e caprini destinato a produzione di carne o prodotti per consumo umano al momento macellazione animali. Asportazione colonna vertebrale in bovini di età superiore a 12 mesi eseguita in impianto di macellazione o sezionamento autorizzato, mentre rimozione midollo spinale eseguito nello stesso impianto macellazione. Asportazione di midollo spinale di ovini e caprini in stabilimenti, o di colonna vertebrale di bovini di oltre 12 mesi in macellerie solo se autorizzati da ASL, sotto controllo di questa, oggetto di registrazione e mantenimento dati. Esclusi animali sottoposti con esito negativo a test specifico di cui informata Commissione. Negli Stati membri con rischio controllato o indeterminato BSE prelievo del tessuto nervoso centrale mediante iniezione di gas nella cavità cranica, vietata in bovini, ovi-caprini le cui carni destinate a consumo umano o animale;

j)         etichettatura carni bovine di oltre 12 mesi con ossa della colonna vertebrale, corredata da documento commerciale, stoccaggio e trasporto di queste carni eseguite in modo da non venire a contatto con altre carni;

k)       vietare a chiunque di:

  • cedere o somministrare a consumatore carne di bovini di età superiore a 12 mesi da cui non sia stata asportata colonna vertebrale;
  • utilizzare ossa di bovini, ovini e caprini per preparare carni. Materiali originari da Paesi con rischio controllato od indeterminato di BSE non utilizzabili per produzione di carni separate meccanicamente (Stati membri entro 1/7/2008 inviano relazione a Commissione, specificando se intendono o meno continuare a produrre tali carni);
  • trasportare materiale a rischio in contenitori diversi da quelli autorizzati, senza documento commerciale (In caso di animali bovini, ovini e caprini morti senza certificato sanitario o documento commerciale vidimato da veterinario);
  • inviare, trasformare o eliminare materiale a rischio in impianti diversi da quelli autorizzati o con modalità diverse da quelle stabilite;
  • asportare dal corpo di animali bovini, ovini, caprini morti “qualsiasi loro parte, tessuto od organo, comprese le pelli”;
  • utilizzare corpo animali o loro parti, tessuti od organi, comprese pelli per qualunque operazione diversa da eliminazione;
  • utilizzare tecniche di stordimento e macellazione diverse da quelle previste;
  • introdurre materiale a rischio, compresi prodotti trasformati, provenienti da CE o Paesi Terzi, anche se destinato ad essere eliminato

Chiunque riscontri in azienda sintomi su BSE in animali di età superiore a 4 mesi deve subito segnalarli ad ASL ed al Dipartimento alimenti nutrizione e sanità del Ministero che:

a)       segnala ad altri Stati membri e Commissione CE evento;

b)       effettua isolamento, emana divieto spostamento animale in attesa risultati indagine clinica ed epidemiologica (Divieto colpisce tutti animali in stalla. Eventuale estensione ad altre aziende in base a dati epidemiologici disponibili), provvede ad uccisione animale sospetto da far esaminare in laboratorio e sotto sorveglianza;

c)       parti del corpo dell’animale sospetto restano sotto controllo fino a che non pervenuta diagnosi negativa;

d)       effettua censimento animali presenti in azienda, anche di specie diversa, e tiene sotto controllo aziende con cui animale sospetto è stato in contatto;

e)       compila scheda riportata in G.U. 59/00;

f)        tiene sotto controllo animali per almeno 15 giorni. Se in tale periodo bovino muore o si rende necessario procedere al suo abbattimento, veterinario ASL compila scheda riportata su G.U. 59/00 da inviare a Centro operativo nazionale e preleva campioni da inviare ad Istituto Zooprofilattico che tiene materiale sotto controllo fino a completamento esito diagnostico negativo e provvede a loro eliminazione seguendo procedure riportate di seguito. Se al termine periodo osservazione, malattia regredisce od imputata a causa diversa da BSE, revocato isolamento e divieto trasporto ed aggiornata scheda di cui sopra;

g)       se al termine periodo osservazione confermata presenza di TSE:

  • per bovini, identifica tramite indagine:

1)       tutti gli altri ruminanti presenti in azienda;

2)       tutti i discendenti della femmina malata nati nel corso dei 2 anni precedenti manifestazione clinica di BSE;

3)       possibile origine di malattia;

4)       animali presenti in altre aziende che potrebbero essere stati infettati da agente patogeno BSE od esposti  a stessa farina alimentare o di contaminazione;

5)       movimento di mangimi potenzialmente contaminati o di altri materiali o veicoli di trasmissione di malattia;

  • nel caso di conferma BSE su bovini procede ad: abbattimento e distruzione bovini individuati mediante indagine, salvo il caso che sia possibile dimostrare “che tali animali non hanno avuto accesso a stesso mangime di animale infetto” (Possibile differire da abbattimento maschi fino a fine della vita produttiva, purché sempre tenuti presso centro raccolta sperma);
  • per ovini e caprini, esegue indagine riguardante:

1)       tutti i ruminanti diversi da ovini e caprini presenti in azienda;

2)       genitori, embrioni, ovuli, ultima progenie di femmina per cui confermata malattia;

3)       possibile origine di malattia ed identificazione di altre aziende in cui vi sono animali, embrioni, ovuli eventualmente infettati da agente patogeno TSE;

4)       movimenti di mangimi potenzialmente contaminati, o altri materiali o veicoli di trasmissione malattia;

  • nel caso riscontrata TSE su ovini e caprini provvede a:

1)       limitazione movimenti di tali animali fino a conclusione risultati di indagine;

2)       abbattimento e distruzione completa di tutti gli animali, embrioni, ovuli individuati da indagine, salvo che per: montoni da riproduzione del genotipo ARR; pecore da riproduzione avente almeno un allele ARR se queste gravide al momento di indagine; pecore avente almeno 1 allele ARR destinate solo a macellazione; animali di età inferiore a 3 mesi destinati solo a macellazione; difficile ottenere capi ovini di rimpiazzo di genotipo noto e con bassa frequenza di allele ARR nella razza od in azienda; Stato membro decide di sostituire abbattimento e distruzione completa di tutti gli animali, con macellazione per consumo umano, purché macellazione in ambito dello stesso Stato ed animali di età superiore a 18 mesi. Se frequenza allele ARR nella razza o nell’azienda è bassa od assente e se ritenuto utile per evitare consanguineità nella riproduzione, Stati membri possono decidere di differire abbattimento e distruzione completa di animali per non oltre 5 stagioni riproduttive, purché in aziende non presenti arieti da riproduzione di genotipo diverso da ARR/ARR (Nel caso di ovini e caprini per produzione latte deroga non oltre 18 mesi)

  • determina genotipo di proteina prionica in massimo di 50 ovini abbattuti o distrutti;

h)       se animale infetto introdotto da altre aziende, applica misure di eradicazione anche ad aziende di origine animale, oltre che ad azienda dove trovata infezione. Se azienda dotata di più greggi, possibile limitare applicazione solo a gregge in cui confermata TSE, purché altri gruppi tenuti separati ed improbabile diffusione infezione per contatto diretto tra greggi;

i)         successivamente ad adozione di queste misure ASL provvede a verificare che:

  • introduzione in azienda solo di: ovini maschi del genotipo ARR; femmine aventi almeno 1 allele ARR e nessun allele VRQ; sperma di montoni del genotipo ARR; embrioni aventi almeno 1 allele ARR e nessun allele VRQ;
  • movimento di ovini ARR non soggetto ad alcuna restrizione, ovini aventi 1 allele ARR spostati solo per essere inviati a macellazione per consumo umano o a fine distruzione (pecore con 1 allele ARR e nessun allele VRQ spostate verso altra azienda sottoposta a restrizioni; agnelli spostati verso altre aziende a fini di ingrasso prima di macellazione);
  • caprini spostati purché azienda di destinazione sottoposta a controlli TSE (compresi esami su tutti i caprini di età superiore a 18 mesi), animali macellati per consumo umano a fine ciclo produttivo, capretti di età inferiore a 3 mesi spostati solo per essere avviati a macellazione per consumo umano;

Restrizioni di cui sopra applicate ad azienda per almeno 2 anni da data in cui tutti ovini di azienda siano di genotipo ARR o da ultima data in cui tenuti in azienda ovini o caprini o da data di avvio sorveglianza TSE, o da data in cui montoni da riproduzione presenti in azienda del genotipo ARR e pecore da riproduzione in possesso di almeno 1 allele ARR e nessun allele VRQ, purché nei suddetti 2 anni test di TSE forniscono risultati negativi su ovini di età superiore a 18 mesi morti o abbattuti in azienda, o su campione rappresentativo di quelli macellati;

j)         successivamente ad applicazione di misure restrittive per 2 stagioni riproduttive da ultimo caso rilevato TSE:

  • identificati tutti gli ovini e caprini presenti in azienda;
  • movimentazione ovini e caprini di aziende solo sul territorio Stato membro ed a fini di macellazione per consumo umano, o distruzione e comunque se animali di oltre 18 mesi di età previa esecuzione di test TSE;
  • garanzia che embrioni ed ovuli non spediti da azienda;
  • usato in azienda solo sperma di montoni del genotipo ARR e embrioni aventi almeno un allele ARR e nessun allele VRQ;
  • tutti gli ovini e caprini di età superiore a 18 mesi morti od abbattuti in azienda sottoposti a test TSE;
  • introdotti in azienda solo caprini o ovini maschi del genotipo ARR o ovini femmine di aziende dove non individuati casi di TSE;
  • tutti gli ovini e caprini di azienda soggetti a restrizioni al pascolo comune;
  • trasferimento di agnelli e capretti in altre aziende di Stato membro solo per ingrasso prima di macellazione, purché tale azienda non contenga altri animali per scopi diversi;

k)       successivamente ad applicazione misure restrittive:

  • abbattimento e distruzione completa di animali, embrioni ed ovuli individuati mediante indagine o per almeno 2 stagioni riproduttive dopo individuazione ultimo caso TSE;
  • identificazione di tutti gli ovini e caprini presenti in azienda;
  • intensificazione della sorveglianza di TSE per 2 anni;
  • ovini e caprini vivi, ovuli, embrioni di azienda non inviati in altri Stati membri o Paesi Terzi;

l)         acquisisce tutte le informazioni per stabilire provenienza esatta animali e presenza in Italia di altri animali con stessa origine, se animali introdotti da CE o Paesi Terzi;

m)      eroga contributo ad allevatore per animali abbattuti e capi riacquistati. Con D.M. 28/5/03 allevatore che intende beneficiare degli aiuti per:

  • animali abbattuti a seguito BSE deve inviare ad AGEA domanda corredata da:

1)       copia ordinanza di abbattimento adottata da ASL;

2)       attestato di abbattimento rilasciato da ASL con elenco dei capi abbattuti;

  • riacquisto capi per ricostruire allevamento deve acquistare capi in numero inferiore a quello dei capi abbattuti entro 24 mesi da data abbattimento ed inviando ad AGEA domanda di contributo, corredata da:

1)       fattura acquisto capi;

2)       copia certificati genealogici degli animali acquistati, in cui evidenziato per bovini da latte punti Rank;

n)       controlla che immissione su mercato CE od esportazione di bovini, ovi-caprini, loro sperma, embrioni ed ovuli rispetti norme comunitarie, concernenti:

  • embrioni ed ovuli di bovini provenienti da femmine non sospette di infezione BSE e da aziende in cui da almeno 7 anni non manifestati casi BSE
  • ovi-caprini da riproduzione provenienti da azienda sottoposta a controlli ASL in cui negli ultimi 3 anni non manifestato nessun caso di TSE o scrapia
  • informare Paese di destinazione circa categoria in cui classificata azienda
  • immissioni sul mercato di animali nati da femmine, ovuli, embrioni di bovini ed ovi-caprini infetti vietata se parto avvenuto nel biennio antecedente o successivo a sintomi malattia

Latte e prodotti a base latte, cuoio e pelli, gelatina e collagene ottenuto da pelli e cuoio non soggetti a restrizioni. Prodotti di origine animale importati da Paesi Terzi a rischio controllato od indeterminato TSE se ottenuti da bovini ed ovicaprini sani. Prodotti alimentari di origine animale ottenuti da bovini a rischio indeterminato BSE non immessi sul mercato, salvo che animali nati 8 anni dopo divieto di utilizzo di proteine animali da mammiferi in alimentazione ruminanti, o nati ed allevati in mandrie certificate indenni da BSE da almeno 7 anni ed accompagnati da certificato rilasciato da veterinario ufficiale;

o)       controlla che importazioni da Paesi Terzi di bovini, carni fresche, carni macinate, preparazioni di carni, prodotti a base carne, sottoprodotti di bovini ed ovicaprini (quali grassi fusi destinati a fertilizzanti organici, ossa, alimenti per animali da compagnia, prodotti sanguigni, proteine animali trasformate, gelatine, ciccioli, materiale di categoria 3 con esclusione di cuoio e pelli fresche, collagene, intestini trattati):

  • accompagnate da certificato di polizia sanitaria internazionale attestante che:

1)       non somministrate proteine derivate da mammiferi o che carni fresche o prodotti o sottoprodotti di origine animale non contengono materiale a rischio;

2)       animali macellati secondo metodi consentiti;

3)       carni non separate meccanicamente;

4)       assenza negli animali di “eventuali restrizioni per motivi di sanità pubblica o polizia veterinaria”. Nel caso di ovini e caprini da latte nati ed allevati in azienda dove negli ultimi 3 anni non rilevati casi di TSE o di scrapia classica;

  • identificati con sistema permanente che consente di risalire a fattrice e mandria;
  • animali nati ed allevati in mandria non colpite da BSE da almeno 7 anni, o nati dopo divieto di somministrazione farine animali, o per Paesi Terzi classificati in categoria 3 tutti i casi infetti abbattuti e femmina non abbia partorito nel biennio precedente comparsa malattia. Vietate importazioni di carni fresche e prodotti a base carne da Paese classificati in categoria 3;
  • non utilizzate ossa bovine, ovini e caprini per preparazione carni.

Obbligo di conservazione della documentazione sanitaria di accompagnamento della merce.

Se carni o prodotti derivati non conformi non ammesse ad importazione ed assoggettate a misure sanitarie cautelari

Carni di bovini di oltre 12 mesi possono essere importate da CE o Paesi Terzi “anche se con colonna vertebrale” purchè primo destinatario delle suddette carni prima della loro commercializzazione verifica che queste “non siano in pezzi ulteriori o diversi da quelli consentiti” e rispetto delle disposizioni di cui al Reg. CE 999/01. Se riscontrata non conformità deve informare ASL e non vendere intera partita di carne. Servizio veterinario ASL blocca intera partita di carne non conforme e la mantiene sotto vincolo sanitario fino alla sua rispedizione verso Paese di origine o se questo impossibile “fino ad intervenuta asportazione della colonna vertebrale”.

Nel caso di importazioni di embrioni ed ovuli, certificato sanitario internazionale attestante:

  • non somministrazione proteine derivate da mammiferi
  • ottenute da femmine identificate non sospettate di BSE
  • embrioni ed ovuli trattati in conformità normativa CE
  • per Paesi in categoria 3, animali partoriti da femmine nel biennio precedente o successivo non presentano sintomi clinici od abbattuti

Vietato importare da Paesi in categoria 3: carni separate meccanicamente, fosfato bicalcico destinato ad alimentazione animali, gelatina, grasso sfuso di ruminanti;

p)       completa certificati sanitari previsti per scambi di sperma, ovuli, embrioni con riferimento a categoria del Paese (idem per documenti commerciali).

Se animali sospetto BSE rintracciato presso stabilimento macellazione, veterinario ASL deve:

a)       compilare scheda (Modello riportato su G.U. 59/00) ed inviata a Centro nazionale;

b)       verificare che personale Organismi di controllo, laboratori di sezionamento, macelli, allevatori, addetto ai trasporti “sia istruito su sintomi clinici, su epidemiologia, e, nel caso personale preposto ai controlli, su risultati analisi relative a BSE”. CE può fornire aiuto per tale operazione;

c)       abbattere animale sospetto separatamente a conclusione operazione macellazione ed inviare campione cervello ad Istituto Zooprofilattico. Vietato procedere ad abbattimento di bovini ed ovi-caprini destinati a consumo umano mediante “lacerazione, previo stordimento dell’animale, del tessuto nervoso centrale per mezzo di uno stilo inserito nella cavità cranica”;

d)       porre sotto controllo sanitario carni animali sospetti in attesa esito analisi (Se risultato di queste positive, carni distrutte) e distruggere “materiali specifici a rischio”;

e)       in caso di conferma BSE e qualora animali in stalla non presentino nessun caso di malattia, non necessario abbattere tutti i bovini dell’azienda;

f)        verificare rimozione al momento macellazione o sezionamento di intera testa, timo, milza, midollo spinale di bovini di età superiore a 6 mesi, nonché intestini del duodeno al resto per bovini di tutte le età; colonna vertebrale, compresi gangli spinali per bovini di età superiore a 30 mesi; cranio, compresi cervelli, occhi, tonsille, midollo spinale di ovi-caprini di età superiore a 12 mesi;

g)       verificare che non viene impiegato materiale a rischio BSE nella preparazione di alimenti per consumo umano, mangimi, fertilizzanti. Ammesso uso di tale materiale (Trasporto autorizzato da ASL) in produzione cosmetici, medicinali, prodotti farmaceutici, dispositivi medici, produzione di alimenti per animali domestici.

Costituito Consorzio obbligatorio nazionale per raccolta e smaltimento dei residui di lavorazione degli esercizi commerciali al dettaglio operanti nel settore della vendita delle carni a cui partecipano imprese di raccolta e smaltimento ed imprese produzione residui.

Organizzazione interprofessionale di settore e Consorzi di diritto privato possono intraprendere attività di:

1)      eliminazione materiali a rischio non più utilizzabili nel ciclo produttivo;

2)      affermazione processo di tracciabilità di tutte le parti degli animali allevate e macellate;

3)      valorizzazione energetica di tali materiali.

Apposito statuto approvato da MI.P.A.F. (Regione in caso di consorzio regionale) regola “attività di raccolta, trasformazione, distruzione, nonché obblighi dei consorziati e detentori”. Lavorazione di materiale ad alto rischio ed a basso rischio effettuata in impianti distinti. Interessati presentano domanda contributo ad AGEA.

Controlli eseguiti per rispettare normativa da Corpo Forestale dello Stato, NAS, Guardia di Finanza, Ispettorato Repressione Frodi. Ai controlli possono partecipare funzionari CE.

CE approva programma Ministero Salute per anno 2014 per eradicazione TSE e BSE ed eroga contributo dopo che inviata:

–          entro 31 Luglio 2014 relazione tecnica e finanziaria intermedia

–          entro 30 Aprile 2015 relazione finale su attività svolta e risultati conseguiti, corredata da documentazione giustificativa di spese sostenute e da dichiarazione attestante che per interventi in questione non sono stati richiesti altri contributi comunitari

Entità aiuto:

AGEA concede contributi:

1)       a partire da 1 Gennaio 2002 di:

·         413 €/UBA e 1,53 €/giorno di gravidanza (fino ad un massimo di 413 €) per ciascuna manza o vacca che allevatore ha dovuto abbattere bestiame a seguito BSE

·         3,13 €/punto Rank da 1 a 99 punti di classifica dell’indice previsto per manza, manzetta, giovenca o dell’indice genetico calcolato per vacche in lattazione iscritte a Libro genealogico come riproduttori di razza pura in caso di acquisto bovini da latte per ricostituzione di allevamento dopo abbattimento precedenti capi per BSE (In caso di bovini da carne contributo pari a 310 €/manza gravida, 132,50 €/vacca primipara, 155 €/vacca di II parto, 77,50 €/vacca pluripara).

Contributi cumulabili con quelli erogati da Regione per stesse finalità fino a limite da queste stabilito. AGEA erogato fino a 91% del contributo previsto;

2)       40.000 € a persone colpite da malattia di Creutzfeld-Jakob

Per anno 2014 CE concede ad Italia 2.115.000 € per programma di eradicazione TSE e BSE e scrapie, quale:

1)       contributo pari a 100% delle spese sostenute nel limite di: 7,4 €/test rapidi effettuati su bovini, ovini e caprini; 6 €/test di genotipizzazione; 194 €/test molecolari preliminari di diagnosi differenziale; 50 €/esame di verifica diverso da test rapido;

2)       contributo pari a 50% delle spese sostenute per indennizzo da versare ai  proprietari nel limite di: 500 €/capo bovino abbattuto e distrutto nell’ambito di tale programma; 70 €/capo ovino e caprino abbattuto e distrutto (50 €/capo ovino e caprino macellato)

Sanzioni:

Chiunque non rispetta misure previste nel trattamento materiale a rischio BSE: chiusura attività da 7 a 15 giorni per non rispetto disposizioni in materia di rimozione, colorazione, stoccaggio separato, documento di accompagnamento e sua trasmissione al momento arrivo al mittente, invio prospetto riepilogativo semestrale a Regione; da 30 a 90 giorni per non rispetto disposizioni in materia trasporto in contenitori, autorizzazione stoccaggio, tenuta registro; da 60 a 120 giorni per non rispetto disposizioni in materia di distruzione diretta per incenerimento; da 90 a 180 giorni per non rispetto disposizioni in materia di importazioni materiali a rischio