PIANO AZIONE NAZIONALE FITOSANITARI

PIANO AZIONE NAZIONALE FITOSANITARI (D.Lgs. 150/12; DM 22/01/14, 15/5/15, 03/07/18) (agroch09)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MIPAAF), Ministero Ambiente Tutela Territorio e Mare (MATTM), Istituto Superiore Sanità (ISS), Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), Consiglio per ricerca in agricoltura e analisi di economia agraria (CREA), Regione, Enti locali, Organismi gestori di linee ferroviarie, strade, autostrade, parchi, giardini ed aree verdi, utilizzatori professionali agricoli ed extragricoli (compresi imprese conto terzi), venditori prodotti fitosanitari.

 

Iter procedurale:

Venditore  prodotti fitosanitari a partire da 26/11/2015 deve:

  • essere presente al momento della vendita  in persona o mediante dipendente, munito di certificato di abilitazione (certificato esposto in modo ben visibile nel punto vendita)
  • informare acquirente su periodo massimo di utilizzo del prodotto fitosanitario con autorizzazione revocata, o valida solo per determinato periodo;
  • compilare, anche per via informatica, registro di vendita,  in cui riportare: numero codice di abilitazione esibita da acquirente; quantità  acquistate di ogni prodotto fitosanitario e relative quantità vendute a singoli utilizzatori professionali;
  • inviare ogni anno, per via telematica (SIAN), a Regione comunicazione su quantitativi venduti di ogni prodotto fitosanitario.

Utilizzatori per conto terzi di prodotti fitosanitari, a partire da 26/11/2015 debbono:

  • informare preventivamente il soggetto presso cui effettuato il trattamento circa “implicazioni sanitarie ed ambientali derivanti dalla distribuzione prodotti fitosanitari” (rispetto intervalli di sicurezza; eventuali misure di mitigazione del rischio; eventuale necessità di segnalare esecuzione del trattamento a persone esposte al rischio);
  • annotare sul registro dei trattamenti, conservato presso azienda agricola di intervento, i trattamenti eseguiti, o compilare apposito modulo (in cui riportare informazioni sul trattamento eseguito) da fornire ad azienda, che deve allegarlo al registro dei trattamenti;
  • compilare registro di carico e scarico, dove riportare quantità dei singoli prodotti fitosanitari acquistati e poi distribuiti  presso i diversi clienti;
  • riportare in fattura, oltre al costo del servizio reso, tipo, quantità e costo di prodotto fitosanitario eventualmente acquistato e distribuito per conto terzi;
  • essere in regola con norme vigenti in materia di deposito dei prodotti fitosanitari.

Aziende agricole (soprattutto quelle biologiche), al fine di tutelare la propria produzione, possono chiedere ad aziende confinanti di essere informate su quando effettuano  interventi fitosanitari e relativi principi attivi impiegati.

Vietata la irrorazione aerea con prodotti fitosanitari. In deroga può essere autorizzata per contrastare emergenze fitosanitarie, purché:

  1. non praticabili metodi alternativi di distribuzione, o distribuzione area presenta vantaggi a livello di salute umana ed ambientale rispetto ad altre tecniche;
  2. utilizzati solo prodotti specificatamente autorizzati per irrorazione aerea;
  3. soggetti che effettuano irrorazione aerea risultano in possesso di:
  • certificato di abilitazione ad utilizzo di prodotti fitosanitari;
  • disciplinare di lavoro redatto nel rispetto delle norme di sicurezza aerea fissate da Ministero Trasporti;
  • abilitazioni necessarie a pilotare aereo;
  1. aerei equipaggiati con attrezzature atte a ridurre dispersione dei prodotti irrorati, sottoposte a controllo funzionale ogni anno ed a taratura prima di inizio del trattamento;
  2. non attuata alcuna irrorazione in: aree di salvaguardia delle acque destinate a: consumo umano; aree protette; altre zone sensibili;
  3. registrati dati relativi ai prodotti fitosanitari impiegati in ogni trattamento aereo.

Per  avvalersi di trattamento aereo, azienda agricola, singola od associata, presenta richiesta di autorizzazione a Regione, in tempi congrui rispetto a data del trattamento, specificando:

  • dati relativi ad azienda/e coinvolte;
  • località interessate e relative superfici oggetto di trattamento aereo, con relativi Comuni di appartenenza;
  • colture e piante da trattare, con relative avversità oggetto di intervento;
  • presenza di eventuali aree sensibili (abitazioni, aree aperte al pubblico, allevamenti di bestiame, api, pesci e molluschi, corsi di acqua, pozzi, strade aperte al traffico) e misure adottate per evitare contaminazioni;
  • distanze da aree pubbliche, aree residenziali ed altre aree sensibili;
  • motivazioni giustificative del ricorso al mezzo aereo;
  • situazione climatica ed anemologica, nonché principali caratteristiche orografiche del comprensorio oggetto di intervento;
  • prodotto fitosanitario da usare, indicando dose per ettaro e quantitativo complessivo usato;
  • programma di massima dei trattamenti (indicare inizio e fine dei trattamenti, orari di esecuzione trattamenti nella giornata);
  • dati relativi  ad autorizzazione di ditta, pilota e mezzo con cui eseguiti trattamenti, corredati da documentazione attestante efficacia di attrezzature impiegate.

Alla richiesta allegare:

  1. planimetria di apprezzamenti da trattare (in scala 1:10000), in cui riportate aree di salvaguardia
  2. valutazione di incidenza dei prodotti fitosanitari attivi autorizzati su specie e habitat di interesse comunitario, qualora nell’area da trattare ricadono aree Natura 2000 (SIC/ZPS);
  3. relazione tecnica ambientale sottoscritta da richiedente, in cui evidenziare misure di mitigazione adottate, compresa compatibilità dei prodotti fitosanitari impiegati con altre colture o pratiche agricole (biologico) presenti nel comprensorio oggetto di intervento;
  4. dichiarazione di impegno a rispettare: prescrizioni riportate in autorizzazione al trattamento aereo; specifiche condizioni di utilizzo del prodotto fitosanitario riportate in etichetta;
  5. dichiarazione sostitutiva notorietà del pilota attestante esecuzione di ricognizione preliminare del territorio da trattare, al fine di accertare eventuale presenza in questo di ostacoli al volo, piante isolate o colture diverse.

Comuni interessati hanno 30 giorni di tempo per presentare proprie osservazioni a Regione che, valutata richiesta di agricoltore ed eventuali osservazioni dei Comuni, nonché acquisito parere favorevole di Ministero della Salute (a cui inviata copia di documentazione), decide, entro 90 giorni, se autorizzare o meno il trattamento aereo. Ministero della Salute (a cui inviata copia di documentazione), decide, entro 90 giorni, se autorizzare o meno il trattamento aereo  Autorità competente conserva copia di richiesta e di autorizzazione, mettendo a disposizione del pubblico le informazioni contenute in questa (v. aree interessate ai trattamenti fitosanitari, calendario di esecuzione dei trattamenti, prodotti fitosanitari utilizzati).

Soggetto autorizzato deve:

  1. informare popolazione interessata, tramite affissione nei Comuni interessati di un congruo numero di manifesti, in cui riportare: periodo di trattamento aereo; zone sorvolate; prodotti fitosanitari utilizzati; tempi di decadenza;
  2. comunicare, con almeno 48 ore di preavviso, a Comune ed ASL interessata: giorno ed ora di intervento con mezzo aereo. Tempestiva comunicazione anche in caso di eventuale rinvio del trattamento;
  3. evitare, durante i trattamenti, il sorvolo di centri abitati, vie di comunicazione, corsi di acqua, o effettuarlo nel tempo più breve possibile, mantenendo gli ugelli chiusi;
  4. rispettare seguenti prescrizioni:
  • diametro medio gocce della miscela irrorantetale da limitare al massimo effetto di deriva, tenendo conto forza del vento;
  • trattamenti eseguiti con classe I nella scala dei valori tossici;
  • trattamenti eseguiti facendo in modo che pilota disponga di idonee indicazioni da terra (contrassegni di confine, zone di rispetto, indicazione direzione di volo);
  • distribuzione prodotti fitosanitari attuata “con traiettorie di volo a minime altezze e velocità compatibili con sicurezza ed efficienza del trattamento”.

Aree trattate sono rese agibili a popolazione nel rispetto dei tempi di decadenza del prodotto fitosanitario impiegato indicati in etichetta.

ASL, competenti per territorio, e Comuni verificano il rispetto delle norme di legge e delle prescrizioni  riportate in autorizzazione. In caso di inadempienze, si procede a sospensione o revoca di autorizzazione al trattamento aereo.

MIPAAF, di intesa con MATTM predispone Linee guida (v. scheda “Linee guida PAN fitosanitari”).

Utilizzatori professionali debbono, a partire da 01/01/2015, rispettare seguenti disposizioni in materia di:

  1. stoccaggio dei prodotti fitosanitari:
  • attuato in ambiente chiuso, ad uso esclusivo. Vietata presenza in tale locale di altri prodotti od attrezzature, se non connessi a questi (compresi concimi in miscela con essi), o contenitori vuoti, o prodotti scaduti o non utilizzabili, salvo caso di loro collocazione in aree identificate del deposito, anche tramite delimitazione con parete metallica (o armadi in caso di piccoli quantitativi). In tale area sempre esclusa detenzione di alimenti o mangimi;
  • deposito dotato di attrezzature idonee per tamponare e raccogliere eventuali sversamenti accidentali, acque di lavaggio, residui di prodotti fitosanitari, in modo da evitare rischio di contaminazione di ambiente, acqua, rete fognaria;
  • deposito/armadio ubicato in modo da rispettare disposizioni in materia di protezione delle acque e garantire adeguato ricambio di area (aperture comunque protette da griglie per impedire entrata di animali);
  • deposito/armadio mantenutoasciutto, al riparo da pioggia e da luce solare, a temperature che non possono alterare i prodotti fitosanitari confezionati o creare condizioni di pericolo;
  • ripiani del deposito/armadio in materiale non assorbenti e privi di spigoli taglienti;
  • prodottifitosanitari stoccati nei loro contenitori originali, con etichette leggibili;
  • conservare nel deposito/armadio adeguati strumenti per dosaggio prodotti fitosanitari (bilance, cilindri graduati), da pulire dopo ogni uso;
  • accesso a deposito/armadio consentito solo ad utilizzatori professionali;
  • deposito/armadio munito di porta con chiusura di sicurezza ed assenza di altre aperture accessibili dall’esterno;
  • deposito/armadio mai lasciato incustodito quando è aperto;
  • applicare su parete di deposito/armadio cartelli di pericolo, mentre presso entrata riportare, in modo ben visibile, numeri di emergenza.
  1. manipolazione di prodotti fitosanitari prima di loro applicazione:
  • verifica pieno funzionamento di attrezzature irroratrici (assenza di perdite);
  • preparazione miscela prodottifitosanitari, in modo da non causare danni ad ambiente. Vietato eseguire tale operazione su suoli permeabili e/o declivi e/o in prossimità di corsi di acqua o di pozzi per prelievo idrico;
  • non lasciare incustodite attrezzature, prodotti fitosanitari o miscele di prodotti fitosanitari pronte per uso, e comunque “fuori dalla portata di persone non autorizzate e di animali”;
  • utilizzo, in caso di captazione acqua per riempimento di irroratrice, solo di dispositivi che evitano contaminazione di fonte idrica;
  • irroratrice in possesso di strumento “preciso e leggibile per lettura quantità di miscela presente nel serbatoio” (volumi in serbatoio mai superiori a quelli massimi indicati dal costruttore);
  • immediata pulizia dei contenitori vuoti di prodotti fitosanitari, aggiungendo poi acqua di lavaggio a miscela fitosanitaria da distribuire (contenitori vuoti puliti, gestiti come rifiuti speciali);
  • usare sempre dispositividi protezione individuale in buono stato, durante preparazione di miscela, riempimento serbatoio, risciacquo contenitori.
  1. manipolazione imballaggi e rimanenze di prodotti fitosanitari:
  • trasporto di prodotti fitosanitari nei loro contenitori originali, con etichette integre e leggibili;
  • verifica integrità di imballaggi e di etichette al momento del deposito;
  • in caso di danneggiamento dei contenitori, con conseguenti perdite di prodotto fitosanitario, durante operazioni di carico/scarico/trasporto, questi riposti in nuovi contenitori, con chiusura ermetica ed identificati con etichetta, recante nome di prodotto e relativi rischi. Eventuali perdite tamponate con materiale assorbente e raccolte in apposito contenitore per successivo smaltimento;
  • confezionicontenenti residui fitosanitari collocate ben chiuse in deposito/armadio con apertura verso l’alto, in modo da evitare perdite;
  • imballaggi vuoti di prodotti fitosanitari riposti in contenitori specifici, ben identificabili ed ubicati in area separata all’interno del deposito.
  1. recupero o riutilizzo di miscela fitosanitaria residua presente in irroratrice:
  • minimizzare quantità residua di miscela al termine del trattamento;
  • miscela residua presente a fine trattamento nel serbatoio, circuito idraulico, filtri, distribuita quanto prima, previa eventuale diluizione, su coltura per cui prodotto autorizzato (garantire sempre rispetto indicazioni in etichetta), o conservata in azienda per essere poi conferita ad operatori iscritti in Albo Nazionale gestori rifiuti o autorizzati allo smaltimento.
  1. pulizia di irroratrice al termine operazioni di distribuzione dei prodotti fitosanitari:
  • individuazione di superfici adatte al lavaggio esterno di irroratrici in campo (evitare sempre luoghi in prossimità di corpo idrico, o su stessi appezzamenti), qualora irroratrice dispongadi appositi dispositivi;
  • se azienda dotata di area lavaggio, verificarne sua impermeabilità e presenza  di un sistema di raccolta delle acque contaminate da smaltire successivamente (vietato lasciare liquido contaminato su superfici al termine operazioni di lavaggio);
  • divieto di esecuzione operazione di pulizia interna di irroratrice in prossimità di un corpo idrico, o in area dove miscela può raggiungere la falda, nonché obbligo di trattamento dell’acqua di lavaggio;
  • utilizzo dispositivi di protezione individuali prescritti;
  1. recupero smaltimento prodotti fitosanitari e relativi imballaggi non più utilizzati:
  • materiale conservato in area ben identificata del deposito/armadio;
  • materiale smaltito secondo prescrizioni su rifiuti speciali e nel rispetto di quanto indicato in etichetta;
  • rivenditore deve informare acquirente circa periodo massimo di impiego del prodotto fitosanitario revocato;
  • rifiuti contaminati da prodotti fitosanitari (compreso materiale derivante da tamponamento perdite o gocciolamenti con materiale assorbente) smaltiti in base a disposizioni di legge;
  • promozione e stipula accordi programma tra soggetti economici/Associazioni di categoria interessate ed Amministrazioni pubbliche per facilitare operazioni di riutilizzo, recupero, riciclaggio rifiuti.

Regione può incentivare aziende per:

  • realizzare nuovi depositi di prodotti fitosanitari  aventi, oltre ai requisiti di cui sopra, seguenti prerogative:
  • non ubicati in piani interrati o seminterrati;
  • mantenuti a temperatura tra 0 e 40°C;
  • dotati di porta ignifuga;
  • muniti di sistema di contenimento liquidi (pozzetto), con capacità pari a 110% del volume dei liquidi conservati in deposito.
  • ammodernare o realizzare area attrezzata per preparazione di miscele, aventi le seguenti prerogative:
  • dotata di sistemaraccolta di: sversamenti accidentali di prodotto; contenitori ed imballaggi vuoti;
  • costituita da superfici in cemento;
  • munite di tombino collegato a serbatoio di raccolta reflui contaminati con prodotti fitosanitari;
  • dotata di: strumenti per pesatura; acqua corrente; lavello lavamani; doccia di emergenza.
  • acquisto di strumenti o realizzazione di strutture per ottimizzare operazioni di preparazione miscele, quali:
  • conta litri automatici o sensori di allarme montati su serbatoi per controllo di suo riempimento;
  • strumenti che impediscono contaminazione di fonte idrica in fase di riempimento di irroratrice;
  • valvola di nonritorno per prelievi da corpi idrici superficiali;
  • realizzazione strutture e/o acquisto strumenti per pulizia interna o esterna di irroratrici e di contenitori vuoti;
  • acquisto attrezzature per distribuzione prodotti fitosanitari che riducono deriva, o recuperano miscela fitosanitaria che non raggiunge bersaglio, o sono in grado di meglio colpire il bersaglio;
  • definizione strategie di tipo consortile e/o associativo per smaltimento rifiuti;
  • realizzazione sistemi aziendali od interaziendali  di trattamento fisico, chimico, biologico autorizzati da Regione.

MIPAAF e Regioni definiscono programmi di informazione e sensibilizzazione della popolazione su: rischi e potenziali effetti (acuti e cronici) su salute umana, organismi non bersaglio ed ambiente derivanti da uso di prodotti fitosanitari; benefici determinati da metodi a basso impatto (produzione integrata e biologica). A tal fine realizzato sito web nazionale/regionale rivolto ad utilizzatori professionali o meno, popolazione generale  e consumatori.

Utilizzatori professionali debbono svolgere azione di informazione nei confronti di popolazione “potenzialmente esposta a prodotti fitosanitari”, attraverso apposizione di specifiche indicazioni (tabelle) ai bordi delle zone interessate al trattamento, in cui riportare idonee avvertenze. Operazione obbligatoria in caso di:

  • impiego prodotti fitosanitari in prossimità di aree potenzialmente frequentate da persone ed ambiti extragricoli (sentieri natura, parchi o giardini pubblici);
  • espressamente riportato in etichetta;
  • previsto da specifiche norme o precauzioni approvate da Regione o Enti locali.

MIPAAF istituisce programmi per raccolta, classificazione ed analisi dei dati su casi di intossicazione acuta da prodotti fitosanitari, avvalendosi del sistema informativo nazionale per sorveglianza delle intossicazioni acute istituito presso Istituto Superiore Sanità (ISS).

ISS pubblica un rapporto annuale, da mettere a disposizione delle Regioni, per definire il piano di lavoro ai fini di: mitigazione del rischio; valutazione sicurezza del prodotto fitosanitario di recente immissione in commercio; definizione di indicatori di rischio distinti per utilizzatori professionali e non professionali.

Ministero Istruzione e Regioni promuovono iniziative per favorire l’insegnamento di materie inerenti al Piano Azione Nazionale prodotti fitosanitari all’interno degli Istituti agrari ed Università.

MATTM con D.M. 15/07/2015 definito modalità di raccolta ed elaborazione dati per applicare indicatori previsti nel Piano Azione Nazionale per: uso sostenibile di prodotti fitosanitari; valutazione dei progressi realizzati nella riduzione dei rischi ed impatti derivanti da uso di prodotti fitorìsanitari su salute umana, ambiente, biodiversità. Indicatori riportati in tabella allegata a D.M. 15/07/2015 pubblicata su G.U. 172/15 con relativi soggetti responsabili, fonte dei dati, stato e tipo di indicatore, riguardanti: distribuzione di prodotti fitosanitari; uso dei prodotti fitosanitari; rilascio del certificato di abilitazione ed aggiornamento per consulenti, distributori ed utilizzatori professionali; intossicazione da prodotti fitosanitari; controllo funzionale, manutenzione e taratura delle macchine; frequenza e concentrazione di sostanze attive nelle acque a livello nazionale; frequenza e concentrazione di specifiche sostanze attive nelle acque; fasce tampone ed altre misure di mitigazione permanenti al rischio per protezione di corpi idrici superficiali; popolazione di uccelli sensibili ai prodotti fitosanitasri; difesa integrata volontaria; agricoltura biologica; misure relative a gestione prodotti fitosanitari nei siti Natura 2000 ed aree naturali protette; mortalità delle api causata da uso di prodotti fitosanitari; residui di prodotti fitosanitari in matrici alimentari; sostenibilità dei sistemi colturali. Elenco di indicatori rivisto da MATTM con supporto di Consiglio scientifico, ISS, ISTAT, ISPRA, CREA

MATTM e MIPAAF curano diffusione sui propri siti istituzionali delle informazioni derivanti da applicazione di indicatori relativi a riduzione dei rischi od impatti derivanti da utilizzo di prodotti fitosanitari.

Entità aiuto:

DM 03/07/2018 stanzia 2.752.000 € per anno 2018 a valere sul Fondo di rotazione ai sensi della Legge 183/87, per cofinanziare (altro 50% a carico di UE) il programma nazionale di monitoraggio nel settore fitosanitario volto ad accertare la presenza di organismi nocivi. Erogazioni effettuate in base alle richieste di rimborso inoltrate dal MIPAAF, previa esecuzione (con il supporto di CREA) dei controlli in merito alla sussistenza dei requisiti di legge da parte dei beneficiari; rispetto delle scadenze previste da UE nell’utilizzo dei suddetti finanziamenti. MIPAAF comunica al Fondo di rotazione eventuale riduzione delle risorse decisa dalla Commissione, al fine di adeguare la quota a carico del Fondo stesso, nonché si attiva, in caso di restituzione a qualsiasi titolo di risorse alla Commissione, di recuperare le corrispondenti quote erogate da reintegrare nel Fondo di rotazione. Al termine dell’intervento, MIPAAF comunica ad IGRUE (Ragioneria Generale dello Stato) il dato finale sull’utilizzo delle risorse UE e nazionali, evidenziando gli importi riconosciuti dalla Commissione e le eventuali  somme da disimpegnare sul Fondo di rotazione.

Posted in: