PIANO RISANAMENTO TUBERCOLOSI BOVINA E BUFALINA

PIANO RISANAMENTO TUBERCOLOSI BOVINA E BUFALINA (Dec. CE 26/10/18; D.M. 15/12/95; Ord. 11/05/18; DGR 22/10/18; DDS 20/12/06) (igizoo05)

Soggetti interessati:

Ministero Salute (MISA), Regioni, Servizio Veterinario ASL, Servizio Veterinario Regionale (SVR), Istituto Zooprofilattico Sperimentale  (IZS) di Umbria e Marche e suo Osservatorio Epidemologico.

Allevatori con bovini e bufalini di età superiore a 6 settimane (compresi animali allo stato brado), e commercianti aventi stalle di sosta autorizzate dal Comune (previo parere favorevole di ASL e purchè separate dalle stalle adibite al ricovero di animali da macello).

Iter procedurale:

MISA adottato piano nazionale obbligatorio di eradicazione della tubercolosi bovina (TBC), con l’obiettivo di eliminare in 3 anni tale malattia dagli allevamenti di bovini e bufalini da riproduzione, allevamento, ingrasso esistenti nel territorio nazionale.

MISA, con Ordinanza del 11/05/2018, ha prorogato al 25/06/2019 le “misure straordinarie di polizia veterinaria in materia di tubercolosi bovina e bufalina”.

Regione Marche approvato con DDS 298 del 20/12/06 piano di controllo contro la tubercolosi bovina e bufalina nell’ambito del quale i detentori degli animali debbono:

  • identificare i capi nati in azienda od ivi introdotti da Paesi Terzi
  • rispettare le prescrizioni impartite da ASL;
  • mantenere aggiornato il registro di stalla, annotando i movimenti dei capi in entrata e in uscita
  • chiedere al veterinario ASL il rilascio della certificazione sanitaria, che deve accompagnare gli animali destinati a: macellazione; pascolo; riproduzione; stalle di sosta; centri di raccolta; mercati;
  • collaborare con il veterinario ASL nelle indagini epidemiologiche e nel prelievo di campioni per le prove di laboratorio;
  • mantenere gli animali in stalla fino alla comunicazione dell’esito degli esami, salvo autorizzazione di ASL per la loro macellazione.

Servizio veterinario ASL deve:

  • aggiornare la banca dati della profilassi e della relativa Anagrafe nazionale;
  • vigilare sulla corretta identificazione, registrazione e segnalazione dei movimenti degli animali, anche nei mattatoi;
  • saggiare i bovini e bufalini di età superiore a 42 giorni, anche se allo stato brado;
  • verificare l’esistenza dei requisiti per assegnare/mantenere la qualifica sanitaria di allevamento indenne;
  • eseguire indagini epidemiologiche in caso di sospetto o di infezione accertata;
  • impartire le prescrizioni per le operazioni di risanamento delle aziende infette ed impedire la trasmissione degli agenti patogeni all’uomo ed agli animali;
  • organizzare campagne di informazione presso gli allevatori, anche in collaborazione con le loro Organizzazioni, per illustrare il piano tubercolosi.

IZS di Umbria e Marche deve:

  • fornire consulenza ed assistenza ad ASL nel prelievo dei campioni;
  • eseguire le prove di laboratorio sui campioni inviati;
  • trasmettere la risposta delle prove eseguite ad ASL entro 7 giorni;
  • segnalare subito ad ASL i casi di positività rilevati sui campioni conferiti dai privati.

Osservatorio Epidemiologico di IZS deve:

  • raccogliere ed elaborare i dati provenienti dai servizi veterinari ASL e dallo stesso IZS da mettere a disposizione del Servizio Veterinario Regionale;
  • produrre relazioni semestrali sull’attività svolta e sui risultati ottenuti con il piano di sorveglianza adottato, da inviare al Servizio Veterinario Regionale;
  • collaborare con i veterinari ASL nell’esecuzione delle indagini epidemiologiche.

SVR deve:

  • istituire un Sistema informativo per la raccolta dei dati da utilizzare per modificare il piano di controllo;
  • definire gli obiettivi e verificarne il raggiungimento;
  • coordinare l’attività dei servizi veterinari delle ASL e mantenere i contatti con MISA ed IZS di Umbria Marche, trasmettendo loro dati sull’attività di sorveglianza realizzata nella Regione.

Servizi veterinari delle ASL eseguono attività di vigilanza su:

  • movimentazione degli animali in azienda e nelle stalle di sosta, dove possono essere introdotti solo:
  • capi scortati dalla certificazione rilasciata dal veterinario ASL, attestante loro provenienza da un allevamento ufficialmente indenne da tubercolosi;
  • animali di età superiore a 42 giorni provenienti da Stati membri o Paesi terzi non dichiarati ufficialmente indenni se sottoposti a prova allergica negativa nei 30 giorni precedenti lo spostamento. Se tale prova fornisce risultati dubbi o positivi, animale non viene introdotto nelle Marche;
  • animali di età superiore a 42 giorni provenienti da Stati membri o Paesi terzi dichiarati ufficialmente indenni da tubercolosi e passati attraverso stalle di sosta, se: sottoposti ad una prova allergica nella stalla di destinazione; tenuti separati dagli altri animali in attesa dei risultati della suddetta prova. Se tali risultati sono negativi questi animali possono essere riuniti agli altri animali dell’azienda. Esclusi gli animali da ingrasso se tenuti in ambienti distinti rispetto agli animali da riproduzione. Test della tubercolina (eseguito anche da veterinari liberi professionisti autorizzati da ASL) è a carico del detentore degli animali. Se gli animali in questione vengono introdotti privi del suddetto test, qualifica sanitaria dell’azienda viene sospesa, fino a quando gli animali non vengono sottoposti a 2 prove di tubercolina con esito negativo a distanza di 42 giorni, con spese a carico del detentore degli animali;
  • centri di raccolta, mercati, stalle di sosta, pascoli, dove saranno eseguiti controlli almeno mensili relativi a:
  • corretta identificazione dei bovini e bufalini presenti in questi luoghi
  • presenza della documentazione di accompagnamento
  • separazione degli animali da ingrasso da quelli da riproduzione
  • corretta compilazione del registro di carico e scarico e suo aggiornamento
  • stato sanitario degli animali
  • strutture di ricovero, o luoghi dove gli “animali stazionano per un tempo sufficiente”, dove sarà eseguito un controllo annuale sullo stato sanitario degli animali, mediante esecuzione di prove alla tubercolina su tutti i bovini e bufalini di età superiore a 42 giorni (salvo animali destinati al macello provenienti da un’azienda ufficialmente indenne e tenuti separati dagli animali da riproduzione)
  • animali macellati. Se da ispezione post mortem emerge lesioni riferibili alla tubercolosi, veterinari ASL debbono:
  • segnalare entro 8 giorni il caso al Servizio veterinario ASL di provenienza dell’animale, a cui inviano suo passaporto e Mod. 4, affinchè questo possa eseguire, entro 15 giorni, indagini e prove diagnostiche presso l’allevamento di provenienza;
  • prelevare campioni da trasmettere ad IZS per i relativi esami;
  • allevamenti con capi sospetti. Servizio Vetrinario ASL, in caso di lesioni sospette riscontrate post mortem sull’animale, provvede a:
  • eseguire un’indagine epidemiologica per: individuare “possibile modalità di ingresso dell’agente eziologico in azienda”; ricostruire la movimentazione degli animali da e verso l’allevamento;
  • sospendere sia la qualifica di allevamento indenne e sia l’autorizzazione alla vendita diretta del latte crudo al consumatore;
  • sequestrare tutti i bovini e bufalini dell’azienda, che non possono pertanto lasciare questa, salvo per macellazione;
  • segnalare il sospetto di focolaio (Modello riportato su BUR 2/07) ad Osservatorio Epidemiologico di IZS;
  • eseguire prova tubercolina su tutti i capi di età superiore a 42 giorni. Se la prova risulta negativa, il sospetto di tubercolosi decade e la qualifica viene restituita, mentre se positiva si ha dichiarazione di azienda infetta;
  • allevamenti con capi dubbi, a seguito dell’esecuzione di prove allergiche alla tubercolosi Servizio veterinario ASL deve:
  • eseguire un’indagine epidemiologica volta a: individuare “possibile modalità di ingresso dell’agente eziologico in azienda”; ricostruire i movimenti degli animali da e verso l’azienda;
  • sospendere la qualifica di allevamento ufficialmente indenne;
  • porre sotto sequestro i bovini e bufalini di azienda in attesa della ripetizione delle prove tubercoliniche, con conseguente loro trasferimento da azienda solo se destinati ad immediata macellazione;
  • ripetere la prova tubercolinica su tutti i capi dubbi entro 42 giorni. Se la 2° prova è negativa, la presenza di infezione viene esclusa e la qualifica sanitaria restituita all’allevamento. Se invece la 2° prova è positiva, azienda è dichiarata infetta;
  • allevamenti con 1 o più bovini e bufalini infetti, avendo reagito positivamente alla prova tubercolina, o malattia risulti clinicamente manifesta, o infezione sia stata evidenziata dalle ricerche di laboratorio. Servizio veterinario ASL deve:
  • sospendere la qualifica sanitaria, anche se 1 solo capo è infetto (da macellare entro 8 giorni) e tutti gli altri animali di età superiore a 6 settimane hanno reagito negativamente a 2 prove diagnostiche (la 1° eseguita 2 mesi dopo l’eliminazione del capo infetto e la 2° ad almeno 6 settimane di distanza), altrimenti la qualifica viene revocata fino a quando tutti gli animali reagiscono negativamente ad almeno 2 prove diagnostiche;
  • utilizzare, su parere favorevole del Servizio Veterinario Regionale e dell’Osservatorio Epidemiologico IZS, gamma interferone a scopo diagnostico. Se i risultati sono positivi, gli animali vanno abbattuti e gli allevatori indennizzati;
  • segnalare la presenza di focolaio (Modello riportato su BUR 2/07) ad Osservatorio Epidemiologico IZS;
  • capi infetti condotti al macello sotto controllo sanitario, muniti di Mod. 4 e di scheda di stalla (Mod. 2/33). Veterinario del macello al momento dell’abbattimento deve:
  • verificare la rispondenza dei dati identificativi dei capi con quanto riportato su Mod. 4 e Mod. 2/33;
  • comunicare entro 24 ore ad ASL di provenienza l’eventuale mancato arrivo degli animali infetti, specificandone i dati identificativi e l’azienda di provenienza;
  • sospendere, in presenza di irregolarità riscontrate, la macellazione e chiedere istruzioni ad ASL di provenienza dell’animale;
  • prelevare campioni da inviare al laboratorio di IZS;
  • rilasciare un attestato di avvenuta macellazione da trasmettere entro 7 giorni ad ASL di provenienza degli animali.

Mod. 4, scheda di stalla (Mod. 2/33), matrice del registro di macellazione (dove riportare gli estremi dei contrassegni degli animali infetti macellati) vanno conservati per almeno 5 anni

Negli allevamenti sottoposti a controllo è vietato:

  • impiegare vaccini antitubercolari o altri trattamenti capaci di alterare i risultati delle prove diagnostiche. Sono ammesse deroghe in particolari situazioni epidemiologiche, purchè autorizzate dal Servizio Veterinario Regionale;
  • eseguire prove tubercoline, se non autorizzate da ASL;
  • impiegare in stalla personale affetto da tubercolosi;
  • introdurre bestiame non scortato dal certificato veterinario attestante la sua provenienza da allevamenti ufficialmente indenni. Ogni arrivo va segnalato entro 8 giorni ad ASL ed i documenti di accompagnamento conservati a disposizione degli Organi di controllo;
  • spostare gli animali prima dei risultati delle analisi, salvo che per macellazioni autorizzate da ASL;
  • trasferire gli animali al pascolo se non provenienti da allevamenti ufficialmente indenni e se non sia garantita la separazione dagli altri animali

Allevamenti sono riconosciuti indenni qualora: tutti gli animali presentano risultati negativi a prove diagnostiche eseguite ad almeno 6 mesi  di distanza; introdotti solo bovini e bufalini muniti di certificato veterinario attestante la loro provenienza da allevamenti ufficialmente indenni (Eseguire prova tubercolina entro 15-42 giorni dal loro arrivo, mantenendoli in isolamento fino all’esito dei risultati).

ASL rilascia attestato di allevamento ufficialmente indenne (valido 1 anno) o di singolo capo indenne (Valido 15 giorni). MISA riconosce territorio di una Provincia/Regione come ufficialmente indenne quando il 99,8% degli allevamenti ubicati in tale Provincia/Regione risulta ufficialmente indenne. Commissione Europea, con Decisione 1983 del 28/10/18, ha riconosciuto le Province di Ascoli Piceno, Fermo, Ancona e Pesaro come ufficialmente indenni da tubercolosi bovina.

Se gli animali soggiornano oltre 15 giorni in stalle di sosta, veterinario ASL esegue controlli, almeno mensili, al riguardo rilasciando un attestato (valido 20 giorni) di provenienza da allevamento ufficialmente indenne. Commerciante deve tenere un apposito registro di carico e scarico in cui riportare: data di entrata ed uscita degli animali; contrassegni degli animali identificati; copia del suddetto certificato.

Allevatore invia domanda di rimborso per l’abbattimento dei capi infetti ad ASL, competente per territorio allegando:

  1. certificato di macellazione redatto dal veterinario, indicante la categoria di animale abbattuto;
  2. dichiarazione sostitutiva di notorietà (ai fini dell’aumento dell’indennità pari a 50%) attestante che l’allevamento al momento del controllo aveva meno di 10 capi.

Indennità di abbattimento non è concessa in caso di:

  • morte o abbattimento di urgenza del bestiame per qualsiasi causa;
  • animale introdotto in allevamento senza attestato del veterinario;
  • animale macellato oltre il termine fissato;
  • mancato rispetto delle norme sulla profilassi della tubercolosi e brucellosi.

Indennità è versata entro 90 giorni da invio della domanda. Interessato può beneficiare di un anticipo pari al 70% dell’indennità dovuta, se costituita una fidejussione, pari a 110% dell’importo richiesto.

Comuni, nel caso di fiere, mercati, esposizioni …, debbono costituire reparti specifici per i bovini ufficialmente indenni.

 

Sanzioni:

Chiunque contravvenga all’ordine di abbattimento dei capi infetti: multa di 180 €/capo non ucciso

Chiunque non rispetti le norme di polizia veterinaria in materia di profilassi contro le malattie infettive: multa da 250 a 1.250 €.

Chiunque non denuncia la malattia infettiva, o non rispetta l’ordinanza di MISA o di ASL: multa da 500 a 2.500 €.

Ali sanzioni sono ridotte  ad 1/3 se il pagamento avviene entro 60 giorni dalla notifica.

Allevatori che non sottopongono bovini e bufalini alle operazioni di eradicazione della tubercolosi: nessun contributo pubblico o prestito agevolato versato + divieto di commercializzare latte e prodotti derivati od animali vivi infetti o sospetti + esecuzione d’ufficio delle misure di profilassi con addebito delle spese a carico del trasgressore

 

Entità aiuto:

Regione Marche, con DGR 1378 del 22/10/2018, ha stanziato 119.718,54 € per interventi straordinari a sostegno degli allevatori bovini della Provincia di Macerata sottoposti a provvedimenti obbligatori da parte di ASL ai fini dell’applicazione del Programma di sorveglianza nei confronti di TBC (escluse le  imprese ricadenti nella clausola Deggendorf, cioè destinatarie di un ordine di recupero pendente a seguito della decisione della Commissione di dichiarare illegittimo o incompatibile l’auto erogato, ma comprese le aziende in difficoltà economica a causa delle perdite causate dalla epizoozia). Si prevede la concessione di un contributo “una tantum” per indennizzare gli allevatori di bovini dai danni subiti nel periodo 2016/2017 da TBC inerenti a:

  • valore di mercato degli animali abbattuti (definito in base alla media dei prezzi rilevati settimanalmente da ISMEA su 3 piazze italiane ed albollettino settimanale della Camera di Commercio di Macerata), al netto del ricavo della vendita degli animali macellati e degli eventuali indennizzi erogati da ASL e da assicurazione
  • perdita di reddito dovuta agli obblighi di quarantena, con conseguenti maggiori costi (esclusi quelli non direttamente collegati a TBC) sostenuti per: ingrasso dei vitelli impossibilitati ad essere venduti; incremento dei consumi di foraggi e mangimi a causa del mancato invio al  pascolo dei bovini; spese sanitarie e veterinarie, lettimi, acqua, assicurazione, combustibile, elettricità, noleggi passivi (maggiori spese calcolate rispetto a quanto ordinariamente sostenuto da azienda); oneri di manodopera per la custodia  ed alimentazione degli animali mantenuti in stalla per un periodo più lungo rispetto al normale.

L’aiuto è versato agli agricoltori entro 4 anni dalla data in cui si sono verificati i danni, purchè venga accertato che epizoozia non è stata causata (anche in termini di negligenza) dal beneficiario ed in entità mai superiore al 100% dei costi ammissibili

IVA non è ammissibile, salvo che questa non rappresenti un costo per l’allevatore

Commissione Europea eroga un contributo pari a 50% delle spese sostenute nel limite di:

  • 4,36 €/animale domestico sottoposto a tubercolinazzazione; 10,43 €/test del gamma interferone; 10 €/esame batteriologico con test PRC;
  • 375 €/capo macellato a titolo di indennizzo da versare ai proprietari degli animali abbattuti nell’ambito del programma di eradicazione