PIANO RISANAMENTO BRUCELLOSI OVI-CAPRINA

PIANO RISANAMENTO BRUCELLOSI OVI-CAPRINA (Dec. CE 21/12/92; Legge 615/64; D.M. 2/7/92, 10/11/92, 31/5/95; D.G.R. 21/12/09) (igizoo03)

Soggetti interessati:

Detentori (Persone fisiche o giuridiche responsabili anche temporaneamente degli animali) di ovini e caprini di età superiore a 6 mesi

Iter procedurale:

Ministero Salute con Ordinanza 11/05/2018 ha prorogato il 25/06/2019 le “misure straordinarie di polizia veterinaria in materia di brucellosi ovi caprina”.

Detentori animali debbono:

  • identificare capi nati in azienda od ivi introdotti da Paesi Terzi. Validi contrassegni applicati per Libri genealogici o piano di profilassi;
  • chiedere rilascio della certificazione sanitaria di scorta di animali destinati a macellazione o a riproduzione o a stalle di sosta, o a mercati, o a centri di raccolta, o a pascoli;
  • segnalare entro 7 giorni ad ASL introduzione capi in azienda o morte animali od aborti;
  • collaborare con veterinario ASL nell’esecuzione di indagini epidemiologiche e prelievo di campioni per prove di laboratorio;
  • mantenere animali in stalla fino a comunicazione esito prova sierologica salvo invio a macellazione dei capi autorizzata da ASL;
  • rispettare prescrizioni ed ordinanze impartite da ASL.

Veterinari liberi professionisti sono tenuti a segnalare casi di aborto e ritenuta placentare (Modello pubblicato su BUR 123/09) a servizio veterinario ASL e ad Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria e Marche.

Servizio veterinario ASL deve:

  • aggiornare banca dati della profilassi su SIVA ed anagrafi;
  • vigilare su corretta esecuzione procedure di identificazione, registrazione, segnalazione dei movimenti degli animali anche nei mattatoi;
  • vietare introduzione animali in azienda se non scortati da certificazione veterinaria attestante provenienza animali da allevamento ufficialmente indenne da brucellosi ovina e caprina; se di età superiore a 6 mesi non controllati mediante prova sierologica negativa mediante SAR e FdC nei 30 giorni precedenti e in allevamenti di destinazione (Spese a carico detentore animali). Animali in attesa risposta delle prove diagnostiche tenuti separati;
  • verificare esistenza requisiti per assegnazione e mantenimento di qualifica sanitaria delle aziende;
  • eseguire controlli periodici su stalla sosta, mercati, centri di raccolta e pascoli al fine di verificare mantenimento requisiti di autorizzazione e loro inserimento in anagrafe di allevamenti e pascoli al fine di verificare corretta identificazione di animali presenti in queste strutture, loro documentazione di scorta, separazione di animali destinati ad ingrasso da quelli da riproduzione, corretta compilazione del registro di carico e scarico e stato di aggiornamento di questo su SIVA, accertamenti diagnostici per stato sanitario animali;
  • eseguire almeno 1 volta nel biennio controllo su tutti gli allevamenti (Almeno 50% di aziende controllate ogni anno. Ogni anno comunque controllati tutti gli allevamenti che effettuano transumanza tra 20-90 giorni successivi a rientro), il cui risultato utilizzato per aggiornamento anagrafe aziende ovini presso ASL e Servizio veterinario regionale;
  • accertare stato sanitario degli allevamenti, mediante esecuzione prove sierologiche con test di sieroagglutinazione rapida (SAR) e fissazione del complemento (FdC), su animali di età superiore a 6 mesi presso strutture di ricovero o luoghi dove “animali stazionano per un tempo sufficientemente lungo” (Animali allevati allo stato brado);
  • prelevare campioni di sangue utilizzando materiale monouso per prove sierologiche su ovini e caprini di oltre 6 mesi, anche se allevati allo stato brado. Prelievi eseguiti anche da liberi professionisti autorizzati. Durante esecuzione prove sierologiche contro brucellosi:
  • vietato allontanare animali prima comunicazione esito analisi, salvo autorizzazione del veterinario ASL alla macellazione;
  • vietato uso di vaccini o altri trattamenti che possono interferire con prove per accertamento brucellosi, salvo specifica autorizzazione Assessorato Regionale Sanità su parere conforme del Ministero Sanità in caso di “particolari situazioni epidemiologiche”;
  • raccogliere aborti ed invogli fetali, al fine di individuare causa;
  • attuare campagne di sensibilizzazione e formazione di allevatori su questi temi coinvolgendo Organizzazioni di categoria;
  • eseguire indagine epidemiologica accurata in caso di riscontro di casi sospetti od infezione accertata. Se animale ha risposto positivamente alla SAR viene sottoposto, insieme a tutto l’allevamento, a FdC. Risultati possono dare:
  • capi positivi alla SAR e negativi alla FdC. Animali isolati e sottoposti a nuova prova SAR entro 15-21 giorni dalla prima (Su documento di scorta dei campioni riportare precedente risultato a SAR e FdC). Se FdC risulta negativa capo considerato non infetto;
  • capo positivo alla SAR e reattivo a FdC o negativo a SAR e reattivo a FdC: veterinario compila scheda di indagine epidemiologica (Modello riportato su BUR 123/09) da inviare a Osservatorio Epidemiologico Regionale; capi positivi a FdC sottoposti ad ulteriore prova sierologica a SAR e FdC a distanza di 15-21 giorni da precedente prelievo. Se reattività a FdC si mantiene inferiore a 20 Ul, animali sono considerati negativi per brucellosi, ma comunque abbattuti. Servizi veterinari ASL eseguono indagini ritenute idonee, incluso prelievo di organi da inviare ad Istituto Zooprofilattico Umbria Marche. In base ai risultati ottenuti da Istituto, ASL può decidere per apertura di focolaio o revoca del sospetto (qualora dopo macellazione dei capi positivi, non riscontrata brucellosi negli organi degli animali abbattuti), informandone Osservatorio Epidemiologico Regionale (Modello per estinzione focolaio riportato su BUR 123/09);
  • capi positivi alla SAR ed alla FdC, ma non rilevati sintomi clinici riferibili a brucellosi o situazione epidemiologica non tale da rilevare fattori di rischio per presenza di infezione: allevamento dichiarato sospetto di infezione; qualifica sanitaria sospesa; azienda posta sotto vincolo sanitario; capi positivi isolati ed identificati; veterinario ASL trasmette scheda indagine epidemiologica (Modello riportato su BUR 123/09) ad Osservatorio Epidemiologico Regionale avente valore di segnalazione di sospetto focolaio; tutti i capi presenti in azienda sottoposti dopo 15-21 giorni a nuova prova sierologica SAR e FdC (Campioni di sangue prelevato ad animali positivi a FdC da inviare ad Istituto Zooprofilattico accompagnati da documento in cui riportare dicitura “riprova sierologica su allevamento sospetto”); capi risultati positivi identificati, abbattuti e dalle carcasse prelevati organi da inviare ad Istituto Zooprofilattico per ricercare brucella (Sulla base accertamenti di questo decisa apertura di focolaio o revoca del sospetto); allevamento dichiarato infetto se isolata brucella; chiusura del sospetto comunicata (Modello riportato su BUR 123/09) a Regione tramite Osservatorio Epidemiologico Regionale; sospensione qualifica ogni volta manifestato sospetto di malattia;
  • intervenire in allevamenti infetti, cioè qualora 1 o più capi reattivi alla FdC con titolo superiore a 20 Ul, o isolata brucella da aborti, visceri, latte o in base a prove di laboratorio confermata presenza di brucella, o in caso di PCR per brucella positiva. In tal caso: qualifica sanitaria revocata; allevamento dichiarato infetto; eseguite indagini epidemiologiche per accertare “possibili vie di introduzione ed eventuali contatti con altri allevamenti” (Dati inviati a Regione tramite Osservatorio Epidemiologico aventi valore di segnalazione di apertura di focolaio); divieto di monta; identificazione ed isolamento animali infetti; vietata movimentazione animali da o verso allevamento; isolato latte prodotto da animali infetti da utilizzare solo all’interno di allevamento per alimentazione animali e dopo trattamento termico; raccolta latte di animali sani in contenitori separati ed identificati da inviare a caseifici per pastorizzazione prima della lavorazione (Ammessa lavorazione in azienda purché dotata di apposite attrezzature per risanamento termico autorizzate da ASL) e responsabile di caseificio dispone nel manuale di autocontrollo protocollo in cui garantito che trattamento termico attuato a temperature idonee; distruzione di feti, placente, agnelli nati morti, agnelli morti dopo nascita od altri animali morti (salvo quelli destinati ad esami di laboratorio); distruzione di fieno, paglia, strame od altro materiale venuto a contatto con animali o materiali infetti; disinfezione di attrezzature o mezzi di trasporto e distruzione di materiali venuti a contatto con animali infetti; raccolta e distruzione di letame e liquami provenienti da locali o ricoveri di animali infetti. ASL competente, su parere Assessorato Regionale Sanità, può decidere eliminazione di tutti i capi aziendali, compresi quelli sieronegativi per prevenire diffondersi epidemia (Di tale decisione Regione informa Ministero Salute);
  • eseguire macellazione capi infetti (Ovini e caprini positivi alla FdC con titolo superiore a 20 Ul; nel caso di focolaio accertato, abbattuti anche capi reattivi a SAR e FdC inferiori a 20 Ul) che debbono essere marcati entro 3 giorni da notifica riscontro positività da laboratorio da parte veterinario ASL, mediante asportazione parte mediana orecchio e condotti a macello autorizzato scortati da Mod. 4, scheda di stalla Mod. 2bis/33 (Se abbattimento fuori della zona territoriale ASL, Mod. 2bis/33 vistato da veterinario ASL che segnala invio animali ad ASL di destinazione), autorizzazione del Sindaco a loro spostamento. Veterinario macello prima di autorizzare abbattimento:
  • verifica rispondenza dati identificazione capi da macellare con quanto riportato su Mod. 2bis/33;
  • segnala entro 24 ore ad ASL di provenienza eventuale mancato arrivo animali infetti, specificando dati identificativi di animali infetti da abbattere ed azienda di provenienza;
  • rilascia attestato di macellazione da trasmettere entro 7 giorni ad ASL da cui provengono animali;
  • in presenza di irregolarità riscontrate, sospende macellazione e chiede istruzioni a servizio veterinario ASL di provenienza;
  • sequestra visceri, mammelle, sangue di soggetti infetti e li distrugge (salvo quanto necessario ad esami di laboratorio);
  • preleva da carcassa organi da inviare (Scheda riportata su BUR 123/09) ad Istituti Zooprofilattici per ricerca della brucella (Se macellati molti capi infetti, sentito Osservatorio Epidemiologico Regionale, prelievo su un campione di carcasse);
  • conservare per almeno 5 anni Mod. 4, scheda di stalla, autorizzazione allo spostamento, matrice del registro di macellazione dove riportati estremi contrassegno animale macellato, nonché marche auricolari di questi.

Abbattimento deve avvenire “secondo modalità tali da garantire sicurezza degli addetti alle operazioni”

  • impartire prescrizioni per risanamento di aziende infette anche al fine di evitare trasmissione di agenti patogeni a altri animali ed all’uomo. Dopo eliminazione capi infetti, nessun ovino e caprino può entrare od uscire da allevamento, salvo se destinato, con autorizzazione ASL, a macellazione. Ripopolamento avviene dopo che prove sierologiche alla SAR ed alla FdC eseguite dopo 6 settimane da eliminazione capi infetti su ovini e caprini di età superiore a 6 mesi hanno dato esito negativo e locali, attrezzature, contenitori, mezzi di trasporto, aree di carico e scarico usati per animali infetti sono stati disinfettati o distrutti sotto controllo ufficiale. Reimpiego di pascoli su cui hanno stazionato animali infetti solo dopo 60 giorni da allontanamento di questi. Ripresa dei controlli periodici in allevamento non prima di 6 settimane da allontanamento ultimo capo infetto e dopo disinfezione dei ricoveri
  • controllare ovini e caprini che effettuano transumanza od alpeggio o si spostano per motivi di pascolo (compreso pascolo vagante) almeno 1 volta all’anno, comunque al rientro nelle loro sedi invernali
  • cani al seguito di greggi transumanti debbono essere in regola con iscrizione anagrafe canina regionale e controllati sierologicamente. In caso di positività alla SAR o FdC non possono seguire greggi. In caso di presenza in azienda di animali sensibili a brucellosi, ASL adotta idonee misure “per contenimento ed eradicazione dell’infezione”.

Istituto Zooprofilattico Umbria e Marche deve:

  • fornire consulenza ed assistenza al servizio veterinario ASL nel prelievo campioni e letture prove di laboratorio;
  • eseguire prove di laboratorio su campioni inviati, segnalando subito ad ASL eventuali riscontri di positività rilevati e comunque inviando risposte delle prove eseguite entro 7 giorni.

Osservatorio Epidemiologico Regionale deve:

  • raccogliere ed elaborare dati provenienti dai servizi veterinari ASL per metterli a disposizione di Regione;
  • produrre rapporti su attività svolta e sui risultati ottenuti e relazioni su piano di sorveglianza da inviare a Regione;
  • collaborare con ASL nell’esecuzione delle indagini epidemiologiche.

Servizio Veterinario Regionale deve:

  • definire obiettivi di ASL e verificarne raggiungimento;
  • mantenere contatti con Ministero Salute e con Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria e Marche

Allevamenti riconosciuti ufficialmente indenni da ASL, ove sede ufficiale allevamento (anche in caso di transumanza), se:

  • animali aziendali non presentino casi di brucellosi da almeno 12 mesi;
  • assenti ovi-caprini vaccinati contro brucellosi salvo capi vaccinati da almeno 4 anni con REV1;
  • tutti ovi-caprini con oltre 6 mesi reagito con esito negativo a 2 prove sierologiche eseguite a distanza di 6 mesi;
  • costituiti solo da capi nati in azienda o provenienti da allevamenti ufficialmente indenni.

ASL rilascia attestato di allevamento ufficialmente indenne valido 1 anno. Attestato rinnovato qualora esito controlli abbia dato esito negativo.

ASL rilascia specifico certificato (Mod. 4), valido 15 giorni, per singoli capi ovi-caprini indenni da brucellosi appartenenti ad allevamenti ufficialmente indenni.

Regione dichiarata ufficialmente indenne se 99% allevamenti ufficialmente indenni, in quanto attestato che “nessun caso vi è stato ufficialmente confermato da almeno 5 anni e che vaccinazione non eseguita da almeno 3 anni“. Commissione Europea, con Decisione del 10/5/2011 riconosciuto Regione Marche ufficialmente indenne da brucellosi ovina e caprina

Allevatori possono utilizzare attestato per valorizzazione commerciale prodotti riportando dicitura “proveniente da allevamento ovi-caprino ufficialmente indenne da brucellosi”.

Per animali abbattuti, allevatore invia richiesta indennità abbattimento ad ASL competente, allegando:

  1. copia scheda stalla da cui risultino capi infetti avviati a macellazione;
  2. entro 60 giorni da abbattimento ultimo capo infetto, certificato macellazione redatto da veterinario.

Per favorire ripopolamento allevamento indennità aumentata di: 20% se capi abbattuti rappresentano 20-29% patrimonio aziendale; 30% se rappresentano 30-49%; 40% per perdite oltre 49% purché tutti i capi infetti abbattuti sostituiti entro 24 mesi “con altri capi sani provenienti da allevamenti ufficialmente indenni”

Indennità erogata entro 3 mesi da invio domanda.

Indennità non concessa qualora:

  • morte o abbattimento d’urgenza animali;
  • animali introdotti in allevamento senza prescritto attestato veterinario;
  • mancato rispetto delle norme di profilassi in merito alla brucellosi ovi-caprina;
  • animale macellato oltre il termine prefissato.

Comuni nelle mostre, fiere … debbono predisporre appositi reparti per animali riconosciuti indenni.

Sanzioni:

Chiunque contravvenga ordine di abbattimento capi infetti: multa di 200 € per capo non ucciso.

Chiunque non rispetti norme di polizia veterinaria in materia di profilassi contro malattie infettive: multa da 250 a 1.250 € (Ridotta ad 1/3 se pagamento entro 60 giorni da notifica)

Chiunque non denuncia malattia infettiva o non rispetta ordinanza autorità sanitaria: multa da 500 a 2.500 € (Ridotta ad 1/3 se pagamento entro 60 giorni da notifica).

Chiunque non sottopone animali ad operazioni di eradicazione della brucellosi: esclusi da ogni tipo di contributo pubblico o prestito agevolato + divieto commercializzazione di animali, latte e prodotti lattiero-caseari ottenuti in azienda + esecuzione operazioni di risanamento d’ufficio con spese a carico trasgressore

Se trovati in aziende animali privi di certificati o mancanti dei risultati delle prove sierologiche: sospensione qualifica sanitaria. Sospensione revocata se tutti gli animali di azienda sottoposti a 2 controlli sierologici a distanza di 30 giorni con esito favorevole.

Entità aiuto:

Commissione Europea eroga contributo a 50% delle spese sostenute:

  • nel limite di: 2,12 €/ovino-caprino sottoposto a campionamento; 0,24 €/prova del rosa bengala; 0,63 €/prova di fissazione del complemento; 10 €/esame batteriologico test PRC; 0,5 €/dose di vaccino acquistato.. D.M. 4/8/2011 stabilito che antigene rosa del bengala è prodotto da Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Abruzzo e Molise al costo di 0,11 €/dose, mentre antigene per fissazione del complemento miniaturizzato prodotto da Istituto Zooprofilattico di Lombardia ed Emilia al costo di 0,05625 €/dose (IVA esclusa);
  • per indennizzo da versare ad allevatori per animali abbattuti nell’ambito di tale programma nel limite di 50 €/animale macellato