PIANO RISANAMENTO BRUCELLOSI BOVINA

PIANO RISANAMENTO BRUCELLOSI BOVINA (Dec. CE 26/10/18; Legge 615/64; Ord. 11/05/18; D.M. 27/8//94, 12/8/97; D.G.R. 21/12/09) (igizoo04)

Soggetti interessati:

Ministero Salute (MISA), Regione, Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Umbria e Marche (TZS), Servizio Veterinario ASL, Servizio Veterinario Regionale (SVR), Organizzazioni professionali agricole (OO.PP).

Detentori di bovini e bufalini (Persone fisiche o giuridiche responsabili anche temporaneamente dei suddetti animali), compresi commercianti che attivano apposite stalle di sosta.

Sono esclusi gli allevamenti da ingrasso, purché introducono solo capi provenienti da allevamenti ufficialmente indenni e, se di età superiore a 12 mesi, sottoposti con esito negativo a prova sierologica, nei 30 giorni precedenti lo spostamento.

Iter procedurale:

MISA con ordinanza 11/05/2018 ha prorogato al 25/06/2019 le “misure straordinarie di polizia veterinaria in materia di brucellosi bovina e bufalina”.

Regione approvato con D.G.R. 21/12/09 il programma di sorveglianza della brucellosi bovina e bufalina che prevede l’esecuzione di una prova sierologica, ogni 2 anni, su tutti i capi bovini e bufalini, controllando comunque ogni anno almeno il 50% del patrimonio bovino e bufalino della Regione (in particolare controllati almeno 1 volta anno: animali al pascolo o transumanti entro 20-90 giorni dal loro rientro nelle sedi invernali; animali destinati alla produzione di latte da vendersi direttamente al consumatore).

Detentori di animali debbono:

  1. identificare capi nati in azienda od ivi introdotti da Paesi Terzi;
  2. segnalare entro 7 giorni ad ASL aborti e casi di ritenzione placentare verificatesi in azienda;
  3. chiedere a veterinario ASL rilascio certificazione sanitaria di scorta per animali destinati alla riproduzione, o stalle di sosta, o pascoli, o macellazione, o centri di raccolta;
  4. collaborare con veterinario ASL nell’esecuzione di indagini epidemiologiche e prelievo di campioni per prove di laboratorio;
  5. rispettare ordinanze e prescrizioni impartire da ASL;
  6. mantenere animali in stalla fino a notifica esito della prova, salvo invio a macellazione previa autorizzazione ASL.

Servizio veterinario ASL deve:

  1. aggiornare banca dati della profilassi su SIVA e relativa Anagrafe;
  2. vigilare su corretta identificazione, registrazione e segnalazione movimenti animali, anche nei mattatoi;
  3. saggiare bovini e bufalini di oltre 12 mesi, anche se allevati allo stato brado. (prelievi di sangue eseguiti anche da liberi professionisti autorizzati da ASL);
  4. verificare l’esistenza dei requisiti per l’assegnazione ed il  mantenimento della qualifica sanitaria dell’azienda;
  5. eseguire indagini epidemiologiche in caso di riscontro sospetto o accertamento di infezione, compilando scheda di segnalazione (Modello riportato su BUR 123/09) da inviare ad AZS;
  6. impartire prescrizioni per operazioni di risanamento aziende infette e per impedire trasmissione agenti patogeni ad altri animali ed uomo;
  7. organizzare campagne di informazione ad allevatori, anche in collaborazione con OO.PP, per illustrare contenuti norme di prevenzione in materia di brucellosi ed importanza segnalazione di aborti, nonché su D.G.R. 21/12/2009 e norme nazionali e comunitarie su brucellosi

IZS deve:

  1. fornire consulenza ed assistenza ad ASL nel prelievo campioni e lettura prove di laboratorio;
  2. eseguire prove di laboratorio su campioni inviati;
  3. segnalare subito ad ASL casi di positività rilevati e comunque inviare risposte delle prove entro 7 giorni da ricevimento campione.

Osservatorio Epidemiologico di IZS deve:

  1. raccogliere ed elaborare dati provenienti dai servizi veterinari ASL e da Istituto Zooprofilattico Sperimentale  da mettere a disposizione del SVR;
  2. produrre rapporti su attività svolta e sui risultati ottenuti dal piano di sorveglianza da inviare a SVR;
  3. collaborare con servizi veterinari ASL nell’esecuzione delle indagini epidemiologiche e riferire a SVR.

SVR deve:

  1. definire gli obiettivi e verificarne il raggiungimento;
  2. istituire un sistema informativo per la raccolta sistematica dei dati “verificare, adeguare, modificare i piani di controllo” (Schede di rilevazione pubblicate su BUR 123/09);
  3. mantenere contatti con MISA ed IZS.

Servizi veterinari delle ASL eseguono attività di vigilanza su:

  1. aborti o ritenzioni plancentari segnalati (Modello riportato su BUR 123/09) da detentori degli animali e dai veterinari liberi professionisti. Aborti ed  “invagli fetali” raccolti da ASL e inviati ad IZS per diagnosi;
  2. movimentazione degli animali in azienda, e nelle stalle di sosta. Introdotti solo capi scortati da una certificazione rilasciata dal veterinario ASL attestante la loro provenienza da un allevamento ufficialmente indenne da brucellosi e, negli animali di età superiore a 12 mesi e/o provenienti da Stati membri o Paesi non dichiarati indenni, sottoposti negli allevamenti di destinazione, ad una prova sierologica * nei 30 giorni precedenti lo spostamento con spese a carico del detentore dell’animale. In attesa dei risultati delle analisi, gli animali sono tenuti separati;
  3. centri di raccolta, mercati, stalle di sosta dei commercianti (da tenere separate da stalla adibita a animali da macello), pascolo. Animali sottoposti a controlli periodici per accertare mantenimento di autorizzazione relativi a: corretta identificazione dei bovini e bufalini presenti in tale struttura; separazione animali da ingrasso da quelli destinati a riproduzione; corretta compilazione del registro di carico e scarico e stato di aggiornamento di questo su SIVA; in caso di rinnovo di certificazioni sanitarie accertamenti diagnostici per verificare stato sanitario degli animali. Ogni anno Servizio veterinario ASL provvede a rivedere autorizzazioni a stalle di sosta, mercati, centri di raccolta e pascoli e loro inserimento nell’anagrafe;
  4. stato sanitario degli allevamenti, mediante prove sierologiche di SAR e FdC su animali di età superiore a 12 mesi eseguite presso strutture di ricovero o luoghi dove “animali stazionano per un tempo sufficiente”. Possono essere esclusi da controlli bovini e bufalini destinati a macellazione se allevati in allevamenti ufficialmente indenni e tenuti separati da bovini e bufalini da riproduzione;
  5. allevamenti e capi sospetti di brucellosi. È considerato sospetto di infezione bovino o bufalino che presenta sintomi clinici o lesioni anatomo-patologiche riferibili alla malattia.  Si può avere:
  • animale positivo a SAR e negativo a FdC che verrà isolato, non spostato da azienda, sottoposto a nuova prova sierologica dopo 15 – 21 giorni (Campioni scortati da mod. 2/33 indicante precedente risultato SAR e FdC). Se FdC risultata negativa animale considerato negativo per brucellosi; se FdC risultata positiva animale considerato infetto;
  • animale positivo a SAR e FdC che potrebbe non derivare da brucellosi in quanto positivo a FdC ma non rilevati sintomi clinici riferibili a brucellosi e “situazione epidemiologica è tale da non rilevare fattori di rischio per presenza di infezione”: allevamento dichiarato sospetto di infezione; qualifica sanitaria sospesa; animali positivi isolati; azienda posta sotto vincolo sanitario; veterinario ASL compila scheda di indagine epidemiologica (Modello riportato su BUR 123/09); eseguita dopo 15 – 21 giorni nuova prova sierologica su tutti i capi presenti in azienda (Campioni inviati ad IZS con dicitura “riprova sierologica su allevamento sospetto” ed indicazione capi sospetti di infezione); capi risultati positivi abbattuti e da carcassa prelevati organi da inviare ad IZS  per ricerca di brucella. Sulla base dei risultati di accertamenti servizio veterinario ASL decide apertura focolaio o revoca sospetto di infezione, segnalandolo ad Osservatorio Epidemiologico di IZS;
  1. allevamenti e capi infetti se 1 o più bovini e bufalini reattivi a SAR e FdC, o isolata brucella da aborti, visceri, latte, o prove epidemiologiche confermano presenza brucellosi in allevamento. In tal caso: qualifica sanitaria revocata, azienda dichiarata infetta, vietata la monta, animali infetti marcati, isolati e macellati sotto controllo ASL entro 30 giorni dalla notifica ad allevatore. Attuato risanamento o distruzione del latte proveniente da capi infetti, adottate da parte servizio veterinario ASL misure precauzionali tali da evitare diffusione malattia ad uomo ed altri animali.  Qualifica restituita (Evento comunicato ad IZS utilizzando scheda pubblicata su BUR 123/09) solo dopo abbattimento di tutti i bovini e bufalini presenti in azienda al momento della denuncia infezione, o bovini e bufalini di età superiore a 12 mesi forniscono risultati negativi a 2 prove SAR e FdC eseguite a 4 mesi di distanza (la 1° almeno 30 giorni dopo allontanamento di animali positivi). In caso di rischio di estensione focolaio, ASL può decidere di abbattere pure animali sieronegativi (Di tale operazione, Regione ne da comunicazione a MISA);
  2. capi infetti condotti a macello scortati da documenti di identificazione, Mod. 4 e scheda di stalla (Mod. 2/33) e sotto vincolo sanitario. Veterinario macello prima di abbattimento animale infetto:
  • verifica rispondenza dati identificazione capi con quanto riportato su documenti accompagnamento;
  • comunica entro 24 ore ad ASL di provenienza eventuale mancato arrivo animali infetti, specificando dati identificativi animali non arrivati;
  • in presenza di irregolarità riscontrate, sospende macellazione e chiede istruzioni ad ASL di provenienza animali;
  • rilascia attestato di avvenuta macellazione da trasmettere entro 7 giorni ad ASL di provenienza;
  • preleva campioni dal capo macellato e li invia ad IZS per ricerca di brucella;
  • conserva Mod. 4, scheda di stalla (Mod. 2/33), matrice del registro di macellazione (dove riportare estremi contrassegni di animali macellati), marche auricolari animali macellati per almeno 5 anni
  1. produzione di latte crudo da vendere direttamente al consumatore. In caso di sospensione qualifica di allevamento indenne da brucellosi, autorizzazione a vendita latte crudo sospesa fino a ripristino di qualifica sanitaria.

ASL rilascia certificato di allevamento ufficialmente indenne da brucellosi (Mod. N) qualora:

  1. bovini non presentano manifestazioni da brucellosi da almeno 6 mesi;
  2. non vi sono bovini vaccinati contro brucellosi, salvo femmine vaccinate da oltre 3 anni;
  3. bovini non hanno contatti con altri animali ricettivi da brucellosi di livello inferiore;
  4. animali di età superiore a 12 mesi presentano esito negativo a 2 prove sierologiche consecutive a distanza di circa 4-8 mesi;
  5. introdotti in allevamento solo animali provenienti da allevamenti ufficialmente indenni e se di età superiore a 12 mesi, risultati negativi al controllo sierologico eseguito nei 30 giorni precedenti ad introduzione nell’allevamento.

ASL procede a controlli annuali mediante 2 prove sierologiche a distanza di 3-6 mesi.

Allevatori possono utilizzare certificato ASL per valorizzare la propria produzione (Sui contenitori di latte riportare dicitura “proveniente da allevamento ufficialmente indenne”).

In caso di produzione latte crudo venduto direttamente a consumatore in sospensione qualifica, viene sospesa anche autorizzazione alla vendita fino al ripristino della qualifica sanitaria.

Allevatori chiedono ad ASL il rilascio dell’attestato di bovino ufficialmente indenne da brucellosi valido 15 giorni dal rilascio.

MISA può decretare il territorio di 1 Provincia o Regione ufficialmente indenne da brucellosi se il 99% degli allevamenti ivi presenti risultano indenni. In Province o Regioni indenni da almeno 2 anni, è sufficiente eseguire 1 controllo sierologico annuale negativo per mantenere la qualità. Commissione Europea, con Decisione 1983 del 26/10/2018 ha riconosciuto la Regione Marche ufficialmente indenne da brucellosi (elenco delle Regioni pubblicato su GUCE 317/18).

Per gli animali abbattuti, allevatore può ottenere un indennizzo, previo invio di domanda ad ASL allegando:

  • certificato di macellazione rilasciato dal veterinario (in cui specificata la categoria del bovino secondo la classificazione UE), entro 60 giorni da abbattimento dell’ultimo capo infetto;
  • dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante la presenza in stalla di meno di 10 capi al momento della diagnosi di animali infetti al fine di ottenere l’aumento dell’indennità del 50%.

Erogazione dell’indennizzo avviene entro 90 giorni dalla data di presentazione della domanda.

Nessun indennizzo concesso in caso di:

  • morte od abbattimento d’urgenza dei capi per qualsiasi causa;
  • animali introdotti in allevamento privi dell’attestato di ufficialmente indenni;
  • animali macellati oltre il termine fissato in notifica;
  • non rispettate norme in materia di profilassi della tubercolosi e brucellosi bovina.

Ripopolamento potrà avvenire solo dopo che bovini di età superiore a 12 mesi fornito esito negativo a prova sierologica. Per favorire ripopolamento, da attuare entro 24 mesi da abbattimento capi infetti, ad allevatori che non usufruiscano premio del 50% può essere concessa maggiorazione indennità del 20% se capi abbattuti rappresentano 20-29% capi aziendali; del 30% se rappresentano 30-49%; del 40% se rappresentano oltre 49% capi presenti in azienda.

Comune in caso di mostre, fiere, esposizioni deve predisporre appositi reparti per bovini riconosciuti ufficialmente indenni.

 

Entità aiuto:

Contributo pari a 50% delle spese sostenute:

  1. nel limite di: 2,97 €/animale domestico sottoposto a campionamento; 0,47 €/prova del rosa bengala; 0,25 €/test SAT; 0,49 €/prova di fissazione del complemento; 0,5 €/test di Elisa; 10 €/esame batteriologico test PRC; 0,5 €/acquisto di vaccino
  2. per indennizzo da versare ai proprietari di animali abbattuti nell’ambito di tale programma nella misura massima di 375 €/capo bovino macellato

 

Sanzioni:

Chiunque contravvenga ordine di abbattimento capi infetti: multa di 180 € per capo non ucciso.

Chiunque non rispetti norme di polizia veterinaria in materia di profilassi contro malattie infettive: multa da 250 a 1.250 € (Ridotta ad 1/3 se pagamento entro 60 giorni da notifica).

Chiunque non denuncia malattia infettiva o non rispetta ordinanza autorità sanitaria: multa da 500 a 2.500 € (Ridotta ad 1/3 se pagamento entro 60 giorni da notifica).

Se trovato animale bovino o bufalino senza prescritti certificati o senza prescritte prove sierologiche: qualifica sanitaria sospesa. Qualifica riassegnata se tutti i bovini e bufalini sottoposti a 2 controlli sierologici a distanza di 30 giorni con esito favorevole (Spese analisi a carico detentore animali)

Chiunque non sottopone bovini ad operazioni di eradicazione di brucellosi: nessun contributo pubblico o prestito agevolato + divieto commercializzazione di latte e prodotti lattiero-caseari, animali di allevamento + addebito spese per esecuzione d’ufficio operazioni di risanamento.