PIANO NAZIONALE PESCA

PIANO NAZIONALE PESCA (Legge 205/17, 10/11; D.M. 28/12/16)  (pesca30)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole Agroalimentari e Forestali (MIPAAF); Regioni; Associazioni nazionali delle cooperative di pesca riconosciute, Associazioni nazionali delle imprese di pesca rappresentate nel CNEL o sottoscrittrici del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore pesca, Associazioni nazionali delle imprese di acquacoltura, Organizzazioni sindacali sottoscrittrici del contratto collettivo nazionale di lavoro, Enti bilaterali riconosciuti dal contratto collettivo, Consorzi riconosciuti.

Imprese ittiche, singole od associate, iscritte nei registri dei Compartimenti marittimi della Regione.

 

Iter procedurale:

Approvato con D.M. 28/12/2015 il Programma Nazionale triennale della pesca ed acquacoltura 2017/19 finalizzato a tutelare l’ecosistema marino ed a garantire la competitività delle imprese di pesca nazionale, i cui beneficiari, secondo quanto previsto dalla Legge 10/11 come modificata dalla Legge 12/19, sono i soggetti di cui sopra. Programma comprendente:

  • introduzione, in cui definito contesto in cui collocato programma 2017/19
  • situazionedel settore della pesca e di acquicoltura in termini di:
  1. statodelle risorse biologiche per valutare stato di stock commerciali nei mari italiani, relativamente ai crostacei;
  2. analisidella flotta da pesca e condizioni socio economiche, evidenziandone processo di ridimensionamento nel periodo 2004/15;
  3. analisidel comparto di acquacoltura (pesci, molluschi, crostacei)
  • quadrocomunitario di riferimento, in termini di Politica Comune della Pesca (articolata in gestione di stock ittici, gestione attività di pesca fuori da UE, gestione organizzazione del mercato, gestione del finanziamento) e FEAMP (volto a indirizzare pescatori verso pesca sostenibile, aiutare comunità costiere a diversificare loro economie, finanziare progetti per creare nuovi posti di lavoro, agevolare accesso ai finanziamenti)
  • nuovapolitica italiana di pesca ed acquicoltura, articolata in specie demersali, grandi pelagici, piccoli pelagici, pesca ai molluschi, al fine di:
  1. razionalizzarecapacità del settore pesca;
  2. effettuareattività di monitoraggio e ricerca volte a raccogliere dati di tipo quantitativo e qualitativo e formulare piani di gestione;
  3. contrastarecatture di taglie illegali e di specie protette oltre limiti quote consentite;
  4. cooperaretra Stati per gestione sostenibile di capacità dei rispettivi settori nazionali di pesca;
  5. pianificareattività di cattura nelle aree di pesca, con creazione di riserve ed aree soggette a misure di riduzione dello sforzo temporaneo per ricostituzione e tutela di stock ittici;
  6. conteneresforzo di pesca con prosecuzione di fermi tecnici (temporanei o continuativi), anche prescindendo dal sostegno finanziario di cui sopra;
  7. eseguireazione di sensibilizzazione ed informazione nei confronti di operatori del comparto pesca per migliore gestione dei piani;
  8. migliorareorganizzazione mercato dei prodotti di pesca ed acquicoltura e promozione nei settori della trasformazione e commercializzazione;
  9. contrastareogni forma di pesca illegale;
  10. rinnovareassetto di governance che miri a: semplificare procedure di dialogo e coordinamento tra livello centrale e locale; migliorare modalità di confronto tra livello istituzionale ed operatori di pesca ed acquicoltura; definire Linee guida in cui “governance assume dimensione funzionale al soddisfacimento di obiettivo tipo di natura politica, economica, sociale, ambientale”; rilanciare processi virtuosi di crescita e competitività di pesca/acquicoltura tramite pianificazione attività di gestione di interventi e valutazione quantitativa e qualitativa dei risultati
  11. rinnovareimportanza assegnata a settore di acquicoltura
  • obiettivie strumenti. Programma 2017/19 incentrato su seguenti macrobiettivi:
  1. svilupposostenibile della pesca volto a “pieno adeguamento del settore ittico italiano a standard UE, maggiore equilibrio tra sforzo ed opportunità di pesca, ricostituzione di stock ittici e raggiungimento di obiettivi di sostenibilità ambientale, economico e sociale del settore”, da conseguire attraverso:
  • riduzionesforzo di pesca tramite: riduzione capacità (GT, kW) di flotta nazionale; contenimento attività di cattura in mare tramite fermi tecnici ed arresto temporaneo continuativo; applicazione misure tecniche ex  1967/06; attuazione Piani di gestione nazionali e locali per sistemi di cattura;
  • pianificazionespaziale area di pesca con chiusura permanente o temporanea di aree sensibili a cattura, tramite: tecnologia del remote sensing del GIS e modelli basati su analisi geostatistica e sviluppo di modelli bioeconomici in modo da prevedere gestione di pesca a breve termine su specie target e performance della flotta considerando catture, costi e ricavi;
  • intensificazioneattività di contrasto a pesca illegale e controllo a terra nei luoghi di sbarco e mercati, tramite: creazione di adeguato quadro di riferimento legislativo e regolamentare con meccanismo di registrazione delle flotte, dove riportare dati inerenti pesca illegale condotta e relative sanzioni a carico di armatore (sempre aggiornate); configurazione sistema di sanzioni proporzionali a gravità di violazione, individuazione capacità nazionali di monitoraggio, controllo, sorveglianza, repressione ed applicazione sanzioni (compreso monitoraggio e punizione di trasbordo del quantitativo di pescato illegale); dialogo con operatori per elaborare documenti guida per migliore gestione di apparati nazionali di contrasto a pesca illegale da parte di pescherecci (assenza di permessi, pesca in zone di divieto, pesca di specie non autorizzate, falsificazione ed occultamento di identità, ostacoli ad attività di ispettori). FEAMP sostiene attività di controllo, compresa quella di raccolta e scambio di dati ed informazioni utili su attività di PMI, in collaborazione con Associazioni dei pescatori
  1. svilupposostenibile di acquicoltura, volto a contrasto ad ogni forma di pesca illegale, promozione dialogo sociale, partecipazione di esperti del settore a processi decisionali, creazione di strumenti per favorire la competitività delle imprese, intensificare attività di ricerca, promozione del settore, sensibilizzazione opinione pubblica su sostenibilità attività di pesca ed acquicoltura e salubrità di prodotti ittici. Obiettivo da conseguire mediante:
  • innovazionee ricerca: promozione studi funzionali per pianificazione aree vocate ad acquacoltura in ambito di gestione integrata di zone costiere; attività di ricerca per individuare nuove specie atte ad ampliare gamma produttiva di acquicoltura marina italiana;
  • pianificazionespaziale coordinata, tramite sviluppo linee guida, strumenti tecnici (indicatori, protocolli, modelli di carryng capacity, sistemi georeferenziali) per pianificazione spaziale, identificazione aree vocate ad acquicoltura;
  • nuovetecnologie di produzione per aumento di competitività;
  • sviluppotecnologie innovative nel quadro di attività di allevamento integrato (specie e sistemi) per: aumentare competitività di imprese e gamma di prodotti ed innovazioni, ottimizzando gestione di allevamento e riducendo impatto ambientale; sviluppare tecnologie innovative e soluzioni ingegneristiche per produzioni di acquicoltura offshore (anche diversificate ed integrate con altre attività produttive); sviluppare nuove tecniche di allevamento per produzione di nuove specie per piscicoltura, molluschicoltura; sviluppare nuovi vaccini e presidi terapeutici per migliorare condizioni di biosicurezza e ridurre perdite aziendali; ricercare materie prime sostenibili (sostituzione farine di pesce) ed ingredienti alternativi per produzione di mangimi di qualità al fine di ridurre costi di produzione di piscicoltura marina e di acquicoltura; sviluppare nuove tecnologie per recupero di scarti di pesce e della relativa trasformazione in acquicoltura; sviluppare nuove tecnologie per migliorare processi di integrazione verticale in azienda e messa a punto di prodotti di acquicoltura funzionali per rispondere ad esigenze nutrizionali e preferenze di consumatori; sviluppare tecnologie e metodi di analisi per controllo di contaminazione chimica, microbiologica, micotossine nei prodotti di acquicoltura; sviluppare nuove tecnologie per produzioni giovanili di specie per interventi controllati di ripopolamento; ricercare nuove tecnologie per sviluppo di shelf life del pesce (soprattutto prodotti trasformati) e lavorazione, estrazione polpa di pesce, nuove tecnologie di packaging;
  • nuovetecnologie per riduzione input, mediante: sviluppo tecniche di “acquicoltura in blu” (uso più efficiente di acqua, nutrienti, antiparassitari e minimizzare impatti ambientali); nuove tecnologie per migliorare efficienza energetica, produzione di energia eolica, solare; riutilizzo di reflui, effluenti, scarti di lavorazione; ricerca per estensione ed uso di presidi chimico terapici per diverse specie allevate; sviluppo protocolli e nuove tecnologie per prevenzione di fughe nell’ambiente; creazione rete informativa integrata per aggiornare informazioni scientifiche disponibili su patologia di maggiore impatto in acquicoltura; sistemi innovativi per tracciabilità dei prodotti di acquicoltura e per implementare meccanismi di controllo; iniziative di sviluppo del mercato in contesto di sostenibilità ecologica;
  • sistemadi ricerca e conoscenza a supporto di impresa, mediante: migliore coordinamento (evitare duplicazioni) tra Università, centri di ricerca, aziende; migliore uso dei risultati della ricerca con sviluppo di strumenti idonei al trasferimento della conoscenza;
  • qualitàe sicurezza delle produzioni ittiche, mediante: definizione criteri di sicurezza, credibilità, qualità e tracciabilità dei prodotti di acquicoltura presso consumatori; consumo responsabile e sostenibile mediante politiche informative basate su conoscenza qualità del prodotto e sua sostenibilità; approfondimento rapporto tra le varie fasi della filiera produttiva e sicurezza; qualità e conservabilità del prodotto; rapporto tra composizione e qualità delle materie prime di mangime; qualità e sicurezza di uso del prodotto; metodica di allevamento e sicurezza/qualità del prodotto; caratterizzazione di scarti di pesca e loro sottoprodotti per impiego quali alimenti per acquicoltura; valorizzazione molluschicoltura per ruolo ecologico ed elevate caratteristiche alimentari; valorizzazione produzioni ittiche di lagune per loro valenza ecologica; promozione di filiera corta
  • competitivitàdelle imprese da conseguire mediante:
  • strumentiassicurativi e finanziari, quali: sostegno ad evoluzione strutturale ed organizzativa per competitività di singole imprese di pesca ed acquicoltura (tenere conto di sostenibilità ambientale, qualità di produzione, innovazione, sicurezza sul lavoro, accesso al credito), potenziamento investimento in filiera, ricambio generazionale tramite servizi di supporto per start up di nuove imprese;
  • Fondo di solidarietà riguardante: eventi meteomarini; risarcimento a famiglie di marittimi deceduti per cause di servizio; episodi di grave inquinamento; perdita di reddito di impresa di acquicoltura (almeno 30%) per interruzione raccolta di molluschi per ragioni di ordine sanitario (almeno 25%); emergenze ambientali o incidenti in mare o eventi climatici avversi per fondi di mutualizzazione(Danno almeno pari a 30%);
  • partecipazionedel mondo associativo di armatori e pescatori e sindacale alla definizione delle priorità strategiche della programmazione 2017/19. Si vuole promuovere crescita delle relazioni tra Amministrazioni ed addetti attraverso: disponibilità di adeguate risorse finanziarie da “non tradursi in eccessivo sfruttamento di ecosistema delle risorse ittiche, anche per consentire a mondo assicurativo di assumere sempre maggiori ruoli e responsabilità nell’ottica di pesca ed acquicoltura sostenibile”; garanzia di meccanismo trasparente e semplificato di accesso ed utilizzo delle risorse; rispetto standard minimi di sicurezza nel luogo di lavoro; garanzia misure di protezione e sicurezza sociale nell’esercizio di professione; rafforzamento sostenibilità occupazionale in termini di reddito e ricambio generazionale; previsione di misure complementari od alternative per copertura di reddito minimo; distribuzione equa di benefici nel settore; opportunità di utilizzo di risorse ed introiti in investimenti di carattere tecnologico ad impatto sostenibile; nuove professionalità nel comparto a livello di base e specializzato (apprendimento permanente) sia per sostenere dialogo con amministrazioni centrali e locali, sia per condividere informazioni di carattere tecnico scientifico, sia per diffondere tali conoscenze presso pubblico al fine di sensibilizzarlo a conservazione di ecosistema marino e risorse ittiche. Sistema associativo assume ruolo di controllo e prevenzione, monitoraggio e sorveglianza ambientale, pulizia di fondali, collaborazione con Istituti scientifici attivi nel settore;
  • promozionee sensibilizzazione, tramite campagne mirate a: consumatori per recuperarne attenzione nei confronti del prodotto ittico; operatori del settore su temi della sostenibilità e rispetto delle norme di tutela ambientale;
  • ricercascientifica, pubblica e privata, rivolta a: conservazione della biodiversità; elaborazione di modelli di variabili biologiche ed economiche per osservazione di standard di qualità e sicurezza alimentare del prodotto ittico nel rispetto di caratteristiche tipologiche di ogni specie; diffusione dei risultati per consentire ad operatore del settore pubblico di venire a conoscenza della “risorsa blu” e suo sfruttamento sostenibile; verifica impatti delle misure sullo stato delle risorse. Processo di modernizzazione della pesca comprende promozione di strumenti di informazione e digitalizzazione del sistema (definizione di sistema di controllo remoto, pianificazione spaziale di pesca ed acquicoltura, elaborazione modelli bioeconomici per valutare effetti di misure tecniche adottate su realtà sociale ed economica). Processo prevede diretto coinvolgimento di pescatori e loro associazioni e sindacati
  • monitoraggiodel Programma 2017/19 basato su:
  • creazionedi organismo di partecipazione di rappresentanti di Ministero ed Enti locali convocati periodicamente per discutere e confrontare risultati conseguiti;
  • produzionerapporti su tematiche di particolare rilievo;
  • consultazionecostante con operatori del comparto pesca ed acquicoltura, tramite loro Associazioni nazionali, e canali di comunicazione ed informazione, nonché organizzazione di eventi mirati alla partecipazione di esperti e tecnici in materia;

Valutazione del Programma 2017/19 ispirato a:

  • principi, regole, norme vigenti in sistemi internazionali e regionali di riferimento;
  • indicatoriadottati nel rispetto dei principali sistemi internazionali (in particolare conduzione di analisi quantitative di natura economica, sociale ed ambientale);
  • misurazionegrado di soddisfacimento partecipativo e funzionale da parte di operatori del settore

 

Entità aiuto:

Per periodo 2017/19 stanziati:

  • 720 € per 2017, 84.356 € per 2018 e 85.720 € per 2019 per missioni connesse ad attuazione Piano triennaledi pesca
  • 0 € per funzionamento tecnico di organi previsti per razionalizzazione e sviluppo di pesca marittima
  • 501 € per 2017, 55.561 € per 2018 e 60.501 € per 2019 per gestione e funzionamento del sistema di statistiche pesca
  • 078 € per 2017, 112.829 € per 2018 e 117.078 € per 2019 per attuazione del sistema di rilevazione su andamento congiunturale di mercato e consumi in materia di pesca ed acquicoltura
  • 605 € per 2017, 605 € per 2018 e 605 € per 2019 per attuazione programma in relazione astrumenti assicurativo finanziari, stato delle ricerche, metodi di divulgazione di queste
  • 0 € per Fondo di solidarietà pesca
  • 683.427 € per 2017, 1.656.644 € per 2018 e 1.683.427 € per 2019 per associazioni di categoria e organismi specializzati per realizzare programmi di sviluppo del settore pesca, in particolare nel campo di formazione, informazione e qualificazione professionale
  • 403 € per 2017, 273.974 € per 2018 e 278.403 € per 2019 per promozione diAssociazionismo sindacale e finanziamento di opportunità occupazionali
  • 012.441 € per 2017, 966.939 € per 2018 e 1.012.441 € per 2019 per ricerca scientifica e tecnologia applicata a pesca marittima
  • 0 € per Fondo centrale credito peschereccio
  • 0 € per svolgimento campagne di educazione alimentare per pesca marittima
  • 0 € per contributi ad iniziative a sostegno di attività ittica
  • 0 € per incentivi a cooperative e iniziative tendenti a sviluppo di Associazionismo, compreso adeguamento e potenziamento delle strutture immobiliari
  • 0 € per specifiche iniziative volte a realizzare centri di servizio promossi da Organizzazioni sindacali nazionali, compreso adeguamento e potenziamento di strutture immobiliari

 Legge 205/17 ad art. 1 comma 123 incrementa di 12.000.000 € per anno 2019 la dotazione finanziaria del Programma 2017/19.

Legge 205/17 ad art. 1 comma 125, modifica la Legge 154/16, istituendo il Fondo antibracconaggio ittico con dotazione di 1.000.000 € per anno 2018, 2019, 2020 al fine di potenziare i controlli nelle acque interne da parte dei Carabinieri Forestali. Ministero della Difesa definisce con decreto modalità di utilizzo del Fondo. Regioni possono incrementare Fondo con proprie risorse di bilancio nel rispetto del decreto in questione.

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