NORME COMMERCIALI PER DOP/IGP VINO

NORME COMMERCIALI PER DOP/IGP VINO (Reg.  1308/13, 33/19, 34/19)  (vino68)

Soggetti interessati:

Produttori vitivinicoli che intendono commercializzare prodotti vitivinicoli mediante denominazione di origine protetta (DOP) o indicazione geografica protetta (IGP) o menzione tradizionale

Iter procedurale:

Commissione con Reg. 33/19 e 34/19 ha definito le modalità per quanto concerne le DOP/IGP e menzioni tradizionali nel settore vitivinicolo che prevede:

–          contenuti della richiesta di denominazione che può essere inviata anche da un singolo produttore, se:

a)risulta l’unica persona interessata,

b)zona geografica delimitata in modo preciso, facendo riferimento a confini fisici o amministrativi, possiede caratteristiche tali  da differire notevolmente da quelle delle zone limitrofe,

c)caratteristiche del prodotto differiscono da quelle dei prodotti delle zone limitrofe,

fermo restando che, pur se la DOP/IGP è costituita o contiene il nome dell’azienda, altri produttori possono utilizzarlo, purché nel rispetto del disciplinare di produzione. La domanda di protezione è ammessa se risulta debitamente compilata e munita del documento unico riepilogativo, contenente: nome da proteggere con la DOP/IGP; Stato membro o Paese Terzo in cui ricade zona delimitata; tipo di indicazione geografica richiesta; descrizione del vino; categoria dei prodotti vitivinicoli; rese massime per ha.; indicazione delle varietà di uve da cui ottenuti vini; definizione della zona geografica delimitata; eventuali pratiche enologiche utilizzate nell’elaborazione del vino e relative restrizioni applicate alla suddetta elaborazione; eventuali norme specifiche in materia di condizionamento (imbottigliamento da attuare in una zona geografica ricadente all’interno della DOP/IGP, o nelle sue immediate vicinanze, evidenziandone i motivi connessi alla tutela della qualità o alla sua origine o al controllo del prodotto nel rispetto delle norme UE sulla libera circolazione delle merci) ed etichettatura. Documento unico deve comprendere inoltre:

a)nel caso di DOP, una descrizione del legame vigente tra quantità/caratteristiche del prodotto ed ambiente geografico, i cui fattori naturali ed umani hanno caratterizzato la qualità e caratteristiche del vino (evidenziare elementi del prodotto o del metodo di produzione giustificativi di tale legame);

b)nel caso di IGP, descrizione del legame vigente tra la qualità specifica, reputazione o altre caratteristiche del prodotto e la sua origine geografica, corredata da una dichiarazione attestante su quali fattori si basa tale attribuzione

Se la domanda riguarda diverse categorie di prodotti vitivinicoli, gli elementi attestanti il legame vigente debbono essere illustrati per ogni prodotto vitivinicolo interessato

Il disciplinare di produzione può prevedere deroghe alla zona geografica delimitata, se la produzione avviene in una zona ubicata nelle sue immediate vicinanze, o in una zona situata nella stessa unità amministrativa, o, in caso di DOP/IGP transfrontaliera, se sussiste un accordo tra gli Stati membri interessati. Disciplinare di produzione può anche consentire di vinificare vino spumante DOP o vino frizzante DOP nelle immediate vicinanze della zona delimitata se ciò avveniva prima del 1 Marzo 1986

–          modalità di invio della domanda di protezione da parte dello Stato membro nel rispetto delle procedure nazionali (compresa fase di opposizione), corredata da:

a)riferimento alla pubblicazione del disciplinare;

b)dichiarazione attestante che la domanda presentata soddisfa tutte le condizioni prescritte;

c)documento unico da intendersi quale sintesi del disciplinare, contenente le informazioni di cui sopra;

d)opposizioni alla richiesta ammissibili pervenute nell’ambito della procedura nazionale, compresi gli eventuali procedimenti giudiziari in atto che potrebbero incidere sulla domanda di protezione.

Se la domanda di protezione riguarda una zona geografica situata in un Paese Terzo, va inviata alla Commissione, direttamente o tramite Paese Terzo, dal singolo produttore/gruppo di produttori aventi un interesse legittimo. Stato membro o Paese Terzo o richiedente di Paese Terzo che presenta domanda diventa il destinatario di ogni comunicazione da parte della Commissione, che controlla entro 6 mesi l’assenza di errori palesi nella domanda e documento unico. Se la domanda è inammissibile, Commissione comunica all’Autorità dello Stato membro/Paese Terzo o al richiedente del Paese Terzo i motivi del rigetto, fissando il termine per ritirare o modificare la domanda o presentare osservazioni al riguardo. Se vengono apportate modifiche sostanziali al disciplinare di produzione, queste sono oggetto di una specifica pubblicazione prima dell’invio alla Commissione, in modo da consentire ad ogni persona fisica/giuridica interessata di presentare eventuali opposizioni. Se Stato membro/Paese Terzo o richiedente non pone rimedio alle carenze rilevate entro il termine fissato, Commissione respinge la domanda, comunicando la decisione a tali soggetti (evidenziare motivi di inammissibilità). Commissione pubblica ogni mese l’elenco dei prodotti viticoli per cui viene richiesta la DOP/IGP, specificando: nome di Stato membro o Paese Terzo o richiedente; data di invio della domanda

–          modalità di invio della dichiarazione di opposizione (Modello Allegato II pubblicato su G.U.CE 9/19) contenente: riferimento al nome, pubblicato su G.U.CE, oggetto di opposizione; nome e recapiti dell’Autorità/persona oppositrice; descrizione dell’interesse legittimo della persona fisica/giuridica oppositrice (non necessaria per Autorità nazionali); motivi dell’opposizione; informazioni su “fatti, prove, osservazioni presentate a sostegno dell’opposizione”. Opposizione è corredata da:

1)       prova dell’esistenza di un marchio già depositato/registrato ed utilizzato

2)       prova della reputazione e notorietà del marchio preesistente, evidenziandone luogo, durata, portata e natura

Dichiarazione di opposizione è ammissibile se:

1)       perviene alla Commissione entro il termine fissato;

2)       risulta conforme alle prescrizioni di cui sopra;

3)       dimostra che la domanda di protezione o sua modifica è incompatibile con le norme della DOP/IGP, in quanto la registrazione del nome protetto si trova in conflitto con art. 100 e 101 del Reg. 1308/13 o compromette i diritti del titolare di un marchio avente un nome omonimo o composto (contiene termine identico a quello da registrare) o similare a quelli di prodotti vitivinicoli che si trovano legalmente sul mercato da almeno 5 anni;

4)       dimostra l’interesse legittimo della persona fisica/giuridica oppositrice

Se ritiene l’opposizione inammissibile, la Commissione ne comunica motivi alla persona fisica/giuridica oppositrice. Se invece ritiene l’opposizione ammissibile, la Commissione invita entro 4 mesi dalla pubblicazione su G.U.CE della domanda di protezione, l’Autorità o persona fisica/giuridica oppositrice e quella che ha presentato domanda di protezione a confrontarsi per periodo di 3 mesi (ammessa proroga di 3 mesi).

Ai fini della consultazione, i soggetti coinvolti si trasmettono reciprocamente le informazioni utili alla valutazione della conformità della domanda di protezione. Se le parti in causa raggiungono un accordo, i soggetti presentatori della richiesta di protezione notificano alla Commissione i risultati delle consultazioni entro 1 mese dalla loro conclusione (soprattutto se queste hanno determinato modifiche sostanziali al disciplinare), affinché la Commissione riesamini la domanda. Se nessuna modifica viene apportata (o solo modifiche marginali), la Commissione conferisce protezione alla DOP/IGP richiesta. Se nessun accordo viene raggiunto, richiedente della protezione notifica comunque i risultati della consultazione alla Commissione, che decide se conferire la protezione, o respingere la domanda

–          concessione da parte della Commissione di un periodo transitorio (fino a 5 anni) di utilizzo di una denominazione costituita o contenente un nome che viola art. 103 del Reg. 1308/13, purché presentata al riguardo una dichiarazione di opposizione ammissibile attestante che il conferimento della protezione a tale nome compromette: l’esistenza di un nome o contenente un termine identico da registrare; nomi similari di prodotti vitivinicoli già presenti legalmente sul mercato da almeno 5 anni dalla data di pubblicazione della richiesta di protezione. Periodo transitorio può essere prorogato a 15 anni se viene dimostrato che l’uso della denominazione:

1)       avvenuto in modo leale e costante durante almeno i 25 anni precedenti

2)       non ha mai inteso sfruttare la “reputazione del nome registrato e non ha indotto né potuto indurre in errore il consumatore quanto alla vera origine del prodotto”

3)       si riporta, in modo ben visibile, in etichetta il Paese di origine

Al fine di consentire a tutti i produttori interessati di osservare il disciplinare di produzione, Stato membro può concedere una protezione transitoria (mai superiore a 10 anni a partire dalla data di invio della domanda alla Commissione), purché:

1)       operatori commercializzano legalmente i prodotti vitivinicoli utilizzando tali nomi per almeno 5 anni consecutivi;

2)       nella procedura nazionale di opposizione evidenziate difficoltà temporanee all’uso della menzione;

3)       periodo transitorio viene indicato nel fascicolo della domanda

Questa protezione transitoria è valida solo a livello nazionale e cessa nel momento in cui la Commissione concede la protezione DOP/IGP o domanda di protezione viene ritirata. Se il prodotto non risulta protetto ai sensi del Reg. 33/19, le conseguenze della protezione transitoria  nazionale ricadono esclusivamente su Stato membro, senza incidere sugli scambi internazionali

–          modifica al disciplinare avviene tramite:

1)       una procedura di opposizione a livello UE (modifiche della Unione) qualora modifica: riguarda una variazione relativa al nome della DOP/IGP o una variazione, o soppressione, o aggiunta di categoria di prodotti vitivinicoli; possa potenzialmente invalidare il legame vigente con il territorio di origine; comporti restrizioni alla commercializzazione del prodotto. Domanda di modifica (Modello Allegato IV pubblicato su G.U.CE 9/19) contiene: nome protetto oggetto di modifica; nome del richiedente; descrizione del suo interesse legittimo; voce del disciplinare oggetto di modifica; descrizione della modifica proposta con relative motivazioni; documento unico consolidato compilato in ogni sua parte; se presentata da Paesi Terzi o loro produttori, prova attestante la conformità alla disciplina in materia di protezione della DOP/IGP vigenti nel Paese Terzo stesso. Commissione esegue verifiche sulle richieste di “modifica della Unione” inviate, accertandone la completezza e conformità alle precedenti prescrizioni. Se le ritiene ammissibili, le pubblica su G.U.CE al fine di raccogliere eventuali opposizioni (Approvazione riguarda solo le modifiche riportate nella domanda). Se invece la richiesta è giudicata inammissibile, l’Autorità dello Stato membro/Paese Terzo viene informata in merito ai motivi dell’inammissibilità

2)       sua gestione a livello di Stato membro/Paese Terzo (modifiche ordinarie), in cui rientrano anche le modifiche temporanee del disciplinare dovute all’imposizione da parte di Autorità pubbliche di misure sanitarie e fitosanitarie obbligatorie o connesse a calamità naturali o condizioni meteo sfavorevoli. Modifica presentata dal richiedente che aveva inviato domanda di protezione o da un altro soggetto interessato (In questo caso Stato membro consente al primo di formulare osservazioni nel merito della modifica) prevede invio di una comunicazione (Modello Allegato V pubblicato su G.U.CE 9/19) contenente: nome protetto oggetto della modifica; descrizione della modifica da apportare e sintesi dei motivi che la rende necessaria; decisione di approvazione della modifica; documento unico modificato; in caso di prodotti originari di Paesi Terzi, prova che modifica è applicabile nel Paese Terzo e relativo disciplinare di produzione modificato. Allegare dichiarazione dello Stato membro attestante che la modifica soddisfa i requisiti del Reg. 1308/13. SeStato membro, in cui ricade la zona geografica di DOP/IGP, ritiene ammissibile la comunicazione: approva e rende pubblica la modifica ordinaria insieme al documento unico ed al disciplinare consolidato modificato; notifica alla Commissione la decisione di approvare la modifica entro 1 mese dalla sua pubblicazione. Se modifica comporta la variazione del documento unico, Commissione pubblica la descrizione della modifica ordinaria ed il documento unico modificato su G.U.CE entro 3 mesi dalla notifica dello Stato membro/Paese Terzo. Modifiche ordinarie sono applicabili nel territorio UE solo dopo la loro pubblicazione su G.U.CE. Se l’area geografica oggetto di DOP/IGP si estende su più Stati membri, ognuno di essi segue la procedura precedente e la modifica ordinaria diventa applicabile “solo dopo l’ultima decisione nazionale di approvazione”, comunicata alla Commissione entro 1 mese dalla sua pubblicazione. Se 1 o più Stati membri non adottano alcuna decisione, gli altri Stati membri interessati possono presentare domanda di modifica a UE

3)       modifica temporanea, la cui comunicazione (Modello Allegato VI pubblicato su G.U.CE 9/19) comprende: nome protetto oggetto di modifica; descrizione della modifica con relativi motivi giustificativi; in caso di prodotti originari di Paesi Terzi, prova che modifica è applicabile nel Paese Terzo, e relativo disciplinare di produzione modificato. Allegare dichiarazione dello Stato membro, in cui ricade zona geografica oggetto di DOP/IGP, attestante che la modifica soddisfa i requisiti del Reg. 1308/13.. Modifiche temporanee sono approvate e  rese pubbliche dallo Stato membro in questione, nonché comunicate alla Commissione insieme ai motivi della modifica proposta entro 1 mese dalla decisione nazionale di approvazione. Se l’area geografica protetta ricade in più Stati membri/Paesi Terzisi applica la stessa procedura della modifica ordinaria. Modifiche temporanee di prodotti vitivinicoli originari di Paesi Terzi sono comunicate, direttamente o tramite Autorità di Paese Terzo, alla Commissione con i relativi motivi da parte del singolo produttore o gruppo di produttori avente interesse legittimo entro 1 mese dalla sua approvazione. Commissione pubblica tali modifiche entro 3 mesi dalla loro notifica (Da tale data la modifica temporanea può ritenersi applicabile nel territorio UE)

–          iscrizione da parte della Commissione nel Registro delle DOP/IGP, istituito ai sensi del Reg. 1308/13, riportando: nome da proteggere; numero di fascicolo; nome protetto come DOP/IGP; nome del Paese di origine; data di registrazione; riferimento all’atto con cui il nome è stato protetto; riferimento elettronico al documento unico ed alla pubblicazione del disciplinare. In caso dell’approvazione di una modifica al disciplinare, che comporta la variazione dei dati riportati nel Registro, la Commissione aggiorna il Registro con i nuovi dati a partire dalla decisione di approvazione della modifica. Non appena la cancellazione acquista efficacia, Commissione elimina il nome della DOP/IGP dal Registro. Informazioni relative alla protezione od alle modifiche o alla cancellazione sono pubblicate su G.U.CE  e rese pubbliche

–          richiesta di cancellazione della DOP/IGP (Modello Allegato VII pubblicato su G.U.CE 9/19), pubblicata su G.U.CE, contiene: nome protetto di cui si chiede la cancellazione; nome e recapiti dell’Autorità o persona fisica/giuridica che chiede la cancellazione; descrizione dell’interesse legittimo del richiedente; indicazione dei motivi della cancellazione (quali: mancato rispetto del disciplinare; mancata commercializzazione per almeno 7 anni consecutivi dei prodotti come DOP/IGP); informazioni su fatti, prove ed osservazioni presentate a sostegno di cancellazione (eventuali documenti giustificativi vanno allegati). Richiesta di cancellazione è ammissibile se conforme alle precedenti prescrizioni e basata su motivi convincenti. Se la richiesta è dichiarata non ammissibile, Commissione comunica all’Autorità di Stato membro o Paese Terzo o persona fisica/giuridica richiedente i motivi del diniego. Dichiarazioni motivate di opposizione alla cancellazione sono ammesse se dimostrano l’utilizzo commerciale del nome registrato da parte del soggetto terzo interessato

–          produttori, dopo l’invio alla Commissione della domanda di protezione della DOP/IGP, possono indicarla in etichetta o nella pubblicità, avvalendosi di loghi ed indicazioni nazionali, mentre simboli di UE indicanti DOP/IGP o dicitura “denominazione di origine protetta” o “indicazione geografica protetta” possono figurare solo dopo la pubblicazione della decisione di riconoscimento della DOP/IGP. Per Italia  il riferimento a “denominazione di origine protetta” è ammesso per vini: Asti; Marsala; Franciacorta. Se la domanda di protezione viene respinta, i prodotti etichettati come sopra sono commercializzabili fino ad esaurimento delle scorte

–          produttori che intendono effettuare a produzione o condizionamento di un prodotto DOP/IGP informano Autorità competente

–          nell’esecuzione dei controlli, le Autorità competenti e gli Organismi di controllo/certificazione accreditati (in quanto offrono adeguate garanzie di obiettività ed imparzialità; dispongono di personale qualificato e delle risorse necessarie per svolgere le suddette funzioni) procedono nel caso di una DOP/IGP ricadente in una zona geografica di Paese Terzo, ad una verifica annuale del rispetto del disciplinare attuata sia durante la fase di produzione, sia durante/dopo il confezionamento. Paese Terzo per vini beneficiari di una DOP/IGP è tenuto ad inviare alla Commissione:

1)       informazioni relative all’Autorità designate o gli Organismi di certificazione incaricati di eseguire le suddette verifiche annuali;

2)       informazioni relative agli elementi oggetto di controllo;

3)       attestazione che il vino oggetto di controllo soddisfa le condizioni della DOP/IGP

Verifica annuale, riguardante anche vini beneficiari di protezione nazionale transitoria, viene attuata tramite: esame organolettico ed analitico del prodotto nel caso di DOP; esame organolettico ed analitico o solo esame analitico del prodotto nel caso di IGP; rispetto delle condizioni riportate nel disciplinare di produzione. Esame analitico/organolettico consiste in:

1)       analisi chimica e fisica del vino relativa a: titolo alcolometrico totale ed effettivo; zuccheri totali espressi in fruttosio e glucosio; acidità totale e volatile; anidride solforosa totale;

2)       analisi complementare del vino inerente all’anidride carbonica (per vini frizzanti e spumanti calcolata in bar ad una sovrappressione a 20°C) e ad ogni altra caratteristica prevista dalla normativa nazionale o dal disciplinare di produzione

3)       esame organolettico visivo, olfattivo, gustativo

Controlli, attuati su campioni anonimi di vino (prelevati in ogni fase del processo di produzione e condizionamento, in entità adeguata rispetto ai vini detenuti dall’operatore), mirano a dimostrare che il prodotto corrisponde alle caratteristiche previste dal disciplinare della DOP/IGP

Verifica è attuata nello Stato membro di produzione, mediante:

1)       controlli di tipo casuale, in base ad un’analisi del rischio (selezionare numero minimo degli operatori a controllo);

2)       controlli a campione (assicurarsi, in base al loro numero, natura e frequenza che questi siano rappresentativi della intera zona geografica delimitata e del volume dei prodotti vitivinicoli commercializzati);

3)       controlli sistematici.

In deroga la verifica può essere eseguita presso il centro di condizionamento situato in un Paese diverso da quello di produzione, purché le Autorità competenti e gli Organismi di controllo dei diversi Stati membri interessati collaborano tra loro

Autorità, ai fini di accertare il rispetto del disciplinare, procede ad eseguire controlli in loco: presso locali di operatori per verificare se questi sono in grado di rispettare le condizioni previste dal disciplinare; sui prodotti, in qualsiasi fase del processo produttivo e di condizionamento, in base ad un piano ispettivo di cui operatore è a conoscenza

–          controlli sono eseguiti in base ad un’analisi del rischio, finalizzata a prevenire o far cessare l’uso illegale di DOP/IGP nei prodotti ottenuti o commercializzati sul territorio dello Stato membro. Al riguardo adottate tutte le misure necessarie (di tipo amministrativo e giudiziario) per contrastare l’inosservanza delle prescrizioni (v. prodotti non conformi, commercializzati senza DOP/IGP), nonché designate le Autorità incaricate di applicare tali misure (nominativi con relativi indirizzi di queste trasmesse alla Commissione). Nel caso di DOP/IGP transfrontaliere, la verifica è attuata dall’Autorità di uno degli Stati interessati. Stato membro definisce la tariffa a carico degli operatori assoggettati ai controlli a copertura delle spese sostenute per l’istituzione ed il funzionamento del sistema di controllo

–          Autorità, ai fini di accertare rispetto del disciplinare, procede al controllo in loco: presso locali di operatori per verificare se questi sono in grado di rispettare condizioni previste dal disciplinare; sui prodotti in qualsiasi fase del processo produttivo e di condizionamento in base ad un piano di ispezione di cui operatore viene messo a conoscenza

–          produttori che intendono effettuare produzione o condizionamento di un prodotto DOP/IGP ne informano Autorità competente. Stato membro stabilisce la tariffa a carico degli operatori assoggettati ai controlli a copertura delle spese sostenute per istituzione e funzionamento del sistema del controllo

–          domanda di protezione di menzione tradizionale (v. scheda “Menzioni tradizionali”)

–          documentazione ed informazioni per l’applicazione delle precedenti disposizioni inviate alla Commissione in lingua ufficiale UE tramite sistemi forniti da Stati membri, compresa posta elettronica (nel caso di Autorità competenti o Organizzazioni professionali rappresentative di Paesi Terzi tramite posta elettronica, utilizzando modelli riportati in Allegati da I a VI pubblicati su G.U.CE 9/19). Trasmissione e messa a disposizione delle informazioni da parte di Commissione ad Autorità di Stati membri avviene tramite sistemi di Commissione, mentre tramite posta elettronica ad Autorità competente, Organizzazione professionale rappresentativa di Paese Terzo e persone fisiche/giuridiche aventi interesse legittimo che a loro volta possono rivolgersi a Commissione per ottenere informazioni. Comunicazioni e documentazione si considerano presentate alla data di ricevimento della Commissione con conseguente attribuzione di numero del fascicolo ad ogni nuova domanda di protezione o di modifica, comunicazione concernente suddette domande di modifica ordinaria o temporanea. Ricevuta comprende: numero di fascicolo; nome di interessato; data di ricevimento

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