MALTRATTAMENTI ANIMALI (Legge 473/93; D

MALTRATTAMENTI ANIMALI (Reg. 1099/09; Legge 189/04; D.Lgs. 116/92, 131/13)    (zoo13)

Soggetti interessati:

Chiunque alleva, commercializza, utilizza animali per sport, lavori o ricerche deve evitare dolore fisico ad animali.

Iter procedurale:

Comunità Europea, con Reg. 1099/09, ha definito misure per la protezione durante abbattimento di animali “allevati o detenuti per produzione di alimenti, lana, pelli, pellicce o altri sottoprodotti, nonché abbattimento di animali a fini di spopolamento e operazioni correlate”, con esclusione di:

a)       abbattimenti di emergenza (Animali feriti od affetti da malattia procurante dolore e sofferenza acuti se non esiste altra possibilità per alleviare tali sofferenze), al di fuori dei macelli o qualora osservanza di tali disposizioni comportano rischio immediato e grave per salute o sicurezza della persona. Adottato piano di emergenza che prevede anche metodi di stordimento ed abbattimento previsti, tenendo conto di “dimensioni e localizzazione del sospetto focolaio”, comunque garantendo sempre “ogni azione per tutela benessere degli animali nelle migliori condizioni possibili”. Autorità competente può concedere deroghe se compromessa salute umana o “rallentato in modo significativo processo di eradicazione della malattia”. In caso di emergenze persona che ha in custodia animali deve prendere idonei provvedimenti per un loro rapido abbattimento;

b)       animali abbattuti durante esperimenti scientifici eseguiti sotto controllo ASL, attività venatorie o di pesca ricreativa, eventi culturali o sportivi;

c)       volatili da cortile, conigli, lepri macellati fuori dai macelli dai loro proprietari per uso domestico privato.

Durante abbattimento ed operazioni correlate (stabulazione, immobilizzazione, stordimento, dissanguamento) debbono essere risparmiati agli animali “dolori, ansia, sofferenze evitabili”. A tal fine operatori adottano provvedimenti tali da garantire che animali:

a)       ricevono conforto fisico e protezione, tenendoli puliti ed in condizioni termiche adeguate, evitando loro cadute o scivolamenti;

b)       siano protetti da ferite;

c)       siano custoditi tenendo conto del loro comportamento naturale;

d)       non mostrano segni di dolore o paura evitabili o comportamenti animali;

e)       non soffrono per mancanza prolungata di cibo o acqua;

f)        non siano costretti a interagire con altri animali che potrebbe avere effetti dannosi per loro benessere.

Al riguardo strutture ed attrezzature costruite, mantenute ed utilizzate in modo da garantire rispetto delle suddette condizioni. In particolare modalità di configurazione, costruzione e attrezzature dei macelli riportate in Allegato II del Reg. CE 1099/09 pubblicato su G.U.CE 303/09. Operatori nella richiesta di autorizzazione evidenziano per ogni macello: numero massimo di animali/ora per ogni linea di macellazione; categorie di animali e peso per cui consentito uso dei dispositivi di immobilizzazione e stordimento; capacità massima per ogni area di stabulazione. Autorità Stato membro valuta tali informazioni prima di rilasciare autorizzazione al macello. Commissione Europea può concedere deroghe per unità mobile di macellazione.

Individuato in ogni macello responsabile della tutela benessere animale in possesso certificato di idoneità che “può esigere che personale del macello intraprende azioni correttive necessarie a garantire rispetto norme comunitarie”. Competenze del responsabile portate a conoscenza del personale, comprese quelle di tenere registro in cui annotare tutti i provvedimenti per migliorare benessere animali nel macello (Registro conservato per almeno 1 anno e mostrato ad Autorità). Responsabile non necessario per strutture in cui macellati meno di 1.000 mammiferi o 150.000 volatili o conigli (Tasso di conversione in Unità Bestiame Adulto – UBA pari a: 1 per bovini adulti ed equini; 0,5 per altri bovini; 0,2 per suini di peso vivo superiore a 100 kg.; 0,15 per altri suini; 0,1 per ovini e caprini; 0,05 per agnelli, capretti, suinetti di peso vivo inferiore a 15 kg.

Animali abbattuti solo previo stordimento con “perdita di coscienza e di sensibilità mantenuta fino alla morte di animale”. Metodi presenti in Allegato I del Reg. CE 1099/09 pubblicato su G.U.CE 3030/09 (quali: dispositivo a proiettile captivo penetrante o non penetrante; arma a proiettile libero; macerazione; dislocazione cervicale; colpo da percussione alla testa; elettronarcosi con applicazione di corrente limitatamente alla testa, o a testa e corpo; bagni di acqua; biossido di carbonio ad alta concentrazione o in 2 fasi o associato a gas inerti; gas inerti; monossido di carbonio in forma pura o associato ad altri gas; iniezione letale), che non comportano morte immediata sono seguiti “quanto più rapidamente possibile da procedura che assicuri la morte, quali dissanguamento, enervazione, elettrocuzione, prolungata anossia”. Metodi ufficiali di abbattimento modificati da Commissione, tenendo conto dei progressi scientifici e tecnici e del benessere degli animali. Metodi non applicati se animali sottoposti a particolari metodi di macellazione imposti da riti religiosi, purché macellazione attuata presso macello.

Operatori predispongono piani di abbattimento animali ed operazioni correlate che per quanto concerne stordimento debbono tenere conto delle raccomandazioni del fabbricante metodo impiegato, dati scientifici disponibili relativamente a metodo applicato, misure da adottare se animale non perfettamente stordito.

Persona che effettua abbattimento ed operazioni correlate deve essere in possesso di certificato di idoneità, che ne attesti capacità di: cura animali prima della loro immobilizzazione; immobilizzazione animali in vista abbattimento; stordimento di animali; valutazione efficacia dello stordimento; sospensione o sollevamento di animali vivi; dissanguamento di animali vivi; macellazione. Operazione da eseguire comunque “senza causare agli animali dolori, ansia o sofferenze evitabili”. Certificato di idoneità conseguibile a seguito partecipazione a corso di formazione e superamento di esame finale attinente a categoria di animali interessati: svolto presso Organismo delegato in possesso di idonea competenza, personale, attrezzature, nonché “imparziale e libero da qualsiasi conflitto di interessi” (Elenco di Organismi accreditati messi a disposizione del pubblico). Nel certificato di idoneità rilasciato, a seguito dichiarazione del richiedente che “non ha commesso infrazioni gravi in materia di protezione degli animali nei 3 anni precedenti”, riportare categorie di animali, tipo di dispositivi, operazioni di cui sopra per cui certificato è valido. Possibile rilasciare certificati temporanei di idoneità se: richiedente iscritto a corsi di formazione; richiedente presta la usa opera in presenza e controllo di altra persona in possesso di certificato di idoneità. Certificato temporaneo ha validità di non oltre 3 mesi; non rilasciato in precedenza al richiedente altro certificato temporaneo od impossibilitato a sostenere esame. Riconosciute qualifiche ottenute per altri scopi equivalenti a certificati di idoneità emanate da altri Stati membri (Elenco di qualifiche equiparate reso pubblico e costantemente aggiornato).

Controlli su corretta applicazione metodi di stordimento in modo da accertarsi che animale non presenti segni di coscienza o sensibilità al momento della morte, attuati su campione rappresentativo e con frequenza dedotta da risultato precedenti controlli. Se da controlli emerge che animale non perfettamente stordito prendere idonee misure. Se animali abbattuti senza essere preventivamente storditi, responsabile macellazione effettua controlli per accertare che animale non presenta segni di coscienza o sensibilità prima della morte o segni di vita prima di scottatura.

In particolare animale immobilizzato, vietando sistemi che prevedono per bovini: capovolgimento o altre posizioni innaturali (salvo riti religiosi) o “limitano movimenti laterali e verticali della testa”; sospensione o sollevamento di animali coscienti (salvo volatili); stringere meccanicamente o legare arti o zampe animale (salvo volatili); recidere midollo spinale; utilizzo scariche elettriche.

Prodotti venduti come dispositivi per immobilizzazione e stordimento animali solo se corredati da adeguate istruzioni per uso, quali: specie, categorie, quantitativi e/o peso di animali cui destinato dispositivo; metodi raccomandati di utilizzo; metodi di controllo della loro efficacia; raccomandazioni per loro manutenzione (Al riguardo operatori debbono tenere registro di manutenzione, conservato per almeno 1 anno, nonché dispositivi di riserva di immediata sostituzione di quelli non funzionanti).

In caso di macellazione di animali (Esclusi volatili da cortile, conigli e lepri) effettuate dal proprietario ai fini di consumo domestico, o in caso di macellazione di volatili da cortile, conigli e lepri per “fornitura diretta di piccoli quantitativi di carne da parte del produttore al consumatore finale o a strutture locali di vendita al dettaglio” (Commissione Europea determina numero massimo di animali oltre il quale si debbono applicare le normali procedure di macellazione), occorre risparmiare ad animale dolori, ansia o sofferenza evitabili, abbattendoli solo dopo averli storditi da persona in possesso di certificato di idoneità, evitando di applicare metodi di immobilizzazione vietati.

Nel caso di importazione carni da Paesi Terzi corredare certificato sanitario con attestato che dimostri osservanza di corretta procedura di macellazione.

Stati membri predispongono “guida di buone pratiche” di macellazione da diffondere tra Organizzazioni di operatori, tenendo conto di pareri scientifici e di Organizzazioni non governative. Guide inviate a Commissione Europea, perché vengano convalidate e registrate in apposito elenco messo a disposizione di Stati membri.

Nel caso di abbattimenti a seguito operazioni di spopolamento, Stato membro invia entro 30 Giugno a Commissione Europea relazione contenente: motivi di spopolamento; numero e specie di animali abbattuti anno precedente; metodi di stordimento ed abbattimento usati; descrizione difficoltà incontrate e soluzioni individuate per alleviare sofferenze di animali; eventuali deroghe concesse.

Autorità competente Stato membro deve assicurarsi adeguato sostegno scientifico relativamente a: riconoscimento macelli; sviluppo nuovi metodi di stordimento; istruzioni fornite su uso e manutenzione corretta dei dispositivi di stordimento ed immobilizzazione; guide di buone pratiche di macellazione; ispezioni in strutture di macello. Stato membro individua referente scientifici che si interfaccia con pubblico, Commissione, analoghe realtà in altri Stati membri. Autorità competente può:

a)       chiedere ad operatore di modificare procedure operative (in particolare rallentare od interrompere produzione) o di aumentare frequenza dei controlli o modificarne procedure;

b)       sospendere o ritirare certificati di idoneità rilasciati a persona non più idonea;

c)       sospendere o revocare delega ad Organismo terzo di esecuzione esame per certificato idoneità;

d)       chiedere modifica per istruzione uso dispositivi di immobilizzazione e stordimento.

Stati membri comunicano a Commissione:

a)       disciplina delle sanzioni adottate in caso di violazione delle norme di cui al Reg. 1099/09, informando poi di qualunque modifica introdotta;

b)       eventuali disposizioni nazionali “intese a garantire maggiore protezione degli animali durante abbattimento”, in particolare per stordimento ed abbattimento animali fuori dai macelli, macellazione di selvaggina di allevamento, macellazioni attuare secondo riti religiosi. Misure adottate  anche “sulla scorta di nuove prove scientifiche” notificate a Commissione, che le porta ad attenzione di altri Stati membri ed entro 1 mese le approva o respinge. In caso di approvazione, Commissione può decidere di modificare stesso Reg. 1099/09. Stato membro non può impedire circolazione di prodotti di animali abbattuti in altro Stato membro in conformità a disposizione CE “adducendo a motivo che questi non sono stati abbattuti secondo disposizioni nazionali”.

Commissione invia a Parlamento e Consiglio Europeo:

a)       relazione inerente eventuali adozione metodo di protezione pesci durante abbattimento “tenendo presenti aspetti legati al benessere di animali ed impatto socioeconomico ed ambientale”;

b)       relazione su sistemi di immobilizzazione dei bovini che prevedono capovolgimento o altre posizioni innaturali, corredati da eventuali proposte di modifica legislativa;

c)       relazione su vari metodi di stordimento per volatili da cortile (v. dispositivi multipli di stordimento con bagni di acqua).                                               

Per qualunque tipo di ricerca o sperimentazione, con esclusione di pratiche agricole (v. Marcatura, pratiche veterinarie, governo bestiame …) occorre procedere a:

–          comunicazione in bollo a Ministero Salute, Regione, Prefettura, Comune, ASL in cui riportare:

a)       generalità responsabile progetto di ricerca;

b)       sede stabilimento autorizzato in cui effettuati esperimenti;

c)       estremi autorizzazione concessa;

d)       fini della ricerca dimostrando che esperimento necessario per conseguire obiettivi ricerca;

e)       specie animale necessaria e motivazione della scelta;

f)        durata della sperimentazione, personale addetto, veterinario responsabile;

–          richiedere a Ministero Salute autorizzazione in deroga nei casi di:

a)       sperimentazione su animali senza anestesia. Autorizzazione concessa se accertato che anestesia   causa trauma maggiore su animale;

b)       sperimentazioni su primati non umani, su cani e gatti. Ammessi in casi eccezionali qualora “essenziali per verifiche medico-biologiche e ricorso ad altri animali non rispondenti agli scopi dell’esperimento”;

c)       sperimentazioni su animali in via di estinzione. Autorizzazione concessa solo se dimostrato che tali animali sono gli unici adatti allo scopo o indispensabili per conservazione della specie;

d)       sperimentazioni che comportano gravi lesioni o forti dolori;

e)       sperimentazioni a scopo didattico;

f)        sperimentazioni aventi durata superiore a 3 anni.

Ministero concede autorizzazioni solo a precise condizioni e purché non sia possibile procedere altrimenti.

Provenienza animali generalmente da allevamento. Prelievo animale da ambiente (Escluso comunque ricorso ad animali randagi) regolato da Comune. Per animali selvatici a rischio, autorizzazione concessa solo ad Università, CNR, musei di storia naturale.

Stabilimenti di allevamento o fornitori autorizzati da Comune, mentre stabilimenti utilizzatori di animali per ricerca sono autorizzati da Ministero Salute. Autorizzazione concessa previa:

a)       individuazione responsabile stabilimento;

b)       verifica personale in numero adeguato e con idonee conoscenze “in modo da assicurare il benessere ed il controllo degli animali”;

c)       adeguatezza delle strutture e delle condizioni igienico-sanitarie;

d)       tenuta aggiornata dei registri di carico e scarico, vidimato da Comune o Ministero Salute da conservare per almeno 3 anni, in cui annotare:

  • nelle strutture di allevamento: numero animali nati, morti e forniti; contrassegno identificazione; specie animali; data fornitura; generalità del destinatario;
  • negli stabilimenti di utilizzazione: numero animali introdotti; contrassegno identificazione; specie animali; data arrivo e di utilizzo; destino finale animali.

Stabilimento di utilizzazione entro 31 Marzo invia a Ministero relazione in cui “indicati i dati relativi ad impiego degli animali a fini sperimentali nell’anno precedente”.

Controlli circa “condizione di benessere e salute degli animali allo scopo di evitare danni durevoli, inutili sofferenze ed angoscia” svolti da veterinario.

Ministero Salute, tramite ASL, e Comune verifica mediante sopralluoghi aziendali, applicazione norme su protezione animali in sede di sperimentazione. 

Stato e Regioni possono promuovere, nell’ambito dei programmi didattici della scuola ed Istituti di ogni ordine e grado, interventi di educazione degli alunni in materia di etologia comportamentale degli animali e del loro rispetto, anche mediante prove pratiche.

Vigilanza sui reati relativi ai maltrattamenti degli animali affidata a Polizia di Stato, Arma Carabinieri, Corpo Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Corpo polizia municipale e provinciale e per quanto riguarda gli animali da affezione anche a guardie giurate delle Associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute

In base a D.Lgs. 131/13 è competenza di Ministero Salute, Regione, ASL procedere ad accertamento ed applicazione sanzione.   

Sanzioni:

Chiunque per crudeltà e senza necessità causa la morte di un animale: arresto da 4 mesi a 2 anni

Chiunque per crudeltà e senza necessità provoca lesioni ad animale o lo sottopone a sevizie o a comportamenti innaturali o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, o somministra ad animali sostanze stupefacenti o vietate, o li sottopone a trattamenti che provocano loro danno alla salute: arresto da 3 a 18 mesi o multa da 5.000 a 30.000 €. Sanzione aumentata del 50% in caso di morte dell’animale.

Chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che determinano sevizie per animali: arresto da 4 mesi a 2 anni + multa da 3.000 a 15.000 €. Sanzione aumentata da 33% al 50% in caso di scommesse clandestine o “al fine di trarne profitto per sé od altri, ovvero se ne deriva la morte ad animale”.

Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono mettere in pericolo integrità fisica: arresto da 1 a 3 anni + multa da 50.000 a 160.000 €. Sanzione aumentata da 33% al 50% se tali attività effettuate “in concorso o con minorenni o di persone armate”, od utilizzando videoriproduzioni o materiale contenente scene od immagini dei combattimenti o curando la ripresa o la registrazione in qualsiasi forma dei combattimenti.

Chiunque allevano o addestrano animali o ne risultano proprietari o detentori destinandoli, sotto qualsiasi forma, anche tramite terzi, alla partecipazione dei combattimenti: arresto da 3 mesi a 2 anni + multa da 5.000 a 30.000 €

A queste sanzioni si aggiunge confisca dell’animale (salvo che appartenga a persona estranea al reato) che vengono affidati ad Associazioni od Enti individuati con decreto Ministero Salute + sospensione da 3 mesi a 3 anni di attività di trasporto, commercio, allevamento degli animali. In caso di recidiva: interdizione dall’esercizio di attività.

Tali norme non si applicano nel caso di leggi speciali in materia di caccia, pesca, allevamento, macellazione degli animali, sperimentazione scientifica, attività circense, giardini zoologici, manifestazioni storiche e culturali autorizzate.

Chiunque abbandona animali domestici, o che abbiano acquisito attitudini della cattività, o detiene animali in modo incompatibile con la loro natura “e produttive di gravi sofferenze”: arresto fino a 1 anno o multa da 1.000 a 10.000 €

Chiunque utilizza cani e gatti per produzione e confezionamento di pelli, pellicce, capi di abbigliamento, articoli di pelletteria, nonché chiunque commercializza o introduce le stesse sul territorio nazionale: arresto da 3 mesi ad 1 anno o multa da 5.000 a 100.000 € + confisca e distruzione del materiale.

Chiunque non adotta prescritte misure per operazioni abbattimento al fine di evitare inutili sofferenze ad animali: multa da 2.000 a 6.000 €

Se strutture impiegate durante operazioni di abbattimento non idonei: multa da 2.000 a 6.000 €

Persona responsabile di macellazione che procede ad abbattimento animali senza preventivo stordimento o non accerta loro morte prima di subire scottatura: multa da 1.000 a 3.000 €

Operatore che non pianifica operazioni di abbattimento o le esegue in modo non standard: multa da 1.000 a 3.000 €

Operatore che non esegue procedure standard di stordimento animale: multa da 2.000 a 6.000 €

Operatore che non mette a disposizione di ASL le procedure operative standard seguite: multa da 1.000 a 3.000 €

Operatore che abbatte animali da pelliccia non in presenza di persona con certificato di idoneità o non comunica preventivamente ad ASL quando abbatte animali: multa da 2.000 a 6.000 €

Operatori che fanno eseguire operazioni di macellazione da persone non in possesso di idoneo certificato: multa da 2.000 a 6.000 €

Operatore che non adempie a richiesta ASL di modificare procedure operative (in particolare rallentare od interrompere produzione): multa da 2.000 a 6.000 €

Operatore che non procede a stordimento animale prima di uccisione: multa da 2.000 a 6.000 €, salvo caso di metodi di macellazione prescritti da riti religiosi

Operatore che in caso di macellazione di animali sottoposti a particolari metodi di macellazione disposti da riti religiosi non comunica ad ASL per successivo invio a Ministero Salute, metodo di immobilizzazione usato: multa da 1.000 a 3.000 €

Operatore che non esegue controlli su campione significativo di animali per accertare loro stordimento: multa da 1.000 a 3.000 €

Operatore che non adempie a richiesta ASL di aumentare frequenza controlli per stabilire corretto stordimento animale: multa da 300 a 700 €

Chiunque viola disposizioni in materia di uso dispositivi di immobilizzazione e stordimento: multa da 2.000 a 6.000 €

Operatore che non dispone di dispositivo di riserva per stordimento: multa da 1.000 a 3.000 €

Operatore che non colloca animali in dispositivi di immobilizzazione quando addetto a stordimento è pronto o a dissanguarli il più presto possibile: multa da 1.000 a 3.000 €

Proprietario che viola disposizioni in merito a macellazione di animali (volatili da cortile, conigli, lepre) per consumo domestico o per fornitura diretta di piccoli quantitativi di carne a consumatore finale o strutture di vendita al dettaglio, specie quando superato numero massimo di animali stabilito a tal fine: multa da 1.000 a 3.000 €

Chiunque importa carni da Paesi Terzi senza certificato sanitario: multa da 2.000 a 6.000 €

Operatore che non rispetta disposizioni su costruzione macelli e attrezzature: multa da 2.000 a 6.000 € + sospensione attività da 1 a 3 mesi. Se a seguito di nuovo controllo permane irregolarità: sospensione attività fino ad avvenuto adeguamento

Se operatore di macello non fornisce informazioni richieste ad ASL: multa da 2.000 a 6.000 €

Operatore che non rispetta operazioni di immobilizzazione nei macelli: multa da 2.000 a 6.000 €          

Operatore che non rispetta procedure di controllo nei macelli: multa da 2.000 a 6.000 €

Operatore che non rispetta richiesta ASL di modificare od aumentare frequenza dei controlli: multa da 2.000 a 6.000 €

Operatore che non designa responsabile tutela benessere animale per macello, o non fa conoscere competenze a questo, o responsabile tutela benessere animale non tiene registro in cui annotare provvedimenti presi al riguardo (Esclusi macelli che macellano meno di 1.000 UBA/anno): multa da 1.000 a 3.000 €

Nel caso di reiterazione delle violazioni durante macellazione ed abbattimento di animali: multa aumentata fino a 50% + sospensione attività da 1 a 3 mesi

Entità aiuto:

Proventi derivanti dalle sanzioni confluiscono a Ministero Salute per essere riassegnate ad Associazioni ed Enti di protezione animali riconosciute in base a numero degli animali affidati loro. 

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