LOTTA A SOFISTICAZIONI ALIMENTARI (Legge 462/86; D

LOTTA A SOFISTICAZIONI ALIMENTARI (Reg. 16/11; Legge 462/86; D.M. 24/6/87; Accordo Stato-Regioni 15/12/05; D.G.R.M. 15/10/12) (alimen20)

Soggetti interessati:

Regioni, Ispettorato Controllo Qualità e Repressione Frodi delle produzioni alimentari (ICQRF), ASL, Istituti Zooprofilattici, laboratori analisi autorizzati, imprese che producono, detengono, commercializzano prodotti alimentari

Iter procedurale:

Commissione Europea con Reg. 16/11 istituito sistema di allerta rapido per la verifica di un rischio diretto o indiretto per salute umana, dovuto ad alimenti o mangimi. Membri della rete sono Stati membri, Commissione, Autorità europea per sicurezza alimentare, Paese Terzo o Organizzazione internazionale che stipula accordo con CE. Essi designano punto di contatto che viene comunicato a punto di contatto CE insieme a persone che lo gestiscono e suo recapito (Qualunque cambiamento intervenuto al riguardo subito comunicato). Punto di contatto CE:

1)       aggiorna elenco punto di contatto e lo mette a disposizione Stati membri della rete;

2)       predispone modelli da utilizzare ai fini della “notifica di allarme” (Rischio che richiede azione rapida) e della “notifica di informazione” (Rischio non richiede azione rapida);

3)       trasmette notifica di allarme a tutti i membri della rete entro 24 ore dal ricevimento delle stesse, previa verifica di completezza e leggibilità, correttezza giuridica citata per casi di non conformità rilevati; oggetto della notifica rientra nell’ambito della rete; “ripetersi delle stesso operatore professionale e/o pericolo e/o Paese di origine. A tal fine Commissione può apportare piccole modifiche al testo della notifica concordata con membro notificante;

4)       attiva numero di emergenza in grado di raccogliere in ogni momento le segnalazioni;

5)       classifica modifiche ricevute in notifica di allarme, notifiche di informazione per follow up, notifiche di informazione per attenzione, notifiche di respingimento alla frontiera;

6)       informa Paese Terzo senza ritardi ingiustificati “notifiche per attenzione” o “notifiche per fellow up” secondo la gravità del rischio, se prodotto oggetto di notifica è originario o distribuito in tale Paese Terzo;

7)       pubblica:

·         relazione annuale su notifiche trasmesse attraverso la rete;

·         sintesi di tutte le notifiche di allarme, informazione, respingimento alla frontiera, riportando informazioni su classificazione e stato della notifica, prodotti e rischi identificati, Paese di origine, Paesi in cui prodotti sono stati distribuiti, membro notificante della rete, interventi eseguiti a seguito della notifica.    

Stati membri debbono garantire:

1)       comunicazione efficace tra punti di contatto tra loro e con quello CE, nonché con Autorità competenti nel territorio, al fine di consentire trasmissione immediata delle notifiche ad Autorità “chiamate ad adottare i provvedimenti opportuni”;

2)       trasmissione immediata (comunque entro 48 ore) delle notifiche ricevute a punto di contatto CE, evidenziando rischio prodotto da cui tale rischio deriva. Allegare a notifica documenti pertinenti e spedirli a punti di contatto CE In particolare per:

·         “notifica di informazione” (riguarda prodotto presente solo nello Stato membro notificante o non immesso sul mercato o non più sul mercato) e per “notifica di respingimento alla frontiera” di partita container carico di alimenti o mangimi, evidenziare rischio e prodotto da cui questo deriva;

·         “notifica di informazione per follow up” evidenziare se in possesso di informazioni complementari su rischio o su prodotto oggetto di notifica originale;

3)       disponibilità di funzionario di turno reperibile al di fuori orario di ufficio per comunicazioni di emergenza (24 ore al giorno, 7 giorni su 7);

4)       attivazione numero di emergenza per “notifica di informazione per follow up” (relativa a prodotto già presente o che potrebbe essere immesso sul mercato);

5)       fornitura tempestiva di informazioni di follow up su notifica originale, nonché provvedimenti presi a seguito di notifica ricevuta (Nel caso intervento preso riguarda blocco del prodotto e sua rispedizione a distribuzione avente sede in altro Stato membro, indicando prodotto rispedito e Stato membro a cui inviato, il quale è tenuto a notificare informazioni su provvedimenti presi al riguardo);

6)       ritiro notifica trasmessa, previa richiesta a punto di contatto CE, “se le informazioni su cui si basa intervento da eseguire si rilevano infondate o la notifica è stata erroneamente trasmessa”. Qualsiasi membro della rete può chiedere modifica di notifica, previo consenso di Stato membro notificante.                   

Ministero Salute istituito Comitato di coordinamento per la lotta a sofisticazioni alimentari, con il compito di:

a)       stabilire piena e fattiva collaborazione tra ICQRF, Nuclei antisofisticazioni Carabinieri, Nuclei di polizia tributaria della Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato. Coordinamento operativo di tali forze affidato a Prefetto;

b)       definire “programma sistematico di interventi miranti alla più efficace lotta contro le frodi e le sofisticazioni degli alimenti e delle bevande”. A tal fine sottoscritto accordo quadro tra Ministero Salute e Regioni in data 15/12/2005 per effettuare ispezioni e controlli (compreso prelievo di campioni), riguardanti in particolare nel 2005:

1)       valutare sicurezza batteriologica dei formaggi a base di latte pastorizzato. Controlli investono formaggi freschi a pasta molle, stagionati a pasta molle e semiduri, prodotti a partire da latte pastorizzato allo scopo di rilevatore presenza di Salmonella, Lysteria monocytogenes, Staphilococcus aureus, Esterechia coli. Prelievi di campioni di almeno 200 gr. eseguiti negli stabilimenti di produzione e punti vendita al dettaglio inerenti anche prodotti importati;

2)       valutare sicurezza batteriologica di insalate miste preconfezionate, anche contenenti carni o frutti di mare o altri ingredienti, allo scopo di rilevare la presenza di Lysteria monocytogenes. Insalate miste controllate non debbono essere state sottoposte a trattamento termico, richiedono frigoconservazione, possono essere consumate senza alcun trattamento termico preventivo. Campionamenti eseguiti impianti vendita al dettaglio (prioritariamente su partite prossime alla scadenza) e prodotti importati. Se accertata presenza di Lysteria eseguita anche la sua numerazione;

3)       valutare sicurezza, qualità ed etichettatura delle carni di pollame, per quanto concerne impiego di agenti di promozione della ritenzione idrica. Verifiche eseguite su campioni prelevati da forniture all’ingrosso di petto di pollo congelato e da vendita al dettaglio di petto di pollo congelato e refrigerato allo scopo di determinare tenore di pollo o di acqua aggiunta e di proteine di collagene;

4)       valutare sicurezza di taluni alimenti confezionati destinati ai lattanti e bambini. Campioni prelevati alla vendita al dettaglio, alla produzione, all’importazione allo scopo di ricercare nitrati (soprattutto in alimenti contenenti carote, patate, vegetali a foglia) e patulina (soprattutto prodotti derivati da mele).

Occorre prelevare per ogni tipologia di prodotto almeno 4 campioni per 1.000.000 abitanti, comunque non inferiore a 4 per Regione;  

c)       affidare ad Ufficio Repressione Frodi compiti di:

1)       effettuare censimento: laboratorio analisi esistenti su territorio nazionale, personale incaricato di effettuare ispezioni e prelievi di campioni, imprese di produzione e lavorazione alimenti e bevande, strutture di distribuzione e somministrazione alimenti e bevande, imprese che producono materiali destinati a venire in contatto con alimenti e bevande. Censimento effettuato sulla base autorizzazioni sanitarie aggiornate comunicate da Regioni attraverso ASL;

2)       sottoporre imprese che producono, detengono, commercializzano prodotti alimentari o destinati a venire in contatto con questi, a controlli sistematici, intensificando sorveglianza soprattutto nei periodi di maggiore attività agricola (vendemmia, semina, trebbiatura). Priorità verrà data a ricerca di sostanze estranee nei vini (v. Alcool metilico, metalli pesanti antifermentativi), sfarinati di grano tenero nelle paste alimentari, latte vaccino;

3)       verificare rispondenza qualitativa prodotti rispetto denominazioni tipiche o di origine;

4)       potenziare controlli prodotti alle frontiere;

5)      svolgere attività di analisi, volte in particolare a ricerca di sostanze antifermentative non consentite, utilizzando laboratori specializzati;

6)       istituire centro di raccolta informatizzata dei risultati delle analisi effettuate dai laboratori Servizio Repressione Frodi, ASL, Istituti Zooprofilattici, Camere di Commercio, Organi Polizia, NAS, Corpo Forestale, Guardia Finanza;

7)       redigere elenco pubblico delle ditte commerciali e dei produttori che abbiano riportato condanne in materia di sofisticazione alimentare

d)       Corpo Forestale dello Stato, al fine di rafforzare prevenzione e repressione di illeciti e contrasto a contraffazione di prodotti agroalimentari protetti

Regioni debbono:

–          istituire Comitato regionale di coordinamento “per la prevenzione e repressione sofisticazioni alimentari”, composto da funzionari Assessorati Sanità ed Agricoltura, responsabili ASL, dirigenti Istituti Zooprofilattici, Comandante gruppo operativo dei Carabinieri (NAS), Ispettore forestale. Comitato ha compito di coordinare programma di controlli svolto da ASL, valutando efficacia servizio di vigilanza su alimenti e bevande nel territorio regionale e proponendo a Giunta Regionale ulteriori provvedimenti per migliorare tale servizio. Informazioni su programma adottato a Ministero Salute;

–          reperire sul territorio regionale le informazioni atte a completare il censimento di cui sopra. Informazioni da trasmettere a Ministero Salute ed Ufficio Repressione Frodi;

–          fornire ad ASL indirizzi per eseguire controlli su alimenti compresi nell’accordo quadro sottoscritto con Ministero Salute ed individuare laboratori pubblici accreditati presso cui eseguire analisi. Programmazione dei controlli e designazione strutture e laboratori di controllo, come i risultati delle verifiche eseguiti, comunicati a Ministero;

–          redigere entro 31 Dicembre programmi regionali di controllo sui prodotti individuati nell’accordo quadro nazionale e su eventuali altri alimenti, comprendente seguenti fasi: ispezioni, prelievo ed analisi campioni, controllo igiene personale, esame documenti (Etichette soprattutto di succhi di frutta, verdure, yogurth e bevande a base latte aromatizzate alla frutta; registri di carico e scarico; bolle di trasporto; fatture), esami sistemi di verifica adottati da impresa, adozione sistemi di autocontrollo  HACCP (in particolare negli stabilimenti industriali in cui preparati pasti per la ristorazione collettiva, macellerie che vendono al dettaglio, trasporto di prodotti alimentari sfusi). Eseguite almeno 4 verifiche annuali ogni 1.000.000 abitanti. Per eseguire analisi, Regione individua “quei laboratori le cui dotazioni organiche e strumentali consentono lo svolgimento dei compiti citati”, compresi prodotti alimentari provenienti da Paesi Terzi o destinati ad esportazione, assegnando priorità a laboratori ASL ed Istituto Zooprofilattico  Sperimentale. Oggetto di indagine anche trattamenti su animali con sostanze non consentite, residui di additivi e farmaci nel bestiame. Per ciascun alimento indicati requisiti igienici e di qualità da controllare, nonché le norme legislative vigenti in materia (v. Quantità minima per alimento) e fissata entità annuale prelievi, tenendo conto “potenzialità operativa dei laboratori”, con priorità ai “controlli sugli alimenti ad origine dei circuiti produttivi commerciali”. Esecuzione programma di controllo affidato ad ASL che entro 1 Marzo invia a Servizio Sanità Regionale relazione (modello riportato su BUR 25/99) su attività svolta, evidenziando attività ispettiva e tipologia delle infrazioni riscontrate. Regione invia dati a Ministero Salute entro 31 Maggio che li trasmette a Commissione Europea;

–          redigere “Linee guida per gestione del sistema di allarme rapido per alimenti e mangimi” (approvata da Regione Marche con D.G.R. 1454 del 13/10/2012) applicate ogni volta che esiste grave rischio diretto ed indiretto per salute umana, animale, ambiente dovuto ad alimenti o mangimi immessi sul mercato, è in caso di superamento limiti di legge in alimento e/o mangime o “alimenti dannosi per salute o inadatti a consumo umano o mangimi con effetto nocivo per salute umana o animale, o di prodotti intermedi di alimenti e mangimi che presentano grave rischio diretto ed indiretto per salute umana, animale, ambiente, o di materiali destinati a venire in contatto con alimenti”. Linee guida applicate anche in casi meno gravi od urgenti, ma dove necessario scambio di informazioni, compresi casi di sospetto senza informazioni sufficienti al riguardo, o nell’ambito di autocontrollo su alimenti e mangimi immessi sul mercato. Se alimento o mangimi a rischio la parte di lotto “della stessa classe o descrizione” si presume che tutti alimenti o mangimi del lotto sono a rischio, salvo che “a seguito di valutazione approfondita risulti infondato ritiene che resto di partita, lotto o consegna a rischio. In Allegato E a D.G.R. 1454/12 pubblicato su BUR 112/12 riportati “criteri per notifica del rischio e per approccio a valutazione scientifica”. Esclusi:

1)       criteri microbiologici di origine del processo;

2)       frodi commerciali che non rappresentano rischio attuale e potenziale per consumatori;

3)       mangimi in cui agente biologico potenzialmente pericoloso risulta non vitale;

4)       alimenti che per loro natura destinati a subire un trattamento prima del consumo, tali da rendere innocui per salute umana.

Nel sistema di allarme rapido coinvolti: Servizi veterinari e sicurezza alimentare di Regione Marche; competenti servizi SIVA e/o veterinari di Aree vaste; uffici periferici di Ministero Salute. In ogni struttura individuato “punto di contatto”, che fa parte di rete “sistema di allarme”. Servizio Veterinario Regionale costituisce nodo regionale in cui confluiscono informazioni, sempre aggiornate, e dialogo con altri nodi regionali. Linee guida prevedono:

1) sistemi di notifica originale, (Modello riportato in Allegato B a D.G.R. 15/10/2012 pubblicato su BUR 112/12), comprende:

Ø       notifica di allarme, cioè notifica di rischio che richiede azione rapida);

Ø       notifica di informazione, cioè notifica di rischio che non richiede azione rapida distinta in notifica di informazione per yellow up (notifica di informazione relativa a prodotto presente o da immettere sul mercato), notifica di informazione per attenzione (Notifica di informazione relativa a prodotto presente solo nel Paese membro notificante o non immesso sul mercato o non più sul mercato)

Ø       notifica di respingimento alla frontiera di partita o container o carico di alimenti/mangimi (Modello riportato in Allegato D a D.G.R. 15/10/2012 pubblicato su BUR 112/12)                  

1)       notifica di follow up (cioè notifica contenente informazioni supplementari rispetto a notifica originale che coinvolge tutti gli operatori professionali del settore alimentare/mangimi, compresi produttivi di materiali destinati a venire in contatto con alimenti (Modello riportato in Allegato C a D.G.R. 15/10/2012 pubblicato su BUR 112/12). Notifica follow up si esegue quando:

Ø       vi sono informazioni addizionali rispetto a notifica originale o relative al prodotto o al rischio riscontrato;

Ø       rilevata ulteriore lista di distribuzione del prodotto oggetto di notifica a seguito di verifiche sul ritiro/richiamo del prodotto stesso presso operatore del settore coinvolto nella distribuzione.  

Nuova procedura SIVA consente compilazione automatica dei suddetti modelli di notifica. Esiti di accertamenti eseguiti che non comportano comunicazioni di ulteriori yellow up inviati utilizzando Modello riportato in Allegato F a D.G.R. 15/10/2012 pubblicato su BUR 112/12),

Operatore del settore deve:

1)       conoscere fornitore di materie prime e destinatario cui fornito prodotto finito, salvo vendita al dettaglio;

2)       disporre di sistemi di tracciabilità interna per identificare lotto, specifico non conforme, pena ritiro dal mercato di tutti i lotti;

3)       mettere a disposizione liste di commercializzazione coincidenti con effettiva distribuzione sul mercato del prodotto oggetto di ritiro;

4)       avviare subito procedure di ritiro qualora ritenga che alimento/mangime importato, prodotto, lavorato, distribuito non sia conforme;

5)       comunicare ad Autorità competente elenco clienti a cui fornito prodotto non conforme specificando: ragione sociale ditta; indirizzo sede commerciale ditta; numero lotto di prodotto non conforme e scadenza; quantitativo totale venduto; tipologia e numero di confezioni, date di consegna; identificativi DDT. Autorità attiva sistema di allarme, quando dispone di informazioni circa esistenza di grave rischio. Autorità adotta misure che richiedono intervento rapido o raccomandazioni ad operatore “a titolo consensuale od obbligatorio tesi a limitare immissioni sul mercato di alimenti/mangimi o d impone ritiro”, o provvedimenti di respingimento partita di alimenti/mangimi

Servizi veterinari di Area vasta attivano sistema di allarme (Modello riportato in Allegato A D.G.R. 15/10/2012 pubblicato su BUR 112/12, corredato da modulo di notifica, copia verbale di campionamento, rapporto di prova, copia documento di trasporto, elenco clienti) quando dispongono di informazioni collettive a presenza di rischio grave per salute umana/animale/ambiente. Sistema efficace se rapido, con contestuale invio elenchi clienti a cui consegnato prodotto non conforme. Ogni ulteriore informazione (v. successive diramazioni rete commerciale) in base a modello informazioni addizionali di follow up

Non occorre eseguire ulteriori campionamenti su lotto riscontrato irregolare, mentre valutata caso per caso in base a rischio, opportunità di ulteriori campioni ufficiali in lotti diversi di stesso prodotto o irregolarità rilevata in confezioni non più integre a seguito di reclamo

Servizio area vasta deve:

1)       verificare immediato ritiro da mercato di prodotto da parte operatore e correttezza delle procedure;

2)       acquisire lista di distribuzione del prodotto, verificandone completezza;

3)       segnalare a Regione modalità di eventuale ritiro del prodotto;

4)       verificare effettivo ritiro del prodotto dal commercio, anche a campione (almeno 20%) presso clienti che svolgono vendita o somministrazione di alimenti a consumatore finale (verifica su 10% grossisti o importatori). Scelta del campione in base a gravità del rischio, periodo di vita commerciale del prodotto, ampiezza rete commerciale;

5)       verificare gestione del prodotto ritirato del mercato, in funzione di sua destinazione finale;

6)       disporre in caso di inadempienza di azioni sostitutive necessarie a tutela salute pubblica (v. sequestro cautelativo si prodotto sul mercato);

7)       comunicare a Regione eventuali non conformità nelle procedure di ritiro al fine di assumere provvedimenti di competenza, specificando: ditta che non ha attivato procedure di ritiro; cliente che non ha ricevuto da fornitore corrette informazioni per ritiro prodotto o ha ricevuto informazioni non pertinenti; indirizzo di cliente non corretto;

8)       comunicare a Regione provvedimenti assunti, specificando: prodotto ritirato; prodotto accantonato in attesa di ritiro; prodotto ulteriormente distribuito; prodotto venduto a consumatore finale o in caso mangimi ad utilizzatore; prodotto in vendita;

9)       adottare eventuali provvedimenti sanzionatori. Azione di ritiro prodotto del mercato è a totale carico di operatore.

Alimenti ritirati dal mercato dovranno essere:

1)       sottoposti ad ulteriore trasformazione “mediante trattamento che elimini rischio in questione” da parte di operatori diversi da venditori al dettaglio;

2)       utilizzati per scopi diversi da quelli originariamente previsti, purché tale uso non comporti rischio per salute umana, animale, ambiente;

3)       distrutti mediante idoneo metodo, acquisendo copia relativi documenti

Mangimi ritirati dal mercato in quanto non conformi dovranno essere:

1)       destinati a specie animali diverse da quelli iniziali, purché sostanze non conformi ammesse in alimentazione di queste specie;

2)       bonificati mediante idonei metodi (trattamento termico) atti ad escludere rischio per salute pubblica;

3)       distrutti mediante idoneo metodo ed acquisendo copia dei relativi documenti

Se per operazioni di bonifica/distruzione usata sede diversa da operatore che ha provveduto al ritiro, comunicazione ad ASL, Regione, Ministero Salute

Nel caso prodotto sottoposto a processo di trasformazione in grado di inattivare il pericolo o distruggere agente patogeno, ASL, dove ha sede stabilimento di lavorazione, procede ad analisi del processo (anche mediante analisi di laboratorio a spese di proprietario) per accertare se prodotto trasformato costituisce o meno pericolo per salute di uomo, animali, ambiente e comunica a Regione se prodotto trasformato idoneo o “necessario attivare notifica di follow up”

Nel caso di mangime già utilizzato come alimento per animali, ASL fornisce notizie a Regione su provvedimenti adottati ed acquisisce informazioni per ulteriore valutazione del rischio in relazione a passaggio di sostanza contaminante ad uomo/animale così da prendere misure restrittive nei confronti di animali e loro prodotti

Nodo regionale deve:

1)       coordinare operazioni successive a segnalazione prodotto, garantendo: verifica di conformità della documentazione ricevuta; inoltro di comunicazione ricevute da fuori Regione ad Autorità competenti regionali; invio a punto di contatto nazionale informazioni in suo possesso (in particolare non conformità rilevate e provvedimenti di ritiro prodotto)

2)       disporre ulteriori provvedimenti sul prodotto in questione

3)       rendere noti rapporti periodici relativi a sistema di allerta, da utilizzare per programmazione attività di controllo

4)       comunicare al cittadino notizie riguardanti particolari rischi sanitari riscontrati, anche mediante sito web di Regione

5)       coordinare con ASL, laboratorio ARPAM, Istituto Zooprofilattico, ulteriori azioni da intraprendere a tutela salute umana, animale, ambiente, compresa predisposizione piani di monitoraggio per raccolta informazioni su entità e grado di diffusione di certe problematiche sanitarie

6)       eseguire visite ispettive presso imprese oggetto di segnalazione, in collaborazione con ASL

Sistema di allarme deve garantire tempestività dello scambio di informazioni e riguarda:

1)       sistema di allarme interno attivato da ASL sulla base di informazioni ricevute circa non conformità rilevate. In tal caso, ASL comunica informazioni oggetto di allarme a Nodo Regionale e Nodi di altre Regioni, altre ASL della Regione interessate ad allarme

2)       sistema di allarme esterno originato da Ministero Salute, altre Regioni, ASL extraregionali con segnalazioni pervenute a Servizio Regionale Veterinario e Sicurezza Alimentare che provvede a trasferire informazioni oggetto di allarme ad ASL del proprio territorio.

Revoca del procedimento di allarme disposta da stessa Autorità che lo ha attivato se constatata la non sussistenza di condizioni di pericolo. Revoca notificata a componenti rete di allarme e punto di contatto nazionale                                                                

–          denunciare ai competenti organismi, eventuali trasgressori qualora da analisi effettuate emergano casi di adulterazione o frode.

Sanzioni:

In caso di condanna per sofisticazioni alimentari: interdizioni da 5 a 10 anni dalla professione incriminata + confisca mezzi che servirono o furono destinate a commettere reato o beni che ne sono il prodotto od il profitto.

Chiunque impiega alcole metilico, propilico, isopropilico nelle produzioni alimentari o li trasporta senza prescritti documenti di accompagnamento: arresto da 1 a 5 anni.

Accertamento di alimento o bevanda pericolosa per salute pubblica: chiusura temporanea (Almeno 6 mesi) stabilimento o esercizio commerciale o chiusura definitiva se successive analisi confermano pericolosità prodotto.

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