LEGGE REGIONALE ARTIGIANATO

LEGGE REGIONALE ARTIGIANATO (L.R. 19/21; D.G.R. 13/12/21)  (artig08)

Soggetti interessati:

Servizio industria, artigianato, credito (Servizio), Enti locali, Camera di Commercio Industria, Artigianato, Agricoltura (CCIAA), Associazioni di categoria degli artigiani, Centri regionali assistenza alle imprese (CRAI), micro, piccole e medie imprese non artigiane, Enti pubblici e Enti privati di ricerca ed assistenza finanziaria e tecnica, imprese artigiane

Iter procedurale:

Regione Marche con L.R. 19/21, come modificata da L.R. 34/21, ha definito norme per tutela, sviluppo e promozione di artigianato marchigiano che prevede ad:

Art. 1 finalità della Legge è quello di riconoscere funzione sociale e ruolo economico dell’artigianato nel territorio marchigiano. A tal fine Regione promuove:

  • sviluppo, valorizzazione, tutela nelle sue diverse espressioni territoriali, artistiche e tradizionali, tramite politiche volte allo sviluppo di impresa, accesso al credito, ricerca, sviluppo tecnologico ed organizzativo, formazione e promozione delle produzioni
  • cultura e saperi artigianali come basi fondamentali per: rigenerare competenze flessibili ad attività produttive e commerciali; contribuire alla tutela delle identità locali, nonché alla innovazione, trasformazione e contaminazione tra competenze tradizionali e competenze innovative in modo da consentire ad imprese artigiane di rispondere meglio ai bisogni sociali
  • raggiungimento delle suddette finalità nel rispetto dei “principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza” con la collaborazione dei soggetti interessati di cui in premessa

Art. 2 applicazione delle disposizioni della L.R. 19/21 alle imprese artigiane

Art. 3 definizione di imprenditore artigiano, inteso come “colui che esercita professionalmente in qualità di titolare impresa artigiana, assumendone piena responsabilità con tutti gli oneri e rischi inerenti alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo”. Nessun limite ad accesso e ad esercizio di attività artigiana da parte di singolo imprenditore

Artigiano in caso di attività particolari che “richiedono peculiare preparazione ed implicano responsabilità a tutela e garanzia di utenti”, deve possedere requisiti tecnici e professionali previsti da normative di settore

Art. 4 definisce impresa artigiana se in possesso dei seguenti requisiti:

  1. scopo prevalente è quello di svolgere attività di produzione e trasformazione di beni (anche semilavorati) o prestazione di servizi
  2. organizzata per operare tramite “lavoro personale e professionale dell’imprenditore artigiano”, con eventuale supporto dei suoi familiari “rientranti nei gradi di parentela ed affinità e conviventi di cui ad Art. 230 bis, 230 ter del Codice civile” e dei dipendenti, purché “lavori complessivamente organizzati in impresa abbia funzione preminente sul capitale”
  3. rispetta limiti dimensionali di cui ad Art. 6

Imprenditore titolare di 1 sola impresa artigiana

Art. 5 impresa artigiana esercitata in forma individuale o di società (anche cooperativa, ma società per azioni o in accomandita per azioni), purché:

  1. nella società in nome collettivo: maggioranza dei soci in possesso dei requisiti di cui ad Art. 3
  2. nella società in accomandita semplice: ogni socio accomandatario in possesso dei requisiti di cui ad Art. 3
  3. nella società a responsabilità limitata unipersonale: socio unico in possesso dei requisiti di cui ad Art. 3
  4. nella società a responsabilità limitata pluripersonale: maggioranza dei soci in possesso dei requisiti di cui ad 3 e detentori della maggioranza di capitale sociale e negli organi deliberanti della società
  5. nella società cooperativa: maggioranza dei soci in possesso dei requisiti di cui ad Art. 3

In caso di trasferimento di quote della società tra vivi, impresa mantiene qualifica di impresa artigiana se soggetti subentranti sono in possesso dei requisiti di cui ad Art. 3

Impresa artigiana può svolgere attività:

  • in luogo fisso presso abitazione di imprenditore o di un socio o in appositi locali o in forma itinerante o su posteggio, salvo espressi divieti da parte di normativa vigente
  • avvalendosi di specifiche unità locali per esecuzione di fasi del processo produttivo o per attività amministrativa e gestionale
  • presso sede di altre imprese artigiane, purché mantenendo autonomia aziendale e gestionale
  • in forma di coworking qualora, pur mantenendo autonomia gestionale, “sussistono vantaggi nella condivisione di spazi, macchinari e servizi comuni, per sinergie di mercato, condivisione di conoscenze e competenze”

Non applicate ad imprese artigiane norme relative ad esercizio di attività commerciali in caso di vendita nei locali di produzione (o in quelli adiacenti) di beni di propria produzione o per fornitura al committente di beni complementari e strumentali all’esecuzione di opere o prestazione di servizi

Art. 6 impresa artigiana può avvalersi di personale dipendente diretto da imprenditore o soci, purché non oltre per:

  1. impresa che non lavora in serie: 18 dipendenti, compresi apprendisti (non oltre 9), eventualmente elevato a 22 qualora unità aggiuntive siano apprendisti
  2. impresa che lavora in serie con lavorazioni non automatizzate: 9 dipendenti, compresi apprendisti (non oltre 5), eventualmente elevato a 12 qualora unità aggiuntive siano apprendisti
  3. impresa che svolge attività in settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali e di abbigliamento: 32 dipendenti, compresi apprendisti (non oltre 16), eventualmente elevato a 40 qualora unità aggiuntive siano apprendisti
  4. impresa di trasporto: 8 dipendenti
  5. impresa di costruzione edile: 10 dipendenti, compresi apprendisti (non oltre 5), eventualmente elevato a 14 qualora unità aggiuntive siano apprendisti

Giunta Regionale, sentita Commissione regionale per artigianato, può ridurre limiti dimensionali, tenendo conto che ai fini del calcolo:

  1. non computati per un periodo di 2 anni apprendisti passati in qualifica ai sensi di D.Lgs. 81/15 e mantenuti in servizio della stessa impresa artigiana
  2. non computati lavoratori a domicilio, purché non superiori a 1/3 dei dipendenti non apprendisti occupati presso impresa artigiana
  3. computati familiari di imprenditore, anche partecipanti ad impresa familiare, che svolgono attività di lavoro prevalentemente e professionalmente presso impresa artigiana
  4. computati (salvo 1) soci che svolgono attività lavorativa in prevalenza presso impresa artigiana
  5. non computati portatori di handicap fisici, psichici e sensoriali
  6. computati dipendenti qualunque sia la mansione svolta

Imprese artigiane che per esigenze produttive superano nel corso dell’anno limiti dimensionali fissati per non oltre 3 mesi e per non oltre 20% mantengono la iscrizione ad Albo

Art. 7 consorzi e società consortili, anche in forma cooperativa, costituiti tra imprese artigiane iscritti in Sezione separata di Albo sono beneficiari di contributi regionali di cui alla L.R. 19/21, purché:

  • comprendenti, oltre ad imprese artigiane, anche micro, piccole e medie imprese non artigiane (non oltre 1/3 del totale dei consorziati), Enti pubblici e Enti privati di ricerca ed assistenza finanziaria e tecnica
  • imprese artigiane mantengono maggioranza negli organi deliberanti

Art. 8 imprese e consorzi sono tenuti obbligatoriamente (anche società a responsabilità limitata pluripersonale) ad iscriversi ad Albo regionale delle imprese artigiane (Albo), articolato nelle seguenti Sezioni:

  1. consorzi e società consortili (anche in forma cooperativa)
  2. imprese appartenenti al settore dell’artigianato artistico, tipico e tradizionale
  3. imprese esercitanti attività di artigianato digitale

Ai fini di iscrizione ad Albo, Giunta Regionale individua attività rientranti nel settore di artigianato artistico, tipico e tradizionale, nonché quelle rientranti nell’artigianato digitale

Tenuta di Albo è competenza di CCIAA sulla base di convenzione stipulata con Regione, anche al fine di integrazione informatica con Registro delle imprese gestito da CCIAA

In caso di invalidità o riconoscimento dei benefici di cui alla Legge 104/92 (legge su handicap), o morte, o intervenuta sentenza di interdizione o inabilitazione di imprenditore, impresa può conservare, su richiesta, iscrizione ad Albo anche in mancanza di uno dei requisiti di cui ad Art. 3 per non oltre 5 anni o fino al compimento di maggiore età dei figli minorenni, purché esercizio di impresa sia assunto dal coniuge o dai figli maggiorenni o dal tutore dei figli minorenni di imprenditore ricadente in una delle casistiche precedenti. Disposizioni applicate anche qualora imprenditore sia affiancato da un amministratore di sostegno

Art. 9 iscrizione ad Albo è richiesta per beneficiare di agevolazioni, anche a fini previdenziali ed assistenziali

Art. 10 iscrizione ad Albo, sue modifiche relative a stato di fatto o di diritto di impresa (compresa cessazione di attività) e cancellazioni prevedono invio, per via telematica, al Servizio di specifica comunicazione del legale rappresentante di impresa entro 30 giorni dal verificarsi di evento, allegando dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante possesso dei requisiti di impresa di cui ad Art. 3, 4, 5, 6, 7

Servizio valuta sussistenza dei requisiti ed in caso di esito positivo iscrive impresa in Albo, altrimenti la cancella entro 90 giorni (salvo eventuale sospensione del termine per non oltre 30 giorni “per motivate esigenze istruttorie”), notificandolo ad impresa entro 30 giorni successivi

Giunta Regionale definisce con delibera modalità per costituzione e tenuta di Albo, in particolare modalità di invio delle comunicazioni

Servizio trasmette ai Comuni sede di imprese artigiane, elenco delle iscrizioni, modifiche, cancellazioni, nonché dispone accertamenti (anche d’ufficio “qualora venga a conoscenza direttamente o su segnalazione di altri Enti ed Amministrazioni del possesso dei requisiti di artigiani da parte di soggetti non iscritti ad Albo o di eventi rilevanti ai fini di modifica o cancellazione di soggetti iscritti”) in merito alle comunicazioni presentate, anche avvalendosi del Comune competente, al fine di adottare relativi provvedimenti

Imprese artigiane possono avvalersi per svolgimento delle pratiche in oggetto dei CRAI che rilasciano loro certificazione in merito ad esistenza dei requisiti per iscrizione ad Albo e condizioni per modifica o cancellazione

Importo dei diritti di segreteria per iscrizioni, modifiche, certificazioni è quello fissato da normativa nazionale. Importo non dovuto se già versato per esecuzione di comunicazione unica o di altri adempimenti previsti per impresa da normativa nazionale

Art. 11 Servizio, acquisita documentazione ed eseguite verifiche dirette o avvalendosi di “accertamenti eseguiti dal Comune o da altre Amministrazioni pubbliche in materia di vigilanza fiscale, previdenziale, assicurativa e contributiva”, iscrive, modifica o cancella d’ufficio le imprese “che pur essendo tenute non hanno presentato comunicazioni di cui ad Art. 10, fatte salve applicazione delle sanzioni amministrative previste”, notificandolo ad interessati. Servizio invia copia delle decisioni prese ad INPS, Ente/Autorità che ha effettuato la segnalazione

Art. 12 Servizio, su richiesta di interessato o a seguito di verifiche dirette, dispone cancellazione da Albo le imprese che hanno cessato la propria attività o perso i requisiti necessari per iscrizione

Cancellazione da Albo ha effetto da data di cessazione attività o di adozione del relativo provvedimento

Art. 13 Commissione regionale per artigianato (Commissione) è un organo regionale di rappresentanza e tutela dello artigianato, con sede presso Giunta Regionale e composta da: Direttore del Servizio; 4 esperti designati da ognuna delle Organizzazioni artigiane più rappresentative della Regione; 1 esperto in materia di artigianato artistico, tipico e tradizionale designato congiuntamente da Organizzazioni artigiane. Componenti decadono da Commissione se non intervengono a 3 riunioni consecutive senza giustificato motivo. In caso di decadenza, dimissioni, cessazione per qualunque motivo di 1 componente si provvede alla sua sostituzione

Commissione elegge proprio Presidente e VicePresidente, mentre funzioni di Segreteria svolte dal Servizio

Commissione dura in carica 5 anni (cariche comunque mantenute fino a nomina di nuova Commissione da attuarsi entro 45 giorni dalla scadenza della precedente)

Commissione costituita con nomina della maggioranza dei suoi componenti, mentre riunioni valide con presenza della maggioranza dei componenti e deliberazioni adottate a maggioranza dei presenti (in caso di parità di voti, prevale voto del Presidente)

Giunta Regionale vigila sul funzionamento della Commissione ed in caso di impossibilità del suo funzionamento o di gravi e reiterate irregolarità provvede, previa diffida ad adempiere, a nominare un Commissario ad acta, che svolge funzioni a titolo gratuito fino ad insediamento di nuova Commissione

Art. 14 Commissione svolge seguenti funzioni:

  1. decide sui ricorsi proposti contro decisioni del Servizio in merito a tenuta di Albo, compreso: riconoscimento di impresa operante nell’artigianato artistico e tradizionale; attribuzione del titolo di maestro artigiano;
  2. emana direttive al fine di garantire gestione di Albo, secondo criteri omogenei in armonia con procedure del Registro delle imprese di CCIAA;
  3. esprime pareri su tematiche attinenti ad artigianato sottoposte al suo esame;
  4. esprime pareri in merito a modalità di riconoscimento del titolo di maestro artigiano e bottega scuola;
  5. svolge altri compiti demandati da Giunta Regionale o attribuiti da Legge regionale

Ai componenti della Commissione spettano indennità e rimborso spese di cui alla L.R. 20/84

Art. 15 possono presentare ricorso davanti a Commissione singoli interessati contro provvedimenti del Servizio in materia di iscrizione, modificazione e cancellazione da Albo entro 60 giorni da notifica del provvedimento, mentre Amministrazioni pubbliche o terzi interessati che hanno riscontrato inesistenza dei requisiti previsti da Art. 3, 4, 5, 6, 7 lo segnalano a Commissione

Decisioni su ricorsi assunte da Commissione sono notificate ad interessati ed agli Organismi di segnalazione, affinché possano essere impugnate entro 60 giorni successivi davanti al Tribunale competente per territorio (ricorso contro provvedimento di cancellazione da Albo ha effetto di sospensione di questo)

Art. 16 Giunta Regionale, sentite Associazioni dell’artigianato e la competente Commissione consiliare, individua:

  1. ambiti prioritari e settori oggetti di intervento, compresi quelli concernenti artigianato artistico e tradizionale, lavorazioni innovative, attività a valore artigiano;
  2. tipologia di interventi e relative modalità di finanziamento;
  3. forme di semplificazione amministrativa, comprendenti anche interventi di digitalizzazione delle procedure ai fini di riduzione degli oneri a carico delle imprese artigiane;
  4. soggetti beneficiari degli interventi di cui ad Art. 17

Giunta Regionale riconosce EBAM (Ente bilaterale artigianato Marche) quale strumento di valorizzazione e supporto alle imprese artigiane

Art. 17 Giunta Regionale individua misure  di sostegno per favorire:

  1. nascita e sviluppo di nuove imprese artigiane;
  2. costituzione di attività in coworking tra artigiani, fablas, artigianato digitale;
  3. processi di innovazione delle imprese artigiane (in particolare processi di digitalizzazione, riorganizzazione e modernizzazione dei processi produttivi aziendali, sviluppo di nuovi prodotti o nuovi concetti produttivi);
  4. ammodernamento strutturale e tecnologico delle imprese artigiane;
  5. artigianato artistico e tradizionale, tutela di competenze e professionalità, trasferimento e continuità di impresa;
  6. forme di collaborazione tra imprese al fine di promuovere interazioni anche in ambito di filiera produttiva;
  7. accesso al credito da parte di imprese artigiane, operatività e razionalizzazione del sistema Confidi (intesi come strumenti per: sviluppo imprenditoriale marchigiano; efficace accordo tra banche ed imprese, anche per abbattere tassi di interesse e costi di garanzia);
  8. progetti di promozione dei settori produttivi regionali ed animazione economica;
  9. progetti per riutilizzo di immobili dismessi tramite loro acquisto e ristrutturazione;
  10. l) progetti per efficientamento energetico

Giunta Regionale promuove inoltre:

  1. iniziative volte al recupero di antichi mestieri artigiani della Regione a rischio di estinzione;
  2. formazione imprenditoriale ed aggiornamento professionale di artigiani e lavoratori coinvolti nei processi di crescita aziendale, anche al fine di conseguire titolo di maestro artigiano;
  3. valorizzazione a fini turistici di artigianato in modo da incrementare e differenziare offerta turistica Marche;
  4. continuità e ricambio generazionale dell’impresa artigiana;
  5. processi di internazionalizzazione, compreso supporto per costruzione di canali (anche digitali) ed iniziative di marketing e comunicazione

Art. 18 titolo di maestro artigiano attribuito dal Servizio su richiesta di interessato, al titolare di impresa artigiana o socio lavoratore di questa

Giunta Regionale, sentite Associazioni dell’artigianato e la competente Commissione consiliare, definisce modalità per attribuzione del titolo di maestro artigiano, tenendo conto dei seguenti requisiti minimi:

  1. adeguata anzianità professionale maturata in qualità di titolare o socio lavoratore di impresa artigiana;
  2. elevata capacità di insegnamento del mestiere

Istituito presso Servizio elenco regionale dei maestri artigiani. Titolo di maestro artigiano annotato in Albo ed utilizzabile su insegna o logo aziendale accanto a nome di impresa

Art. 19 impresa in cui opera un maestro artigiano può essere individuata come: bottega scuola, riconosciuta anche nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro; soggetto con cui convenzionarsi per attività formative nell’ambito di programmi di formazione professionale

Giunta Regionale definisce criteri per riconoscimento della bottega scuola

Art. 20 Regione promuove:

  1. collaborazione di impresa artigiana e di Associazioni dell’artigianato con scuole, Istituti di formazione, Università, centri di ricerca per promuovere, selezionare, coltivare talenti da avviare verso percorsi di artigianato artistico ed innovativo;
  2. sistema duale per percorsi di istruzione e formazione professionale (anche tramite instaurazione di specifici accordi), caratterizzati da raccordo sistematico, organico e continuo tra formazione e lavoro mediante esperienze in assetto lavorativo di tirocinio ed apprendistato;
  3. costituzione di reti territoriali tra soggetti del sistema educativo, economico e della ricerca che intendono promuovere sistema di integrazione tra conoscenza scientifica e lavoro artigiano;
  4. percorsi di formazione con maestri artigiani

Art. 21 Giunta Regionale tutela, valorizza, promuove lavorazioni artigianali aventi carattere artistico, tipico e tradizionale “con valori economici collegati alla tipicità dei materiali impiegati, alle tecniche di lavorazione, luoghi di origine”, comprendenti:

  1. lavorazioni artistiche, produzioni ed opere di elevato valore estetico o ispirate a forme, modelli, decori, stili, tecniche costituenti elementi tipici del patrimonio storico e culturale della zona di produzione, tenendo conto di innovazioni che da queste prendono avvio, nonché lavorazioni connesse alla loro realizzazione e lavorazioni di diagnostica e restauro di beni culturali nel rispetto della normativa in materia;
  2. lavorazioni tipiche e tradizionali, produzioni ed attività di servizio realizzate secondo tecniche e modalità consolidate, tramandate nei costumi e consuetudini a livello locale e regionale

Giunta Regionale, sentita Commissione consiliare competente, individua attività di artigianato artistico, tipico e tradizionale (compreso abbigliamento su misura), sostenendo (mediante apposite disposizioni annuali) attività delle relative imprese, singole od associate, tramite erogazione di contributi per:

  1. ammodernamento, ristrutturazione, ripristino e mantenimento di strutture ed attrezzature;
  2. avvio di nuove imprese;
  3. acquisto di impianti, macchinari, attrezzature, brevetti;
  4. trasferimento, rilocalizzazione o insediamento di nuove attività nei centri storici;
  5. interventi di ricerca ed innovazione specifici per artigianato artistico e tradizionale;
  6. commercializzazione dei prodotti

Art. 22 Regione promuove iniziative volte a valorizzare imprese artigiane storiche (cioè in esercizio da oltre 40 anni). A tal fine Giunta Regionale:

  • incentiva, in collaborazione con Comuni, iniziative per individuare e valorizzare tali imprese e sostenere le loro attività;
  • istituisce Registro regionale delle imprese artigiane storiche, a cui assegnare, su richiesta, specifico contrassegno recante dicitura “impresa artigiana storica” seguita da: indicazione dei tipi di lavorazione artistica e tradizionale svolta; eventuale denominazione della zona di affermata tradizione da cui proviene lavorazione. Imprese storiche iscritte e munite di contrassegno possono chiedere a CCIAA di avvalersi di tale dicitura nell’iscrizione ad Albo;
  • definisce procedure per iscrizione al Registro, caratteristiche del contrassegno e sue modalità d’uso

Art. 23 Giunta Regionale, sentite Commissioni nominate da Giunta stessa (ai cui membri spetta indennità e rimborsi):

  • approva appositi disciplinari di produzione che descrivono e definiscono materiali impiegati e particolari tecniche produttive ed ogni altro elemento caratterizzante lavorazioni dell’artigianato artistico, tipico e tradizionale
  • definisce contrassegno di qualità delle produzioni artistiche, tipiche e tradizionali e relativo disciplinare d’uso (evidenziare modalità di concessione alla singola impresa artigiana e di sorveglianza, casi di revoca)

Art. 24 Giunta Regionale al fine di semplificare rapporto tra imprese e Regione:

  • accredita Centri regionali di assistenza alle imprese (CRAI), costituiti da soggetti privati operanti in Regione, mediante loro iscrizione in elenco specifico gestito dal Servizio;
  • stabilisce modalità per accreditamento, vigilanza ed affidamento a CRAI di compiti istruttori e di certificazione “che non comportano attività discrezionali”

Art. 25 v. paragrafo Sanzioni

Art. 26 sanzioni irrogate ai sensi della L.R. 33/88

Art. 27 Commissione regionale per artigianato istituita con L.R. 20/03 continua ad operare fino a scadenza

Art. 28 Consiglio Regionale controlla attuazione della L.R. 19/21 e valuta risultati ottenuti dalle azioni intraprese per favorire promozione, diffusione e sviluppo del sistema artigiano marchigiano. A tal fine Giunta Regionale ogni 2 anni presenta al Consiglio Regionale una relazione che documenta le azioni ed interventi realizzati, indicando: soggetti coinvolti; beneficiari raggiunti e loro caratteristiche; grado di partecipazione alle misure offerte; eventuali collaborazioni attivate tra scuola, Università, Centri di ricerca ed imprese artigiane; percorsi formativi attivati con maestri artigiani nelle botteghe scuola; eventuali criticità incontrate e modalità di loro superamento. Se Giunta Regionale non provvede ad inviare relazione entro termini fissati, è tenuta entro 30 giorni successivi a riferire al Consiglio Regionale “motivazioni del ritardo nell’attuazione, nonché difficoltà insorte”

Giunta Regionale può promuovere forme di valutazione partecipata, coinvolgendo cittadini, imprese artigiane, Associazioni dell’artigianato

Consiglio Regionale e Giunta Regionale pubblicano nei propri siti web dati e documenti adottati in relazione ad attività valutative di cui sopra

Art. 29 abrogazione della L.R. 20/03 (salvo Art. 23 bis) e sue modifiche ed integrazioni

Entità aiuto:

Art. 30 istituito Fondo per lo sviluppo dell’artigianato marchigiano dotato per anno 2022 di 4.548.000 € (a cui aggiungere eventuali risorse provenienti da UE e Stato) ripartiti da Giunta Regionale con DGR 1534 del 13/12/2021 in:  898.000 € ad interventi per nascita e sviluppo di nuove imprese artigiane ed artigianato digitale; 1.000.000 € ad interventi per digitalizzazione, riorganizzazione e modernizzazione dei processi produttivi aziendali delle imprese artigiane; 1.500.000 € ad interventi per ammodernamento strutturale e tecnologico delle imprese artigiane; 100.000 € a progetti di promozione dei settori produttivi; 150.000 € al sostegno di artigianato artistico e tradizionale per ammodernamento, ristrutturazione, ripristino e mantenimento di laboratori; 350.000 € per acquisto di macchinari, brevetti e recupero di attrezzature non reperibili sul mercato; 400.000 € al sostegno di artigianato artistico e tradizionale per commercializzazione dei prodotti; 150.000 € per promozione di artigianato artistico, tipico e tradizionale

Per anni successivi risorse definite con Leggi di approvazione del bilancio regionale. Giunta Regionale autorizzata ad apportare variazioni finanziarie necessarie ai fini di migliore gestione della L.R. 19/21

Contributi concessi da L.R. 19/21 sempre nel rispetto della normativa UE sugli aiuti di Stato

Sanzioni:

L.R. 19/21 ad Art. 25 fissa le seguenti sanzioni amministrative a carico di:

  • chiunque omette iscrizione ad Albo: multa da 750 a 5.000 €
  • chiunque omette di comunicare modifiche dello stato di fatto e di diritto dell’impresa artigiana (v. modifica di attività artigiana, iscrizione di attività secondaria artigiana, sospensione di attività artigiana, cessazione attività artigiana, modifica ditta o denominazione o sede o insegna di impresa artigiana, modifica domicilio di socio in caso di società di persone, modifica di responsabile tecnico titolare/socio lavoratore, cancellazione di impresa, annotazione di decesso o di decesso/esclusione di socio, inclusione di socio specificando se partecipante o meno, passaggio da socio lavorante a non lavorante o viceversa, trasformazione di natura giuridica di impresa, apertura/chiusura di unità locale, superamento dei limiti dimensionali di impresa artigiana): multa da 103 a 1.032 € (sanzione ridotta ad 1/3 se comunicazione effettuata entro 30 giorni successivi a scadenza termini)
  • impresa non iscritta ad Albo fa un uso illecito di riferimento ad artigianato nella denominazione della ditta o ragione sociale o insegna o marchio: multa da 500 a 3.000 €
  • soggetto non in possesso di titolo di maestro artigiano ne fa uso illecito: multa da 500 a 3.000 €
  • soggetti non iscritti nel Registro regionale delle imprese artigiane storiche utilizza in modo illecito il contrassegno regionale o uso di un contrassegno non rispondente a quello approvato: multa da 750 a 5.000 €

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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