LEGGE QUADRO INCENDI BOSCHIVI

LEGGE QUADRO INCENDI BOSCHIVI (Legge 353/00, 155/21) (bosco05)

Soggetti interessati:

Dipartimento Protezione Civile di Presidenza Consiglio Ministri (Dipartimento), Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF), Ministero Transizione Ecologica (MITE), Ministero Economia e Finanze (MEF),  Regione, Province, Unioni montane, Comuni, Agenzia di protezione civile (Agenzia), Corpo Forestale Arma dei Carabinieri (CFC), Corpo Nazionale Vigili del Fuoco (CNVF), Centro operativo aereo unificato (COAU), Sala operativa unificata permanente (SOUP), Organizzazioni del volontariato riconosciute (OV), Istituti scolastici di ogni ordine e grado, singoli cittadini

Iter procedurale:

Legge 353/00, come modificata da ultimo da Legge 155/21, prevede ad:

Art. 1 finalità della presente Legge riguarda conservazione e difesa dagli incendi del patrimonio boschivo. A tal fine Enti competenti svolgono in modo coordinato attività di: lotta attiva contro incendi boschivi (LAIB) con mezzi a terra ed aerei; formazione, informazione e valutazione ambientale

Regioni provvedono ad adeguare propria normativa alle disposizioni di Legge 353/00

Art. 2 definizioni di:

  • incendio boschivo, inteso come “fuoco suscettivo ad espandersi su aree boschive, cespugliate, erborate, comprese eventuali strutture ed infrastrutture antropizzate poste all’interno delle suddette aree o su terreni coltivabili od incolti e pascoli limitrofi a tali aree”;
  • zone di interfaccia a valenza urbano rurale, intese come “zone, aree e fasce in cui esiste interconnessione tra abitazioni ed altre strutture antropiche ed aree naturali e vegetazione combustibile è molto stretta”

Art. 3 Regioni approvano piani per programmare le attività di previsione, prevenzione e LAIB secondo le linee direttive emanate dal Consiglio dei Ministri, con supporto di Agenzia, CFC e CNVF (Se Regione inadempiente, MIPAAF provvede). Piano, sottoposto a costante revisione, individua:

  1. cause determinanti e fattori predisponesti incendio;
  2. aree percorse dal fuoco nell’anno precedente rappresentate a livello cartografico;
  3. aree a rischio di incendio boschivo rappresentate a livello cartografico, specificando tipologia di vegetazione prevalente;

c bis) aree trattate con tecnica del fuoco prescritto;

  1. periodi a rischio di incendio boschivo con indicazione dei dati anemologici ed esposizione dei venti;
  2. indici di pericolosità fissati su base quantitativa e sinottica;
  3. azioni ed impedimenti agli obblighi che possono determinare, anche solo potenzialmente, innesco di incendio nelle aree e periodi a rischio di incendio boschivo, nonché di incendio nelle aree di interfaccia urbano rurale;
  4. interventi per la previsione e prevenzione di incendi boschivi anche tramite sistemi di monitoraggio satellitare;
  5. consistenza e localizzazione dei mezzi, strumenti, risorse umane, procedure per LAIB;
  6. consistenza e localizzazione di: vie di accesso e tracciati spandifuoco; fonti di approvvigionamento idrico;
  7. operazioni selvicolturali di pulizia e manutenzione del bosco, prevedendo eventuali interventi sostitutivi se proprietario inadempiente (specie nelle aree a più elevato rischio e nelle zone di interfaccia urbano rurale);
  8. esigenze formative e relativa programmazione;
  9. attività informative;
  10. previsione economico finanziaria delle attività previste dal piano

Art. 4 attività di previsione consiste nell’individuare aree e periodi a rischio di incendio boschivo ed indici di pericolosità, mentre attività di prevenzione consiste nell’attivare azioni volte a ridurre le cause ed il potenziale innesco di incendio ed a mitigare i danni conseguenti, tramite:

  • uso di sistemi e mezzi di controllo delle aree a rischio (comprese tecnologie di monitoraggio del territorio e rilievi di campo eseguiti da tecnici esperti volti ad individuare effettivi livelli di rischio);
  • interventi colturali volti a migliorare assetto vegetazionale di ambienti naturali e forestali (compresi interventi di trattamento dei combustibili mediante tecniche selvicolturali, quale tecnica del fuoco prescritto su superfici programmate) con impiego di personale addestrato al riguardo e tenendo conto di: Linee guida predisposte dal Comitato tecnico; specificità delle aree protette o degli habitat di interesse conservazionistico

Piani antincendio boschivo e piani operativi nazionali, approvati nell’ambito dei Fondi strutturali 2021/2027 volti alla sicurezza ed incolumità dei territori e delle persone, debbono coordinarsi con i documenti previsti dal D.Lgs. 34/18

Regione:

  1. programma attività di previsione e prevenzione, concedendo contributi a proprietari privati di aree boschive per operazioni di pulizia e manutenzione selvicolturale al fine di prevenire incendi boschivi;
  2. predispone apposite planimetrie relative ad aree a rischio di incendio boschivo del territorio

Province, Unioni montane, Comuni attuano attività di previsione e prevenzione secondo linee definite da Regione

Art. 5 MIPAAF promuove di intesa con Regioni programmi didattici nelle scuole ed Istituti di ogni ordine e grado ai fini di educazione ambientale. Regioni organizzano in particolare (anche avvalendosi da CFC) corsi di carattere teorico pratico volti alla preparazione di supporti per attività di previsione, prevenzione e LAIB

Art. 6 MIPAAF, Regioni, Enti locali promuovono, tramite qualunque mezzo di comunicazione (compresi Uffici relazionali con il pubblico) informazione alla popolazione in merito alle cause che provocano innesto di incendio e norme di comportamento da rispettare in situazioni di pericolo

Art. 7 interventi di LAIB comprende attività di ricognizione, sorveglianza, avvistamento, allarme e spegnimento con attrezzature manuali, controfuoco e mezzi di terra ed aerei

Agenzia garantisce e coordina sul territorio nazionale, avvalendosi di COAU, attività aeree di spegnimento con flotta di Stato, assicurandone efficacia operativa, compreso potenziamento ed ammodernamento della stessa. Personale addetto alla sala operativa COAU integrato con personale di CFC

Regioni programmano LAIB: assicurando coordinamento delle proprie strutture antincendio con quelle statali; coordinamento (anche tramite CFC) delle operazioni a terra, anche a fini di maggiore efficacia degli interventi aerei nello spegnimento di incendi boschivi; istituendo e gestendo in modo continuativo SOUP nei periodi a rischio di incendio boschivo, avvalendosi, oltre a proprie strutture, mezzi aerei e squadre a terra, del supporto di:

  1. risorse, mezzi e personale di CNVF in base ad accordi di programma;
  2. personale appartenente ad OV riconosciute dotato di adeguata preparazione professionale e certificata idoneità fisica se impiegato nelle attività di spegnimento del fuoco;
  3. risorse, mezzi e personale di Forze armate e di Polizia di Stato se riconosciuta loro necessità di intervento;
  4. mezzi aerei di altre Regioni in base ad accordi di programma

COAU, su richiesta di Regioni, interviene con flotta aerea di Stato

Regioni utilizzano personale stagionale, da impiegare prevalentemente nelle attività di prevenzione, reclutato con congruo anticipo rispetto ai periodi di maggiore rischio, con priorità al personale che ha frequentato con esito favorevole corso di cui ad Art. 5. Al riguardo Regioni definiscono con proprie risorse “compensi incentivanti in misura proporzionale ai risultati conseguiti in termini di riduzione delle aree percorse dal fuoco”

Art. 8 Piano regionale prevede per aree naturali protette un’apposita sezione, redatta di intesa con Enti gestori e sentito CFC (per Parchi e riserve naturali di Stato, Piano predisposto da MIPAAF), con attività di previsione, prevenzione, LAIB attuate da tali Enti gestori (in loro assenza da Province, Unioni montane, Comuni)

Art. 9 Dipartimento, avvalendosi di Agenzia, svolge attività di monitoraggio su stato di attuazione di Legge 353/00 e ne riferisce al Parlamento

Art. 10 Comuni provvedono entro 90 giorni da approvazione del Piano regionale a censire, riportandoli in catasto (da tenere aggiornato ogni anno), soprassuoli percorsi dal fuoco negli ultimi 5 anni, avvalendosi dei rilievi eseguiti da CFC e del supporto tecnico fornito da Regione o da altri soggetti operanti nel territorio. Elenco dei suddetti soprassuoli esposto per almeno 30 giorni ad Albo pretorio del Comune, affinché cittadini possano presentare osservazioni, che saranno valutate dal Comune entro 30 giorni successivi, al fine di approvare Elenco definitivo con relativi perimetri. Ammessa revisione di Elenco con cancellazione dei divieti vigenti per soprassuoli percorsi dal fuoco solo dopo che siano trascorsi i termini riportati nello stesso Art. 10 al paragrafo Sanzioni

Nelle aree e periodi a rischio di incendio boschivo sono vietate tutte le azioni individuate in Art. 3 lettera f potenzialmente atte a provocare incendio boschivo

 

Legge 155/21 inerente “Disposizioni per contrasto ad incendi boschivi” prevede ad:

Art. 1 Dipartimento provvede ogni 3 anni alla ricognizione e valutazione di:

  1. tecnologie (anche satellitari) idonee ad integrare sistemi revisionali, sorveglianza, monitoraggio, rilevamento di ambiente, utili a migliorare: strumenti di previsione, prevenzione e LAIB (v. bollettino di suscettività ad innesco di incendi boschivi emanato da Dipartimento); impiego dei mezzi aerei della flotta di Stato (Regioni, CNVF, CFC possono rimodulare dispiegamento preventivo dei propri mezzi e squadre terrestri);
  2. esigenze di potenziamento di mezzi aerei e loro impiego ai fini di consolidamento e rafforzamento della capacità di concorso statale a attività di previsione, prevenzione e LAIB, anche per strategia comune con UE;
  3. esigenze di potenziamento delle strutture di aviosuperfici, elisuperifci, idrosuperfici (compresa semplificazione sistema di loro autorizzazione per consentirne adeguato funzionamento) connesse al consolidamento delle attività di gestione, previsione, prevenzione e LAIB, comprese strutture corredate (v. distributori di carburanti, hangar, officine, piste di decollo ed atterraggio, impianti idrici e vasche di raccolta acqua);
  4. esigenze di potenziamento di flotte aeree di Regione ed infrastrutture a loro supporto, mezzi terrestri, attrezzature, strumentazioni e dispositivi di protezione individuale a fini di rafforzamento di LAIB da parte di CNVF, Regioni, OV;
  5. esigenze di formazione del personale addetto ad attività LAIB, compresa messa in salvo di animali coinvolti

Dipartimento provvede ad eseguire tale ricognizione e valutazione avvalendosi di Comitato tecnico, composto da qualificati rappresentanti di: Ministero Interno, Difesa, Infrastrutture, Economia e finanza, Transizione ecologica, Politiche Agricole e Forestali, Cultura; Dipartimento per trasformazione digitale; Dipartimento per affari regionali; CNVF; CFC; Regioni; Comuni. Comitato può avvalersi a sua volta di rappresentanti di: Centri di competenza di cui al D.Lgs. 1/18; Associazioni protezione animali che hanno sottoscritto protocollo con Dipartimento; Sistema nazionale a rete per protezione ambiente; Ordine nazionale di dottori agronomi e forestali; Ordine nazionale dei geologi; Enti no profit impegnati in attività di protezione civile ed antincendio boschivo iscritti in RUN (Registro Unico Nazionale); Organizzazioni di rappresentanza delle imprese agricole. Componenti del Comitato ed esperti non beneficiano di alcun compenso, indennità, rimborso spesa, gettone di presenza od altro emolumento di qualunque tipo

Piano nazionale di coordinamento per aggiornamento tecnologico ed accrescimento delle capacità operativa delle azioni di previsione, prevenzione e LAIB (Piano), redatto in base ai risultati della ricognizione di cui sopra ed approvato con decreto Presidente Consiglio Ministri, è valido per 3 anni, con eventuali aggiornamenti annuali a seguito di modifiche ai relativi stanziamenti. Ministero Affari Regionali convoca entro 30 Aprile Conferenza Stato – Regioni per un confronto su stato di aggiornamento dei relativi piani regionali e conseguenti adempimenti dei Comuni. Piano può prevedere destinazione di somme per finanziare un sistema di incentivi proporzionali ai risultati conseguiti da soggetti pubblici/privati se nei territori individuati nel Piano ad alto rischio accertata una diminuzione significativa delle aree percorse da incendi.

Ai fini di adozione del 1° Piano, Dipartimento provvede alla ricognizione delle più urgenti necessità, avvalendosi del Tavolo tecnico interistituzionale per monitoraggio del settore antincendi boschivi e proposizione di soluzioni operative (eventualmente integrato con esperti del Comitato tecnico)

Dipartimento, ai fini di attuazione del Piano, emana gli indirizzi e definisce, tenendo conto della ricognizione di cui sopra, le procedure operative e di coordinamento del Sistema aereo di vigilanza antincendi (SAVA), al fine di agevolarne integrazione nel dispositivo nazionale degli aeroporti nazionali, aviosuperfici, elisuperfici, idrosuperfici

Nell’ambito delle azioni individuate nei piani regionali per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e LAIB, Regioni possono stipulare convenzioni con Avio club ed Aereo club locali al fine di integrare nei propri dispositivi operativi apparecchi per volo da diporto o sportivo nel limite delle risorse disponibili per LAIB

Presidente Consiglio Ministri emana 1 o più decreti per individuare misure di semplificazione (anche in deroga) delle autorizzazioni relative alle strutture connesse al potenziamento di aviosuperfici o elisuperfici o idrosuperfici (v. distributori di carburante, hangar, officine, piste di decollo ed atterraggio, impianti idrici, vasche di raccolta di acqua)

Prorogato al 15/2/2022 il termine per investimenti oggetto di contributo relativi a messa in sicurezza di: aree a rischio idrogeologico, strade, ponti e viadotti; efficientamento energetico di edifici

Art. 1 bis durata del corso di formazione inerente alla procedura concorsuale decorrente dal 1/1/2020 per accesso al ruolo di capo squadra e capo reparto di CNVF è ridotta a 5 settimane

Art. 1 ter prorogata al 31/12/2022 graduatoria ad assunzione di 250 posti previste per CNVF

Art. 2 Ministero Interno per esigenze di CNVF e Ministero Difesa per esigenze di CFC sono autorizzati ad acquistare mezzi operativi terrestri ed aerei con relative attrezzature per LAIB fino ad uno stanziamento di 40.000.000 € da utilizzare entro 31/12/2021. Dipartimento assicura monitoraggio delle suddette attività anche ai fini del coordinamento con le misure del Piano

Art. 3 CFC provvede a rilevare aree percorse dal fuoco e rendere disponibili i relativi aggiornamenti entro 1 Aprile a Regioni e Comuni interessati su supporto digitale, nonché a pubblicarli sui siti internet istituzionali (da tale data decorre termine per applicazione dei divieti di cui alla Legge 353/00)

Regione con specifica Legge dispone le misure per attuazione delle azioni sostitutive in caso di inerzia dei Comuni nella pubblicazione di elenchi definitivi dei soprassuoli percorsi dal fuoco nei 5 anni precedenti con relativi perimetri. In attesa di tale Legge, Regione interviene se Comune non adempie entro 90 giorni da approvazione della revisione annuale del piano regionale di LAIB

CFC assicura monitoraggio degli adempimenti previsti da Legge 353/00 Art. 10 e ne comunica esito a Regione, ai fini di attuazione dei relativi poteri sostitutivi ed ai Prefetti competenti per territorio

Art. 4 revisioni annuali dei piani regionali inviate a Dipartimento entro 30 giorni da loro approvazione, ai fini di esame da parte di Comitato tecnico, che si esprime (in forma non vincolante) in merito al conseguimento degli obiettivi di prevenzione raggiunti, fermo restando competenza di Regioni nell’approvazione dei suddetti piani (eventualmente adeguati in base a quanto espresso dal Comitato), comprese: opere di prevenzione; accordi con CNVF per attività di previsione, prevenzione e LAIB; impiego di volontari qualificati

Nell’ambito della Strategia nazionale per sviluppo delle aree interne (SNAI) una quota delle risorse (pari a 20.000.000 € per anno 2021 e 40.000.000 € per anno 2022 e 2023) viene destinata a finanziare Enti territoriali per interventi volti a prevenire incendi boschivi nelle aree interne dove rischio incendio è elevato. Interventi attuati anche al fine di realizzare quanto previsto dai piani regionali contro incendi boschivi, “orientati sul principio di tutela di ecosistemi ed habitat”           e basati “sul principio di valorizzazione e tutela del patrimonio boschivo, tramite misure volte a: contrastare abbandono di attività di cura del bosco; prevedere postazioni di atterraggio dei mezzi di soccorso; realizzare infrastrutture (v. vasche di rifornimento idrico utili a spegnimento di incendio, vie di accesso e tracciati spartifuoco o per passaggio dei mezzi di spegnimento) od attività di pulizia e manutenzione delle aree periurbane

Regione interessata esegue (con partecipazione del Dipartimento, MIPAAF, MITE, CNVF, CFC) istruttoria dei progetti di intervento presentati (corredati da relazione geologica “su probabili conseguenze in termini di tenuta idrogeologica del suolo interessato da incendi boschivi”) nell’ambito della procedura prevista per SNAI, la cui approvazione equivale a “dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità, urgenza dei lavori”

Piani operativi nazionali approvati nell’ambito di Fondi strutturali UE 2021-2027, finalizzati alla sicurezza dei territori ed incolumità delle persone ed animali, tengono conto della necessità di dotare CNVF e Forze dell’ordine impegnate nella prevenzione e spegnimento di incendi boschivi di dispositivi di video sorveglianza per rilevare focolai (v. droni muniti di sensori, video camere ottiche ad infrarossi, radar)

Art. 5 oltre a modificare la Legge 353/00 prevede che Ministero Interno comunichi alla Camera e pubblichi nel proprio sito informazioni (fornite da Dipartimento, Ministero Giustizia, CFC, Regioni entro 30 Marzo) inerenti a: numero e ubicazione delle denunce effettuate per trasgressioni alle norme di cui alla Legge 353/00; condanne riportate per reato di incendio boschivo

Art. 6 vedi Sanzioni

Art. 7 definito ammontare delle risorse assegnate a INGV a decorrere da anno 2022 almeno pari a 7.500.000 €/anno

Art. 7 bis per addetti ai lavori agricoli e forestali assunti con contratto di diritto privato da Amministrazioni pubbliche per eseguire lavori di bonifica, idraulico forestali, idraulico agrari, gestione forestale, prevenzione ed estinzione di incendi boschivi in zone di interfaccia rurale, forestazione ed agrarie florovivaistiche applicati contratti ed accordi collettivi nazionali, regionali, provinciali di settore corrispondente

Art. 8 Regione, fermo restando divieti e prescrizioni di cui alla Legge 353/00, può individuare nell’ambito dello stesso bacino idrografico e limitatamente a terreni di proprietà demaniale “superfici nude o terreni saldi da sottoporre a rimboschimento compensativo delle superfici bruciate”, avvalendosi del contributo scientifico di Università ed Enti di ricerca, utilizzando tutti i sistemi di rilevazione ed analisi a loro disposizione

Art. 9 destinato 150.000.000 € nell’ambito del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) per realizzare misure LAIB. MITE, in accordo con Amministrazioni interessate, può destinare ulteriori risorse di PNRR in favore del contrasto ad emergenza incendi (compresi interventi di ripristino territoriale), con priorità per: aree protette nazionali o regionali e siti della rete Natura 2000; aree classificate a rischio idrogeologico nei piani di bacino

MEF può apportare variazioni di bilancio e disporre anticipazioni di risorse

Sanzioni:

Legge 353/00 ad Art. 10 prevede applicazione delle seguenti sanzioni:

  • zone boschive e pascoli i cui soprassuoli sono stati percorsi dal fuoco: divieto nei 15 anni successivi ad incendio di destinare tali superfici ad usi diversi da quelli vigenti al momento di incendio, salvo costruzione di opere pubbliche a tutela di pubblica incolumità o di ambiente + riportare espressamente tale vincolo in ogni atto di compravendita relativo alle suddette superfici ed immobili intervenuto nei 15 anni successivi ad incendio, pena sua nullità + divieto per 10 anni su tali superfici di realizzare edifici o strutture/infrastrutture volte ad insediamenti civili od attività produttive (salvo autorizzazioni o concessioni già rilasciate al momento di incendio) + divieto per 5 anni su tali superfici di esercitare attività di rimboschimento ed ingegneria ambientale sostenuta con fondi pubblici, salvo autorizzazione concessa da MIPAAF/Regione per aree naturali protette statali o regionali per “documentate situazioni di dissesto idrogeologico e di urgente intervento per tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici + divieto per 10 anni nei soprassuoli percorsi dal fuoco del pascolo e della caccia + divieto per 3 anni in tali soprassuoli di raccolta dei prodotti del sottobosco
  • in caso di trasgressione al divieto di pascolo nei soprassuoli di zone boschive percorsi dal fuoco: multa da 45 a 90 € + confisca di animali se proprietario trasgressore è stato condannato nei 10 anni precedenti per reato di incendio boschivo
  • in caso di trasgressione al divieto di caccia in tali soprassuoli: multa da 300 a 600 €
  • in caso di trasgressione alle misure di cui ad Art. 3 lettera f: multa da 5.000 a 50.000 € (sanzione raddoppiata se infrazione commessa da personale volontario od ufficiale impegnato nell’attività LAIB) + revoca della licenza od autorizzazione ad esercizio di attività se infrazione commessa da esercente attività turistica
  • in caso di trasgressione al divieto di realizzare edifici, strutture, infrastrutture volte ad insediamenti civili ed attività produttive su soprasuoli percorsi dal fuoco: arresto fino a 2 anni + multa da 15.493 a 51.645 € + eventuale demolizione dell’opera e ripristino dello stato dei luoghi decretato dal giudice
  • diritto al risarcimento del danno ambientale al cui calcolo concorrono ammontare delle spese sostenute per LAIB e stima dei danni a suolo e soprassuolo

Legge 155/21 ad Art. 6 introduce modifiche al Codice penale relativamente ad:

  • 423 bis: chiunque, al di fuori dei casi di uso legittimo delle tecniche di controfuoco e fuoco prescritto, cagioni incendio nei boschi, selve, vivai forestali destinati al rimboschimento propri o altrui: reclusione da 1 a 5 anni. Se da incendio deriva pericolo per edifici o aree o specie animali/vegetali protette o animali domestici o di allevamento: pena aumentata. Se da incendio deriva danno grave, esteso e persistente ad ambiente: pena aumentata del 50%. Se trasgressore si adopera per evitare sussistenza di conseguenze ulteriori o, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di 1° grado provvede alla messa in sicurezza e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi: pena ridotta dal 50% a 2/3. Se trasgressore aiuta concretamente Autorità di polizia ed Autorità giudiziaria nella ricostruzione dei fatti, individuazione degli autori o sottrazione di risorse rilevanti per commissione dei delitti: pena ridotta da 1/3 al 50%. Se trasgressione commessa con abuso dei poteri o violazione dei doveri inerenti svolgimento di servizi nell’ambito di prevenzione e LAIB: reclusione da 7 a 12 anni
  • 423 ter dipendenti di Amministrazioni/Enti pubblici o a prevalente partecipazione pubblica condannati a pena non inferiore a 2 anni per delitti di cui ad Art. 423 bis: estinzione del rapporto di lavoro od impiego nei confronti + interdizione da assunzione di incarichi o svolgimento di servizi in ambito LAIB
  • 423 quater in caso di condanne per debiti di cui ad Art. 423 bis: confisca dei beni costituenti prodotto e profitto del reato e delle cose impiegate per commettere questo, salvo se appartenente a persone estranee al reato + se impossibile procedere alla confisca, giudice “individua beni di valore equivalente di cui condannato abbia (anche indirettamente per interposta persona) disponibilità e ne ordina confisca”. Beni confiscati sono messi a disposizione di Amministrazione pubblica e vincolati al ripristino dei luoghi. Nessuna confisca se imputato abbia efficacemente provveduto al ripristino dei luoghi
  • 425 nei casi previsti da Art. 423 e 424 pena aumentata se fatto commesso su:
    1. edifici pubblici o destinati ad uso pubblico, monumenti, cimiteri e loro dipendenze;
    2. edifici ubicati o destinati ad uso di abitazione, impianti industriali, cantieri, miniere, cave, sorgenti, acquedotti o altri manufatti destinati a raccogliere e convogliare le acque, aziende agricole;
    3. navi od altri edifici natanti od aeromobili;
    4. scali ferroviari o marittimi, aeroscali, magazzini generali o altri depositi di merci e derrate, ammassi o depositi di materie esplodenti, infiammabili, combustibili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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