INDENNIZZO DANNI DA FAUNA SELVATICA

INDENNIZZO DANNI DA FAUNA SELVATICA (L.R. 17/95; D.G.R. 15/7/19; D.D.S. 7/10/19, 11/6/21)  (caccia01)

Soggetti interessati:

Servizio Regionale P.F. Agricoltura a basso impatto e zootecnia (Servizio); Servizio Decentrato Agricoltura (SDA); Servizio veterinario di unità sanitaria (veterinario ASL)

Agricoltori (singoli od associati) in attività ai sensi del Reg. 1307/13 che al momento di invio della domanda:

–          risultano iscritti ad anagrafe delle aziende agricole con fascicolo aziendale validato

–          risultano iscritti nella sezione speciale delle aziende agricole di Camera di Commercio con codice ATECO agricolo

–          risultano in possesso di animali bovini, bufalini, ovini, caprini ed equidi registrati nella Banca Dati Nazionale della anagrafe zootecnica (BDN)

–          risultano in regola con il versamento dei contributi (DURC verificato prima di erogazione di indennizzo)

–          hanno “attuato tutte le misure di prevenzione ragionevoli per la protezione degli animali” (in particolare ricoveri notturni per ovicaprini)

–          hanno subito predazione da parte di lupi o cani randagi e ferali (in casi dubbi fare sempre riferimento a cani randagi) su: siti aziendali riportati in fascicolo (per siti fuori da fascicolo occorre autorizzazione al pascolo vagante); pascoli ubicati ad altezze inferiori a 1.000 m. nel periodo compreso tra 15 Dicembre e 30 Marzo (Ammesse deroghe autorizzate dal Servizio); terreni ubicati fuori da ricoveri zootecnici o recinzioni predisposte per il ricovero notturno degli animali

Iter procedurale:

Giunta Regionale con DGR 850 del 15/7/2019 e Servizio con DDS 160 del 7/10/2019 hanno definito le modalità per concedere indennizzo dei danni causati al patrimonio zootecnico da lupi e cani randagi

Allevatori danneggiati debbono presentare, entro 6 mesi da predazione, domanda con firma digitale (usare Carta Raffaello o altra carta servizi abilitata), tramite SIAR, anche avvalendosi di CAA riconosciuto, in cui evidenziare:

1)       dati identificativi del richiedente

2)       numero e specie di animali predati

3)       di aver inviato richiesto di sopralluogo al veterinario ASL competente entro 24 successive alla constatazione della predazione

4)       di non aver richiesto, né ottenuto altro risarcimento per stesso danno e di non essere coperto da polizza assicurativa al riguardo

5)       di non essere destinatario di misure di prevenzione personale o di condanne (con sentenza definitiva o meno) per delitti di criminalità organizzata

6)       smaltimento delle carcasse avvenuto nel rispetto delle normative vigenti con costo a totale carico del richiedente

Alla domanda allegare:

1)       certificazione del veterinario ASL attestante entità del danno subito e “nesso di causalità diretta tra danno subito e comportamento di lupo o cane randagio”;

2)       copia del documento di avvenuto smaltimento della carcassa;

3)       dichiarazione sostitutiva di notorietà contenente: data del sopralluogo e generalità del veterinario ASL esecutore; estremi delle autorizzazioni al pascolo vagante rilasciate da Comune e/o ASL se predazione avvenuta fuori dai siti aziendali riportati in fascicolo; regime da applicare in merito a ritenuta di acconto del 4% sui contributi corrisposti da Enti pubblici ad imprese; regime IVA vigente (cioè ricuperabilità o meno di IVA da parte del richiedente);

4)       dichiarazione relativa al regime “de minimis” agricolo in caso di predazione da parte di cani randagi e ferali (modello predisposto dal Servizio);

5)       fatture o documenti contabili contenenti: costi veterinari relativi al trattamento degli animali feriti; numero di identificazione di animale ferito derivante da BDN

SDA esegue istruttoria delle domande pervenute entro 120 giorni (ammessa sospensione dei termini per 1 sola volta e per non oltre 30 giorni in caso di necessità di acquisire informazioni/documenti non in possesso di Amministrazione pubblica, anche presso richiedente che deve fornirle entro termine fissato), anche attraverso incroci con altre misure del PSR o altri regimi di aiuto, o acquisizione dei risultati di verifiche eseguite da altri Servizi o Enti (evitare ogni pagamento indebito di aiuto) o visite aziendali. SDA dichiara entro 30 giorni inammissibilità della domanda se: presentata oltre termini fissati; priva di sottoscrizione; sottoscritta da persona diversa dal legale rappresentante. A conclusione di istruttoria, SDA:

–          comunica ammissibilità o meno di domanda, evidenziando: numero e specie di animali ammessi (o meno) al risarcimento; importo di indennizzo concesso; termine (10 giorni) entro cui è possibile presentare memorie scritte al Servizio che le esamina e decide in via definitiva nel merito. Se giudizio permane negativo, richiedente può presentare ricorso al TAR entro 60 giorni dalla notifica della decisione del Servizio o al Capo dello Stato entro 120 giorni

–          invia elenco dei beneficiari a Servizio, che: approva con decreto tale elenco (pubblicato sul sito www.norme.marche.it); provvede al pagamento degli indennizzi entro 4 anni da evento, comunque previa verifica regolarità del DURC; inserisce in SIAN Sezione Registro aiuti agricoli entità di aiuti versati

Beneficiario deve, pena revoca dell’indennizzo:

–          qualora non intenda interagire direttamente con Servizio/SDA delegare alcune attività procedurali ad altro soggetto, previo invio di comunicazione con firma autenticata (allegare copia documento di identità) a SDA, contenente: dati del soggetto che ha accettato la delega; attività delegate; durata della delega (in genere fino al termine di trattazione della pratica)

–          comunicare subito a SDA qualunque variazione intervenuta nei dati riportati in domanda o negli allegati

–          comunicare con Servizio o SDA solo tramite PEC

–          smaltire carcasse di animali morti a norma di legge con costi a totale carico di allevatore

–          non chiedere in futuro ulteriori risarcimenti per stesso danno

–          conservare a disposizione di Servizio documenti originali relativi ai costi connessi ad indennizzi per 5 anni successivi a liquidazione di indennizzo

–          restituire subito somme eventualmente percepite in eccesso

Entità aiuto:

Per anno 2020 stanziati 185.000 € a copertura di danni provocati nel territorio della Regione Marche dalla predazione di lupi e cani randagi e ferali al patrimonio zootecnico regionale. Ammessi:

1)       al 100% costi di animali uccisi, calcolati in base ai seguenti valori medi per specie, razze ed età (Valori confermati per anno 2021 con DDS 270 del 11/6/2021):

  • bovini di razza Marchigiana, Chianina, Romagnola, Charolaise, Limousine e bufalini: 800 €/vitello dea 1 a 3 mesi (665 € per femmina); 950 €/vitello da 3 a 6 mesi (770 € per femmina); 1.250 €/vitello da 6 a 12 mesi (1.080 € per femmina); 1.820 €/manzo e vitellone da 12 a 24 mesi (1.510 € per manza o giovenca); 1.420 €/toro di oltre 24 mesi (1.080 €/vacca o mucca); 800 €/vacca di oltre 12 anni. Importo ridotto di 200 €/bovino di altre razze. Importo maggiorato di 160 €/soggetto iscritto a Libro genealogico o Registro anagrafico. Importo maggiorato di 275 €/femmina la cui gravidanza è visibile esteriormente
  • ovini e caprini, nonché mufloni ed altri animali del genere Ovis o Capra, di tutte le razze: 65 €/agnello o capretto fino a 20 kg.; 120 €/agnello o capretto da 20 a 30 kg.; 170 €/pecora o capra da rimonta; 200 €/ariete o becco. Importo ridotto del 30% in caso di capre di razza Tibetana o nana. Importo maggiorato del 50% in caso di soggetti iscritti a Libro genealogico o Registro anagrafico. Importo maggiorato di 30 €/ femmina la cui gravidanza è visibile esteriormente
  • cavalli di razza Aveglinese, Agricolo italiano TFR, Cavallo del Catria, Italiano da sella: 650 €/puledro da 1 a 6 mesi; 850 €/puledro da 6 a 12 mesi; 1.000 €/puledro da 12 a 18 mesi; 1.200 €/capo adulto oltre 18 mesi; 710 €/cavalla di oltre 12 anni. Importo ridotto di 200 €/capo per cavalli di altre razze o incroci. Importo ridotto del 30% in caso di asini, muli, bardotti. Importo maggiorato di 110 €/capo in caso di soggetti iscritti a Libro genealogico o Registri anagrafici. Importo maggiorato di 325 €/ femmina la cui gravidanza è visibile esteriormente

2)       al 80% costi veterinari relativi al trattamento di animali feriti

Contributo ammesso nell’ambito del regime “de minimis” agricolo (cioè 25.000 € di aiuti complessivi percepiti da impresa nei 2 anni precedenti ed anno in corso)

Sono esclusi:

–          danni subiti da predazioni avvenute fuori dal territorio della Regione Marche

–          danni subiti in mancanza di adeguati sistemi di protezione, quali:

1)       per ovini e caprini: presenza di recinzione antilupo per ricovero notturno; presenza di cani da guardiania; presenza del pastore di giorno

2)       per bovini ed equidi: ricovero in stalla o recinzioni antilupo per fattrici con vitelli almeno fino a 1 mese di vita

Riconosciuti danni in caso di attacchi diurni ad ovicaprini al pascolo privi di efficaci sistemi di difesa tenendo conto di: conformazione del terreno; estensione di appezzamento; tipologia di allevamento; imprevedibilità di attacco

–          danni di importo inferiore a 100 €/evento

–          danni ad allevamenti diversi da bovini, bufalini, ovini, caprini, equidi

–          danni ad allevamenti su siti extraziendali non autorizzati per il pascolo

–          danni causati da eventi naturali o agenti patogeni

–          danni a produzioni per cui sottoscritta polizza assicurativa a copertura danni da fauna selvatica

–          danni non accertati da veterinario ASL

–          rimborsi per animali dispersi a seguito di evento predatorio

–          uccisioni riconducibili a cause diverse dalla predazione di lupo o cane randagio

–          IVA (salvo se non recuperabile dal soggetto in base a normativa nazionale vigente)

Prestazione del veterinario ASL per l’accertamento del danno è gratuita per l’allevatore.

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