TERZO SETTORE IMPRESA SOCIALE

TERZO SETTORE IMPRESA SOCIALE (Legge 106/16; D.Lgs. 155/06; L.R. 35/14)  (social47)

 

Soggetti interessati:

Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, Enti non commerciali, cooperative sociali e loro consorzi, Organizzazioni private.

Esclusi da Terzo settore: formazioni ed associazioni politiche; sindacati; Associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche.

 

Iter procedurale:

Legge 106/16 istituisce Fondazione Italia Sociale, con lo scopo di sostenere  la realizzazione e sviluppo di interventi innovativi da parte di Enti del Terzo settore, caratterizzati dalla produzione di beni e servizi con elevato impatto sociale ed occupazionale, rivolti in particolare a territori e soggetti maggiormente svantaggiati. Fondazione svolge funzione  di sussidiaria  e non sostitutiva di intervento pubblico, ed è soggetta a  norme del Codice Civile, “senza  obbligo di conservazione del patrimonio  e remunerazione di investitori”. Per conseguire i propri obiettivi Fondazione instaura rapporti con analoghi Enti od Organismi operanti in Italia ed all’estero.

Statuto di Fondazione, approvato con decreto del Presidente Repubblica, dopo che bozza inviata a Camera e Senato, affinchè esprimano parere entro 30 giorni (altrimenti silenzio assenso), prevede:

  1. strumenti e modalità attraverso cui si consente a Fondazione di finanziare propria attività, tramite mobilitazione di risorse pubbliche e private, comprese donazioni per fini sociali e campagne di crowd funding
  2. strumenti e modalità di investimento, diretto o in partenariato con terzi, per diffondere modelli di welfare integrativi rispetto a quelli forniti da intervento pubblico; sviluppo di microcredito ed altri strumenti di finanza sociale
  3. nomina, nell’organo decisionale, di un componente designato dal Consiglio Nazionale del Terzo Settore
  4. organizzazione, funzionamento, gestione della Fondazione sulla base di principi ispirati ad efficacia, efficienza, trasparenza, economicità, nonché modalità di verifica di impatto sociale ed occupazionale conseguiti

A partire dal 2017 Fondazione invia alla Camera, entro 31 Dicembre, una relazione su attività svolta, risultati conseguiti, entità ed articolazione del patrimonio, utilizzo della dotazione nazionale.

Legge 106/16 delega inoltre il Governo ad adottare, entro 20/06/2017, decreti legislativi in materia di riforma del Terzo settore, inteso come complesso di Enti privati costituiti per il proseguimento senza scopo di lucro di finalità civiche, solidaristiche, di utilità sociale, in coerenza con “principi di sussidiarietà, mediante forme di azione volontaria e gratuita, o di mutualità, o produzione e scambio di beni e servizi”.

Decreti legislativi sono adottati, su proposta di Ministero Lavoro o di Presidenza del Consiglio Ministri e trasmessi alle competenti Commissioni di Senato e Camera dei Deputati, almeno 45 giorni prima esercizio delega, affinchè possano esprimere proprio parere entro 30 giorni. Decreti riguardano in particolare:

a) revisione della disciplina in materia di Associazioni, Fondazioni ed altre Istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro, riconosciute o meno come persone giuridiche. Decreto adottato nel rispetto dei seguenti principi:

  • semplificare procedimento di riconoscimento della personalità giuridica; definire informazioni obbligatorie da inserire negli statuti ed atti costitutivi; prevedere obblighi di trasparenza ed informazione, anche verso terzi, tramite forme di pubblicità dei bilanci; prevedere disciplina per la conservazione del patrimonio di tali Enti
  • riconoscere nel disciplinare: responsabilità di amministratori nei confronti di terzi e tutela dei creditori; regime di responsabilità limitata di Enti, tenendo conto del rapporto tra patrimonio netto e complessivo indebitamento degli stessi
  • assicurare rispetto dei diritti di associati, in particolare: diritto ad informazione, partecipazione, impugnazione degli atti deliberati; rispetto prerogative di assemblea, prevedendo limiti nella raccolta delle deleghe
  • prevedere che ad Associazioni/Fondazioni che esercitano in modo stabile attività prevalente di impresa, vengano applicate norme previste da libro 5° del Codice Civile
  • disciplinare procedimento di trasformazione diretta e fusione tra Associazioni/Fondazioni, nel rispetto del principio generale delle trasformazioni tra Enti collettivi diversi

b) riordino della disciplina speciale inerente Enti del Terzo settore, compresa loro disciplina tributaria, mediante redazione di un codice per la raccolta e coordinamento delle vigenti disposizioni in materia, nel rispetto dei seguenti principi:

  • stabilire disposizioni generali nei confronti di Enti del Terzo settore, pur nel rispetto del principio della loro specificità
  • individuare le attività di interesse generale, caratterizzanti Enti del Terzo settore, il cui svolgimento, con ampio coinvolgimento dei beneficiari, costituisce il requisito essenziale per accesso alle agevolazioni. Attività individuate secondo criteri che tengano conto delle finalità civiliste, solidaristiche e di utilità sociale. Al periodico aggiornamento di tali attività si provvede con decreto del Presidente Consiglio Ministri, acquisito parere delle competenti Commissioni parlamentari
  • individuare criteri e condizioni in base alle quali differenziare lo svolgimento di attività di interesse generale tra i diversi Enti del Terzo settore
  • definire forme e modalità di organizzazione, amministrazione, controllo degli Enti, nel rispetto dei principi di: democrazia, uguaglianza, partecipazione di associati e lavoratori; efficienza, trasparenza, correttezza ed economicità nella gestione di Enti; adozione disciplina differenziata che tenga conto delle peculiarità della compagine sociale (associati e lavoratori)
  • prevedere divieto di distribuzione, anche in forma indiretta, di utili ed avanzi di gestione e del patrimonio di Ente
  • individuare criteri atti a distinguere, nella tenuta della contabilità e del rendiconto, la diversa natura delle voci contabili, in relazione ad oggetto sociale, definendo criteri e vincoli in base ai quali attività di impresa, seppure svolta da Ente in forma non prevalente e non stabile, comunque finalizzata al conseguimento degli scopi istituzionali
  • disciplinare obblighi inerenti a: controllo interno; rendicontazione; trasparenza; informazione nei confronti di associati, lavoratori, soggetti terzi. Obblighi differenziati in funzione di dimensione economica; attività svolta; di impiego in tali attività di risorse pubbliche; regime sanzionatorio
  • garantire negli appalti pubblici, condizioni economiche non inferiori a quelle previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro
  • individuare modalità e criteri di verifica periodica dell’attività svolta, e delle finalità perseguite, nel rispetto di statuto e delle categorie di soggetti destinatari

c) revisione della disciplina inerente alla impresa sociale da attuarsi nel rispetto dei seguenti principi:

  • qualificazione di impresa sciale, intesa come organizzazione privata che: svolge attività di impresa per le finalità di cui sopra; destina i propri utili prioritariamente al conseguimento di oggetto sociale; adotta modalità di gestione trasparente; favorisce ampio coinvolgimento dei dipendenti, utenti e di altri soggetti interessati alle sue attività
  • individuazione dei settori in cui esercitare attività di impresa sociale nell’ambito di interesse generale
  • acquisizione diritto di qualifica di impresa sociale, da parte di cooperative sociali e loro consorzi
  • previsione forme di remunerazione del capitale sociale, riportando limiti massimi previsti per cooperative a mutualità prevalente, con divieto di ripartire gli eventuali avanzi di gestione ad Enti esclusi da legge, anche se configurabili come impresa sociale (utili destinati solo al conseguimento di oggetto sociale)
  • obbligo di redigere bilancio da parte di impresa sociale
  • obbligo di trasparenza e limiti nella remunerazione delle cariche sociali e nella retribuzione dei titolari di organismi dirigenti
  • ridefinizione delle categorie di lavoratori svantaggiati, tenendo conto di nuove forme di esclusione sociale; principio di pari opportunità, con eventuale graduazione dei benefici a favore delle categorie maggiormente svantaggiate
  • possibilità per imprese private ed Amministrazioni pubbliche di assumere cariche sociali in organi di imprese sociali, salvo divieto di assumerne direzione, presidenza, controllo
  • coordinamento della disciplina delle imprese sociali con l’attività di impresa svolta da Organizzazioni non lucrative di utilità sociale
  • nomina di 1 o più sindaci, allo scopo di: monitorare e vigilare l’osservanza della Legge 106/16 e dello statuto delle imprese sociali; rispettare principi di corretta amministrazione, adeguatezza di assetto organizzativo, amministrativo, contabile.

d) revisione della disciplina in materia di servizio civile nazionale, nel rispetto dei seguenti principi:

  • istituzione di un servizio civile universale, finalizzato alla difesa della patria e promozione dei valori fondativi della Repubblica
  • programmazione triennale dei contingenti di giovani italiani e stranieri soggiornanti  in Italia, di età compresa tra 24 e 28 anni da ammettere al servizio civile mediante bando pubblico, con procedure di selezione impostate sul principio della non discriminazione
  •  definizione di status giuridico dei giovani ammessi al servizio civile, instaurando con questi da parte di Stato un rapporto non assimilabile a quello di lavoro con Stato (esclusa ogni forma di imposizione tributaria)
  • modalità di  accertamento degli Enti di servizio civile
  • modalità di semplificazione e trasparenza delle procedure di gestione e valutazione delle attività svolte da Enti  di servizio civile, anche con riferimento a contributi erogati in relazione all’attuazione di progetti a carico del Fondo nazionale per servizio civile
  • limitazione durata del servizio civile (non inferiore a 8 mesi, nè superiore a 1 anno) che contemperi le finalità del servizio con esigenze di vita e lavoro del giovane
  • servizio prestato in parte in altro Stato membro e, per azioni di promozione della pace e della cooperazione allo sviluppo, in Paesi extra UE
  • riconoscimento e valorizzazione delle competenze acquisite durante il servizio civile, in funzione del loro utilizzo  in percorsi di istruzione ed ambito lavorativo
  • riordino e revisione della Consulta nazionale per il servizio civile, quale Organismo di consultazione e riferimento per Amministrazione pubblica, sulla base di parità di tutti gli Enti accreditati, anche con riferimento a territorialità e rilevanza di ogni settore di intervento

Entro 12 mesi da entrata in vigore dei decreti legislativi, Governo può adottare disposizioni integrative, tenuto conto delle evidenze attuative nel frattempo emerse.

Decreti legislativi di cui sopra sono adottati in generale nel rispetto dei seguenti principi:

  1. riconoscere, favorire, garantire sia ampio esercizio del diritto di associazione, sia valore delle formazioni sociali liberamente costituite, quali strumenti di promozione ed attuazione dei principi di partecipazione democratica, solidarietà, pluralismo
  2. riconoscere e favorire iniziativa economica privata, il cui svolgimento può concorrere ad elevare livelli di tutela dei diritti  civili e sociali
  3. assicurare autonomia statutaria degli Enti, al fine di consentire pieno svolgimento delle loro finalità e tutela di interessi coinvolti
  4. semplificare normativa vigente, garantendone coerenza giuridica
  5. attivare funzioni di vigilanza, monitoraggio, controllo su Enti del Terzo settore e loro attività da parte di Ministero Lavoro, in collaborazione con Dipartimento protezione civile ed Agenzia delle Entrate. Ministero promuove al riguardo:
  • efficaci forme di autocontrollo da parte di Enti del Terzo settore, anche tramite uso di strumenti “atti a garantire la più ampia trasparenza e conoscibilità delle attività svolte, favorendo accreditamento reti associative di 2° livello, riguardanti in particolare Enti di piccole dimensioni”
  • linee guida in materia di bilancio sociale e sistemi di valutazione quantitativa e qualitativa nel breve, medio, lungo periodo degli effetti delle attività svolte da Enti del Terzo settore su comunità di riferimento rispetto ad obiettivo individuato.

Ministero Lavoro, anche avvalendosi di dati trasmessi da Regioni, invia alla Camera entro 30 Giugno una relazione su attività di vigilanza, monitoraggio, controllo svolto su Enti del Terzo settore, comprese imprese sociali, nonché su stato di organizzazione del sistema di registrazione

Regione promuove con L.R. 35/14 istituzione logo “Impresa amica del sociale”, a favore di:

  1. impresa che per propria attività e per acquisto di beni si avvale di cooperative sociali di tipo B, operanti nel campo di inserimento lavorativo di persone svantaggiate
  2. imprese che realizzano in proprio progetti di inserimento lavorativo di persone svantaggiate

Logo, utilizzabile in ogni documento ed iniziativa promozionale, attesta impegno di impresa nei confronti di cooperative sociali di tipo B e ne testimonia solidarietà verso categorie svantaggiate, sua responsabilità nei confronti di comunità locali, sostenibilità ed eticità del suo operare.

Ai fini di attribuzione del logo, Giunta Regionale istituisce apposita Commissione, composta da rappresentanti delle diverse categorie imprenditoriali e delle cooperative sociali

Regione, in collaborazione con Organizzazioni di categoria, sindacali e sociali, promuove il logo, anche attraverso campagna specifica di comunicazione, al fine di sensibilizzare opinione pubblica sui valori di solidarietà ed inclusione sociale.

Regione istituisce “Giornata di impresa amica del sociale”, durante la quale consegnati riconoscimenti ad “imprese amiche del sociale”.

Entità aiuto:

Atti connessi a costituzione di Fondazione Italia Sociale esclusi da ogni tributo e diritto. Per anno 2016 assegnato 1.000.000 € a Fondazione per realizzare la propria attività.

Decreti attuativi di Legge 106/16 dovranno definire forme agevolative  e di sostegno a favore di Enti del Terzo settore, comprese agevolazioni tributarie, nel rispetto della normativa UE e dei seguenti principi:

  • revisione definizione di Ente non commerciale a fini fiscali ed introduzione di un regime fiscale vantaggioso che tenga conto di: finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale di Ente; divieto di ripartizione (anche in forma indiretta) di utili o avanzi di gestione; impatto sociale di attività svolte da Ente
  • razionalizzazione e semplificazione del regime di: deducibilità di imposta lorda del reddito delle persone fisiche/giuridiche; erogazioni liberali in denaro/natura disposte a favore di Enti del Terzo settore
  • completamento riforma della destinazione del 5/1000 su imposta del reddito di persone fisiche a favore dei suddetti Enti, nonché razionalizzazione e revisione sia dei criteri di accreditamento ai soggetti beneficiari e requisiti per accesso al benefico, sia delle procedure per il calcolo ed erogazione dei contributi spettanti ad Enti stessi
  • introduzione per beneficiari obbligo di pubblicizzare le risorse ad essi destinate, prevedendo sanzioni in caso di inadempienza
  • razionalizzazione dei regimi fiscali e contabili semplificativi favore di Enti del Terzo settore in relazione a parametri oggettivi
  • possibilità per imprese sociali di accedere a forme di raccolta di capitali di rischio, tramite portali telematici, nonché misure agevolative volte a favorire investimenti in capitale
  • istituzione presso Ministero Lavoro di un Fondo destinato a sostenere svolgimento attività di interesse generale, tramite finanziamento di iniziative e progetti promossi da Organizzazioni del volontariato, Associazioni di promozione sociale, Fondazioni, definendone modalità di funzionamento ed utilizzo delle risorse. Per 2016 Fondo articolato in Sezione con carattere rotativo (10.000.000 €) e Sezione non a carattere rotativo (7.500.000 €). A decorrere da 2017 assegnati 20.000.000 €
  • introduzione meccanismi volti a diffondere titoli di solidarietà e forme di finanza sociale
  • assegnazione a favore di Enti, anche associati tra loro, di immobili pubblici inutilizzati, o di beni mobili ed immobili confiscati alla criminalità organizzata, in base a criteri di semplificazione ed economicità
  • agevolazioni volte a favorire trasferimento di beni patrimoniali ad Enti del Terzo settore
  • revisione della disciplina riguardante Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (migliore definizione delle loro attività istituzionali e connesse, che rimangono comunque marginali; divieto di distribuzione, anche indiretto, di utili)

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