FONDO PER NON AUTOSUFFICIENTI

FONDO PER NON AUTOSUFFICIENTI (L.R.  25/05, 37/12; D.G.R. 22/2/21, 15/3/21, 3/5/21)  (social36)

Soggetti interessati:

Servizio Politiche Sociali e Sport (Servizio), Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e loro Enti capofila, Comuni, assistenti sociali di ATS, Unità Valutative Integrate (UVI), Commissioni sanitarie provinciali operanti nelle Aree Vaste (Commissioni)

Assistenti sociali iscritti in Elenco regionale di assistenti familiari entro 12 mesi da concessione beneficio (assistenti)

Anziani non autosufficienti e loro famiglie che alla data del bando emanato da ATS:

–          hanno compiuto 65 anni;

–          sono dichiarati non autosufficienti come attestato da certificazione di invalidità al 100% (compresi ciechi);

–          hanno ricevuto riconoscimento definitivo per percepire indennità di accompagnamento (questa è alternativa ad assegno per assistenza personale continuativa erogato da INAIL);

–          sono residenti in uno dei Comuni di ATS delle Marche (Esclusi quanti risiedono in modo permanente in strutture residenziali, mentre ammessi soggetti residenti nelle Marche ma domiciliati fuori Regione purché in Comuni confinanti con le Marche);

–          usufruiscono di adeguata assistenza presso il proprio o altro domicilio privato nelle modalità verificate da assistente sociale di ATS di riferimento, insieme ad UVI per casi di particolare complessità

Soggetti con disabilità gravissima sono persone beneficiarie di indennità di accompagnamento o definite non autosufficienti ai sensi del DPCM 159/2013 rientranti in 1 delle seguenti categorie:

a)persone in condizioni di coma o stato vegetativo o stato di minima coscienza e con punteggio nella Glasgow Coma Scale inferiore a 10

b)persone dipendenti da ventilazione meccanica assistita e non invasiva continuativa (24 ore/giorno per 7 giorni)

c)persone con gravi o gravissimo stato di demenza con punteggio nella Clinical Dementia Rating Scale maggiore di 4

d)persone con lesioni spinali di qualsiasi natura con livello di lesione identificata nella Asia Impairment Scale di grado A o B. In caso di lesioni con esiti asimmetrici ambedue lateralità valutate di grado A o B

e)persone con gravissima compromissione motoria di natura neurologica o muscolare con bilancio muscolare complessivo inferiore a 1 ai 4 arti della Medical Research Conucil o punteggio maggiore a 9 nella Expanded Dixability Status Scale o in stadio 5 di Hoehn e Yahr Mod

f)persone con deprivazione sensoriale complessa intesa come compresenza di minorazione visiva totale o con residuo inferiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore anche con eventuale correzione o residuo perimetrico binoculare inferiore a 10% e ipoacusia (a prescindere da epoca di insorgenza) pari o superiore a 90 decibel Htl di media tra frequenze di 500, 1000, 2000 Herz nell’orecchio migliore

g)persone con gravissima disabilità comportamentale delle spettro acustico di livello 3 della classificazione del DSM

h)persone con diagnosi di ritardo mentale grave e profondo secondo classificazione DSM con quoziente intelligenza inferiore a 34 e punteggio su scala Lapmer inferiore a 8

i)ogni altra persona in condizione di dipendenza vitale che richiede assistenza continuativa e monitoraggio nelle 24 ore e per 7 giorni/settimana per bisogni complessi derivanti da gravi condizioni psicofisiche come attestato da certificazione specialistica rilasciata da struttura pubblica o privata convenzionata e/o accreditata, in cui evidenziata dipendenza psicofisica inerente patologia di cui è portatore

Esclusi soggetti ospiti di strutture residenziali

Iter procedurale:

Regione Marche, con L.R. 25/05 come modificata da L.R. 37/12, garantisce accessibilità e qualità delle prestazioni e dei servizi finanziati con Fondo non autosufficienti, fissando quote di compartecipazione del cittadino a tali servizi in base a:

1)       utilizzo strumenti di valutazione multidimensionali delle condizioni favorevoli di persona autosufficiente, tenendo conto di modalità di accertamento già sperimentate e partecipazione a progetti sperimentali promossi da Stato;

2)       elaborazione piani di assistenza individualizzati (PAI) a persona non autosufficiente, tenendo conto dei servizi sociali e sanitari erogati al fine di “favorire prevenzione e mantenimento condizioni di autonomia, anche tramite uso di nuove tecnologie”;

3)       compartecipazione al costo di prestazioni “eventualmente differenziate rispetto a capacità pregresse di persona non autosufficiente di produrre reddito e comunque privilegiando prestazioni erogate in ambito domiciliare e semiresidenziale”.

Giunta Regionale approvato con DGR 546 del 3/5/2021 atto di programmazione regionale per la non autosufficienza per il periodo 2019/21

Risorse del Fondo utilizzate in base a criteri definiti con DGR 179 del 22/2/2021 che prevede per anno 2020 assegnazione delle risorse per 50% a:

–          anziani non autosufficienti per:

a)erogazione di “assegno di cura” destinato ad anziani con oltre 65 anni non autosufficienti fruitori di assistenza da parte di familiari (anche non conviventi) o assistenti in possesso di regolare contratto di lavoro, allo scopo di mantenere persona anziana nel proprio contesto di vita e di relazioni nell’ambito di un Piano di Assistenza Individualizzata (PAI) predisposto dal Servizio, in accordo con UVI per casi complessi. Ente capofila di ATS informa cittadinanza in merito a possibilità di beneficiare di “assegno di cura” tramite avviso pubblico in cui specificare: caratteristiche ed obiettivi perseguiti con la suddetta misura; modalità di accesso; tempi e luoghi di invio della domanda. Soggetti interessati presentano domanda presso Punto Unico di Accesso (PUA) o Ufficio di Promozione Sociale (UPS) di ATS, allegando:

  • certificazione di invalidità al 100%;
  • copia riconoscimento indennità di accompagnamento;
  • documento inerente soggetto incaricato della tutela di anziano (amministratore di sostegno, tutore, curatore) in caso di incapacità (temporanea o permanente) di intendere e volere;
  • in caso di soggetti già beneficiari di “assegno di cura” o inseriti negli anni precedenti in graduatoria: attestazione ISEE aggiornata al fine di dimostrare mantenimento dei requisiti economici di accesso; stato di famiglia ai fini di aggiornamento di graduatoria

ATS esegue istruttoria delle domande pervenute, redigendo graduatoria unica in base a minor reddito ISEE (a parità di reddito, priorità assegnata a soggetto di maggiore età). Graduatoria, valida 1 anno ed approvata dal Comitato dei Sindaci di ATS, consente a:

  • coordinatore di ATS di affidare valutazione dei casi, in ordine decrescente di graduatoria, ad assistente sociale di ATS
  • assistente sociale (anche avvalendosi delle professionalità di UVI in caso di situazione complessa) di verificare, tramite visita a domicilio, condizioni di salute e familiari di anziano
  • assistente, a conclusione della fase di analisi, di provvedere alla stesura del PAI (o al suo aggiornamento per soggetti già presi in carico dai servizi), in cui esplicitare motivi giustificativi di accesso ad “assegno di cura”
  • coordinatore ATS di sottoscrivere con beneficiario di assegno o suoi familiari Patto per Assistenza Domiciliare (PAD), in cui individuati: percorsi assistenziali a carico di famiglia; impegni a carico dei servizi sociali; qualità di vita da garantire; modalità di utilizzo di assegno con relativa tempistica di concessione; impegno da parte di assistente familiare di iscriversi in Elenco regionale entro 12 mesi da concessione assegno
  • assistente sociale, in collaborazione con professionalità di UVI, di effettuare verifiche programmate del rispetto del PAI e delle condizioni riportate nel PAD, al fine di valutare efficacia di intervento ed apportare eventuali cambiamenti in corso d’opera
  • coordinatore ATS di scorrere in graduatoria “a seguito di uscite di utenti per decesso o per sopraggiunta inappropriatezza”

Erogazione “assegno di cura” si interrompe in caso di:

1)       assegnatario inserito in maniera permanente in una struttura residenziale;

2)       accesso del beneficiario al SAD (erogazione di assegno riprende al momento di interruzione del SAD);

3)       perdita delle condizioni previste al momento della sottoscrizione degli impegni assunti con destinatari dei contributi in PAI e Patto di assistenza;

4)       perdita delle condizioni di accesso e delle finalità previste da intervento;

5)       rinuncia scritta del beneficiario;

6)       decesso del beneficiario;

7)       ricovero temporaneo del beneficiario presso strutture ospedaliere o residenziali per oltre 30 giorni se supporto ad assistenza viene meno durante suddetto periodo di ricovero

b)servizio di assistenza domiciliare (SAD) gestito da ATS e rivolto ad anziani con oltre 65 anni parzialmente o totalmente non autosufficienti, in modo da:

  • favorire la loro permanenza in ambito familiare e migliorare la qualità della loro vita e di quella dei familiari
  • evitare ricoveri impropri in strutture sanitarie e case di riposo o residenze protette

Ogni ATS predispone progetto di utilizzo dei fondi destinati a SAD, specificando: percorsi di miglioramento qualitativo del servizio fornito in termini di estensione temporale; eventuali servizi aggiuntivi forniti; aggiornamento del personale impiegato nel servizio; sospensione delle attività; indicatori di qualità (percentuale di incremento di offerta da raggiungere nell’anno in termini di numero di anziani assistiti e personale sociale utilizzato). SAD attivati a livello di ATS tramite: redazione di regolamento unico per sua gestione associata; definizione di soglia minima ISEE ai fini della compartecipazione al costo del servizio; definizione di graduatorie e liste uniche di attesa.

Anziani interessati presentano domanda presso PUA, che, tramite assistente sociale di ATS (eventualmente per casi complessi coinvolgendo UVI), valuta domande pervenute e provvede a redigere PAI

Risorse trasferite dalla Regione a favore di anziani non autosufficienti sono gestite da ATS, tramite Ente capofila, evitando trasferimenti ai Comuni ricadenti in ATS, con liquidazione di “assegno di cura” o prestazione di SAD ai beneficiari “con la massima sollecitudine”

Servizio esegue controlli per monitorare utilizzo dei fondi assegnati per “assegno di cura” e SAD. A tal fine ATS e Comuni debbono fornire informazioni richieste. Dati raccolti messi a disposizione di:

a)Tavolo permanente di monitoraggio, a cui partecipano soggetti firmatari insieme alla Regione del Protocollo della politiche sociali e socio-sanitarie, quali Organizzazioni sindacali CGIL, UIL, CISL e loro Associazioni dei pensionati

b)Tavolo permanente di monitoraggio di Ambito territoriale, a cui partecipano coordinatori di ATS, direttori di distretto e referenti territoriali dei soggetti firmatari di cui sopra

–          disabili gravissimi, comprendenti soggetti indicati sopra a cui fornito intervento di sostegno alternativo sia al progetto “Vita indipendente riconoscimento di cura dei caregiver per assistenza a persone affetta da SLA”, sia ad assegno di cura per anziani non autosufficienti. Servizio definisce con decreto tempi e modalità di attuazione dell’intervento (compresa modulistica), nonché criteri di erogazione dei contributi ai beneficiari da parte di ATS. Soggetti interessati inviano a ATS domanda di contributo, corredata da:

a)verbale di riconoscimento di indennità di accompagnamento;

b)certificazione medica specialistica rilasciata da struttura pubblica o privata convenzionata ed accreditata attestante sussistenza di una delle condizioni riportate sopra

ATS esclude domande: pervenute oltre i termini fissati dal Servizio; incomplete della documentazione prescritta. ATS invita Commissione a sottoporre richiedente ad accertamento collegiale, alla cui conclusione invia certificazione attestante riconoscimento di disabilità gravissima ad interessato ed al Comune, affinché la trasmetta al Servizio per ottenere il contributo

Entità aiuto:

“Fondo regionale per non autosufficienze” finanziato con risorse di: Fondo sanitario regionale; Fondo sociale regionale; Fondo nazionale per non autosufficienze; Fondo nazionale politiche sociali; ulteriori risorse regionali provenienti da fiscalità generale; eventuali risorse messe a disposizione da altri soggetti (Comuni). Fondo destinato a:

1)       prestazioni e servizi sociali e socio-sanitari, definiti dei rispettivi piani, forniti da soggetti accreditati a residenti Marche in condizioni di non autosufficienza;

2)       rafforzamento di strutture sanitarie per condizioni di non autosufficienza, in modo da agevolare e semplificare informazione ed accesso ai servizi socio-sanitari;

3)       attivazione o rafforzamento di servizi socio-sanitari e socio-assistenziali, prioritariamente domiciliari, destinati a favorire autonomia e permanenza a domicilio di persone non autosufficienti;

4)       implementazione servizi di sollievo a famiglie e definizione interventi di sostegno a persona non autosufficiente al lavoro di cura gestito da famiglia, in forma diretta o indiretta, mediante piani assistenziali individuali.

Giunta Regionale con DGR 296 del 15/3/2021 ha destinato per anno 2020 500.000 € (di cui 400.000 € del Fondo nazionale per non autosufficienze e 100.000 € di risorse regionali) a favore di ATS 1, 11, 12, 15, 23 (assegnati 100.000 €/ognuno, di cui 80% di finanziamento nazionale e 20% di risorse regionali) per avviare nel periodo Maggio – Dicembre 2021 progetti sperimentali di vita indipendente volti ad inclusione nella società di persone con disabilità redatti dagli stessi ATS nel rispetto delle “Linee di indirizzo per progetti di vita indipendente di cui al D.P.C.M. 21/11/2019 ed approvati dal Servizio

Giunta Regionale con DGR 179 del 22/2/2021 destina 400.000 € del Fondo nazionale per non autosufficienze del 2020 per 50% a favore di:

–          anziani non autosufficienti, di cui:

a)almeno 30% a favore di assegno di cura erogato ad anziani non autosufficienti le cui famiglie attivano interventi di supporto assistenziale gestiti tramite familiari stessi o assistenti familiari. Assegno, pari a 200 €/mese per 12 mesi, non costituisce vitalizio ma supporto personalizzato nell’ambito di PAI ed è alternativo a: servizio SAD; intervento “Home care premium” effettuato da INPS; intervento relativo a disabilità gravissima; progetto di Vita indipendente. In caso di presenza di più soggetti nel nucleo familiare concessi non oltre 2 assegni con priorità per soggetto avente maggiore età (a parità di età, priorità data alla “gravità delle condizioni di salute e conseguente maggiore bisogno di assistenza”);

b)almeno 30% ad ATS per stabilizzazione di SAD, con riparto della risorse tra ATS in base ai seguenti criteri:

  • numero persone con oltre 65 anni residenti in ATS sul totale delle persone con oltre 65 anni residenti nella Regione (Peso 37,5%);
  • numero persone con oltre 85 anni residenti in ATS sul totale delle persone con oltre 85 anni residenti nella Regione (Peso 37,5%);
  • indice di vecchiaia di ATS, cioè percentuale delle persone con oltre 65 anni sul totale dei residenti in ATS (Peso 6,25%);
  • indice di 4°/3° età, cioè percentuale delle persone con oltre 85 anni sul totale delle persone con oltre 65 anni residenti in ATS (Peso 6,25%);
  • kmq. complessivi di territorio di ATS sul totale dei kmq. della Regione (Peso 12,5%)

–          disabili gravissimi da ripartire tra ATS in proporzione alle richieste di contributo ammesse. Contributo ridotto del 50% se disabile gravissimo inserito in un percorso di istruzione/formazione, centro socio educativo riabilitativo diurno (CSER), centro di riabilitazione pubblico/privato accreditato. Contributo riconosciuto al 100% se: frequenza del CSER sospesa per cause riconducibili a disposizioni regionali o nazionali; giovane disabile gravissimo sia impossibilitato a frequentare la scuola e gestisca programmazione della didattica a distanza, purché presentato certificato medico che giustifica “domiciliazione del percorso scolastico”. Se disabile gravissimo: ricoverato in struttura ospedaliera per oltre 30 giorni, contributo sospeso per giorni successivi al 30°; deceduto prima di essere valutato da Commissione, contributo per periodo antecedente al decesso spetta ad eredi, purché inviato certificato medico attestante stato di disabilità gravissima del soggetto prima del decesso

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