ECOLABEL

ECOLABEL (Reg. 66/10; DM 02/08/95)   (cee13)

Soggetti interessati:

Ministero Ambiente Tutela Territorio Mare (MATTM), Ministero Sviluppo Economico (MISE), Ministero Economia e Finanze (MEF), Agenzia Nazionale Protezione Ambiente (ANPA).

Qualsiasi produttore, fabbricante, importatore, fornitore dei servizi, grossista, dettagliante che intende immettere sul mercato UE prodotti a basso impatto ambientale

Iter procedurale:

Commissione Europea istituito marchio di qualità ecologica (ECOLABEL UE) a partecipazione volontaria che si applica “a tutti i beni e servizi destinati a distribuzione, consumo, uso sul mercato comunitario” con esclusione di medicinali per uso umano o veterinario e dei dispositivi medici di qualsiasi tipo.

Stato membro designa Organismo competente incaricati di applicare ECOLABEL UE:

  • indipendenti, imparziali, “tali da garantire trasparenza nell’esercizio delle loro attività, nonché coinvolgimento di tutte le parti interessate”;
  • in grado di garantire che processo di verifica effettuato “in modo coerente, neutro, affidabile da un terzo indipendente rispetto ad operatore sottoposto a verifica, sulla base di norme e procedure internazionali”.

Commissione istituisce Comitato per marchio di qualità ecologica (CUEME), composto da Organismi competenti di Stati membri e da rappresentanti delle parti interessate, con il compito di:

  • contribuire ad elaborare e rivedere criteri per marchio ECOLABEL UE;
  • formulare “raccomandazioni sui requisiti minimi di prestazione ambientale”;
  • assicurare partecipazione equilibrata di tutte le parti interessate per gruppi di prodotti (Organismi competenti, produttori, fabbricanti, importatori, fornitori di servizi, grossisti, dettaglianti, Associazioni ambientaliste, Associazioni consumatori).

Marchio ECOLABEL UE basato su dati scientifici relativi a prestazioni ambientali dei prodotti nel loro intero ciclo di vita, quali:

  1. impatti ambientali più significativi su cambiamenti climatici, natura e biodiversità, consumo di energia e risorse, produzione di rifiuti, emissioni ed inquinamento dovuto ad effetti tossici ed uso e rilascio di sostanze pericolose;
  2. sostituzione di sostanze pericolose con sostanze più sicure od uso di materiali o progettazione alternativi se ciò tecnicamente possibile;
  3. possibilità di ridurre impatti ambientali grazie a durata dei loro prodotti e loro riutilizzabilità;
  4. saldo ambientale netto risultante da benefici ed aggravi ambientali, compresi aspetti inerenti salute e sicurezza durante diverse fasi di vita dei prodotti;
  5. aspetti sociali ed etici (v. norme e codici internazionali di condotta sul lavoro);
  6. criteri stabiliti per altri marchi ambientali (EN ISO 14024) riconosciuti in modo da accrescerne sinergie;
  7. principio della riduzione, per quanto possibile, esperimenti su animali;
  8. funzionamento corretto dei prodotti secondo uso previsto

Criteri ECOLABEL UE per prodotti alimentari e mangimi, Commissione realizza “studio volto ad esplorare se sia fattibile stabilire criteri affidabili relativi a prestazioni ambientali durante intero ciclo di vita di tali prodotti, inclusi prodotti di pesca ed acquicoltura” (v. impatto marchio ECOLABEL UE su prodotti alimentari, mangimi, prodotti agricoli non trasformati; possibilità di concedere marchio ECOLABEL UE solo a prodotti certificati come biologici). In base a risultato studio e parere del CUEME, Commissione decide criteri marchio ECOLABEL UE per quali gruppi di alimenti e mangimi.

Vietato assegnare marchio ECOLABEL UE a prodotti contenenti:

  • sostanze, preparati, miscele classificati come tossici, pericolosi per ambiente, cancerogeni, mutageni, tossici per riproduzione;
  • sostanze soggette ad autorizzazione e restrizione di sostanze chimiche.

Ammessa deroga se impossibile per determinati prodotti sostituire materiali o progettazione che determinano “prestazione ambientale globale molto più elevata rispetto ad altri prodotti della stessa categoria”. Nessuna deroga se presenti “in un articolo o in qualsiasi parte omogenea di un articolo complesso” di miscele pericolose se in concentrazioni superiori a 0,1% di peso.

Stati membri, Organismi competenti, parti interessate possono avviare processo di revisione dei criteri per marchio ECOLABEL UE, predisponendo seguenti documenti:

  1. relazione preliminare;
  2. progetto di proposta dei nuovi criteri;
  3. relazione tecnica a sostegno del progetto di proposta dei nuovi criteri;
  4. relazione finale;
  5. manuale per potenziali utilizzatori del marchio ECOLABEL UE ed Organismi competenti;
  6. manuale per Autorità che aggiudicano contratti per appalti pubblici.

Documenti inviati a Commissione ed a CUEME.

Se nell’ambito di altro sistema di marchio di qualità ecologica elaborati criteri conformi a norme ambientali EN ISO 14024 per gruppo di prodotti per cui non fissati criteri per ECOLABEL UE, Stato membro può proporre “che tali criteri siano elaborati nell’ambito del sistema del marchio ECOLABEL UE”, utilizzando una procedura abbreviata”. Procedura abbreviata impiegata anche in caso di revisione non sostanziale dei criteri.

Progetto di criteri per marchio ECOLABEL UE elaborato, tenendo conto del piano di lavoro, Commissione, entro 9 mesi da consultazione CUEME, adotta misure per stabilire criteri specifici per marchio ECOLABEL UE per ogni gruppo di prodotti, pubblicandole su G.U.CE. Nella sua proposta finale Commissione:

  1. motiva eventuali modifiche introdotte rispetto a proposta scaturita da consultazione con CUEME;
  2. stabilisce requisiti per valutare conformità di specifici prodotti ai criteri ECOLABEL UE (requisiti di valutazione), evitando introduzione di misure “la cui attuazione può comportare un onere amministrativo ed economico sproporzionato per PMI”;
  3. specifica, per ogni gruppo di prodotti, le 3 caratteristiche ambientali principali che possono comparire su etichetta facoltativa;
  4. specifica, per ogni gruppo di prodotti, relativo periodo di validità dei criteri e requisiti di valutazione;
  5. specifica grado di variabilità del prodotto consentito durante periodo di validità dei criteri e requisiti di valutazione.

Logo del marchio riportato in Allegato II del Reg. 66/10 pubblicato su G.U.CE 27/10 ed applicato solo su prodotti che rispettano criteri del marchio.

Operatore interessato presenta richiesta di utilizzo ECOLABEL UE ad Organismo competente di Stato membro dove ottenuto prodotto a cui si intende applicare marchio, specificando: dati di operatore e del referente del marchio; gruppo di prodotti in questione; descrizione dettagliata del prodotto; ogni altra informazione richiesta da Organismo competente. Allegare documenti indicati da Commissione come indispensabili per ottenere marchio, compreso versamento diritti per istruttoria domanda

Entro 2 mesi da ricevimento richiesta, Organismo competente verifica completezza documentazione. Se incompleta, richiedente può provvedere a completarla entro 6 mesi da notifica, pena annullamento domanda. Se documentazione completa e verificato che prodotto rispetta criteri per assegnazione marchio, Organismo rilascia marchio ECOLABEL UE ed assegna numero di registrazione al prodotto, dopo aver accertato pagamento da parte richiedente costi delle prove di valutazione della conformità (comprese spese di vitto ed alloggio se necessari accertamenti in loco). Se riconoscimento marchio ECOLABEL UE per prodotto richiede che impianti di produzione debbono avere determinati requisiti, tutti gli impianti in cui fabbricato prodotto debbono possedere tali requisiti.

Organismo competente può riconoscere prove di conformità eseguite da Organismo terzo accreditato ai sensi norme EN 45011.

Organismo competente stipula con operatore contratto di utilizzo del marchio ECOLABEL UE (Modello riportato in Allegato IV al reg. 66/10 pubblicato su G.U.CE 27/10) contenente, tra l’altro, disposizioni per revoca marchio a seguito revisione dei criteri.

Operatore può opporre marchio sul prodotto solo dopo stipula del contratto, completo del numero di registrazione marchio applicato solo su prodotto per cui assegnato e sul relativo materiale promozione. Vietato uso di ECOLABEL UE come marchio di fabbrica.

Organismo comunica assegnazione marchio ECOLABEL UE a Commissione che lo annota in apposito registro, costantemente aggiornato e pubblicato sul sito internet dedicato al marchio. Assegnazione marchio ECOLABEL UE non impedisce applicazione di altre norme ambientali CE o nazionali durante varie fasi di vita del prodotto.

Vietata qualsiasi forma di pubblicità falsa o ingannevole o uso di etichette o simboli atti a creare confusione con marchio ECOLABEL UE. Organismo competente:

  1. verifica periodicamente che prodotto mantenga requisiti di conformità richiesti dal marchio (verifiche effettuate anche in forma casuale);
  2. informa utilizzatore del marchio in merito ad eventuali denunce relative a prodotto ECOLABEL UE, chiedendogli di rispondere a tali denunce;
  3. esegue con consenso di utilizzatore (compreso accesso ai luoghi di produzione) tutte le indagini necessarie a monitorare rispetto criteri conformità del prodotto;
  4. se rileva non rispetto da parte prodotto ECOLABEL UE dei criteri di conformità previsti o non utilizzo corretto del marchio, invita utilizzatore ad inviare proprie osservazioni e vieta utilizzo del marchio senza diritto ad alcun rimborso per diritti già versati. Di tale divieto informata Commissione ed altri Stati membri;
  5. tenuto a non rilevare informazioni raccolte nel corso della istruttoria per concessione marchio, adottando tutte le garanzie per evitare “qualsiasi falsificazione od appropriazione indebita” dei documenti affidati.

Se pubblicati criteri di conformità ECOLABEL UE per gruppo di prodotti ogni altro sistema di marchi di qualità ecologica EN ISO 14024 deve conformarsi a questo. Criteri ECOLABEL UE tengono conto dei “criteri esistenti elaborati negli Stati membri nell’ambito di sistemi di assegnazione di marchi di qualità ecologica ufficialmente riconosciuti”.

Stati membri e Commissione adottano piano di azione per promuovere marchio ECOLABEL UE mediante: promozione del sistema presso PMI; azioni di sensibilizzazione e campagne di informazione ed educazione di consumatori, produttori, fabbricanti, grossisti, fornitori di servizi, acquirenti pubblici, commercianti, dettaglianti; istituzione sito internet dedicato a marchio ECOLABEL UE (Fornisce informazioni sul marchio, materiale promozionale, informazioni su dove è possibile acquistare prodotti a marchio).

Organismi competenti si scambiano informazioni ed esperienze in materia di applicazione marchio. Commissione istituisce al riguardo apposito gruppo di lavoro che si riunisce almeno 2 volte/anno.

Commissione invia relazione a Parlamento e Consiglio Europeo su attuazione marchio ECOLABEL UE, evidenziando elementi del sistema che necessitano di revisione.

Al riguardo MATTM, con DM 02/08/1995, ha emanato un regolamento che prevede:

Art. 1. Istituzione di un Comitato per marchio comunitario di qualità ecologica dei prodotti (ECOLABEL)  e di un sistema comunitario di ecogestione ed audit (ECOAUDIT).

Art. 2. Comitato composto da Presidente e Vice Presidente nominato con decreto MATTM e da 12 membri (di cui 4 designati da MATTM, 2 designati da Ministero Salute, 4 designati da MISE, 2 designati da MEF) scelti “tra persone di comprovata esperienza, indiscussa moralità e indipendenza” (compresi dipendenti di Amministrazioni pubbliche), che non possono esercitare attività professionali o di consulenza, o essere amministratori di soggetti pubblici o privati, aventi interessi (diretti od indiretti) con imprese operanti nel settore di competenza del Comitato. Tali cause determinano la decadenza da incarico, qualora non vengano sanate entro 15 giorni. Per almeno 1 anno da cessazione di incarico, membri del Comitato non possono intrattenere rapporti di collaborazione, o consulenza o impiego con imprese del settore. Membri del Comitato durano in carica 3 anni e sono rinnovabili solo 1 volta. Presidente e Vice Presidente presiedono riunioni del Comitato e delle 2 Sezioni in cui questo è articolato (in caso di loro assenza riunione presiedute dal membro anziano), rappresentando il Comitato in tutte le sedi nazionali ed internazionali.

Comitato è articolato in 2 Sezioni, una riguardante  ECOLABEL e l’altra ECOAUDIT, che si considerano insediate se risultano nominati 2/3 dei componenti. Riunioni valide se presente maggioranza dei membri e decisioni prese a maggioranza semplice dei votanti (a parità di voti prevale voto di Presidente e Vice Presidente).

Componente del comitato che nel corso dell’anno  non partecipa, senza giustificato motivo, a più di 3 riunioni decade dalla carica e viene sostituito.

Art. 3. Comitato per l’esercizio delle funzioni si avvale del supporto tecnico di ANPA, nonché dell’Ispettorato tecnico del MISE. ANPA individua nell’ambito dei propri servizi il contingente di personale (non oltre 20 unità), il responsabile ECOLABEL, il responsabile ECOAUDIT, comunicando i nominativi al Comitato.

Art. 4. Comitato ECOLABEL avvalendosi del supporto tecnico di ANPA, svolge tutti i compiti affidati da normativa UE.

Art. 5. Attività di supporto ANPA al Comitato ECOLABEL riguarda:

  1. istruttoria tecnico amministrativa delle domande di assegnazione marchio ECOLABEL
  2. predisposizione dei formulari per la compilazione delle suddette domande
  3. istituzione e gestione di appositi registri delle domande di assegnazione del marchio ECOLABEL ricevute, accolte, respinte
  4. predisposizione  di nuovi gruppi di prodotti da sottoporre  a delibera del Comitato
  5. informazione al pubblico e ad imprese su normativa UE attraverso appositi strumenti, senza aggravio di costi
  6. promozione di studi e ricerche per attuazione del Reg. 66/10

Art. 6. Ispettorato tecnico di MISE accerta requisiti di idoneità dei laboratori abilitati ad eseguire accertamento tecnico preliminare indipendente, redigendone un elenco che viene pubblicato su GU.

Art. 7. MATTM istituisce un Forum di esperti, presieduto da Presidente di Sezione ECOLABEL, composto da: 3 membri designati da Associazioni di categoria di produzione industriale (almeno 1 espresso da PMI); 2 membri designati da Associazioni di categoria del commercio; 2 membri designati da Associazioni categoria di artigianato; 3 membri designati da Associazioni ambientali riconosciute; 2 membri designati da Consulta dei consumatori. Spese di partecipazione al Forum sono a carico delle categorie rappresentate, salvo funzioni di Segreteria svolte da ANPA. Forum, con regolamento interno approvato da MATTM, definisce modalità del suo funzionamento (in particolare per formulazione dei pareri).

Art. 8.  Comitato decide su domande inviate per assegnazione del marchio  ECOLABEL, in base alle disposizioni adottate da UE, comunicando esito ad interessati tramite ANPA. Se domande riguardano nuovi gruppi  di prodotti, Comitato, previa consultazione obbligatoria del Forum, delibera su opportunità di presentare proposta a Commissione UE.

Art. 9. Procedimento di assegnazione del marchio ECOLABEL si articola nelle seguenti fasi:

  • aziende presentano a Comitato domanda di assegnazione marchio, tramite ANPA, corredate dal certificato di accertamento preliminare indipendente rilasciato da laboratorio in elenco. Istruttoria tecnico amministrativa svolta da ANPA entro 60 giorni successivi
  • comitato, entro 30 giorni da ricevimento pratica notifica la propria decisione ad interessato, tenendo conto di parere formulato da ANPA.

Membri di Comitato, ANPA, laboratorio sono tenuti alla riservatezza dei dati.

Art. 10. Domande di assegnazione marchio ECOLABEL soggette al pagamento di un diritto a copertura delle spese relative alla loro istruttoria da versare tramite bollettino di conto corrente postale ad ANPA per un importo minimo fissato da Comitato in base ad importi indicativi stabiliti da Commissione UE. Ricevuta del bollettino postale allegata a domanda ad attestazione di avvenuto pagamento.

Soggetti beneficiari di marchio ECOLABEL debbono pagare ogni anno diritto per utilizzo del marchio, definito in misura pari a 0,15 % volume delle vendite a prezzi franco fabbrica del prodotto nella UE con il marchio ECOLABEL. Comitato può: fissare importo del diritto, tenendo conto dei dati definitivi di vendita nell’anno risultanti dal bilancio di assegnatario; aggiornare tale importo, in base a quanto stabilito da Commissione UE. Comitato può stabilire variazioni del diritto in misura non superiore a 20% riguardante tutti i diritti fissati per medesimo prodotto

Riscossione dei diritti presso competente Sezione provinciale Tesoreria di Stato.

Costi di eventuali prove su prodotti oggetto di assegnazione marchio ECOLABEL non compresi né nel diritto di domanda, né nel diritto annuale comunque a carico di richiedente o assegnatario.

Somme dei diritti versate in bilancio di Stato per essere riassegnate a MATTM a copertura delle esigenze organizzative e funzionali di Comitato.

Mancato pagamento dei diritti comporta, previa diffida ad adempiere  entro termine fissato, non accoglimento della domanda e/o sospensione  di utilizzo del marchio ECOLABEL assegnato, fino a quando non effettuato pagamento.

Art. 11. Comitato ECOAUDIT, avvalendosi di ANPA; svolge tutti i compiti attribuiti da Reg. 66/10.

Art. 12. Comitato ECOAUDIT per espletamento dei propri compiti si avvale di ANPA che:

  1. provvede, in base a direttive del Comitato, a tenere registro, in cui riportato elenco dei siti aderenti al sistema di ecogestione ed audit
  2. cura, su indicazione del Comitato, corretta informazione del pubblico ed imprese con appositi strumenti

Art. 13. Comitato svolge funzioni di accreditamento e controllo dei verificatori ambientali curando tenuta del relativo Albo

Art. 14. Comitato, tenendo conto delle dimensioni del fatturato di richiedente fissa, un sistema di quote per coprire le spese sostenute per: registrazione dei siti; accreditamento dei verificatori ambientali; funzionamento e promozione del sistema. Somme di tali diritti siano versate nel bilancio dello Stato per essere poi assegnate a MATTM. Diritti riscossi tramite loro versamento nella competente Sezione di Tesoreria provinciale di Stato, o tramite conto corrente postale intestato a Tesoreria (specificare causale e ricevuta di bollettino postale allegata a domanda).

Art. 15. Impresa per utilizzare dichiarazioni di partecipazione ad ECOAUDIT deve far prevenire quanto previsto da Reg. 66/10.

Art. 16. Programmi annuali e pluriennali di attività del Comitato in materia di ECOLABEL ed ECOAUDIT corredati da indicazione finanziaria per loro attuazione.

Fondi da versare ad ANPA per attività di supporto sono approvati da MATTM.

Art. 17. Compensi per Presidente, Vice Presidente, componenti del Comitato stabilito con decreto  MATTM.

Entità aiuto:

Diritti per istruttoria domanda da 200 a 2.000 €, ridotto da 200 a 600 € per piccole e medie imprese e da 200 a 350 € per microimprese. Diritto ridotto di 30% per richiedenti registrati secondo sistema comunitario EMAS e/o certificati secondo norme ISO EN 14001. Riduzioni non cumulabili, ma applicata riduzione più elevata, purché richiedente garantisce piena rispondenza dei suoi prodotti al marchio ECOLABEL  Organismo competente può chiedere diritto anche per esame di modifica od estensione di licenza, comunque mai superiore a quello di istruttoria domanda iniziale ed applicando stesse riduzioni.

Operatore versa diritto annuale per utilizzo marchio ECOLABEL UE fissato in forma forfetaria, basato su valore vendite con marchio (non oltre 0,15%), comunque fino ad un massimo di 25.000 € (Ridotto di 25% per piccole e medie imprese e per microimprese, richiedenti Paesi in Via di Sviluppo).

Diritto per esame domanda e diritto annuale non copre costo di prove e valutazioni da parte di terzi, o ispezioni in loco necessarie, che sono a carico di richiedente.

Sanzioni:

Stati membri definiscono sanzioni da applicare in caso di violazione delle norme su ECOLABEL UE che devono essere “effettive, proporzionate e dissuasive”. Sanzioni ed eventuali modifiche successive notificate a Commissione

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