DIRITTI PARTORIENTE

DIRITTI PARTORIENTE (L.R. 22/98) (social44)

Soggetti interessati:

Donne in stato di gravidanza

Iter procedurale:

Aziende unità sanitarie locali (ASL) ed Aziende ospedaliere:

1)          organizzano corsi di preparazione alla nascita e di cura del neonato volti a fornire a donna necessaria conoscenza di gravidanza, condizioni del feto, parto e relative tecniche da adottare per suo migliore svolgimento, allattamento naturale ed artificiale;

2)          informano donna su possibilità di partorire a domicilio od in caso di maternità, nonché su servizi di assistenza al parto esistenti nella struttura ospedaliera, case di maternità o a domicilio della donna stessa;

3)          adottano misure idonee per favorire svolgimento del parto nel rispetto delle condizioni fisiche, psicologiche, sanitarie della donna e del nascituro ed in particolare:

–               adottano modalità organizzative adeguate ad esigenze della donna in merito a tempi di parto;

–               garantiscono partecipazione consapevole e attiva della donna alla scelta del parto da attuare;

–               favoriscono modalità di parto fisiologico;

–               assicurano contatto immediato del bambino con madre e possibilità per questa di tenerlo accanto per tutto il periodo della degenza;

–               consentono, ove possibile, accesso e permanenza di familiare o persona di fiducia durante fase del parto, nonché in caso di interruzione della gravidanza;

–               favoriscono adeguata assistenza domiciliare a puerpera e neonato;

–               adeguano modalità di assistenza a gravidanza, parto, puerperio a raccomandazioni di OMS (Organizzazione mondiale sanità);

4)          possono istituire servizi di assistenza al parto a domicilio, tramite personale ostetrico anche convenzionato. Se tale servizio non istituito (rimanendo comunque “adeguata assistenza per interventi di emergenza”), ASL rimborsa a donne che hanno fatto parto a domicilio, spese sostenute fino a 1.200 EUR;

5)          possono istituire la casa della maternità “al fine di ricostruire un habitat il più possibile familiare dove donna viva il parto come fatto naturale. Nella casa di maternità ospitata partoriente e persone di sua scelta, con locali comuni attrezzati per esigenze di assistenza di parto e sanitaria, e dotate di personale ostetrico ed ausiliario”. Case di maternità ubicate vicino a strutture ospedaliere, in modo da garantire “tempestiva ospedalizzazione in caso di eventi patologici sopravvenuti”;

6)          facilitano evolversi del rapporto psico-affettivo e di relazione tra madre, padre e bambino, favorendo presenza di tali soggetti nella stanza della puerpera;

7)          predispongono visite programmate e screenings neonatali per diagnosi di malattie endocrinometaboliche per rilevazione di malformazioni congenite e profilassi di infezioni;

8)          garantiscono nelle unità pediatriche o dove ricoverati bambini, accesso e permanenza di genitori e persone di fiducia “nell’intero arco di 24 ore”, a cui fornito eventuale servizio di mensa a pagamento. Limitazioni ad accesso e permanenza imposte per “malattie o esigenze terapeutiche o igienico sanitarie”. Malattie specifiche curate nei reparti pediatrici, evitando per quanto possibile ricovero di bambini nei reparti per adulti;

9)          allestiscono nelle unità operative pediatriche locali per svolgere attività ludiche e per eventuali attività scolastiche condotte da educatori ed insegnanti volontari in caso di prolungata degenza;

10)     provvedono a formare, aggiornare, riqualificare personale operante nel settore materno infantile;

11)     assicurano più ampia consultazione in merito ad organizzazione dei servizi prestati da parte di Associazioni femminili, Associazioni genitori e famiglie, Organizzazioni del volontariato;

12)     provvedono a riorganizzare reparti ostetrici, ginecologici e neonatali, in modo da assicurare: spazi singoli per travaglio, parto, nascita; camere di degenza con non più di 2 letti provvisti di 1 o 2 culle; reparti di patologia neonatale attigui a quelli di ostetricia; sala da adibire a momenti di informazione collettiva e socializzazione delle esperienze; sala parto con attrezzature necessarie;

13)     presentare a Servizio Regionale Sanità, entro 30 Aprile, programma annuale degli interventi.

Giunta Regionale, entro 30 Giugno, presenta programma con relativi stanziamenti, assegnando priorità agli interventi di ristrutturazione dei reparti, a Consiglio Regionale per sua approvazione.   

 

 

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