DENOMINAZIONE VARIETALE PIANTE (Reg

DENOMINAZIONE VARIETALE PIANTE (Reg. 637/09; D.M. 12/11/09) (semen14)

Soggetti interessati:

Costitutori varietà piante agricole ed ortaggi

Iter procedurale:

Qualora marchio commerciale registrato venga notificato a Stato membro, questo vieta autorizzazione a denominazione varietale “identica o analoga alla denominazione varietale registrata per prodotti identici o analoghi a varietà di pianta interessata”, salvo caso di “consenso scritto del titolare del diritto anteriore a che la denominazione venga impiegata con riferimento alla varietà interessata, purché tale consenso non sia atto ad indurre in errore il pubblico sulla vera origine del prodotto”.

Denominazione varietale determina difficoltà ad utilizzatore se:

–          costituita da denominazione di fantasia: consiste di 1 sola lettera; contiene insieme di lettere che non formano parola pronunciabile; contiene un numero (A meno che tale numero sia parte integrante di denominazione o indichi che varietà rientra in serie numerata di varietà apparentate per metodo di ottenimento); consiste di più di 3 termini o elementi (a meno che concatenamento di tali termini rende facile il riconoscimento); consiste di un termine o elemento troppo lungo; contiene un segno di interpunzione, o altro simbolo, o una combinazione di lettere minuscole e maiuscole (salvo prima lettera maiuscola e le altre minuscole), un disegno, un esponente;

–          costituita da codice: consiste in 1 o più cifre (salvo si tratti di linee ottenute da incroci o analoghi tipi varietali specifici); consiste in unica lettera; contiene più di 10 lettere o lettere e numeri; contiene più di 4 gruppi diversi di lettere o cifre; contiene segno di interpunzione, altro simbolo, disegno, esponente;

–          desta “falsa impressione che varietà abbia caratteristiche o valori particolari, o che sia apparentata od ottenuta da altre varietà”;

–          faccia riferimento a caratteristica o valore particolare in modo da destare falsa impressione che solo quella varietà possiede tale caratteristica o valore, mentre in realtà ne esistono altre;

–          suggerisce, in analogia con marchio conosciuto ma non registrato o denominazione varietale registrata, che “si tratta di altra varietà, o desta impressione erronea su identità di richiedente, persona responsabile di mantenimento varietà, costitutore”;

–          contiene termini comparativi o superlativi, o denominazione botanica o comune di specie del gruppo di specie di piante agricole od ortaggi a cui appartiene varietà, o nome di persona fisica o giuridica, o riferimento a tale persona “che desti impressione erronea su identità del richiedente, persona responsabile mantenimento di varietà, costitutore”;

–          comprende nome geografico “che potrebbe fuorviare pubblico riguardo a caratteristiche o valore di varietà”

Vietata denominazione varietale identica a DOP, IGP già registrata.

Interessato nel presentare proposta di denominazione varietale deve specificare se di fantasia o in codice. Se non dichiarata si intende sempre “denominazione di fantasia”

Denominazioni utilizzate per commercializzazione di merci possono contenere denominazioni di monete o termini associati a peso e misure, o espressioni non utilizzabili per fini diversi da quelli previsti da legislazione vigente.

Per valutare se denominazione identica o confondibile con altre occorre seguire seguenti disposizioni:

–          denominazione “confusa con” se differisce per una sola lettera o per accenti sulla lettera rispetto a denominazione varietale di varietà di specie apparentata ufficialmente ammessa a commercializzazione nella CE “o sia oggetto di privativa per ritrovati vegetali in tale territorio”. In deroga non genera confusione differenza di:

a)       1 lettera in abbreviazione consueta che costituisce entità separata di denominazione, o “la cui evidenza sia tale da rendere denominazione chiaramente distinta”;

b)       2 o più lettere, salvo caso di “semplice cambiamento di posto di 2 lettere”;

c)       1 cifra tra 2 numeri.

Distinzione non applicabile a denominazione varietale in codice se si presenta in forma di codice anche denominazione varietale di riferimento (Sufficiente differenza di 1 solo carattere, o lettera, o numero purché tali codici siano ritenuti distinguibili); 

–          significato di “specie apparentata” (Più classi nell’ambito di stesso genere o classe comprendente più generi) riportato in Allegato II al Reg. 637/09 pubblicato su G.U.CE 191/09;

–          varietà non più esistente “se varietà non più commercializzata”;

–          “Registro ufficiale delle varietà ufficiali” è il catalogo comune di varietà delle specie agricole o di ortaggi. Registro tenuto da Organo ufficiale di Stato membro. Denominazioni varietali in codice riportate in questi con nota in calce riportante seguente indicazioni “denominazione varietale riconosciuta in forma di codice”. MI.P.A.F., con D.M. 12/11/09, ha stabilito per iscrizione delle varietà di specie agricole ed orticole nei Registri nazionali, “caratteri e condizioni minime da osservarsi per determinare differenziabilità, omogeneità, stabilità della varietà conformi ai protocolli e linee direttrici delle Direttive CE in materia”;

–          “varietà la cui denominazione non ha assunto alcun significato particolare” è varietà iscritta in Registro ufficiale delle varietà vegetali, “ma che ha perso significato particolare al termine di un periodo di 10 anni successivo alla soppressione del Registro”   

Posted in: