CRAS

CRAS (LR 7/95 art. 20 bis; D.G.R. 17/12/188/3/21)    (caccia38)

Soggetti interessati:

Servizio regionale PF Caccia e pesca nelle acque interne (Servizio), Prefettura, Università di Urbino “Carlo Bo” (Univderistà), Università di Camerino, Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria Marche (IZS), Associazioni di volontariato (iscritte nel Registro regionale di cui alla LR 15/12 ed aventi finalità statutarie compatibili con le attività di raccolta, trasporto e primo soccorso di animali selvatici feriti o in difficoltà), volontari, cittadini.

Iter procedurale:

Giunta Regionale ha istituito, a partire dal 01/01/2019, con DGR 1750 del 17/12/18 il “Centro Recupero Animali Selvatici” (CRAS Marche) con l’obiettivo di:

1)       recuperare animali selvatici in difficoltà e/o feriti e/o coinvolti in incidenti stradali nel territorio regionale

2)       conservare specie particolarmente protette e rare

3)       gestire strutture dislocate nella Regione, definite “Centri territoriali di pronto intervento e recupero di animali” presso cui eseguire i primi accertamenti e prestare le prime cure ai selvatici

4)       sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi riguardanti l’attività di soccorso alla fauna selvatica in difficoltà

5)       trasferire, se necessario, gli animali presso altre strutture (compresi quelli ritenuti non idonei ad essere liberati in natura), garantendone il benessere

6)       liberare gli animali riabilitati in ambienti idonei al loro rilascio

7)       riportare nella banca dati regionale il numero delle specie selvatiche recuperate

CRAS Marche è il Centro di recupero regionale, attrezzato con ambulatorio (sotto la responsabilità di un medico veterinario), strutture e mezzi idonei per:

a)accudire gli animali lungodegenti in adeguati spazi, compresi esemplari di specie esotiche invasive, anche di proprietari che in base alla Legge 230/17 non sono più in grado di detenerli

b)svolgere attività ambulatoriale riabilitativa a favore della fauna selvatica in difficoltà e/o ferita;

c)formare gli operatori delle strutture territoriali (compresa la formazione di tipo sanitario veterinaria)

d)trasmettere il know new acquisito e la modulistica ai Centri territoriali

Giunta Regionale con DGR 248 del 8/3/2021 ha definito protocollo di intesa con Università per concessione in comodato gratuito per una durata di 3 anni (rinnovabile per analogo periodo “in assenza di esplicita richiesta di riconsegna, anche in caso di sopraggiunto bisogno urgente e impreveduto del comodante”), almeno 3 mesi prima della scadenza) di un fabbricato sito in Comune di Urbino località Cà Girone di proprietà di Università (comodante) a Giunta (comodatario) per essere destinato esclusivamente a CRAS.

Giunta in qualità di comodatario si impegna a:

–         realizzare, nel fabbricato e nell’area di pertinenza, attività del CRAS, compresa attività didattica ed educativa;

–         osservare norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro;

–         esonerare Università da “responsabilità per eventuale utilizzo o gestione di beni concessi in modo non conforme al protocollo sottoscritto”;

–         conservare beni presi in custodia “con diligenza del buon padre di famiglia” affidandoli a Servizio;

–         mantenere vincolata a destinazione d’uso di beni concessi in comodato, pena loro immediata riconsegna. Giunta non potrà:

1)       apportare alcuna modifica, innovazione, miglioria senza preventivo consenso scritto di Università;

2)       ricevere alcun compenso e/o indennità a qualsiasi titolo per tali migliorie;

3)       locare o cedere uso a qualsiasi titolo (in modo parziale o totale) beni ricevuti in comodato senza preventivo consenso scritto di Università, fermo restando possibilità di affidarne gestione a soggetti terzi;

–         attivare o mantenere se presente linea telefonica a proprie spese;

–         collocare presso CRAS beni materiali ed attrezzature necessarie allo svolgimento della sua attività;

–         eseguire piccole manutenzioni ordinarie e straordinarie necessarie per attività del CRAS;

–         affiggere a proprio carico all’interno ed all’esterno dei beni targhe o insegne identificative degli uffici/servizi vigenti, comprese quelli inerenti sicurezza, divieti di accesso, gestione dei beni;

–         restituire beni al termine del comodato liberi da persone e cose;

–         prevedere spese annuali di manutenzione ordinaria, nonché quelle per sopralluoghi effettuati da Servizio attestanti necessità, entro 2 mesi da firma del protocollo, di: creare “piccoli presidi nell’area recintata e nei punti di accesso con relativa fascia di salvaguardia”; apporre cartellonistica di segnalazione dei beni oggetto di comodato; eseguire ripresa di intonaci e scalini dissestati, nonché rialzo del pozzetto e quant’altro evidenziato nel corso dei sopralluoghi;

–         apportare modifiche ad impianti tecnologici necessari a svolgere attività istituzionali di L.R. 7/95;

–         stipulare apposita polizza assicurativa per rischi di danni ad immobili e persone durante periodo di valenza del protocollo;

–         farsi carico delle spese di funzionamento per utenze, reti informatiche, riscaldamento, pulizie locali, manutenzione del CRAS fissate in 30.000 €

Università in qualità di comodante si impegna a:

–         garantire che immobile ceduto è conforme alle norme urbanistiche, edilizie, igienico sanitarie, di sicurezza;

–         non pretendere alcun compenso o indennizzo per eventuale deterioramento di immobile derivante dal suo uso fissandone valore a 550.000 €

CRAS Marche agisce attraverso:

  • “Centri territoriali di pronto intervento e recupero animali” (Centro), istituiti presso ogni Provincia, al fine di fornire assistenza veterinaria ai selvatici (in particolare prima diagnosi e prime cure) 24 ore/giorno, nonché garantire loro un breve periodo di degenza, prima del trasferimento presso CRAS Marche o strutture specialistiche. In ogni Centro deve sussistere:

1)       referente della Polizia provinciale, con il compito di coordinare il Centro stesso e partecipare alle azioni di recupero

2)       veterinario individuato dalla PF Caccia e Pesca, con il compito di prestare le cure necessarie ai selvatici e liberarli una volta ristabiliti

3)       Associazione di volontariato, selezionata mediante una procedura ad evidenza pubblica (dove le esperienze maturate nella gestione delle suddette attività costituisce un titolo preferenziale), con il compito, definito nell’ambito di un’apposita convenzione sottoscritta avente durata massima di 4 anni (rinnovabile annualmente), di:

a)tenere un registro di carico e scarico dei vari esemplari entrati ed usciti dal Centro

b)garantire una reperibilità di 24 ore/giorno (compresi giorni festivi) per l’intera durata della convenzione

c)dotarsi di un edificio, munito di un’adeguata zona all’aperto a disposizione degli animali

d)eseguire: pulizia e manutenzione delle strutture di stabulazione degli animali (comprese voliere), spazi verdi, uffici, laboratori; pagamento delle utenze; smaltimento delle deiezioni e delle carcasse degli animali deceduti

e)tenere a disposizione gli animali rinvenuti morti al momento della loro raccolta o deceduti durante il trasporto per 24 ore successive alla segnalazione, al fine di consentire alla Regione di eseguire gli accertamenti tecnici ritenuti necessari

f)segnalare in modo tempestivo (comunque entro le 24 ore successive, salvo cause di forza maggiore) alla Regione, anche avvalendosi di idonea documentazione fotografica, ogni intervento eseguito sulla fauna protetta

g)rendicontare entro il 30 Giugno le spese sostenute (distinte per singola voce) fino al 30 Maggio (entro il 15 Ottobre quelle sostenute dal 1 Giugno al 30 Settembreentro il 31 Gennaio quelle sostenute dal periodo 1 Ottobre al 31 Dicembre), allegando:

Ø       relazione sull’attività svolta, in cui evidenziare: l’attinenza dei costi rendicontati con le attività convenzionate; eventuali criticità rilevate nell’esecuzione delle attività (compresi problemi di coordinamento)

Ø       foglio elettronico recante le seguenti informazioni:

  • in merito alla raccolta e trasporto: specie animale raccolta; numero di esemplari raccolti; motivo della raccolta; incidente stradale (SI/NO); luogo, data ed ora del rinvenimento; coordinate GPS del luogo di raccolta; destinazione degli animali; km percorsi per ogni intervento
  • in merito al primo soccorso: data di arrivo dell’animale alla struttura di cura, riabilitazione, liberazione; dati anagrafici del soggetto che consegna l’animale; località di ritrovamento; numero di identificazione assegnato all’animale; specie, sesso, età e peso dell’animale; motivo del suo ricovero e del suo eventuale trasferimento (riabilitazione, eutanasia liberazione) con relativa data; notizie sulla degenza; data, modalità e località di liberazione; data e causa del decesso

Ø       copia dei documenti di spesa da cui risulti la tipologia dei beni e servizi acquisiti

Ø       quietanze di pagamento

Ø       copia della carta di circolazione di ogni veicolo utilizzato

Ø       dichiarazione sostitutiva di notorietà del legale rappresentante attestante che IVA non è recuperabile

Servizio procede entro 45 giorni alla liquidazione del rimborso a seguito dell’istruttoria sulla documentazione presentata

Le attività dell’Associazione sono svolte tramite volontari, in possesso di un’adeguata e comprovata esperienza (acquisita anche tramite la partecipazione a specifici corsi di formazione) a cui viene fornita:

1)       assicurazione contro gli infortuni e le malattie connesse all’attività svolta, nonché per la responsabilità civile verso terzi (animali compresi) e per la tutela legale

2)       strumentazione adeguata ad effettuare la cattura ed il recupero degli animali feriti o in difficoltà, compreso: fucile lancia siringhe per telenarcosi previa licenza (da rinnovare ogni anno) rilasciata dalla Questura competente; automezzi omologati per il trasporto e soccorso della fauna

3)       idonea dotazione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) nei confronti di rischi inerenti all’ambiente di lavoro di tipo: fisico/chimico; biologico; aggressione da parte di animali feriti durante le operazioni di soccorso

4)       adeguata formazione

5)       telefono cellulare attivo 24 ore/giorno (suo numero diffuso, tramite canali di comunicazione, a tutti i cittadini, Prefetture, Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, Centrale Unica di Risposta per le Emergenze della Regione)

  • ospedale veterinario, individuato in quello posseduto dall’Università di Camerino presso la sede distaccata di Matelica, con cui la Regione stipula una convenzione, impegnando tale struttura a:

1)       svolgere un’attività clinica e di pronto soccorso per 24 ore/giorno, con approfondimento diagnostico, prognostico ed avvio di terapie nei confronti degli animali ricoverati (in particolare quelli appartenenti alle specie protette)

2)       tenere sotto osservazione i soggetti degenti  per 24 ore/giorno;

3)       mettere a disposizione specifici locali per la degenza ed il trattamento di animali affetti da malattie infettive/contagiose

  • struttura specializzata per la cura e riabilitazione di specie protette, individuata nel CRAS “Monte Adone” di Sasso Marconi (BO) con cui la Regione stipula una convezione, impegnando tale struttura a seguire il processo di riabilitazione degli animali di particolare interesse conservazionistico, al fine di un loro successivo rilascio in natura (trasferimento degli animali in tale struttura deve essere autorizzato da Servizio)
  • struttura di accoglienza degli animali non idonei ad essere liberati, individuata nella struttura di Cà Girone, dotata di appositi spazi (voliere, recinzioni) per accogliere mammiferi e uccelli (prioritariamente delle specie protette) che non potranno essere liberati nel loro ambiente naturale dopo le cure prestate (trasferimento degli animali presso Cà Girone deve avvenire previo assenso della Polizia provinciale)
  • proprio logo identificativo, da riportare su abbigliamento, mezzi e strutture del CRAS
  • operatori volontari, muniti di un tesserino identificativo rilasciato dal Servizio, sono tenuti, nell’espletamento dei compiti affidati, a mantenere un “comportamento dignitoso e rispettoso nei confronti della fauna, cittadini, Regione”, pena l’esclusione da attività da parte di Servizio
  • pubblicazione e/o diffusione di informazioni, immagini e/o video riguardanti l’attività del CRAS e gli animali ricoverati, previa autorizzazione

Entità aiuto:

Servizio rimborsa tutte le spese sostenute dalle Associazioni entro il 31 Dicembre per eseguire le attività convenzionate, purché adeguatamente documentate e rendicontate, compresi costi connessi a: km percorsi con proprio mezzo per la raccolta ed il trasferimento degli animali selvatici (calcolati in base a tariffe ACI); acquisto di carburante in caso di utilizzo di mezzi della Regione; cure, analisi, esami strumentali, interventi, farmaci, materiali per le medicazioni, alimentazioni di tipo terapeutico prestate agli animali ricoverati; coperture assicurative inerenti ai  volontari ed ai mezzi di trasporto; quote di ammortamento annuali per beni strettamente correlati alle attività convenzionate (investimenti debbono comunque essere preventivamente autorizzati da Servizio o dal CRAS); manutenzione dei beni strumentali utilizzati nelle attività convenzionate; IVA, se non recuperabile ai sensi della normativa vigente; spese generali (nel limite massimo definito nella convenzione stessa); utenze; acquisizione di DPI; attività formative; produzione di materiale divulgativo. Servizio fissa l’importo massimo rimborsabile ogni anno ad Associazione, tenendo conto del preventivo spesa da questa inviato entro il 30 Settembre (eventuali spese non previste possono essere autorizzate dal Servizio).

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