COMUNI E MINORI A RISCHIO (L

COMUNI E MINORI A RISCHIO (L.R. 8/94; D.G.R.M. 1/6/98)  (giovan11)

Soggetti interessati:

Comuni, minori in situazioni familiari multiproblematiche o privi di nucleo familiare, adolescenti a rischio devianza o sottoposti a misure penali, gestanti o donne con figli rifiutate da famiglia o impossibilitate a rimanervi a causa maltrattamenti subiti.

Iter procedurale:

Comuni predispongono programmi annuali di servizi socio-assistenziali, comprendenti:

– interventi socio-educativo-assistenziali domiciliari, semi residenziali, residenziali (affido,

  istituto, comunità).

  Comuni presentano domanda di contributo a Servizi Sociali entro 25 Luglio 1998, allegando

  1) delibera del Comune contenente: interventi previsti nell’area, spese da sostenere;

  2) analisi interventi assicurati: utenti, tipo intervento, costo unitario, spesa totale, durata

      massima (Per minori fino a 18 anni, elevato a 25 anni nel caso di iter formativo; per

      donne non oltre 6 mesi, elevato a 12 mesi nel caso gravidanza; per pronto accoglienza

      residenziale non oltre 60 giorni).

  Regione approva domande. Se fondi insufficienti, riduzione proporzionale aiuto.

  Comuni entro 28 Febbraio successivo inviano a Servizi Sociali: relazione su interventi

  attuati (Quantificare utenza, durata, costo unitario, spesa totale); rendicontazione spese;

– attività di informazione, formazione, consulenza. Domanda contributo presentata a Servizi

   Sociali per:

  1) promozione ed organizzazione servizio di affido familiare, da parte ASL di Senigallia.

      Domanda comprende: relazione su attività da svolgere, preventivo spesa. Servizio

      assegna fondi ed entro 12 mesi successivi, ASL invia relazione su attività svolta e

      rendicontazione spese sostenute;

  2) valutazione delle capacità di educare dei genitori da parte ASL nel cui territorio ricade

      Università, in collaborazione con magistratura minorile.

      Domanda contenente programma formativo degli operatori di Comuni ed ASL nei

      servizi assistenziali, docenti ed esperti, preventivo spesa.

      Servizio valuta richiesta ed eroga contributo al momento avvio attività formativa. Ente

      gestore al termine attività invia a Servizio relazione su attività svolta e rendiconto spese

  3) consulenze e supervisione operativa da parte Comune o ASL. Alla domanda allegare:

      delibera contenente tipo di iniziativa da svolgere e sede referente; relazione che

      illustra iniziativa;  elenco potenziali partecipanti (Operatori sociali di Comuni ed ASL).

      Servizio Sociali ammette domanda di Comune o ASL che non hanno mai beneficiato

      di aiuti in merito, con priorità per realtà dove maggiore è popolazione minorile, ed eroga

      contributo ad inizio attività formativa.

      Ente beneficiario: definisce calendario lavori; reperisce consulenti e supervisori; rilascia

      a termine iniziativa (12 mesi da approvazione) attestato di partecipazione.

      Ente beneficiario invia relazione su attività svolta e rendiconto spese.

Entità aiuto:

Per anno 2000 stanziati 3.000.000.000 (CAP. 4234102).

Contributi pari a 70% per Comuni fino a 5.000 abitanti, 60% per Comuni da 5.001 a 15.000 abitanti, 50% per Comuni oltre 15.000 abitanti per sostenere spese relative a: assistenza domiciliare a prevalente aiuto domestico (Massimo 26.910/ora), assistenza domiciliare educativa (Massimo 30.240/ora) affido etero-familiare diurno (Massimo 12.950/ora), inserimento in strutture semi residenziali formative (Massimo 25.900/ora), affido a garante entro 4° grado (Massimo 10.735/giorno per minori, 17.250/giorno per donne), affido etero-familiare (Massimo 20.750/giorno per minore, 34.500/giorno per donne), ospitalità in Istituto (Massimo 41.500/giorno per minore, 69.000/giorno per donne), accoglienza in Comunità (Massimo 115.000/giorno per minore, 190.000/giorno per donna).

Nel caso di attività di consulenza e supervisione: ammesse spese per consulenti e supervisori.

 

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