COMMERCIO SLEALE PRODOTTI AGRICOLI

COMMERCIO SLEALE PRODOTTI AGRICOLI (D.Lgs. 198/21)  (commag73)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF), Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), Autorità garante della concorrenza, Organizzazioni professionali di categoria (OO.PP.)

Fornitore (inteso come produttore agricolo o persona fisica o giuridica, comprese Organizzazioni di produttori, società cooperative, Organizzazioni di fornitori e loro Associazioni) che vende prodotti agricoli o alimentari rientranti in Allegato I del Trattato deperibili (aventi natura tale che potrebbero divenire inadatti alla vendita entro 30 giorni da raccolta, produzione, trasformazione) o meno

Acquirente (inteso come persona fisica o giuridica o qualsiasi Autorità pubblica nazionale, regionale, locale od Organismo di diritto pubblico o Associazione costituita tra tali soggetti) che acquista prodotti agricoli ed alimentari

Consumatore (inteso come persona fisica) che acquista prodotti agricoli ed alimentari per scopi estranei alla propria attività professionale od imprenditoriale

Iter procedurale:

D.Lgs. 198/21 attua Direttiva CE 2019/633 relativa a pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese della filiera agricola ed alimentare e prevede ad:

Art. 1 finalità del provvedimento inerente:

  • “disciplina delle relazioni commerciali e contrasto alle pratiche commerciali sleali nelle relazioni tra acquirenti e fornitori di prodotti agricoli ed alimentari, definendo pratiche commerciali in quanto imposte unilateralmente da un contraente alla sua controparte nella direzione della maggiore tutela dei fornitori e degli operatori della filiera agricola ed alimentare rispetto alle suddette pratiche”;
  • cessione di prodotti agricoli ed alimentari eseguite da fornitori stabiliti nel territorio nazionale indipendentemente dal loro fatturato

Esclusi contratti di cessione direttamente conclusi tra fornitori e consumatori

Disposizioni in oggetto costituiscono “norme imperative e prevalgono su eventuali discipline di settore” per cui è “nulla qualunque pattuizione o clausola contrattuale contraria a queste”

Art. 2 definizioni relative, tra l’altro a: Accordo quadro definito da OO.PP. o tra fornitore ed acquirente; contratto di cessione; contratto di cessione con consegna pattuita su base periodica (cioè contratto di fornitura con prestazioni periodiche o continuative); fatturato; interessi legali di mora

Art. 3 contratti di cessione, imperniati su “principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni”, conclusi sempre con atti scritti stipulati prima della consegna dei prodotti ceduti, indicanti: durata, quantità e caratteristiche del prodotto venduto; prezzo (fisso o variabile in base a parametri fissati nel contratto); modalità di consegna e pagamento. In alternativa a contratto scritto è ammesso (se previsto in Accordo quadro) documento di trasporto o consegna, fattura, ordine di acquisto, purché riportante elementi di cui sopra)

Durata del contratto di cessione non inferiore a 12 mesi, salvo deroga motivata (anche tenendo conto di stagionalità del prodotto oggetto di cessione) e concordata tra le parti con assistenza delle rispettive OO.PP. Se contratto ha durata inferiore a 12 mesi, si considera comunque pari a 12 mesi (Esclusi contratti di cessione in cui acquirente esercita attività di somministrazione di alimenti e bevande)

Rimangono valide:

  1. condizioni contrattuali (comprese quelle sui prezzi) definite nell’ambito di Accordo quadro stipulato da OO.PP. relative a fornitore di prodotti agricoli ed alimentari;
  2. funzioni e competenze di Autorità garante della concorrenza

Nei contratti quadro conclusi con Centrali di acquisto occorre indicare (in Allegato) nominativi degli associati che hanno conferito mandato

Art. 4 vietate nelle relazioni commerciali seguenti pratiche commerciali sleali:

  • in caso di contratti di cessione con consegna pattuita su base periodica:
  1. versamento del corrispettivo da parte di acquirente di prodotti agricoli ed alimentari deperibili dopo 30 giorni dalla consegna o dalla data “in cui stabilito importo da corrispondere, a seconda di quale delle 2 date sia successiva”;
  2. versamento del corrispettivo da parte di acquirente di prodotti agricoli ed alimentari non deperibili dopo 60 giorni dal termine convenuto per la consegna (mai superiore a 30 giorni) o dopo 60 giorni dalla data “in cui stabilito importo da corrispondere, a seconda di quale delle 2 date sia successiva”;
  • in caso di contratti di cessione con consegna pattuita su base non periodica:
  1. versamento del corrispettivo da parte di acquirente di prodotti agricoli ed alimentari deperibili dopo 30 giorni dalla consegna o dopo 30 giorni dalla data “in cui stabilito importo da corrispondere;
  2. versamento del corrispettivo da parte di acquirente di prodotti agricoli ed alimentari non deperibili dopo 60 giorni dalla consegna o dopo 60 giorni dalla data “in cui stabilito importo da corrispondere, a seconda di quale delle 2 date sia successiva”;
  3. annullamento da parte di acquirente di ordini di prodotti agricoli ed alimentari deperibili con preavviso inferiore a 30 giorni. MIPAAF individua con decreto “casi particolari, nonché settori nei quali le parti di un contratto di cessione possono stabilire termini di preavviso inferiori a 30 giorni”;
  4. modifica unilaterale da parte di acquirente o fornitore delle condizioni del contratto di cessione di prodotti agricoli ed alimentari relative a: frequenza, metodo, luogo, tempo o volume della fornitura/consegna dei prodotti; norme di qualità; termini di pagamento; prezzi; prestazione di servizi accessori;
  5. richiesta al fornitore da parte di acquirente di pagamenti non connessi a vendita di prodotti agricoli ed alimentari;
  6. inserimento da parte di acquirente di clausole contrattuali che obbligano fornitore a farsi carico di costi per deterioramento o perdita di prodotti agricoli ed alimentari presso locali di acquirente, comunque dopo consegna di tali prodotti, purché tale deterioramento o perdita non dovuta a negligenza o colpa di fornitore
  7. rifiuto da parte di acquirente o fornitore di confermare per iscritto le condizioni del contratto, per cui fornitore ha richiesto conferma in forma scritta, salvo che contratto riguardi prodotti da consegnare da socio a propria Organizzazione produttori o cooperativa, purché statuto o regolamento interno di questa contenga “disposizioni aventi effetti analoghi a quelle del contratto di cessione”;
  8. acquisizione, utilizzo, divulgazione illecita da parte di acquirente o di “soggetti facenti parte del medesimo gruppo di acquisto” di segreti commerciali o di “qualsiasi altra informazione commerciale sensibile del fornitore”;
  9. minaccia di mettere in atto o messa in atto da parte di acquirente di ritorsioni commerciali nei confronti di fornitore se questo esercita diritti contrattuali legali di cui beneficia (compresa eventuale denuncia ad Autorità di contrasto);
  10. richiesta al fornitore da parte di acquirente di risarcimento del costo sostenuto per esaminare reclami dei clienti relativi alla vendita dei suoi prodotti “benché non risulti negligenza o colpa da parte dello stesso”

In caso di mancato rispetto dei termini di pagamento sono dovuti al creditore gli interessi legali di mora decorrenti dal giorno successivo alla scadenza del termine al tasso di riferimento maggiorato di 4 punti percentuali

Divieto di cui alla precedente lettera a) non applicato in caso di pagamenti effettuati:

  1. da acquirente a fornitore quando questi eseguiti nel quadro dei programmi di distribuzione di prodotti ortofrutticoli e latte nelle scuole di cui al Reg. 1308/13;
  2. da Enti pubblici che forniscono assistenza sanitaria;
  3. nell’ambito di contratti di cessione tra fornitore di uve o mosto per produzione di vino e loro acquirenti diretti se: termini di pagamento specifici delle operazioni di vendita sono inclusi in contratti tipo vincolanti stipulati prima del 1/1/2019, la cui applicazione rinnovata “senza modificare sostanzialmente termini di pagamento a danno dei fornitori“; contratti di cessione sono pluriennali o lo divengono

Vietate inoltre seguenti pratiche commerciali, salvo che queste precedentemente concordate tra fornitore ed acquirente e riportate nel contratto od accordo quadro “in termini chiari ed univoci”:

  1. restituzione da parte di acquirente al fornitore di prodotti agricoli ed alimentari rimasti invenduti senza corrispondere alcun pagamento per questi o per loro smaltimento;
  2. richiesta al fornitore da parte di acquirente di un pagamento “come condizione per immagazzinamento, esposizione, inserimento in listino dei suoi prodotti o per messa in commercio degli stessi”;
  3. richiesta al fornitore da parte di acquirente di farsi carico, in tutto od in parte, del costo di sconti su prodotti venduti come parte di una promozione, salvo che prima di avvio della promozione acquirente ne specifichi periodo e quantità prevista di prodotti agricoli ed alimentari “da ordinare a prezzo scontato”;
  4. richiesta al fornitore da parte di acquirente di farsi carico dei costi per marketing o per pubblicità su prodotti agricoli ed alimentari effettuata da acquirente;
  5. richiesta al fornitore da parte di acquirente di farsi carico dei costi del personale incaricato di organizzare gli spazi destinati alla vendita di prodotti del fornitore

Se acquirente chiede pagamento per casi di cui alle precedenti lettere b), c), d), e) deve indicare al fornitore per iscritto una “stima dei pagamenti unitari e complessivi richiesti”

Art. 5 vietate inoltre seguenti pratiche commerciali:

  1. acquisti di prodotti agricoli ed alimentari tramite ricorso a gare ed aste elettroniche a doppio ribasso;
  2. imposizioni di condizioni contrattuali eccessivamente gravose per venditore, comprese quelle relative a vendita di prodotti agricoli ed alimentari a prezzi inferiori ai costi di produzione;
  3. omissione nella stipula del contratto inerente cessione di prodotti agricoli ed alimentari di “anche una delle condizioni richieste da Art. 168 di Reg. 1308/13”;
  4. imposizione, diretta od indiretta, di condizioni di acquisto, vendita o altre condizioni contrattuali gravose;
  5. applicazione di condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti;
  6. subordinare conclusione o esecuzione di contratto e continuità delle relazioni commerciali all’esecuzione di prestazioni da parte dei contraenti che “per loro natura e secondo usi commerciali non hanno connessione con oggetto degli uni o delle altre”;
  7. conseguimento di indebite prestazioni unilaterali ingiustificate da natura o contenuto di relazioni commerciali;
  8. adozione di ogni ulteriore condotta commerciale sleale “tenendo conto del complesso delle relazioni commerciali caratterizzanti condizioni di approvvigionamento”;
  9. imposizione, a carico di una parte, di servizi e prestazioni accessorie rispetto ad oggetto principale di fornitura, anche se queste fornite da soggetti terzi, “senza alcuna connessione oggettiva con cessione del prodotto oggetto del contratto”;
  10. esclusione di applicazione di interessi di mora a danno del venditore o delle spese di recupero dei crediti;
  11. previsione nel contratto di clausola che imponga al fornitore, dopo la consegna dei prodotti, termine minimo prima di emettere fatture, salvo caso di “consegna dei prodotti in più quote nello stesso mese nel qual caso fattura emessa solo successivamente ad ultima consegna del mese”;
  12. imposizione di trasferimento ingiustificato e sproporzionato del rischio economico alla controparte;
  13. imposizione ad acquirente da parte di fornitore di prodotti con date di scadenza troppo brevi rispetto alla vita residua del prodotto;
  14. imposizione ad acquirente da parte di fornitore di vincoli contrattuali per il mantenimento di un determinato assortimento “inteso come insieme di beni posti in vendita da operatore commerciale per soddisfare esigenze dei suoi clienti”;
  15. imposizione ad acquirente da parte di fornitore di inserimento di prodotti nuovi in assortimento;
  16. imposizione ad acquirente da parte di fornitore di posizioni privilegiate di determinati prodotti nello scaffale od esercizio commerciale

Art. 6 fermo restando rispetto delle disposizioni di cui ad Art. 3, 4, 5, 7, si considerano attuativi i “principi di trasparenza e correttezza delle relazioni commerciali tra acquirenti e fornitori di prodotti agricoli ed alimentari, accordi e contratti di filiera aventi durata di almeno 3 anni, nonché contratti di cui ad Art. 3 conformi alle condizioni definite in accordi quadro conclusi con assistenza delle OO.PP. “anche per il tramite delle loro articolazioni territoriali”

Contratti di cessione si considerano conformi se basati sui seguenti criteri: conformità di esecuzione a quanto concordato; correttezza e trasparenza delle informazioni fornite in sede precontrattuale; assunzione ad opera delle parti della filiera dei propri rischi imprenditoriali; giustificabilità delle richieste

Per vendita di prodotti agricoli ed alimentari oggetto dei suddetti contratti ammessi messaggi pubblicitari recanti dicitura “prodotto conforme alle buone pratiche commerciali nella filiera agricola ed alimentare”. ICQRF verifica veridicità di tale dicitura e in caso di riscontro negativo ne proibisce utilizzo

Art. 7 vendita sottocosto di prodotti agricoli ed alimentari, freschi e deperibili, consentita solo in caso di prodotto invenduto a rischio di deperibilità o di operazioni commerciali programmate e concordate con fornitore in forma scritta

Sempre vietato imporre al fornitore condizioni contrattuali tali da far ricadere su questo conseguenze economiche derivanti, in modo diretto od indiretto, dal deperimento o perdita dei prodotti agricoli ed alimentari venduti sottocosto “non imputabili a negligenza del fornitore”.

In caso di violazioni delle disposizioni di cui sopra, prezzo stabilito dalla parte “sostituito di diritto dal prezzo risultante dalla fattura di acquisto o dal prezzo calcolato in base ai costi medi di produzione rilevati da ISMEA o dal prezzo medio praticato per prodotti similari nel mercato di riferimento”

Art. 8 ICQRF è designato quale Autorità preposta all’accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui ad Art. 3, 4, 5 ed alla irrogazione delle relative sanzioni amministrative. A tal fine ICQRF:

  1. avvia e conduce indagini di propria iniziativa o a seguito di denuncia di qualunque soggetto interessato;
  2. chiede ad acquirenti e fornitori di rendere disponibili tutte le informazioni necessarie per condurre indagini su pratiche commerciali vietate;
  3. esegue ispezioni in loco, senza preavviso, nel quadro delle indagini di cui sopra;
  4. accerta violazione delle disposizioni ed impone al suo autore di porre fine alla pratica commerciale vietata, salvo che questo possa rilevare identità del denunciante o qualsiasi altra informazione la cui divulgazione potrebbe essere lesiva degli interessi del denunciante, purché questo abbia specificato quali sono le informazioni sensibili;
  5. avvia procedimenti finalizzati ad irrogazione delle sanzioni amministrative pronunciate nei confronti di autore di violazione;
  6. pubblica provvedimenti sanzionatori presi su apposita sezione del sito internet del MIPAAF;
  7. pubblica relazione annuale su attività svolta, indicando numero di denunce ricevute e numero indagini avviate e concluse nell’anno precedente (evidenziare, in modo sommario, esito delle indagini e decisioni prese);
  8. invia entro 15 Marzo a Commissione UE una relazione su pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese della filiera agricola ed alimentare, contenente, tra l’altro, dati riguardanti attività di contrasto ed applicazione delle norme del D.Lgs. 198/21 nel corso di anno precedente

Nell’esercizio delle proprie funzioni, ICQRF può avvalersi di Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri Comando per la tutela agroambientale, fermo restando competenze di Autorità garante per la concorrenza che “provvede d’ufficio o su segnalazione delle OO.PP. legittimate ad agire in giudizio a tutela degli interessi delle imprese rappresentate”

Art. 9 denunce presentate da soggetti stabiliti nel territorio nazionale ad ICQRF o ad Autorità di contrasto dello Stato membro in cui stabilito soggetto sospettato di aver attuato pratica commerciale sleale

Organizzazioni dei produttori o dei fornitori o loro Associazioni o Associazione della parte acquirente possono presentare denuncia su richiesta di 1 o più dei loro membri se questi “si ritengono vittime di una pratica commerciale vietata”, mentre altre Organizzazioni possono presentare denuncia purché siano soggetti indipendenti senza scopo di lucro e vi abbiano un interesse qualificato

Se denunciante lo chiede, ICQRF adotta misure necessarie per tutelarne identità o “qualunque altra informazione la cui divulgazione sarebbe lesiva dei suoi interessi”

ICQRF informa denunciante, entro 30 giorni da ricevimento, “di come intende dare seguito alla denuncia” e se ritiene che vi siano ragioni sufficienti per agire:

  • informa denunciante della sua decisione entro 180 giorni da ricevimento denuncia;
  • avvia e conclude indagine nei confronti di denunciante entro 180 giorni, procedendo alla contestazione

Nei contratti di cessione parti contraenti possono fare ricorso a procedure di mediazione per risolvere controversie derivanti da applicazione del contratto stesso (se tentativo di mediazione fallisce, si può presentare denuncia ad ICQRF, fermo restando diritti di questo di eseguire indagini d’ufficio)

Art. 11 ICQRF collabora con Autorità di contrasto di altri Stati membri e Commissione UE nello svolgimento delle attività di cui ad Art. 8 (anche ai fini di reciproca assistenza nelle indagini aventi dimensione transfrontaliera)

Art. 12 abrogati a decorrere dal 1/12/2021: Legge 27/12 Art. 62; Legge 221/12 Art. 36 comma 6 bis; D.M. 199 del 19/10/2012; Legge 44/19 Art. 10 quater commi 1, 3, 4, 5

Art. 13 dalle presenti disposizioni non derivano nuovi oneri a carico della finanza pubblica, per cui Amministrazioni competenti provvedono ai compiti affidati da D.Lgs. 198/21 con risorse umane, strumentali, finanziarie disponibili

Art. 14 disposizioni di D.Lgs. 198/21 applicate ai contratti di cessione di prodotti agricoli ed alimentari conclusi a decorrere da 1/12/2021, fermo restando che contratti di cessione in corso di esecuzione a tale data sono resi conformi alle disposizioni di D.Lgs. 198/21 entro 1/6/2022

Sanzioni:

Art. 10 applicazione delle seguenti sanzioni amministrative pecuniarie in caso di:

  • violazioni delle disposizioni relative alla stipula dei contratti per iscritto o del rifiuto di confermare per iscritto condizioni riportate nel contratto: multa fino a 5% del fatturato realizzato nell’esercizio precedente accertamento, comunque non inferiore a 2.000 €
  • violazione della durata del contratto (almeno 12 mesi): multa fino a 3,5% del fatturato realizzato nell’esercizio precedente accertamento, tenendo conto di entità del danno provocato alla parte contraente, comunque non inferiore a 10.000 €
  • mancato rispetto da parte del debitore dei termini di pagamento stabiliti ad Art. 4: multa fino a 3,5% del fatturato realizzato nell’esercizio precedente accertamento, tenendo conto del ritardo nel pagamento, comunque non inferiore a 1.000 €
  • violazione dei divieti di cui ad Art. 4 lettere c), d), e), f), h), i), j): multa fino a 5% del fatturato realizzato nell’esercizio precedente accertamento, tenendo conto di entità del danno provocato alla parte contraente, comunque non inferiore a 15.000 €
  • violazione degli obblighi di cui ad Art. 5 lettere c), l), m), n), o), p): multa fino a 3% del fatturato realizzato nell’esercizio precedente accertamento, tenendo conto di entità del danno provocato alla parte contraente, comunque non inferiore a 10.000 € (sanzione raddoppiata se violazione riguarda obblighi di cui ad Art. 5 lettere a) e b)
  • violazione degli obblighi di cui ad Art. 5 lettere d), e), f), g), h), i), j), k): multa fino a 4% del fatturato realizzato nell’esercizio precedente accertamento, tenendo conto di entità del danno provocato alla parte contraente, comunque non inferiore a 5.000 €
  • esecuzione vendite sottocosto di prodotti agricoli ed alimentari fuori delle ipotesi previste da Art. 7: multa da 500 a 3.000 €
  • accertata prosecuzione della pratica sleale: multa pari a misure massima prevista per la violazione in questione, comunque non oltre 10% del fatturato realizzato nell’esercizio precedente accertamento
  • reiterata violazione della pratica sleale: multa aumentata fino al doppio (triplo in caso di ulteriori reiterazioni), comunque non oltre 10% del fatturato realizzato nell’esercizio precedente accertamento

Non consentito pagamento in misura ridotta delle sanzioni amministrative emanate

Rimangono ferme le azioni in giudizio per il risarcimento del danno, anche se promosse da Organizzazioni di cui ad Art. 9 in quanto “legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi rappresentati, richiedendo inibitoria ai comportamenti in violazione dei precetti sanzionati di cui sopra”

Entità aiuto:

Art. 10 proventi ottenuti dal pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie versati nel bilancio dello Stato per essere assegnati ad ICQRF