CENTRI COMMERCIALI NATURALI

CENTRI COMMERCIALI NATURALI (D.G.R. 21/2/22; D.D.S. 28/4/22)   (commag26)

Soggetti interessati:

Direzione Attività produttive ed imprese (Servizio), Camera di Commercio Industria, Artigianato, Agricoltura (CCIIA)

Comuni, Unioni dei Comuni, micro, piccole e medie imprese del commercio al dettaglio o della somministrazione di alimenti e bevande (SAB) in sede fissa, artigianato artistico e di qualità (Elenco riportato in Allegato I pubblicato su BUR 37/22) costituiti in forma di ATI (Associazione temporanea di imprese), ATS (Associazione temporanea di scopo), rete di imprese (con o senza personalità giuridica), che intendono “rivitalizzare la competitività economica dei centri storici ed urbani attraverso lo sviluppo dei Centri commerciali naturali (CCN), purché al momento di invio domanda:

  1. dispongono di un volume di affari inferiore a 2.000.000 € per imprese di commercio al dettaglio e SAB e 500.000 € per imprese di artigianato artistico, come desumibile da ultima dichiarazione IVA presentata (in caso di ditta con attività promiscua, volume di affari è quello complessivo di ditta; in caso di nuova impresa non necessario indicare volume di affari; in caso di subentro nell’attività considerare volume di affari della ditta cedente)
  2. regolarmente iscritte nel Registro imprese di CCIIA territorialmente competente
  3. in possesso dei requisiti dimensionali di micro, piccola e media impresa definiti dalla Commissione UE
  4. in regola con la normativa antimafia e con gli aiuti di Stato in regime “de minimis”
  5. in regola con DURC
  6. in possesso di unità locale (sede operativa) attiva ubicata nelle Marche
  7. intenzionati ad eseguire interventi in: centri storici individuati nel Piano regolatore generale come Zona A; aree comunali in stato di degrado ed abbandono; aree comunali da rivitalizzare
  8. in possesso, in caso di raggruppamento non ancora costituito, di un accordo di partenariato stipulato che andrà formalizzato entro data di conclusione istruttoria

Escluse imprese che esercitano:

  • tra le attività commerciali: vendita non rivolte al pubblico (spacci interni); distributori automatici; commercio elettronico; rivendita di carburanti; noleggio; commercio all’ingrosso; commercio su aree pubbliche non operanti con strutture fisse (v. box, chioschi); forme speciali di vendita di cui alla L.R. 22/21;
  • tra le attività SAB: circoli privati e mense (cioè attività ad uso interno o comunque limitato a determinate categorie ed utenze)

Iter procedurale:

Giunta Regionale con DGR 144 del 21/2/2022 e Servizio con DDS 106 del 28/4/2022 emanato bando ad evidenza pubblica a seguito del quale Sindaco del Comune capofila invia entro 30/9/2020 domanda in bollo (Modello pubblicato su BUR 37/22), in formato PDF, tramite PEC (regione.marche.attivitaproduttive@emarche.it), riportando come oggetto  “L.R. 27/09 interventi a favore dei Centri commerciali naturali”. Allegare:

  1. delibera di Giunta comunale che approva il progetto, indicando modalità della sua attuazione;
  2. progetto complessivo e natura degli interventi;
  3. relazione di investimento, comprensivo di elenco delle ditte coinvolte nel progetto, specificando: tipologia di intervento; spese da sostenere e/o sostenute;
  4. dichiarazione sostitutiva notorietà di ogni PMI partecipante attestante conformità al regime “de minimis” (Modello pubblicato su BUR 37/22);
  5. dichiarazione di intenti a costituire ATI, ATS, contratto di rete sottoscritta digitalmente dai legali rappresentanti dei partner del progetto; in caso di ATI, ATS, contratto di rete già costituito, copia conforme ad originale dell’atto costitutivo o del contratto;
  6. dichiarazione di Ente proponente riguardante nomina del responsabile unico del procedimento (RUP) e del responsabile del progetto (RP);
  7. modalità di suddivisione del contributo tra Ente pubblico e PMI partecipanti al progetto (ogni singola PMI non potrà sostenere mai oltre 50% di spesa totale), in cui specificare: dati identificativi della persona fisica, Associazione, società con relativo numero di telefono e mail; quota di contributo assegnato a RP (mai superiore a 70.000 €)

Servizio:

  • esegue istruttoria, escludendo domande in caso di:
  • parziale od erronea compilazione della stessa, salvo che dato mancante non sia desumibile dal contesto della domanda stessa;
  • mancanza della firma o copia del documento di identità valido, salvo sua integrazione entro 15 giorni dalla richiesta del Servizio;
  • mancato invio della documentazione richiesta dal bando;
  • invio fuori dal termine fissato nel bando;
  • invio con modalità diverse da PEC, o ad indirizzo PEC sbagliato
  • redige entro 4/9/2022 graduatoria delle domande ammissibili, in base ai seguenti criteri di priorità:
    1. coinvolgimento finanziario di altri soggetti pubblici e/o privati nell’esecuzione del progetto come attestato dalla dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante: 3 punti
    2. numero di imprese coinvolte nel progetto: 1 punto/impresa fino a 20 punti
    3. apertura o insediamento di nuove imprese dal 1/1/2020 (escluso ampliamento di attività commerciale): 2 punti per 1 nuova impresa; 4 punti per 2 nuove imprese; 6 punti per oltre 2 nuove imprese
    4. percentuale di partecipazione finanziaria del Comune sul totale del progetto: 2 punti se fino a 30%; 5 punti se compreso tra 30% e 50%; 8 punti se oltre 50%
    5. percentuale di imprese commerciali coinvolte rispetto al totale delle imprese partecipanti: 2 punti se fino a 30%; 5 punti se compresa tra 30% e 50%; 8 punti se oltre 50%
    6. servizi comuni: 8 punti
    7. attivazione di e-commerce in esercizi operanti in sede fissa: 5 punti/impresa
    8. imprese che si avvalgono del supporto dei Centri di Assistenza Tecnica autorizzati dalla Regione: 4 punti (come attestato da apposita dichiarazione allegata)
    9. progetto presentato da imprese operanti nei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti: 8 punti
    10. attività sospesa a causa COVID19: 3 punti/impresa

A parità di punteggio priorità assegnata a: rapporto più alto tra entità di investimento ammissibile e numero di abitanti del Comune sede di esercizio oggetto del contributo; ordine cronologico di trasmissione della PEC (ora e minuti)

  • comunica, entro 45 giorni da pubblicazione della graduatoria, concessione dei contributi o motivi di esclusione al Comune/Unione Comuni richiedente

Beneficiario deve, pena revoca del contributo:

  • entro 30 giorni dalla notifica decreto di concessione aiuto:
  1. comunicare (Modello pubblicato su BUR 37/22) accettazione del contributo e conferma di inizio attività
  2. iniziare attività progettuale (Ammesso inizio dal 1/1/2020, purché progetto non concluso alla data del decreto di concessione), salvo proroga (non oltre 30 giorni) autorizzata dal Servizio a seguito di richiesta motivata. Data di avvio coincide con data di emissione della prima fattura relativa ad investimento;
  3. inviare, qualora raggruppamento di imprese costituito dopo invio domanda, copia atto costitutivo notarile registrato o scrittura privata autenticata di ATI, ATS o contratto di rete firmato digitalmente dal legale rappresentante di impresa
  • ultimare progetto entro 12 mesi da pubblicazione della graduatoria sul BUR, salvo proroghe (comunque non oltre 2 mesi), per cause di forza maggiore o “per motivi ostativi la regolare esecuzione dei lavori”, concesse dal Servizio a seguito di richiesta opportunamente documentata inviata almeno 30 giorni prima della scadenza dei termini
  • inviare al Servizio, tramite PEC ed in formato PDF, entro 60 giorni da scadenza del progetto, dichiarazione sottoscritta dal Sindaco in cui riportare:
  • lavori realizzati nel rispetto del prospetto presentato;
  • elenco di: imprese coinvolte (specificare nuove imprese); spese sostenute dalle imprese;
  • investimenti delle PMI riguardano solo attività localizzate nelle “aree preselezionate del progetto”;
  • fatture o ricevute trasmesse da PMI al Comune “debitamente quietanzate”. In caso di fatture riguardanti attività promiscue allegare dichiarazione sostitutiva di notorietà, in cui riportare elenco dei prodotti di nuova fabbricazione indicati in fattura con relativo importo, pena esclusione della fattura stessa
  • rispetto da parte del Comune e delle PMI dei tempi di realizzazione del progetto
  • comunicare preventivamente, tramite PEC, eventuali variazioni apportate al progetto approvato al Servizio, che decide se accettarle o meno, previa verifica mantenimento dei requisiti. Se a seguito di variante, spesa complessiva del progetto risulta inferiore a quella approvata, Servizio ridetermina in modo proporzionale il contributo, previa “verifica della conformità dell’intervento realizzato, del contenuto e dei risultati conseguiti”. In ogni caso variante non può dar luogo ad un aumento di importo approvato e se eseguita senza autorizzazione comporta il non riconoscimento delle spese relative
  • comunicare, prima della scadenza del progetto, eventuale sostituzione di PMI partecipanti al progetto al Servizio, che autorizza sostituzione, purché: imprese subentranti in possesso dei requisiti prescritti dal bando; non aumentato il contributo assegnato

Servizio:

  • emana decreto di liquidazione a lavori ultimati (cioè quando “tutti i beni sono stati fatturati, consegnati ed installati, opere eseguite, fatture quietanzate per importo non inferiore a 70% di quello approvato”) entro 60 giorni dal ricevimento del rendiconto
  • trasferisce le somme impegnate e non liquidabili ad altre domande in graduatoria
  • esegue controlli al fine di accertare effettivo svolgimento del progetto e veridicità delle dichiarazioni rese nella domanda

Entità aiuto:

Per anno 2022 stanziati 736.442,43 € (Regione può implementare le suddette risorse) per concedere contributi ad interventi di “rivitalizzazione della rete commerciale attraverso lo sviluppo di CCN all’interno di aree individuate dal Comune con proprio atto, mediante la realizzazione di progetti integrati pubblico privati volti a favorire immagine globale dell’area”, quali:

  • interventi di valorizzazione di qualità architettonica dell’abitato e/o porzioni di questo, nonché di costruzioni di particolare rilievo urbanistico ambientale di accesso al centro (in particolare salvaguardia dei caratteri di architettura locale, morfologia urbana, tecniche di lavorazione tradizionali);
  • interventi di restauro, risanamento e ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente (pubblico e privato) destinati a: commercio in sede fissa; SAB; artigianato artistico e di qualità; produzione e vendita di prodotti tipici (compresi quelli di artigianato locale);
  • interventi volti alla cura e valorizzazione di immagine di abitato nell’ambito della “nozione più generale di arredo urbano”;
  • interventi volti a realizzare spazi e strutture destinati ad ospitare eventi e manifestazioni (al chiuso o all’aperto) nell’intento di migliorare condizioni di vivibilità e soggiorno nei centri storici;
  • interventi di adeguamento delle imprese ad emergenza COVID19

Contributo in conto capitale pari al 50% delle spese sostenute a partire dal 1/1/2020 almeno pari a 15.000 € (al netto di IVA) ed investimento di singola PMI almeno pari a 2.500 €, mentre non sussistono limiti massimi di investimento, fermo restando che contributo concedibile non superiore a 70.000 €/progetto ed a 15.000 €/Comune nel rispetto del regime di aiuti “de minimis” (cioè impresa non può beneficiare di aiuti nell’ambito di tale regime superiore a 200.000 € in 3 anni). Ammessi a contributo:

  • per Comuni interventi relativi a: arredo urbano; illuminazione pubblica; sistemazione viaria; ristrutturazione, ampliamento, trasformazione di immobili pubblici da adibire al commercio, SAB, artigianato; sistemi informativi da sviluppare mediante reti di impresa tramite uso di supporti informatici; parcheggi connessi ad aree da valorizzare; adeguamento delle strutture ad emergenza COVID19; altri interventi volti a promuovere strategia digitale in CCN
  • per micro, piccole, imprese interventi relativi a: rifacimento di facciata di immobili; sistemazione di vetrine; ristrutturazione, manutenzione straordinaria, ampliamento dei locali adibiti ad attività in oggetto; attrezzature fisse e mobili inerenti ad attività (escluse spese per allestimento dei veicoli); arredi inerenti ad attività; illuminazione esterna; sistemi informativi da sviluppare mediante reti di imprese tramite uso di supporti informatici; insegne; sistemazione chioschi; adeguamenti delle strutture ad emergenza COVID19; lavori in economia; altri interventi finalizzati ad obiettivo
  • per Comuni e PMI interventi relativi a: progettazione, direzione lavori, coordinamento delle attività, nonché eventuale nomina del responsabile del progetto (mai dipendente pubblico) non oltre 10% del costo complessivo del progetto

Escluse spese per:

  • investimenti mobiliari ed immobiliari attuati in forma di leasing
  • canoni di noleggio di apparecchiature
  • acquisto di veicoli
  • acquisto di beni usati Nel caso di acquisti promiscui (fattura comprensiva di prodotti di nuova fabbricazione ed usati) occorre allegare specifica dichiarazione attestante quali sono prodotti oggetto di contributo, pena esclusione di intera fattura
  • oneri accessori, quali: IVA; stipula di contratti per fornitura di luce, gas, acqua; oneri di urbanizzazione; spese notarili; registrazioni di atti; spese tecniche per predisposizione di DIA/SCIA o cambio di destinazione d’uso
  • acquisto di PC, notebook o assimilati (telefonia), salvo se connesse ad adeguamento per emergenza COVID19
  • acquisti in leasing
  • fatture o ricevute di importo inferiore a 100 € (IVA esclusa)
  • fatture in caso di attività promiscue prive di riferimenti ad attività commerciale, SAB, artigianato artistico
  • pubblicità di iniziative promozionali, saldi, ecc.
  • smaltimento rifiuti
  • interessi passivi
  • sistemazione di esterni (rifacimento e/o asfaltatura di piazzali, illuminazione, recinzioni, cancelli)
  • complementi di arredo, quali: soprammobili; quadri; tappeti; piante, vasi e fiori
  • suppellettili, quali: stoviglie; posate; biancheria ….
  • fatture per riparazioni
  • ogni altro bene non funzionale ad attività oggetto di contributo (v. distributori automatici; estintori; impianti fotovoltaici; giochi per bambini; materiale esplosivo)
  • acquisizione di attivi di azienda

Sanzioni:

Si ha revoca dei benefici in caso di:

  • mancata ultimazione del progetto nei termini stabiliti, salvo proroghe autorizzate
  • mancato invio entro termini stabiliti della comunicazione di: accettazione del contributo; inizio di attività
  • progetto realizzato in modo difforme da quello approvato senza prescritta autorizzazione per variante
  • realizzazione del progetto per importo inferiore a 70% di quello approvato
  • mancato invio del rendiconto, con relativa documentazione giustificativa delle spese, entro termini e modalità previste, salvo proroghe concesse dal Servizio
  • concessione per stesso investimento di altre agevolazioni pubbliche di qualsiasi natura
  • insussistenza delle condizioni previste per accesso alle agevolazioni dichiarate in domanda, o contributo concesso sulla base di notizie e/o dichiarazioni non veritiere accertate in sede di controllo con conseguente fuori uscita di domanda dalla graduatoria di quelle finanziabili
  • cessione o alienazione o modifica nella destinazione d’uso dei beni oggetto di agevolazione entro 4 anni da data di concessione del contributo
  • cessazione dell’attività da parte di impresa entro 4 anni da data di concessione del contributo