BOSCO VETUSTO

BOSCO VETUSTO (D.M. 18/11/21) (bosco17)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF), Regione, Enti parco, Comuni, Enti pubblici o privati, Associazioni, singoli cittadini

Iter procedurale:

MIPAAF con D.M. 18/11/2021 ha approvato Linee guida per “identificazione delle aree definibili come boschi vetusti”, intese come aree in possesso delle seguenti caratteristiche:

  1. presenza di specie autoctone spontanee coerenti con contesto biogeografico;
  2. presenza di biodiversità tipica dei sistemi forestali maturi (cioè presenza di specie animali e vegetali compatibili con grado di senescenza, degradazione del legno morto, integrità di catena alimentare) conseguente ad assenza di disturbi da almeno 60 anni (esclusi incendi, schianti da neve e da vento, pascolo brado occasionale dovuto a rottura di recinzione da parte di animali non addebitale ai loro proprietari che si impegnano a pronto ripristino della recinzione);
  3. presenza di stadi seriali legati alla rinnovazione e con spazi ecotonali ed erbacei;
  4. presenza di elementi strutturali della fase di maturità e senescenza della foresta (alberi morti in piedi, alberi atterrati, profonda lettiera)

Tali aree rientrano nella “Rete nazionale dei boschi vetusti” (dove è vietato pascolo), con Regione che per motivi di interesse pubblico può escludere certe aree dalla Rete o apportare modifiche al piano di monitoraggio

Area a bosco vetusto deve:

  • avere dimensione almeno pari a 10 ha. (in casi particolari dimensione ridotta, comunque almeno 2 ha., purché area costituisca un unico sistema ecologico stazionale) od ampiezza adeguata a limitare eventuali impatti antropici e permetterne espansione “se favorevole al suo mantenimento nel lungo periodo” (Regione può riconoscere aree di dimensione inferiore “designandole quali isole di senescenza”);
  • essere a contatto con formazioni naturali o seminaturali (possibilmente non recintate)

Procedura di riconoscimento di bosco vetusto da parte di Regione avviene di propria iniziativa o a seguito di specifiche proposte provenienti da Enti parco, Comuni, Enti pubblici o privati, Associazioni, singoli cittadini, corredate da:

  1. relazione in cui riportati segni di vetustà definiti sulla base delle caratteristiche di cui sopra;
  2. scheda di segnalazione (Modello pubblicato su G.U. 303/21)

Regione istituisce apposita Commissione tecnico scientifica per accertare, entro 6 mesi, possesso dei requisiti prescritti per bosco vetusto, eventualmente chiedendo ai proponenti per opportuni approfondimenti:

  • scheda di censimento;
  • documentazione fotografica;
  • prescrizioni per tutela e conservazione di area;
  • piano di gestione e monitoraggio relativo ai segni di vetustà riportati nella scheda, in cui evidenziare interventi ammessi/esclusi per garantire mantenimento delle caratteristiche di vetustà, tenendo conto di evoluzione naturale del popolamento (compresi quelli eccezionali). Se boschi vetusti ricadono in aree Natura 2000 interventi ed attività di monitoraggio coerenti con obiettivi della rete Natura 2000

Se istruttoria si rileva favorevole, esito comunicato ai soggetti proponenti, Enti di gestione di aree protette/Comuni interessati che notificano avvio del processo di riconoscimento di bosco vetusto ai proprietari di area (nessun costo istruttorio a questi addebitato). Regione può:

  • rigettare richiesta se ritenuta non motivata
  • provvedere al riconoscimento e perimetrazione di bosco vetusto, da pubblicare su sito norme.marche.it e presso Albo pretorio, insieme a scheda di censimento e piano di gestione e monitoraggio, affinché soggetti interessati possano presentare osservazioni entro 60 giorni successivi
  • riconoscere anche aree che pur non disponendo al momento tutte le caratteristiche richieste potrebbero nel tempo acquisirle
  • fornire ampia pubblicità alla conclusione del procedimento, comunicandolo a MIPAAF, insieme a copia del provvedimento adottato e relativa documentazione ai fini di suo inserimento nella Rete nazionale dei boschi vetusti
  • procedere ad esproprio del terreno se proprietari si oppongono all’inclusione dei propri terreni nel perimetro di bosco vetusto
  • autorizzare interventi per sicurezza dei siti, in particolare dei percorsi (compresa loro chiusura o modifica) a fini scientifici, didattici, socio culturale, educazione ambientale, comunque sempre nel rispetto di valutazione di incidenza ambientale
  • integrare od aggiornare Linee guida in relazione alle sue esigenze e caratteristiche ecologiche e socio economiche, purché non venga diminuito livello di tutela e conservazione delle foreste
  • verificare entro 20/6/2022 perimetro dei boschi vetusti eventualmente riconosciuti

MIPAAF costituisce Rete nazionale dei boschi vetusti (contenente Sezione speciale dedicata a “antiche faggete primordiali” riconosciute patrimonio UNESCO), alimentata con aree comunicate da Regione e monitorata almeno ogni 5 anni, nonché comprendente perimetri dei boschi vetusti definiti da Enti parco nazionali qualora caratteristiche di questi siano coerenti con Linee guida in questione

 

 

 

 

 

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