BANCA DEL TEMPO

BANCA DEL TEMPO (Legge 53/00; L.R. 27/01) (social43)

Soggetti interessati:

Regione, Comuni, cittadini al fini di:

  • riorganizzare attività lavorativa in modo da lasciare tempo “alla cura e formazione delle persone alla vita di relazione, alla crescita culturale ed allo svago”;
  • armonizzare orari dei servizi pubblici e privati;
  • riscoprire valore del tempo e “suo utilizzo per fini di solidarietà sociale e per migliorare qualità della vita delle persone”;
  • pari opportunità favorendo “equilibrio tra responsabilità familiari e professionali tra i due sessi”

 

Iter procedurale:

Art. 27 di Legge 53/00 invita Enti locali a promuovere costituzione di Associazioni denominate “Banche dei tempi” per:

  1. facilitare utilizzo dei servizi della città ed il rapporto con Amministrazione pubblica
  2. favorire estensione della solidarietà nelle Comunità locali
  3. incentivare iniziative di singoli e gruppi di cittadini, Associazioni, Organizzazioni ed Enti che intendono scambiare parte del proprio tempo per impiegarlo in azioni di reciproca solidarietà ed interesse

A tal fine Enti possono:

  1. mettere a disposizione delle suddette Associazioni, locali e servizi per organizzare attività di formazione ed informazione
  2. aderire a “Banche dei tempi” e/o stipulare con queste  accordi che prevedono scambi di tempo da destinare a prestazioni di mutuo soccorso, a favore di singoli cittadini o comunità locali (prestazioni compatibili con statuto di “Banche dei tempi” ma senza sostituire “esercizio di attività istituzionali di Enti locali”).

Giunta Regionale:

  • adotta misure idonee per migliorare funzionalità servizi pubblici, favorendo “coordinamento degli orari dei servizi pubblici e privati in armonia con esigenze comunità”
  • definisce criteri per elaborazione piano territoriale degli orari degli esercizi commerciali, servizi pubblici e uffici periferici, attività culturali, trasporti che Comuni approvano tenendo conto:
  • articolazione orari di apertura al pubblico degli uffici in relazione “esigenze dell’utenza che risiede, lavora ed utilizza il territorio di riferimento”;
  • organizzazione orario attività di sportello al pubblico mediante aumento durata giornaliera di apertura ed articolazione differenziata delle fasce orarie;
  • organizzazione servizi pubblici in modo da assicurare efficienza, risparmio del tempo per utenza e prestazione informazioni anche durante orario di chiusura dei servizi;
  • coordinamento orario dei servizi privati commerciali, turistici, professionali, di istituzioni formative e culturali e del tempo libero per renderlo più facilmente accessibili;
  • promozione forme di mobilità urbana alternativa ad uso auto privata, anche adottando progetti relativi alla mobilità casa-lavoro;
  • armonizzazione orari e frequenza trasporto pubblico ad esigenze della mobilità urbana;
  • miglioramento dell’accessibilità e fruibilità di spazi urbani in relazione pratiche della vita quotidiana;
  • organizzazione orari di biblioteche, musei, enti culturali in modo da consentire una più ampia fruizione mediante aumento durata giornaliera di apertura e durata settimanale;
  • stabilisce modalità per concedere ai Comuni, singoli od associati, finanziamenti per:
  • riorganizzare tempi destinati ad attività lavorativa, cura e formazione di persone, vita di relazione, crescita culturale e svago, maggiore autogoverno del tempo di vita personale e sociale;
  • armonizzare tempi di funzionamento delle città tramite coordinamento di orari dei servizi pubblici e privati;
  • riscoprire valore del tempo e suo utilizzo per fini di solidarietà sociale e migliorare qualità della vita delle persone;
  • favorire pari opportunità, anche mediante diversa organizzazione del lavoro, equilibrio tra responsabilità familiari e professionali tra i sessi

Piano da comunicare a Regione che lo trasmette a CIPE, specificando ordine di priorità;

  • prevede corsi di qualificazione o riqualificazione del personale regionale e degli Enti locali impegnato nella progettazione dei piani territoriali degli orari e nei progetti di riorganizzazione dei servizi
  • istituisce “Registro regionale delle Banche dei tempi” presso Giunta, a cui iscrivere Associazioni che perseguono finalità di “Banche dei tempi”
  • istituisce, presso competente struttura regionale, Coordinamento permanente delle Associazioni “Banche dei tempi”, a cui partecipano rappresentanti di Associazioni iscritte al Registro, con funzioni di raccordo tra Associazioni stesse, in particolare per quanto concerne presentazione di progetti comuni concordati con Amministrazioni di riferimento, da pubblicizzare sul sito istituzionale di Regione ed Enti locali interessati

Entità aiuto:

Concessi contributi ai Comuni pari a 50% delle spese sostenute per predisposizione piani territoriali degli orari (comunque non superiore a 6.000 €) e costituzione di “Banche dei tempi” (comunque non superiore a 5.000 €). Se richieste pervenute superano disponibilità di bilancio, contributo regionale ridotto proporzionalmente; viceversa se rimangono risorse non assegnate, contributo elevato non oltre 90% del costo sostenuto.

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