AUTOSMALTIMENTO RIFIUTI

AUTOSMALTIMENTO RIFIUTI (Legge 221/15; D.Lgs. 36/03, 152/06; L.R. 16/10)  (rifiuti03)

Soggetti interessati:

Chiunque intende smaltire rifiuti non pericolosi nel luogo di produzione degli stessi mediante:

1)       deposito sul suolo (v. discarica);

2)       trattamento in ambiente terrestre (v. biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli);

3)       iniezioni in profondità (v. iniezioni di rifiuti pompabili in pozzi);

4)       lagunaggio (v. scarico rifiuti liquidi o fanghi in stagni o lagune);

5)       messa in discarica specificamente allestita;

6)       scarico di rifiuti solidi nell’ambiente idrico, eccetto immersione;

7)       immersione, compreso seppellimento in sottosuolo marino;

8)       trattamento biologico che da origine a composti eliminati secondo metodi da 1 a 12;

9)       trattamento chimico fisico che da origine a composti eliminati secondo metodi da 1 a 12;

10)     incenerimento a terra;

11)     incenerimento in mare;

12)     depositi permanenti (v. sistemazione contenitori in miniera);

13)     raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni da 1 a 12;

14)     ricondizionamento preliminare prima di uno delle operazioni da 1 a 13;

15)     deposito preliminare prima di una delle operazioni da 1 a 14

Esclusi da immissioni in discarica:

1)       rifiuti alo stato liquido;

2)       rifiuti classificabili come esplosivi, comburenti, infiammabili;

3)       rifiuti contenenti 1 o più sostanze corrosive classificate come R35 in concentrazione totale 1% o classificate come R34 in concentrazione 5%;

4)       rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo;

5)       rifiuti che rientrano nella categoria 14 di Allegato 6 a D.Lgs. 22/07;

6)       rifiuti della produzione di principi attivi per biocidi e prodotti fitosanitari;

7)       materiali specifici a rischio e ad alto rischio, comprese proteine animali e grassi fusi;

8)       rifiuti contenenti o contaminati con PCB in quantità superiore a 50 ppm.;

9)       rifiuti contenenti o contaminati da diossine o furani in quantità superiore a 10 ppb.;

10)     rifiuti contenenti fluidi refrigeranti costituiti da CFC e HCFC o rifiuti contaminati da CFC e HCFC in quantità superiore a 0,5% in peso riferito a materiale di supporto;

11)     rifiuti contenenti sostanze chimiche non identificate o provenienti da attività di ricerca, sviluppo, insegnamento i cui effetti su uomo od ambiente non sono noti;

12)     pneumatici interi fuori uso, inclusi quelli usati come materiale di ingegneria e triturati o per biciclette o aventi diametro esterno superiore a 1.400 mm.;

13)     rifiuti con potere calorifero inferiore a 1.300 kj/kg. a partire da 31/12/2012, salvo quelli provenienti da frantumazione di autoveicoli a fine vita e rottami ferrosi per cui autorizzate discariche monodedicate che possono continuare ad operare nei limiti di capacità autorizzate

Iter procedurale:

Legge 221/15, modifica DLgs. 152/06, prevedendo:

  • riduzionedella tariffa dovuta per gestione dei rifiuti  urbani a favore di:

1)      utenze non domestiche  che effettuano compostaggio aerobico individuale per residui costituiti da sostanze naturali non pericolose derivate da attività agricole e vivaistiche

2)      utenze domestiche, che effettuano compostaggio aerobico individuale per propri rifiuti organici da cucina, sfalci e potature da giardino

  • realizzazione ed esercizio di impianti di compostaggioaerobico con capacità di trattamento inferiore a 80 t/anno di rifiuti biodegradabili,  derivati da attività agricole e vivaistiche, sia da cucine, mense, mercati, giardini o parchi raccolti nel Comune di loro produzione (o in Comuni confinanti, a seguito di stipula di  convenzione per gestione congiunta del servizio), avvalendosi di semplice invio denuncia inizio attività (anche in area agricola) a Comune, purchè:

1)      acquisito di parere di Agenzia Regionale Protezione Ambiente (ARPAM)

2)      predisposto di regolamento di gestione di impianto, in cui prevista nomina del gestore (da individuare in ambito comunale)

3)      rispettate le prescrizioni vigenti in materia urbanistica, norme antisismiche, ambientali, sicurezza, antincendio, igienico sanitarie, efficienza energetica, tutela dei beni culturali e del paesaggio

  • incentivazione, da parte di Ministero Ambiente, Regioni, Comuni, delle pratichedi compostaggio di rifiuti organici effettuate sul luogo stesso di produzione (quali auto compostaggio, o compostaggio di comunità (inteso come compostaggio effettuato collettivamente da più utenze, domestiche e non domestiche, della frazione organica dei rifiuti urbani da loro prodotti, al fine di utilizzo del compost derivato da parte di utenti conferenti). Al fine di ridurre produzione di rifiuti e loro impatto su ambiente, i Comuni possono ridurre tassa sui rifiuti a favore di utenze che effettuano autocompostaggio. Ministero Ambiente determina, con decreto, procedure autorizzative semplificate per compostaggio di comunità, fermo restando che impianti già autorizzati possono continuare ad operare fino alla scadenza di autorizzazione stessa.

Produttori interessati ad autosmaltimento dei rifiuti inviano comunicazione inizio attività a Provincia, territorialmente competente, allegando relazione attestante:

a) rispetto delle seguenti norme tecniche specifiche:

  • tipo, quantità e caratteristiche dei rifiuti da smaltire;
  • ciclo di provenienza dei rifiuti;
  • condizioni per realizzazione ed esercizio di impianti;
  • caratteristiche impianto di smaltimento;
  • qualità delle emissioni e degli scarichi idrici;

b) rispetto delle norme su sicurezza e procedure amministrative.

Provincia, entro 90 giorni (decorso tale termine si ha silenzio assenso), accerta rispetto delle norme tecniche, tenendo conto delle migliori tecniche disponibili ed iscrive imprese di autosmaltimento in apposito registro.

Provincia può con provvedimento motivato, vietare inizio o prosecuzione attività di autosmaltimento, “salvo che interessato non provvede a confermare attività a normativa vigente entro termine e secondo prescrizioni stabilite da Amministrazione.

Comunicazione rinnovata ogni 5 anni, ”comunque in caso di modifica sostanziale delle operazioni di autosmaltimento”

Non si ha alcuna procedura semplificata ma ricade nell’ambito generale delle autorizzazioni “autosmaltimento di rifiuti pericolosi e discarica dei rifiuti”.

Deposito temporaneo dei rifiuti, inteso come raggruppamento dei rifiuti, effettuato nel luogo in cui prodotti, prima della raccolta o nel caso di imprenditori agricoli “presso il sito che sia nella disponibilità giuridica della cooperativa agricola di cui gli stessi sono soci” purché:

1)            rifiuti contenenti inquinanti organici persistenti (policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani, policlorodibenzofenoli, policlorobifenile, policlorotrifenili) depositato nel rispetto delle norme che regolano stoccaggio ed imballaggio dei rifiuti contenenti sostanze pericolose;

2)            rifiuti raccolti ed avviati ad operazioni di recupero o smaltimento con cadenza almeno trimestrale indipendentemente da quantità in deposito, o quando raggiunti 10 mc. di rifiuti pericolosi o 30 mc. di rifiuti non pericolosi;

3)            deposito temporaneo abbia durata inferiore a 1 anno;

4)            effettuato per categorie omogenee di rifiuti nel rispetto delle rispettive norme tecniche;

5)            rispettate prescrizioni fissate da Ministero Ambiente per deposito temporaneo di alcune categorie di rifiuto;

6)            rispettate norme che disciplinano imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose.

Regione Marche con L.R. 16/10 art. 42 ha stabilito che esercizio attività di autosmaltimento e recupero di rifiuti soggetto a prestazione di idonea garanzia finanziaria a favore di Provincia competente per territorio, per somma commisurata a tipologia di impianto e quantitativi massimi dichiarati secondo quanto stabilito con delibera di Giunta Regionale. Imprese esercenti attività di recupero con procedura semplificata, iscritte in registro provinciale prestano garanzia entro 60 giorni da pubblicazione della suddetta delibera

Sanzioni:

Chiunque effettua deposito temporaneo di rifiuti sanitari pericolosi presso luogo di produzione: arresto da 3 mesi ad 1 anno o multa da 2.600 a 26.000 € (In caso di Ente: multa fino a 250 quote). Se quantitativi inferiori a 200 litri o kg.: multa da 2.600 a 15.500 €

Chiunque realizza o gestisce discarica non autorizzata: arresto da 6 mesi a 2 anni + multa da 2.600 a 26.000 € (In caso di Ente: multa da 150 a 250 quote). Se discarica destinata, anche in parte, o smaltimento rifiuti pericolosi: arresto da 1 a 3 anni + multa da 5.200 a 52.000 € (In caso di Ente: multa da 250 a 300 quote + interdizione dai pubblici uffici per non oltre 6 mesi)

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