AIUTI PER FAMIGLIA

AIUTI PER FAMIGLIA (Legge 296/06, 208/15, 145/18; D.M. 31/10/07, 24/6/21; L.R. 2/85, 30/98; D.G.R. 31/7/06)  (social01)

Soggetti interessati:

Presidente Consiglio Ministri, Ministero Economia e Finanze (MEF), Ministero Lavoro e Politiche Sociali (MILPOS), Ministro Pari Opportunità e Famiglia (MIPOF), Sogei (Società generale di informatrica) s.p.a., Regioni, Comuni, Unioni Montane, Province, ASL per gestione dei consultori familiari, ASUR (Azienda Sanitaria Unica Regionale), Ambiti Territoriali Sociali (ATS).

Persone fisiche o famiglie costituite da cittadini italiani o stranieri regolarmente residenti nel territorio del Comune.

Centri per famiglia, gestiti da Comuni/ATS o Associazioni del volontariato di promozione sociale (aventi per finalità statutarie la promozione del benessere delle famiglie) ed impegnati  a svolgere attività aperte ad ogni famiglia ed integrate con quelle dei servizi sociali ed educativi nel territorio, quali:

  • Informazione, in modo da consentire alle famiglie con figli di accedere facilmente a notizie utili per la loro vita quotidiana
  • sostegno alle competenze genitoriali, tramite interventi di: ascolto, colloquio e consulenza; confronto tra famiglie (specie in caso di eventi critici e fasi problematiche della vita familiare); mediazione familiare
  • sviluppo di risorse familiari e comunitarie, a favore di nuclei monogenitoriali e multiproblematici, promuovendo la cultura dell’accoglienza ed i gruppi di mutuo aiuto

Sono escluse Associazioni, gruppi, organizzazioni operanti sulle problematiche della famiglia.

Iter procedurale:

Legge 86/18 attribuisce al PCM o al MIPOF funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di:

a)politiche per la famiglia, riguardanti in particolare: tutela dei diritti e promozione del benessere della famiglia; interventi per il sostegno alla maternità e paternità; conciliazione dei tempi di lavoro e di cura della famiglia; misure di sostegno alla famiglia, genitorialità, natalità (anche al fine di contrastare la crisi demografica); gestione delle risorse finanziarie relative alle politiche per la famiglia e sostegno alla natalità; funzioni inerenti al “Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti dalle responsabilità familiari”; carta della famiglia

b)politiche delle adozioni (anche internazionali) di minori italiani e stranieri

c)politiche per l’infanzia e l’adolescenza, anche in riferimento a: sviluppo di servizi socio educativi per la prima infanzia; tutela dei minori (compreso il loro diritto ad avere una famiglia); Osservatorio nazionale per l’infanzia ed adolescenza; Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia ed adolescenza; Osservatorio  per il contrasto alla pedofilia e pornografia minorile; Fondo nazionale per l’infanzia ed adolescenza

d)politiche in favore di: persone disabili, con particolare riferimento a loro mobilità ed inclusione scolastica, anche avvalendosi dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone disabili; promozione di servizi e prestazioni da parte del Servizio Sanitario Nazionale a sostegno delle persone disabili; gestione del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili; gestione del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare

e)politiche sanitarie volte a contrastare il diffondersi dell’uso di sostanze stupefacenti, tossicodipendenza, alcol dipendenza, tramite: potenziamento dell’attività di prevenzione sanitaria; partecipazione al sistema di allerta precoce; sorveglianza in merito all’andamento dell’applicazione delle misure sanitarie adottate ai fini della prevenzione e del trattamento

PCM definisce l’organizzazione ed il funzionamento dell’Osservatorio in favore delle persone disabili, nonché la sua composizione (comprendente rappresentanti di: Amministrazioni centrali competenti; Regioni; INPS; ISTAT; Enti locali; Organizzazioni sindacali; Associazioni dei datori di lavoro e dei pensionati; Associazioni delle persone disabili; Organizzazioni del terzo settore). Osservatorio, eventualmente integrato con esperti di comprovata esperienza nel campo della disabilità (non oltre 5), dura in carica 3 anni (rinnovabili per altri 3 anni).

Legge 208/15 art. 1 comma 391, come modificato dalla Legge 145/18, istituisce la “Carta della famiglia”, che viene rilasciata alle famiglie richiedenti, costituite da cittadini italiani (o di Stati membri UE regolarmente residenti in Italia) con almeno 3 figli conviventi di età inferiore a 26 anni con cui sussistono rapporti di filiazione (anche adottiva). MIPOF con D.M. 24/7/2019 stabilisce che richiesta va inviata da 1 dei genitori del nucleo familiare, attestando il possesso dei requisiti prescritti (obbligo di aggiornare le informazioni fornite entro 30 giorni dalla loro modifica, pena revoca della Carta) tramite piattaforma digitale al Dipartimento per le politiche della famiglia, che rilascia Carta e favorisce accesso alla stessa piattaforma “per consentire verifica della titolarità e della validità della Carta”. Dipartimento, anche avvalendosi di Sogei, esegue controlli a campione sulle dichiarazioni rese dai beneficiari, provvedendo ad immediata revoca della Carta in caso di false dichiarazioni. Dipartimento predispone il logo della Carta da apporre su questa, in modo da consentirne una rapida identificazione, insieme alle informazioni necessarie al suo utilizzo (compresa data di scadenza). Soggetti pubblici e privati aderenti all’iniziativa possono utilizzare il logo in ogni pratica commerciale. Carta viene attivata mediante pubblicazione di avviso per manifestazione di interesse da parte di soggetti pubblici/privati ad aderire all’iniziativa; a seguito di ciò Dipartimento stipula protocolli di intesa o convenzioni con tali soggetti pubblici/privati, previa verifica della coerenza delle manifestazioni di interesse inviate con finalità dell’iniziativa (Dipartimento aggiorna elenco dei soggetti aderenti nella apposita Sezione dedicata alla Carta istituita nel proprio sito internet, consentendone l’accesso diretto tramite telefonia mobile). Dipartimento può:

a)avviare collaborazioni con Regioni, Unione delle Province, Associazione dei Comuni per “promuovere protocolli di intensa e convenzioni, nonché diffusione della Carta”

b)definire accordi con Enti locali “emittenti dispositivi similari alla Carta per identificare forme di recupero, sostegno e valorizzazione”

Istituito con D.M. 31/10/07, presso PCM, l’Osservatorio nazionale sulla famiglia, composto in modo paritario da rappresentanti delle Amministrazioni statali, Regione, Enti locali, Associazioni del terzo settore. Osservatorio, dotato di sedi decentrate a Bari e Bologna (i cui responsabili sono nominati da MILPOS), ricopre un ruolo di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali, regionali e locali sulla famiglia (in particolare il Piano nazionale per la famiglia). A tal fine l’Osservatorio:

  1. esegue studi e ricerche, tenendo conto dei principali indicatori socio-demografici, sui cambiamenti strutturali della famiglia e delle tipologie familiari (v. Dinamiche di formazione e stabilità della famiglia, compiti genitoriali, problematiche generazionali);
  2. promuove sistemi di valorizzazione delle politiche dirette a realizzare modello di welfare, che riconosce ruolo attivo della famiglia nella società e considera famiglia come risorsa della comunità, nonché soggetto volto a garantire diritti dei suoi componenti;
  3. individua nuovi modelli di relazione tra famiglia, istituzioni, imprese, associazioni familiari;
  4. individua strategie per promozione e sostegno di relazioni e responsabilità familiari, con particolare attenzione a: ruolo dei genitori; attuazione dei diritti dei minori, anziani e persone con disabilità entro nucleo familiare;
  5. studia impatto delle politiche della famiglia sulle politiche di settore;
  6. procede alla raccolta ed analisi dei dati concernenti politiche ed iniziative di altri Paesi UE in favore della famiglia.

Sono organi dell’Osservatorio:

  • Presidente, che è il MILPOS
  • Assemblea, presieduta dal MILPOS e composta da: 15 componenti designati dal Governo; 15 componenti designati da Regioni; 3 componenti designati da Confederazioni sindacali; 3 componenti  designati da Associazioni industria, artigianato, commercio; 3 componenti designati da Associazioni del terzo settore. Assemblea delibera programma annuale e triennale dell’Osservatorio
  • Comitato di coordinamento (composto da MILPOS, capo del Dipartimento delle politiche per famiglia, 3 componenti nominati da Regioni), ha il compito di: proporre deliberazioni ad Assemblea; svolgere compiti di organizzazione di attività dell’Osservatorio; attuare programma deliberato da Assemblea
  • Consiglio tecnico-scientifico (composto da 10 membri nominati da MILPOS ”tra soggetti di elevata e comprovata professionalità nel campo di competenza dell’Osservatorio”) svolge attività di studio, ricerca, analisi e documentazione su materie di competenza di Osservatorio. Consiglio può essere integrato in relazione a specifiche attività, da soggetti di provata esperienza, reperiti in base ad elenco di esperti approvato da Comitato di coordinamento, insieme a regolamento interno del Consiglio tecnico-scientifico.

Per attuazione del programma annuale di attività dell’Osservatorio, Dipartimento per politiche della famiglia può:

  1. stipulare convenzioni con: Amministrazioni centrali, regionali, locali; Università ed Enti di ricerca, pubblici e privati;
  2. bandire concorsi per attribuzione di borse di studio biennali, al fine di consentire a laureati di frequentare dottorati di ricerca, master, corsi di specializzazione post-laurea in discipline attinenti a politiche familiari. Borse di studio assegnate, previa valutazione di titoli e colloqui, da specifica Commissione ministeriale.

Ai sensi di LR 30/98 Regione ha istituito, con DGR del 31/7/06, Consulta regionale per la famiglia composta da: Assessore regionale e Dirigente del Servizio Regionale competente in materia di famiglia; Presidente e Vicepresidente di competente Commissione consiliare; 1 rappresentante per ogni Associazione  di famiglie e soggetti giuridici del terzo settore, operanti in almeno 2 Province ed aventi per fini statutari attività a favore di famiglia; 2 rappresentanti di Comuni; 1 rappresentante di Commissione regionale pari opportunità, 1 rappresentante di Consulta dei disabili; 1 rappresentante dei Consultori familiari pubblici; 1 rappresentante di Confederazione consultori privati. Alla Consulta sono invitati in modo permanente: Dirigente ufficio scolastico regionale; rappresentante del coordinamento delle Università delle Marche. Consulta dura in carica fino a scadenza di legislatura e può prevedere nel regolamento  interno la istituzione di Comitati per l’esame di argomenti specifici. Consulta, intesa quale “organo consultivo della Regione  in materia di politiche familiari”, ha il compito di:

  1. redigere rapporti periodici su stato di attuazione della legge, proponendo eventuali modifiche
  2. effettuare indagini e ricerche su problematiche inerenti ad ambito familiare
  3. esprimere proposte ed osservazioni su programmazione regionale delle politiche familiari
  4. effettuare, avvalendosi di Comitato, valutazione di impatto familiare (VIF) sugli atti emanati dal Consiglio e dalla Giunta regionale riguardanti, anche indirettamente, la famiglia. Consiglio e Giunta Regionale stabiliscono  con proprio atto le modalità organizzative di acquisizione della VIF.

Giunta Regionale definisce logo “Impresa Amica della famiglia”, stabilendone modalità di utilizzo da parte di imprese, che “prevedono  nei contratti di lavoro servizi ed aiuti rivolti a famiglie e misure per conciliare tempi di vita e lavoro” con particolare riferimento a:

a)progetti volti a consentire a lavoratrice madre o padre di usufruire  di particolare forme di flessibilità negli orari o nell’organizzazione del lavoro (v. part time reversibile; telelavoro; lavoro a domicilio; orario flessibile in entrata o uscita; banca delle ore; flessibilità sui turni; orario concentrato), assegnando priorità a genitori con bambini fino a 3 anni (fino a 12 anni in caso di affidamento o adozione)

b)programmi di formazione per reinserimento dei lavoratori dopo periodo di congedo parentale

c)progetti che prevedono la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore autonomo beneficiario del periodo di astensione obbligatoria o dei congedi parentali, con altro imprenditore o lavoratore autonomo

d)attivazione di bonus bebè, borse di studio, family card, assicurazioni ed agevolazioni di natura diversa

e)mense aziendali aperte a componenti della famiglia; servizi di assistenza; nidi aziendali, domiciliari ed agrinido; sostegno  per cure mediche o assistenza a componenti di famiglia in grave stato di salute

f)incontri con operatori del settore

g)chiusura di esercizio per almeno 50%  dei giorni festivi, compresi giorni di Capodanno, Pasqua, Festa della Liberazione, Festa dei lavoratori, Festa della Repubblica, Ferragosto, Natale

Istituita “Festa regionale della famiglia” da tenersi entro il 15 Maggio di ogni anno, secondo modalità stabilite dalla Giunta Regionale, su proposta della Consulta.

Entità aiuti:

Legge 296/06, come modificata  dalla Legge 145/18, istituisce il “Fondo per politiche della famiglia”, destinato a finanziare:

a)seguenti Osservatori (MIPOF ne definisce i regolamenti, al fine di riordinarne e razionalizzarne l’organizzazione ed il funzionamento):

–          Osservatorio nazionale sulla famiglia;

–          Osservatorio per il contrasto alla pedofilia e pornografia minorile;

–          Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza

b)elaborazione del piano nazionale per la famiglia, comprendente: quadro conoscitivo, promozionale ed orientativo degli interventi volti ad attuare i diritti della famiglia; modalità per l’acquisizione delle proposte/indicazioni utili per la definizione del piano stesso; modalità di verifica della sua efficienza, tramite l’organizzazione, ogni 2 anni, della Conferenza nazionale sulla famiglia

c)interventi volti a valorizzare il ruolo dei consultori familiari e dei Centri per la famiglia (in particolare MIPOF individua i criteri per riorganizzare i consultori, al fine di potenziare gli interventi sociali a favore della famiglia)

d)interventi volti a: prevenire ogni forma di abuso sessuale nei confronti dei minori; contrastare la pedofilia e pornografia minorile; assicurare adeguati percorsi di sostegno (anche di natura economica) ai minori orfani a seguito di crimini domestici ed alle loro famiglie (affidatarie o adottive); proteggere e prendere in carico i minori vittime di violenza; sostenere le famiglie in cui sono presenti minori vittime di violenza

e)interventi volti a tutelare l’infanzia e l’adolescenza (priorità a: situazioni di vulnerabilità socio economica e disagio minorile; contrasto al fenomeno del cyber bullismo)

f)interventi volti a sostenere genitori separati e divorziati, anche tramite lo sviluppo di un sistema territoriale integrato di servizi sociali, finalizzato alla loro presa in carico

g)interventi volti a diffondere la figura dell’assistente sociale

h)iniziative di abbattimento dei costi per famiglie con almeno 3 minori

i)iniziative di conciliazione del tempo di vita e lavoro

j)interventi volti a favorire nuclei familiari a rischio, al fine di prevenire l’abbandono e consentire al minore di crescere nell’ambito della propria famiglia. A tal fine MIPOF definisce i criteri sulla cui base le Regioni e gli Enti locali definiscono programmi sperimentali, che prevedono il coinvolgimento dei sistemi di servizi alla persona

k)attività di informazione e comunicazione in materia di politiche per la famiglia

l)interventi volti a diffondere  e valorizzare le migliori iniziative in materia di politiche della famiglia adottate dagli Enti pubblici e privati, Enti locali, imprese ed Associazioni, al fine di agevolare lo “scambio reciproco, condivisione e sostegno di esperienze virtuose e di buone pratiche”

m)interventi in materia di adozione ed affidamento, al fine di tutelare l’interesse del minore e sostenere le famiglie adottive o affidatarie, anche per quanto concerne il percorso successivo

n)ulteriori iniziative volte a sostenere, realizzare e promuovere le politiche a favore della famiglia definite dal MIFAD.

MIPOF provvede, con D.M. 24/6/2021, a ripartire le risorse del Fondo per anno 2021 pari a 96.632.250 €, da destinare in misura pari a:

  • 70.981.805 € per:

a)prosecuzione ed avvio di iniziative volte a realizzare interventi in ambito educativo di infanzia ed adolescenza, con priorità per situazioni di vulnerabilità socio economica e disagio minorile anche a seguito di COVID19;

b)diffusione e valorizzazione delle migliori iniziative in materia di politiche familiari adottate da Enti pubblici e privati, Enti locali, imprese ed Associazioni, al fine di agevolare mutuo scambio, condivisione e sostegno di esperienze virtuose, anche tramite realizzazione di attività formativa per diffusione di buone pratiche, valutazione di impatto delle azioni attuate (anche mediante coinvolgimento degli stessi utenti);

c)ulteriori iniziative individuate da MIPOF per sostenere, realizzare, promuovere politiche a favore della famiglia, di cui 500.000 € riservati ad Associazioni impegnate nell’attività di assistenza psicologica a favore di genitori a cui morto un figlio

Fondi da distribuire equamente su tutto il territorio nazionale, “garantendo coinvolgimento dei Comuni per progetti relativi a servizi alla persona, fermo restando che non oltre 1% delle suddette risorse destinate ad attività di assistenza e consulenza gestionale per attuare interventi di cui sopra

  • 25.650.455 € a favore di Regioni (a Marche assegnati 679.736, 79 €) per:

a)iniziative volte a favorire natalità e genitorialità (anche di carattere innovativo e tenendo conto di esigenze emerse con COVID19);

b)prosecuzione di progetti già avviati nel territorio;

c)supporto ad attività svolte dai Centri per famiglie e dai Consultori familiari

MIPOF trasferisce risorse a Regioni a seguito di specifica richiesta inviata mediante PEC (segredipfamiglia@pec.governo.it) in cui specificare: azioni da finanziare concordate con Enti locali; compartecipazione finanziaria di Regione (almeno 20% del finanziamento assegnato, anche mettendo a disposizione idonee risorse umane, beni, servizi). Allegare:

a)copia della delibera di Giunta Regionale adottata, sentiti Enti locali;

b)scheda (Modello predisposto da MIPOF) concernente piano operativo delle azioni da finanziare, comprensivo di: cronoprogramma delle singole attività; modalità della loro attuazione; piano finanziario relativo alle suddette attività coerente con il cronoprogramma

MIPOF provvede a:

a)erogare, entro 45 giorni dalla richiesta, in unica soluzione le risorse destinate alla Regione, previa verifica della coerenza degli interventi con le finalità sopra riportate;

b)monitorare la realizzazione delle azioni e dei risultati conseguiti (anche in termini di impatto sociale). A tal fine Regione fornisce dati necessari al monitoraggio

Legge 205/17 ad art. 1 commi 254 – 255 istituisce presso MILPOS il “Fondo per il sostegno al ruolo di cura ed assistenza del caregiver familiare” (inteso come persona impegnata nella cura del coniuge convivente, anche in caso di unioni civili, o del familiare/affine entro il 3° grado che, a causa di una malattia, infermità, disabilità, anche cronica o degenerativa, non risulta autosufficiente, nè è in grado di prendersi cura di sé, o viene riconosciuto come invalido e pertanto bisognoso di assistenza continua di lunga durata, o è titolare di indennità di accompagnamento), dotato di 20.000.000 € per ognuno degli anni 2018, 2019, 2020 (incrementato dalla Legge 145/18 art. 1 comma 484 di 5.000.000 € per ognuno degli anni 2019, 2020, 2021). Al termine di ogni esercizio le somme residue del Fondo sono versate nel bilancio dello Stato per essere poi riassegnate al Fondo stesso, al fine della copertura finanziaria degli interventi volti a riconoscere il valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale svolta dal caregiver familiare.

Legge 208/15 art. 1 comma 391, come modificato dalla Legge 145/18 stanziato 1.000.000 € per ognuno degli anni 2019-2020-2021 a valere sul Fondo per la famiglia a favore della Carta della famiglia” utilizzabile solo dai componenti del nucleo familiare del beneficiario (Divieto di cessione della Carta a terzi) e solo per beneficiare di sconti sull’acquisto di beni o servizi o di riduzioni tariffarie concesse da soggetti pubblici/privati aderenti all’iniziativa in entità almeno pari a 5% rispetto al prezzo normalmente offerto al pubblico

L.R. 30/98, come modificata da ultimo da L.R. 16/17, prevede:

  • erogazione di risorse a Comuni per interventi di sostegno alla famiglia, riguardanti:
    1. nascita o adozione di figli
    2. assistenza integrativa in ambito familiare a propri componenti non autosufficienti, o con problemi di salute mentale
    3. istituzione di centri per famiglie e scuole per genitori, in collaborazione con Istituzioni pubbliche e del terzo settore
    4. minori in situazioni multiproblematiche di ordine psichico, sociale, sanitario
    5. superamento di situazioni di disagio sociale/economico
    6. progetti di solidarietà nei confronti di  donne in difficoltà non coniugate, o in stato di gravidanza e ragazze madri
    7. azioni volte a favorire il ricongiungimento famigliare di coniuge o figli minori (compresi quelli non aventi cittadinanza italiana), nonché erogazione di aiuti per loro spese di viaggio
    8. pagamento di polizze assicurative per copertura di rischi di infortunio domestico a favore di componenti famigliari che attuano solo lavoro domestico
    9. progetti volti a divulgare modalità di prevenzione di infortuni domestici
    10. altri interventi di sostegno alla famiglia
  • promozione da parte di Regione, con cadenza biennale, di una campagna di sensibilizzazione e prevenzione della salute,  in particolare nei confronti di  ogni forma di dipendenza e della corretta educazione alimentare, in collaborazione  con Comune, ASUR, Associazioni delle famiglie, componenti della Consulta
  • facilitazioni per il turismo familiare nell’ambito  del territorio regionale promuovendo: intese con operatori del settore; iniziative per famiglie con figli e/o componenti a ridotta autonomia personale. A tal fine Giunta Regionale:
    1. promuove incontri con operatori del settore, singoli o associati, per predisporre  la specifica offerta rivolta al turismo familiare
    2. predispone, anche di intesa con Enti, Associazioni ed Istituzioni interessate, una specifica offerta di servizi rivolta  a persone con ridotta  autonomia Regione sostiene tali iniziative mediante campagne promozionali mirate

Giunta Regionale, sentita Commissione consiliare competente, definisce modalità per la ripartizione entro 30 Giugno dei finanziamenti, tenendo conto di: limiti di reddito per nucleo familiare richiedente; richieste di finanziamento trasmesse da Comuni entro 30 Aprile, a seguito delle domande loro presentate da interessati entro 28 Febbraio

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