AIUTI ENERGIA NON FOTOVOLTAICA

AIUTI ENERGIA NON FOTOVOLTAICA (Legge 145/18, 8/20, 108/21; D.M. 6/7/12, 23/6/16)  (energy15)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MIPAAF), Autorità per Energia Elettrica, Gas (AEEG), Gestore Servizio Elettrico (GSE)

Imprese (comprese quelle operanti nel settore forestale, iscritte a Camera di Commercio nelle attività di sIlvicoltura ed altre attività forestali) interessate alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (diversa da quella solare fotovoltaica) quali

  • idroelettrico
  • geotermoelettrico
  • eolico
  • impianto solare termodinamico (tipologia di impianto riportata in Allegato 2 pubblicato su G.U. 150/16, composto da edifici e macchinari che consentono utilizzo diretto o trattamento da fonte rinnovabile e successivo utilizzo per produzione di energia elettrica, nonché gruppi di generazione di energia elettrica, servizi ausiliari di impianto, trasformatori collocati a monte dei punti di connessione a rete elettrica, misuratori di energia elettrica)
  • biomasse
  • impianti alimentati da gas di discarica (cioè quello prodotto da processo biochimico di fermentazione anaerobica di rifiuti stoccati in discarica) o da gas di depurazione (cioè gas prodotto da processo biochimico di fermentazione anaerobica di fanghi prodotti in impianti destinati solo al trattamento di acque reflue civili ed industriali)
  • biogas (cioè gas prodotto da processo biochimico di fermentazione anaerobica di biomassa o da fermentazione di frazione organica di rifiuti urbani (specie da raccolta differenziata). Se utilizzata materia prima classificata come rifiuto, produttore di energia elettrica è tenuto, su richiesta di GSE, a fornire ogni elemento necessario per verificare natura dei materiali usati. Elenchi di prodotti e sottoprodotti di Allegato I pubblicato su G.U. 150/16 sono da considerarsi esaustivi, fermo restando che MIPAAF può aggiornare elenco di tali prodotti in base ad istanze presentate da soggetti interessati, corredata da documentazione necessaria per verificare che sottoprodotti non abbiano altra utilità produttiva o commerciale fuori da loro impiego per produzione di energia
  • bioliquidi sostenibili (cioè combustibili liquidi ottenuti da biomasse che rispettano requisiti di sostenibilità), compresi bioliquidi sostenibili da filiera, biomasse da filiera, biogas da filiera prodotto nell’ambito di intese di filiera o contratti quadro o filiere corte (cioè raggio di 70 km tra impianto di produzione di energia elettrica e confini dei Comuni dove ricade luogo di produzione di materiali, comprese coltivazioni dedicate non alimentari)
  • impianti ibridi alimentati da rifiuti parzialmente biodegradabili, o impianti alimentati con frazione biodegradabile dei rifiuti per almeno 10% in peso, compresi impianti alimentati da rifiuti urbani ottenuti da raccolta differenziata
  • altri impianti ibridi alimentati con combustibile non rinnovabile (gas, carbone) e con fonte rinnovabile (biomasse, compresi rifiuti parzialmente biodegradabili)

Iter procedurale:

Legge 108/21 ad Art. 31 bis stabilisce che:

  • sottoprodotti relativi alle attività agricole, di allevamento, filiere agroindustriali utilizzati come materie prime per alimentazione di impianti a biogas o produzione di biometano (tramite purificazione di biogas) costituiscono materie prime idonee al riconoscimento della qualifica di biocarburante avanzato
  • tutte le opere infrastrutturali necessarie ad immissione del biometano nella rete esistente di trasporto e distribuzione del gas naturale debbono prevedere “apposizione del vincolo preordinato all’esproprio dei beni in esso compresi, nonché la variazione degli strumenti urbanistici”

Legge 108/21 ad Art. 31 ter estende l’economia circolare nella filiera del biogas agli imprenditori agricoli, nel rispetto del principio di connessione di cui ad Art. 2135 del Codice civile

Regioni, delegate a svolgere procedimento di autorizzazione unica, chiedono a GSE valutazione circa corrispondenza della fonte di alimentazione di impianto con definizione di fonte energetica rinnovabile di cui sopra

GSE, per impianti di potenza fino a 500 kW, provvede, ove richiesto, a ritiro di energia elettrica erogando, su produzione netta immessa in rete, una tariffa incentivante onnicomprensiva determinata in relazione a fonte, tipologia di intervento, potenza di impianto (Modalità riportate in Allegato 1 pubblicato su G.U. 150/16). Per impianti di potenza superiore a 500 kW, anche soggetti ad aste al ribasso, GSE eroga tale incentivo pur se energia prodotta resta nella disponibilità del produttore. Impianti fino a 500 kW di potenza che scelgono di mantenere energia nella propria disponibilità possono chiedere a GSE di cambiare modalità di erogazione di incentivo, optando per il ritiro onnicomprensivo di cui sopra (Passaggio da un sistema ad altro consentito non oltre 2 volte nel periodo di incentivazione)

Per impianti alimentati a biogas o biomasse, al fine di determinare tariffa incentivante, GSE identifica, tenendo conto sia di quanto riportato nell’autorizzazione a costruzione ed esercizio di impianto, sia di quanto dichiarato da produttore di impianto: tipologia di prodotti e sottoprodotti di origine biologica con cui alimentato impianto (Elenco riportato in tabella IA e IB pubblicata su G.U. 150/16); rifiuti, per cui frazione biodegradabile è determinata forfetariamente; frazione biodegradabile di rifiuti non provenienti da raccolta differenziata diversi dai precedenti. Se in autorizzazione non indicato che impianto è alimentato da una delle suddette tipologie, GSE individua tariffa incentivante secondo seguenti modalità:

  1. in caso in autorizzazione previsto che impianto utilizzi più di 1 delle tipologie precedenti, attribuzione di tariffa incentivante di minor valore tra quelle riferite a tipologie usate ad intera produzione;
  2. in caso in autorizzazione non esplicitata tipologia di biomassa utilizzata, attribuzione tariffa incentivante di minor valore tra quelle potenziali di alimentazione impianto
  3. in caso di impianti a biogas di potenza inferiore a 1 MW e da autorizzazione risulti uso di prodotti di origine biologica di cui alla tabella IA insieme a biomasse di prodotti di origine biologica di cui alla tabella IB per almeno 30% sul totale, attribuzione di tariffa incentivante vigente per sottoprodotti di origine biologica ad intera produzione. MIPAAF accerta quantità di prodotto e sottoprodotto impiegata dal produttore nel corso dell’anno, anche mediante controlli a campione

Per accedere agli incentivi previsti da D.M. 23/6/2016 soggetto responsabile di nuovi impianti, o di impianti ibridi, o di impianti potenziati chiede a GSE iscrizione al registro informatico relativo a fonte e tipologia di appartenenza di impianto. GSE, entro 30 giorni da chiusura registro (Dopo di ciò impossibile integrare informazioni e documenti presentati)  redige e pubblica su proprio sito internet graduatoria, in base a seguenti priorità:

  1. impianti a biogas e biomasse con potenza inferiore a 600 kW, facenti parte di un ciclo produttivo di impresa agricola, allevamento, forestale;
  2. impianti idonei inseriti in posizione non utile nei registri aperti con D.M. 6/7/2012, muniti al 30/6/2016 di titoli autorizzativi ed eventuali titoli concessori;
  3. impianti che chiedono tariffa incentivante pari a 90% di quella in Allegato 1 pubblicato su G.U. 150/16;
  4. dichiarazione di Autorità competente attestante funzione pubblica di impianti alimentati a biomassa nell’ambito di pianificazione regionale, ai fini di corretta gestione del ciclo rifiuti;
  5. impianti geotermici con totale reiniezione dei fluidi geotermici nelle stesse formazioni di provenienza o con titolarità di concessione di sfruttamento dei fluidi geotermici e del titolo autorizzato;
  6. impianti geotermoelettrici ad alta entalpia in grado di abbattere almeno 95% del livello di idrogeno solforato e mercurio presente nel fluido;
  7. impianti idroelettrici: con potenza nominale di concessione fino a 50 kW (Soglia elevata a 250 kW se trattasi di impianti realizzati su canali esistenti, senza incremento di portata derivata od utilizzo di acque di restituzione o di scarico) entrati in esercizio al 30/4/2017; titolarità di concessione di derivazione di acqua e titolo autorizzato su canali artificiali o condotte esistenti, senza incremento né di portata derivata dal corso idrico naturale, né del periodo di prelievo; utilizzo acque di restituzione o di scarico di utenze esistenti, senza modificare punto di restituzione o scarico; utilizzo salti su briglie o traverse esistenti, senza sottensione di alveo naturale o sottrazione di risorse; utilizzo parte del rilascio di deflusso minimo vitale al netto di quota destinata a scala di risalita, senza sottensione di alveo naturale;
  8. impianti solari termodinamici, con frazioni di integrazione più basse;
  9. anteriorità dei titoli autorizzativi;
  10. anteriorità dei titoli concessori;
  11. anteriorità della comunicazione prevista dal D.Lgs. 22/10;
  12. minor potenza di impianti;
  13. data di richiesta di iscrizione al registro

Ammessi ad incentivo gli impianti in graduatoria “nel limite di specifico contingente di potenza”. Se ultimo impianto in graduatoria ammesso per una potenza minore a quella richiesta, soggetto può accedere ad incentivi solo per quota parte. Graduatoria non soggetto a scorrimento, salvo che soggetti in graduatoria comunicano, entro 6 mesi da sua pubblicazione, a GSE rinuncia a realizzare intervento. In caso di scorrimento di graduatoria, subentrante deve rispettare termini di entrata in esercizio di impianto a decorrere da data di pubblicazione di graduatoria aggiornata. GSE iscrive in registro impianti geotermoelettrici, indicando potenza convenzionale pari a 5 MW per ogni impianto, salvo potenza inferiore dichiarata da produttore al momento richiesta di iscrizione, purché impianti realizzati hanno potenza effettiva inferiore a quanto dichiarato, altrimenti incentivo decade

Impianti in graduatoria debbono entrare in funzione entro: 19 mesi da notifica esito positivo del procedimento per eolico on shore; 31 mesi per idroelettrico (39 mesi se necessari lavori geologici), biomasse, biogas, gas di depurazione, gas di discarica, bioliquidi sostenibili, solare termodinamico; 51 mesi per geotermoelettrici; 39 mesi per oceanica (comprese maree e moto ondoso)

GSE pubblica ogni anno (aggiornandolo ogni 6 mesi) bollettino con elenco di impianti da fonti rinnovabili in esercizio ed in progetto, specificando: tipologia di fonte; potenza; Comune di ubicazione; categoria di intervento in graduatoria; incentivi previsti e tariffe erogate. Bollettino riporta anche dati aggregati su:

  1. impianti vigenti, rispettiva potenza, produzione energetica, controlli effettuati;
  2. impianti in progetto: potenza e produzione attesa dichiarata da produttore o calcolata da GSE.

Dati sono forniti da GSE a Comune su loro richiesta

GSE verifica, per tutti gli impianti alimentati con fonti rinnovabili oggetto di incentivi tariffari, sussistenza di elementi relativi ad artificioso frazionamento di potenza di impianto (compreso accertamento unicità del nodo di raccolta, di energia prodotta da impianto riconducibile a stesso soggetto) che costituisce violazione al criterio per cui incentivi decrescono ad aumentare potenza di impianto. Se evidenziati casi di frazionamento, GSE considera impianti riconducibili ad un unico impianto di potenza pari a somma dei singoli impianti, verificando rispetto delle regole di accesso ad incentivi e rideterminando tariffa spettante.

GSE sviluppa, aggiorna e pubblica con cadenza annuale:

  1. rapporto su sistemi incentivanti adottati nei principali Paesi UE per sviluppo di energie rinnovabili;
  2. rapporto sul confronto dei costi di generazione nei principali Paesi UE;
  3. rapporto su energie rinnovabili, in cui evidenziare: risultati raggiunti in Italia, confrontati con target al 2020; costi sostenuti per incentivi; stima costi per anni futuri, in cui prevista entrata in esercizio di impianti beneficiari di incentivi, tenendo conto di:
    • sommatoria degli incentivi riconosciuti ad ogni impianto, alimentato da fonti rinnovabili non fotovoltaiche, per produzione annua netta incentivabile nei 12 mesi successivi, stimata da GSE in base alla produzione storica di impianto con caratteristiche omogenee;
    • costo di impianto ammesso a registro in posizione utile o vincitore di procedura di asta al ribasso; costo impianti ex zuccherifici basato su dati statistici disponibili; costo impianti ad accesso diretto per mesi futuri. Costo decorre da data entrata in esercizio fino a data presunta fine fissata da GSE (in base a dati storici);
    • prezzo di energia pubblicato su sito GSE pari alla media dei prezzi dei 24 mesi precedenti e 12 mesi successivi come risultati da esiti di mercato;
    • prezzo di energia assunto per definire costo di incentivo di impianto, calcolato come differenza rispetto a tariffe incentivanti onnicomprensive

GSE calcola per i 3 anni successivi media dei valori mensili, definiti come “costo indicativo annuo medio di incentivi”. Dato pubblicato ogni mese su sito di GSE in quanto non appena raggiunta soglia stabilita, si ha cessazione di incentivi

GSE riporta in apposita Sezione, da aggiornare ogni anno e rendere disponibile al pubblico, dati inerenti ad incentivi erogati per fonti rinnovabili, aggregati per tipologia di impianto e categoria di intervento

Autorità competente definisce modalità di ritiro da parte GSE di energia elettrica immessa in rete da impianti incentivati con tariffa onnicomprensiva, stabilendo modalità di cessione al mercato di tale energia da parte di GSE

Entità aiuto:

Legge 145/18, come modificata da ultimo da Legge 15/22, ad Art. 1 commi 954, 955, 956 prevede concessione di incentivi fino a 31/12/2022 ad impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas con potenza inferiore a 300 kw facenti parte di un ciclo produttivo di impresa agricola e di allevamento realizzati da imprenditori agricoli (anche in forma consortile) alimentati per almeno 80% da reflui e materie derivanti da azienda agricola, purché:

  1. energia termina prodotta sia utilizzata a servizio dei processi aziendali;
  2. impianti iscritti nel Registro di cui al D.M. 23/6/2016;
  3. nel limite di 25.000.000 € di incentivo

GSE pubblica sul proprio sito internet graduatoria degli impianti beneficiari redatta tenendo conto seguenti priorità:

  1. impianti localizzati in tutto od in parte in aree agricole classificabili vulnerabili ai nitrati (ZVN);
  2. impianti che richiedono tariffa pari a 90% di quella fissata da D.M. 23/6/2016;
  3. anteriorità della data di invio domanda

D.M. 23/6/2016 fissa valori di potenza della soglia in 5 kW per tutte le tipologie di fonte rinnovabile. Ai fini di determinazione della potenza di impianto, anche per il valore di soglia, si considera:

  1. potenza di impianto costituita da somma di potenza di impianti, alimentati da stessa fonte, a monte di unico punto di connessione a rete elettrica; per impianti idroelettrici si considera un unico impianto quello realizzato a seguito di specifica concessione di derivazioni di acqua, indipendentemente da condivisione con altri impianti di stesso punto di connessione;
  2. unico impianto di potenza cumulativa pari a somma di singoli impianti alimentati da stessa fonte nella disponibilità di stesso produttore, o riconducibili a livello societario ad unico produttore e localizzati su stessa particella catastale o particella contigua

Periodo di diritto ad incentivo decorre dalla data di entrata in esercizio di impianto ed è pari a vita media utile convenzionale di impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto interventi di rifacimento o potenziamento riportata in Allegato 1 pubblicato su G.U. 150/16 stimata in 20 anni per eolico, gas di discarica, biogas, biomassa, bioliquidi sostenibili; 25 anni per solare termico, geotermico; 30 anni per idraulica a bacino di potenza superiore a 5.000 litri. Vita media è considerata al netto di:

  • eventuali fermate disposte da Autorità competenti per: problemi connessi a sicurezza di rete riconosciuti da gestore di rete; eventi calamitosi riconosciuti da stesse Autorità; altre cause di forza maggiore riconosciute da GSE; impianti sottoposti ad autorizzazione integrale ambientale (AIA)
  • tempi di fermo causati da ritardi nel rilascio di AIA da parte di Autorità competente per cause non dipendenti dal produttore
  • tempi di fermo derivati da eventi calamitosi attestati da Autorità competente e di altre cause di forza maggiore riscontrate da GSE

A tal fine al produttore concessa estensione del periodo di diritto ad incentivo, pari al periodo complessivo di fermate

Erogazione di incentivi sospesa nelle ore in cui si registrano picchi zonali pari a 0 o negativi per oltre 6 ore consecutive. Periodo di diritto ad incentivo calcolato al netto delle ore per cui registrata sospensione

Per impianti idroelettrici ammissione (e conseguente erogazione di aiuto) sospesa fino ad invio a GSE di attestazione rilasciata da Autorità competente di assenza di impianto idroelettrico su corpo idrico da cui prelevata acqua (Se attestato non inviato entro 6 mesi da entrata in esercizio di impianto, richiesta di accesso decade).

Tariffe incentivanti si applicano ad impianti in posizione utile in graduatoria formata a seguito di procedura di asta, o ad impianti che accedono direttamente ad incentivi che entrano in esercizio entro 30/6/2017, o ad impianti inseriti in posizione utile in registro che inviano precedente attestazione a GSE entro data di chiusura dei registri, o entrano in esercizio entro 30/6/2017. Tariffa incentivante definita da GSE in modo da assicurare equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio in riferimento a produzione netta immessa in rete (data da produzione lorda, cioè somma di tutti i quantitativi di energia elettrica prodotta dai vari gruppi generatori di impianto, diminuita di energia elettrica assorbita dai servizi ausiliari di centrale + perdite nei trasformatori centrali + perdite di linea fino al punto di consegna di energia a rete elettrica)

Per nuovi impianti (diversi da impianti solari termodinamici) si applicano le tariffe incentivanti riportate in Allegato 1 pubblicato su G.U. 150/16. Per impianti oggetto di integrale ricostruzione, riattivazione, rifacimento, potenziamento e per impianti ibridi, tariffa incentivante è determinata in base ad Allegato 2 pubblicato su G.U. 150/16.

Tariffe incentivanti per impianti geotermici sono incrementate di:

  1. 30 €/MW/h in caso di totale reiniezione del fluido geotermico nelle stesse formazioni di provenienza e comunque con emissioni nulle
  2. 30 €/MW/h per i primi 10 MW realizzati ed entrati in esercizio su nuove aree oggetto di concessione di coltivazione, in cui non esistevano precedenti impianti geotermici
  3. 15 €/MW/h per impianti geotermoelettrici ad alta entalpia, in grado di abbattere almeno 95% livello di idrogeno solforato e mercurio presente nel fluido di ingresso in impianto di produzione

Definita specifica tariffa incentivante, non cumulabile con precedenti, per produzione di energia elettrica da impianti geotermici che impiegano tecnologie avanzate non ancora in commercio pari a:

  1. 200 €/MW/h per impianti che usano fluido con concentrazione minima di gas pari a 1% in peso su fluido geotermico totale e temperatura inclusa in fascia definita di media entalpia (fino a 151°C)
  2. 200 € – (Tx – Tm) 0,75 = Pi €/MW/h (dove Tx è temperatura di fluido geotermico presente in sito; Tm è temperatura minima del fluido geotermico; 0,75 è decremento di incentivo per ogni MW/h e ogni °C di differenza tra temperatura del fluido geotermico e valore di soglia fissato; Pi è tariffa incentivante) in caso di impianti ad alta entalpia, che usano fluido con concentrazione minima di gas pari a 1% su fluido geotermico totale e temperatura compresa tra 151°C e 235°C (incentivo ridotto di 0,75 per MW/h/°C di differenza tra temperatura di fluido geotermico e valore di soglia minima di 151°C)

Tariffa applicata è quella vigente al momento di entrata in esercizio di impianto

Incentivi riconosciuti per

  • nuovi impianti realizzati utilizzando componenti nuovi o rigenerati in un sito dove nei 5 anni precedenti non era presente altro impianto o le principali parti di questo
  • ricostruzione integrale, cioè realizzazione di impianto alimentato da stessa fonte rinnovabile in un luogo dove esisteva altro impianto di produzione di energia elettrica di cui è possibile utilizzare, unitamente a componenti nuovi o rigenerati, numero limitato di infrastrutture ed opere esistenti, tenendo conto di ogni fonte e tipologia di impianto
  • rifacimento, totale o parziale, di impianto, cioè interventri finalizzati al mantenimento in piena efficienza produttiva di impianto, comprese eventuali sostituzioni, ricostruzioni, lavori di miglioramento di varia entità e natura da eseguire su alcuni dei principali macchinari ed opere di impianto (Rifacimento è considerato totale o parziale in funzione entità di intervento e di ciascuna fonte e tipologia di impianto). Se impianto articolato in diverse linee produttive dotate di autonomia di esercizio e misuratori dedicati di energia generata, intervento di rifacimento ammesso su singola linea produttiva
  • potenziamento di impianto, cioè realizzazione di opere volte ad ottenere un aumento di potenza di impianto esistente in relazione ad ogni fonte e tipologia di impianto
  • riattivazione di impianto, cioè messa in servizio di un impianto dismesso da oltre 10 anni, anche mediante impiego di componenti rigenerati

limitatamente nel caso di:

  • nuovi impianti idroelettrici ad acqua fluente, con o senza derivazione di acqua da bacino e serbatoio a: traverse; dighe; opere di presa; canali e gallerie di derivazione; vasche di carica; scarichi di superficie e di fondo; pozzi piezometrici; condotte forzate; opere di restituzione e di dispersione; organi (meccanici ed elettromeccanici) di captazione e manovra di portata di acqua fluente in impianto (paratoie fisse e mobili, organi di regolazione e intercettazione varia, guglia). Nel caso di ricostruzioni integrali o rifacimenti (totali o parziali) a: gruppi turbina, alternatori, opere civili e/o idrauliche (comprese gallerie di accesso, condotte forzate, organi di regolazione e manovra). Data di entrata in esercizio ai fini di incentivo è riferita ad intero impianto, o a singoli gruppi turbina/alternatore. Non costituisce interconnessione funzionale la condivisione del punto di connessione tra più impianti idroelettrici (anche se ubicati in stessa particella catastale), e le sole opere idrauliche (Esclusi servizi ausiliari) tra più impianti idroelettrici non riconducibili ad unico produttore e con distinte concessioni di derivazione di acqua
  • impianti geotermoelettrici a: 1 o più gruppi turbina alternatore, condensatori, trasformatori, estrattori gas, torri di raffreddamento, pompe di estrazione; pozzi di estrazione del vapore e di reiniezione del condensato; reti di trasporto del fluido; trattamento fluidi
  • impianti eolici a: aerogeneratori connessi a stesso punto di connessione a rete elettrica, costituiti da torre di sostegno; rotore (pale); mozzo; moltiplicatore di giri; generatore elettrico; inverter; sistemi di controllo
  • impianti alimentati da gas di scarico a: insieme pozzi di captazione inseriti in discarica; tubazioni di convogliamento gas; sistemi di pompaggio; condizionamento e trattamento di gas; gruppi di generazione (motore alternatore); sistema di trattamento dei fumi
  • impianti alimentati da gas di depurazione a: insieme di apparecchiature di trasferimento fanghi a digestori; digestori dei fanghi prodotti in impianto deputato al trattamento di acque reflue (civili e/o industriali); gasometri; tubazioni di convogliamento del gas; sistemi di pompaggio, condizionamento e trattamento gas; gruppi di generazione (gruppi motore alternatore); sistema trattamento dei fumi
  • impianti alimentati a biogas a: gruppi motore alternatore; vasche di idrolisi delle biomasse; apparecchiature di trasferimento dal serbatoio a digestore; digestori di gasometri; tubazioni di convogliamento del gas; sistemi di pompaggio, condizionamento e trattamento di biogas; sistema di trattamento dei fumi
  • impianti alimentati da bioliquidi a: gruppi motore alternatore; apparati di stoccaggio e trattamento del combustibile; sistemi di trasferimento del combustibile da stoccaggio ai buffer tanck e da questi ai motori; sistemi di trattamento dei fumi; camino
  • impianti alimentati da biomasse a: gruppi motore alternatore; sistemi di stoccaggio, trattamento, trasformazione di combustibile (se presenti anche gassificatori); generatori di vapore; condensatori; forni di combustione; guglie; sistemi di trattamento dei fumi; camino; opere di presa e scarico di acqua di raffreddamento; torri di raffreddamento
  • impianti solari termodinamici (anche ibridi) a: captatore solare e relativa area dove intercettati raggi solari; sistema di accumulo termico dove immagazzinata energia termica raccolta da captatori solari; mezzo di accumulo di energia termica; impianto collegato in parallelo con sistema elettrico; contatori installati per contabilizzare energia prodotta
  • impianto idroelettrico. Escluso intervento di integrale ricostruzione se installato in acquedotto
  • impianti geotermici a: integrale ricostruzione di pozzi di produzione e reiniezione; sostituzione di alternatore, turbina, condensatore di tutti i gruppi di impianto
  • altri impianti, a: infrastrutture elettriche; opere infrastrutturali interessate; edifici connessi a funzionamento di impianto esistente. Esclusa ricostruzione totale in caso di impianti alimentati da bioliquidi, biogas, gas di scarica, gas residuati da processi di depurazione

Ammessi incentivi per potenziamento di impianti geotermici, purché

  1. pari almeno a 10% di produzione energetica da conseguire entro 12 mesi da lavoro;
  2. entrati in esercizio da almeno 5 anni;
  3. produzione entalpica derivante veicolata su medesimo gruppo di generazione;
  4. produzione imputabile a fase geotermica superiore a quella imputabile a biomasse;
  5. impianto alimentato da biomasse solide derivante per almeno 70% da filiera

Ammessi incentivi per potenziamento impianti idroelettrici, purché:

  1. entrati in esercizio da almeno 5 anni;
  2. riguardante macchinario produttivo, elettromeccanico, sistema di automazione, opere idrauliche. Escluse opere di ordinaria manutenzione;
  3. costo minimo di incremento di potenza (espressa in MW/h) non inferiore a 150 €/kW adeguatamente documentato mediante relazione tecnica firmata da progettista e legale rappresentante di gestore (Per impianti di oltre 1 MW relazione certificata da soggetto terzo, secondo modalità fissate da GSE), in cui evidenziare:
    • elenco dei lavori di potenziamento previsti od effettuati, suddivisi per macrosistemi di opere riferiti a parti funzionali di impianto;
    • computo economico complessivo dei costi sostenuti per realizzare macrosistemi di opere (costi, su richiesta di GSE, oggetto di documentazione contabile);
    • programma dei lavori, in cui esplicitare data di inizio e fine lavori, data di entrata in esercizio di impianto a seguito di potenziamento;
    • corografia generale e profilo idraulico di impianto

Nel caso di impianti solari termodinamici incentivi maggiorati di:

  • 20 €/MW/h per impianti con frazione di integrazione tra 0,15 e 0,50
  • 45 €/MW/h per impianti con frazione di integrazione fino a 0,15

Nel caso di impianti solari termodinamici ibridi ammessi incentivi, purché:

  1. dotati di sistema di accumulo termico con capacità nominale di accumulo superiore a: 1,5 kW/termici/h/mq. per superficie captante superiore a 50.000 mq.; 0,4 kW termici/h/mq. per superficie captante compresa tra 10.000 e 50.000 mq.;
  2. non utilizzano come flusso termovettore, né come mezzo di accumulo, sostanze classificate come molto tossiche, nocive (Requisito non richiesto per impianti ubicati in aree industriali);
  3. GSE, entro 90 giorni da richiesta, esegue verifica preventiva di conformità dei progetti, comunicando risultato ad interessato

Nel caso di impianti oggetto di ricostruzione coefficiente di gradazione D è pari a 0,9 (0,8 nel caso di potenziamento impianti idroelettrici)

Soggetti beneficiari di incentivi debbono adempiere ad obblighi fiscali

Incentivi in questione alternativi al meccanismo dello scambio sul posto, fermo restando possibilità per impianti soggetti a procedura di asta o a registro di passare dal ritiro e scambio sul posto ai meccanismi di incentivo di cui sopra

Incentivi di D.M. 23/6/2016 non cumulabili con altri incentivi pubblici, così come tariffa per produzione in assetto cogenerativo ad alto rendimento non cumulabile con incentivi di efficienza energetica e produzione di energia termica

Cauzioni provvisorie o definitive eventualmente escusse da GSE versate a Cassa per servizi energetici ed ambientali e destinate a nuovi impianti da fonti rinnovabili

Sanzioni:

Se non rispettati termini di entrata in esercizio di impianto (Termini considerati al netto dei tempi di fermo dovuti ad eventi calamitosi attestati da Autorità competente e ad altre cause di forza maggiore rilevate da GSE): tariffa incentivante decurtata di 0,5% per mese di ritardo fino a 6 mesi di ritardo (8 mesi in caso di rifacimento totale o parziale di impianto). Dopo tale termine: decadenza benefici + GSE esclude soggetto da graduatoria).

Impianti che non entrano in esercizio nei termini, ma chiedono poi di accedere ad incentivo: riduzione del 15% (6% in caso di impianti in graduatoria ai sensi di abrogato D.M. 6/7/2012) tariffa incentivante vigente al momento di entrata in esercizio. Nessuna sanzione in caso di rinuncia

Mancato rispetto del termine di invio dei documenti prescritti: nessun incentivo riconosciuto per periodo temporale pari a quello esistente tra data di entrata in esercizio impianto e data di invio di documentazione a GSE (In tal caso GSE attribuisce come data di entrata in esercizio quella dei 30 giorni antecedenti a comunicazione tardiva).

Se frazionamento artificioso determina violazione delle norme di accesso ad incentivi: decadenza di incentivo + recupero di somme erogate + applicazione sanzioni penali/amministrative

Se cauzione definitiva non costituita nei termini: escussione da parte di GSE di cauzione provvisoria + decadenza impianto da tariffa incentivante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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