NORME COMMERCIO ALIMENTARI

NORME COMMERCIO ALIMENTARI (Legge 53/21)  (commag68)

Soggetti interessati:

Governo, Ispettorato centrale tutela di qualità e repressione frodi di prodotti agroalimentari (ICQRF), Amministrazioni pubbliche, Autorità garante per la concorrenza e mercato

Imprenditori agricoli, cooperative agricole, imprese, Associazioni od Organismi di rappresentanza di imprese della filiera agroalimentare, consumatori

Iter procedurale:

Legge 53/21 ad Art. 7 delega il Governo a:

a)adottare modifiche ed integrazioni alla normativa vigente in materia di commercializzazione di prodotti agricoli ed alimentari, al fine di garantire maggiore tutela di operatori delle filiere agricole ed alimentari rispetto alla “problematica delle pratiche sleali”. Disciplina da applicare a tutte le cessioni di prodotti agricoli ed alimentari, indipendentemente dal fatturato aziendale

b)mantenere ed ulteriormente definire i principi di buone pratiche commerciali imperniati su “trasparenza, buona fede, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni, a cui acquirenti di prodotti agricoli ed alimentari debbono attenersi prima, durante e dopo instaurazione di rapporto commerciale”

c)coordinare normativa vigente in materia di termini di pagamento dei corrispettivi, tenendo conto della fatturazione elettronica

d)prevedere che contratti di cessione di prodotti agricoli ed alimentari (salvo quelli conclusi con consumatore e cessioni con contestuale consegna e pagamento del prezzo pattuito) siano sempre stipulati prima della consegna in forma scritta (non ammesse forme equivalenti)

e)salvaguardare specificità dei rapporti intercorrenti tra imprenditore agricolo e cooperativa agricola di cui è socio in merito a prodotto conferito sia in termini di pagamento, che forma scritta del contratto

f)confermare applicazione dei principi della Direttiva UE 633/19 (compresi termini di pagamento per prodotti deperibili) anche ad Amministrazioni pubbliche (comprese quelle scolastiche) “quando debitrici in una transazione commerciale, fermo restando che parti possono pattuire in modo espresso termini di pagamento diversi” (comunque mai superiore a 60 giorni)

g)prevedere che tra le pratiche commerciali sleali vietate rientrano: vendite di prodotti agricoli ed alimentari tramite gare ed aste elettroniche a doppio ribasso (definite in modo puntuale condizioni di applicazione e limiti di utilizzo del commercio elettronico); vendite di prodotti agricoli ed alimentari realizzate a livello tale da determinare condizioni contrattuali troppo gravose (v. “vendita a prezzi palesemente al di sotto dei costi di produzione”)

h)garantire tutela dell’anonimato nelle denunce di pratiche commerciali sleali ad Autorità nazionali da parte di singoli operatori o imprese, o Associazioni od Organismi di rappresentanza di imprese della filiera agroalimentare

i)prevedere possibilità di ricorrere a meccanismi di mediazione o risoluzione alternativa delle controversie tra le parti in modo da evitare il ricorso alla denuncia

j)introdurre sanzioni “efficaci, proporzionate, dissuasive” entro il limite massimo di 10% del fatturato di ultimo esercizio prima di accertamento

k)valorizzare ruolo di Organizzazioni di rappresentanza nella presentazione delle denunce, estendendolo ad Organizzazioni di imprese rilevanti a livello nazionale

l)adottare modifiche ed integrazioni alla Legge 27/12 al fine di designare ICQRF quale Autorità nazionale di vigilanza sulle disposizioni relative alle relazioni commerciali derivanti dalle cessioni di prodotti agricoli ed alimentari (può avvalersi di Comando arma dei carabinieri per tutela agroalimentare e di Guardia di Finanza) con applicazione delle relative sanzioni

m)prevedere che la mancanza di una delle condizioni richieste dal  1308/13 Art. 168 costituisce pratica commerciale sleale (rientra in tale casistica anche la determinazione da parte di acquirente di un prezzo del 15% inferiore ai costi medi di produzione stabiliti da ISMEA)

n)prevedere revisione della disciplina delle vendite sottocosto dei prodotti alimentari freschi e deperibili ammessa solo in caso si registri prodotto invenduto a rischio di deperibilità o di operazioni commerciali concordate con fornitore in forma scritta, “salvo comunque divieto di imporre unilateralmente al fornitore, in modo diretto od indiretto, perdita o costo di vendita sottocosto”

o)prevedere che siano fatte salve le condizioni contrattuali (comprese quelle sui prezzi) definite nell’ambito di Accordi quadro nazionali riguardanti fornitura di prodotti agricoli ed alimentari stipulati da Organizzazioni professionali rappresentative

p)prevedere che all’accertamento delle violazioni in materia di pratiche commerciali sleali, Autorità garante per la concorrenza e mercato provveda d’ufficio o su segnalazione di Organizzazioni professionali, a cui assicurare comunque possibilità di agire in giudizio per la tutela degli interessi delle imprese rappresentate, lese da pratiche commerciali sleali

q)applicare normativa oggetto di delega a favore di tutti i fornitori di prodotti agricoli ed alimentari operanti in Italia, indipendentemente dal fatturato